Destra di Popolo.net

A SANGUE FREDDO: COSI’ MELONI & C. HANNO UCCISO IL SUD

Agosto 29th, 2023 Riccardo Fucile

ADDIO COESIONE: STOP AL REDDITO, STANGATA SU PNRR E LAVORI PUBBLICI, AUTONOMIA DIFFERENZIATA

A chi lo accusa di voler male al Sud, Matteo Salvini risponde come il cane di Pavlov: dice di aver già comprato le forbici per tagliare il nastro del cantiere del Ponte sullo Stretto di Messina, che prevede di inaugurare in una manciata d’anni, altro che chiacchiere da bar. E che dire di Fratelli d’Italia? Sfidando il genere fantasy in salsa leghista, ha fatto addirittura peggio: confondendo realtà e immaginazione (fervida), qualche giorno fa, il partito di Giorgia Meloni ha sostenuto via social che il Pil del Mezzogiorno supererà quello della Francia e della Germania, con buona pace dei soliti “gufi”. Epperò, sicché era un’evidente castroneria, è bastato a cancellare alla velocità della luce il tweet incriminato che qualcuno ha pensato fosse il frutto di un account parodia e invece no.
Al di là delle promesse è un fatto che il Sud sembra diventato la vittima predestinata del governo che Isaia Sales ha definito, con un gioco di parole, destra a-sociale: la cancellazione del reddito di cittadinanza, la riprogrammazione dei fondi del Pnrr e l’autonomia differenziata a cui sta lavorando Roberto Calderoli infatti rappresentano se non un accanimento almeno la rinuncia alla prospettiva della riduzione dei divari con il Nord. L’antipasto del resto è stato la cancellazione del ministero del Sud e il pasticcio sulle deleghe, inizialmente attribuite a Nello Musumeci (oggi ministro del Mare e della Protezione civile) poi trasferite a Raffaele Fitto che le esercita insieme a quelle degli Affari europei, le Politiche di coesione e il Pnrr.
Ma una delle prime mosse del centrodestra a Palazzo Chigi è stata quella di dichiarare guerra al reddito di cittadinanza: l’interruzione della misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale è destinata a colpire in maniera più forte alcune aree del Paese rispetto ad altre, enfatizzando le differenze. Secondo l’ultimo report dell’Inps, al 30 giugno scorso la platea dei percettori era la seguente: 1,51 milioni nelle regioni del Sud e nelle Isole, 340 mila nelle regioni del Nord e 262 mila in quelle del Centro. Andando più nel dettaglio la regione con il maggior numero di percettori delle prestazioni erogate è (era) la Campania (23%) seguita da Sicilia (20%), Lazio (10%) e Puglia (9%), quattro regioni dove risiede oltre il 60% dei beneficiari.
E che dire della riscrittura del Pnrr che ha interessato 144 dei 329 obiettivi originari? Alcuni hanno parlato esplicitamente di scippo nei confronti del Mezzogiorno con il rischio concreto che non venga rispettata la clausola del 40% delle risorse al Sud. Tra le misure eliminate spiccano circa 16 miliardi per le piccole opere dei Comuni, specie meridionali, destinate per esempio alla rigenerazione urbana (come l’abbattimento delle Vele di Scampia e del Bronx di San Giovanni a Teduccio), la riduzione del rischio idrogeologico o la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie.
Per tacere dei 2,5 miliardi di fondi per le infrastrutture voluta da Salvini, che toglie sempre al Sud per dare al Nord, in particolare a Piemonte, Lombardia e Veneto, come si evince dall’informativa ministeriale inviata al Cipess, il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica. Salvini ha parlato di “menzogne” giurando che “nessuna delle opere verrà cancellata. Al massimo, saranno finanziate con altri fondi”. E il suo ministero ha messo sul piatto il Ponte di Messina: “Proprio Salvini è determinato a realizzare il collegamento stabile tra Calabria e Sicilia: porterà benefici a tutto il Paese e almeno 100mila posti di lavoro solo nel Sud. È quindi ridicolo accusarlo di scarsa attenzione per il Mezzogiorno”. Ma nel frattempo tra i progetti definanziati c’è la ferrovia Roma-Pescara, il raddoppio della Falconara-Orte, la velocizzazione della linea Lamezia Terme-Catanzaro e della Sibari-Porto Salvo in Calabria.
Dulcis in fundo l’autonomia che rischia di essere la pietra tombale dell’unità d’Italia: che il progetto del ministro Calderoli spezzi le reni al Sud non lo dicono solo le opposizioni e i sindacati. Persino Bankitalia ha avvertito il governo sui rischi per alcune regioni che consigliano gradualità per non innescare “processi irreversibili e dagli esiti incerti”. Ma anche sul rischio di fissare il divario esistente nell’offerta di servizi pubblici fra Nord e Sud invece di ridurlo. Il governo però tira dritto, anche se con molti distinguo. Il titolare della Salute, Orazio Schillaci, tecnico di area Fratelli d’Italia, a fronte dell’allarme lanciato tra gli altri dall’Ordine dei medici sulla tenuta del Servizio sanitario nazionale destinato ad aumentare le disuguaglianze tra le regioni (tradotto: quelle più povere avranno servizi inferiori), qualche mese fa aveva dato un mezzo altolà rivendicando un ruolo guida per il ministero rispetto al gap tra regioni. A fare da pompiere con la Lega fu allora Francesco Lollobrigida: “Il nostro partito nasce dalla coesione nazionale, un partito radicato e forte al Sud. Potrebbe mai approvare un testo di legge che produce quell’effetto? Sarebbe un po’ un suicidio”. Bene, bravo, bis. Poi però il ministro-cognato ha pure detto che i poveri mangiano meglio dei ricchi. Ribaltando la filosofia dell’ovvio, quella per cui è meglio fare colazione con pane, burro e marmellata anziché con pane duro e ammuffito.
(da Il Fatto Quotidiano)

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UN ANNO DI DISASTRI E CENSURE, COSI’ I SOVRANISTI UMILIANO L’ITALIA

Agosto 29th, 2023 Riccardo Fucile

DOPO UN ANNO DI GOVERNO ABBIAMO UN PAESE PIU’ INGIUSTO E PIU’ PERIFERICO, UMILIATO E NANIZZATO… MA C’E’ UN’ALTRA ITALIA CHE VUOLE AVERE VOCE

Dopo un anno di governo di destra l’Italia è un paese più ingiusto e più periferico, meno attraente. Un paese che non riesce ad avere un ruolo protagonista in Europa, che usa la diplomazia per convincere i partner di non essere come è: militante nella derisione della cultura dei diritti, nella propaganda che esclude e attacca tutti coloro che non rientrano nella sua idea di normalità.
Un paese che non brilla per immaginazione creativa, che si chiude nel chiacchiericcio da strapaese, che lancia al mondo immagini e linguaggi che sono imbarazzanti. L’Italia governata dalla destra è un paese umiliato e nanizzato.
La giostra quotidiana dei “lei dice, lui dice” tiene il pubblico distratto e sempre in movimento, mosso da polemiche e mai messo nella condizione di discutere e valutare le questioni che dovrebbero interessarlo: quel che fa il governo. L’obiettivo della politica dell’audience è di non portare mai le cose della politica alla luce del giudizio pubblico.
La destra censura l’informazione occupando i mezzi nazionali di informazione, prima di tutto quelli televisivi, che sono diventati dei rotocalchi specializzati in pettegolezzo. Della politica solo le briciole. E briciole sempre positive, come lustrini che coprono buchi o rattoppi mal fatti.
Spetta all’opposizione il compito di tenere sveglio il paese, di rompere questa strategia dell’omertà cercando di imporre attenzione, di denunciare e mobilitare l’opinione.
Se il pubblico non è messo nella condizione di monitorare e controllare, se non può svolgere quel salutare ruolo critico che gli spetta, è il governo del paese a rimetterci. E infatti, questo governo è in molti casi inadeguato; è inoltre spesso latitante, come in Romagna messa in ginocchio dalle alluvioni di tre mesi fa e lasciata a se stessa.
È inadeguato a governare quel progetto che ha avuto in dote dai due governi precedenti, il Pnrr, tanto che rinuncia a usare tutte le risorse per evidente incapacità di saper spendere secondo i parametri stabiliti dalla Ue.
Pochi giorni fa su questo giornale Stefano Iannaccone ha dato conto del rischio di perdere l’opportunità di mettere in cantiere 101 progetti ad obiettivo finanziati con il Piano europeo, con anche il compito di sostenere le comunità locali, la sanità e la scuola.
Il governo ha definanziato molti progetti nelle aree non metropolitane, aree che sono la spina dorsale del paese, forse perché meno visibili e meno appariscenti – interventi per la viabilità, la riconversione ecologica, per lo sport e la scuola, per la riqualificazione della vita sociale nei quartieri, per le biblioteche e le scuole materne. Il Pnrr doveva servire a mettere in moto un paese che non spende per il pubblico e le infrastrutture da decenni, che ha tolto risorse ai comuni e alle comunità locali.
La destra al governo peggiora questa condizione. Preoccupata a sfoltire le aliquote fiscali per realizzare la mitica flat tax, una misura che penalizza chi ha meno mentre debilita il pubblico di risorse. Preoccupata a mettere soldi pubblici in imprese giocattolo, come il ponte sullo stretto, o in lanci pubblicitari sul made in Italy che sembrano scritti per le gag di Totò.
Bisogna opporre a questo paese che la destra rimpicciolisce e umilia un altro paese che vuole essere un magnete di creatività e che vuole aiutarsi a crescere in tutte le sue componenti. La democrazia è una società aperta, ben descritta dall’articolo 3 della Costituzione, che scommette su tutti i suoi cittadini e cittadine, che si preoccupa delle loro opportunità perché vuole dare loro gli strumenti per vivere liberalmente e responsabilmente. C’è un’altra Italia là fuori che vuole aver voce.
(da editorialedomani.it)

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LOREDANA BERTE’ AL CONCERTO: “ANCH’IO VIOLENTATA DA UN BASTARDO QUANDO AVEVO 16 ANNI, MASSACRATA DI BOTTE E LASCIATA PER STRADA: BASTA TACERE!”

Agosto 29th, 2023 Riccardo Fucile

OVAZIONE PER L’ARTISTA IN UN CONCERTO A PALMI: “IO NON SONO CARNE”

“Io sono stata vittima di un bastardo che mi ha violentato, massacrata di botte e lasciata su una strada del cazzo a Torino. Ogni sei ore, ogni sei ore un femminicidio. Per non parlare poi di abusi, quali Palermo. Per questo ho smesso di tacere. Io non sono carne. Non sono carne”. È durissima la denuncia di Loredana Bertè, che in concerto a Palmi, in provincia di Reggio Calabria, a pochi chilometri dal suo paese d’origine, Bagnara Calabra, ha voluto manifestare la sua solidarietà alle vittime di violenza sessuale, dopo gli stupri di gruppo di Palermo e di Caivano, aderendo alla campagna social Io non sono carne tra gli applausi del pubblico.
La cantante aveva raccontato la sua terribile esperienza a Verissimo, nel 2020. “A 16 anni sono stata violentata – disse a Silvia Toffanin – Facevo serate con le Collettine (corpo di ballo di Rita Pavone, ndr). Eravamo in giro per l’Italia con Don Lurio a fare serate, ero l’unica vergine del gruppo e tutte provavano a convincermi, parlandomi di una persona innamorata pazza di me”.
§”Dopo un mese ho deciso di andare a prendere una cosa da bere con lui – aveva continuato la cantante – Mi ha portato in un appartamento scannatoio, le ragazze devono stare molto attente. Quando ho sentito che chiudeva con il lucchetto la porta mi sono spaventata, terrorizzata. Volevo andare fuori, ma lui mi ha riempita di botte, mi ha violentata. Sono riuscita a uscire per miracolo, con i vestiti tutti strappati e con un taxi che si è fermato: stavo svenendo e mi ha portato in ospedale”.
Denunciare subito
Quella storia di violenza però Loredana Bertè decise di tenerla per sé e di non riferirla neppure alla sua famiglia: “Lo sapevano solo le mie amiche, non ho potuto dirla a nessuno, nemmeno a mia madre, perché le botte le avrei prese anche da lei. Ma è stato uno sbaglio, perché al primo schiaffo bisogna denunciare”. Un’esperienza dolorosa, che ha segnato radicalmente il rapporto della cantante con il mondo maschile, come raccontato dalla stessa artista: “Per anni non mi sono fatta avvicinare da nessuno, ero traumatizzata”.
(da agenzie)

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OPEN TO INCHIESTA, LA VENERE DEL MINISTERO DEL TURISMO FINISCE SOTTO INCHIESTA DELLA CORTE DEI CONTI

Agosto 29th, 2023 Riccardo Fucile

APERTO UN FASCICOLO PER DANNO ERARIALE PER UNA CAMPAGNA COSTATA 140.000 EURO

Spunta una nuova grana per la ministra del Turismo Daniela Santanché. Stavolta Visibilia non c’entra nulla, bensì si tratta della Venere della campagna di comunicazione del suo dicastero, usata per sponsorizzare il turismo nel belpaese.
Secondo quanto riportato stamane su Repubblica la Procura della Corte dei conti del Lazio ha deciso di aprire un fascicolo sulla campagna Open to meraviglia, costata 140 mila euro e divenuta protagonista non per virtù ma per critiche e sfottò sui social. Come nelle migliori inchieste, quando scompare qualcuno si avviano le indagini.
L’ombra del danno erariale
La Procura della Corte dei conti, guidata dal procuratore regionale per il Lazio Pio Silvestri, ha deciso di avviare un’istruttoria. A stretto giro sarà notificata una richiesta di chiarimenti, atti alla mano, al Ministero del Turismo. L’obiettivo è capire come mai la “Venere Italia 23” – è il nickname per i social – sia scomparsa da oltre due mesi. Proprio nel pieno dell’estate, quando sarebbe serviti non poco a sponsorizzare i luoghi del nostro Paese. La mossa dei magistrati contabili – spiega Repubblica – non è un atto dovuto, legato all’esposto che aveva presentato a fine maggio il Codacons. Né alla denuncia per possibile danno erariale che aveva intimato il segretario di +Europa, Riccardo Magi, due settimane fa. L’istruttoria muove direttamente dalle informazioni emerse dalla stampa. Il ministero di Santanchè, contattato a fine agosto, ha sostenuto che lo stop di Venere fosse dato non per intoppi con l’agenzia di comunicazione ma per «una scelta ponderata», per «far atterrare le campagne sul portale italia.it». L’influencer digitale «tornerà presto protagonista». Per ora però l’unica traccia è quella alla Corte dei Conti.
(da agenzie)

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GIOVENTU’ DI MERDA: UN GRUPPO DI RAMPOLLI DELLA FIUGGI BENE UCCIDE A CALCI UNA CAPRETTA E POSTA IL VIDEO DISUMANO SUI SOCIAL

Agosto 29th, 2023 Riccardo Fucile

NELLE IMMAGINI SI VEDE UNO DEI RAGAZZI CHE SFOGA LA SUA FURIA CONTRO LA BESTIOLA TRA LE RISATE DEI PRESENTI CHE LO INCITANO A CONTINUARE… SOTTO SHOCK IL PROPRIETARIO DELLA STRUTTURA CHE HA SPORTO DENUNCIA… NESSUNA PIETA’ PER QUESTA FOGNA CRIMINALE

Il video è distopico, horror. Una capretta di pochi mesi bianca e marrone si avvicina a un gruppo di ragazzi. È tranquilla, abituata alla presenza umana, vive nell’agriturismo scelto dagli amici per la festa di 18 anni di una di loro. Sono i figli di famiglie della “Fiuggi bene”. La capretta è fiduciosa, la sua tenerezza è quasi paesaggistica.
Uno dei ragazzi del gruppo le si avvicina lento, poi le sferra un calcio violentissimo. La capretta stramazza e una volta a terra si contorce, soffre ma il ragazzo la colpisce di nuovo, ripetutamente, una, due, tre volte. La capretta perde i sensi, smette di respirare, lui è esaltato continua a tirare calci incitato dagli amici e amiche: “Ancora!“
L’amico ha ripreso tutta col telefonino e sorride.
È quanto accaduto ieri sera – domenica 27 agosto 2023 – durante un compleanno che si festeggiava in un noto agriturismo alla periferia di Anagni. Il gesto è stato pubblicato su Instagram poco dopo proprio dal suo amico.
Scioccato il titolare dell’agriturismo ha sporto denuncia presso la Compagnia dei Carabinieri di Anagni.
Nel corso della serata sono state fatte bravate dal gruppo di amici a danno dell’agriturismo di cui erano ospiti.
In un altro si vedono due giovanissimi (uno dei quali, quello vestito di nero, è lo stesso che si fa riprendere mentre prende a calci la capretta) che, afferrata una cariola, la gettano oltre un muretto.
(da agenzie)

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