Settembre 8th, 2009 Riccardo Fucile
LA PADAGNA DEL MAGNA MAGNA PREMIA LA MERITOCRAZIA: NONOSTANTE LE RIPETUTE BOCCIATURE, IL FIGLIO DEL SENATUR TROVA UN DOPPIO LAVORO SUBITO… ASSISTENTE DI SPERONI AL PARLAMENTO EUROPEO E NELLA PRESIDENZA DELL’OSSERVATORIO SULLA TRASPARENZA DELLA FIERA DI MILANO…
Nelle scorse settimane si è scritto un altro capitolo del romanzo della “Padagna del magna magna”. Quante volte la Lega impreca quotidianamente contro la politica clientelare del Sud, mette l’accento sulle assunzioni facili nella Roma ladrona, stigmatizza stipendi esagerati che percepiscono tanti portaborse che vivono alle spalle della politica.
E poi il Senatur tuona nei comizi contro le raccomandazioni dei professori meridionali, maledice la capitale corrotta e i suoi politici, corroborato dalla badante che sorride estasiata ogni volta che bonfonchia parole spesso incomprensibili.
La Lega è invece sinonimo di meritocrazia, “avanti i migliori”, nessuna raccomandazione in Padagna, nessun stipendio garantito ai portaborse della politica centralista.
Parole sagge, peccato che ci creda solo qualche ubriacone da osteria, perchè la realtà è molto, ma molto diversa.
Non a caso la battaglia della Lega contro l’abolizione delle Province ha una precisa chiave di lettura: dove sistema poi la Lega tutta quella casta di dirigenti leghisti, affamati di potere e quattrini?
Almeno le Provincia ed enti collegati assicurano delle belle poltrone per far riposare le chiappe padane di qualche ambizioso locale in camicia verde che non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena. Continua »
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Settembre 7th, 2009 Riccardo Fucile
“SOGNAVAMO: UN GIORNO USCIREMO DALLE TENDE PER TORNARE A CASA. QUEL GIORNO E’ ARRIVATO, MA SI VA’ DA UN’ALTRA PARTE ( ALBERGO O CASERMA) AD ASPETTARE IL RITORNO A CASA”… PER CHIUDERE LE TENDOPOLI NON SI BADA A SPESE: ALBERGHI, CASE SFITTE E CASERMA DI COPPITO…SI SAPEVA CHE LE CASETTE NON SAREBBERO BASTATE MA IL GOVERNO NON PUO’ PERMETTERSI UNO SPOT NEGATIVO…. AMAREZZA DEI TERREMOTATI
La tendopoli di Piazza D’Armi, la più grande dell’Aquila (1.800 sfollati subito dopo il
sisma, 1.050 adesso) è arrivata alla fine. La grande città di tela blu entro fine mese non esisterà più.
Dice una sfollata: “Per tanti giorni e tante notti abbiamo pensato a questo momento, lo abbiano anche sognato. Ci dicevamo: sarà dura, ma un giorno usciremo dalle tende e potremo rientrare in una casa. Quel giorno è arrivato, ma c’è un problema: non si rientra a casa, si va da un’altra parte (hotel, residence, caserma) anche distante dall’Aquila, ad aspettare ancora il ritorno a casa e chissà per quanto tempo”.
E’ per queste ragioni che in Piazza D’Armi, pieno centro della città , nessuno fa festa, qualcuno semplicemente piange di fronte a un futuro sempre più incerto e agli ordini perentori della Protezione civile che, tenda per tenda, informa della novità .
La tendopoli va smantellata per ordini superiori, tutti avranno una sistemazione altrove.
Berlusconi non può permettersi, dopo aver promesso una casetta per tutti, con biancheria profumata, frigo pieno di leccornie e spumante italiano, prima entro i primi di settembre, poi entro fine settembre, poi entro novembre e ora entro Natale, che una troupe televisiva non allineata riprenda terremotati al gelo accampati, nel freddo autunno aquilano, nelle tende.
E mentre, a causa delle scosse, anche chi è stato costretto a rientrare nella propria casa dichiarata agibile, continua nei fatti a dormire nel camper in cortile, per paura di un crollo, si scopre che molte case che avrebbero necessitato, secondo una prima analisi, di minimi interventi, in realtà hanno bisogno di lavori lunghi e impegnativi.
E slitta quindi per molti la possibilità di rientrare nella propria abitazione.
Una nota dei Comitati degli sfollati sottolinea: “Dopo mesi di tenda, ora vogliono “deportare” la maggioranza degli aquilani fuori provincia. Dopo mesi di promesse, la ricostruzione delle nostre case è ancora ferma al 6 aprile: lo si sapeva da tempo, ma non è stato fatto nulla per evitarlo”.
E inizia l’esodo obbligato verso centri come Avezzano, Luco dei Marsi, Tagliacozzo, Assergi. Lontano dalla vista, lontano dal cuore ( della polemica). Continua »
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Settembre 7th, 2009 Riccardo Fucile
L’AMICIZIA CON LA LIBIA “E’UNA OCCASIONE PER LE AZIENDE ITALIANE”: FORSE ANCHE PER FININVEST? …MA E’ COMPATIBILE CON IL RUOLO DI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CHE REGALA 5 MILIARDI DI EURO A GHEDDAFI, FARE POI AFFARI PRIVATI CON LUI?…PERCHE’ SILVIO E’ ANDATO A TRIPOLI A VISITARE LA REDAZIONE DI NESSMA, CANALE SATELLITARE DI CUI POSSIEDE IL 50%?
Le rivelazioni arrivano da Londra, e sono solo una conseguenza dei sospetti della stampa inglese in relazione alle polemiche nate in relazione della recente visita di Silvio Berlusconi a Tripoli, in occasione della posa della prima pietra dell’autostrada che l’Italia ha regalato a Gheddafi.
Si ritorna quindi all’insolito regalo di 5 miliardi di euro che il nostro Governo ha fatto al leader libico per i presunti danni di guerra ( quella di 100 anni fa) che peraltro Gheddafi ha già riscosso almeno altre 3 volte dai vari governi che si sono succeduti nel nostro Paese.
Una farsa, a detta di molti, una “cocca” per far sparire qualche immigrato all’origine e facendo fare il lavoro sporco alla Libia, a detta dei meglio informati.
Ma ecco che attraverso un intreccio neanche troppo velato di società , emerge una vicenda che getta ombre sull’amicizia italo-libica e che riguarda gli affari commerciali.
Non quelli che Berlusconi avrebbe annunciato come una “grande possibilità per le aziende italiane di operare in Libia in situazioni privilegiate”, ma quelli che lo riguarderebbero in prima persona.
E la stampa britannica delinea un rapporto commerciale tra interessi e società legate a Gheddafi e quelle riconducibili al premier italiano.
Con importanti e recenti acquisizioni e partneriati. Continua »
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Settembre 7th, 2009 Riccardo Fucile
IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI GENOVA FIRMA L’APPELLO IN DIFESA DELLA LIBERTA’ DI STAMPA … E DICE: “LA DENUNCIA DI BERLUSCONI CONTRO “REPUBBLICA” E’ UN ATTO GRAVISSIMO CONTRO CHI HA ESERCITATO UN DIRITTO E UN DOVERE DI INFORMAZIONE, LEDE IL PRINCIPIO DI LIBERTA’ E MINA LA POSSIBILITA’ DI CONFRONTO E GIUDIZIO”… MA ALLORA COME MAI QUANDO ABBIAMO SEGNALATO LE ANOMALIE DEI CONCORSI IN PROVINCIA CI HA CITATO PER DANNI ? … QUANDO RIGUARDA LUI, L’ETICA NON VALE?
Ma che bella coerenza ha il presidente della Provincia di Genova, Alessandro
Repetto. Di fronte alla richiesta danni al tribunale civile, nella causa intentata da Silvio Berlusconi contro il quotidiano “Repubblica”, non ha resistito dal prendere carta e penna e, in un sublime momento di enfasi, ha “scordato il suo passato” (siamo a Genova, paisà ) ed è partito lancia in resta in difesa del diritto di critica, della libera espressione e della libertà di stampa.
Ecco un estratto delle nobili righe dirette ad Ezio Mauro e pubblicate sul quotidiano “Repubblica”: “Ho firmato l’appello in difesa della libertà di stampa e pensavo fosse già grave trovarci nelle condizioni di intervenire per difendere un valore così fondamentale e rappresentativo della democrazia. La denuncia da parte di Silvio Berlusconi a “Repubblica” per aver esercitato un diritto e un dovere di informazione giornalistica è un atto gravissimo che lede i basilari principi della libertà , che mira a sottrarre la possibilità di confronto e giudizio, che, in totale spregio all’etica, rinnega e anzi calpesta quell’onestà morale e intellettuale che un politico è tenuto a rispettare e ad esprimere”.
Quindi apprendiamo che il presidente della Provincia è schierato giustamente per la libertà di stampa e di critica, è favorevole alle inchieste giornalistiche e alle denunce di comportamenti anomali, non ama chi censura la stampa e chi pone in essere atti giudiziari intimidatori nei confronti di chi scrive, in quanto il valore della democrazia è superiore a qualsiasi altra esigenza di riservatezza. Continua »
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Settembre 6th, 2009 Riccardo Fucile
I RICORSI AL TAR LIGURIA CONTRO RIFIUTO, REVOCA O MANCATO RINNOVO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO NEL 2009 SONO AUMENTATI DEL 46%… NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI ARRIVATI A SENTENZA, HANNO AVUTO RAGIONE GLI STRANIERI CHE SI SONO OPPOSTI AL RIFIUTO DEL PERMESSO
Gli avvocati specializzati nel diritto degli immigrati, all’avvio della nuova campagna di emersione dalla clandestinità , rivolta alle donne extracomunitarie che aspirano a lavorare come badanti al fianco dei nostri anziani, prevedono un milione di domande di regolarizzazione in tutta Italia e 10.000 solo a Genova.
I legali sono ormai rodati nella difesa legale degli immigrati che non fa quasi notizia l’impennata dei ricorsi al Tar che si è registrata nei primi sette mesi di quest’anno: oltre il 45% di aumento dei processi, di cui già definiti circa la metà .
In oltre il 30% dei casi già sentenziati hanno prevalso le ragioni dello straniero che si è opposto al rifiuto del permesso di soggiorno, alla sua revoca o al mancato rinnovo del permesso.
Solo il 12% dei casi ha visto soccombere in giudizio l’immigrato.
Una netta inversione di tendenza rispetto al passato, quando i no del giudice amministrativo ai ricorsi erano stati del 51%, mentre le vittorie si erano fermate al 35%. Continua »
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Settembre 6th, 2009 Riccardo Fucile
SOLO 100 MULTE IN SETTE MESI NEL CAPOLUOGO LIGURE… MARONI AVEVA AMPLIATO I POTERI DEI COMUNI PROMETTENDO UN RITORNO AL DECORO… SOLO 318 COMUNI HANNO ADERITO SU 8.000 E LE CITTA’ RESTANO SPORCHE COME PRIMA
A distanza di sette mesi, l’ordinanza comunale sul decoro urbano,
nonostante il clamore iniziale, a Genova non ha prodotto nulla o quasi: appena 100 le multe elevate in oltre 200 giorni.
L’ordinanza fa parte di una serie di misure, su alcol, prostituzione e decoro, varate anche in altre città italiane, a seguito del decreto Maroni che aveva ampliato i poteri dei Comuni.
Un flop federalista insomma, visto che su 8.000 comuni italiani solo 318 sono stati i sindaci che hanno firmato nuove ordinanze sulla sicurezza urbana, dopo il decreto nazionale.
A dimostrazione che non contano le teorie enunciate, ma i fatti concreti che come sempre latitano. Sulla carta il provvedimento voluto dal sindaco di Genova prometteva di fare piazza pulita di coloro che per strada consumano “in modo indecoroso o indecente, seduti o sdraiati, bevande e alimenti”, di chi “si trattiene nei medesimi luoghi, senza soluzione di continuità , sollecitando in maniera petulante e molesta questue e altre offerte in denaro” e di chi “intralcia in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone, occupando gli spazi destinati ai disabili”.
Sarebbe insomma stato lecito aspettarsi un’impennata di sanzioni, invece poco o nulla.
Però l’importante è aver dato la “percezione che qualcosa si facesse”.
Il sindaco a Genova era riuscita a complicare la vita dei vigili urbani, emanando pure una circolare attuativa dell’ordinanza che, di fatto, mitigava gli effetti più rigidi della stessa.
Si diceva che come leva dell’azione del vigile di turno vi doveva essere il presupposto che la situazione riscontrata costituisse un pericolo di “sicurezza urbana”, ovvero ” l’intervento è previsto in quei casi in cui si verifichino danni per l’incolumità delle persone o del patrimonio pubblico”. Continua »
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Settembre 5th, 2009 Riccardo Fucile
SECONDO UNA RICERCA DI UNIONCAMERE LA CRISI PESA ANCHE SUGLI STRANIERI… PREVISTO IL 46% IN MENO DI POSTI DI LAVORO… IN AUMENTO LA RICHIESTA DI LAVORATORI STAGIONALI
La crisi pesa sulle imprese che continuano a risparmiare e riducono le assunzioni, anche di lavoratori immigrati.
E’ quanto emerge da una ricerca di Unioncamere: nel 2009 le richieste di assunzioni “stabili” (ovvero non stagionali) di dipendenti immigrati si dimezzerà rispetto all’anno scorso.
Le assunzioni previste sono stimate a 93.000, un 46% in meno rispetto al 2008.
E’ il livello più basso da nove anni: rispetto al picco massimo raggiunto nel 2003, quando la domanda di immigrati stabili raggiunse le 227.000 unità , pari al 33% delle assunzioni totali, nel 2009 la percentuale di assunzioni di stranieri sul totale si fermerà al 17%.
Continuano invece ad aumentare le richieste di lavori stagionali ( +7,9%), mentre le imprese cercano sempre più personale immigrato qualificato, ovvero con esperienza specifica pregressa ( dal 46% del 2008 al 53% del 2009).
Secondo la ricerca, “in questa fase di difficoltà , è comprensibile la cautela delle aziende che, riducendo la domanda di lavoro in generale, riducono anche quella degli immigrati, che ormai hanno raggiunto una massa critica sul mercato del lavoro. Le imprese che si rivolgono a questi lavoratori lo fanno perchè non trovano italiani disponibili a svolgere certi lavori, ma la selezione del personale immigrato si inserisce sempre più nel quadro di una strategia competitiva, quindi si cercano i migliori”. Continua »
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Settembre 5th, 2009 Riccardo Fucile
RESTA ANCORA ALTO IL NUMERO DI ANIMALI LASCIATI NEI CANILI: 5.902 NELLE 100 STRUTTURE MONITORATE… SENSIBILITA’ AL NORD, PREOCCUPA IL SUD… OCCORRONO LEGGI PIU’ SEVERE
Abbandonati in autostrada, nei parchi, spesso con il guinzaglio al collo, ma
senza targhette di riconoscimento.
Per molti anni l’estate, nonostante appelli e campagne di sensibilizzazione, è stata la stagione in cui troppi italiani decidevano di sbarazzarsi dei propri cani, spesso in modo brutale.
Quest’anno però le cose sembrano essere cambiate e il triste fenomeno è in diminuzione.
Le cifre, diffuse dall’Associazione italiana difesa animali (Aidaa), parlano di una riduzione degli abbandoni che supera il 50%.
Nei 100 canili monitorati sono entrati e rimasti 5.902 cani abbandonati, contro gli oltre 12.000 dell’anno scorso.
Una massiccia campagna partita già da alcuni mesi in tv, radio e giornali, l’obbligo del microchip e la sterilizzazione, sembrano aver avuto effetti per limitare questa odiosa pratica.
Grazie alla nuova normativa sono poi stati restituiti ai legittimi proprietari 2.304 cani che risultavano essere fuggiti e non abbandonati.
Tenendo conto dell’aggregazione dei due dati si arriva a un totale di 8.206 cani passati dai 100 canili monitorati dall’Aidaa, con una diminuzione del 31,7% sul totale dei ritrovamenti rispetto al 2008.
Dati incoraggianti, anche se in alcune aree del Paese, in particolare nel Mezzogiorno, la situazione resta critica: il 74% degli abbandoni si concentra, infatti, in Campania, Sicilia, Puglia, Basilicata, Sardegna e Calabria.
In queste zone un ruolo determinante è svolto dalla criminalità organizzata che gestisce, spesso in prima persona, mega-canili dove vengono rinchiusi fino a 2.000 cani.
Una nuova legge in discussione in Parlamento dovrebbe ora stabilire un tetto massimo di accessi ai canili e limiti per quelli ormai sovraffollati. Continua »
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Settembre 4th, 2009 Riccardo Fucile
IN LOMBARDIA 67 POLTRONE VUOTE, IN VENETO 28… DOPO L’ANATEMA DELLA PROVINCIA DI VICENZA CONTRO I PRESIDI DEL SUD CHE OCCUPAVANO I POSTI AL NORD, 240 IDONEI DEL SUD HANNO DECISO DI RIFIUTARE LE SEDI PADANE… QUANDO FARANNO COSI’ ANCHE I DOCENTI E NON CI SARANNO PIU’ PROFESSORI IN AULA, QUALCHE LEGHISTA RESTERA’ PIU’ IGNORANTE DI QUANTO GIA’ NON SIA
Mentre la Gelmini taglia classi e insegnanti, molti ricorderanno la bella uscita del Consiglio provinciale di Vicenza un mese e mezzo fa, la mozione Martini ( Pdl), d’intesa con la Lega, divenuto un anatema contro i presidi meridionali che occupavano i posti padani al Nord.
Allora si era puntato il dito contro le commissioni giudicatrici dei concorsi a preside delle regioni meridionali che avevano reso idonei un numero di candidati in esubero, superiore al 10% dei posti disponibili.
Con la conseguenza che, negli anni successivi, questi idonei hanno percorso l’Italia verso Nord, alla ricerca di sedi libere, contaminando evidentemente l’aria e la terra dei padri padani.
Perchè se tecnicamente possono anche esserci stati errori, porre il problema in quei termini, nei confronti di altri italiani, è stato di uno squallore unico.
Come lo sarebbe stato se al Sud fosse vietato operare a qualche impresa di costruzioni che si servisse di operai veneti.
Ma casi del genere non si sono mai verificati nel Meridione, chissà perchè, forse perla ragione che al Sud non esiste un partito razzista che discrimina persino tra italiani e fomenta l’odio.
Ma quest’anno i presidi del Meridione hanno snobbato le poltrone del Nord: tantissimi aspiranti meridionali alla dirigenza scolastica, nonostante la disponibilità dei posti nordisti, hanno preferito continuare a respirare l’aria amica di casa, a costo di rimetterci il posto da dirigente scolastico. Continua »
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