CI SONO DUE LEGHE: QUELLA DEL RIGORE DI GIORGETTI E QUELLA CON LE MANI BUCATE DI SALVINI. IL MINISTRO DELL’ECONOMIA FRENA I BOLLORI DELLA MAGGIORANZA SULLA MANOVRA E DICE CHE LA “COPERTA È CORTA”, MA IL SUO PARTITO, LA LEGA, CHIEDE UNA “NUOVA QUOTA 100”
L’ENNESIMA TROVATA ELETTORALE DI SALVINI È CONTENUTA IN UNA MOZIONE APPROVATA DAL CONGRESSO DEL CARROCCIO: UN TESTO CHE NON INDICA DOVE TROVARE I SOLDI PER FINANZIARE LA MISURA
Chissà se il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, al mattino impegnato ad
avvertire quanto sia «corta la coperta» della manovra, immaginava già il rilancio nel pomeriggio, al congresso della Lega a Milano, di una nuova Quota 100. Sessantaquattro anni di età e 36 di versamenti. Una via d’uscita aperta anche a chi ha cominciato a lavorare prima del 1996.
Una variante della pensione anticipata a 64 anni finora proposta dal Carroccio con 25 anni di anzianità. Undici in più per restringere la platea, contenere i costi e salvare una bandiera identitaria a rischio esclusione dalla legge di bilancio. Almeno sulla carta: nella mozione approvata dal partito non c’è una cifra, né una copertura. […]
Fatto sta che Giorgetti mette di nuovo le mani avanti. In videocollegamento con l’assemblea della Compagnia delle Opere avverte: «Il clima di burrasca è sempre all’orizzonte». E annuncia una manovra «targettizzata». Mirata, cioè. [
Le parti sociali, però, traducono quel «target» in modo assai meno lusinghiero. Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini teme uno «spezzatino» di «mance». Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini parla di «marchette». E anche la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola paventa una pioggia di «bonus elettorali». [
La legge di bilancio arriverà in Consiglio dei ministri la prossima settimana, assicura Giorgetti. I conti, però, non sono chiusi. Il Tesoro attende ancora da Bruxelles la «rifinitura» dei margini della clausola di salvaguardia per energia e difesa. «Un conto è fronteggiare il rincaro delle materie prime, un conto è affrontare sia questo che l’aumento dei tassi di interesse», avverte. Rivendica il «puro realismo» portato ai tavoli europei, dove qualcuno ha considerato l’Italia persino «spendacciona». E promette misure «molto ragionate». Ogni partito ha le sue sensibilità, ma «la rotta deve essere sicura».
Alla Lega, però, la prudenza non basta. La mozione congressuale reclama anche una flat tax del 5% per gli under 35, su redditi fino a 35mila euro, nei primi cinque anni di lavoro. E la stabilizzazione della detassazione al 5% degli aumenti contrattuali. Una lista impegnativa, quando il ministro chiede di misurare ogni euro. E le richieste aumentano mentre i fondi sono fermi.Il senatore Claudio Borghi detta le sue condizioni identitarie: pensioni a 64 anni e flat tax per gli autonomi fino a 100mila euro di ricavi. «Se non ci sarà, ci arrabbiamo». Convinceranno Giorgetti? «Secondo me, sì», assicura Borghi.
(da Repubblica)
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