Agosto 31st, 2023 Riccardo Fucile
LE CRITICHE CONTRO IL CONVIVENTE DELLA MELONI APPRODANO SULLA STAMPA INTERNAZIONALE
Le critiche contro Andrea Giambruno approdano non solo sulla stampa italiana, ma anche su quella estera.
«”Evitate di ubriacarvi”: scoppia la polemica per i commenti sullo stupro del partner della prima ministra italiana», titola oggi in bella vista il Guardian, riportando il vespaio di polemiche suscitato dalle parole del conduttore di Rete 4 in televisione. «Se vai a ballare, tu hai tutto il diritto di ubriacarti, ma se eviti di ubriacarti e di perdere i sensi, magari eviti anche di incorrere in determinate problematiche perché poi il lupo lo trovi», aveva detto lunedì Giambruno durante la sua trasmissione Diario del giorno, nel commentare con alcuni ospiti i casi degli stupri di gruppo che hanno scosso l’opinione pubblica nelle ultime settimane, da Palermo a Caivano.
I titoli all’estero
Un caso ripreso anche dall’agenzia di stampa Reuters, così come, ancora nel Regno Unito, dal Telegraph che riassume: «Il compagno di Giorgia Meloni sotto accusa per aver detto che le donne che escono e si ubriacano sono vulnerabili allo stupro».
E anche la stampa spagnola – mai attenta ai delicati confini del consenso come in questi giorni del caso Rubiales – dà rilievo alla notizia, con El Paìs che punta il dito direttamente sulla premier: «Se non ti ubriachi eviti il lupo”: il commento del compagno di Meloni sugli stupri apre un conflitto politico per la premier».
Il riferimento è alle dure critiche dell’opposizione che hanno chiesto alla stessa illustre partner di prendere le distanze dalle parole di Giambruno.
«Il compagno (che sbaglia)»
Come è noto, in Italia la notizia ha fatto il giro del web ed è finita su ogni giornale sia online che cartaceo. A graffiare, tra gli altri, anche il quotidiano diretto da pochi mesi da Matteo Renzi, da più parti accusato negli ultimi mesi di flirtare con la maggioranza di governo.
Decisamente in altra direzione il titolo del suo Riformista di oggi, che pizzica direttamente la premier, rievocando il vecchio motto comunista verso i brigatisti: «Il compagno (che sbaglia)», è il titolo che campeggia su una grande foto di Giambruno.
Come a dire che giocare col fuoco della violenza, in questo caso sessuale, è e resta esercizio fin troppo delicato quando si è vicini al potere politico…
(da agenzie)
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Agosto 31st, 2023 Riccardo Fucile
ANCHE ORNELLA VANONI RILANCIA: “IL LUPO NON E’ NEL BICCHIERE, E’ FUORI”
Contro le esternazioni di Andrea Giambruno, compagno della
premier Giorgia Meloni, arriva anche il commento indignato di Chiara Ferragni: “Ci tengo a ricordare ad Andrea Giambruno e ad altri colleghi giornalisti che non abbiamo problemi con i lupi; e neppure con i giganti buoni, mostri, cani e bestie varie. Il nostro problema sono gli uomini, come loro”, ha scritto l’influencer all’interno di una storia pubblicata sul suo profilo Instagram. E ancora: “Stranamente è sempre la donna ad essere colpevolizzata: “Victim blamig allo stato puro”.
Parole inaccettabili, quelle pronunciate di Giambruno, anche per Ornella Vanoni: “Il lupo non è nel bicchiere, è fuori dal bicchiere”, dice la cantante in un breve video postato sui social.
Il riferimento, anche qua, è alle frasi del partner della premier che, intervenendo durante la sua trasmissione ‘Diario del Giorno’ in onda su Rete4, aveva commentato così gli stupri di Palermo e di Napoli: “Se eviti di ubriacarti e di perdere i sensi, magari eviti anche di incorrere in determinate problematiche perché poi il lupo lo trovi”. Parole tese a colpevolizzare la vittima e che per questo hanno suscitato una valanga di polemiche.
(da agenzie)
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Agosto 31st, 2023 Riccardo Fucile
PERCHE’ IL MACCHINISTA DEL REGIONALE NON SAPEVA DEL CANTIERE?
Le immagini delle telecamere di videosorveglianza della stazione di Brandizzo potrebbero fornire dettagli cruciali per ricostruire le dinamica dell’incidente, in cui sono morti i cinque operai travolti dal treno regionale passato ad alta velocità, apparentemente senza accennare a una frenata, se non dopo aver passato la stazione, fermandosi a circa un chilometro.
La pm Giulia Nicodemi che coordina le indagini per la procura di Ivrea ha disposto l’acquisizione dei primi filmati, a cui si aggiungeranno le informazioni raccolte dai rilievi di carabinieri e agenti della Polfer. L’indagine dovrà provare a dare una risposta su un incidente che appare inspiegabile per la sua gravità.
Il treno regionale diretto a Torino viaggiava con 11 vagoni vuoti, che dovevano essere spostati. Era un movimento logistico e non commerciale, che comunque doveva essere segnalato. Il convoglio è invece passato a circa 160 chilometri orari intorno alle 23.50 attraversando la stazione di Brandizzo sul binario 1, dove si trovava la squadra di operai impegnata nella sostituzione di alcune rotaie. Indicazioni preziose dovrebbero arrivare anche dall’esame delle comunicazioni, che siano documenti e fonogrammi che, ricorda il Corriere della Sera, forniscono ai macchinisti alla guida del treno informazioni sullo stato dei binari, sull’orientamento dei cambi e sulla presenza o meno di lavori di manutenzione. Il sospetto degli inquirenti è che ci sia stato quindi un sorprendente difetto di comunicazione: la presenza del cantiere non sarebbe stata nota al macchinista del treno regionale, finito in ospedale sotto shock. Potrebbe essere lui stesso a chiarire cosa sia avvenuto in quei pochi attimi, se gli inquirenti riusciranno a sentirlo già in mattinata.
(da Open)
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Agosto 31st, 2023 Riccardo Fucile
SOTTO CHOC IL MACCHINISTA CHE GUIDAVA IL TRENO REGIONALE CON 11 VAGONI VUOTI
Cinque operai sono morti travolti da un treno regionale sulla linea
ferroviaria Milano-Torino tra Chivasso e Brandizzo mentre erano impegnati in lavori di manutenzione.
Altri due sono stati portati in ospedale sotto shock, così come il macchinista, ma non sarebbero feriti.
Il convoglio che ha investito gli operai di una ditta appaltatrice viaggiava a 160 km/h in direzione Torino, viaggiava senza passeggeri e stava trasportando 11 vagoni vuoti da una stazione all’altra.
Gli operai stavano lavorando alla sostituzione di una decina di metri di binari, sono stati trascinati per centinaia di metri e sono morti sul colpo. Il treno si è fermato a circa un chilometro dal punto dell’incidente, su cui indaga la procura di Ivrea. Al momento non sono state fornite le generalità delle vittime.
Come ha spiegato Rfi, gli operai lavoravano per una ditta appaltatrice esterna, la Sigifer di Borgo Vercelli. Subito dopo l’incidente sono intervenute sul posto le ambulanze per i primi soccorsi, i carabinieri e gli agenti della Polfer che hanno svolto i primi rilievi e il pubblico ministero di Ivrea, Giulia NIcodemi. La linea ferroviaria è ancora bloccata, in attesa che la procura di Ivrea conceda l’autorizzazione ai tecnici di Rfi per rimuovere il convoglio, ancora fermo sul binario 1 della stazione di Brandizzo.
I testimoni
«Eravamo al bar che sta proprio di fronte alla stazione – ha raccontato una testimone citata dal Corriere della Sera – quando abbiamo sentito un forte rumore, come di un incidente, ma con qualcosa che trascinare dietro qualcos’altro». Quando il suo fidanzato è corso verso il luogo dell’incidente per provare a prestare soccorso, si sarebbe trovato davanti a una scena terribile: «Ora è sotto shock», spiega la ragazza. «Un collega del 118 mi ha detto di aver visto una scena da brividi – ha detto il sindaco di Brandizzo, Paolo Bodoni, medico – con frammenti umani nell’arco di 300 metri. È una tragedia enorme. Uno dei due sopravvissuti dovrebbe essere il caposquadra – ha aggiunto il sindaco – Non è da escludere che possa essersi trattato di un errore di comunicazione, in ogni caso servirà attendere l’esito delle indagini. Al momento non si conosce l’identità delle vittime, ma non si tratta di nostri concittadini»
(da agenzie)
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