Novembre 28th, 2024 Riccardo Fucile
E SUL TAGLIO DEL CANONE RAI (A CUI FORZA ITALIA HA DETTO NO, VOTANDO INSIEME ALL’OPPOSIZIONE IN COMMISSIONE AL SENATO), IL VICEPREMIER RICORDA CHE BERLUSCONI POCO PRIMA DI MORIRE DISSE AL LEADER LEGHISTA: “NON INSISTERE SULL’ABOLIZIONE O SUL TAGLIO DEL CANONE”
Forza Italia andrà avanti sullo ius Italiae per concedere la cittadinanza ai figli di non
italiani che frequentano per 10 anni la scuola in Italia. Lo ha assicurato il vicepremier Antonio Tajani a ‘Il cavallo e la torre’ su Rai3. “E’ una proposta di buon senso, anche la Lega si convincerà”, ha aggiunto.
Quella sul canone Rai “è un’iniziativa della Lega legittima”. Ma “Berlusconi poco prima di morire ricevette Salvini al San Raffaele dove era ricoverato, c’era anche Gianni Letta, e gli disse espressamente di non insistere sull’abolizione o sul taglio del canone Rai”.
Lo ha detto il vicepremier Antonio Tajani a ‘Il cavallo e la torre’ su Rai3. “Questo è il racconto di un fatto che so di Berlusconi”, ha spiegato.
(da agenzie)
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Novembre 28th, 2024 Riccardo Fucile
IN MANETTE ANCHE UNA CONSIGLIERA COMUNALE E TRE DIRIGENTI ASM
Il sindaco di Vigevano, Andrea Ceffa, eletto nelle fila della Lega, è stato arrestato per corruzione, al termine di una indagine condotta dai carabinieri di Pavia, coordinata dalla locale procura, guidata da Fabio Napoleone. Oltre a Ceffa sono stati posti ai domiciliari anche una consigliera comunale, Alessandro Gobbi (presidente di Asm Vigevano e Lomellina, il principale fornitore di gas e luce del territorio), Veronica Passarella, di Asm Vigevano, e altre due persone.
Indagati anche l’ex europarlamentare della Lega Angelo Ciocca – che è stato perquisito -, e Alberto Righini, presidente dell’Ance di Vigevano.
Sono ancora in coso di esecuzione anche perquisizioni, acquisizioni documentali – sia presso persone giuridiche (enti pubblici, studi professionali e società) sia persone fisiche (pubblici ufficiali, legali rappresentanti di società, professionisti) – e audizioni di persone informate, al fine di ricercare ulteriori riscontri.
Le indagini sono partite nel novembre 2022, dalla cosiddetta «congiura di Sant’Andrea» quando una parte significativa dei consiglieri comunali di Vigevano rassegnò le proprie dimissioni al fine di rovesciare la giunta comunale. In tale fibrillante contesto politico, almeno uno dei consiglieri comunali venne avvicinato con la promessa di ricevere la somma di euro 15.000 se avesse partecipato alle “dimissioni di massa”.
Gli autori della proposta corruttiva sarebbero stati Ciocca e Righini. Anche se le dimissioni di massa vennero – come noto – sventate, il Sindaco, per assicurarsi il sostegno politico di un’altra Consigliera Comunale, le avrebbe procurato, tramite un prestanome, una consulenza presso Asm Vigevano, di cui la municipalizzata non aveva alcuna effettiva necessità, al solo fine di assicurare un illecito vantaggio economico alla donna.
I tre dirigenti di Asm Vigevano, dal canto loro, pur nella piena consapevolezza della assoluta inutilità della prestazione, avrebbero a vario titolo collaborato per conferire alla consigliera comunale, per il tramite di un prestanome, il prezzo della corruzione (una consulenza legale).
(da agenzie)
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Novembre 28th, 2024 Riccardo Fucile
“POLTRONE D’ITALIA” SI MUOVE SEMPRE PER ACCHIAPPARE UN POSTO, LA COERENZA E’ STATA MESSA IN ARCHIVIO DA ANNI
Oggi nasce formalmente la nuova Commissione europea di Ursula von der Leyen, che ha
ottenuto solo 370 voti favorevoli, solo 10 più della maggioranza assoluta, 282 no e 36 astenuti. Il consenso di oggi è stato molto più basso rispetto a quello ottenuto per la sua nomina luglio. In quel caso infatti la leader tedesca aveva incassato 401 sì. Quello ottenuto per il bis è il peggior risultato per una Commissione nella storia europea.
Per la nuova squadra di von der Leyen hanno votato 52 eurodeputati italiani su 75. Hanno votato no 23 europarlamentari: i due indipendenti del Pd, Cecilia Strada e Marco Tarquinio, e anche i 10 italiani di Left di Sinistra italiana e M5s, i 3 Verdi, Leoluca Orlando, Benedetta Scuderi e Ignazio Marino e gli 8 eurodeputati della Lega nel gruppo dei Patrioti, Borchia, Ceccardi, Cisint, Sardone, Patriciello, Stancanelli, Tovaglieri, Vannacci.
Tra i sì c’è la delegazione di Fratelli d’Italia del gruppo Ecr, che è rimasta compatta (anche se nel gruppo dei Conservatori i polacchi del Pis hanno votato contro, così come altri quattro eurodeputati, l’olandese Ruissen ha votato contro, così come il danese Storm, il bulgaro Valchev e il ceco Vondra).
In pratica Fdi ha votato come la maggior parte del gruppo dei socialisti (90 sì, 25 no e 18 astenuti), e ha scelto di appoggiare la nuova Commissione, dopo il segnale positivo arrivato da Ursula von der Leyen sulla nomina di Raffaele Fitto, eletto commissario europeo e vicepresidente della Commissione Ue.
È vero che la delegazione del Pd ha assicurato che sostanzialmente il suo è un sì con riserva, perché vigilerà sull’orientamento e sulle mosse della nuova Commissione. Ma il risultato di oggi parla chiaro: Fdi si è trovato dalla stessa parte del centrosinistra, una svolta che sembrava impensabile fino a qualche mese fa, stando alle dichiarazioni di Giorgia Meloni.
Solo quest’estate, in un post che è stato rilanciato oggi dal leader del M5s Giuseppe Conte, Fratelli d’Italia diffondeva una card con la foto di Giorgia Meloni, e la scritta: “In Italia come in Europa, mai con la sinistra”. Nel post del partito di Meloni, datato 18 luglio 2024, si aggiungeva: “Fratelli d’Italia non potrà mai far parte di una maggioranza con socialisti e verdi: ‘Mai con la sinistra. Lo abbiamo sempre detto e così è stato’, si prometteva nel post sui social.
Le reazioni alla giravolta di Meloni
“Post invecchiato malissimo – ha scritto il leader del M5s Giuseppe Conte – Meloni aveva detto ‘mai con la sinistra a Roma e a Bruxelles’ e invece oggi ha votato con il centrosinistra a favore della Commissione Von der Leyen. Ha tradito gli elettori. Il M5s mantiene l’impegno solenne preso alle elezioni: abbiamo votato NO a questa Commissione europea, che punta sugli investimenti in armi anziché sulle emergenze di persone e imprese con l’acqua alla gola. Per chi non vuole capire: questo vuol dire essere progressisti, essere indipendenti”.
“Quello che è successo oggi ha dell’incredibile”, ha scritto su Instagram il presidente del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, rilanciando un video in cui la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, diceva: “Con la sinistra non ci posso stare, né in Italia, né in Europa, né da nessuna parte, quando noi diciamo mai con la sinistra vale a Roma e vale a Bruxelles”.
“E invece Meloni si smentisce e oggi ha votato con il centrosinistra per la Commissione von der Leyen – fa notare Conte – Il risultato? Più armi, più tagli alla sanità, ai cittadini, alle imprese. Il Movimento Cinque Stelle ha votato contro, noi abbiamo una sola parola: rispettiamo gli impegni dei cittadini, rispettiamo le indicazioni che ci vengono dalla nostra costituente, con noi votando noi oggi avete la garanzia che quel che abbiamo detto ieri in campagna elettorale viene rispettato oggi, domani, sempre, a Bruxelles e in tutti i consessi internazionali. Questo significa essere progressisti indipendenti, essere sempre coerenti con gli impegni presi, fare sempre il bene dei cittadini, senza nessuno sconto”.
“Oggi si è votata la Commissione europea e Giorgia Meloni, detta anche ‘Inversione a U’, non ci ha deluso neanche questa volta”, ha detto Davide Faraone, capogruppo di Italia Viva alla Camera in un video pubblicato su Facebook. “Solo a maggio scorso diceva: ‘Con la sinistra non ci posso stare, né in Italia né in Europa né da nessuna parte. Sono due modelli alternativi l’uno all’altro…Se io e la sinistra proviamo a lavorare insieme, siccome diciamo il contrario su molte cose, alla fine dobbiamo sempre lavorare per compromessi. E i compromessi si fanno al ribasso…Gli altri faranno la loro maggioranza e io non ne farò parte al Parlamento europeo’. Giorgia Meloni si è smentita anche questa volta: 370 voti per Von der Leyen. Ovvero, Ppe, liberali, il partito di Giorgia Meloni e, udite udite, i socialisti. Una nuova maggioranza è stata messa in campo e dentro c’è la sinistra e c’è Giorgia Meloni. Grazie Meloni per aver confermato chi sei”.
(da agenzie)
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Novembre 28th, 2024 Riccardo Fucile
ECCO COME HANNO VOTATO GLI EURODEPUTATI ITALIANI: 52 FAVOREVOLI, 23 CONTRARI
La nuova Commissione europea di Ursula von der Leyen è passata sul filo del rasoio: 370 voti favorevoli su 720 totali, poco sopra il 50% degli aventi diritto. Un risultato che certifica le tensioni interne ai tre gruppi politici della maggioranza – Popolari, Socialisti e Liberali – e che si può osservare, di riflesso, anche nelle preferenze espresse dagli eurodeputati italiani. Complessivamente sono 52 gli italiani che hanno votato a favore del bis di von der Leyen e 23 quelli contrari.
Forza Italia favorevole, Lega contraria
Come da previsioni, le forze che compongono la maggioranza di governo in Italia si sono spaccate sul via libera alla nuova Commissione europea. Favorevoli tutti gli otto eurodeputati di Forza Italia (Letizia Moratti, Massimiliano Salini, Flavio Tosi, Salvatore De Meo, Fulvio Martusciello, Giuseppina Princi, Marco Falcone, Caterina Chinnici), contrari gli otto della Lega (Roberto Vannacci, Silvia Sardone, Isabella Tovaglieri, Anna Maria Cisint, Paolo Borchia, Susanna Ceccardi, Aldo Patriciello, Raffaele Stancanelli).
Decisivi i voti favorevoli di Fratelli d’Italia
Ma il dato più interessante è quello che riguarda Fratelli d’Italia. L’intera delegazione del partito di Giorgia Meloni, composta da 24 eurodeputati, ha votato la fiducia alla nuova squadra di von der Leyen. Un segnale di riconoscenza, forse, per l’incarico affidato a Raffaele Fitto, neo-commissario alle Riforme e alla Coesione.
Conti alla mano, è anche grazie a quei 24 voti se Ursula von der Leyen è riuscita a garantirsi altri cinque anni alla guida della Commissione europea. L’apertura a destra, insomma, avrà pure scontentato le componenti più progressiste della maggioranza europea, ma non abbastanza da far sfumare l’approvazione del nuovo esecutivo Ue.
Gli eurodeputati di Fratelli d’Italia, tutti a favore del bis di von der Leyen, sono: Carlo Fidanza, Mario Mantovani, Giovanni Crosetto, Lara Magoni, Pietro Fiocchi, Mariateresa Vivaldini, Paolo Inselvini, Elena Donazzan, Stefano Cavedagna, Sergio Berlato, Alessandro Ciriani, Daniele Polato, Nicola Procaccini, Marco Squarta, Carlo Ciccioli, Antonella Sberna, Francesco Torselli, Alberico Gambino, Francesco Ventola, Denis Nesci, Michele Picaro, Chiara Gemma, Giuseppe Milazzo, Ruggero Razza.
Il Pd vota (quasi) compatto
Ad appoggiare il bis di von der Leyen è anche il Pd di Elly Schlein, che pure ha criticato la decisione di affidare a Raffaele Fitto la vicepresidenza esecutiva della nuova Commissione europea. Oggi in plenaria hanno votato «sì» 19 eurodeputati del Partito democratico. Si tratta di: Giorgio Gori, Alessandro Zan, Irene Tinagli, Brando Benifei, Pierfrancesco Maran, Stefano Bonaccini, Alessandra Moretti, Elisabetta Gualmini, Annalisa Corrado, Nicola Zingaretti, Dario Nardella, Matteo Ricci, Camilla Laureti, Antonio Decaro, Lucia Annunziata, Raffaele Topo, Pina Picierno, Sandro Ruotolo, Giuseppe Lupo.
Soltanto due le defezioni in casa Pd: Marco Tarquinio e Cecilia Strada sono infatti gli unici due eurodeputati dem ad aver votato contro il bis di von der Leyen.
Avs e M5s votano contro
Compatto sul fronte del «no» il Movimento 5 stelle, con i suoi otto eurodeputati (Gaetano Pedullà, Carolina Morace, Dario Tamburrano, Pasquale Tridico, Valentina Palmisano, Mario Furore, Danilo Della Valle, Giuseppe Antoci) che hanno votato tutti contro la nuova Commissione europea.
Contrari anche i cinque europarlamentari di Alleanza Verdi-Sinistra: hanno votato «no» sia quelli aderenti ai Verdi (Leoluca Orlando, Benedetta Scuderi, Ignazio Marino) sia quelli aderenti a The Left (Mimmo Lucano, Ilaria Salis).
(da agenzie)
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Novembre 28th, 2024 Riccardo Fucile
CHE FIGURA DI TOLLA: A LIVELLO LOCALE SCATENANO LE SOLITE POLEMICHE RAZZISTE, A LIVELLO NAZIONALE VOTANO IL PROGETTO CONFERMATO DALLA MINISTRA CALDERONE
Un milione di euro per l’integrazione di bambini e adolescenti Rom, Sinti e Caminanti. È
la cifra stanziata per il prossimo triennio dal Comune di Reggio Emilia che ha mandato su tutte le furie della Lega.
«Ci sono bambini di Serie A e bambini di serie B. Perché le famiglie Rom e Sinti possono beneficiare di contributi pubblici mentre le famiglie reggiane no?», ha attaccato il capogruppo del Carroccio Alessandro Rinaldi.
L’accusa è chiara: una presunta «discriminazione» nei confronti dei bambini italiani e uno «spreco di denaro pubblico».
Le critiche di Rinaldi, però, sembrano ignorare un punto fondamentale: quei fondi, come ha replicato l’assessora al Welfare Annalisa Rabitti, sono vincolati. «Non si sarebbero potuti utilizzare per nessun altro scopo», ha risposto Rabitti, facendo riferimento alle condizioni fissate dal ministero per il loro utilizzo. La realtà, infatti, è confermata dalle normative: quei soldi fanno parte di un finanziamento destinato esclusivamente all’inclusione dei bambini e adolescenti Rom, Sinti e Caminanti, nell’ambito di un progetto nazionale avviato nel 2013 e confermato quest’anno dal governo Meloni.
L’impegno nazionale ed europeo dietro ai fondi per i Rom
Nonostante le critiche avanzate ora dalla Lega, il finanziamento in questione è tutt’altro che una novità. È, infatti, parte del «Progetto Nazionale per l’inclusione e l’integrazione dei bambini Rom, Sinti e Caminanti», nato 11 anni fa e ispirato, all’epoca, innanzitutto dalla Legge 285 del 1997. Quest’ultima istituiva un fondo nazionale dedicato ai diritti e alle opportunità per l’infanzia e l’adolescenza, con interventi specifici a carico delle amministrazioni locali. L’origine del progetto per i Rom, però, è legata anche a un impegno europeo. Una Comunicazione della Commissione europea aveva esortato gli Stati membri a promuovere strategie nazionali per l’inclusione dei Rom. Poi, una Raccomandazione del Consiglio dell’UE del 12 Marzo 2021 (2021/C 93/1) ha ribadito la necessità per gli Stati di adottare piani strutturati a livello nazionale per affrontare la questione.
L’ok anche del governo Meloni
Il progetto, inoltre, è stato confermato di recente anche dall’attuale governo. Lo scorso febbraio, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, guidato dalla ministra Marina Elvira Calderone, ha approvato un decreto che autorizzava un avviso pubblico per nuovi progetti dedicati all’integrazione di bambini Rom, Sinti e Caminanti. E le risorse stanziate ammontano a 40 milioni di euro, attingendo dal Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027, approvato dalla Commissione europea nel dicembre 2022. I fondi contestati a Reggio Emilia si inseriscono quindi in questo quadro nazionale e comunitario storico, con l’obiettivo di offrire ai bambini delle comunità Rom, Sinti e Caminanti pari opportunità educative e sociali. E non sottraggono risorse alle famiglie italiane, ma si tratta di fondi vincolati e specifici.
(da agenzie)
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Novembre 28th, 2024 Riccardo Fucile
È LA VITTORIA ANCHE DI CASALINO, TAVERNA, FICO, PATUANELLI, DA SEMPRE FAVOREVOLI ALL’INTESA CON I DEM. E’ LA SCONFITTA, INVECE, DI MARCO TRAVAGLIO, CHE IL DIRETTORE DE “IL FATTO” COPRE CON LA SUPERCAZZOLA DI ESSERE “PROGRESSISTI INDIPENDENTI”
In attesa della nuova votazione della Costituente, prevista dal Garante Grillo, in calendario per il 5/8 dicembre, la vittoria di Conte è frutto della fine dell’obbligo dei due mandati, supportato dalla realpolitik: “con Conte, si governa”.
Oggi la pentastellata Todde è presidente della Regione Sardegna grazie ai voti del Pd. Da soli, sono irrilevanti e vanno a sbattere. Senza i puri e duri di Grillo, perderanno un po’ di voti. Ma al voto politico del 2027 è probabile che M5s si assesterà al pari di AVS: intorno al 6/7%.
È la vittoria anche di Casalino, Taverna, Fico, Patuanelli, da sempre favorevoli all’intesa col Pd. E’ la sconfitta, invece, di Marco Travaglio, che il direttore de “Il Fatto” copre con la supercazzola di essere “progressisti indipendenti”. Quello che è certo è che Marcolino non è più il suggeritore di Conte.
Discorso a parte per Chiara Appendino, contraria alla linea del campo largo di Conte per la sua avversione verso il Pd: durante il suo mandato di sindaco è stata massacrata ogni giorno dal suo competitor Lo Russo.
E’ vero che tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, c’è di mezzo la guerra ucraina. Ma probabilmente nel 2025 si chiuderà con una trattativa tra Putin e Zelensky. Il premier ucraino sta lottando per tenere il territorio di Kursk, per avere una base di negoziazione migliore, cedendo la Crimea alla Russia.
(da Dagoreport)
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Novembre 27th, 2024 Riccardo Fucile
IL COSTO DI 29.90 EURO. PER ARRIVARE A PALERMO CI VORRANNO QUASI 24 ORE. MA SCHIFANI NON DICEVA DI AVER SCONFITTO IL CARO VOLI?
Caro Natale, quanto ci costi quando si tratta di viaggiare. Soprattutto in Sicilia. Così per
aiutare chi vuole ritornare a casa per le Feste nasce il “Sicilia Express”, un treno low cost che collegherà il Nord e il Centro Italia con la regione. L’iniziativa è stata messa in campo dal governo regionale siciliano in collaborazione con le Ferrovie dello Stato “per offrire un mezzo alternativo ed economicamente accessibile in un periodo in cui l’aumento della domanda fa lievitare i prezzi del trasporto”, si legge sul sito della Regione Siciliana.
Il treno sarà disponibile il 21 dicembre per l’andata e il 5 gennaio per il ritorno. Partirà da Torino e toccherà alcune tra le principali città della Penisola prima di arrivare a Messina. Il risparmio è notevole, ma il tragitto ha dei tempi un po’ dilatati: il costo di un biglietto parte da 29,90 euro, per un viaggio della durata di circa 18 ore.
Le fermate e gli orari Il treno partirà il 21 dicembre alle 15:05 da Torino Porta Nuova, con arrivo a Messina l’indomani alle 9:45. Previste fermate a Novara, Milano Porta Garibaldi, Parma, Modena, Bologna, Firenze Santa Maria Novella, Arezzo, Roma Tiburtina, e Salerno. Superato lo Stretto il convoglio sarà diviso in due sezioni.
La prima partirà alle 10:20 per Palermo, dove arriverà alle 13:35, con fermate a Milazzo, Capo d’Orlando, Santo Stefano di Camastra, Cefalù, Termini Imerese e Bagheria. La seconda partirà alle 10:10 per Siracusa, dove arriverà alle 13:15 con fermate a Taormina, Giarre Riposto, Acireale, Catania Centrale, Lentini e Augusta. Il viaggio di ritorno del 5 gennaio del 2025 partirà da Messina alle ore 18:50 con arrivo a Torino porta Nuova alle ore 12:50 del giorno successivo.
Il costo Il costo di un biglietto parte da 29,90 euro a tratta. I titoli di viaggio saranno acquistabili, dal 3 dicembre,
(da agenzie)
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Novembre 27th, 2024 Riccardo Fucile
GIUSTO, PRIMA PASSA QUALCHE ANNO A SAN VITTORE
“Mi piacerebbe fare il sindaco di Milano, se si presentasse l’occasione, ma non a breve. Prima di appendere le scarpe al chiodo e prima di dedicarmi ai nipotini che potrebbero esserci, dedicarmi alla mia città mi riempirebbe orgoglio”: così il vicepremier Matteo Salvini intervenendo all’evento ‘Fili per il futuro delle città’ all’Università Iulm di Milano.
“Ho ancora tre anni da fare il ministro – ha aggiunto -. Secondo me l’amministratore locale è il mestiere più bello e difficile, quindi sì, penso che tutti abbiano l’ambizione di poter fare qualcosa per la propria comunità. Io sono residente e innamorato di Milano, la città più bella del mondo, ma cerco al governo di dare un contributo agli studenti di Messina e a quelli di Trieste. Avendo 51 anni di milanesità nel sangue c’è qualcosa in più per la mia città, poi non so il buon Dio quanto tempo mi darà. Ci sono altri 3 anni per portare avanti progetti”.
(da agenzie)
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Novembre 27th, 2024 Riccardo Fucile
L’AUMENTO SARA’ SOLO DI 3 MILIONI PER UN TOTALE DI 25 MILIONI
Ritocchi al finanziamento per i partiti tramite il 2 per mille. Con l’ok a un
emendamentoal dl fisco sale di tre milioni di euro solo per quest’anno il tetto stabilito per legge (25,1 milioni) delle risorse che provengono dalla destinazione volontaria del due per mille dell’Irpef. In sostanza, ai partiti verranno assegnati 3 milioni di euro in più per il 2024, per coprire la somma totale destinata dai contribuenti nelle dichiarazioni dei redditi di quest’anno, che ha raggiunto quasi 30 milioni di euro.
Salta quindi l’emendamento riformulato dal governo che ridisegnava l’intera disciplina, alzando il finanziamento a 42,3 milioni, che aveva sollevato i dubbi del Colle. Il testo approvato torna nella versione originale presentata dall’opposizione.
Ieri l’esecutivo Meloni, infatti, con la riformulazione di una modifica al decreto fisco, ha provato a ridisegnare il sistema del 2xmille abolendolo a favore di un meccanismo che dal 2026 avrebbe raddoppiato l’ammontare dei contributi ai partiti, facendoli passare da 25 a oltre 40 milioni: con una distribuzione che sarebbe avvenuta in parte anche a prescindere dalla scelta dei contribuenti nella dichiarazione dei redditi. Emendamento che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha bloccato.
(da agenzie)
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