Agosto 13th, 2024 Riccardo Fucile
LE FOTO EN TRAVESTI, DIVENTATE VIRALI, COZZANO CON L’IMMAGINE DI UN OLTRANZISTA ANTI-LGBT
Una seconda immagine di JD Vance vestito da donna con una parrucca bionda è stata pubblicata su X. Il post recita semplicemente: “Una seconda foto è arrivata nella mia casella di posta”. Sembra mostrare un uomo travestito che indossa la stessa parrucca e lo stesso costume di una precedente immagine che si dice sia stata scattata da un compagno di classe di Yale nel 2012.
Un portavoce del candidato di Donald Trump non ha negato che la prima foto postata su X fosse autentica quando è stato contattato per un commento dal Daily Beast.
La seconda foto mostra il soggetto che guarda verso la fotocamera con le mani dietro la nuca. È stata pubblicata sullo stesso account della prima immagine.
Travis Whitfill, la fonte della presunta foto, ha dichiarato che è stata scattata da un compagno di classe a Yale e inviata a lui. A sua volta, l’ha inviata a Matt Bernstein, conduttore del podcast A Bit Fruity, che l’ha pubblicata online.
La nuova foto ha ottenuto rapidamente più di 500.000 visualizzazioni e un utente ha postato: “Ecco cosa significa avere due Natali ad agosto”
È l’ultima polemica che coinvolge il candidato alla vicepresidenza del GOP, che è stato oggetto di commenti diffusi online che ipotizzavano che indossasse il mascara. La prima immagine ha iniziato a circolare domenica con l’hashtag #sofaLoren, un riferimento alla leggenda del cinema italiano Sofia Loren (e alla fake news sulla passioncella di Vance per i divani)
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 13th, 2024 Riccardo Fucile
IL PARLAMENTARE TRENTINO È ACCUSATO DAI COGNATI D’ITALIA DI AVER OTTENUTO CONSULENZE PRIVATE PER ALCUNE SOCIETÀ GEOTERMICHE.. LUI RIBATTE: “LI QUERELO”
Andrea De Bertoldi è inviperito coi colleghi di fiamma, ormai ex: «Io denuncio tutti.
Chiunque dica una parola sul mio lavoro si ritrova in tribunale: politici, giornalisti, anche la presidente Meloni!». Boom.
Il deputato trentino è il primo parlamentare a lasciare FdI in questa legislatura. Per ora trasloca nel gruppo Misto, ma tratta con Forza Italia. In una nota diramata ieri a ora di pranzo, racconta di essersi dimesso dai Fratelli per seguire «la moderazione e il cattolicesimo liberale». «Ho ottimi rapporti con Forza Italia – dice al telefono – da Gasparri a Barelli. Ma anche con la Lega. Deciderò con calma a settembre, ora da liberale mi godo il ferragosto»
Gli ex colleghi di scranno non sono così convinti che il motivo dello strappo sia alto e nobile. Anzi. Da giugno De Bertoldi era stato deferito ai probiviri di FdI. Direttamente da Giovanni Donzelli, responsabile Organizzazione e braccio destro di Meloni. Donzelli, su segnalazione di un consigliere toscano, ha accusato il collega deputato di avere ottenuto, per il suo studio di commercialista, una consulenza da parte di aziende che si erano rivolte al politico per lo sviluppo del settore geotermico in Toscana. De Bertoldi è stato relatore alla Camera su provvedimenti energetici.
Secondo l’accusa interna «l’on. De Bertoldi si sarebbe messo a loro disposizione, previa sottoscrizione di un contratto di consulenza con il suo studio associato di commercialisti ». Per queste ragioni i probiviri il 9 agosto hanno deciso per l’espulsione comunicata solo ieri sera.
De Bertoldi non nega che il contratto – di circa 100mila euro – ci sia stato, ma sostiene che sia perfettamente lecito: «Se fossi un medico e anche un parlamentare e lei venisse da me a curarsi, lo dovrei fare gratis? Ho dato tutto ai probiviri, ma non mi hanno più fatto sapere nulla». Seguono minacce di querela, alla stampa ma anche agli ex Fratelli: «Denuncio tutti, divento ricco».
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 13th, 2024 Riccardo Fucile
IL CONTRATTO DEL CT SCADE NEL 2025, DIFFICILE VEDERLO SULLA PANCHINA DELL’ITALVOLLEY DONNE AI GIOCHI DI LOS ANGELES NEL 2028. COME SUO EREDE IN POLE C’È LORENZO BERNARDI, L’ALLIEVO PREDILETTO
“Logica vorrebbe che questo sia il momento migliore per lasciare e dedicarmi ad altro in federazione, ma ho già ricevuto diverse minacce in tal senso e sono un po’ intimorito». Nello scherzo c’è sempre un seme di verità.
Una cosa è certa: Julio Velasco è stanco. È normale dopo un’estate di viaggi andata e ritorno in Turchia, Cina, Giappone e Thailandia per la Nations League e un’Olimpiade che assorbe ogni energia nervosa e fisica residua. «Dopo un successo come questo, una riflessione va fatta, anche perché non sono più un ragazzino. Per una settimana non ci sono per nessuno, non rispondo al telefono, ci penso e poi vediamo»
«Sono stanco anche io — replica a stretto giro col sorriso il presidente federale Giuseppe Manfredi — e staccherò la spina per una settimana come lui. Poi ne riparleremo, ma la nostra speranza è di poter continuare questo cammino insieme».
Il contratto dell’argentino scade nel 2025, dopo il Mondiale della prossima estate in cui le azzurre saranno chiamate ad affrontare il primo torneo da campionesse olimpiche in carica. «Credo che anche per qualcuna delle ragazze sarà un periodo di riflessione» aggiunge il c.t. che non lascia mai che le parole escano a caso. Il gruppo, per quanto lavori insieme ormai da oltre sei anni, è ancora giovane, ma ci sarà da capire le scelte delle veterane Moki De Gennaro e Caterina Bosetti, per esempio. Ma anche di ragazze più giovani che sacrificano ogni estate ormai da una vita.
Di sicuro, se Velasco resta, al suo fianco resterà lo staff composto da Massimo Barbolini, Lorenzo Bernardi e Juan Manuel Cichello. «Sono stati fondamentali, anche perché alla mia età non posso controllare tutto come un tempo. Di loro mi fido ciecamente e ho delegato». Perché la squadra che attacca e mura era in campo, ma quella che studiava dove attaccare e murare era seduta in panchina. E l’una, senza l’altra, difficilmente sarebbe tornata in Italia con l’oro al collo.
«Non ho detto che me ne vado, ho detto che ci penserò perc hé non ho più 40 anni e dopo aver vinto una cosa così, ci penso un attimo».
Pensiero confermato dal presidente federale Giuseppe Manfredi: «Con Julio, per scelta comune, abbiamo un contratto ancora per il prossimo anno perché c’è il Mondiale (nelle Filippine dal 22 agosto al 7 settembre, ndr), però parliamone: starà a lui capire se ha voglia di continuare, spero di sì».
Più complesso pensare di vedere Velasco anche ai Giochi di Los Angeles 2028. Davanti a lui ci sarebbero 4 estati scandite da un numero considerevole di eventi: la Nations League ogni estate, i Mondiali nel 2025 e 2027, gli Europei nel 2026 e 2028 e le Olimpiadi tra 4 anni.
Di padre in figlio Di sicuro il tema “dopo Velasco” non è ancora stato affrontato negli uffici della Federazione in via Vitorchiano a Roma. Se alla scadenza naturale del contratto, a 73 anni – li compirà il 9 febbraio – il maestro di La Plata decidesse di passare la mano, il candidato naturale a ricevere il testimone sarebbe il suo figlio sportivo per eccellenza, Lorenzo Bernardi, attualmente tecnico di Novara con un contratto fino al termine della stagione 2025-2026. Soprattutto nel caso in cui fosse lo stesso Velasco a indicare il suo successore. Una scelta dettata da un rapporto che affonda le proprie radici 39 anni fa, quando con Bernardi in campo e Barbolini come assistente (fondamentale in questa avventura olimpica con la sua pluridecennale esperienza nei club e con le Nazionali) hanno iniziato a vincere tutto con la maglia della Panini Modena.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 13th, 2024 Riccardo Fucile
84 CASI SEGNALATI DAL CODACONS PER UN SERVIZIO DA TERZO MONDO…UN MINISTRO CAPACE SOLO A TAGLIARE NASTRI
A questo punto è ormai chiaro che chi sceglie di partire in treno rischia di rovinarsi le
vacanze: ritardi, malfunzionamenti o, nel peggiore dei casi, cancellazioni, stanno infatti intralciando da settimane la serenità di chi viaggia sui binari.
Il Codacons ha calcolato che dal primo all’11 agosto in ben 84 casi ci sono stati rallentamenti, sospensioni o cancellazioni sull’Alta Velocità e sulla convenzionale. Stesso copione dei giorni precedenti: tra il 16 e il 25 luglio la somma si è attestata a 74. Da ieri (12 agosto), inoltre, per i lavori programmati e annunciati, da Milano a Roma i tempi si allungano di 80 o 120 minuti a seconda delle tratte.
I pendolari
L’alta velocità sarà interrotta fino al 18 agosto da Milano a Bologna, e sulla Direttissima da Firenze a Roma fino al 23, tra Chiusi e Orvieto. Paradossalmente, in quest’anno di malfunzionamenti e scontento, il numero dei pendolari cresce: se l’anno scorso i passeggeri erano stati 113,4 milioni, secondo Repubblica, quest’estate sono 122,7. «Un danno d’immagine all’Italia di fronte al mondo – dicono dal Codacons – perché molti sono turisti diretti verso le città d’arte».
La risposta di Rfi
«I passeggeri hanno avuto tempo di decidere. I cantieri estivi ci sono sempre stati, una notte vale quattro giorni di lavoro in periodi normali – ribattono da Rete Ferroviaria italiana -. Per quel che riguarda guasti e incendi, non possiamo certo prevederli. I cantieri ci sono anche per ridurre notevolmente proprio i danni alla rete». «La verità – dice Eugenio Stanziale, segretario generale di Filt Cgil – è che agosto ormai è un mese in cui c’è tanto movimento. I treni sono aumentati, c’è bisogno di una rete più ampia e lavori programmati».
Il divario
I reclami dell’Unione nazionale consumatori, nel frattempo, sono aumentati, balzando da 56 a 267. Mentre le richieste di rimborso a Trenitalia, tra gennaio e giugno, sono diminuite del 5% rispetto al 2023. Con riferimento alla qualità dei mezzi di trasporto, è inevitabile sottolineare il divario esistente tra Nord e Sud Italia: nel meridione l’età media di un treno è di 18 anni e un mese, secondo il rapporto «Pendolaria» 2024 di Legambiente, mentre al nord la media scende a 14,6 anni.
Nord e Sud
In Sicilia, soprattutto, il collegamento con Agrigento è interrotto per interventi del Pnrr, mentre quattro città (Trapani, Ragusa, Caltanissetta e Enna) hanno le stazioni chiuse fino al 2025 per lavori che vanno avanti da un decennio. In Puglia i ritardi, già da marzo, arrivavano fino a 400 minuti, tra roghi, guasti e allarmi bomba. A luglio tra Napoli e Roma due incendi sull’Alta Velocità hanno invece provocato ritardi per 180 minuti. Neppure guardando al nord, in ogni caso, la situazione può definirsi rosea: lo scorso 10 giugno, a Milano sono stati cancellati 200 treni per un guasto alla rete.
Allarme aggressioni
Il collegamento tra Torino e Genova sarà interrotto dal 17 al 30 agosto per un’altra manutenzione straordinaria. Un cantiere su Bologna-Prato resterà aperto fino all’8 settembre. Secondo Rfi «c’è un 16% di treni con un ritardo superiore ai 10 minuti, l’84% è tra lo 0 e i 10 minuti». Numeri che a Uiltrasporti risultano diversi, con il 73% fuori orario. Il segretario generale, Marco Verzari, ha intanto lanciato l’allarme aggressioni: «I viaggiatori esasperati si sfogano con il personale. Il fenomeno è in crescita».
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 13th, 2024 Riccardo Fucile
RAFFORZATA LA SCORTA AL MAGISTRATO
«Devi smetterla di occuparti dei figli degli altri». Queste le minacce rivolte alla procuratrice capo di Palermo per i minorenni, Claudia Caramanna, che segue anche i figli dei boss di mafia.
Del caso ne parla oggi la Repubblica di Palermo. Quelle minacce erano contenute in un foglio con una croce lasciato all’interno di un fascicolo d’ufficio. In quelle stesse ore, nell’edificio dell’istituto minorile Malaspina venivano girate alcune scene del film di Ricky Tognazzi e Simona Izzo dedicato alla giudice Francesca Morvillo, moglie di Giovanni Falcone e per 17 anni sostituta procuratrice per i minorenni, prima di diventare consigliera di Corte d’appello. Per questo motivo è stato stato deciso il rafforzamento della scorta assegnata alla procuratrice Caramanna.
Qualcuno si è infiltrato e ha lasciato la lettera di minacce
Nei giorni in cui si è girato il set del film la procuratrice Caramanna si era spostata in un’altra stanza, portando con sé alcuni fascicoli. In uno di questi è stata lasciata la lettera di minacce. Sul caso, riporta il quotidiano, indaga la procura di Caltanissetta, diretta da Salvatore De Luca, che ha disposto una serie di analisi sul foglio, trovato il 5 agosto, affidate ai carabinieri del Ris. Altre analisi sono state fatte al momento del sopralluogo, nelle stanze della procura. Non sarebbe piaciuta “l’attività” della procura di Palermo. Allo Sperone, periferia ghetto di Palermo, Caramanna e i suoi sostituti hanno chiesto 50 provvedimenti dopo un maxiblitz antidroga dei carabinieri. Nelle indagini alcune telecamere nascoste avevano mostrato i bambini accanto agli adulti che preparavano le dosi di droga o contavano banconote. E la procuratrice si era recata personalmente a far visita al sacerdote della zona, attivo nel contrasto contro la criminalità. Non è la prima volta che la procuratrice riceve minacce: un anno e mezzo fa la sua stanza, in procura, fu messa a soqquadro.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 13th, 2024 Riccardo Fucile
E’ UN’OPERA D’ARTE, MA QUALCUNO NON GRADISCE L’OMAGGIO AGLI ORSI ,,, LO SCULTORE: “VOGLIONO BRUCIARLO”
«Non volevo mettere il dito nella piaga, ma contribuire a rimarginare una ferita. Il
risultato, per colpa di feroci attacchi social, è che ora ricevo minacce di morte contro di me e la mia famiglia». Questa la denuncia dello scultore asiaghese Marco Martello, noto con il nome cimbro di Martalar, per la ‘guerra dell’orso’ che si è scatenata il Trentino. L’artista parla in un’intervista a Repubblica.
Le polemiche sono partite da quando il suo gigantesco monumento sopra Molveno, quota 1.550 metri tra le rocce delle Dolomiti, cuore del Parco naturale Adamello Brenta, è stato installato.
Martalar, che è un esponente della Land Art, ha realizzato l’opera usando le radici dei larici abbattuti sei anni fa dalla tempesta Vaia. L’inaugurazione è prevista dopo Ferragosto, mancano gli artigli.
«Una cosa vergognosa -aveva dichiarato Carlo Papi, padre il Andrea, il giovane ucciso nella vicina Val di Sole nell’aprile 2023 – e una scelta priva di sensibilità. Mesi fa un conoscente mi aveva chiesto cosa pensavamo, come famiglia, di un orso di Martalar qui in valle. Abbiamo espresso il nostro giudizio negativo, esteso anche al versante opposto del Brenta. Non abbiamo saputo più niente, nessuna comunicazione ufficiale».
L’artista teme che, date le critiche, l’opera venga messa al rogo. Il 22 agosto dell’anno scorso un incendio doloso distrusse il Drago Vaia, realizzato a Lavarone: l’opera è stata ricostruita a inizio giugno.
«Sul cellulare – afferma Marco Martello – ricevo insulti e messaggi che augurano a me ai miei cari di morire sbranato da un orso come Papi. Per evitare vandalismi in queste ore stanno collocando otto estintori automatici all’interno della scultura. Sono saliti i carabinieri per registrare il posizionamento di telecamere e fototrappole. Fa riflettere che un’opera d’arte sul complesso rapporto tra umanità e natura scateni un simile odio e vada protetta dalle forze dell’ordine».
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 13th, 2024 Riccardo Fucile
“ITALIANITA'”: CANCELLATO IL VOLTO E AGGIUNTO IL ROSA AL COLORE DELLA PELLE…L’ARTISTA: “IL RAZZISMO E’ UN CANCRO DA CUI L’ITALIA DEVE GUARIRE”… BASTA BUONISMO, SI APPLICHINO LE LEGGI, VANNO CERCATI FOGNA PER FOGNA, IL TEMPO DELLE PAROLE E’ FINITO
È durato solo un giorno il murale “Italianità” di Laika dedicato alla pallavolista italiana Paola Egonu, fresca di un oro olimpico con la squadra femminile a Parigi 2024. L’opera, realizzata davanti alla sede del Coni a Roma, era stata pubblicizzata dall’artista sui propri canali social lunedì 12 agosto. I vandali hanno cancellato il volto della giocatrice e hanno sostituito il nero, il colore della pelle della pallavolista figlia di genitori di nazionalità nigeriana, con il rosa. La street artist ha commentato con delle storie su Instagram: «Il razzismo è un cancro brutto da cui l’Italia deve guarire».
«Il futuro è nostro. Voi razzisti sarete un brutto ricordo»
Sui responsabili del grave gesto non ci sono ancora notizie. Ma Laika, nome d’arte della graffitista, non ha voluto trascinare chi la segue sui social nello sconforto, anzi, ha rilanciato la sfida a chi ha deturpato il murale con un chiaro intento razzista: «Il futuro è nostro. Voi razzisti sarete solo un brutto ricordo».
Il significato di “Italianità”
Parole d’altronde che si sposano in maniera perfetta con il significato di “Italianità”, l’opera realizzata, e con il messaggio che la writer aveva lanciato in un suo post. Egonu è ritratta mentre compie il gesto di una schiacciata. Le linee vettoriali che accompagnano l’atto atletico hanno i colori della bandiera tricolore, mentre sul pallone c’è scritto «Stop», da correlare alle altre parole «Racism, Xenophobia, Hate». Al collo l’atleta porta il recente oro olimpico vinto nella finale contro gli Stati Uniti. Il messaggio è limpido ed è la stessa Laika a illustrarlo: «Nel nostro paese non c’è più spazio per xenofobia, razzismo, odio ed intolleranza. Il razzismo è una piaga sociale che va sconfitta. Farlo anche attraverso lo sport è importantissimo. Credo in un futuro di inclusività, di accoglienza e di rispetto dei diritti umani. Essere rappresentat* da atlete come Paola Egonu, Myriam Sylla, Ekaterina Antropova è un onore. Vederle con la medaglia più preziosa dei giochi olimpici al collo, mentre cantano commosse l’inno italiano è una gioia immensa. Dedico questo poster a tutti gli Italiani non riconosciuti come tali dal nostro stato». Non è la prima volta per l’artista che una sua opera venga vandalizzata. Era già successo con il murale dedicato a Patrick Zacki.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 13th, 2024 Riccardo Fucile
STANCA DELL’INVADENZA DEI GENITORI E DELLA POCA ATTENZIONE DEGLI STUDENTI: “ERO INNAMORATA DELL’INSEGNAMENTO, MA QUESTA SCUOLA NON FA PIU’ PER ME”
Di professori come John Keating, per i quali gli studenti salirebbero sui banchi
gridando “Capitano, mio capitano”, ne esistono ancora. E se esistesse un grande libro con i loro nomi, sicuramente comparirebbe quello della professoressa di lettere Gabriella Fenocchio, che dal 1987 presso il liceo Copernico ha svolto la sua professione con passione e che oggi, con due anni di anticipo, quella scuola la lascia.
Una vita dedicata alla ricerca la sua, tante pubblicazioni alle spalle e anni di onorato servizio tra i banchi per un mestiere, quello dell’insegnante, che come ci dice è vitale per chi ama lo studio. “Insegnare ai ragazzi, trasmettere il sapere e permettere loro di comprendersi attraverso questo, per me è stato il senso dell’insegnamento”.
Eppure quella donna oggi, dopo tanti anni, lascia la scuola in anticipo. Sembrerebbe un’antitesi, se parlassimo in linguaggio letterario e invece non lo è affatto: “Io della scuola mi sono appassionata e poi disamorata, come succede in tanti ambiti della vita”. Una prof appassionata lascia la scuola quando non si sente più adatta ad un’istituzione in cui i genitori non credono più, gli studenti nemmeno e la società neanche.
“I genitori sono invadenti, vogliono vedere le verifiche e sottoporle ad altri insegnanti, gli studenti a scuola si annoiano, vorrebbero professori showman come ce ne sono tanti online. Questa scuola non fa più per me e con dolore la lascio”.
Non solo docente, ma anche vicepreside per 10 anni, quanto è stato doloroso per lei lasciare la scuola?
Sicuramente molto doloroso, soprattutto pensando agli studenti, con cui ho a che fare dal 1987, perché ho fatto il mio lavoro con passione per moltissimi anni. Poi, però, mi sono disamorata ma ciò nonostante la cosa che più mi mancherà è far lezione agli studenti, perché quando ci si appassiona molto a ciò che si studia, come nel mio caso, trasmetterlo è vitale.
Cosa ha significato per lei in questi anni insegnare?
Ha significato molto, fino a che ho sentito, da una decina d’anni a questa parte, una frattura progressiva nel modo di insegnare. Per i vent’anni precedenti di insegnamento la mia vera sfida è stata quella di far passare agli studenti, attraverso la letteratura, soprattutto certi valori, come il senso critico, della responsabilità, permettere loro di farsi un punto di vista sempre diverso sulle cose, e insegnare la capacità di andare a fondo. Tutto questo ad un certo punto si è interrotto, mi sono accorta che la scuola ha perso una sua propria identità e io lì ho sentito che il mio insegnamento non poteva più dare ciò che aveva dato in passato.
Come hanno reagito i suoi ex alunni alla notizia del suo precoce abbandono dell’insegnamento?
Quando è circolata la notizia del mio lasciare la scuola in anticipo di qualche anno, mi hanno scritto degli studenti che si sono diplomati una ventina di anni fa, dicendomi cose bellissime, come: “Ogni volta che devo fare delle scelte nella mia vita penso a cosa sceglierebbe lei”. Degli alunni avuti negli ultimi 10 anni, non mi ha scritto nessuno.
Attenzione, io non penso che gli studenti di adesso siano più ingrati o antipatici, semplicemente è evidente che questo tipo di scuola non mi ha più permesso di trasmettere ciò che un tempo sono riuscita a trasmettere, che va ben oltre alla materia scolastica che ho sempre insegnato, la capacità di dare agli studenti degli strumenti di interpretazione della vita.
Arriviamo al cuore dell’intervista, lei ha amato tantissimo la scuola, perché l’ha lasciata in anticipo?
Innanzitutto la scuola non veniva più incontro a ciò che io credevo, quando dico che ha perso un’anima e un’identità, intendo che non riesce più a rappresentare un punto di vista diverso rispetto al mondo esterno.
La scuola di oggi si è appiattita al mondo esterno, ciò che i ragazzi imparano sui banchi sembra che debba servire solo in un’applicazione immediata, altrimenti risulta inutile.
Io ho sempre cercato di sforzarmi per dare agli studenti uno spettro linguistico ampio, in risposta ricevevo poco interesse dal momento che ormai per cominciare bastano poche parole. E poi non posso non citare l’eccessiva intrusione delle famiglie nella scuola di oggi, non è piacevole, perché così facendo i genitori non riconoscono agli insegnanti e alla scuola tutta una professionalità. I genitori ormai pensano di poter insegnare agli insegnanti il loro mestiere.
Che ruolo hanno oggi gli insegnanti?
I docenti per certi studenti possono ancora essere un punto di riferimento, ma parliamo di una parte minoritaria di alunni. I professori sono persone che lavorano, per gli studenti, in un ambiente che, rispetto al mondo in cui loro pensano di stare meglio, li annoia.
Ovviamente non voglio dire che l’insegnante di un tempo, temuto dagli studenti, fosse la figura di cui i ragazzi avessero bisogno, oggi è tutto capovolto però. Anche perché è ormai comune dire che proprio gli insegnanti creano disagio ai giovani, però è semplicistico scaricare il problema del disagio giovanile sulla scuola.
Io di crisi di panico nei miei ultimi anni di insegnamento ne ho viste molte, ma la scuola è uno dei pochi posti che ormai mette i giovani davanti a difficoltà che non sono in grado di affrontare e nessuno pensa che una buona scuola potrebbe invece aiutarli ad affrontarle tutte queste difficoltà.
Perché i genitori pensano di poter mettere in discussione la professionalità degli insegnanti?
Perché ormai la scuola nell’opinione pubblica è un’istituzione completamente sottovalutata e genitori e famiglie hanno pochissima stima degli insegnanti, senza contare che è aumentato un senso di protezione dei figli. I genitori cercano di trasmettere agli insegnanti l’idea che i figli devono star bene e che se un’insufficienza li fa star male devono intervenire. Ad oggi sono continue le richieste di accesso agli atti delle famiglie che non si fidano degli insegnanti, chiedono di vedere le prove scritte, senza capire che quei documenti astratti hanno alle spalle un preciso percorso, le portano da un altro insegnante, che se dice loro qualcosa di diverso, significa allora che l’insegnante principale sta sbagliando.
Parlava di una soglia di attenzione sempre più bassa riscontrata tra gli studenti, come mai secondo lei?
Può sembrare una semplificazione ma i nuovi strumenti di comunicazione incidono molto sulla capacità degli studenti di stare attenti. Non è un luogo comune che ormai gli alunni abbiano una soglia d’attenzione di pochi minuti, perché non sono in grado di ascoltare un docente che fa loro lezione per una mezz’ora, a meno che questo professore non faccia battute, non li chiami continuamente in causa, facendo un po’ lo showman, perché certi modelli al di fuori della scuola sono più forti. Ma secondo me la scuola non dovrebbe assecondare tutto questo.
Con ciò non voglio demonizzare la tecnologia, che nelle aule è importantissima, tantissimi libri di testo oggi hanno contenuti fruibili solo scannerizzando con il proprio telefonino un qr code. Il problema è l’atteggiamento mentale che questi strumenti hanno ormai radicalizzato negli studenti, come l’utilizzo di frasi fatte di pochissime parole o la predisposizione a fermarsi al primo risultato che da loro il motore di ricerca. Basterebbe davvero poco, educare i ragazzi al corretto utilizzo della tecnologia.
Nell’ultima maturità abbiamo visto mazzi di fiori e corone d’alloro portate dai genitori fuori dalle aule dove i ragazzi facevano la maturità, un tempo ci si vergognava dei genitori, cosa è cambiato?
Ci ho molto riflettuto e credo che quanto più certi momenti della vita si svuotano di senso, tanto più aumenta un rituale astratto. Oggi il fatto di fare l’esame di maturità, considerando che la maggior parte degli studenti arriva a sostenere l’esame già iscritto all’università, l’esame di maturità non interessa più a nessuno e dunque si accentuano altri aspetti come la corona d’alloro, i mazzi di fiori e volgarità come lanciare la farina o lo spumante addosso ai ragazzi.
Secondo lei è in corso una crisi del ruolo educativo di scuola e genitori?
Credo proprio di sì, so che si dice spesso che i genitori lavorano tanto e stanno poco con i figli e dunque poi si sentono di doverli proteggere in altro modo. Io penso però alla mia generazione, i miei genitori lavoravano, non mi aiutavano a fare i compiti, ma semplicemente forse mi responsabilizzavano di più. Oggi i genitori scrivono mail all’insegnante alle 21.00 di sera per chiedere di non interrogare il figlio, è un tipo di tutela che diseduca a mio avviso. Davanti alle difficoltà che i ragazzi trovano a scuola sono sgomenti, così poi con quelle che incontrano nella vita.
Questo porta anche agli episodi di violenza contro gli insegnanti?
Sì, penso che sia sempre legato al fatto che ormai per gli studenti gli insegnanti non rappresentino molto e dunque nel caso di ragazzi violenti o genitori violenti, ci si rapporta con gli strumenti che queste persone usano nella scuola e altrove.
Nella scuola che vorrei…
…Bisognerebbe avere la pazienza dello scienziato e la passione dell’artista, come dice il mio maestro Raimondi. Io vorrei una scuola che riesca a trasmettere una disciplina del sapere e non si accosti ad ogni cosa con approssimazione e che dia la passione per le cose che si fanno.
Vorrei anche una scuola che non veda l’orientamento degli studenti come qualcosa di burocratico ma come un’istituzione in grado, grazie alla pratica delle discipline, di permettere agli studenti di conoscersi, che è alla base dell’orientamento. Ho sempre detto agli studenti che non devono pensare che chi vogliono essere nella vita sia un’illuminazione che arriva a un certo punto ma che si costruisce andando a fondo nelle cose che si fanno, che significa scoprire le proprie attitudini. Vorrei una scuola che aiutasse i giovani a fare questo, vorrei una scuola in grado di salvarli da tante vite sbagliate.
(da Fanpage)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 13th, 2024 Riccardo Fucile
RINFORZI DA ITALIA E FRANCIA, EVACUATE 11 LOCALITA’, IL FUOCO MINACCIA ATENE
Il cielo rosso, l’aria irrespirabile, il crepitìo delle fiamme sempre più vicino. Sulla sagoma del Partenone stanotte non è calato il buio, illuminata com’era dalla luce del fuoco alle sue spalle: l’incendio scoppiato domenica non è ancora stato domato. Atene ha paura perché, per dirla con Nikolaos Lavranos, che è il presidente della Federazione panellenica dei dipendenti per il servizio antincendi, «il fuoco è incontrollabile ed estremamente aggressivo. Cambia costantemente direzione e questo crea problemi, sia alle forze di terra sia alle risorse aeree».
L’incendio alimentato dal vento
I forti venti che per tutta la giornata di ieri hanno soffiato sulla regione dell’Attica hanno peggiorato una situazione drammatica già da domenica pomeriggio, quando tutto è cominciato in un’area boschiva di Varnavas, proprio nella parte nord-orientale dell’Attica, 35 chilometri da Atene.
Un rogo che si è imposto nel giro di pochissimo tempo creando una linea di fuoco lunga più di trenta chilometri e in alcuni punti alta più di 25 metri, in rapido movimento verso la capitale.
Atene a 35 km dal rogo
I forti venti che per tutta la giornata di ieri hanno soffiato sulla regione dell’Attica hanno peggiorato una situazione drammatica già da domenica pomeriggio, quando tutto è cominciato in un’area boschiva di Varnavas, proprio nella parte nord-orientale dell’Attica, 35 chilometri da Atene.
Isolate, fra le altre, Grammatiko, Dionysos e Patima Vrilissios. Stando ai dati di ieri sera in arrivo dal satellite Sentinel-2, l’area coinvolta dall’incendio è pari a 100 mila ettari.
Navi in arrivo e in partenza deviati da Rafina a Lavrio
Migliaia di persone in fuga; ovunque gente con le mascherine o con panni bagnati sulla bocca per proteggersi dal fumo soffocante; la corrente elettrica interrotta in diverse zone perché le fiamme hanno danneggiato almeno 120 pali della rete di alimentazione a media tensione.
Evacuati un ospedale pediatrico e uno militare, in stato di allerta tutti gli altri; per motivi precauzionali, il ministero del Lavoro, ha emanato una circolare per rendere obbligatorio (oggi) l’immediato blocco del lavoro manuale all’aperto mentre sul fronte del turismo il ministero della Navigazione ha deciso che tutti gli arrivi e le partenze di navi passeggeri da e per il porto di Rafina verranno dirottati verso il porto di Lavrio.
I vigili del fuoco e i loro sforzi sovrumani
Più di 700 i vigili del fuoco sono al lavoro (turni massacranti) con squadre forestali e tantissimi volontari. Ma «nonostante gli sforzi sovrumani l’incendio continua a diffondersi rapidamente e si sta dirigendo verso Penteli» è l’amara considerazione del loro portavoce, Vassilis Vathrakogiannis, quando sta per calare sulla zona la seconda notte di emergenza.
Nelle ultime ore due mezzi dei vigili del fuoco sono stati travolti dalle fiamme: due gli ustionati, uno dei quali in gravi condizioni. E poi si contano una trentina di ricoverati per problemi respiratori.
«Un disastro biblico»
«Siamo di fronte a un disastro biblico», la riassume il sindaco di Maratona Stergios Tsirkas davanti ai microfoni di Skai, mentre il ministro greco per la crisi climatica e la protezione civile Vassilis Kikilias dice che «questo incendio è eccezionalmente pericoloso» e che «le circostanze sono drammatiche».
Gli sfollati nello stadio olimpico e gli aiuti dell’Ue
Per accogliere le migliaia di sfollati le autorità greche hanno aperto lo stadio olimpico di Oaka, nella parte nord di Atene. Interviene anche l’Unione Europea con l’invio di mezzi e uomini sul fronte del fuoco: l’Italia ci sarà con due canadair e 30 uomini.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »