A GUARDARE I TIGGÌ RAI, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI! I “MARANZA” SONO FREGATI, LE PIAZZE TORNERANNO PACIFICHE. OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: IL NOME DI SIHER ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, E LA SENSAZIONE È CHE SIA STATO TIRATO FUORI DI PROPOSITO COME CAPRONE ESPIATORIO PER ALIMENTARE LA NARRAZIONE DI “ASSEDIO” CHE FA COMODO ALLA DUCETTA (COME SUCCESSO CON LE PROTESTE DEI TIR AL SUD “NASCOSTE” PER DARE SPAZIO ALLE VETRINE SPACCATE DAI TEPPISTELLI DI SECONDA GENERAZIONE)
LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE
Fermi tutti: con il fermo del 30enne Youssef Siher è tutto finito! Dimenticate le scene di
caos del 17-18 ottobre, l’Italia è di nuovo in pace. È questa la realtà per chi si informa nei tiggì Rai o legge i giornaloni pro-Governo. Ma è davvero così? Manco per niente.
C’è qualcosa di molto opaco dietro la vicenda del ricercatore-giornalista pro-pal fermato ieri alla vigilia delle manifestazioni contro il riarmo e per il caro-vita in tutta Italia. Qualcosa che “puzza”. Non è un caso che a dare l’anticipazione esclusiva dell’identificazione e del fermo sia stato il Tg1 di Gian Marco Chiocci.
La sensazione è che sia stata l’ennesima trovata per eccitare il consenso trovando un caprone espiatorio perfetto. Negli articoli degli “esperti” di intelligence, oggi, si sottolinea come Siher sia noto ai servizi da anni: veniva monitorato dal 2014, quando aveva fondato l’organizzazione “alba nascente” e iniziato a propagandare teorie islamiste e vicine ai fondamentalisti di “Hamas”.
Pensare che sia tutto risolto con il fermo del “capo dei maranza” è ovviamente una stronzata: le proteste che stanno dilagando in Italia non hanno una regia politica, né un’ideologia precisa. Ci sono i “maranza” milanesi interessati solo alle felpe e alle sneakers, i collettivi universitari romani, i sindacati, i “professionisti della piazza” di Bologna, ma anche tanti giovani “comuni”.
Senza considerare che se davvero Siher era monitorato, e fosse lui il “regista” del caos della scorsa settimana, si tratterebbe di un fallimento evidente dell’intelligence. Invece che trovare l’organizzatore delle piazze e portarlo in questura dopo, avrebbero dovuto prevenire, per evitare le violenze, gli assalti e la trasformazione di Milano in uno scenario di guerra. L’Italia ha un governo di destra, tutto “ordine e sicurezza”, da quattro anni: è mai possibile che ogni settimana i cittadini debbano vivere nel terrore di finire tra le sassaiole?
Ai malfidati come noi sembra tutto uno specchietto per gli allocconi: come la protesta al sud, “nascosta” dai tiggì e dai media tradizionali per dare spazio alle vetrine spaccate di Milano, anche la vicenda Siher sa tanto di operazione studiata a tavolino. E nel frattempo, invece che incastrare la Ducetta col vizio del manganello, la sinistra riunisce i correntoni, discute di poltrone e soldi e si spacca sull’Ucraina. Bravi!
(da Dagospia)
Leave a Reply