Gennaio 7th, 2021 Riccardo Fucile
32 ANNI, COMPLOTTISTA, NEGAZIONISTA, RAZZISTA CON LARGO SEGUITO SUI SOCIAL
Si fa chiamare lo “Sciamano di QAnon”. Jake Angeli, 32 anni, l’aspirante attore e performer
dal cognome italiano, è uno dei volti dell’assalto di Washington.
Assieme all’uomo con i piedi sul tavolo della speaker Nancy Pelosi – quello che in una cartellina ha lasciato scritto “Noi non ci arrenderemo” – lo “sciamano” vestito da nativo americano con le corna da bisonte, lascerà sicuramente un’impronta nella giornata più nera della storia d’America degli ultimi decenni.
Angeli, che vive a Phoenix, è un personaggio molto noto negli ambienti dell’ultradestra complottista americana. In prima linea in Arizona nelle manifestazioni contro “l’elezione rubata”, è convinto che il mondo sia guidato da una rete di pedofili che odiano il suo idolo: il presidente Donald Trump.
E non manca mai di gridarlo o di scriverlo sui social dove pare abbia un enorme consenso. Qualche mese fa si era già reso protagonista di un’altra protesta durante la quale aveva parlato alla folla esponendo – come sempre – le numerose credenze della setta complottista QAnon
ake Angeli è stato il primo ieri a penetrare alla guida di un drappello di suoi “fedelissimi” all’interno dell’aula del Congresso prendendo il posto destinato al vice presidente americano Mike Pence.
E non è la prima volta che si presentava vestito in quel modo, meritandosi il soprannome di battaglia. Nel 2020, per esempio, si era reso protagonista di una protesta in Arizona dove ha esposto in maniera convinta le numerose credenze della setta complottista QAnon.
La sua storia recente, come ormai è tradizione, emerge anche dalle sue pagine social. A inizio novembre, per esempio, aveva partecipato alle manifestazioni di Maricopa insieme al noto complottista americano Alex Jones. Poi, il 30 novembre, aveva pubblicato le sue foto durante una “finta udienza” tenuta da Rudolph Giuliani: “Con onore sono tra tanti fantastici patrioti” aveva scritto “gratificato” da centinaia e centinaia di like.
Ma Angeli è solo uno dei tanti personaggi di questa rivolta. La donna morta in Campidoglio, probabilmente uccisa da un proiettile esploso dalla polizia, è la veterana dell’Aeronautica Ashli Babbitt: su Twitter si faceva chiamare CommoashSense e anche lei, secondo qualto ha riferito il marito, era una sostenitrice di QAnon.
Nelle strade di Washington sono stati fotografati i Proud Boys e i Boogaloo, altri gruppi dell’ultradestra ben noti negli Usa, ma anche esponenti dei vecchi Tea Party come Kylie Jane Kremer e leader di gruppi anti-mascherine e negazionisti del Covid. Un mix esplosivo che, davanti a Capitol Hill, è deflagrato nella drammatica protesta che ha incollato tutto il mondo davanti a siti e televisioni.
(da “La Repubblica”)
argomento: criminalità | Commenta »
Gennaio 7th, 2021 Riccardo Fucile
13 FERITI E 52 ARRESTI IL BILANCIO PROVVISORIO DELL’ASSALTO TERRORISTICO ALLA DEMOCRAZIA USA
Quattro morti, 13 feriti e 52 arresti: è il bilancio provvisorio degli scontri nella manifestazione di protesta dei fan di Donald Trump nella capitale, secondo la polizia.
Il capo della polizia metropolitana di Washington Dc, Robert J. Contee, ha precisato che gli arresti sono stati 52 e che hanno partecipato alle marcia di Washington “Save America” circa 45.000 persone.
Degli arresti, 47 sono stati effettuati per le violazioni del coprifuoco e ingresso illegale. Quattro per possesso di pistole senza licenza e un’altra persona è stata arrestata per possesso di armi proibite.
Le autorità hanno anche recuperato una bomba artigianale dal Comitato nazionale democratico e un’altra bomba dal Comitato nazionale repubblicano. Sul terreno del Campidoglio degli Stati Uniti sono stati recuperati anche un refrigeratore di un veicolo insieme a una lunga pistola che includeva anche molotov.
Le quattro vittime comprendono la donna raggiunta da un colpo di pistola a Capitol Hill. La polizia ha confermato che sono stati rinvenuti ordigni esplosivi davanti al quartier generale sia del Dnc (Democratic National Convention) e sia dell’Rnc (Republican National Convention). E’ stato inoltre individuato un veicolo vicino al Congresso con un fucile e molotov.
(da agenzie)
argomento: criminalità | Commenta »
Gennaio 7th, 2021 Riccardo Fucile
CHIESTA L’APPLICAZIONE DEL 25° EMENDAMENTO: “NON E’ MENTALMENTE SANO E NON E’ IN GRADO DI DIFENDERE LA NOSTRA DEMOCRAZIA”
La Commissione giudiziaria della Camera Usa ha chiesto al vicepresidente Mike Pence di
invocare il 25/mo emendamento per rimuovere il presidente uscente degli Stati Uniti Donald Trump dalla Casa Bianca, dopo l’assalto al Capitol Hill e a due settimane dall’insediamento del presidente eletto Joe Biden.
E’ quanto fa sapere sul suo profilo Twitter il deputato democratico David Cicilline; la lettera è stata firmata anche da altri 18 parlamentari. Vi si legge che il presidente Trump “ha confermato di non essere mentalmente sano e ancora incapace di accettare i risultati delle elezioni del 2020”
“Per il bene della democrazia – hanno scritto i deputati a Pence – vi esortiamo con forza a invocare il 25/mo emendamento e iniziare il processo di rimozione del presidente Trump: ha dimostrato più volte di non essere adatto a proteggere la nostra democrazia e a svolgere i suoi compiti”.
(da agenzie)
argomento: criminalità | Commenta »
Gennaio 7th, 2021 Riccardo Fucile
PENCE: “LA VIOLENZA NON VINCE MAI”… MCCONNELL: “HANNO CERCATO DI DISTRUGGERE LA NOSTRA DEMOCRAZIA, MA HANNO FALLITO”… DA PIU’ PARTI SI CHIEDE LA RIMOZIONE IMMEDIATA DI TRUMP
Dopo l’assalto al Congresso da parte dei supporter di Donald Trump secondo cui le elezioni erano truccate, Camera e Senato Usa hanno bocciato tutti i ricorsi e hanno certificato l’elezione di Joe Bide alla Casa Bianca.
Mentre a Washington è stato dichiarato lo stato d’emergenza fino al 21 gennaio, alla Casa Bianca continua a circolare sempre più insistente la voce di un’ipotesi di rimozione immediata di Donald Trump.
Aprendo la seduta per certificare la vittoria di Joe Biden, Mike Pence ha condannato l’assalto dei sostenitori di Donald Trump. “Non avete vinto, la violenza non vince mai”, ha detto.
“Hanno cercato di distruggere la nostra democrazia, ma hanno fallito”. Lo afferma il leader dei repubblicani in Senato, Mitch McConnell, parlando di “falsa insurrezione”, di una “ribellione armata” che però non impedirà al Senato di fare il suo lavoro. “Gli Stati Uniti non saranno intimiditi”, ha continuato, assicurando che non si inchinerà all’illegalit�
L’ipotesi della rimozione di Trump
Il Washington Post chiede che la responsabilità di questo atto di insurrezione ricada sul “presidente, che ha mostrato di rappresentare un grave minaccia alla democrazia”: “Ha causato l’assalto al Congresso. Deve essere rimosso”. Trump “non è adatto a restare in carica per i prossimi 14 giorni. Ogni secondo che mantiene i vasti poteri della presidenza è una minaccia all’ordine pubblico e alla sicurezza nazionale”, aggiunge il board editoriale del Washington Post. “Trump è una minaccia e fino a quando resterà alla Casa Bianca il paese sarà in pericolo”, osserva il Washington Post.
L’ipotesi di invocare il 25/o emendamento per rimuovere Donald Trump si sta rafforzando nel gabinetto del presidente.
Lo riporta Cbs citando alcune fonti, secondo le quali l’idea è in discussione all’interno della Casa Bianca ma non è stata ventilata al vicepresidente Mike Pence. Il 25/o emendamento della Costituzione prevede che il vicepresidente prenda i poteri nel caso il presidente muoia, si dimetta o sia rimosso dal suo incarico. A differenza dell’impeachment, dunque, consente di rimuovere il presidente senza che sia necessario elevare accuse precise. Tanto che il consigliere alla sicurezza nazionale di Donald Trump, Robert O’Brien, e il suo vice Matt Pottinger, stanno valutando le dimissioni dopo le violenze in Congresso.
Anche il potente senatore repubblicano Lindsey Graham volta le spalle a Donald Trump, di cui è stato uno stretto alleato. “Io e Trump abbiamo avuto fatto un bel viaggio. Mi dispiace che finisca così ma oggi tutto ciò che posso dire è ‘non contare su di me’. Quando è troppo è troppo. Ho provato ad essere utile”, ha detto in Senato, affermando che Joe Biden e Kamala Harris “sono stati eletti legalmente e diventeranno presidente e vicepresidente”.
Il sindaco di Washington Muriel Bowser, dopo l’irruzione a Capitol Hill, con i manifestanti che hanno sfondato i cordoni di sicurezza e hanno fatto irruzione nel palazzo che ospita Camera e Senato Usa, estende l’emergenza pubblica nella capitale americana per 15 giorni, ovvero fino al 21 gennaio, il giorno successivo al giuramento di Joe Biden. Resta in vigore anche il coprifuoco.
È battaglia anche sul fronte dei social. Facebook blocca Donald Trump per 24 ore. Lo riportano i media americani. Il blocco del social di Mark Zuckerberg segue quello simile di 12 ore deciso da Twitter. Zuckerberg, secondo le ricostruzioni di Axios, avrebbe definito la situazione a Washington un'”emergenza” e, in una email ai dipendenti, ha assicurato che si stavano valutando altre misure per tenere la gente al sicuro.
(da agenzie)
argomento: criminalità | Commenta »
Gennaio 6th, 2021 Riccardo Fucile
BORIS JOHNSON: “SCENE VERGOGNOSE”… GERMANIA: “TRUMP CALPESTA LA DEMOCRAZIA”… FRANCIA: “IL VOTO DEL POPOLO VA RISPETTATO”
Incredulità e preoccupazione da Parigi a Berlino: è unanime la condanna internazionale agli scontri di
Washington.
Boris Johnson: “Scene vergognose”
“Scene vergognose all’interno del Congresso degli Usa”. Lo scrive Boris Johnson condannando l’irruzione dei sostenitori di Donald Trump. “Gli Stati Uniti sono un simbolo di democrazia nel mondo ed è vitale ora che ci sia un passaggio di poteri ordinato e pacifico”
La reazione tedesca
Stessa reazione dalla Germania: “Trump e i suoi sostenitori dovrebbero finalmente accettare la scelta degli elettori americani e smetterla di calpestare la democrazia” scrive su Twitter il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas
La condanna francese
Immediata presa di posizione della Francia attraverso il ministro degli Esteri Jean-Yves Le Drian: “La violenza contro le istituzioni americane è un grave attacco alla democrazia. a volontà e il voto del popolo americano devono essere rispettati”.
Olanda: “Trump, riconosci Biden presidente”
“Immagini orribili da Washington Dc. Caro Donald Trump riconosci oggi Joe Biden come prossimo presidente”. Lo ha scritto in un tweet il premier olandese, Mark Rutte.
Il tweet del premier italiano Giuseppe Conte arriva poco dopo le 22,30 “Seguo con grande preoccupazione quanto sta accadendo a Washington. La violenza è incompatibile con l’esercizio dei diritti politici e delle libertà democratiche. Confido nella solidità e nella forza delle istituzioni degli Stati Uniti”.
Il leader di Cambiamo e Presidente della Liguria, Giovanni Toti fa autocritica: “Desolante spettacolo in America. In democrazia i risultati si accettano, anche se non si condividono. Avrei votato per Trump. Oggi mi tocca dire: sbagliando”.
Nel centrosinistra Nicola Zingaretti osserva che quelle di Washington sono “immagini drammatiche, che mai avremmo pensato di vedere. Tutti a difesa e vicini alla forza della democrazia americana, per difenderla da questi fatti gravi. Il riconoscimento del voto popolare e degli avversari politici va sempre rispettato. E’ la dimostrazione di dove portano gli estremismi: queste scene – aggiunge il segretario dem – sono figlie di chi ha voluto soffiare sul fuoco per mesi. Vicinanza alla democrazia americana”.
(da agenzie)
argomento: Europa | Commenta »
Gennaio 6th, 2021 Riccardo Fucile
SE FOSSERO STATI MANIFESTANTI DI COLORE LA POLIZIA AVREBBE GIA’ SPARATO RAFFICHE DI MITRA … IL CAPOCLAN E IL FIGLIO ANNUNCIANO UN PARTITO PERSONALE DELL’EVERSORE
Migliaia di sostenitori di Donald Trump si sono radunati a Washington in una delle manifestazione più accese contro i risultati delle presidenziali del 3 novembre, convocata proprio nel giorno in cui il Congresso si prepara a ratificare formalmente la vittoria del presidente eletto Joe Biden.
“Non ci arrenderemo mai, non concederemo mai” la vittoria, ha detto davanti a loro Trump, ma la realtà è che le ultime ore sono fra le più nere del presidente.
Con la probabile vittoria democratica in entrambi i seggi del Senato per cui si è votato ieri in Georgia e il rifiuto del vicepresidente Mike Pence di forzare la mano al Congresso perchè non certifichi la vittoria di Biden, i suoi giorni alla Casa Bianca sono ormai contati. Il 20 gennaio Biden giurerà da presidente.
Evacuati edifici Capitol, scontri con la polizia al grido di “Fight for Trump”
Mentre è in corso la speciale sessione plenaria per la certificazione della vittoria di Joe Biden sono stati evacuati alcuni edifici del Congresso. I sostenitori di Trump hanno marciato verso il Campidoglio, anche sfondando le barricate della polizia, al grido di “Fight for Trump”. Secondo Fox News, vi sarebbe stato un allarme bomba. La polizia ha ordinato l’evacuazione degli edifici della Camera, del Madison Building e della Madison Library of Congress.
Deputati e senatori fedeli a Trump si oppongono alla ratifica dei voti
Senatori e deputati fedeli a Trump si sono opposti alla ratifica dei voti dei grandi elettori dell’Arizona, dopo che quelli dell’Alabama e dell’Alaska sono stati certificati. A presentare l’opposizione è stato il senatore repubblicano Roy Blunt. L’obiezione fa sì che la sessione congiunta del Congresso venga interrotta, con la Camera e il Senato che tornano nelle rispettive aule per una discussione che può durare fino a due ore. Nel corso del processo di ratifica sono attese diverse interruzioni analoghe, almeno per gli Stati di Georgia e Pennsylvania.
Pence volta le spalle a Trump
Ma per Trump il destino sembra ormai segnato, e l’ultimo colpo gli è arrivato dal suo numero due. “La presidenza appartiene agli americani. Non ritengo che i padri fondatori volessero investire il vicepresidente con l’autorità unilaterale di decidere quali voti devono essere contati e quali no”, ha fatto sapere Mike Pence in una nota. Il vicepresidente di fatto ha respinto così l’invito a capovolgere il risultato elettorale in Congresso.
Il “no” di McConnell: “Invertire il voto sarebbe una spirale mortale”
Lo stesso ha fatto Mitch McConnell, potente leader repubblicano del Senato. “Gli elettori, i tribunali e gli Stati hanno tutti parlato: se decidessimo contro di loro, mineremmo la nostra repubblica per sempre”, sarebbe “una spirale mortale”, ha detto al Congresso riunito in seduta congiunta, respingendo anch’egli la richiesta di Trump di non certificare la vittoria di Biden.
Trump: “Ci hanno rubato anche i ballottaggi in Georgia”
Nel comizio tenuto prima dell’inizio dei lavori del Congresso, Trump ha denunciato che anche i ballottaggi in Georgia per il Senato vinti dai dem sono stati “rubati”, “truccati”. “Questa volta è andata un po’ meglio perchè avevamo più occhi per controllare le elezioni ma sono riusciti a truccarle lo stesso”, ha detto. “E’ la fine del partito repubblicano, non la nostra” ha aggiunto sancendo lo strappo dal Grand Old Party.
L’appello di Donald Jr.
A certificare lo strappo fra il presidente e il suo partito il figlio primogenito di Trump, Donald Junior, parlando alla marcia di Washington. “Questa manifestazione dovrebbe mandare (al Gop)un messaggio: questo non è più i loro partito repubblicano. Questo è il partito repubblicano di Donald Trump. Questo è il partito repubblicano che metterà l’America al primo posto”.
Biden sceglie Garland per guidare la Giustizia
Intanto Biden ha scelto Merrick Garland come suo Procuratore Generale, figura equivalente al ministro della Giustizia. Lo riferiscono fonti ben informate all’Associated Press. Si tratta di una rivincita per l’ex presidente della Corte d’Appello del Distretto di Columbia, che era stato nominato alla Corte Suprema da Barack Obama nella primavera 2016 per sostituire il defunto Antonin Scalia, icona della giurisprudenza conservatrice. Il Senato a guida repubblicana si era rifiutato persino di concedere l’audizione a Garland e discuterne la nomina, ritenendo che il successore di Scalia avrebbe dovuto essere nominato dal presidente che sarebbe stato eletto alla fine dell’anno.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Gennaio 6th, 2021 Riccardo Fucile
L’EX GOVERNATORE REPUBBLICANO DELLA CALIFORNIA: “TRUMP STA DISTRUGGENDO SECOLI DI PRINCIPI E VALORI AMERICANI”… “IL SEGRETARIO DI STATO REPUBBLICANO DELLA GEORGIA CHE HA RESPINTO LE SUE MINACCE E’ UN EROE”
Donald Trump è rimasto con pochi amici, la maggior parte fanno parte del fronte QAnon. Anche il suo
partito repubblicano l’ha scaricato ripetutamente — pubblicamente o con azioni decise che indicavano il loro disimpegno -, così come il Washington Post, che gli aveva tirato la volata fino al voto delle Presidenziali Usa 2020 (e anche nei giorni successivi).
Una guerra senza prove, già smentita dai vari tribunali che hanno rigettato i suoi ricorsi per brogli che non sono mai avvenuti (lo dicono gli stessi giudici, i procuratori chiamati in causa e anche i referenti del suo partito). E questa pantomima continua ha fatto perdere la pazienza anche a uno dei volti più noti del fronte repubblicano: ed ecco Arnold Schwarzenegger contro Trump.
L’attore, ex governatore (eletto proprio con i Repubblicani) della California per due mandati (dal 2003 al 2011), ha scritto una lettera pubblicata sul noto quotidiano The Economist in cui si scaglia, senza mezzi termini, contro il Presidente uscente degli Stati Uniti. E utilizza parole forti. Lui di cinema se ne intende e sottolinea come l’atteggiamento di Trump abbia di gran lunga superato il confine tra la finzione e la realtà .
«Non c’è alcun dubbio su chi abbia vinto le elezioni. Proseguire con questa farsa è stupido, folle e nocivo — tuona Arnold Schwarzenegger contro Trump -. Le sue azioni puntano a distruggere la fiducia nelle elezioni, gettando finestra secoli di principi americani. Tutto ciò deve essere accolto con una condanna universale di tutti i leader politici, a prescindere dal loro partito». Questa la frase clou pronunciata dall’attore ed governatore repubblicano dalla California. Ma nella sua lettera al The Economist sottolinea anche altri aspetti.Schwarzenegger sottolinea come il comportamento tenuto da Trump — non ammettere la sconfitta nonostante le evidenze, anche processuali, e parlare di complotti e presunte frodi senza prove (e oltretutto smentite) — sia del tutto «anti americano». Insomma, il Presidente uscente è tutt’altro che un eroe. Questa etichetta, invece, la dedica a Brad Raffensperger, segretario di Stato Repubblicano in Georgia che si è opposto alle pressioni del quasi ex inquilino della Casa Bianca.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Gennaio 6th, 2021 Riccardo Fucile
“QUI C’E’ LOCKDOWN, PERMESSI SOLO VIAGGI ESSENZIALI, LE REGOLE VALGONO ANCHE PER IL SIGNOR TRUMP”
Non è ancora chiaro cosa abbia intenzione di fare Donald Trump il 20 gennaio, giorno dell’insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca.
Di sicuro c’è che sta cercando di evitare in tutti i modi di partecipare alla cerimonia per il passaggio di consegne e l’ultima trovata, rivelano i media scozzesi, è stata quella di organizzare un viaggio, proprio il 19 del mese, nel suo golf club scozzese.
Ma a rovinargli i piani ci ha pensato la first minister del governo locale, Nicola Sturgeon: “Al momento non permettiamo a nessuno di venire dall’estero, salvo che per viaggi essenziali, una regola che si applica a chiunque. E venire a giocare a golf non è una ragione che io considererei essenziale”, ha detto nel corso di una conferenza stampa.
Dalla Casa Bianca non non sono ancora state rese note le intenzioni del presidente, ma secondo indiscrezioni di stampa l’aeroporto di Prestwick, vicino al club del presidente, è stato messo in allerta dell’arrivo di un Boeing 757 militare americano il 19 gennaio.
Si tratta di un velivolo talvolta usato da Trump per i suoi spostamenti. È più piccolo del Boeing 747-200B, l’Air Force One, e viene usato più spesso dal vicepresidente e dalla first lady.
A rafforzare le voci sulla presenza del presidente ci sarebbero anche alcuni avvistamenti di velivoli di sorveglianza militare statunitensi intorno a Turnberry per una settimana a novembre: “Di solito è il segno che Trump rimarrà da qualche parte per un lungo periodo”, ha dichiarato una fonte anonima.
Il tycoon, che ancora non ha accettato la sconfitta alle elezioni presidenziali del 3 novembre, ha annunciato che non parteciperà alla cerimonia ufficiale con il passaggio di consegne definitivo e, secondo alcune voci, il 20 gennaio potrebbe annunciare la sua candidatura alla presidenza per il 2024.
Ma a rovinargli i piani ci ha pensato Sturgeon, da sempre politicamente ostile al presidente uscente degli Usa. Sollecitata a rispondere su questa illazione durante una conferenza stampa, la premier scozzese ha specificato che l’ipotesi che Donald Trump possa spostarsi in Scozia una volta detto addio alla Casa Bianca è del tutto fuori questione, ricordando che la Scozia, come l’Inghilterra, è entrata di nuovo in lockdown a causa dell’ultima impennata dei contagi da Covid e che quindi può ammettere l’ingresso solo di viaggiatori in arrivo dall’estero per “ragioni essenziali”. “Non ho idea se Donald Trump abbia programmi di viaggio — ha tagliato corto la first minister -, ma al momento noi non permettiamo a nessuno di venire dall’estero salvo che per viaggi essenziali, una regola che si applica a chiunque”.
(da agenzie)
argomento: Costume | Commenta »
Gennaio 6th, 2021 Riccardo Fucile
ERA SCOMPARSA DA TRE ANNI… UN BOSS AVEVA MESSO GLI OCCHI SUI SUOI TERRENI
Uccisa e data in pasto ai maiali o fatta a pezzi con un trattore per far sparire ogni traccia del suo corpo.
Secondo il pentito Antonio Cossidente, sarebbe stata questa la tragica fine di Maria Chindamo, imprenditrice di Laureana di Borrello, nel reggino. Ufficialmente è scomparsa da tre anni, ma investigatori e familiari da tempo ne sono certi. È una delle tante vittime di lupara bianca, “gli spariti”, ammazzati e sepolti in tombe senza nome, privando i familiari anche di spoglie su cui piangere.
A condannarla ad una fine senza storia — ha rivelato il pentito Cossidente — sarebbe stato Salvatore Ascone “U pinnularu”, narcotrafficante nell’orbita del clan Mancuso e vicino di casa di Chindamo, qualche anno fa arrestato per aver manomesso il sistema di videosorveglianza nella proprietà della donna proprio la sera prima della sua sparizione.
Per lui, inquirenti e investigatori avevano ipotizzato un ruolo — ma non da protagonista — in quella scomparsa, che più probabilmente ritenevano legata ad una vendetta della famiglia dell’ex compagno della donna, morto suicida dopo essere stato lasciato.
Adesso però emergono altre motivazioni che potrebbero aver armato la mano del killer. Sui terreni della vittima — ha rivelato Cossidente nel corso di un interrogatorio del 7 gennaio 2020 anticipato dalla testata “Il Vibonese” – Ascone aveva da tempo messo gli occhi. Ma l’imprenditrice non aveva mai avuto l’intenzione di cederglieli, alle sue pretese avrebbe sempre detto no. E quel rifiuto lo avrebbe pagato con la vita.
Tutti dettagli che il pentito ha appreso da Emanuele Mancuso, primo collaboratore di giustizia del potente casato mafioso di Limbadi, che con lui era entrato in confidenza in uno dei momenti più delicati del suo percorso.
Da mesi i familiari facevano pressione perchè facesse un passo indietro, “lo minacciavano sulla bambina — spiega Cossidente – dicendogli che doveva ritrattare altrimenti non gliela avrebbero più fatta vedere”. I tentacoli del clan, che in quei mesi tentava di mettersi al riparo dalle rivelazioni della sua prima “gola profonda”, si erano allungati fin dentro al carcere, dove anche alcuni detenuti avevano avvicinato Mancuso per convincerlo ad un passo indietro.
Incontri — racconta Cossidente — che lo lasciavano estremamente turbato. “Ricordo che io gli preparavo il caffè, fumava come un turco perchè lui non voleva collaborare più, perchè diceva: “Non mi fanno vedere la bambina, mi minacciano, mettono in mezzo la bambina che non c’entra niente, per me è la cosa più bella della mia vita”. E toccava a lui, pentito da oltre dieci anni, convincerlo a resistere a quelle pressioni, armi fra le più comuni usate dai clan per minare i percorsi di collaborazione di chi decide di saltare il fosso. Ed è nel corso di una di queste lunghe chiacchierate che Mancuso gli avrebbe rivelato nuovi particolari sulla morte dell’imprenditrice.
“Mi disse che per la scomparsa della donna, avvenuta qualche anno fa, c’era di mezzo questo Pinnolaro che voleva acquistare i terreni della donna, in quanto erano confinanti con le terre di sua proprietà ”. Per Ascone era un ostacolo e avrebbe ordito un vero e proprio piano per rimuoverlo, facendo per di più ricadere i sospetti su altri. “Emanuele — si legge nei verbali di interrogatorio di Cossidente – mi ha detto che in virtù di questo l’ha fatta scomparire lui, ben sapendo che se le fosse successo qualcosa, la responsabilità sarebbe certamente ricaduta sulla famiglia del marito della donna, poichè l’uomo dopo che si erano lasciati, si era suicidato”. L’obiettivo era uno: “entrare in possesso di quei terreni”. I metodi per distruggere ogni traccia, barbari. “Mi disse che la donna venne fatta macinare con un trattore o data in pasto ai maiali” riferisce il pentito.
Dichiarazioni che in parte coincidono con quelle di Mancuso, che con i magistrati a lungo ha parlato dell’ingordigia di Ascone. “Lui — ha raccontato – aveva interesse ad acquisire i terreni di proprietà dei vicini e, per timori circa possibili misure di prevenzione nei suoi confronti, era solito pagarli prima in contanti, per evitare la tracciabilità dei pagamenti, lasciarli formalmente intestati agli originari proprietari, per acquisirli successivamente attraverso l’usucapione”.
Se in quelle dichiarazioni ci fossero riferimenti alla tragica fine di Maria Chindamo, non è dato sapere. I verbali del pentito sono ancora coperti da larghi omissis. Ma quanto anticipato da Cossidente di certo apre nuove piste utili forse per fare luce sulla fine dell’imprenditrice e permettere ai familiari di trovare pace e perchè.
(da agenzie)
argomento: mafia | Commenta »