LUCA ZAIA, DOPO AVER DORMITO DIECI ANNI E NON AVER SCALZATO SALVINI QUANDO ERA IL MOMENTO, ORA VUOLE UNA LEGA FEDERALISTA “COME LA CDU TEDESCA”
UNA RICETTA STANTIA PER IL RILANCIO DEL CARROCCIO, QUANDO ORMAI SIAMO ALLE ESEQUIE
«Un partito che voglia rispondere a tutte le istanze deve essere federalista. Ho
già detto parecchie volte che esiste un modello nato nel 1948 in Germania, che prevede un partito nazionale, la Cdu, con una costola locale bavarese (Csu)». Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale veneto ex presidente di Regione, in un’intervista al Corriere della Sera offre la sua ricetta per il rilancio del Carroccio. Secondo l’ex governatore una scelta del genere trasformerebbe la Lega nel partito «più innovativo e più in grado di offrire una scelta interessante anche per i giovani».
La Lega federalista
Zaia ricorda che a breve, in Consiglio regionale, tornerà la legge di iniziativa popolare sul fine vita che fu bocciata nel 2024. «Confermo che voterò a favore», dice, sottolineando che la legge si pone l’obiettivo di colmare alcuni buchi della sentenza della Corte costituzionale del 2019. «Primo non esiste un termine entro cui
l’Azienda sanitaria debba rispondere alla richiesta del paziente. Marco Cappato nei giorni scorsi ha sollevato il caso di una signora di 77 anni, Maria Cristina, malata terminale, che ha fatto richiesta il 5 marzo e non aveva avuto alcun riscontro. Il secondo buco: il servizio pubblico non garantisce la somministrazione del farmaco». Sul tema, secondo l’ex presidente del Veneto, «la politica deve fare un salto di qualità. Il fine vita deve essere una no-fly zone: i partiti devono lasciare libertà di coscienza, come peraltro ha fatto il segretario Salvini. Ci sono tanti esponenti politici le cui coscienze non collimano con la posizione del loro partito».
(da agenzie)
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