Gennaio 2nd, 2020 Riccardo Fucile
IL NUOVO PIANO CASA CONSENTIRA’ DI COSTRUIRE ANCHE ALL’INTERNO DELLA FASCIA PROTETTA DI 300 METRI DAL MARE VIOLANDO LA NORMATIVA NAZIONALE
La Regione Sardegna e il suo governatore, il leghista Solinas, preparano un nuovo Piano
Casa che, se approvato, consentirà di costruire anche all’interno della fascia inderogabile dei 300 metri dal mare, facendo a pezzi il Piano paesaggistico regionale targato Soru e la normativa quadro nazionale che disciplina le regole sul paesaggio.
Un vulnus, racconta oggi Il Fatto Quotidiano, che rischia di costare la bocciatura in sede costituzionale al progetto approvato dalla giunta su proposta dell’assessore all’Urbanistica Quirico Sanna, ed è per questo forse che dopo l’annuncio in conferenza stampa il 23 dicembre il testo della norma a tutt’oggi non risulta ancora consultabile nel sito della Regione Sardegna.
Stando alla relazione che accompagna il progetto e che siamo riusciti a leggere in anteprima, l’obiettivo del disegno di legge “Disposizioni per il per il riuso, la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente ed in materia di governo del territorio ”sarebbe quello di “incentivare e migliorare la qualità architettonica e la sicurezza strutturale del patrimonio edilizio esistente ”tenendo però a mente “l’esigenza di coniugare le esigenze di tutela e valorizzazione delle valenze paesaggistiche, naturalistiche, storiche e culturali del territorio con gli obiettivi di sviluppo sostenibile”.
Fin qui tutto bene, salvo a leggere poco più sotto che “in riferimento agli ampliamenti, sono stati previsti ulteriori incrementi volumetrici per gli edifici e le strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive ricadenti nella zona urbanistica F”, ovvero quella costiera tutelata in modo stringente dal Piano Paesaggistico Regionale, e dove ad oggi non è possibile piantare un chiodo in aggiunta all’esi stente.
Si legge ancora nel testo che gli incrementi riguardano sia le strutture ubicate nella fascia oltre i 300 metri dalla linea di battigia, sia quelle nei 300 metri (precedenti al varo del Ppr) che ricadano nelle aree individuate ai sensi della normativa regionale nelle aree interessate da piani attuativi già convenzionati.
Ma non basta, perchè ai proprietari delle unità immobiliari e ai proprietari delle strutture turistiche aventi diritto viene concesso un ulteriore incremento del volume urbanistico esistente nel caso in cui rispettino alcune prescrizioni, quali ad esempio l’impiego di fonti di energia rinnovabili, di materiali locali, di tecniche costruttive che consentano il recupero di componenti costituenti gli edifici demoliti,di soluzioni in linea con la normativa europea sul rendimento energetico in edilizia.
Il ddl targato Solinas ha scelto di apportare “modifiche sostanziali delle recenti sentenze della Corte Costituzionale”e in linea con l’orientamento politico del governo regionale, “ad alcune leggi”, fra cui la vecchia legge 45 sull’uso e la tutela del territorio regionale e la legge n. 8 del 2015, ossia il vecchio Piano Casa prorogato per altri sei mesi poche settimane fa in Consiglio Regionale per l’impossibilità di arrivare ad approvare il nuovo testo entro i tempi previsti.
Gli ambientalisti intanto sono già mobilitati con una petizione al ministero per i Beni Culturali sulla piattaforma Change.org: chiedono la salvaguardia delle coste sarde attraverso il mantenimento d e ll ‘assoluta inedificabilità della fascia dei 300 metri ed una vigilanza stringente al Mibact sul mantenimento del Piano Paesaggistico regionale, quale strumento di pianificazione attuativo del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 2nd, 2020 Riccardo Fucile
RIGUARDA 9,4 MILIONI DI LAVORATORI CON UN REDDITO COMPRESO TRA 8.200 E 26.600 EURO
I tecnici del ministero del Tesoro stanno lavorando al decreto sul taglio del cuneo fiscale dopo che in manovra è stato istituito il fondo per la riduzione del cuneo, con una dote di 3 miliardi di euro nel 2020 e di 5 miliardi nel 2021 (che presto potrebbero diventare sei — un miliardo in più — visto che nel 2021 l’operazione partirà da gennaio, e durerà , pertanto, tutti e 12 i mesi).
Il Sole 24 Ore spiega oggi che in questi giorni gli esperti della Ragioneria generale dello Stato faranno i conti esatti: nel 2020 le primissime simulazioni parlano di un incremento medio degli stipendi di circa 500 euro (il bonus vale per soli sei mesi) che salgono intorno ai mille euro in più l’anno successivo.
Il meccanismo, che sarà puntualizzato nel decreto attuativo, dovrebbe funzionare così.
Al momento restano esclusi gli oltre 4 milioni di contribuenti che rientrano nella no tax area, vale a dire coloro che hanno redditi fino a 8.000 euro l’anno; per costoro, tuttavia, sono già operative una serie di agevolazioni, compreso il reddito di cittadinanza.
Occorre ricordare che per gli 80 euro la no tax area sale a poco meno di 8.200 euro.
Un eventuale loro ingresso nell’operazione, ripetono fonti del governo, comporterebbe, gioco forza, una ri-discussione della misura bandiera del M5S per evitare sovrapposizioni di strumenti, e soprattutto disparità di trattamenti.
Per i circa 9,4 milioni di lavoratori oggi compresi tra gli 8.200 euro e i 26.600 euro, che attualmente prendono gli 80 euro introdotti dal governo Renzi, è prevista la trasformazione del bonus in detrazione fiscale. Ma non per tutti, probabilmente.
Nella sotto-fascia tra gli 8.200 euro e i 15mila euro circa infatti la trasformazione del bonus Renzi in detrazione non sarebbe tecnicamente possibile, visto che con il gioco delle detrazioni come quelle da lavoro dipendente o per carichi familiari, l’imposizione si azzererebbe, diventando, di fatto, soggetti “incapienti”. Ossia contribuenti che non hanno capienza per poter utilizzare a pieno tutte le detrazioni.
La riduzione del cuneo fiscale dovrebbe portare nelle tasche dei lavoratori da un minimo di 40 euro al mese a un massimo di 80 euro al mese in base alle scelte che saranno adottate dal governo a partire da gennaio.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 2nd, 2020 Riccardo Fucile
SI SENTE TRADITA PERCHE’ I MILITARI ALLA RIUNIONE EUROPEA HANNO FATTO PRESSIONI PER UN ALTRO CANDIDATO
Samantha Cristoforetti si sente tradita dall’Aeronautica militare e per questo lascia la
divisa, come annunciato qualche giorno fa.
A scriverlo oggi è Repubblica, che in un articolo a firma di Luca Fraioli annuncia le ragioni che hanno portato AstroSamantha a volare via dall’Aeronautica: una scelta con la quale ci perde il nostro Paese: con la rinuncia alle stellette, Samantha Cristoforetti infatti non ha più alcun legame “istituzionale” con l’Italia, rimarrà una astronauta a disposizione dell’Esa, l’Agenzia spaziale europea, nelle cui basi si sta già addestrando per tornare in orbita entro il 2022
AstroSamantha preferisce non rilasciare dichiarazioni. Sceglie il silenzio anche il presidente dell’Agenzia spaziale italiana Giorgio Saccoccia. Poco o nulla trapela anche dai vertici militari. E così finiscono per alimentarsi le voci più disparate.
Ma se si parla con chi conosce bene la comunità spaziale italiana si ricostruisce uno scenario che, se non è all’origine dell’addio della Cristoforetti, certamente rende il gesto meno sorprendente.
Il punto di partenza della vicenda (o meglio di arrivo, visto che risale a poche settimane fa) è la “ministeriale” del 27-28 novembre scorso. Una riunione dei ministri europei che ogni due o tre anni individua gli obiettivi della politica spaziale del Vecchio continente nel quinquennio successivo e le risorse economiche con cui perseguirli.
La delegazione italiana si presenta alla “ministeriale 2019” di Siviglia con un assegno da 2,3 miliardi di euro. In cambio chiede all’Esa una nuova occasione di volo per un nostro astronauta. I candidati sono Samantha Cristoforetti, la donna dei record che è stata sulla Stazione spaziale internazionale per 199 giorni tra il novembre 2014 e il giugno 2015, e Walter Villadei. Chi era a Siviglia racconta di pressioni enormi da parte dei militari italiani perchè a spuntarla fosse il secondo.
Spiega Repubblica che l’ufficiale non ha mai superato il concorso dell’Agenzia spaziale europea (anni fa fu respinto in una fase molto preliminare delle selezioni). Tuttavia la Difesa ha continuato a investire (si parla di due milioni di euro) per la sua preparazione presso il Centro Addestramento Cosmonauti Yuri Gagarin di Mosca.
L’ultima sessione due mesi fa, come informa il sito dello Stato Maggiore dell’Aeronautica: «Concluso in Russia l’addestramento di sopravvivenza in mare del tenente colonnello Villadei».
All’epoca il pressing a favore di Villadei indusse il premier Conte, leader della ex maggioranza gialloverde, a sponsorizzare nel suo incontro con Vladimir Putin una missione spaziale ad hoc finanziata interamente dall’Italia. Ci si fermò di fronte ai costi decisamente proibitivi: 60 milioni di euro.
Dodici mesi dopo a Villadei e ai suoi sponsor militari è andata di nuovo male: l’Esa ha scelto ancora Samantha Cristoforetti. Sarà lei a volare sulla Stazione spaziale. E via dall’Aeronautica Militare.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 2nd, 2020 Riccardo Fucile
CURATELLA LASCIA: “QUESTO NON E’ PIU’ IL M5S”…ORA BASTERA’ UN’ASSENZA TRA I GRILLINI PER FAR SALTARE I LAVORI”
I 5stelle di Torino perdono i pezzi e la maggioranza a sostegno di Chiara Appendino è sempre più risicata.
Il consigliere Aldo Curatella ha comunicato questa mattina l’uscita dal gruppo pentastellato in Sala Rossa: “Non era questo il Movimento, non erano queste le finalità che ci si prefiggeva e non è più possibile restare all’interno di un contenitore che ha solo l’intestazione originaria ma è ormai quanto di più lontano si possa immaginare”, spiega nella lettera inviata al presidente del Consiglio comunale, Francesco Sicari.
In questo momento Appendino ha ancora la maggioranza in Sala rossa, ma dovrà fare affidamento sempre sul proprio voto perchè sarà sufficiente l’assenza di uno dei consiglieri 5stelle per far venire meno il numero legale e saltare i lavori.
Da un lato i sogni di un secondo mandato, ma dall’altro l’incubo di una fine anticipata del suo primo periodo da sindaca. Il 2020 di Appendino inizia in salita insomma.
Curatella è da sempre uno dei più critici sulla gestione nazionale, da quando a guidare il M5s c’è Luigi Di Maio, ma anche l’attività della giunta, in particolare dell’ex assessora, e ora ministra, all’Innovazione Paola Pisano: “Nel 2009, dopo anni di vuoto politico, riconobbi in un piccolo gruppo di persone una forza politica alternativa che poneva al centro delle proprie azioni le persone, indipendentemente dalla loro estrazione — ricorda il consigliere comunale – Una forza politica che nel motto “uno vale uno” non voleva indicare che uno vale l’altro ma che ciascuno contava, in modo orizzontale, per portare poi avanti azioni politiche discusse e valutate nel merito e non basate su personalismi, interessi personali o, peggio ancora, privati”.
Le politiche sull’innovazione sono uno dei nodi a spingerlo all’addio: “Era il Movimento che puntava a innovare il Paese ma mettendo al centro le persone, senza glissare i possibili impatti sanitari, sociali, ambientali ma affrontandoli senza timore prima di avviare l’innovazione — racconta Curatella – Ora si cerca di innovare a tutti i costi, rimandando ai posteri le valutazioni del rischio”.
Dalla questione anagrafe, anche oggi ci sono stati dei problemi, al tavolo di progettazione civica, guidato dall’aspirante sindaca Cristina Seymandi e finito nel mirino dei consiglieri per una gestione opaca, sono tanti i punti che secondo Curatella hanno allontanato il M5S di oggi dalle ragioni per cui era nato: “Il nostro era il Movimento delle persone che volevano ridare centralità alle istituzioni, risolvendo le problematiche burocratiche che ogni giorno i cittadini devono affrontare in modo da semplificare loro la vita, indipendentemente dalla propria vicinanza politica — aggiunge il consiglieri – Si è invece diventati quelli che si inventano tavoli paralleli alle istituzioni che facilitano e bypassano la politica decidendo quali sono i cittadini/comitati di serie A, più vicini politicamente, da favorire e quali cittadini/comitati di serie B che invece non hanno facilitazioni perchè preferiscono seguire iter istituzionali o perchè non politicamente vicini”.
(da “Huffingtonpost”)
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Gennaio 2nd, 2020 Riccardo Fucile
L’INFILTRATO DI SALVINI PER SPACCARE IL M5S RICEVE L’AIUTINO DALL’EX VATE DEI POPOLI OPPRESSI
“Gianluigi è infinitamente più grillino di tanti che si professano tali. Non c’è mai stata una
volta che non fossi d’accordo con lui. Vi esorto a leggere quel che dice e a trovare differenze con quel che dicevo io nell’ultima campagna elettorale che ho fatto”
“Quella da non candidato – aggiunge – quella del 33%. Buon anno a tutti amici miei”. Lo scrive Alessandro Di Battista che prende così le difese del senatore espulso ieri dal MoVimento. Lo fa però non dai suoi profili social, ma commentando un post di un’attivista M5S.
A stretto giro di post la risposta di Paragone. “Ringrazio Alessandro Di Battista per le belle parole che usato per me in mia difesa – scrive l’ex senatore grillino su Facebook – . Ale rappresenta quell’idea di azione e di intransigenza che mi hanno portato a conoscere il Movimento”
(da agenzie)
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Gennaio 2nd, 2020 Riccardo Fucile
L’UNICA SUB-CULTURA ESISTENTE E’ QUELLA LEGHISTA, NON QUELLA ISLAMICA … SE SALVINI VUOLE FARE IL PAPA PRIMA PRENDA I VOTI, STUDI TEOLOGIA, DIVENTI CARDINALE E SI PRESENTI AL CONCLAVE
Matteo Salvini ieri si è divertito a sfottere Papa Francesco per mostrare a tutti i suoi fan che mentre il Pontefice “schiaffeggia” i fedeli lui invece è buono. Non si tratta solo di un buffo siparietto con il quale il leader della Lega è riuscito a far parlare di sè anche a capodanno. Perchè dietro il gesto di Salvini e la scenetta imbastita dal social media manager del Carroccio c’è anche un altro messaggio.
Non crederete mica alla storia del Ruspa buono e misericordioso sconvolto per uno schiaffetto sulla mano di Bergoglio?
Oggi il quotidiano Il Piccolo di Trieste pubblica un’intervista a Salvini dove il capo della Lega spiega il senso di quel video girato assieme alla fidanzata.
Salvini, quello che dopo ogni comizio si mette buono buono a farsi selfie con i fan sotto al palco (ma è parecchio infastidito da chi “esagera”) spiega che non è vero che il suo è un modo per sottolineare la distanza dalle posizioni del Pontefice. Anzi il suo obiettivo è un altro: «Io critico i benpensanti della sinistra e le femministe che non difendono le donne dalla subcultura islamica».
Qualcuno potrebbe dire che la “vittima” di Papa Francesco era asiatica (forse cinese?) ma non di certo islamica.
Oppure che quella islamica non è una “subcultura”. Oppure ancora ricordare di tutte le volte che Salvini ha mancato di rispetto alle donne (possiamo forse parlare della necessità di difendere le donne “subcultura leghista”?).
Curiosamente le donne che Salvini prende di mira e mette alla gogna sono proprio quelle di sinistra e le femministe.
Al contrario il Papa invece si è sempre espresso in modo chiaro contro la violenza sulle donne. Durante l’omelia della messa del 1 gennaio ha detto che «non c’è salvezza senza la donna, la violenza è profanazione di Dio». E al contrario di Salvini — che non lo ha mai fatto — si è scusato pubblicamente per il cattivo esempio dato la sera del 31 dicembre quando ha allontanato in malo modo una fedele troppo entusiasta che strattonandolo con forza ha rischiato di farlo cadere a terra (Bergoglio ha pur sempre 83 anni).
«Perfetto, giustissimo, — dice Salvini al quotidiano triestino — ma voglio ricordare che il rispetto della donna è incompatibile con un certo tipo di Islam: non si possono spalancare le porte agli immigrati di religione islamica e poi parlare di rispetto della donna». Insomma Salvini avrebbe imbastito quella sceneggiata sulle piste da sci con la sua fidanzata perchè voleva sollevare la questione della condizione femminile nell’Islam. Il che ovviamente è una balla.
È noto infatti come da tempo Salvini abbia deciso di strizzare l’occhio al cattolicesimo più integralista e soprattutto a quello più critico nei confronti di Papa Francesco e nostalgico di Benedetto XVI. Ad esempio nel 2016 a Pontida Salvini sfoggiava proprio quella maglietta con scritto “il mio papa è Benedetto” e invitava a non dimenticare l’insegnamento del Papa Emerito Benedetto XVI. Quale insegnamento? Quello secondo cui prima del “diritto ad emigrare” viene il diritto a non emigrare. Più di recente l’ex ministro dell’Interno ha mostrato molto interesse nelle apparizioni e nei messaggi della Madonna di Medjugorje. E sappiamo che la posizione del Papa (e della Chiesa) nei confronti dei presunti veggenti è molto critica riguardo al fenomeno para-religioso bosniaco.
Non a caso una folta schiera di sovranisti si è subito scagliata contro il Papa per spiegare che il gesto rivela che è «un finto amico del popolo e reale alleato dei padroni del capitale» nonchè un “papa globalista”.
Oppure per dimostrare l’incoerenza degli insegnamenti di Bergoglio che da una parte dice che la violenza contro le donne è sbagliata e reca offesa a Dio e dall’altra non si fa “scrupolo” di usare violenza contro una fedele. Se non fosse che quanto avvenuto in Piazza San Pietro difficilmente si può definire violenza contro le donne (il Papa era di spalle quando è stato strattonato) ma si tratta di una reazione istintiva (maleducata, se proprio volete) nei confronti di una persona che “è andata troppo in là ”.
C’è una folta schiera di giornalisti, opinionisti ed elettori che considera Bergoglio una sorta di impostore. C’è chi ritiene che il pontificato di Bergoglio, con le continue “aperture” agli altri stia portando la Chiesa alla rovina. Addirittura c’è stato chi lo ha accusato di “complicità ” con il presunto “sistema Bibbiano”.
Dimenticando probabilmente che la Chiesa prima dell’elezione di Bergoglio (grazie ai due papi precedenti) aveva tentato di insabbiare in ogni modo gli scandali dei preti pedofili. Solo per Papa Francesco si scomodano passi del Vangelo per far notare la “distanza” con Cristo. Ma il Vicario di Cristo non è mica Gesù reincarnato, è pur sempre un uomo (come lo era il Nazareno, del resto).
In questo senso Salvini, ma non solo lui, si vuole proporre come il custode della tradizione. Non solo di quella italica ma anche di quella cattolica. Una sorta di crociato a tutto tondo che difende i confini nazionali dall’invasione e la religione “nazionale” dal rischio che venga annacquata in nome del temutissimo politicamente corretto.
Ed è per questo che Salvini, che oggi si nasconde dietro una presunta “critica all’Islam” ieri ha pubblicato quel video.
Perchè sa che ci sono parecchie persone che ritengono che Bergoglio non sia un “vero Papa”. Il problema è che Matteo Salvini è senz’altro molto meno “papa” di Papa Francesco. Ma sono dettagli.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 2nd, 2020 Riccardo Fucile
OLTRE 10 MILIONI DI SPETTATORI ALLA FACCIA DEGLI ISTIGATORI ALL’ODIO
C’era chi chiedeva di spegnere la tv, chi lo insultava e chi ironizzava sui contenuti del suo
discorso. Alla fine ha vinto lui: il messaggio a reti unificate del Capo dello Stato è stato visto da oltre 10 milioni di persone
Altro che flop, altro che boicottaggio. Il discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, trasmesso in tv a reti unificate, ha catalizzato l’attenzione di oltre 10 milioni di persone.
Alle 20.30 del 31 dicembre tutti incollati davanti alla tv (da Rai1 a Rai2, da Rai3 a RaiNews, da Canale5 a Rete4, da La7 a Tgcom24 fino a SkyTg24) per seguire il messaggio agli italiani del Capo dello Stato: su Rai1, ad esempio, erano in 4.905.110 mentre su Canale5 2.513.929. In linea con i dati dello scorso anno e per uno share complessivo che sfiora il 60%.
In tanti, però, poco tempo prima, soprattutto su Twitter, avevano deriso e insultato il messaggio di fine anno del Capo dello Stato. C’era persino chi aveva pubblicato la foto di Mattarella con un nastro adesivo sulla bocca e la scritta «Il 31 stai zitto», corredata dal commento «Maledetto bastar*o».
C’era anche chi chiedeva di spegnere la tv, di non guardare il discorso a reti unificate del Presidente della Repubblica, così da far calare lo share.
(da agenzie)
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Gennaio 2nd, 2020 Riccardo Fucile
UN ALTRO EROE SOVRANISTA: INCRIMINATO PER CORRUZIONE, FRODE E ABUSO D’UFFICIO SCAPPA DAL PROCESSO
Benjamin Netanyahu, ha annunciato in tv che si avvarrà dell’immunità parlamentare. Il premier israeliano è incriminato per tre casi – corruzione, frode e abuso di ufficio.
“La legge sulla immunità – ha affermato Netanyahu – è stata intesa per proteggere i rappresentanti del popolo da indagini pretestuose, da incriminazioni di carattere politico il cui scopo è di andare contro il volere del popolo. La legge intende garantire ai rappresentanti del popolo di poter agire per il popolo secondo la sua volontà ”.
Secondo il premier nei suoi confronti c’è stata “una applicazione selettiva” della legge, accompagnata da “fughe di notizie continue e tendenziose, e da un lavaggio collettivo del cervello per creare una sorta di tribunale da campo”.
Immediata la reazione dei principali rivali. Benny Gantz, leader del partito centrista Blu Bianco, ha detto che farà tutto il possibile alla Knesset per impedire che a Netanyahu sia concessa l’immunità .
Analoga la posizione di Avigdor Lieberman, leader del partito nazionalista.
(da agenzie)
argomento: la casta | Commenta »
Gennaio 2nd, 2020 Riccardo Fucile
C’E’ L’INTESA TRA POPOLARI E VERDI… SOVRANISTI TRAVOLTI DAGLI SCANDALI
Gli ultimi dubbi sono superati: i Verdi e i Popolari sono pronti a formare un nuovo governo
per l’Austria, dopo i tre mesi di impasse seguiti al voto.
Le trattative fra i due partiti sono giunte a buon fine: resta solo, come ultimo ostacolo, la ratifica della decisione da parte del congresso straordinario dei Grà¼nen, che dovrebbe arrivare sabato. Il nuovo governo potrebbe quindi entrare in carica lunedì.
Verdi e à–vp avevano ottenuto un buon risultato nelle urne, rispettivamente con il 13,9 e il 37,5 per cento, dopo che lo scandalo denominato Ibizagate aveva fatto crollare l’alleanza dei Popolari con l’estrema destra Fpà¶.
Quest’ultima formazione è stata pesantemente punita dagli elettori, e grosse perdite ha subito anche il partito socialdemocratico Spà¶.
L’à–vp e i Verdi insieme hanno 97 seggi su 183 nel parlamento austriaco: grazie dunque al sostegno dei Verdi di Werner Kogler, sarà con tutta probabilità Sebastian Kurz a riprendere il ruolo di cancelliere, ritornando a essere, a 33 anni, il capo di governo più giovane del mondo.
Al momento questa qualifica spetta alla socialdemocratica finlandese Sanna Marin, che ha 34 anni. Le lunghe trattative di governo sono servite ad avvicinare le posizioni fra Kurz, che come cancelliere aveva seguito una linea di destra, e Kogler, fra i più accaniti avversari della vecchia coalizione.
“Il gabinetto Verde-turchese sta prendendo forma”, titola il quotidiano viennese Der Standard. Dopodomani sarà presentato anche il programma di governo. Al momento l’Austria è ancora guidata da un governo di transizione, sotto il cancelliere Brigitte Bierlein
Nei colloqui si è definita anche la squadra di governo: i ministeri degli affari interni e della difesa dovrebbero andare ai politici à–vp Karl Nehammer e Klaudia Tanner: questa diventerebbe la prima donna ad assumere la responsabilità dell’esercito federale. Il diplomatico Alexander Schallenberg, entrato in carica nel governo ad interim dopo il crollo della coalizione à–vp-Fpà¶: questo lo renderebbe unico ministro nel gabinetto “tecnico” a rimanere in carica.
Ai Verdi andranno quattro ministeri, incluso un “Super dicastero” che comprende Ambiente, Trasporti, Energia e Tecnologia, che sarà affidato a Leonore Gewessler. Rudi Anschober diventa ministro degli Affari sociali. Anche Giustizia e Cultura andranno alla formazione ecologista. Secondo il segretario Verde Kogler, “l’Austria dovrebbe così diventare leader europeo nelle politiche ambientali”.
(da agenzie)
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