NAPOLI, I VANNACCIANI SI RIUNISCONO IN CONVENTO MA I RELIGIOSI PRENDONO LE DISTANZE
I SOVRANISTI ASOCIALI AL COMPLESSO MONUMENTALE VINCENZIANO MA I MISSIONARI PRECISANO: “IL NOSTRO IMPEGNO SI FONDA SULL’ACCOGLIENZA DEI MIGRANTI E SULLA SOLIDARIETA’ VERSO GLI ULTIMI”
I vannacciani arrivano in convento, ma la benedizione non è compresa nell’ospitalità.
Succede a Napoli, nel cuore del Rione Sanità, dove i sovranisti si preparano a riunirsi nel Complesso Monumentale Vincenziano e i padroni di casa, per evitare equivoci, mettono subito le cose in chiaro.
Porte aperte, per carità. Ma nessuna comunione d’intenti. Anzi, i Missionari Vincenziani prendono ufficialmente le distanze dall’iniziativa politica, rivendicando l’accoglienza dei migranti, la solidarietà verso gli ultimi e il rispetto della dignità umana senza distinzioni. Insomma, stessa parola, «sociale», ma significati decisamente diversi. E così l’incontro di Futuro Nazionale, in programma oggi alle 18 in via Vergini, finisce per provocare un piccolo incidente diplomatico ancor prima di cominciare.
L’appuntamento è intitolato “Destra Sociale per Futuro Nazionale” e vede protagonista l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, che nel maggio scorso ha accompagnato la confluenza del movimento Indipendenza nel partito fondato da Roberto Vannacci. Ad accoglierlo saranno i rappresentanti campani della formazione politica: Enzo Perez, responsabile delle Municipalità di Napoli, Mimmo De Mattia, referente del comitato Napoli numero 2010, il coordinatore provinciale Ciro Borriello e quello regionale Lello Di Capua. Prima dell’incontro, alle 14.30, Alemanno è atteso nella sede del partito al Centro Direzionale per un confronto con le rappresentanze sindacali della Polizia Penitenziaria. Ma è soprattutto la seconda tappa a riservare qualche sorpresa. Alla vigilia dell’evento, infatti, i Missionari Vincenziani hanno diffuso un comunicato per precisare che la concessione degli spazi rientra nella normale attività di accoglienza di iniziative culturali, civiche e associative. Nessun patrocinio, nessuna adesione politica, nessuna condivisione preventiva delle posizioni espresse dagli ospiti. Neppure la denominazione «Monastero dei Vincenziani», utilizzata nella comunicazione dell’appuntamento, deve essere interpretata come un coinvolgimento della comunità religiosa. Fin qui, una precisazione istituzionale.
Ma il passaggio successivo è più sostanziale. I religiosi dichiarano di dissociarsi da qualsiasi contenuto, dichiarazione o proposta che non risulti conforme al Vangelo e alla dottrina sociale della Chiesa. E ricordano che il carisma di San Vincenzo de’ Paoli, dal 1625, mette al centro il servizio ai poveri e agli ultimi. «Il nostro impegno “sociale” nasce dal Vangelo, non da un’appartenenza ideologica», scrivono i missionari, rivendicando la centralità della dignità umana, «l’accoglienza dello straniero e del migrante» e la solidarietà verso i più fragili, indipendentemente da origine, cultura o religione. Fino alla precisazione conclusiva: «Ogni visione che contrapponga le persone, escluda o selezioni chi è degno di essere accolto è lontana dal nostro modo di intendere la carità». Un distinguo che assume un significato particolare alla luce dell’identità politica di Futuro Nazionale. Nel manifesto programmatico pubblicato ad agosto, Vannacci ha rivendicato una destra identitaria, fondata sulla sovranità nazionale, sulle radici cristiane e sulla centralità degli italiani. Posizioni che il partito intende portare anche nella competizione politica napoletana, dove ha già annunciato la volontà di partecipare alle prossime elezioni comunali. Intanto, al Rione Sanità, la politica trova ospitalità in convento, senza che ci sia però comunione d’intenti. I Vincenziani aprono le porte e, contemporaneamente, marcano i confini.
(da agenzie)
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