Aprile 16th, 2009 Riccardo Fucile
CONTI DELLE BADANTI: I BOLLETTINI ARRIVANO A FIUMI, PECCATO SIANO PIENI DI ERRORI… SI VOLEVA FAR EMERGERE IL LAVORO NERO, MA HANNO MANDATO I BOLLETTINI A QUELLI CON POSIZIONI REGOLARMENTE DENUNCIATE
C’è a chi sono arrivati con un importo dei contributi da pagare completamente sballato, ad altri sono stati consegnati bollettini precompilati con il codice fiscale della domestica licenziata due anni prima.
C’è chi è rimasto malissimo nel ricevere il conto corrente intestato all’anziano padre o alla madre deceduti da tempo e che non avevano più bisogno della badante.
Eppure tutte queste persone avevano denunciato regolarmente l’inizio e la fine del loro rapporto di lavoro con la collaboratrice domestica, seguendo la normativa in vigore.
Accade che da fine marzo l’Inps stia spedendo, a tutti coloro che hanno alle dipendenze un collaboratore domestico, i bollettini precompilati “per facilitare il pagamento dei contributi” dovuti alle casse dello Stato.
Qualcosa deve essere come al solito andato storto e dopo anni in cui si sono registrati pesanti ritardi nell’arrivo dei bollettini, rendendo impossibile il pagamento dei contributi nei tempi richiesti, ora i conti correnti arrivano a fiumi.
Peccato che moltissimi siano completamente sbagliati.
L’Inps sta cercando di dare maggiore attenzione al settore domestico, dove si calcola che per ogni lavoratore regolare ce ne sia uno in nero.
Ma invece che cercare questi ultimi, per assurdo, sono proprio coloro che hanno seguito le regole a ritrovarsi in mano bollettini sbagliati, intestati addirittura a datori di lavori deceduti tre anni fa. Continua »
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Aprile 16th, 2009 Riccardo Fucile
SERVONO 12 MILIARDI DI EURO PER LA RICOSTRUZIONE, MA SI PARLA DI PRELEVARE DAL 5 PER MILLE, L’UNICA FONTE DI SOSTENTAMENTO DEL VOLONTARIATO…POI SI PARLA DI TASSA SULLA BENZINA, SIGARETTE E ALCOLICI… INFINE UNA LOTTERIA… CENTRODESTA SVEGLIA: TANTO VALEVA TENERSI VISCO
Il terremoto ha devastato un intero territorio, abbiamo visto le immagini televisive.
Ma temiamo che la scossa sia arrivata anche ai Palazzi romani, creando, soprattutto al Ministero dell’Economia, degli scompensi di equilibrio finanziario notevoli.
Di fronte a un lievitare dei costi previsti per la ricostruzione degli edifici e delle infrastrutture rase al suolo dal sisma, che dagli iniziali 7 miliardi ha visto la cifra arrivare agli attuali 12 miliardi, c’e’ stata una giusta preoccupazione da parte del governo su dove e come trovare i denari necessari. Abbiamo così potuto constatare che siamo un Paese con le pezze al sedere, non c’è mai un euro per nulla: sono stati trovati per ora 100 milioni per gli interventi immediati, altri 200 arriveranno dal fondo catastrofi della Ue, di altro non si sa.
In compenso sono state annunciate le seguenti misure capestro. Attingere ai fondi del 5 per mille dell’Irpef, una parte di quei soldi per cui in ogni caso esiste un tetto di spesa che non può superare i 380 milioni totali.
Mossa infelice, sia perchè al massimo puoi recuperare 200 milioni tra 4 anni ( questi sono i tempi di pagamento attuali dello Stato), ma soprattutto perchè vai a colpire le associazioni di volontariato che vivono su questo contributo e che spesso lo hanno già messo a bilancio o dato in garanzia alle banche per dei prestiti. Continua »
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Aprile 15th, 2009 Riccardo Fucile
BERLUSCONI TENTATO DALL’ELECTION DAY: SE PASSA IL REFERENDUM PUO’ GOVERNARE DA SOLO… LA LEGA VEDE A RISCHIO LE SUE POLTRONE E MINACCIA UNA CRISI… RESA DEI CONTI O COMPROMESSO IN VISTA?
Silvio Berlusconi sembra sempre più orientato a dare il benestare per l’election day che accorperebbe il referendum alle elezioni europee ed amministrative il 6-7 giugno, ma i tempi stringono e occorre prendere una decisone nei prossimi giorni.
Di fronte al risparmio di 400 milioni di euro da destinare ai terremotati dell’Abruzzo, il premier vedrebbe di buon occhio unire le giornate di votazione.
Per lui una bella gatta da pelare che si intreccia da un lato con l’emergenza sisma e la crisi economica, dall’altro con i rapporti interni alla maggioranza.
Cerchiamo di spiegare in cosa consiste il referendum intanto: se vincessero i sì e se si superasse il quorum del 50% degli aventi diritto al voto, il premio di maggioranza verrebbe attribuito solo alla lista singola, e non più alla coalizione di liste, che abbia ottenuto il maggior numero di seggi.
Ne risulterebbe un sistema elettorale che spingerebbe i partiti a puntare sulla costruzione di un unico raggruppamento.
In soldoni se il Pdl, attualmente dato al 40%, vincesse le elezioni, con il premio di maggioranza, arriverebbe a poter governare da solo, senza dover subire le richieste della Lega.
La quale a sua volta non sarebbe più determinante e perderebbe una parte delle sue poltrone, oltre che i posti di governo.
Il referendum poi fisserebbe al 4% per la Camera e all’8% per il Senato la soglia di sbarramento, sotto la quale un partito resterebbe fuori dal parlamento. Continua »
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Aprile 15th, 2009 Riccardo Fucile
CHE ANNOZERO SIA FAZIOSO E’ COSA NOTA, MA E’ LIBERO DI PORRE QUESITI… ALLA FINE GIUDICA IL TELESPETTATORE COME SEMPRE, NON CI PIACE LA CENSURA… I VIGILI DEL FUOCO SONO ECCEZIONALI, MA ALLORA PERCHE’ UNA LORO ORA DI STRAORDINARIO E’ PAGATA SOLO LA META’ DELLA RETRIBUZIONE ORARIA DI UNA BADANTE?
Non si placa la polemica sulla puntata di giovedì scorso di Annozero di Michele
Santoro, dedicata al terremoto in Abruzzo. Al centro della puntata, nelle intenzioni di Santoro, “l’assenza di una pianificazione che riuscisse a utilizzare al meglio l’enorme concorso umano” messo in campo dalla Protezione civile e dai soccorsi.
Secondo Santoro “parlare delle inefficienze non vuol dire criticare quelli che hanno prestato soccorso, vuol solo dire criticare la macchina organizzativa”.
Secondo il governo invece tutto ha funzionato e quelle di Annozero sono state definite accuse ingiustificate e “Tv dell’odio” volte a “destabilizzare il quadro politico”.
Ci pare che si stia un po’ esagerando, fermo restando che ognuno è libero di pensarla come gli pare e di dare il taglio giornalistico che meglio crede.
Sono poi i telespettatori a dare il giudizio finale, non i politici. Di Annozero cosa non ci piace: intanto il sermone iniziale di Travaglio, il quale non ha mai un contraddittorio con alcuno. In pratica spara le sue presunte verità , ma nessuno può mai contestarle.
E questo non ci piacerebbe neanche se al posto di Travaglio ci fosse un esponente di centrodestra. Fino a prova contraria, Travaglio non è depositario della verità . Continua »
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Aprile 15th, 2009 Riccardo Fucile
MENTRE DIECI ITALIANI SONO OSTAGGI DEI PIRATI SOMALI, E’ GIUSTO CHIEDERSI CHI SIANO I NUOVI FILIBUSTIERI… SONO EX PESCATORI VITTIME DELLE NAVI STRANIERE CHE HANNO RAZZIATO I LORO MARI, RIDUCENDOLI ALLA FAME
Risale al 1992 la creazione, da parte della comunità internazionale, dell’International Maritime Bureau Piracy Reporting Center.
Di fronte al crescente allarme sul ritorno dei pirati sui mari, si decise di porre in essere un tentativo, se non proprio di combattere, almeno di monitorare il fenomeno.
La sede dell’organismo non a caso fu stabilita a Kuala Lumpur, capitale della Malesia, in quanto il fenomeno allora sembrava interessare il tratto asiatico comprendente gli stretti di Malacca, il mar della Cina e il golfo del Bengala.
Secondo i rapporti che vengono periodicamente stilati, i moderni eredi di Sandokan provocano danni stimabili tra i 9 e i 12 miliardi di euro l’anno.
Come mai dalla Malesia l’allarme si è andato spostando verso la Somalia?
Secondo le ricostruzioni, basate anche sulla testimonianza dei pirati stessi, in origine questi “filibustieri” erano dei semplici pescatori che durante la stagione dei sei mesi di pesca potevano guadagnare il denaro sufficiente per vivere il resto dell’anno e magari anche costruirsi una casetta. Sparita come Stato la Somalia nel 1991, ecco che le loro acque sono state invase da barche straniere che, con enormi reti, hanno cominciato a spazzare il mare.
Per i somali è stata la fine: terminata la pesca, sono cominciati i debiti e i pescatori sono diventati sempre più arrabbiati contro l’Occidente che li aveva depredati del prodotto che permetteva loro di vivere. Continua »
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Aprile 15th, 2009 Riccardo Fucile
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Aprile 14th, 2009 Riccardo Fucile
AMATO PROPONE UN’IMPOSTA SPECIALE PER LA RICOSTRUZIONE, LA SOLITA UNA TANTUM CHE IN ITALIA POI DIVENTA FISSA ED ETERNA…BRUNETTA VORREBBE UN’ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA CONTRO I TERREMOTI CHE COSI’ DIVENTEREBBERO UN AFFARE PRIVATO…DUE CONCEZIONI DEL RUOLO DELLO STATO
Si tratta di due modi opposti di elaborare una risposta al rischio delle catastrofi
naturali, ma anche un tentativo di avviare un dibattito sul modo in cui l’Italia potrà e dovrà aiutare le vittime del terremoto.
L’ex presidente del Consiglio Giuliano Amato ha proposto un’imposta straordinaria e speciale per la ricostruzione.
Il ministro Brunetta propone invece di rendere obbligatoria l’assicurazione contro le catastrofi naturali.
Sotto la questione tecnica si cela il tema più profondo: è compito dello Stato soccorrere quelli la cui vita è stata distrutta dall’imprevedibile?
Secondo Amato, lo Stato deve intervenire a copertura parziale dei costi della ricostruzione, preferibilmente attraverso una “una tantum” il cui utilizzo sia trasparente e che sia temporanea e mirata. Al contrario Brunetta afferma che l’Italia è uno dei pochi Paesi che caricano la ricostruzione sulle spalle del settore pubblico e che occorre cambiare registro.
In teoria la proposta di Amato, un prelievo fiscale una tantum “e tutto si sistema”, avrebbe una sua validità se non fossimo il Paese dove non c’è nulla di più definitivo del provvisorio.
Molti di voi non sono forse a conoscenza che la stratigrafia delle disgrazie nazionali è tuttora visibile nelle accise sui carburanti.
Ancor oggi, su ogni litro di benzina, paghiamo 1,90 lire per la guerra in Abissina del 1935, 14 lire per la crisi di Suez del 1956, 10 lire ciascuno per l’alluvione di Firenze del 1966, il Vajont del 1963 e il Belice del 1968. Continua »
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Aprile 14th, 2009 Riccardo Fucile
PROTESTANO CONTRO LA CATENA “MIGROS” CHE HA AFFIDATO UN APPALTO DI RISTRUTTURAZIONE A LAVORATORI ITALIANI CHE HANNO IL DIFETTO DI AVERE UNA QUALITA’ DI LAVORO MIGLIORE… IL CASO PRECEDENTE IN GRAN BRETAGNA ERA FINITO CON L’OFFERTA DI 102 POSTI IN PIU’ PER I LAVORATORI INGLESI
In Svizzera come in Gran Bretagna, la storia non cambia. Le vittime di questa crisi finanziaria sembrano proprio i lavoratori italiani che vengono sommersi da ondate di protezionismo in mezza Europa.
Dopo il caso della raffineria inglese della Total, ora nasce un nuovo contenzioso che vede coinvolti altri nostri lavoratori, colpevoli di lavorare a livelli di qualità molto elevati e spesso migliori di quelli locali.
Coi tempi che corrono, i sindacati si attaccano a tutto pur di far sfogare i propri tesserati e portare a casa qualche vittoria sulle imprese. Così accade anche nel Canton Ticino dove un contratto da 25 milioni di franchi ha scatenato una polemica feroce.
La Migros, colosso della grande distribuzione elvetica, ha affidato l’appalto di ristrutturazione della sua filiale di Locarno a manodopera proveniente da Como e da Varese.
Il caso è stato sollevato dalla Commissione paritetica cantonale, l’organismo deputato al controllo della corretta applicazione dei contratti di lavoro. Continua »
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Aprile 14th, 2009 Riccardo Fucile
CHI SI VANTA DEL RECORD DI ASCOLTI ALLA FACCIA DELLA TRAGEDIA… DOMANDE INOPPORTUNE E TELECAMERE CHE DISTURBANO IL SONNO… PERSINO CHI SI TRAVESTE DA PRETE PER ENTRARE ALL’OBITORIO
Il panorama dell’informazione gravita sempre intorno alle tragedie, è naturale che i
telespettatori vengano informati, per carità . Ma c’è modo e modo.
Esiste quello rispettoso del dolore e della tragedia, pur nella libertà di informazione e di cronaca e c’è quello indecente che è andato in onda in questi giorni a cura di alcuni giornalisti.
Coloro che sono scampati a un sisma che ha fatto quasi trecento vittime, non sono riusciti a evitare un altro tipo di sciacallaggio, compiuto da taluni inviati che non hanno avuto rispetto del dolore e della stanchezza dei sopravvissuti.
La medaglia del cattivo gusto è andato al Tg1: martedì, il giorno dopo il disastro, la giornalista che conduceva in studio si è soffermata per un minuto e 9 secondi ad elencare il record di share che il notiziario aveva fatto durante la drammatica vicenda.
Ma ci sono stati episodi forse anche peggiori.
Un tizio freelance, con tanto di mini macchinetta fotografica si è travestito da prete per intrufolarsi nell’obitorio allestito dentro l’hangar della Guardia di Finanza.
All’uscita è pure scoppiato a ridere per la soddisfazione di avercela fatta. Proprio davanti alle transenne dove i parenti delle vittime aspettavano in lacrime e in silenzio il proprio turno per compiere lo straziante rito del riconoscimento.
E’ stato segnalato ai carabinieri, bloccato e denunciato: cosa non si fa per una foto… Continua »
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