Ottobre 11th, 2012 Riccardo Fucile
VENTI ANNI DOPO: IDENTITA’ E DIFFERENZE CON LA STAGIONE DI TANGENTOPOLI
E’ vero che la storia non si ripete mai identica, però chi ha vissuto la stagione di Tangentopoli prova il brivido del già visto.
Parecchio è comune a vent’anni fa.
Emerge oggi, come ai tempi di Mani Pulite, un sistema di corruzione diffusa, trasversale (sebbene i partiti al potere siano ovviamente più nel mirino).
Questa corruzione tende ad avvolgere l’intero sistema muovendo di nuovo dalla periferia, dal sottopotere locale verso il centro.
Con una differenza: a pagare i costi smisurati della politica, allora, erano soprattutto le imprese, quelle pubbliche e quelle private; adesso il saccheggio ha luogo nelle istituzioni medesime; vent’anni fa rubavano «per» il partito, stavolta «al» partito. Fatto sta che, ai fini del codice penale, sempre di furto si tratta.
Tanto per cambiare, la finanza pubblica è alle corde, l’Italia passa da una stangata all’altra.
Invece dei «tecnici» Amato e Ciampi, abbiamo Monti e Passera, però sempre di supplenza parliamo e l’analogia fa una certa impressione.
Rovinò al suolo la Prima Repubblica, qui si sta sgretolando la Seconda senza che la Terza sia ancora spuntata all’orizzonte. In entrambi i casi sotto accusa era (ed è) la legge elettorale.
Però, ecco un’altra differenza, oggi si procede in senso contrario, dal maggioritario verso il proporzionale, laddove il passaparola collettivo era: liberiamoci dalla partitocrazia e dalle preferenze (di cui vediamo il grande ritorno).
Eventi di portata mondiale segnano le due epoche.
C’era appena stata la caduta del Muro, epicentro Berlino; parla tedesco anche la crisi dell’euro.
Un senso di trapasso storico accomuna quel passato e il presente, identica la sensazione che un tappo sia saltato, che si possa voltare finalmente pagina.
Berlusconi che ritira la candidatura ricorda tanto Craxi che si dimette da segretario sotto il lancio di monetine, forse addirittura questo passo indietro è più iconico perchè il Cavaliere ha marcato una fase lunga ben 18 anni, Bettino non ci riuscì.
Voglia di aria nuova, ripudio dei vecchi partiti, tanti voti in libera uscita come attestano i sondaggi.
Agenti del cambiamento radicale erano la Lega e i referendari di Mario Segni, adesso va forte l’accoppiata Grillo-Renzi.
E, attenzione, anche nel ’94 sembrava dovesse vincere facile la sinistra con la «gioiosa macchina da guerra», invece spuntò dal nulla un signore di Arcore che possedeva le televisioni…
Anche questo dovrebbe farci riflettere.
Ugo Magri
(da “La Stampa“)
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Ottobre 11th, 2012 Riccardo Fucile
L’OPPOSIZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE CHIEDE: ALEMANNO CHIARISCA IN QUALE FORMA E PER QUALI CIFRE L’ARRESTATO LAVORAVA PER IL CAMPIDOGLIO”
Ombre anche sull’amministrazione comunale di Roma in margine all’arresto di Ambrogio
Crespi, titolare di numerose società di comunicazione che operavano su Roma e fratello del «guru» di Gianni Alemanno, Luigi Crespi.
Con una interrogazione al primo cittadino della Capitale, il consigliere comunale del Pd, Paolo Masini chiede di sapere «se, in quale forma e con quali cifre, le aziende di Ambrogio Crespi avevano rapporti diretti o indiretti con il Campidoglio di Alemanno».
CONDANNATI PER BANCAROTTA
L’opposizione capitolina ricorda che «già in passato Ambrogio Crespi, Luigi Crespi e la moglie Natascia Turato erano stati condannati in primo grado per bancarotta» e sottolinea come sia ora «necessario che il sindaco Almenno faccia chiarezza sull’ennesima brutta vicenda».
La Spin Network, fra le altre «creature» cura nel suo settore comunicazione anche il sito Roma Capitale News.
Più dura Monica Cirinnà , consigliere Pd: «à‰ noto che a realizzare i video per il sindaco di Roma è stata la società “Spin-Network”, riconducibile all’arrestato – scrive -. Ferma restando la libertà del sindaco di farsi realizzare da chi vuole video e altri servizi propagandistici, restano comunque gli interrogativi sulla lunga lista di rapporti inquietanti intrattenuti dal primo cittadino con persone e ambienti troppo spesso inseguiti a vario titolo dai tribunali di mezza Italia».
«MIO FRATELLO INNOCENTE»
Intanto il sondaggista e spin doctor di Alemanno, Luigi Crespi, si dice «sicuro dell’innocenza di mio fratello e del fatto che non si possano trovare prove alle cose che non sono avvenute» e reputa che l’arresto «possa essere quantomeno un equivoco, un errore, una decisione affrettata».
«Le accuse sono di associazione esterna con la ‘ndrangheta, voto di scambio, corruzione – conclude Luigi Crespi – in un periodo nel quale io e mio fratello lavoravamo già a Roma, dove ci siamo trasferiti da qualche anno, e in una campagna elettorale, quella lombarda, in cui non fummo impegnati professionalmente con nessuno».
I VOTI DI SCAMBIO
Quanto alle accuse secondo cui Ambrogio Crespi avrebbe trattato con la ‘ndrangheta «nella consapevolezza di farlo» e raccolto 2500 preferenze a favore di Domenico Zambetti (l’assessore alla casa, ora dimissionario, della Regione Lombardia), per Luigi Crespi «questi 2.500 voti, che comunque non sono oggettivamente nella disponibilità di mio fratello, sarebbero andati a persone che non abbiamo memoria di aver mai incontrato e con cui comunque non abbiamo mai avuto rapporti».
(da “Il Corriere della Sera“)
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