Ottobre 2nd, 2020 Riccardo Fucile
E UN ALTRO FURBETTO E’ DIVENTATO ASSISTENTE DI UN EUROPARLAMENTARE DELLA LEGA
Vi ricordate di Andrea Dara ed Elena Murelli, i due parlamentari della Lega che avevano
preso il bonus di 600 euro per le partite Iva?
Nonostante Matteo Salvini fosse andato anche in tv a spiegare quanto fosse inflessibile la Lega nel punire “i furbetti del bonus” appena le acque si sono calmate i deputati del Carroccio sono tornati a fare attività politica come se niente fosse.
Del resto anche l’ex consigliere regionale del Veneto Riccardo Barbisan ha ricevuto una dura punizione: è diventato assistente di un europarlamentare.
Andrea Dara all’epoca aveva spiegato che il bonus lo aveva preso perchè lo aveva chiesto la mamma.
Secondo la sua versione il deputato l’avrebbe scoperta quando il partito, per invogliare i deputati all’autodenuncia, aveva consigliato di controllare semmai che la richiesta fosse stata presentata dai commercialisti.
All’epoca la storia fece sorridere come una delle migliori tra le giustificazioni dei “furbetti”. Ora invece a sorridere è proprio Dara, come racconta il Fatto, che spiega che il deputato, che è anche sindaco di Castiglione delle Stiviere, è rimasto sulla sua poltrona dopo che la Lega e il centrodestra lo hanno appoggiato bocciando una mozione dell’opposizione che ne chiedeva le dimissioni:
Un onore che Dara ha gradito parecchio, festeggiando poi lo scampato pericolo sui social: “Prima di tutto grazie, ai consiglieri comunali e soprattutto ai Castiglionesi. Adesso andiamo avanti a lavorare per la nostra città e per il bene della nostra comunità ”.
L’agenda di Dara ultimamente è tornata piena di appuntamenti pubblici: dieci giorni fa, ad esempio, la consegna di alcuni premi, poi un evento in favore dell’ecosostenibilità . Eventi istituzionali cui potrà presenziare ancora, con la legittimazione politica appena confermata dalla Lega e dagli alleati.
Ed Elena Murelli? Ve la ricordate, il video in cui improvvidamente chiamava “elemosina” i 600 euro aveva fatto il giro dell’internet. Ma la bionda leghista dopo qualche mese sotto coperta ora torna a fare capolino, tanto ormai chi si ricorda più:
Poi ecco il primo evento politico, in occasione dei festeggiamenti per l’elezione a sindaca di Carlotta Oppizzi nel Comune di Ferriere, Piacenza.
Anche per lei grande accoglienza, come testimoniato dalle parole del vicesindaco Paolo Scaglia: “Voglio ringraziare una persona che ultimamente è stata coinvolta in qualche polemica, però ci ha sempre aiutato e ci è stata vicino: l’onorevole Elena Murelli”. Con tanti rallegramenti da parte dell’interessata: “Sono onorata di essere qui, questa vittoria è frutto del lavoro di squadra. Siete delle persone perbene che ci mettono impegno con tanta onestà , e la gente ha saputo riconoscerlo”.
Un complimento che somiglia a un augurio per sè stessa, visto il clima di redenzione in salsa leghista.
Ma non sono solo Dara e Murelli ad avere avuto la loro riabilitazione. Riccardo Barbisan è ancora a libro paga dei cittadini. Qualche settimana fa vi avevamo raccontato della possibilità che diventasse assistente dell’europarlamentare del Carroccio Gianantonio Da Re. Ora quel paracadute è diventato realtà . Da Re qualche giorno fa ha pubblicato sulla sua pagina Facebook una foto insieme ai suoi collaboratori. Indovinate chi è seduto alla tavolata? Proprio Barbisan.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: denuncia | Commenta »
Ottobre 2nd, 2020 Riccardo Fucile
“NESSUNO MI PUO’ IMPEDIRE DI USARE QUESTO TERMINE”
Nino Spirlì, vicepresidente della Regione Calabria in quota Lega ieri intervenendo a un dibattito organizzato dalla Lega a Catania in vista del processo a Salvini per il caso Gregoretti ha fatto parlare di sè per aver rivendicato l’utilizzo di alcune parole che sono ritenute offensive: «Ci stanno cancellando le parole di bocca, come se quando usiamo la parola “zingaro” noi a priori la volessimo utilizzare per dare un giudizio negativo. Per “negro” è la stessa cosa. Io sono calabrese e dico ‘nigru’. In dialetto calabrese u nigru è u nigru, non c’è altro modo per dire negro. Nessuno mi può impedire di usare questo termine».
Ma Spirlì ha mai chiesto a una persona nera cosa ne pensa?
Non è la prima volta che il vicepresidente della Regione Calabria fa parlare di sè per le sue provocazioni. Qualche tempo fa scriveva su Facebook: “O Immacolata Concezione, Maria Madre di Dio e Madre Nostra, quanto dà fastidio ai bestemmiatori e figli di satana la mia Fede! Più prego, mentre vivo e lavoro, più schiumano odio e rabbia! Rafforzami ogni giorno di più”.
Spirlì, che è di Taurianova, è un personaggio piuttosto curioso visto che proprio oggi in un’intervista a CulturaIdentità dice di sè: “Io sono molte cose: omosessuale, cattolico praticante, leghista convinto, di destra, amante dei viaggi e della letteratura. Tutto questo è Nino Spirlì. Dichiararsi non significa schierarsi, significa rivelarsi”.
Nella stessa intervista Spirlì parla della quarantena e dell’importanza della famiglia: “Il dramma del coronavirus dovrebbe spingere i ragazzi a riflettere: esso ha dato la dimensione della potenza della famiglia e della terra d’origine. Appena è montata la paura, hanno messo da parte le ambizioni e hanno cercato solo di tornare a casa. Le suggestioni sono state vinte dal terrore della pandemia. Ora io dico loro: restate, solo qui potete stare davvero bene. Se voi rimarrete tutto diventerà più vivo e più ricco”.
E infine: dal coronavirus la Calabria ne uscirà “vincitrice, come tutta l’Italia. Ci sarà qualche ferita da rimarginare: lo faremo costruendo cose belle e ripartendo dal nostro patrimonio identitario”.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Ottobre 2nd, 2020 Riccardo Fucile
I BROGLI LI FANNO GLI AMICI DI TRUMP: RISCHIANO 24 ANNI DI CARCERE PER COSPIRAZIONE E INTIMIDAZIONE DEGLI ELETTORI
Due conservatori Usa arrestati dai procuratori del Michigan sono accusati di aver tentato
di sopprimere il voto a Detroit e in altre città degli Stati Uniti.
Accuse importanti, perchè il piano messo in atto dal 22enne Jacob Wohl e dal 54enne Jack Burman, puntava a impedire il voto via posta del maggior numero di persone possibile.
Un obiettivo che, in modi legali, molti Stati repubblicani stanno mettendo in atto rendendo sempre più difficile votare via posta sperando che questo aumenti le possibilità di Trump di battere Biden il 3 novembre.
Secondo le accuse, i due conservatori Usa arrestati avrebbero organizzato robocall per scoraggiare il voto via posta e ognuno dei due rischia di dover rispondere dei reati di intimidazione di elettori, cospirazione per violare le leggi sulle elezioni, usare il computer per violare le leggi sulle elezioni e per mettere in atto una cospirazione.
Reati che potrebbero costare a Wohl e Burkman fino a 24 anni di carcere e 12mila dollari di multa. Gli obiettivi delle oltre 85mila robocall realizzate finora infatti erano zone con un ampia percentuale di minoranze etniche, storicamente più portate a votare per i democratici, negli Stati di New York, Pennsylvania, Ohio e Illinois.
L’indagine era partita dopo che ad agosto un abitante di Detroit aveva ricevuto una robocall che usando “stereotipi legati alla sua razza”, cercavano di impedirgli di votare via posta.
Nelle robocall che, secondo gli investigatori i due conservatori Usa arrestati avrebbero organizzato, si sentiva la voce di una donna, che si presentava col nome di “Tamika Taylor” e sosteneva di far parte di una presunta organizzazione per i diritti civili fondata da Burkman e Wohl. La voce di Taylor avvertiva le persone raggiunte dalla robocall che “chi decidesse di votare via posta avrebbe i suoi dati personali inseriti in un database pubblico che la polizia potrebbe usare per cercare vecchi reati e le compagnie delle carte di credito per ottenere il pagamento di vecchi debiti, oltre che per controllare se le persone inserite avevano fatto i vaccini obbligatori.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Ottobre 2nd, 2020 Riccardo Fucile
“PICCOLA INFLUENZA”, “PSICOSI”, “IMMUNITA’ DI GREGGE”… HANNO SULLA COSCIENZA MILIONI DI MORTI
Prima hanno sminuito il Coronavirus e le sue conseguenze, poi ne sono stati contagiati: da Jair Bolsonaro fino a Donald Trump, si allunga la lista dei politici scettici della Covid-19 che sono stati infettati.
Il caso del presidente statunitense è soltanto l’ultimo in ordine di tempo: nei mesi più caldi della pandemia, Trump s’è reso protagonista di più di un’uscita controversa sul virus, salvo poi fare retromarcia: «Non volevo creare il panico. Volevo mostrare fiducia. Abbiamo fatto un lavoro incredibile. Ma semplicemente non volevamo gridare che avevamo un problema, un problema enorme, facendo spaventare tutti»
Bolsonaro: «Il Coronavirus? Una piccola influenza»
Prima di lui, il presidente brasiliano Bolsonaro, che dopo avere definito in televisione il Coronavirus una «piccola influenza» è stato trovato positivo, a luglio. Mentre il Brasile veniva investito dal contagio, Bolsonaro si faceva riprendere a eventi pubblici senza mascherina, quasi ostentando il mancato rispetto del distanziamento sociale. Il presidente del Brasile è stato positivo per circa 20 giorni. Tra le uscite di Bolsonaro a proposito del virus, «non c’è motivo di panico», «il Coronavirus sta venendo sopravvalutato», «non è quella cosa che i grandi media strombazzano», «in passato abbiamo avuto problemi più gravi».
Lukashenko parlò di «psicosi»
Nella rosa degli scettici del Coronavirus rientra anche l’autarca bielorusso Alexandr Lukashenko, che sempre a luglio — durante la visita a un reparto militare del ministero dell’Interno — ha annunciato con queste parole di essere stato contagiato: «La cosa più sorprendente è che oggi incontrate una persona che ha superato il Coronavirus restando in piedi. Ieri i medici sono arrivati a questa conclusione. Senza sintomi». In precedenza, Lukashenko aveva definito quella del Coronavirus una «psicosi»: «Il panico può colpire più forte del virus stesso», aveva detto.
Johnson e l’«immunità di gregge»
Non è mai arrivato a tanto Boris Johnson, premier del Regno Unito, che tuttavia, nelle prime settimane della pandemia, aveva manifestato l’intenzione di ricorrere alla «immunità di gregge». Il leader conservatore, ad aprile, è risultato positivo al Coronavirus, e a differenza dei suoi omologhi è stato anche ricoverato in terapia intensiva: «Mi hanno dato una maschera per il viso e ho ricevuto litri e litri di ossigeno. È stato un momento difficile, non lo nego», ha detto Johnson una volta guarito.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Ottobre 2nd, 2020 Riccardo Fucile
A CONTAGIARE LA COPPIA SAREBBE STATA UNA ASSISTENTE DEL PRESIDENTE SULL’AEREO DELL’AIR FORCE ONE… VIAGGIAVANO TUTTI SENZA MASCHERINA
Il coronavirus vola pure sull’Air Force1. E contagia il presidente degli Stati Uniti Donald
Trump e la first lady Melania.
Ad annunciarlo su Twitter lo stesso capo della Casa Bianca. “La First Lady ed io siamo risultati positivi al Covid-19. Iniziamo subito la quarantena e il processo di guarigione. INSIEME ce la faremo!”.
Il medico del presidente ha confermato la notizia della positività di Donald e Melania, affermando che stanno bene. Donald continuerà a portare avanti i suoi compiti “senza alcuna interruzione”, ha aggiunto. Ma la Casa Bianca ha annunciato che il presidente ha annullato il viaggio in Florida previsto per oggi, nell’ambito della sua campagna elettorale.
Qualche ora prima del risultato del test, sempre Trump aveva confermato che Hope Hicks, una delle più fidate consigliere di Donald Trump, giovedì era risultata positiva. Una notizia che preoccupava molto, perchè sia martedì che mercoledì aveva volato al fianco del presidente – senza mascherina – accompagnandolo prima a Cleveland dove si è tenuto il primo dibattito televisivo di questa campagna 2020. Poi a Duluth, Minnesota, dove Trump ne aveva tenuto uno all’aperto.
La scoperta della positività è avvenuta giovedì sera: lo ha prima rivelato una fonte anonima a un giornalista di Bloomberg. Poi è stato confermato dallo stesso Trump che su Twitter aveva annunciato di aver fatto, insieme a Melania, il test, e di essersi messo in quarantena: “Hope Hicks, che ha lavorato durissimo senza mai prendersi una pausa, è positiva al Covid. Una notizia terribile. Io e la First Lady stiamo aspettando i risultati del test, nel frattempo iniziamo il processo di quarantena”. Poco dopo è arrivato il risultato più temuto: la coppia presidenziale è positiva.
Nel suo ottavo decennio di vita, Trump appartiene alla fascia di età ritenuta più vulnerabile al virus. Otto su 10 decessi negli Stati Uniti sono stati tra gli over 65 anni e più.
Trump si è sempre opposto al permesso che i dettagli della sua salute fossero resi pubblici, sollevando dubbi sulle sue condizioni generali. A novembre aveva fatto un viaggio senza preavviso al Walter Reed National Military Medical Center che ha indotto diverse speculazioni sul fatto che avesse una malattia ma la Casa Bianca ha insistito sul fatto che si fosse semplicemente sottoposto a test di routine.
Chi è Hope Hick
Hicks, ex modella di 31 anni, è stata capo della comunicazione della Casa Bianca. Salvo uscire di scena nel 2018 dopo aver ammesso di aver mentito all’intelligence per proteggere il presidente. Fedelissima della prima ora, amica intima della “First Daughter” Ivanka, in passato si era occupata delle public relation della Trump Organization e nel 2016 era stata portavoce della prima campagna presidenzale e poi direttrice delle comunicazioni strategiche. Da qualche mese Trump l’aveva richiamata al suo fianco, proprio per dare una mano nella nuova campagna. E lei la settimana scorsa è stata sempre al suo fianco.
Il virus è già entrato più volte alla Casa Bianca. A maggio era toccato a un valletto personale del presidente, poi a Katie Miller, portavoce del vice Mike Pence e subito dopo ad alcuni agenti di scorta. Di recente anche Kimberly Guilfoyle, la fidanzata di Don Junior, era risultata positiva. Mentre a luglio si era ammalato il consigliere per la sicurezza nazionale Robert O’Brien, 54 anni, collaboratore così stretto da avere il suo ufficio proprio affianco allo Studio Ovale. Contagiato da un familiare durante una breve vacanza, non aveva però avuto contatti recenti con il presidente e il suo vice. Hicks, al contrario, è stata vicinissima a Trump fino a poche ore prima di scoprire la sua positività : quando, probabilmente, era già contagiosa.
(da agenzia)
argomento: emergenza | Commenta »
Ottobre 2nd, 2020 Riccardo Fucile
“UN PIENO EFFETTO DEL RITORNO A SCUOLA SI VEDRA’ INTORNO AL 15 OTTOBRE”… “BOOM DI CASI IN VENETO? MERITI E RESPONSABILITA’ SONO DI ZAIA”
“Se riuscissimo a mantenere i numeri ai livelli di oggi nelle settimane e nei mesi prossimi sarebbe un successo senza precedenti. Perchè quelli di oggi non sono i casi di febbraio-marzo, non si possono neanche paragonare”, spiega Andrea Crisanti.
E però, aggiunge il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’Università di Padova, “se domani si registrassero 3000 nuovi positivi e poi nei giorni a seguire 3500 ci sarà da preoccuparsi”.
Come a dire, i 2548 nuovi casi – 24 i morti – rilevati oggi rappresentano una sorta di soglia limite oltre la quale la situazione del contagio nel nostro Paese, meno allarmante che in gran parte del resto d’Europa, comincerà a farsi critica.
Poco prima che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte annunciasse la decisione del Governo di chiedere al Parlamento la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021, la Fondazione Gimbe aveva segnalato la presenza di “spie rosse” soprattutto al Centro-Sud, da giorni Campania e Lazio, dove i casi continuano a crescere, sono sotto osservazione. “Dobbiamo cominciare a pensare che esiste una sola Italia. Non è che se Campania e Lazio vanno male, il resto dell’Italia va bene”, avverte Crisanti.
Professore, ha visto l’impennata dei casi in Italia. In Veneto in un solo giorno si registrano 445 nuovi positivi. Il contagio sta ripartendo nella regione che nella prima fase è stata salvata dal suo modello?
Con il Veneto non ho più nulla a che fare. Penso che merito e responsabilità di questa fase debbano prenderseli il governatore Luca Zaia e la sua governance. Detto questo, nella Regione ci sono dei cluster in comunità e dei laboratori che hanno riportato oggi i casi di altri giorni. Sicuramente il Veneto in questa fase non si è distinto come nella prima, ha sempre avuto un numero di casi elevato. Mi auguro, comunque che il dato di oggi rappresenti un’eccezione.
Da settimane aumenti rilevanti si registrano in Campania e Lazio. Rischiano più delle altre?
Ritengo che dobbiamo cominciare a pensare che esiste una sola Italia. Non è che se Campania e Lazio vanno male, il resto dell’Italia va bene.
Dati alti come quelli di oggi – 2548 nuovi casi – non si registravano da fine aprile. Da 8 settimane consecutive crescono contagi e focolai. Che sta succedendo?
Quello che era previsto, ciò che sta succedendo è perfettamente normale. Il virus sfrutta il comportamento sociale dell’uomo per cui, finito il lockdown, riprese gran parte delle attività , più si hanno contatti, più il contagio si diffonde. Se riuscissimo a mantenere i casi a questi livelli nelle settimane e nei mesi prossimi sarebbe un successo senza precedenti. Perchè quelli di oggi non sono i casi di febbraio marzo, non si possono paragonare.
Aumentano anche i numeri dei ricoverati negli ospedali e nelle terapie intensive. Un segnale allarmante?
Sono direttamente proporzionali al numero dei casi, più infetti ci sono più aumenta la probabilità che il virus contagi persone vulnerabili che devono essere ricoverati in ospedale o nei reparti di terapia intensiva.
C’è il rischio di un nuovo lockdown?
Questo rischio si presenterà se i comportamenti non saranno adeguati a contenere la trasmissione del virus e se non riusciremo a tenere testa alla capacità di tracciare e testare tutte le cosiddette catene del contagio. Se, cioè, non si faranno i tamponi a tutte le persone coinvolte in un focolaio.
I numeri di oggi possono essere l’effetto della riapertura delle scuole?
Un pieno effetto del ritorno a scuola lo vedremo intorno al 15 ottobre. Certo, se domani i casi arrivassero a 3000 e dopodomani a 3500 ci sarebbe da preoccuparsi. Riuscire a mantenere i numeri di oggi – quindi intorno a quota 2500 – per due, tre settimane sarebbe un grande risultato.
Oggi anche il numero dei tamponi ha toccato una soglia record: 118.236. Il fisico Giorgio Sestili ha parlato anche di rapporto basso tra nuovi casi e tamponi. È una buona notizia?
Il rapporto basso è un buon indicatore, significa che stiamo utilizzando meccanismi di sorveglianza attiva in maniera efficace. Quando il rapporto è alto vuol dire che non riusciamo a testare abbastanza tutti i contatti.
In diverse Regioni sono state varate ordinanze per l’obbligo di mascherine anche all’aperto. Anche nel Lazio si va verso questa decisione.
Fanno bene.
Servirà a limitare il contagio?
Serve a tenere l’attenzione elevata.
(da “Huffingtonpost”)
argomento: denuncia | Commenta »