Giugno 23rd, 2020 Riccardo Fucile
FORSE QUALCUNO DOVREBBE SPIEGARGLI CHE I SOLDI PER RICOSTRUIRE IL PONTE SONO DELLO STATO, NON LI HA MESSI LUI PER FARSI SELFIE CON I SUOI COMPAGNI DI MERENDE SOVRANISTI SUL LUOGO DI UNA TRAGEDIA…DECENNI DI INCURIE DI TANTI GOVERNI, COMPRESI QUELLI A LUI CARI, CHE NON HANNO FATTO I CONTROLLI CHE ANDAVANO FATTI
In questi giorni, si è parlato tanto di strumentalizzazione del Ponte Morandi. Come
direbbero i familiari delle vittime del crollo del 14 agosto 2018, infatti, ogni occasione è buona per fare una inaugurazione che riguardi il viadotto sul Polcevera: i piloni, il tratto di asfalto, la prima macchina che vi transita su.
Il tutto seguito da inevitabili passerelle, con photo opportunity e giornalisti al seguito. Molto criticato anche Matteo Salvini per la sua capatina di ieri proprio in cima al ponte (con tanto di gaffe sui pannelli a metano). Oggi, però, Giovanni Toti spiega al mondo intero che non è così.
Per il presidente della regione Liguria, infatti, a strumentalizzare il Ponte Morandi sono quelli del Pd — udite udite — che non ci vanno. Lo ha scritto sui suoi canali social:
«Noi continueremo — ha aggiunto — a mostrare al mondo intero il modello Genova. Anche a una classe politica che non ha il coraggio di scegliere e che ai fatti preferisce sempre le polemiche. Ma i liguri e gli italiani lo sanno e non si faranno strumentalizzare. Rassegnatevi!».
Insomma, secondo il presidente della Liguria non sbaglia chi va continuamente a scattare le foto sul Ponte Morandi, ma quelli che non ci vanno, perchè preferiscono criticare quelli che ci vanno.
Un pensiero che si aggroviglia su se stesso fino a trasformarsi in un tweet.
Una risposta che sembra anche peggiore di eventuali polemiche sulle passerelle. Ricordiamoci sempre che il Ponte Morandi prima di essere simbolo di rilancio è stato momento di lutto e di dolore.
Una macchia che non può essere cancellata nemmeno da un’opera avveniristica.
(da agenzie)
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Giugno 23rd, 2020 Riccardo Fucile
NEL M5S ERA AL SECONDO MANDATO E NON PIU’ RICANDIDABILE… SCOMMETTIAMO CHE AVRA’ UN POSTO SICURO NELLE LISTE DELLA LEGA ALLE PROSSIME POLITICHE?
Il 20 giugno scorso Alessandra Riccardi “festeggiava” l’arresto dell’ex sindaca di Cinisello Balsamo applaudendo il MoVimento 5 Stelle.
Oggi la senatrice eletta in Lombardia passa alla Lega e riceve il plauso di Matteo Salvini. Riccardi fa parte della Giunta per le autorizzazioni a procedere ed è componente della commissione Finanze di Palazzo Madama e aveva votato per salvare il Capitano a maggio. “Siamo molto contenti di accoglierla a casa nostra — dicono Salvini e Romeo — siamo certi che faremo un percorso insieme per dare soluzioni e risposte agli italiani in questo momento particolarmente faticoso”.
“Sono arrivata a questa scelta dopo averci riflettuto a lungo, non è stato semplice — dice Riccardi – “il mio disagio in particolare è cresciuto negli ultimi mesi ed è legato al fatto che non si si sia realizzato, neppure in minima parte, quel confronto parlamentare anche con l’opposizione per riforme importanti e ancora più necessarie in un periodo difficile come questo”.
Riccardi era al secondo mandato con i grillini.
Con l’annuncio di Alessandra Riccardi, dall’inizio della legislatura sono tredici i senatori pentastellati ad aver traslocato.
Nell’elenco figurano tra gli altri i nomi di Paola Nugnes e di Elena Fattori e quelli di Ugo Grassi, Francesco Urraro e Stefano Lucidi. Questi ultimi all’inizio dello scorso dicembre lasciarono le 5 stelle per i banchi della Lega.
Gelsomina Vono, a fine settembre era passata invece a Italia Viva. Al Misto si e’ trasferito anche Gianluigi Paragone, il 2020 era appena iniziato, dove e’ stato raggiunto a stretto giro da Luigi Di Marzio prima e da Lello Ciampolillo poi.
Anche due lutti hanno segnato il gruppo. Il 22 novembre è mancato Franco Ortolani (al suo posto è subentrato Sandro Ruotolo, ma al Misto) e il 17 marzo è scomparsa Vittoria Bogo Deledda.
Con la decisione di Alessandra Riccardi, dunque, il Movimento 5 stelle conta ora 95 senatori a Palazzo Madama. Resta il partito con il maggior numero di rappresentanti, ma la maggioranza si riduce e scende a quota 160, quindi un senatore in meno rispetto alla maggioranza assoluta che al Senato è fissata a 161.
Stando ai numeri ufficiali dei gruppi che al Senato sostengono il governo, oltre ai 95 di M5S, fanno parte della maggioranza 35 senatori del Partito democratico, 17 di Italia viva, 5 di Liberi e uguali, 2 di Maie e 6 delle Autonomie. A questi, a seconda delle votazioni, si potrebbero aggiungere o meno alcuni ex 5 stelle che in diverse occasioni hanno sostenuto il governo puntellando la maggioranza.
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 23rd, 2020 Riccardo Fucile
LE FOTO SONO PURE STATE PUBBLICATE SUI SOCIAL… CI VOGLIONO I CAMPI DI RIEDUCAZIONE, ALTRO CHE PENTIMENTI POSTUMI
Sabato sera, nella discoteca Kursaal di Lignano Sabbiadoro, c’era un tavolo con la
targhetta prenotazioni “Centro stupri”.
Il responsabile dei tavoli privati non ha evidentemente trovato inopportuno lasciare che dei ragazzi prenotassero un tavolo con quel nome. Anzi, qualcuno lo ha scritto ben evidente col pennarello nero.
Ma chi sono i geni che hanno prenotato con quel nome?
Alcuni ragazzi di Udine e dintorni (San Daniele) tutti ampiamente maggiorenni che non si sono limitati a quest’unica simpatica goliardata. Hanno postato varie storie in discoteca in cui mostrano fieri la targhetta “Centro stupri” e coinvolto nel gioco anche alcune amiche che non hanno esitato a posare divertite col segnaposto.
Qualche giorno prima alcuni di loro si erano presentati in un ristorante a San Daniele (di proprietà dei genitori di uno dei ragazzi) con delle t-shirt tutte uguali con la scritta “Centro stupri” e i loro nomi/soprannomi sul retro della maglietta. (uno con la scritta “L’occhio del negro”)
Naturalmente immortalando la scena e pubblicando il tutto. Alcune foto sono finite sui loro social, in una di queste uno di loro posava con tanto di frusta e una ball bag (il bavaglio/palla del bondage) in bocca.
Un’immagine è stata postata anche su twitter, dove alcune ragazze hanno protestato per la scritta, per poi ricevere le seguenti risposte: “Certe signorine dovrebbero prendere solo i c…i in bocca e stare zitte”.
Lo scrive Alberto, uno di loro, su twitter il 30 maggio. E anche “La parte divertente è proprio lo stupro, vuoi metter quanto è divertente, ah e la parola NEGRO è molto raffinata e ricorda i bei periodi”, “Siete dei poveri comunisti”.
Un altro di loro, Gianluca, sempre rispondendo alle critiche, scrive: “Non sapete cos’è la nobiltà d’animo, non sapete cos’è la democrazia…”. Matteo: “Comunisti di merda”.
Ho contattato uno di loro, Giacomo, che col padre accanto mi ha detto: “Mi scuso a nome di tutti per le cose scritte e pubblicate, mi vergogno estremamente per l’accaduto, ho fatto una scemenza. Grave, non voglio giustificarmi e mi dissocio da alcune frasi che non ho scritto io. Non ho valutato le conseguenze e il potere dei social”.
Suo padre non concede sconti: “L’ho saputo domenica sera da un amico di famiglia che mi ha avvisato e mio figlio sa cosa gli ho detto, hanno fatto una cazzata enorme, ingiustificabile. Non so come in quella discoteca qualcuno possa aver accettato quella prenotazione, ma questo non li discolpa. Non sono un genitore che si tira indietro, però ognuno di loro deve parlare per sè e prendersi le sue responsabilità , Giacomo lo sta facendo”.
E in effetti Giacomo sembra sinceramente dispiaciuto: “Qualsiasi cosa dica sembrano frasi di circostanza, ma davvero sono profondamente dispiaciuto, è una cazzata troppo grande. Tra l’altro siamo stati sfortunati perchè la maglietta “L’uomo del negro” era “l’uomo del Negroni”, ha sbagliato lo stampatore”. Dico a Giacomo che se qualcuno dei suoi amici vuole replicare può chiamarmi, ma nessuno mi chiama.
Resta però una domanda: al Kursaal, chi gestisce i tavoli scrive col pennarello qualunque nome gli venga dato in prenotazione? Lo chiedo al proprietario del Kursaal Riccardo Badolato: “Guardi, io anche altri locali, qualcosa può sfuggire. Io penso sempre che tutti i dipendenti abbiano la testa, ma chi ha preso quella prenotazione e l’ha scritta col pennarello c’è stato, mi rendo conto. Posso solo dire che in una seconda fase della serata si è cambiata la targhetta col cognome di chi ha prenotato”.
Ma sei io al Kursaal prenoto a nome “W Hitler”? “Guardi mi viene da ridere, questa è una discoteca in cui si sono sposate anche le persone, cosa vuole che le dica, qualcuno ogni tanto fa delle cretinate assurde, ma siamo qui da 30 anni, per fortuna siamo ben altro. Tirerò le orecchie a chi ha sbagliato!”.
(da TPI)
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Giugno 23rd, 2020 Riccardo Fucile
SE E’ AI DOMICILIARI E’ PERCHE UN MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA GLI HA CONSENTITO DI SCONTARE UNA CONDANNA A CASA, E LI’ DOVEVA RESTARE FINO A CHE NON AVEVA IL PERMESSO DI USCIRE
Non è terrorizzato. Non è rincoglionito. Non è lo smemorato di Collegno. Si possono scrivere tante cose sull’arresto di Emilio Fede per “evasione” dai domiciliari, non che sia un povero vip “costretto a camminare con il bastone” (come dice lui) perseguitato da una giustizia arcigna e vendicativa.
È caricaturale l’immagine del “terrorizzato” perchè non capisce che si trova formalmente in carcere, e che in questa condizione non si va a cena a Napoli per festeggiare un compleanno.
Lo stesso Fede dice che il capitano che ha eseguito l’arresto con lui è stato “cortesissimo”. E forse bisogna ricordarsi cosa accadde quando Mediaset licenziò Emilio Fede, e lui per tutta risposta si barricò nel suo ufficio di direttore: dovettero intervenire gli uomini della security perchè altrimenti non se ne andava.
Non va compianto, non va commiserato, non è vittima di nessuna terribile vendetta: ricordo che nel carcere dove ogni tanto faccio volontariato ci sono ragazzi tornati in cella per un ritardo di venti minuti nella firma obbligata in commissariato.
Nessuno si straccia le vesti per loro.
Se Fede è ai domiciliari è perchè un magistrato di sorveglianza gli ha consentito di scontare una condanna a casa.
Quindi felicitatevi per questo privilegio che ha ottenuto, non compiangetelo per una ingiustizia che non ha subìto.
(da TPI)
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Giugno 23rd, 2020 Riccardo Fucile
LA TEORICA DEL “E’ GIUSTO CHE I MEDICI IN CALABRIA GUADAGNINO DI MENO DI QUELLI DEL NORD”
Susanna Ceccardi è la candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Toscana in
quello che sembra essere proprio un bis dell’operazione Borgonzoni in Emilia-Romagna. Negli scorsi mesi si è fatta notare per aver pubblicato un attacco ai militari italiani allo scopo di polemizzare su Silvia Romano.
Su Twitter però è tornato d’attualità un suo prestigioso intervento ad Agorà che risale al 2017 in cui dice che è giusto che i medici calabresi guadagnino meno di quelli dell’Emilia-Romagna: “Ci saremmo tutti stupiti del contrario, meno male che non è così”, esordisce. “Non dovrebbe essere uguale perchè in Emilia-Romagna hanno delle strutture più specializzate… bisogna utilizzare il metodo meritocratico come in tutte le sanità ”.
E ancora: “Bisogna premiare la qualità , scusi ma i casi di malasanità in Calabria lei li ha presenti? Lo sa che lasciano i bisturi negli stomaci della gente? Ci sono medici meno bravi… Io non è che ce l’ho con il medico calabrese, ma la sanità calabrese non è un’eccellenza in Italia”.
Per la cronaca, l’ultimo caso di bisturi lasciato nella pancia di un paziente si è verificato a Torre Annunziata nel 2019. Prima era successo a Brescia.
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 23rd, 2020 Riccardo Fucile
IL SETTORE PIU’ COLPITO E’ QUELLO DELLA SANITA’… OTTO CASI SU DIECI ARRIVANO DAL NORD ITALIA
Quasi 50mila casi di denuncia di contagi sul lavoro. Un totale di 236 decessi, pari al 40% circa dei casi mortali denunciati dall’inizio dell’anno.
Questi sono i dati emersi dal quinto monitoraggio sui contagi sul lavoro da Covid-19 sulla base delle denunce presentate all’Inail. Le cifre sono aggiornate al 15 giugno ed evidenziano che rispetto al precedente report, quello del 31 maggio, le infezioni di origine professionale sono 1.999 in più. I casi mortali sono aumentati, invece, di 28 unità . Il 71,7% dei lavoratori contagiati sono donne, mentre solo il 28,3% uomini. Un rapporto che, però, si inverte per quanto riguarda i decessi: quelli maschili sono l’82,6% del totale.
L’età media dei lavoratori che hanno contratto il virus è di 47 anni sia per gli uomini che per le donne. Per i casi mortali, invece, l’età sale. A 57 anni per le donne e a 29 per gli uomini. Nello specifico, il 70,3% dei casi di decesso si registra nella fascia che va dai 50 ai 64 anni, seguita dagli over 64 con il 18,6% dei casi. Meno denunce di morte per la fascia 35-49 (il 9,4%) e per gli under 34 (solo l’1,7% dei casi di morte registrati).
Gran parte delle denunce di infortunio da Covid-19 riguarda la gestione assicurativa dell’industria e dei servizi. Sono invece circa 600 in totale i casi registrati nei settori di agricoltura, navigazione e nella gestione per Conto dello Stato.
Il settore più colpito è quello della sanità , con il 72,2% dei casi denunciati e il 26,3% dei decessi. Il settore comprende non solo gli ospedali, ma anche le case di cura, di riposo, gli istituti, le cliniche, le residenze per anziani e disabili. Se a questo si aggiungono anche gli organismi pubblici preposti alla sanità , ovvero le Asl, il dato sale all’81,3% delle denunce e al 36,5% delle morti. A seguire troviamo i settori di vigilanza, pulizia, call center, manifattura, alloggio e ristorazione e commercio.
La categoria più coinvolta è quella dei tecnici della salute, con il 40,9% dei casi, di cui l’83% relativo a infermieri. Seguono gli operatori socio-sanitari (21,3%), i medici (10,7%), gli operatori socio-assistenziali (8,5%) e il personale non qualificato nei servizi sanitari, come ausiliari, portantini e barellieri (4,8%). Anche per i decessi i più colpiti sono tutti quelli che rientrano nella categoria di tecnici della salute, con il 12,8% di casi accertati, di cui il 61% di infermieri, seguiti da medici e operatori socio-sanitari.
La maggior parte delle denunce — ben otto su dieci — arriva dal Nord Italia. Il 56,1% dei casi si registra nel Nord-Ovest, con ben il 36% in Lombardia; il 24,2% nel Nord-Est (con il 10% in Emilia-Romagna). Gli altri casi sono distribuiti tra Centro Italia (11,8%), Sud (5,7%) e in misura ancora minore le Isole (2,2%). Passando poi ai decessi, la percentuale del Nord-Ovest è del 57,2%, con il 43,2% — quindi quattro casi mortali su dieci — che vengono registrati nella sola regione Lombardia.
(da Fanpage)
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Giugno 23rd, 2020 Riccardo Fucile
I PARENTI DELLE VITTIME: “SIAMO STUFI E DISGUSTATI DI QUESTA SPECULAZIONE POLITICA PER TORNACONTI PERSONALI”
“Il mio selfie sul ponte è un omaggio a Genova che mi ha reso orgoglioso di essere italiano
perchè in un anno ha costruito un ponte senza ritardi. Qualcuno si è offeso? Si vede che può dare fastidio a qualcuno che io renda omaggio a chi lavora bene, del resto ci sono persone che si infastidiscono solo perchè mi alzo la mattina: ma voglio rassicurarli, mi sono alzato anche oggi è conto di farlo anche domani e dopo domani”: il leader della Lega Matteo Salvini a margine di una visita al distretto conciario di Santa Croce sull’Arno(Pisa) per sostenere la candidatura dell’europarlamentare del Carroccio, Susanna Ceccardi, alla presidenza della Toscana per il centrodestra, ha deciso di sparare a zero su chi lo ha contestato per il suo videospot.
Ma c’è un problema di cui forse il Capitano non si è accorto: a non aver preso benissimo la sceneggiata di Salvini con tanto di fregnaccia sui pannelli di metano sono stati anche i parenti delle vittime:
«Siamo stufi, allo stremo, non avremmo voluto commentare perchè come Salvini ci avrebbe fatto arrabbiare chiunque altro. Ma non accetteremo mai la spettacolarizzazione perenne che è stata fatta in questo cantiere, sotto il ponte in cui noi abbiamo perso tutto».
È amaro e duro al tempo stesso il commento di Egle Possetti, leader del comitato delle vittime dei familiari, dopo il blitz di Salvini sul ponte. «Se possibile proviamo ulteriore rabbia, ma ormai siamo abituati a non aspettarci niente da nessuno: nè dalle istituzioni, nè tantomeno dalla politica» aggiunge Giuseppe Matti Altadonna, padre di Luigi, il trentacinquenne addetto di Mondo Convenienza ucciso dal crollo del Morandi quasi due anni fa.
Si sente «deluso, triste, arrabbiato» e lo ripete quasi ogni 14 del mese. Nel ricordare la famiglia rimasta senza padre di Luigi (che nel disastro ha lasciato da soli una moglie e quattro figli), nel «provare a dare un senso a questi riti che la politica fa solo per tornaconto personale», – riflette – pure nel tentare di capire se partecipare o meno alle prossime cerimonie in programma sotto il nuovo ponte.
Quella del primo agosto, il giorno dell’inaugurazione del ponte, e quella del 14 agosto, a due anni dalla tragedia, prevista tra gli alberi che saranno piantati dove fino a un anno fa c’erano i palazzi di via Porro.
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 23rd, 2020 Riccardo Fucile
DAI PARENTI DELLE VITTIME RABBIA E SBIGOTTIMENTO… I RESPONSABILI HANNO UN NOME: TOTI E BUCCI
È stata la struttura commissariale guidata dal sindaco di Genova Marco Bucci a permettere a Matteo Salvini la passerella con figuraccia sui pannelli “di metano” sul ponte di Genova. Repubblica oggi spiega com’è andata la visita del Capitano e come è arrivato alla passeggiata:
Atteso in mattinata all’ingresso del cantiere del ponte a cui verrà dato un doppio nome (“Per Genova” e “San Giorgio”), Salvini non resiste alla tentazione di dare un’occhiata da lassù, dove ancora nessuno è arrivato, a eccezione di chi ha realizzato l’opera, dei rappresentanti delle istituzioni e di Pietro Salini, ad di WeBuild che ha costruito il ponte in consorzio con Fincantieri Infrastructure e ha appena terminato il primo transito in auto. Il leader della Lega arriva subito dopo, anche se non ha alcun ruolo istituzionale che possa prevedere una simile autorizzazione, fin qui negata ai “non addetti ai lavori” per una comprensibile esigenza di tutela della sicurezza.
La richiesta, prontamente esaudita dai responsabili della struttura commissariale, arriva appena sceso davanti alla sbarra del cantiere. «Si può?» chiede. «Certo» rispondono. Giusto il tempo di concludere la conferenza stampa («Mi piacerebbe un gemellaggio fra Genova e Reggio Calabria, qui il ponte l’hanno fatto, là lo devono fare») che si parte per il fuori programma.
La macchina si dirige verso l’autostrada e imbocca la galleria che conduce al viadotto, ovviamente sbarrata a chi non è autorizzato. L’auto con Salvini a bordo la percorre fino ad arrivare sul viadotto, con la soletta armata appena asciugata e in attesa delle gettata d’asfalto.
Il leader della Lega scende e fa qualche passo, prima di riprendersi per un commento di poco meno di un minuto. Non appena il video è su Facebook scattano le reazioni.
Ma come si può fare una cosa simile? A che titolo è salito su quel ponte?
Dai parenti delle vittime del Morandi filtrano sbigottimento e rabbia, nella speranza che l’inaugurazione ufficiale sia all’insegna della sobrietà .
Per ora l’unica certezza è che, 680 giorni dopo il crollo, il viadotto resta chiuso. Tranne che per le passerelle dei politici, anzi di tre soli politici: Salvini, Toti e Bucci.
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 23rd, 2020 Riccardo Fucile
IL POVERETTO NON AVEVA NEANCHE CAPITO CHE SI TRATTA DI PANNELLI FOTOVOLTAICI: MA STUDIARE PRIMA DI SPARARE CAZZATE, MAI?
Ieri l’ingegner Salvini è andato al Ponte di Genova passando per Bolzaneto visto che era di
strada e ha tenuto a spiegarci che si tratta di un progetto a “sviluppo e sostenibilità ambientale visto che questo ponte, coi pannelli di metano sostanzialmente si autoalimenterà . Quindi ci vediamo da agosto in macchina…”.
Il sito PerGenova spiega invece come stanno davvero le cose, facendoci sapere che il ponte avrà un “impatto ambientale contenuto grazie a pannelli fotovoltaici, che produrranno l’energia necessaria per il funzionamento dei suoi sistemi (illuminazione, sensoristica, impianti) sia di notte che durante il giorno”.
Salvini ha scambiato i pannelli fotovoltaici per “pannelli di metano”: ma studiare un minimo prima di sparare cazzate, mai?
(da agenzie)
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