Settembre 28th, 2019 Riccardo Fucile
“QUELLA DI TOKYO 2020 SARA’ LA MIA ULTIMA GARA, DOPO VOGLIO FARE COSE DA DONNA, CON CALMA”
“Ho sempre avuto un buon rapporto con il tempo”. E, infatti, Federica Pellegrini arriva
puntualissima: tuta fucsia e t-shirt bianca, occhiali da sole variopinti, caschetto biondo e viso pulito. “Piacere, Federica” si presenta.
Quasi non fosse la campionessa che siamo abituati a conoscere, quasi fosse semplicemente una donna di 31 anni e ancora una valigia piena di sogni.
Perchè la più grande duecentometrista della storia (“se lo dite voi, va bene”) del nuoto (6 medaglie d’oro ai Mondiali, 7 agli Europei e 1 ai Giochi Olimpici, solo per citarne alcune) a guardarla da vicino fa meno “paura”. O meglio. Gli occhi nocciola, determinati e voraci, tradiscono timidezza e umiltà e ancora tanta fame di successi. Dentro e, soprattutto, fuori la vasca. “Non è più un mistero per nessuno che quella di Tokyo 2020 sarà la mia ultima gara”, ci dice infatti Federica.
È convinta, glielo leggiamo nelle parole scandite con attenzione. Troppa la voglia di prendersi “con calma” tutto quello che la vita ha ancora da offrirle. Già , la calma. Un elogio della lentezza che forse una velocista come lei non si è potuta permettere.
“Ho iniziato a nuotare e a vincere molto presto”, ci racconta, “alle Olimpiadi di Atene 2004 avevo solo 16 anni (arrivò seconda conquistando l’argento, ndr). Sono stata catapultata sotto i riflettori, non ero abituata ad averli puntati addosso. Da allora non ne sono mai più uscita”. Croce e delizia.
Perchè da quel momento Federica è diventata per tutti “la Pellegrini” e ancora “la Divina”. Amata, odiata, osannata, criticata. E lei, con le sue spalle di adolescente, ha sopportato da subito un peso troppo grande.
“Non è stato facile. Ho iniziato una vita fatta di allenamenti puntuali e diete rigorose. Ma il nuoto è la mia passione: mi piace stare in acqua, allenarmi, far fatica per raggiungere un obiettivo più grande”.
Il talento, la passione. E il carattere: “Sono una persona molto precisa, rigorosa. Fare sport ad alto livello richiede dedizione, che si riflette in tutto quello che fai e nella vita di tutti i giorni. È quasi alienante. Uno sport individuale non è per tutti”.
Da oltre 15 anni nelle più grandi competizioni, con equilibrio e concentrazione. Sarà pure umana? “Nel tempo ho sempre cercato di ricavarmi la mia fetta di normalità ”.
E in questa “normalità ”, sono subentrati anche i periodi bui, personali e da professionista. Problemi alimentari prima (“Da adolescente vedevo il mio corpo cambiare in un modo che non conoscevo e questo inizialmente mi ha spaventato”), attacchi di panico dopo.
In un’intervista con Maurizio Costanzo ha raccontato: “Era il 2008, durante una gara, un meeting italiano. Non una gara importante, però avevo appena vinto l’Olimpiade e c’erano molte pressioni esterne, anche pressioni che facevo io su me stessa”.
Le chiediamo cosa è successo e il suo sguardo brillante si rattrista un po’: “Scappavo dalla vasca. Ho superato questo disagio grazie a una persona di fiducia, un professionista ovviamente. Questo è il consiglio più grande che posso dare: affidarsi a un professionista”.
Nel 2008 il simbolo dell’Italia nel mondo aveva solo 20 anni, un tricolore già caricato sulle spalle e molte persone che non le perdonavano sgarri e fallimenti, che non concedevano deroghe alla sua eccezionale carriera. Ma Federica non è un robot. Averla davanti, con il suo sorriso pulito e vederla stringersi nelle spalle quando ammette che il “più grande dolore della sua vita è stata la morte nell’ottobre 2009 di Alberto Castagnetti”, suo allenatore e “secondo papà ”, ne è solo la conferma.
Come la Fenice che ha tatuata sulle spalle, però, Federica si è sempre rialzata.
Nè il podio sfuggito per pochi centesimi a Rio 2016 (“la mia più grande delusione da nuotatrice, fa male”), le ha impedito di rimettersi in carreggiata e di vincere ancora e ancora.
Merito della famiglia, anche, ci dice la Pellegrini: “Se non ci fossero stati loro, forse non sarei riuscita a fare la carriera che ho fatto”. Ma soprattutto della curiosità e della caparbietà che la spinge avanti. Federica a trazione anteriore. Federica che guarda alla tv, strizza l’occhio alla moda, si diverte con i social. Federica pigliatutto. Forse per questo che a molti è antipatica? Per questo non le si perdona niente?
“Penso sia un fattore che accomuna tutte le donne in Italia. All’uomo viene perdonato più facilmente il fallimento, alle donne un po’ meno. Non sono viste come sportive di serie b: per quanto riguarda gli stipendi nel nostro sport sono alla pari, non c’è distinzione da questo punto di vista. Ma mi sembra ci sia un approccio diverso per le donne e per gli uomini: ai secondi si concede di sbagliare o si cerca sempre una giustificazione”
Intanto lei non si fa scalfire. E oltre al nuoto, mette un piede nella tv (“Italia’s Got Talent è un’esperienza incredibile”), nella moda (“Mi piace”) e muove i primi passi da influencer:
”È un lavoro tosto. Gestisco Instagram personalmente, non faccio questo di mestiere, posto perchè mi diverto a far capire al di fuori della vasca come si svolge la mia vita. Ma è un lavoro e come a tutti i lavori bisogna dedicarcisi 24 ore su 24. Non lo sto facendo. Non so se sarà quella la mia vita dopo Tokyo. Ma non dico di no, perchè io non dico di no a niente. Non si sa mai nella vita”.
Perchè la Pellegrini, ormai l’abbiamo capito, prende tutto con serietà . E quando le chiediamo se lei così attenta ai temi ambientali pensa che Greta sia un fantoccio nelle mani di potenti, come vogliono alcuni tesi complottiste, si inalbera un po’: “Sarebbe un’attrice bravissima! Tutt’altro, penso che sia una ragazzina con le palle che finalmente sta smuovendo il mondo che ha taciuto per anni qualcosa di veramente imbarazzante”.
Non è un caso che Federica sia testimone da anni di un marchio di costumi (e non solo) Jaked, nato in Italia, che porta avanti un approccio green, con prodotti fatti con materiali di riciclo, fibre e filati naturali. È l’azienda che firma il suo costume da campionessa.
Ma la sfera personale di Federica si chiude qui. Perchè quando le chiediamo di Magnini taglia corto: “Stiamo parlando di una storia passata”. E ancor più quando le domandiamo se è innamorata: “No!”, risponde secca.
Aspettiamo qualche secondo per afferrare qualcosa che la tradisca, ma non arriva nulla. “Dobbiamo crederti”, le confessiamo.
Un’ultima cosa però riusciamo a sfilargliela: “Dopo Tokyo mi mancherà l’adrenalina pre e post gara, ma ho voglia di fare cose da donna, nuove esperienze, senza troppa fretta. Una famiglia? È una cosa che vorremmo un po’ tutte. Quando verrà , sarò contenta”.
Ma per il momento la testa e il cuore della Divina sono alle Olimpiadi del 2020, dove vuole tagliare un altro traguardo. Perchè se è vero che “piacere a tutti non è mai stata la mia massima aspirazione”, Federica la “dura” si scioglie, fa parlare il cuore e ammette: “Se la gente è affettuosa nei miei riguardi per quello che ho fatto nello sport sono felice. Lo sport accomuna, la gente si riconosce negli atleti in gara. Se credo di essere amata dagli italiani? Penso di sì”, dice con un briciolo di emozione e con una voce bambina, “spero di sì”.
(da “Huffingtonpost”)
argomento: Costume | Commenta »
Settembre 28th, 2019 Riccardo Fucile
I COMPRATORI SI SONO TIRATI INDIETRO
Il 6 agosto al Mise l’allora ministro Di Maio aveva promesso: «Nessuno perderà il lavoro». Quel giorno venne resa nota la firma dei contratti preliminari tra il gruppo Toskoz, proprietario della storica fabbrica del cioccolato Pernigotti nata nel 1860, e le due aziende che erano rimaste in campo dopo una «selezione» durata mesi tra varie società del settore dolciario in seguito all’accordo sindacale per la chiusura con reindustrializzazione firmata a febbraio.
Oggi, fa sapere La Stampa, i compratori si sono tirati indietro:
Mercoledì scorso, di nuovo al Mise, a Roma, era previsto il tavolo per sancire la firma dei contratti definitivi, prevista per il 30 settembre, ma tutto è stato rinviato al 2 ottobre poichè, secondo la Pernigotti, Emendatori ha interrotto la trattative proprio nel finale.
La Spes, da parte sua, era pronta ad andare avanti ma ieri sera è arriva l’ennesima doccia fredda per i lavoratori e per una città intera: la Spes ha annunciato che la Pernigotti ha rescisso il contratto preliminare a pochi giorni dal 30 settembre.
La coop torinese ha fatto sapere che il gruppo Toksoz ha motivato la sua clamorosa decisione con l’impossibilità di definire il contratto definitivo con Emendatori.
La Spes sarà comunque presente al tavolo del 2 ottobre al Mise «per rispetto dei lavoratori e delle istituzioni». I sindacati sono sorpresi ma solo in parte dalla notizia.
«Era nell’aria anche questo colpo di scena — dice Marco Malpassi della Flai Cgil -. Lunedì a Milano avremo un incontro nella sede della Pernigotti e attendiamo il 2 ottobre a Roma per vedere cosa ci diranno».
Lo staff di Emendatori starebbe però ancora trattando con Pernigotti: i lavoratori dello stabilimento vogliono credere che resti ancora un ultimo minimo spiraglio di speranza
(da agenzie)
argomento: Lavoro | Commenta »
Settembre 28th, 2019 Riccardo Fucile
UNA VECCHIA FOTO SCATTATA IN VIA TOLEDO A NAPOLI SPACCIATA PER UNA IMMAGINE DI IERI… MA LE CARTACCE A TERRA NON ERANO DEI RAGAZZI
Falsi, ipocriti, bufalari di professione, spacciatori di fake news e nemici dell’ambiente: in una parola,
i leghisti.
Più precisamente, Susanna Ceccardi, che ha pensato bene di diffondere una fake news clamorosa per gettare fango sulla manifestazione mondiale sul clima che fa capo a Greta Thunberg, principale avversaria degli avvelenatori del pianeta come Trump e Bolsonaro cui la Lega fa le fusa.
Ceccardi nella giornata di ieri ha postato questa foto sul suo profilo Facebook, scrivendo “Gretini vs Leghisti. Trovate le differenze!”.
Peccato che si tratti di un clamoroso fake: la foto infatti è stata scattata in via Toledo a Napoli, non a una manifestazione sul clima.
La bufala è stata smontata già da bufale.net oltre che da Selvaggia Lucarelli su twitter, che attacca personalmente la Ceccardi anche se non è stata lei a creare la foto. Ma condividerla e avallarla senza un minimo di controllo unicamente per fare becera propaganda non è meno grave.
(da Globalist)
argomento: denuncia | Commenta »
Settembre 28th, 2019 Riccardo Fucile
RAPPORTO OXFARM: IN ITALIA CHI NASCE DA FAMIGLIE POVERE E’ DESTINATO A RIMANERE POVERO
In Italia l’ascensore sociale è fermo: gli sforzi individuali, la dedizione, il talento sono sempre meno determinanti per il miglioramento delle condizioni di vita rispetto alla famiglia d’origine.
Tanto che un terzo dei figli di genitori più poveri, è destinato a rimanere fermo al piano più basso dell’edificio sociale, mentre il 58% di quelli i cui genitori appartengono al 40% più ricco, mantengono una posizione apicale.
Lo spiega il nuovo dossier di Oxfam — organizzazione che lotta contro le disuguaglianze — dal titolo “Non rubateci il futuro”: il quadro che emerge mostra come, le disuguaglianze di reddito dei genitori diventano oggi disuguaglianze di istruzione dei figli che si trasformano, a loro volta, in disuguaglianze di reddito, replicando quelle che già esistevano tra i rispettivi genitori.
Spiegato da Elisa Bacciotti, direttrice delle campagne di Oxfam Italia: “Viviamo in un’epoca e in un paese in cui ricchi sono soprattutto i figli dei ricchi e poveri i figli dei poveri”.
Il dossier di Oxfam sottolinea come i figli delle persone collocate nel 10% più povero della popolazione italiana, sotto il profilo retributivo, ad oggi avrebbero bisogno di 5 generazioni per arrivare a percepire il reddito medio nazionale.
Questo in un contesto in cui il lavoro non basta più a garantire un livello di vita dignitoso: nel 2018 circa il 13% degli occupati nelle fasce d’età tra i 16 e i 29 anni era working poor, faceva cioè parte di una famiglia con reddito inferiore al 60% del reddito mediano nazionale. Il fenomeno è riconducibile in buona parte agli inadeguati livelli retributivi che vedono i giovani penalizzati da quasi 40 anni rispetto agli occupati più anziani.
Un fenomeno, sottolinea Oxfam, che va di pari passo con la proliferazione di contratti di breve durata e il boom degli occupati in part-time involontario che ha visto un incremento di un milione e mezzo di unità nel decennio 2008-2018.
Il trend dei contratti a termine è stato intervento proprio nell’anno in corso, dopo l’introduzione del decreto dignità . I dati Inps sui primi sei mesi del 2019 dicono che il saldo netto dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato segna un aumento di 321.805 contratti, registrando così un incremento del 150,7% rispetto allo stesso periodo del 2018.
Il Rapporto annuale 2019 dell’Istat fotografa invece un ulteriore incremento dell’occupazione part-time: più di 2,7 milioni di italiani hanno contratti part-time anche se vorrebbero lavorare (e quindi guadagnare) di più. E 1,9 milioni sono donne.
Oxfam evidenzi poi come l’Italia detenga oggi il triste primato nel G7 per il maggior numero di laureati occupati in mansioni di routine: solo l’anno scorso 1,8 milioni di persone in possesso del titolo di laurea erano impiegati in professioni che richiedono un titolo di studio inferiore. L’assenza di posizioni lavorative qualificate e di prospettive di progressione di carriera condiziona fortemente la scelta di tanti italiani, oltre mezzo milione negli ultimi 4 anni, di trasferirsi all’estero: tra questi i giovani laureati costituiscono oggi la componente più rappresentativa, spiega ancora Oxfam.
“Ragazzi e ragazze che in molti casi hanno pochissime, se non nessuna possibilità di migliorare la propria condizione rispetto alla generazione precedente. Tutto questo non è altro che l’emblema di una società immobile che offre alle nuove generazioni una limitatissima sfera di opportunità . Lo specchio di una disuguaglianza economica e sociale, che anzichè attenuarsi di generazione in generazione, nella migliore delle ipotesi, non si riduce mai”, accusa Bacciotti.
Per questo è stata lanciata la campagna People Have the Power (qui il link): un gruppo di giovani provenienti da 12 città italiane si è fatto portavoce di un appello rivolto alle istituzioni per chiedere un cambiamento nelle politiche su istruzione pubblica, lavoro e accesso alla cultura.
L’istruzione è il punto su cui più si concentra il dossier di Oxfam, spiegando come oggi il sistema dell’istruzione italiano offra minori garanzie di emancipazione sociale: il figlio di un dirigente ha oggi un reddito netto annuo superiore del 17% rispetto a quello percepito dal figlio di un impiegato, anche se i due hanno concluso un ciclo di studi di uguale durata.
“L’azione di contrasto al fallimento formativo e alla povertà educativa, fortemente associata nel nostro Paese alla povertà economica, alla marginalità e vulnerabilità sociale, deve essere potenziata in via prioritaria — aggiunge Bacciotti — Solo in questo modo si riuscirà a garantire, ai giovani che ne sono oggi privati, la possibilità di costruire in modo consapevole e responsabile il proprio progetto di vita, raggiungere un adeguato livello di benessere individuale e, più in generale, a rafforzare la partecipazione critica delle nuove generazioni alla vita democratica del Paese”.
(da “Il Fatto Quotidiano”)
argomento: denuncia | Commenta »
Settembre 28th, 2019 Riccardo Fucile
“SONO LA MADRE DI UNO DI QUEI RAGAZZI CHE LEI HA DEFINITO “MERDE DA AMMAZZARE”… “LEI E’ PURE MEDICO, LO SA QUANTI RAGAZZI SI SONO TOLTI LA VITA PER ESSERE STATI MESSI ALLA GOGNA DA PERSONE COME LEI?”
“Egregio Dottor Cannata, Lei è naturalmente libero di fare del suo tempo ciò che vuole. E’ anche
libero di battersi per chi vuole ma non è libero di insultare”.
Comincia così la lettera di Lorenzina Opezzo, 68 anni, mamma di un figlio omossessuale, indirizzata all’ex vicepresidente del consiglio comunale di Vercelli Giuseppe Cannata che la scorsa settimana si è rifiutato di presentare le sue dimissioni in consiglio dopo la bufera che lo ha travolto per un post comparso sulla sua pagina facebook a luglio. “E questi schifosi continuano imperterriti. Ammazzateli tutti ste lesbiche, gay e pedofili”, è la frase comparsa sui social ed arrivata anche in procura a Vercelli dove la magistratura ha aperto un fascicolo per istigazione a delinquere aggravata dall’aver usato strumenti informatici e telematici per commettere il reato.
Opezzo ha deciso di scrivere a Cannata dopo l’intervento del politico in consiglio comunale che si è presentato con il vangelo rifiutandosi di presentare le sue dimissioni da vicepresidente del consiglio comunale come chiedeva gran parte dell’aula. Alla fine della seduta è stato eletto un nuovo vicepresidente e Cannata e tornato a sedere tra i banchi dei consiglieri.
“Merde, feccia” si può scrivere sul proprio diario personale o dire tra quattro amici al bar; non in un luogo pubblico in cui vivono gay e lesbiche ed i loro genitori – scrive Opezzo che ha affidato la sua lettera al giornale online Infovercelli – Madri e padri di coloro che Lei definisce merde, tra l’altro, appartengono perlopiù a famiglie tradizionali, per usare il termine che lei predilige. Ecco, noi genitori di queste “merde” abbiamo vite normali con i nostri ragazzi. Alti e bassi, feste di famigliè , problemi, insomma tutto ciò che appartiene a tutti. Con la differenza che i nostri ragazzi (e di riflesso anche noi) hanno spesso avuto esperienze difficili, a volte dolorose, a volte molto dolorose. Alcuni, non così di rado, nel sentirsi messi alla gogna e considerati fallati da gente come lei, non hanno strumenti per reagire e spesso scelgono un’altra soluzione. Le lascio immaginare quale. Forse nella sua carriera di medico non ha mai dovuto constatare la morte di chi ha preferito togliersi la vita piuttosto che dare un dispiacere a qualcuno. Le parole non sono mai leggere neanche quando si è tra amici, sono gravissime se pronunciate da chi ricopre cariche pubbliche o aspira a ricoprirle. Stupisce che Lei non capisca”, scrive Opezzo
“La mia vita non subirà scossoni per quel che lei scrive – conclude – A me, docente in pensione, continuano ad interessare l’umanità e l’animo umano e le auguro di vivere più serenamente la sua età e di confrontarsi spesso con gli altri perchè l’umanità di persone diverse da Lei non potrà che arricchirLa. E’ ancora in tempo”.
(da agenzie)
argomento: Razzismo | Commenta »
Settembre 28th, 2019 Riccardo Fucile
LEGA 30,8%, M5S 20,8%, PD 19,5%, FDI 8,9%, FORZA ITALIA 7%, ITALIA VIVA 4,8%, LA SINISTRA 2,8%
L’ insediamento del governo Conte è stato accolto con una certa perplessità .
Nella prima rilevazione alla ripresa dopo le vacanze, aveva il gradimento del 36% degli italiani, con la maggioranza assoluta che esprimeva invece un giudizio negativo (52%). Oggi le valutazioni rimangono prevalentemente negative, ma con una forbice che si restringe.
Infatti i giudizi positivi salgono di tre punti, attestandosi al 39%, mentre i negativi scendono di quattro punti e si fermano al 48%.
L’indice complessivo migliora lentamente, passando dal 41 del primo sondaggio di inizio settembre al 45 di oggi.
Il fenomeno principale di crescita è rappresentato dall’apprezzamento degli elettori dell’area di centrodestra non leghista (ovvero sostanzialmente di Forza Italia, visto che gli elettori di Fratelli d’Italia sono fortemente avversi al governo attuale), che si triplica rispetto all’insediamento, pur rimanendo prevalente in quest’area la valutazione negativa.
Rimangono invece consistenti, e in parte in crescita, i mal di pancia nell’area degli elettori delle forze di governo: un quarto dei pentastellati e quasi il 30% degli elettori Pd (depurati oggi dagli elettori passati a Italia viva di Renzi), danno valutazioni critiche.
Sembra quindi che i sommovimenti interni alle diverse forze siano in parte coerenti con le opinioni degli elettori, in particolare i mal di pancia tra i pentastellati e l’interesse di parte dell’elettorato moderato e non filoleghista di Forza Italia.
I capidelegazione delle quattro forze di governo vedono Di Maio con un indice di apprezzamento del 26, sostanzialmente identico a quello di due settimane fa, Franceschini stabile a 21, mentre Speranza, per Leu, si colloca a 19, ex aequo con Teresa Bellanova, per Italia viva. Va sottolineato che la notorietà di questi ultimi due esponenti, è ancora piuttosto bassa, poco superiore al 50%.
Le intenzioni di voto evidenziano alcune differenze apprezzabili rispetto alle stime di fine agosto. Innanzitutto per la presenza della nuova formazione di Renzi. Il risultato di questa forza è stimato oggi al 4,8%, qualche decimale sopra il risultato ipotizzato all’atto della nascita.
Come era lecito attendersi il Pd è quello che ne esce più ridimensionato: oggi è infatti al 19,5%. I punti persi sono dovuti sostanzialmente alla presenza di Renzi, il cui consenso proviene per quasi i due terzi dal Pd; per il momento i dem non riescono a compensare le uscite dei renziani con il ritorno di elettori anti-renziani che avevano lasciato il partito.
Il M5S subisce anch’esso una contrazione significativa, passando dal 24% della rilevazione precedente, all’attuale 20,8%. In questo caso la formazione renziana non sembra rappresentare una delle cause della flessione.
La perdita infatti è sostanzialmente dovuta al passaggio di una parte di questi elettori nell’area dell’incertezza e dell’astensione. La mobilitazione iniziale a favore del governo sembra rientrare, anche per le numerose polemiche e per le perplessità che autorevoli esponenti del Movimento hanno espresso nelle ultime settimane.
Anche la Lega vede contrarsi il proprio consenso: scende infatti di un punto rispetto alla rilevazione di fine agosto, attestandosi al 30,8%, ma complessivamente risulta in flessione di oltre 5 punti rispetto a fine luglio, quando era al governo.
Il calo, dovuto come abbiamo detto alle perplessità per il comportamento di Salvini e oggi presumibilmente enfatizzato anche dalla diminuita presenza mediatica del leader (non tanto sul web, quanto su stampa e tv) vede un passaggio verso l’astensione da un lato e verso FdI dall’altro che, infatti, segna un ulteriore incremento e si avvicina al 9%.
Il posizionamento chiaro di Meloni, la polemica con il governo, la sua visibilità sui media, fanno premio e per una parte degli elettori rappresentano un’alternativa alla Lega. FI migliora il proprio risultato (oggi è al 7%), nonostante le polemiche interne. Infine la sinistra, che si mantiene poco sotto al 3%, senza ricadute apprezzabili in riferimento alla nuova situazione.
Insomma, sembra emergere qualche segnale che fa pensare a un possibile ridislocamento di una parte degli elettori rispetto al governo, con una fuoriuscita dal M5S e una crescita di interesse, per quanto contenuta, nell’area moderata del centrodestra.
Occorrerà attendere per verificarne il consolidamento o meno. La presentazione della legge di bilancio è in dirittura d’arrivo e potrebbe avere qualche riflesso sugli orientamenti degli elettori.
(da “Il Corriere della Sera”)
argomento: elezioni | Commenta »
Settembre 28th, 2019 Riccardo Fucile
SCOPPIA LA POLEMICA ALL’INTERNO DEI GRILLINI: “INVECE DEL TAGLIO DEI PARLAMENTARI SAREBBE MEGLIO FARE QUELLO DEI FAMILIARI”
Repubblica racconta oggi le polemiche nate nel MoVimento 5 Stelle per questa foto pubblicata dal
neoviceministro alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri durante la riunione con il consorzio Cmc e l’Anas per sbloccare i cantieri delle statali Agrigento-Caltanissetta e Palermo-Agrigento.
L’esponente M5S si è presentato in compagnia della sorella, la deputata grillina Azzurra, e del cognato, Santino Lo Porto.
Una tavolata di famiglia che ha rinfocolato le polemiche nel movimento, già scosso nell’isola dalla “promozione” a Roma — con contestuali dimissioni dalla vicepresidenza dell’Assemblea regionale — di Cancelleri: nelle chat e sui social sono iniziati così a piovere attacchi rivolti al leader grillino nisseno, che già due settimane fa era stato contestato apertamente dall’eurodeputato (ed ex Iena) Dino Giarrusso per il “trasloco” nella Capitale a mandato in corso.
«Dopo il taglio dei parlamentari — scrive ad esempio Gaetano Caldara sulla pagina Facebook del viceministro — pensiamo al taglio del “familiari appresso” di Cancelleri. Iniziano a diventare troppi».
E se a taccuini aperti nessuno commenta, la versione informale del movimento è che Lo Porto fosse al tavolo per avere già seguito la partita quando Cancelleri non era viceministro, mentre il primo governo Conte ideava il “fondo salva-opere” per ridare fiato ai creditori di Cmc (un colosso romagnolo delle costruzioni andato in concordato preventivo alla fine dell’anno scorso) e far ripartire così i cantieri.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Settembre 28th, 2019 Riccardo Fucile
“PRONTO A CHIEDERE SCUSA”: CI FOSSE MAI UN SOVRANISTA CON LE PALLE CHE NON SI RIMANGI QUELLO CHE HA DETTO
«Mattarella mi fa schifo! È un presidente che se ne frega del 34 per cento degli italiani». È questa la frase che il deputato veronese della Lega Vito Comencini aveva pronunciato durante l’Assemblea generale della Lega dei Giovani a Pontida lo scorso 15 settembre.
Parole quelle rivolte contro il Presidente della Repubblica che fin da subito avevano destato scalpore. A distanza di circa due settimane arriva la notizia dell’apertura di un’inchiesta giudiziaria nei confronti di Comencini.
È stata il procuratore di Verona Angela Barbaglio ad annunciare l’apertura di un’inchiesta: «Ho provveduto ad aprire un fascicolo per vilipendio al Presidente della Repubblica nei confronti del parlamentare. Si trattava di un atto dovuto a seguito di un esposto e ho già trasmesso per competenza territoriale gli atti dell’indagine ai colleghi della Procura di Bergamo. Starà a loro decidere come procedere», ha dichiarato Barbaglio, come riportato dal quotidiano Corriere del Veneto.
Già dopo il polverone mediatico che avevano suscitato le parole di Comencini, era stato lo stesso deputato leghista a rivedere i toni: «Se il presidente dirà di essersi sentito offeso o se qualcuno dimostrerà che l’ho insultato, sono pronto a chiedere scusa. Sono stati toni sbagliati ma ritengo legittimo poter esercitare il mio diritto di cronaca. Non era mia intenzione insultare Mattarella».
Gli ha fatto eco Matteo Salvini, che dal palco di Pontida aveva preso le distanze: «Sono toni sbagliati. Sono convinto che si debba mantenere il rispetto, ma la maggioranza degli italiani si sente tradita e presa in giro», ha detto l’ex ministro dell’Interno.
L’inchiesta giudiziaria, aperta in seguito alla deposizione di una notizia di reato da parte dell’esponente del Movimento Nonviolento Mao Valpiana, sarà valutata attentamente dalla magistratura. In base all’articolo 278 del codice penale, «chiunque offende l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da 1 a 5 anni».
(da agenzie)
argomento: Giustizia | Commenta »
Settembre 28th, 2019 Riccardo Fucile
“FACILE BENEFICIARE DEI VANTAGGI ECONOMICI DELL’EUROPA E POI NON ACCETTARNE GLI ONERI”… BEN DETTO: FUORI DAI COGLIONI CHI HA ADERITO ALL’EUROPA SOLO PER SUCCHIARE SOLDI
Ora sui migranti si dovrà fare sul serio: “Nessun paese europeo può essere membro della zona
Schengen, beneficiare della libertà di movimento delle persone, e al tempo stesso rifiutarsi di partecipare agli accordi di ripartizione degli oneri relativi alla crisi migratoria”.
A dichiararlo, intervenendo oggi alle Nazioni Unite, è stato il premier greco Kiriakos Mitsotakis.
“La solidarietà non è una strada a senso unico”, ha aggiunto.
“I paesi di arrivo non possono e non dovrebbero sopportare il peso della pressione migratoria da soli”, ha poi sottolineato, parlando della gestione del flusso migratorio come di “una sfida europea” che richiede un approccio integrale e soluzioni ampie “basate sulla ripartizione delle responsabilità e non su agende xenofobe”.
(da agenzie)
argomento: Europa | Commenta »