Gennaio 18th, 2021 Riccardo Fucile
“E’ INACCETTABILE CHE DI FRONTE A UNA TRAGEDIA CHE HA COLPITO MILIONI DI ITALIANI QUALCUNO PENSI A INTERESSI PERSONALI”
“Non partecipo ai lavori del Senato da molti mesi perchè, alla mia età , sono un soggetto a rischio e i
medici mi avevano caldamente consigliato di evitare. Contavo di riprendere le mie trasferte a Roma solo una volta vaccinata, ma di fronte a questa situazione ho sentito un richiamo fortissimo, un misto di senso del dovere e di indignazione civile”.
Lo dice al Fatto Quotidiano la senatrice a vita Liliana Segre, alla vigilia della partenza per Roma per votare ”la mia fiducia al governo. Questa crisi politica improvvisa l’ho trovata del tutto incomprensibile. All’inizio pensavo di essere io che, con la mia profonda ingenuità di persona lontana dalle logiche partitiche, non riuscivo a penetrare il mistero. Poi però ho visto che quasi tutti, sia in Italia che all’estero, sono interdetti, increduli, spesso disgustati”.
”Confesso che il sentimento prevalente che mi muove è proprio quello dell’indignazione – aggiunge la senatrice – Non riesco ad accettare che in un tempo così difficile, in cui milioni di italiani stanno facendo enormi sacrifici e guardano con angoscia al futuro, vi siano esponenti politici che non riescono a fare il piccolo sacrificio di mettere un freno a quello che Guicciardini chiamava il particulare. Tutti i governi del mondo, hanno dovuto procedere per tentativi ed errori. Come anche la scienza, del resto. Quindi è scontato che anche il governo Conte abbia fatto errori. Però mi pare che si debba riconoscere che ha fatto nell’ultimo anno un lavoro gigantesco per reggere l’urto di un’emergenza spaventosa; ed ha ottenuto una svolta storica nelle politiche europee. Ricordo che questo governo è nato allorchè i partiti che lo formarono ritennero di superare le forti divergenze che già allora si manifestavano, perchè occorreva preservare il Paese da gravissimi pericoli. Dunque mi chiedo: ma quei pericoli sono svaniti?”.
(da agenzie)
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Gennaio 18th, 2021 Riccardo Fucile
CACCIA AI VOTI: ALLA CAMERA I SI’ AL GOVERNO POCO SOPRA LA MAGGIORANZA ASSOLUTA DI 316 VOTI, AL SENATO TRA 152 E 156
Inizia la sfida in Aula per il premier Giuseppe Conte dopo la rottura con Matteo Renzi. E sui numeri si naviga a vista. Alle 12 il premier è alla Camera per rilanciare la sua azione di governo e martedì mattina al Senato per il voto decisivo.
Pallottoliere alla mano, i calcoli sono sempre più complicati.
Alla Camera, i sì al governo dovrebbero superare la maggioranza assoluta di 316, ma senza eccedere troppo. I più ottimisti fra i supporter del premier azzardano di poter arrivare a quota 156 voti al Senato ma i numeri certi, al momento, sono 152, con la senatrice Liliana Segre che ha detto che domani sarà a Palazzo Madama in sostegno di Conte.
Per la fiducia, per esempio, serve la metà più uno dei votanti. Per lo scostamento di bilancio, invece, si deve superare la soglia dei 161 voti. Palazzo Madama conta 321 membri, anzi 320 perchè il presidente non vota. Insomma, i calcoli si sprecano ma i numeri sono ancora piuttosto incerti. Sono giornate di colpi di scena e nessuno dà niente per scontato
I numeri alla Camera
La prima prova oggi è alle 12 a Montecitorio dove, fatta esclusione di malattie e assenze per altri motivi, la maggioranza può contare sui 191 voti del M5s, sui 92 del Pd e sui 12 di Leu, più quelli di Michela Rostan (renziana ma che proprio ieri ha annunciato che voterà a favore del governo) e di Vito De Filippo, che è uscito da Iv per tornare al Pd. Ci sono poi i deputati del gruppo Misto: al momento, fra loro i pro-governo vengono calcolati fra 18 e 21. Si arriverebbe così a 315-318. La maggioranza assoluta di 316 (315 se si toglie Pier Carlo Padoan, presidente designato di Unicredit, che ha lasciato la Camera senza essere sostituto) potrebbe essere superata con slancio maggiore se arrivassero nuove adesioni da quella decina abbondante di deputati del gruppo Misto non ancora schierata, che la maggioranza cercherà fino all’ultimo di arruolare. Fra loro c’è, per esempio, il voto favorevole dell’ex ministro Lorenzo Fioramonti.
I numeri al Senato
Al Senato la maggioranza assoluta è di 161 voti. I sicuri in sostegno di Conte al momento sono 151-152, un cifra data dalla somma dei senatori del M5s (92), del Pd (35), del Maie-Italia 23 (4), di Leu (6) e delle Autonomie (8). A cui si aggiungono il senatore a vita Mario Monti e i costruttori: Sandra Lonardo (ex FI, moglie di Mastella), gli ex M5s Maurizio Buccarella e Gregorio de Falco. E poi Sandro Ruotolo (Misto). Il conto include anche Riccardo Nencini (del Psi che ha dato il simbolo a Renzi per la formazione del gruppo Italia viva al Senato). La senatrice a vita Liliana Segre ha fatto sapere che domani ci sarà e voterà la fiducia a Conte “per senso di dovere e indignazione civile”. Si potrebbe arrivare a 156 se fossero presenti in aula anche gli altri senatori a vita Renzo Piano e Carlo Rubbia. E se i costruttori riuscissero a prendere anche gli ex cinquestelle Lello Ciampolillo e Luigi di Marzio. Iv come ha annunciato dovrebbe astenersi.
(da “La Repubblica”)
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