Settembre 4th, 2019 Riccardo Fucile
IL TG SOVRANISTA CI RIPENSA: “IL MERCATI TIFANO SOLO PER LA STABILITA'”… BANDERUOLE COME CAMBIA IL VENTO
«I mercati non tifano ma chiedono solo stabilità , lo dimostra l’andamento dello spread dall’inizio della crisi ad oggi». Alla fine se ne è accorto anche il Tg2 sovranista che quello dello spread non è un complotto internazionale dei poteri forti. Non che ci volesse molto. Lo aveva scritto il Ministero dell’Economia nella bozza del DEF quando spiegava che «i rendimenti a cui lo Stato si indebita sono un termometro della fiducia nel Paese e nelle sue finanze pubbliche. Inoltre, essi giocano un ruolo cruciale nel determinare le condizioni di finanziamento per le banche e le aziende italiane».
Adesso, con il cambio di maggioranza e la rapida discesa di Salvini all’opposizione, anche il telegiornale della seconda rete RAI si adegua alla realtà dei fatti.
Ad esempio ieri nel servizio di Alessandra Orlando andato in onda durante l’edizione delle 20:30 il Tg2 informava gli spettatori che il 9 agosto dopo lo scontro sulla TAV tra 5 Stelle e Lega lo spread che «schizza» a 241 punti base.
Le tensioni nella maggioranza gialloverde avevano innervosito gli investitori, ci dicono dal Tg2 «ma la calma è tornata con la prospettiva di una nuova coalizione» con lo spread che il 29 agosto era già sceso a 172 dopo l’incarico a Conte un livello, chiosa la giornalista, «che non si vedeva dal maggio del 2018».
Guarda caso proprio da prima della nascita del primo governo Conte, quello con dentro leghisti e no-euro.
Ma non finisce qui, perchè il Tg2 ci tiene a spiegarci che «il calo dello spread ha abbassato anche il costo del nostro debito pubblico, un beneficio per le banche che detengono 353 miliardi di euro di titoli di Stato».
E in un impeto di onestà economica il telegiornale ci informa che di questo calo dello spread potranno beneficiare un po’ tutti, mica solo le banche: «tassi d’interesse più bassi rafforzano i loro bilanci e aprono la strada a mutui più convenienti per famiglie e imprese». Cose che al di fuori della ridotta salviniana si dicono da più di un anno, e pensate lo dice pure Bankitalia
Ma che fine ha fatto l’orgoglio sovranista del Tg di Gennaro Sangiuliano?
Ma mentre il Tg2 scopre che con il calo dello spread calano anche i rendimenti dei titoli di Stato e quindi finanziare il nostro debito pubblico costa un po’ meno (ah, se lo sapesse Salvini) sembrano davvero passati i tempi gloriosi in cui il telegiornale della seconda rete RAI ci deliziava con servizi in cui dichiarava guerra alla Francia come quello dove la giornalista Milena Pagliaro elencava crimini dei cugini transalpini «senza rivendicare Nizza o Savoia, la Gioconda oppure le spoglie di Napoleone, l’Italia chiede rispetto» ricordandoci di quella volta che “prendemmo” la testata di Zidane ai mondiali (e poi gli abbiamo alzato la coppa in faccia popopopopo).
Il rapporto conflittuale dei sovranisti del Tg2 con i francesi si è palesato anche con un duro j’accuse ai metodi e ai toni dell’intervista di Fabio Fazio al Presidente francese Macron.
Ma niente paura, ci siamo fatti notare pure in Svezia per la caratura dei giornalisti del servizio pubblico. Mentre i rapporto a volte drammatico con la realtà dei fatti (ovvero la materia grezza dalla quale dovrebbe iniziare il lavoro giornalistico) si è evidenziato quando il telegiornale del Direttore Sangiuliano ci ha raccontato della strepitosa vittoria dei sovranisti alle elezioni europee magnificando il risultato record (che non lo era) della Lega di Salvini.
Altri favori alla Lega? Il buco preso quando il Tg2 ha dimenticato di parlare dell’affaire Savoini e dei soldi russi alla Lega.
Errore corretto rapidamente con un servizio esilarante in cui per minimizzare il problema dei leghisti tirava fuori i soldi dati dai sovietici a Togliatti e perfino i finanziamenti della massoneria all’impresa di Garibaldi e perfino le accuse di Demostene agli ateniesi finanziati da Filippo il macedone.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 4th, 2019 Riccardo Fucile
MEGLIO DI LUI L’ESTONIA CON 247.000 VOTANTI E PODEMOS IN SPAGNA CON 150.000
Ieri Davide Casaleggio si è presentato davanti alle telecamere di La7 per parlare di un
presunto primato mondiale di Rousseau nelle votazioni online, mentre la Piattaforma sviluppata dalla Casaleggio si piantava per l’ennesima volta durante il voto per il governo M5S-PD: «Alle 13.19 abbiamo superato le 56.127 votazioni da parte degli iscritti, che era l’attuale record mondiale di partecipazione online a una votazione politica».
In seguito andava down anche Il Blog delle Stelle, causando, secondo i rumors, il ritardo nella comunicazione dei risultati che ha lasciato tutti con il fiato sospeso.
Ma soprattutto, Casaleggio continua ogni volta che si accendono i riflettori su Rousseau ad annunciare curiosi record che non sono mai confrontati con i risultati di nessun altro.
Il Messaggero però oggi ricorda che in realtà il record mondiale di partecipanti ad una votazione online spetta alla piccola Estonia, dove il 3 marzo 2019 hanno usufruito del voto elettronico 247.232 aventi diritto, il 45% del totale.
Ma non basta. Tra il 4 e l’11 febbraio 2017, la base di Podemos ha votato online per confermare Pablo Iglesias alla guida del partito, una sorta di congresso virtuale in grado di raccogliere circa 150mila preferenze in sette giorni: quasi 100mila in più rispetto a quelle ufficializzate dal Movimento 5 Stelle.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 4th, 2019 Riccardo Fucile
PRELIEVI DI CONTANTI IN SEQUENZA, TRASFERIMENTI DI SOMME SU CONTI ESTERI PER MILIONI DI EURO, INVESTIMENTI IMMOBILIARI PER SPOSTARE CAPITALI
Le «operazioni sospette» effettuate dagli uomini che hanno gestito i rapporti con la Russia per conto della Lega sono all’attenzione della procura di Milano che indaga sul Metropol.
Si parla di prelievi in contanti in sequenza, trasferimenti di somme su conti esteri per milioni di euro, investimenti immobiliari effettuati da società o dai rappresentanti legali per spostare capitali.
E, racconta Fiorenza Sarzanini sul Corriere, in un rapporto riservato della Guardia di Finanza compaiono le segnalazioni arrivate negli ultimi mesi sulle movimentazioni di denaro che riguardano il consigliere di Matteo Salvini a Palazzo Chigi Claudio D’Amico e l’ex portavoce Gianluca Savoini – protagonista dell’incontro del 18 ottobre scorso all’Hotel Metropol di Mosca durante il quale si discusse un finanziamento da 65 milioni di euro al Carroccio – ma anche alcune associazioni che sarebbero state gestite proprio per curare le relazioni tra i due Paesi e utilizzate come schermo per gli affari.
Il report su D’Amico risale al 2012 ed è relativo «all’esecuzione di 14 prelevamenti in contanti in sequenza temporale (da gennaio 2011 a marzo 2012) per complessivi 110mila euro dal conto corrente intestato al Gruppo Lega Nord Padania presso il Banco di Napoli in seguito all’accreditamento di bonifici con cadenza mensile di 8.460 euro provenienti dalla Camera dei Deputati con causale “saldo ricevute”».
Ma gli altri elementi ritenuti utili per le indagini riguardano l’associazione Lombardia-Russia che gestisce proprio con Savoini, così come la «Orion llc, società con sede a Mosca creata come rappresentanza commerciale di aziende».
La «rete» tessuta da D’Amico e Savoini porta anche a Oleg Ossipov che ha gestito fino a due mesi fa la fondazione «Rossotrudnichstvo».
È il padre di Irina Osipova, l’interprete amica di Savoini che ha seguito Salvini nei numerosi viaggi in Russia e nel 2016 fu candidata al Comune di Roma per Fratelli d’Italia.
Scrive la Finanza: «Ossipov risulta segnalato per rilevanti movimentazioni finanziarie che ammontano a 2 milioni 253mila euro tra aprile 2015 e marzo 2016. A fronte di consistenti bonifici dalla Russia sul suo conto (per circa 900mila euro) seguono bonifici in uscita (per circa 760mila euro) disposti a favore di altro conto corrente intestato a lui e ad altre cinque persone fisiche con causali riguardanti il pagamento degli stipendi».
Valentina Errante sul Messaggero racconta che anche gli affari di Ossipov sono finiti nell’informativa.
Scrivono i militari: «Risulta essere stato segnalato per rilevanti movimentazioni finanziarie, ammontanti complessivamente a euro 2 milioni e 253mila euro». Operazioni avvenute tra aprile 2015 e marzo 2016. «A fronte di consistenti bonifici dalla Russia sul suo conto corrente — per circa 900.000 euro, seguono bonifici in uscita (per circa 760.000 euro) disposti a favore di altro conto corrente intestato al medesimo e ad altre cinque persone (con causali riguardanti il pagamento di stipendi). La provvista generata con tali bonifici viene poi prelevata quasi interamente in contanti da tutti i beneficiari tra i quali anche Vasily Konyaev, vicedirettore del Centro».
Poi ci sono gli affari di Meranda, avvocato internazionalista:
Il legale è stato segnalato per aver eseguito, tra agosto e ottobre 2014, il riscatto anticipato di polizze vita per circa 130.000 euro, stipulate prevalentemente tra il 2008 ed il 2011 da 28 diversi contraenti, presso un’agenzia di Palmi (Reggio Calabria).
«Nel 2012 — aggiunge la Finanza — a suo nome esisteva un conto corrente presso una banca belga, sul quale ad agosto 2012 il titolare aveva fatto confluire, tramite lo studio Carnelutti di Roma, la somma di euro 405.000, importo ritirato in contanti in data 29 novembre 2012 da un proprio rapporto bancario».
Infine c’è l’Associazione conoscere Eurasia, costituita nel 2008 per promuovere le relazioni commerciali tra Russia e Italia rappresentata da Antonino Fallico, presidente di Banca Intesa Mosca. E,a proposito di Intesa, la Finanza fa riferimento ad Andrea Mascetti, nel board della banca. Nella vicenda Metropol avrebbe dovuto svolgere il ruolo di intermediario.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 4th, 2019 Riccardo Fucile
CRISI ISTERICA: “E ALLORA DA OGGI NIENTE ELEZIONI, GUARDIAMO L’ANDAMENTO DELLO SPREAD”… FINGE DI NON SAPERE CHE UNO SPREAD BASSO VUOL DIRE 10 MILIARDI IN PIU’ NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI (QUELLI VERI, NON QUELLI VENDUTI A PUTIN)
Il mercato reagisce bene al nuovo governo in fase di nascita targato M5s-Pd: lo spread tra
Btp e Bund apre a 150 punti base, dai 158 di chiusura di ieri, con un tasso di interesse sul decennale italiano che aggiorna il minimo storico allo 0,82%.
Il ritiro della legge sull’estradizione a Hong Kong fa aprire bene anche le borse asiatiche: la borsa di Hong Kong sale al 4%, Tokyo è più cauta e si attesta allo +0,12%, Taiwan +0,94%, Seul +1,16%. Più debole Sidney, -0,31%, mentre Shanghai (+0,16%) e Mumbai (-0,03%) sono ancora aperte.
Positivi i futures sull’Europa e su Wall Street, in attesa del voto a Westminster su un ulteriore rinvio della Brexit e di possibili elezioni anticipate, dello scioglimento della riserva per il nuovo governo da parte di Giuseppe Conte e del Beige Book della Fed atteso alle 20.
Sulla piazza di Hong Kong balzo degli immobiliari Wharf Re (+8,7%), New World (+8%) e Sun Hung Properies (+7,04%). Bene il colosso bancario Hsbc Holding (+3,4%).
Riguardo al calo dello Spread italiano Matteo Salvini, ospite stamattina ad Agorà , ha così commentato: “Spread in discesa? Ok, allora non facciamo più le elezioni. Ogni 5 anni anzichè andare a votare controlleremo l’andamento dello spread…”.
Ottima idea, visto che un calo di 100 punti dello spread vuol dire meno interessi da pagare sul debito e 10 miliardi in più nelle tasche degli italiani.
(da agenzie)
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Settembre 4th, 2019 Riccardo Fucile
AVEVA DETTO CHE NEL CASO DI SI’ SU ROUSSEAU SI SAREBBE DIMESSO DAL PARLAMENTO, OGGI LODA LA COMUNITA’ M5S CHE HA VOTATO SI’ E RIMANE AL SUO POSTO
Tutte le giravolte a cinque stelle si possono riassumere nelle parole di Gianluigi Paragone ha riservato a commento del voto della piattaforma Rousseau.
Lui, lo stesso che da settimane ribadisce che non avrebbe dato il suo voto a questo governo, ecco che improvvisamente addolcisce i toni: “Oggi una splendida comunità ha indicato una direzione politica chiara. Ho giocato la mia partita senza risparmiarmi, convinto di tesi anti-sistema e consolidate nel MoVimento. Nel rispetto di questa comunità – che resta la mia comunità e che mi ha mandato in parlamento – deciderò di conseguenza. La mia forte criticità resta intatta ma tutte le volte che ho perso non ho mai portato via il pallone impedendo agli altri di giocare. Ne parlerò con Luigi e col mio capogruppo in Senato”
“Intanto grazie a tutti gli attivisti per la partecipazione incredibile e un abbraccio forte allo staff di Rousseau per averci concesso di scrivere questa pagina di partecipazione. Come voleva Gianroberto Casaleggio”, conclude.
Non si è fatta attendere la risposta di Francesco Giro di Forza Italia: “Il mio vivace collega senatore Gianluigi Paragone non doveva dimettersi da parlamentare e tornare a fare il giornalista in caso di nascita del governo giallorosso? Mi pare ci abbia ripensato”. È quanto afferma in una nota il senatore di Forza Italia (Fi) Francesco Giro.
“Allora prima di accusare il Pd, Forza Italia e Gianni Letta e chissà chi altro di strani manovre e di esser legati alla poltrona si faccia un bel esame di coscienza – attacca Giro -Parlare meno e ragionare di più !”.
“Ora Paragone, che grazie all’irritazione del buon Vasco Rossi ha lucrato un po’ di visibilità perduta – accusa ancora Giro – sta facendo una clamorosa retromarcia a U ammantando il suo ragionamento di tanti buoni sentimenti da libro cuore sui 5 Stelle – conclude – Vabbè. Onestà e Serietà “.
(da agenzie)
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Settembre 4th, 2019 Riccardo Fucile
CONTE VUOLE UN TECNICO DI SUA FIDUCIA, IL SEGRETARIO GENERALE ROBERTO CHIEPPA… DI MAIO VUOLE IL SUO FEDELISSIMO FRACCARO (PER CONTROLLARE CONTE)
Al Quirinale ancora non hanno avuto comunicazioni sull’orario in cui il premier incaricato
Giuseppe Conte salirà al Colle con la lista dei ministri per sciogliere la riserva. Di certo non questa mattina.
Eppure :econdo i più ottimisti, l’incontro si sarebbe dovuto svolgere proprio in queste ore. E in questa corsa contro il tempo, già nel pomeriggio ci sarebbe dovuto essere il giuramento della nuova squadra di governo targata M5s-Pd
E invece nella compagine governativa, che ancora non c’è, è salita ancora una volta la tensione. Adesso si apprende che serve qualche ora in più per comporre la squadra di governo e che comunque si spera di chiudere in giornata
Il punto è che la trattativa si è inchiodata in piena notte sulla casella del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, quella che per intenderci fu di Gianni Letta ai tempi di Silvio Berlusconi e di Giancarlo Giorgetti nell’esecutivo gialloverde.
Cioè uno dei punti nevralgici dell’attività di governo. Quando gli orologi segnano le tre di notte inizia un tira e molla (è un eufemismo) su questa casella tra Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle.
Sta accadendo questo: Conte vuole tenere di fatto per sè questa casella affidandolo il ruolo a un tecnico. Ovvero al segretario generale di Palazzo Chigi Roberto Chieppa mentre Di Maio vuole un suo fedelissimo: Riccardo Fraccaro, l’ex ministro dei Rapporti con il Parlamento.
È lui che dovrebbe controllare dall’interno il lavoro del premier Conte ora che Di Maio è stato esautorato dall’incarico di vicepremier.
Non è un caso se anche i titolari della trattativa per conto del Pd hanno registrato che ormai Conte e Di Maio si muovono come due entità autonome all’interno del governo. Insomma, o Fraccaro o morte perchè il capo politico dei 5Stelle ha spiegato che se il suo uomo fidato non diventerà sottosegretario allora si riapre la casella del ministero dell’Interno e quindi si ridiscute tutto.
E si sta discutendo anche sugli altri ruoli. Sul tavolo c’è per esempio il futuro ministro dello Sviluppo economico. Su Stefano Buffagni peserebbe un veto del Pd perchè considerato troppo vicino alla Lega.
Quindi si fa il nome di Laura Castelli o di Lorenzo Fioramonti oppure ancora Stefano Patuanelli. Ma quest’ultimo è dato anche per il ministro dei Trasporti. Dove invece in pole ci sarebbe Paola De Micheli in quota Pd.
Nella notte i dem hanno ancora provato ad accaparrasi la sanità ma con scarsi risultati perchè a spuntarla sarebbe comunque i 5Stelle con una conferma di Giulia Grillo ma sul tavolo c’è anche Pierpaolo Sileri, presidente della commissione Sanità al Senato. In tutto ciò il Pd non intende cedere sul commissario europeo e ancora su questo è in corso un braccio di ferro con i grillini che dopo il passo indietro di Di Maio da vicepremier non intendono cedere anche su questo
Il negoziato è appena ripreso. Unica cosa certa è che Conte non salirà in mattinata.
(da “Huffingtonpost”)
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