Maggio 10th, 2019 Riccardo Fucile
IL CROLLO DAL 36% AL 30%, IL M5S RECUPERA 3 PUNTI E ARRIVA AL 24-25%
Nel momento in cui sta per scattare il silenzio sui sondaggi d’opinione e a quindici giorni
dal voto, la Lega perde il 6% nella rilevazione di Ipsos per il Corriere della Sera rispetto al 18 aprile scorso.
Un vero e proprio tonfo dal 36% al 30%
Nando Pagnoncelli spiega che la perdita di voti rispetto al 36% raggiunto a metà aprile dipende dalle tensioni interne alla maggioranza e al parziale recupero dell’alleato di governo, il MoVimento 5 Stelle, che frena l’emorragia partita con la nascita del governo Conte e arriva quasi al 25%, mentre il Partito Democratico si attesta intorno al 20%.
È evidente che, insieme al caso Siri, la tolleranza verso il crescere di manifestazioni apertamente filofasciste (da ultimo il caso del Salone del Libro di Torino) e certi eccessi verbali hanno raffreddato una parte dell’elettorato, in particolare la componente più moderata che recentemente si era avvicinata alla Lega.
Al contrario il M5S, pur rimanendo distante dai livelli delle elezioni politiche, conferma la ripresa di consenso che già avevamo registrato il mese scorso.
Oggi è accreditato del 25% circa, con una crescita di quasi tre punti in poche settimane. Si conferma quindi la bontà della strategia del vicepremier, tornato alla ribalta con evidenza e che riesce a posizionare politicamente in maniera più netta e riconoscibile la propria formazione, proprio distinguendosi dalla Lega
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 10th, 2019 Riccardo Fucile
ULTRA’ DELLA ROMA, PREGIUDICATO, MUSCOLI E TATUAGGI NAZISTI: “VOTO LEGA TUTTA LA VITA”
Il Fatto Quotidiano racconta oggi in un articolo a firma di Giampiero Calapà racconta oggi alcuni dei personaggi della protesta a Casal Bruciato contro l’assegnazione della casa popolare a una famiglia rom che ne ha diritto. Tra questi c’è Massimiliano Minnocci detto Er Brasiliano:
C’è Luca Marsella, l’amico degli Spada (clan sinti) a Ostia. Presente anche “Er Brasiliano” Massimiliano Minnocci, pregiudicato, ultrà della Roma, fenomeno social per muscoli e tatuaggi: sfoggia svastiche, celtiche e anche Hitler sulla coscia. È finito nella galleria degli orrori di Enrico Lucci (Realiti sciò, novembre 2018): “Vendere la cocaina per strada è sbagliato, lo facevo per campà . Andavo a menà ai barboni, ai negri, ste cose qua. Dove ci stanno i macelli ce sto io”.
Sul web si trova anche un video dell’ottobre 2018 mentre viene arrestato al termine di una delle tante manifestazioni cosiddette anti-degrado di Casapound nella periferia romana, a Pietralata: “Io te pijo a mozzichi a senza palle, t’ammazzo io oh senza palle”, sbraita contro un poliziotto. E anche due giorni fa ha provocato un agente in assetto antisommossa: “Mi guardi? Che guardi? Te sembro una bambola?”.
Radio24 gli ha dato diritto di tribuna a gennaio: “Cosa farei ai rom? Prendi ‘na mannaia, je stacchi tutte e due le mani, e via”.E ancora: “Troppa polizia. Salvini mi piace, ma sta militarizzando Roma, mettessero gente delle borgate che davero ce li magnamo i rumeni e i talebani che vanno a rompe’ er cazzo. Adesso non voto niente. Però se dovessi votare, voto ‘a Lega Nord, tutta ‘avita”.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 10th, 2019 Riccardo Fucile
PRIMA USCITA SENZA ASSEDIO: “SIAMO TUTTI UGUALI DAVANTI A DIO, VOGLIO FARE UNA FESTA, DESIDERO CHE I MIEI FIGLI GIOCHINO CON QUELLI DEI VICINI”
“Io prendo una pizza margherita”, annuncia Imer affamato. “Mange isto”, cioè “anche io”,
rispondono in coro Agan, lo zio, e Tajso, il cugino.
“Eccolo, guarda il rosario che mi ha regalato il Papa”, continua Imer mentre sgrana la corona con il sorriso stampato in faccia. “Incontrare il Papa è stato bellissimo. Io sono musulmano, ma non c’entra: siamo tutti uguali davanti a Dio”.
Cosa vi ha detto? “Ci ha detto: ‘quella casa è vostra, è un vostro diritto: resistete!’”.
E loro resistono: i rom di Casal Bruciato hanno resistito agli insulti, alle minacce, alle aggressioni. E anche al tira e molla politico nel quale, senza saperlo, sono finiti. “Prima i condomini ci dicevano tante cose brutte – racconta il bosniaco, marito di Senada e padre di 12 bambini -. Ma ora si sono calmati: il Papa ha fatto il miracolo….speriamo”, conclude tra le risate di noi commensali.
Sono passate poche ore dall’incontro tra la famiglia Omerovic e il Pontefice, e in via Satta sembra essere tornato il sereno. Le bandiere tricolore affisse dagli abitanti in segno di protesta, ora sventolano stanche.
Le camionette della polizia non ci sono più, solo qualche agente in borghese segue a pochi metri di distanza Imer, suo zio e il cugino.
Nel grande cortile diventato palcoscenico della cronaca dell’ultima settimana c’è un gruppo di 15 persone che, riunito attorno ad un tavolo, festeggia un compleanno cantando “La società dei magnaccioni” dell’indimenticato Lando Fiorini.
Imer non conosce il ritornello e per un attimo si blocca: teme ancora gli insulti. “Vieni, tranquillo, scemo!”, gli urla Patrizia, l’instancabile mediatrice di Opera Nomadi, che ormai non ha più voce. “Anche io voglio fare una grande festa con i miei vicini. Mettiamo due-tre tavoli, mangiamo insieme”, prende coraggio l’uomo. “Voglio che i miei figli giochino con i loro figli, che stanno insieme!”.
Facciamo una passeggiata, cerchiamo un ristorante nelle strade adiacenti. “Non mangio da giorni”, ci confessa Imer ricordando che l’ultimo morso dato a un panino risale a mercoledì. Ne son successe di cose nel mentre. “Lo sai cosa ha detto Senada, mia moglie? ‘Noi incontriamo il Papa: siamo delle star’”, racconta il capofamiglia.
Senada è voluta rimanere a casa con la figlia Violetta, di due anni. Ha subito di tutto e, forse, nella famiglia bosniaca è quella che ha bisogno di più tempo e cure per recuperare. “Adesso sta un po’ meglio, Francesco ci ha dato la forza e il coraggio”. Sono appena le nove di sera e una pizzeria vicino via Satta ha già chiuso, quindi decidiamo di spostarci in macchina, sulla Tiburtina.
Ora Imer ha il volto disteso, sereno. Gli occhi, complice il sonno perso e la stanchezza accumulata, ogni tanto si chiudono. “Io prendo una margherita”, annuncia. A ruota lo seguono Agan, suo zio di 63 anni, e il giovane Tjaso, il cugino, sulla ventina. La famiglia di rom è musulmana e rispetta il Ramadan, iniziato il 5 maggio.
Il sole è ormai calato e possono concedersi il primo vero pasto. “I miei figli che sono tornati alla Barbuta hanno visto le mie foto con il Papa e mi hanno detto: ‘complimenti papà ‘”. Non li vede da
quattro giorni, dopo aver deciso di metterli al sicuro al campo, lasciando con sè solo il maggiore e la piccola Violetta. “Da domani inizio a portare i mobili, i nostri vestiti”. Un primo passo verso la normalità . “Devono metterci la corrente!”, contrattacca Patrizia, la volontaria che pensa sempre alla prossima battaglia da affrontare. Sul suo viso la stanchezza è evidente, ma nei suoi occhi si nasconde una gioia infinita.
(da “La Repubblica”)
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Maggio 10th, 2019 Riccardo Fucile
LA DENUNCIA DELLA MAMMA, LA SOLIDARIETA’ DELLA SCUOLA E DEL SINDACO… MA CHI ISTIGA QUOTIDIANAMENTE ALL’ODIO E DIFFONDE RAZZISMO E’ ANCORA A PIEDE LIBERO
“Ieri mio figlio è stato bullizzato nel pulmino della scuola (media). Oltre a essere stato malmenato da due ragazzine più grandi di lui, una di esse gli ha detto ‘i negri si siedono davanti, i bianchi dietro’. (l’autista aveva invitato il ragazzino ad andare dietro, dove tutti vogliono stare, perchè davanti dovevavno andare i bambini delle elementari ndr). Mio figlio ha detto che non si è difeso sennò rischiava di far loro del male, e perchè aveva paura di passare dal torto”.
Comincia così la denuncia sul gruppo Facebook “Cara Italia” di Vania Fedato, mamma di un ragazzino il cui papà è senegalese. E continua: “Arrivato a scuola molto turbato mio figlio ha ricevuto il sostegno e l’attenzione da professori e compagni che insieme sono andati a denunciare il fatto alla direzione della scuola. Nel pomeriggio sono stata contattata dall’assessore all’istruzione del comune perchè una cosa così grave nel nostro comune non era mai successa – si intende proprio il tipo di linguaggio razzista utilizzato -. Questa mattina nello scuolabus era presente il comandante dei vigili urbani che ha seguito tutto il giro spiegando a tutti i bambini e ragazzi che atti del genere non sono tollerati. Io ho ricevuto telefonate e contatti da tantissimi genitori, soprattutto italiani, pronti ad appoggiarmi per non lasciare in sordina questa storia perchè convinti di non voler vivere in un paese dove si possano verificare episodi del genere”.
Come riporta il Corriere Veneto, il sindaco del paesino, che ha incontrato le ragazzine (e i loro genitori), ha dichiarato che queste “hanno negato di aver pronunciato quella frase con intenti razzisti Impossibile sapere se davvero si sia trattato di un grande fraintendimento, ma di certo si sono impegnate a chiedere scusa allo studente per come l’hanno fatto sentire”.
La madre del bambino non vuole sporgere denuncia.
(da agenzie)
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Maggio 10th, 2019 Riccardo Fucile
EMANATI CINQUE PROVVEDIMENTI
Su Tg1, Tg2, TgLa7 e SkyTG24 la Lega occupa troppo spazio, più del Movimento 5 Stelle. E
anche il governo su questi quattro telegiornali gode di una presenza elevata. A due settimane dal voto per le Europee, sono questi i risultati del monitoraggio di Agcom dal 22 al 28 aprile e dal 29 aprile al 5 maggio.
Per quanto riguarda Tg1 e Tg2 — che ha dedicato anche un servizio assolutorio sulla foto postata sui social di Matteo Salvini mentre imbracciava un mitra — i rilievi dell’autorità garante riguardano le edizioni principali e non si riferiscono soltanto al tempo di parola, ma anche al tempo di notizia. Elementi che erano già emersi a marzo e che erano stati oggetto di scontro tra i due alleati di governo anche in Vigilanza Rai.
Nei notiziari del Tg5 si registra nella settimana 29 aprile-5 maggio una sovraesposizione di Fratelli d’Italia e più in generale, un’assenza delle nuove liste ammesse alla seconda fase.
Per quel che riguarda invece Tg La7, anche in questo caso è stata rilevata una sovraesposizione di Lega e governo sia nel tempo di parola che di notizia.
Infine, su SkyTG24, l’autorità ha constatato “la perdurante sovraesposizione del governo e della Lega sia nel tempo di parola che di notizia, una sovraesposizione nel tempo di parola del Pd e una sotto-rappresentazione del tempo di parola di Forza Italia“.
Tutti elementi, anche questi, che erano stati evidenziati dall’autorità garante lo scorso 24 aprile. e sui quali interviene Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e capogruppo del partito azzurro in Commissione di Vigilanza Rai: “L’Agcom certifica quanto denunciato ancora ieri da Forza Italia: sono state violate e continuano a essere violate le regole basilari del pluralismo. Dopo il richiamo del Presidente della vigilanza e la nuova bacchettata dell’Agcom si è superato ogni limite: presidente e Ad della Rai fermino immediatamente questa umiliazione delle opposizioni. Il rispetto del pluralismo è carattere fondante della democrazia, ancor di più in periodo elettorale: è ora di riscoprire il significato di questa parola sconosciuta al governo”.
L’Agcom, in base agli squilibri rilevati — che riguardano anche “la trattazione dei temi elettorali rispetto all’informazione politica più in generale” e l’informazione istituzionale “anche al fine di garantire il diritto del cittadino-elettore ad una corretta e completa informazione per la formazione dell’opinione ai fini delle scelte di voto” — ha dato il via libera a cinque provvedimenti
L’Autorità ha poi rivolto “una pressante raccomandazione a tutte le emittenti affinchè nei programmi di approfondimento (extra-tg) sia dato spazio ai temi afferenti elezioni europee e alle attività del parlamento europeo, garantendo la parità di accesso alle forze politiche e favorendo l’esercizio del contradditorio, anche tra leader politici”.
Infine, per quel che riguarda i sondaggi, nel richiamare l’attenzione sull’imminente inizio del periodo di divieto (stabilito dalla legge 28/2000 e che scatterà dalla mezzanotte di domani 10 maggio), l’Autorità ha chiesto a editori radiotelevisivi, editori di giornali, blog, piattaforme e social network di “adeguarsi a tale divieto, pena l’avvio di procedimenti sanzionatori”.
(da agenzie)
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Maggio 10th, 2019 Riccardo Fucile
LA NAVE SEQUESTRATA TEMPORANEAMENTE SU ORDINE DEL VIMINALE, MA SARA’ LA MAGISTRATURA DI AGRIGENTO A DECIDERE… NEL PRECEDENTE CASO AVEVA DISPOSTO IL DISSEQUESTRO
Sbarco dei migranti e sequestro della Mare Jonio d’iniziativa delle forze dell’ordine. Queste le mosse del Viminale che ha deciso, nonostante la faccia feroce di Salvini, di muoversi con estrema prudenza. Poi toccherà ancora una volta alla Procura di Agrigento valutare se confermare il sequestro della nave o restituirla a Mediterranea. Intanto dopo gli sbarchi ad Augusta e a Lampedusa i porti italiani evidentemente si sono riaperti ai migranti in fuga dalla Libia.
Stamattina la Mare Jonio aveva deciso di accelerare i tempi ed evitare inutili attese in mare aperto. Le motovedette della Finanza che l’hanno raggiunta si sono limitate ad un controllo di polizia e, in attesa di ulteriori disposizioni dal Viminale, non hanno intimato l’alt alla nave che ha reiterato la richiesta di sbarco nel porto più vicino, Lampedusa.
“Coordinatevi con le autorità libiche”.
Così ieri sera, trasmettendo le indicazioni del Viminale, la sala operativa della Guardia costiera di Roma ha risposto alla Mare Jonio, la nave umanitaria italiana della piattaforma Mediterranea che ha salvato 30 migranti tra cui una bimba di un anno. “Coordinarsi con le autorità di un paese in guerra?”, hanno risposto allibiti da bordo. Poi la decisione di invertire la rotta e puntare verso l’Italia.
All’alba, quando la nave è entrata in acque italiane, è stata raggiunta da due motovedette della Guardia di Finanza di Lampedusa per un “controllo di polizia”, la formula utilizzata secondo l’ultima direttiva emessa dal Viminale a tutte le forze dell’ordine, della Marina e della Guardia costiera per fermare le navi con a bordo migranti che, in quanto tali, sono considerate dal ministero dell’Interno una minaccia per l’ordine e la sicurezza pubblica. Dunque un motivo per proibire loro l’accesso alle acque territoriali italiane.
Ma questa volta le motovedette non hanno intimato l’alt alla nave, limitandosi a certificare la loro presenza in acque italiane e la Mare Jonio ha reiterato una nuova richiesta di porto sicuro fermandosi in attesa al largo di Lampedusa.
Si ripropone dunque la stessa situazione di un paio di mesi fa quando, a direttiva appena emessa, la Mare Jonio fu raggiunta dalla Guardia di finanza che intimò al comandante di fermare le macchine. Ordine giudicato pericoloso per la sicurezza delle persone a bordo dal capitano della nave che continuo’ verso Lampedusa dove poi la nave fu fatta sbarcare. Per quell’episodio il comandante Pietro Marrone e il capomissione della Mare Jonio Luca Casarini sono indagati dalla Procura di Agrigento per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, la nave venne sequestrata ma poi restituita alla Ong ritenendo corretto il suo comportamento.
(da agenzie)
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Maggio 10th, 2019 Riccardo Fucile
CONTE SI IMPONE: LA NAVE DELLA MARINA CON 36 PROFUGHI ARRIVATA AD AUGUSTA, LA MARE IONIO ATTRACCATA A LAMPEDUSA…LA CAPORETTO DELLA ZECCA PADANA… LA MINISTRA TRENTA: “SALVINI NON SI PERMETTA PIU’ DI OFFENDERE I NOSTRI MILITARI”
La Mare Jonio con 30 migranti a bordo salvati dalle coste della Libia, la “Stromboli” della
Marina che trasporta i 36 salvati ieri dalla “Cigala Fulgosi”. Entrambe attraccano in Italia. La prima a Lampedusa, la seconda sarà ad Augusta .
L’emergenza migranti non si ferma con la promessa dei porti chiusi. Matteo Salvini dalle Marche aveva detto: “Io porti non ne do”, ma sia la nave di Mediterranea Saving Human che quella della marina hanno avuto l’autorizzazione ad attraccare da Conte e Toninelli.
La Mare Jonio è arrivata a Lampedusa, scortata dalla Guardia di Finanza. Il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello ha confermato che dopo l’attracco della nave verranno sbarcati i 30 migranti a bordo. La nave di Mediterranea Saving Human ieri ha salvato 30 migranti da un gommone in avaria, a 40 miglia dalle coste della Libia.
Appena superato il limite delle 12 miglia a sud di Lampedusa, fa sapere Mediterranea, la nave è stata raggiunta da due motovedette della Gdf per un “controllo di polizia”. “Chiediamo l’ingresso in un porto sicuro – scrive la Ong su Twitter – dove sbarcare uomini, donne incinte e bambini”. Su Twitter avverte del secco no arrivato dal Viminale: “Ci è stata inoltrata una mail del Viminale che chiede di fare riferimento alle autorità libiche, quelle di un Paese in guerra dove i diritti umani non esistono”
Ieri la Cigala Fulgosi ha salvato 36 migranti da un ”barcone che stava per affondare” e adesso la Stromboli, sempre della Marina, che li trasporta è attesa al porto militare di Augusta. L’annuncio è stato dato ieri da Palazzo Chigi. Dalle Marche Salvini aveva detto: “C’è una nave della Marina militare che in acque libiche ha raccolto 40 immigrati, io porti non ne do”
Elisabetta Trenta, ministro della Difesa, commenta così le parole del vicepremier leghista: “Ormai è una battaglia quotidiana, ma tra due settimane ci sono le Europee e Salvini è in piena campagna elettorale. Per lui ogni pretesto è buono per attaccarmi. Sinceramente credo che non valga nemmeno la pena rispondere”. “Finchè lo fa contro di me è tutto secondo copione. Ma non pensi di poter attaccare i militari e, nel caso specifico, la Marina – sottolinea – Si tratta di servitori dello Stato che fanno ogni giorno il proprio dovere e io non consentirò a nessuno di offendere il loro lavoro”.
E aggiunge: “Salvini si è chiesto come mai il governo non marcia unito. Ebbene io girerei a lui la stessa domanda, proprio perchè sono convinta che spetti ai politici fare da scudo ai funzionari dello Stato, così come ai militari e alle forze dell’ordine”
“Senza urlare o sbraitare, senza minacce al mondo, in poche ore, grazie soprattutto al lavoro del presidente Conte, siamo riusciti a salvare la vita a quelle persone e a fare in modo però che ad occuparsene non fosse nuovamente l’Italia, ma l’Europa”. Scrive su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio e come sottolineato dal premier Conte in una nota “Francia, Malta, Lussemburgo e Germania, nel giro di poche ore, hanno dichiarato la disponibilità ad accoglierli, partecipando alle operazioni di redistribuzione”.
Il capo politico dei 5 Stelle continua: “La giornata di ieri mi auguro faccia riflettere qualcuno. Se quando nasce un problema il tuo primo pensiero non è risolverlo, ma finire sui giornali, allora c’è qualcosa che non va”. “In un governo ci si siede al tavolo tutti insieme e si lavora. Per il Paese. Questo ci chiedono gli italiani!”, conclude Di Maio.
(da “Huffingtonpost”)
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Maggio 9th, 2019 Riccardo Fucile
SOLO UN INVITO ALLE QUESTURE DI MAGGIORI CONTROLLI, LA SOLITA FIGURA DI MERDA
Ieri il ministro dell’Interno l’aveva annunciato: “Farò la guerra ai negozi di cannabis light”. Aggiungendo: “A uno a uno li chiuderemo tutti”.
A distanza di meno di 24 ore dall’annuncio in serata arriva la direttiva e non nprevde chiusure, ma sollecita le questure a monitorare i requisiti delle rivendite sotto tutti i punti di vista.
Un attento monitoraggio degli shop, una stretta sui controlli, verificando che non siano messe in vendita le “infiorescenze”, in “quantità significative da un punto di vista psicotropo e stupefacente”, evidenziando che l’obiettivo è la tutela della salute e dell’ordine pubblico.
Ma nessuna chiusura.
(da agenzie)
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Maggio 9th, 2019 Riccardo Fucile
CON LA PARTECIPAZIONE UK AL VOTO, CRESCE IL NUMERO DEI SEGGI E PER GLI EUROSCETTICI SI ALLONTANA LA SOGLIA NECESSARIA
I partiti euroscettici rischiano di pagare il prezzo più alto della mancata Brexit. L’eventuale
asse tra il Partito Popolare Europeo e i sovranisti raccolti nei vari gruppi critici con l’Ue subirà il contraccolpo più pesante dell’uscita rinviata del Regno Unito dall’Unione.
La partecipazione alle elezioni dei britannici, così contrari all’attuale assetto europeo da aver votato per l’uscita con un referendum, sortirà l’effetto paradossale di penalizzare proprio i colleghi euroscettici degli altri Paesi, dice un sondaggio condotto da SWG e Kratesis per HuffPost, insieme ad altri tre istituti demoscopici.
Secondo le rilevazioni di inizio maggio, infatti, una maggioranza composta da Ppe, Ecr (partecipato in Italia da Giorgia Meloni), Enf (partecipato in Italia dalla Lega) e Efdd (partecipato in Italia dal Movimento 5 Stelle), otterrebbe circa 366 seggi nel futuro Europarlamento.
Se raffrontato ai sondaggi di un mese fa, il dato potrebbe trarre in inganno: nelle proiezioni di aprile, l’asse Ppe-Sovranisti toccava quota 347 scranni.
In trenta giorni, quindi, e con l’inclusione del Regno Unito (che un mese fa era stato escluso perchè le trattative con Bruxelles non avevano ancora prodotto il rinvio della Brexit a causa del mancato accordo sul backstop con l’Irlanda del Nord), l’eventuale maggioranza che esclude i Socialisti dal Governo Ue ha guadagnato diciannove deputati.
Tuttavia con la partecipazione dell’Uk al voto di maggio sale anche la soglia di maggioranza: se prima i seggi mancanti erano solo sei (347 su 353), ora ne servono almeno dieci in più (maggioranza fissata a 376).
A ben vedere, è la coalizione “tradizionale” quella che ne risentirà di meno, dice il sondaggio: una maggioranza tra Ppe, Socialisti e liberali di Alde avrà 425 seggi (su 750) con il Regno Unito presente, ne avrebbe avuti 424 senza (su 705, quindi).
In altre parole, subisce un impatto indiretto causato dall’aumento dei seggi disponibili, andando per forza di cose a ridurre il suo margine di maggioranza, ma senza pagare l’effetto diretto di perderla. La tenuta è dovuta essenzialmente al risultato che avrà con ogni probabilità il Labour di Jeremy Corbyn: con la Brexit, il gruppo Ue S&D avrebbe perso circa 45 seggi rispetto all’assetto attuale nel Parlamento, senza ne perderebbe invece “solo” 33.
Anche un’eventuale e improbabile alleanza che tenga fuori i liberali (difficile, dal momento che ne fa parte il “campione” europeista Emmanuel Macron) per far posto ai Verdi non subisce particolari perdite per la partecipazione del Regno Unito alle elezioni. Un accordo tra Ppe, S&D e il gruppo Efa otterrebbe 385 seggi quando la soglia di maggioranza è 376. Se la Brexit fosse stata già raggiunta, avrebbe invece una porzione di Parlamento più ampia, seppur minore in valore assoluto: 369 su 705.
(da Huffingtonpost”)
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