Ottobre 15th, 2020 Riccardo Fucile
58 ANNI, PERSONAGGIO A DIR POCO FOLCLORISTICO SI DICHIARA CONTRO “LA LOBBY DEI FROCI” … RAPPRESENTERA’ DEGNAMENTE LA LEGA
La morte di Jole Santelli, eletta presidente della regione Calabria solo il 26 gennaio scorso,
per una lunga malattia che aveva raccontato anche in campagna elettorale, lascia la regione senza il presidente eletto ma non senza una guida.
In attesa delle prossime elezioni, sarà Antonino Spirlì, detto Nino, a guidare la regione.
Vicepresidente e assessore alla Cultura e al Commercio, Nino Spirlì ha 58 anni sul suo profilo si definisce tra le altre cose “Omosessuale a tempo perso e cattolico praticante”.
La figura di Spirlì è salita all’onore delle cronache per le sue prese di posizione non politically correct. “Userò le parole ‘negro’ e ‘frocio’ fino all’ultimo dei miei giorni, in calabrese dico ‘nigru’ per dire negro, non c’è altro modo”.
E ancora, ha attaccato “la lobby frocia, che ti impedisce di chiamare le cose col loro vero nome”.
Quando fu eletto rilasciò la seguente dichiarazione: “Invoco la Benedizione del Signore e mi affido alle amorevoli cure della Santa Vergine Immacolata. E mi impegno a svolgere il mio compito nell’unico interesse della mia gente. Accompagnatemi solo con le Vostre preghiere. Grazie. Dio Vi voglia bene”.
Come si legge sul sito istituzionale della Regione Calabria: “Il Vice Presidente della Giunta regionale svolge funzioni vicarie, sostituendo il Presidente in caso di assenza o impedimento, nell’esercizio dei poteri, delle funzioni e delle prerogative di questi, anche nei rapporti istituzionali presso la Conferenza Stato-Regioni e presso l’Ufficio di Presidenza dei Presidenti delle Regioni. Al Vice Presidente dott. Antonino Spirlì sono altresì delegate le competenze di indirizzo politico nelle seguenti materie:beni culturali; patrimonio storico, artistico ed architettonico;organizzazione delle attività culturali e teatrali; musei,biblioteche, archivi,associazioni culturali;politiche del commercio e dell’artigianato;legalità e sicurezza.”
(da agenzie)
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Ottobre 15th, 2020 Riccardo Fucile
COSENTINA, VULCANICA, ERA UNA TOSTA
Era una tosta Jole Santelli, ruvida a volte, determinata sempre. Lo è stata fino alla fine quando — dopo aver ricevuto il via libera del suo oncologo: “Non solo devi candidarti, devi farcela” — ha vinto con venti punti di distacco la sfida per la sua Regione, la Calabria, e l’ha governata con il consueto piglio.
Minacciando di chiudere i porti agli sbarchi, ma aprendo bar e ristoranti, perchè “oltre al coronavirus conta l’economia”, e invitando a pranzo a casa sua Stefano Bonaccini e gli altri governatori. Menù a base di ‘nduja, gnocchi, salumi e formaggi: “L’unico rischio che corrono è ingrassare”.
Classe 1968, nipote di Giacomo Mancini, Santelli si è avvicinata giovanissima alla politica: un invaghimento socialista su base paterna (con tanto di poster di Claudio Martelli in camera), poi l’iscrizione a Forza Italia nel 1994.
Nel gruppo della prima ora: avvocato di professione, breve specializzazione da penalista, legata a Cesare Previti nel cui studio di via Cicerone fece il praticantato, poi assistente parlamentare di Marcello Pera, suo mentore politico.
Entrata a Montecitorio nel 2001, ci è rimasta per cinque legislature. Tutte dedicate alla giustizia, cavallo di battaglia di Silvio Berlusconi negli anni ruggenti delle leggi ad personam, degli “scudi penali” contro i processi, del Parlamento mobilitato per escogitare cavilli accelera-prescrizione o legittimi impedimenti ritarda-udienze, fino al divieto di appellare le sentenze di assoluzione.
Santelli è stata due volte sottosegretario alla Giustizia. Protagonista di battaglie verbali con le toghe, e soprattutto con l’Anm, che della riforma azzurra (alla fine, mai andata davvero in porto) non volevano saperne.
A Palermo, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, un gruppo di magistrati uscì dall’aula durante il suo intervento, e lei ribattè: “Abbiamo distrutto un sistema che era contro la democrazia ma ci siamo dimenticati di ricostruirla”. A Via Arenula arrivò quando c’era Roberto Castelli, ingegnere leghista diventato Guardasigilli: lui algido e nordico, lei vulcanica e cosentina, raccontano che non fu amore a prima vista. Pazienza: Santelli trascorreva molto tempo in Parlamento, con i colleghi del gruppo azzurro — Gaetano Pecorella, Renato Schifani, Luigi Cesaro, Daniela Santanchè, Mara Carfagna — ad approfondire i dossier.
Alta, occhi e capelli scuri, sempre in tailleur, a volte intimidiva. Tuttavia, sapeva dialogare e tessere rapporti, in buoni rapporti con Angelino Alfano, Beatrice Lorenzin e Maurizio Lupi, fino a diventare una “risorsa” del governo di Enrico Letta, dove occupò — per pochi mesi la casella di sottosegretario al Lavoro. Salvo dare brusche dimissioni quando la scissione degli alfaniani spostò gli equilibri a sinistra: “Io aderisco a Forza Italia e condivido il progetto di Berlusconi”.
Nata a Cosenza (di cui è stata anche vice-sindaco), eletta a Paola, genitori originari di Milito, ha sempre avuto legami stretti con la sua Regione. A volerla governatrice fu Berlusconi in persona, in una delle sue ultime intuizioni politiche: il profilo battagliero di Jole convinse Matteo Salvini — notoriamente incline solo a candidati del suo partito — e travolse lo sfidante Pippo Callipo. Poco tempo fa, si faceva il suo nome come candidato alla guida della Conferenza delle Regioni, che il centrodestra rivendica dopo le ultime Regionali. Segno che la lunga malattia, pur non nascosta, non ne aveva intaccato l’immagine da guerriera. Come, in fondo, aveva sempre voluto.
(da “Huffingtonpost”)
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Ottobre 15th, 2020 Riccardo Fucile
ESPONENTE DI FORZA ITALIA, ERA STATA ELETTA A FEBBRAIO… IL CORDOGLIO DELLA POLITICA
È morta nella notte la presidente della Regione Calabria Jole Santelli. La governatrice di
Forza Italia era nella sua casa di Cosenza dove è stata trovata senza vita questa mattina dalla sorella.
Santelli, che avrebbe compiuto 52 anni a dicembre, era malata di tumore da tempo. Ancora da accertare le cause del decesso. Ogni tentativo di soccorso è stato inutile.
La notizia ha lasciato esterrefatti l’intera regione, il mondo politico calabrese e quello nazionale. Nulla infatti faceva sospettare che le condizioni di salute della presidente fossero compromesse o peggiorate a tal punto.
Al contrario, era stata proprio lei qualche settimana fa a smentire le voci su un presunto aggravamento della malattia, bollandole come “cattiverie” e a riprova aveva tenuto a presenziare a diversi appuntamenti di campagna elettorale in tutta la regione.
“Sono addolorato, eravamo amici da una vita” dice il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, confermando la notizia. ”Jole è stata il mio vicesindaco, mi è stata sempre vicina, una donna di una forza incredibile, non ho parole”.
Santelli, di Forza Italia e fedelissima di Silvio Berlusconi, alle elezioni del 26 gennaio 2020, sostenuta da una coalizione di centrodestra, aveva vinto il confronto con l’imprenditore Pippo Callipo del centrosinistra, conquistando il 55,29% dei consensi dei calabresi diventando la prima donna governatrice della Calabria.
Prima di diventare presidente della Regione, era stata deputata. La prima elezione alla Camera nel 2001. Nella sua carriera politica è stata sottosegretaria al ministero della Giustizia dal 2001 al 2006 nei governi Berlusconi, nonchè sottosegretaria al ministero del Lavoro e delle politiche sociali da maggio a dicembre 2013 nel governo Letta. Laureata all’Università La Sapienza di Roma, era iscritta a Forza Italia dal 1994.
(da agenzie)
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