Maggio 24th, 2021 Riccardo Fucile
CONTE 34,7%, DRAGHI 32,8%, MELONI 21,3%, SALVINI 19%
Mario Draghi promosso dopo i primi 100 giorni da capo del Governo nei
sondaggi politici. È quanto emerge da alcuni dei risultati del sondaggio realizzato dall’istituto di ricerca Quorum/YouTrend per Sky TG24 diffuso oggi dal canale all news.
Fra i ministri dell’esecutivo, quello più apprezzato è il ministro della Salute Roberto Speranza. Mentre Giuseppe Conte e l’attuale premier sono ai primi due posti, con l’ex presidente del Consiglio di due punti sopra l’attuale.
Nel dettaglio, il 50,6% degli intervistati riconosce all’ex banchiere centrale di aver fatto un buon lavoro, il 27,6% non sa giudicare o non risponde mentre il 21,8% ha espresso un giudizio negativo.
Per quanto riguarda i singoli ministri, il responsabile del dicastero della Salute, Roberto Speranza, è quello il cui operato ha ottenuto il gradimento maggiore (29%), seguito dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio (13,1%) e quello della Cultura Dario Franceschini (10,5%).
Al 10,2% la ministra della Giustizia Marta Cartabia, al 9,6% Giancarlo Giorgetti a capo dello Sviluppo economico, mentre è all’8,7% l’apprezzamento per Luciana Lamorgese degli Interni.
Seguono il ministro del Lavoro Andrea Orlando (6,5%), quello dell’Economia Daniele Franco (3,9%); mentre il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e quello delle Politiche agricole e forestali Stefano Patuanelli sono entrambi al 3,5%.
La classifica dei sondaggi di gradimento
Invece, fra le figure politiche il cui comportamento è stato maggiormente apprezzato negli ultimi mesi, Giuseppe Conte (34,7%) e Mario Draghi (32,8%) occupano i primi due posti. Seguono Giorgia Meloni (21,3%), Matteo Salvini (19%), Roberto Speranza (13,3%), Luigi di Maio (9,6%), Nicola Zingaretti (7,2%), Enrico Letta (6,4%) e Silvio Berlusconi (5,5%)
Dopo la partenza del piano di distribuzione dei vaccini contro il Covid, sanità, sostegni ed economia sono le sfide considerate decisive per il Governo nei prossimi mesi dal campione complessivo, mentre scuola e immigrazione sono in fondo.
Anche il capitolo riaperture ha un grande rilievo se si sommano quelle delle attività commerciali e delle scuole.
Quindi, fra le priorità che il Governo dovrebbe porsi la Sanità è al 21,7%; il sostegno alle imprese e al mondo del lavoro al 17,9%; la lotta alla povertà e alla disoccupazione (17,4%); il taglio alle tasse (12,7%); le riaperture delle attività commerciali (11,9%); la costruzione di infrastrutture e grandi opere ecologicamente sostenibili (6,3%); la riapertura di scuole e università (4,4%); l’immigrazione (5,%).
Si rileva come le priorità cambino in base al partito di riferimento: per esempio, tra gli elettori del Pd e del M5S la Sanità è prioritaria (rispettivamente al 58% e al 56,5%) rispetto agli elettori di Lega (34%) e Fdi (32%), mentre il rapporto è inverso sul tema immigrazione (50% per gli elettori leghisti e 29% per gli elettori di Giorgia Meloni; 6,6% per gli elettori del PD e 10,5% per quelli del M5s).
(da agenzie)
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Maggio 24th, 2021 Riccardo Fucile
CALANO LEGA E PD, SALGONO FDI E M5S
I sondaggi politici di Euromedia Research illustrati oggi da Alessandra Ghisleri su La Stampa dicono che Fratelli d’Italia raggiunge la seconda piazza ed è a meno di due punti dalla Lega. Mentre il Partito Democratico sorpassa il MoVimento 5 Stelle. E il metodo Draghi sulle riaperture convince gli italiani.
La rilevazione di Euromedia Research dice che il campione di Ghisleri mostra 4 partiti concentrati in meno di 5 punti percentuali: Lega 21,1%, FdI 19,0%, Pd 18,8% e M5S
16,5%. Un quadro inedito con il 34,9% di astensione.
La distanza tra i primi 4 partiti e il resto del panorama politico si consuma in una distanza di più di 8 punti percentuali, per incontrare Forza Italia al 7,7%. Tutti gli altri partiti rilevano percentuali al di sotto del 5,0%.
Nel dettaglio, la Lega è al 21,1% e perde lo 0,2% mentre Fdi è al 19 e guadagna un punto e mezzo. Poi c’è il Partito Democratico che perde lo 0,2% ed è al 18,8% mentre il M5s guadagna lo 0,8% e approda al 16,5%.
Forza Italia è al 7,7%, Liberi e Uguali al 3,8% e Azione di Carlo Calenda al 3,3%. La Federazione dei Verdi arriva al 2,5% mentre Italia Viva di Matteo Renzi è al 2,1%.
Poi c’è +Europa all’1,5% (che perde lo 0,4%)
(da agenzie)
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Maggio 24th, 2021 Riccardo Fucile
CENTRODESTRA 43%, CENTROSINISTRA 40%, M5S 15%….. PRIMO PARTITO PD 26%, POI FDI 22%
In autunno si voterà per il rinnovo dell’amministrazione capitolina. Ancora non
sono stati definiti tutti i nomi che scenderanno in campo per il futuro del Campidoglio: il Movimento 5 Stelle – dopo alcuni tentennamenti – ha deciso di puntare tutto (di nuovo) su Virginia Raggi; il Centrosinistra passerà dalle primarie interne; il centrodestra ancora deve ufficializzare i nomi. Poi c’è l’incognita Carlo Calenda.
Questi i principali nomi (non sono tutti perché la platea sarà più ampia) della corsa alla poltrona a sindaco della capitale e i sondaggi Roma effettuati da Tecnè per AdnKronos mostrano una bocciatura da parte dei cittadini nei confronti dell’amministrazione uscente.
Il 70% dei cittadini romani esprimono un giudizio negativo, il 28% positivo (mentre il 2% non si esprime).
E’ quanto emerge dal ‘Rapporto Roma, verso le elezioni comunali’ realizzato da Tecnè per Adnkronos.
Il sondaggio prende in considerazione cinque aree della Capitale: il dato più alto tra i giudizi negativi a Roma sud con il 73% (26% positivi), a seguire Roma ovest con il 71% (27% positivi), Roma Est e Roma centro con il 68% (29% negativi) e Roma nord con il 66% (31% positivi).
In attesa di conoscere i nomi di tutti i candidati, i sondaggi Roma offrono anche uno spaccato sulla direzione che potrebbe prendere la capitale con le prossime elezioni, in programma ad autunno.
Il centrodestra è accreditato di consensi pari al 43%, il centrosinistra attorno al 40% e il M5S si fermerebbe al 15%.
Il Partito Democratico resterebbe, comunque, il primo partito (con il 26%). Dietro al Pd ci sarebbe FdI al 22%, seguito dalla Lega (15%) e Forza Italia (5%).
(da agenzie)
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Maggio 24th, 2021 Riccardo Fucile
LA DURA REAZIONE DEI LEADER OCCIDENTALI: “SONO STATE VIOLATE LE REGOLE DEL TRASPORTO AEREO”
Roman Protasevich, oppositore dell’ultimo dittatore europeo Aleksandr Lukashenko, è stato arrestato ieri, 23 maggio, dopo che il volo su cui viaggiava – un Boeing 737 della low cost Ryanair – partito in mattinata da Atene con 171 passeggeri e diretto a Vilnius, in Lituania, è stato fatto atterrare a Minsk, in Bielorussia.
L’atterraggio – che i leader occidentali hanno già bollato come dirottamento – è avvenuto dopo che un caccia lo aveva affiancato.
Oltre a Protasevich, è stata fermata anche la sua fidanzata. «L’equipaggio è stato informato di una potenziale minaccia alla sicurezza a bordo dai controllori del traffico aereo bielorussi», spiega Ryanair in una nota riportata dal Corriere della Sera.
Il suo equipaggio, in realtà, avrebbe voluto proseguire sulla rotta prevista. Ma Lukashenko ha fatto alzare in volo un Mig29, un caccia, così il Boeing è stato costretto a scendere a Minsk.
«A bordo era tutto tranquillo, ma quando l’altoparlante ha annunciato che avremmo fatto scalo a Minsk il ragazzo accanto a me si è messo le mani nei capelli, agitatissimo», ha raccontato un passeggero.
Chi è Roman Protasevich
Giornalista di 26 anni, Protasevich è il fondatore di Nexta, il maggior canale informativo del Paese su Telegram: negli ultimi mesi era ricercato per la sua partecipazione alle manifestazioni dell’anno scorso seguite alla rielezione-farsa di Lukashenko. Ora rischia quindici anni di carcere.
Con lui è stata arrestata la sua ragazza, una cittadina russa di 23 anni, Sophia Sapega, che sta frequentando un master all’Università Europea di Scienze Umanistiche di Vilnius nell’ambito del programma di Diritto Internazionale e dell’Ue. «L’Università sta facendo ogni sforzo perché Sofia Sapega venga rilasciata il più presto possibile», ha detto il portavoce dell’ateneo Maxim Milta.
Com’è andata
Era stato proprio Protasevich a raccontare sui social di essere stato seguito ad Atene, dove era in vacanza. Poco prima aveva anche incontrato Svetlana Tikhanovskaya, la principale leader dell’opposizione giunta nella capitale greca per alcuni incontri politici. «All’aeroporto—ha scritto Roman — un uomo mi è stato dietro fino all’imbarco e ha tentato di fotografare il mio passaporto». Poi il volo, regolare, fino all’atterraggio a Minsk. Le autorità hanno fatto scendere i passeggeri: di questi, secondo un sito bielorusso, sei non sarebbero ripartiti per la Lituania: forse erano agenti del Kgb.
Il governo di Lukashenko ha fatto sapere che l’intervento ha «difeso l’Europa», negando di essere intervenuto per catturare un dissidente.
Le reazioni
In coro, Lituania e Grecia hanno chiesto il rilascio dei passeggeri a bordo, compreso Protasevich. Uguale la reazione del responsabile della politica estera dell’Europa Borrell. «Abbiamo bisogno di spiegazioni immediate», ha chiesto il presidente del Parlamento europeo David Sassoli.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen dice che «Ogni violazione delle regole del trasporto aereo avrà conseguenze». Nei prossimi giorni è probabile che la questione sarà discussa oggi nella riunione dei ministri degli Esteri della Ue. «L’apparente atterraggio forzato potrebbe essere in violazione della Convenzione di Chicago», ha commentato l’Icao, l’agenzia Onu per l’aviazione civile.
(da agenzie)
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Maggio 24th, 2021 Riccardo Fucile
DECISIVE LE PROSSIME 48 ORE
“Ho saputo quello che è successo dai messaggi di WhatsApp dei miei amici. “Oh
mi dispiace” hanno iniziato a scrivermi. Al quarto messaggio ho pensato che fosse caduto un altro missile in Israele. Così ho chiamato mio fratello ma non mi ha risposto, poi mia cognata e neanche lei mi ha risposto. Qualcosa non va. Allora ho scritto ai miei amici ma cosa è successo? Due ore dopo la conferma dei nomi dei carabinieri”.
Aya Biran nella tragedia di Stresa ha perso suo fratello Amit, sua cognata Tal Peleg e il nipotino Tom di soli due anni, che vivevano a Pavia.
È notte fonda ed è davanti all’ingresso dell’ospedale Regina Margherita di Torino, dove è ricoverato l’unico sopravvissuto della tragedia, l’altro suo nipotino di soli cinque anni Eitan: “non sapevamo dove si trovasse, abbiamo capito che si trattava di lui quando abbiamo visto che non era nell’elenco delle vittime”.
Il bambino è arrivato in ospedale in elicottero intorno alle 14, le sue condizioni sono gravi ma stazionarie. Ieri pomeriggio ha subito cinque ore di intervento per le fratture a braccia e gambe “e ora stiamo aspettando che ce lo facciano vedere, almeno da lontano attraverso il vetro” dice tra una telefonata e l’altra all’ingresso dell’ospedale. Dentro ci sono i suoi genitori e “fra poco arriverà personale dall’ambasciata”.
Anche Aya vive nel Pavese dove lavora come medico in carcere “ma ancora per poco, la vita è troppo breve per essere bruciata così”.
Mostra dal telefono la foto dell’altro nipotino, Tom, la vittima più giovane dello schianto “è una meraviglia, i bisnonni erano arrivati da pochi giorni per vederli”. I genitori di Tal Peleg sono morti nel crollo con il resto della famiglia. “Erano arrivati come turisti, ultraottantenni e vaccinati avevano deciso di venire. In Israele ci sono i missili cosa può succedere in Italia? Volevano vedere i bisnipoti”.
Sono ore di attesa e dolore: “i miei genitori sono molto agitati, ho paura che dovrò chiamare un’ambulanza”, ammette. Aya è anche l’unica che parla italiano: “io e mio marito viviamo in Italia da 17 anni, ora ho lasciato due bimbe a casa per essere qui e dovremo gestire tutte le comunicazioni”. Hanno preso una stanza in un albergo di Torino “ma solo per appoggiare la testa. Mio nipote ha un trauma cranico bisogna vedere come va, la prognosi non esiste ancora”.
(da La Repubblica”)
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Maggio 24th, 2021 Riccardo Fucile
SPERANZE PER EITAN, IL PICCOLO SOPRAVVISSUTO
Sulla sponda piemontese del lago Maggiore è arrivata la pioggia a mischiarsi con le lacrime e a lavare via il sangue dalla montagna del Mottarone, dove ieri la rottura di una fune della funivia ha provocato la morte di 14 persone, tra cui due bambini, e ha lasciato orfano l’unico sopravvissuto, un bambino di cinque anni.
L’altro bambino che era stato portato d’urgenza in elicottero al Regina Margherita di Torino non ce l’ha fatta e ora ai parenti non è rimasto che il triste rito del riconoscimento del corpo.
Accertamenti sui dispositivi di sicurezza che potrebbero essere la causa della caduta della cabinovia, nonostante la manutenzione dell’impianto sembrerebbe in regola. E poi controlli sulla cabina di comando.
La procura di Verbania non vuole tralasciare nulla nell’indagine per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose che dovrà fare luce sulla tragedia della funivia Stresa-Mottarone, in cui ieri hanno perso la vita 14 persone.
“Dovremo verificare anche la fattispecie dei reati colposi di attentato alla sicurezza dei trasporti, anche in base alla natura pubblica o meno dell’impianto”, ha detto la procuratrice capo Olimpia Bossi.
Gli investigatori, che hanno messo sotto sequestro l’area, lavoreranno anche sulla documentazione dell’autunno scorso relativa ai controlli magnetoscopici dei cavi e chiederanno una lunga serie di perizie.
Si attendono nelle prossime ore le prime iscrizioni nel registro degli indagati per consentire gli accertamenti irripetibili che richiedono la presenza dei consulenti di parte. Tra gli elementi da chiarire c’è anche il fatto che il freno d’emergenza della cabina non ha funzionato: “Sono tutte supposizioni, ma credo ci sia stato un doppio problema – dice il responsabile provinciale del Soccorso alpino, Matteo Gasparini -: la rottura del cavo e il mancato funzionamento del freno di emergenza. Non sappiamo perché non si sia attivato, mentre nella cabina a valle ha funzionato”.
La mancata attivazione del freno, spiega, “ha fatto sì che la cabina, dopo la rottura del cavo, abbia preso velocità, iniziando a scendere, finendo così catapultata fuori dai cavi di sostegno”.
Nella camera mortuaria dell’ospedale di Pallanza, a Verbania, ci sono le altre 13 salme, composte una vicina all’altra, come erano vicine dentro la cabina che le stava portando in vetta. La vittima più piccola, Tom, aveva due anni ed era figlio di una famiglia di origini israeliane, residente a Pavia: Amit Biran, 30 anni, la moglie Tal Peleg, 26 anni e il fratellino maggiore, unico sopravvissuto. Deceduti nell’incidente inoltre i bisnonni, anche loro di origine israeliana, Itshak Cohen, 82 anni, e la moglie Barbara Cohen Konisky, 70 anni, i nonni di Tal Peleg. Poi una coppia barese di origine è trasferita per lavoro nel Picentino: Roberta Pistolato proprio ieri aveva compiuto 40 anni e avrebbe voluto festeggiare con quella gita il compleanno assieme al marito Angelo Vito Gasparro, 45 anni. Morti anche due fidanzati di Varese, Silvia Malnati, 27 anni, che si era laureata due mesi fa, e Alessandro Merlo, di 29 anni. Un’altra coppia è stata spezzata: lei si chiamava Serena Cosentino, 27 anni, di Diamante, in Calabria, che da un paio di mesi si era trasferita a Verbania perché aveva vinto un concorso come borsista di ricerca al Cnr Istituto di Ricerca sulle Acque; lui era Mohammadreza Shahaisavandi, iraniano, 23 anni, che viveva a Roma dove studiava e lavorava per pagarsi l’università. Erano a un passo dal matrimonio, fissato al 26 giugno, Vittorio Zorloni, 55 anni, ed Elisabetta Persanini, 38, insieme al loro figlio Mattia, il bambino di 6 anni, morto in ospedale.
“Ha passato una notte tranquilla, ora non resta che sperare. Abbiamo messo in campo tutte le nostre eccellenze e stiamo monitorando situazione minuto per minuto”. Così Giovanni La Valle, direttore generale della Città della Salute, questa mattina davanti all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, dove è ricoverato Eitan, il bambino di 5 anni, unico sopravvissuto alla strage. “Attendiamo le prossime 48 ore, la situazione è critica ma fa ben sperare”, aggiunge La Valle.
Il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini sarà questa mattina a Stresa per un vertice dopo la tragedia. Sarà accompagnato dal capo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile Fabrizio Curcio. All’incontro parteciperanno il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio con il vicepresidente e assessore alla Montagna Fabio Carosso e l’assessore alle Infrastrutture e Trasporti e alla Protezione Civile Marco Gabusi. Presenti, inoltre, il sindaco di Stresa, Marcella Severino, e il prefetto di Verbania, Angelo Sidoti.
Lo shock del soccorritore intervenuto sul Mottarone: “Sembrava la guerra”
“Sono volontario da 25 anni, e ne ho viste tante, ma mai così. Sembrava una scena di guerra”. Il responsabile provinciale del Soccorso alpino di Verbania, Matteo Gasparini, descrive così la scena che si è trovato di fronte al Mottarone, dove una cabina della funivia è precipitata causando la morte di quattordici persone. “Sono stato anche a Rigopiano – aggiunge – ma una situazione così non l’avevo mai vista”.
(da La Repubblica)
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Maggio 23rd, 2021 Riccardo Fucile
“HO SOLO RIMOSSO DELLE BICICLETTE DALL’ANDRONE DEL COMUNE”… MA LA DENUNCIA DEGLI IMMIGRATI AI CARABINIERI HA PORTATO AL RITROVAMENTO DI UNA BICI A CASA DEL SINDACO
Sarà la giustizia a dare il verdetto su ciò che è accaduto al sindaco di Stirano, in
provincia di Napoli, in un caso che farà discutere: un furto di biciclette
“Non ho commesso nessun furto, mi sono limitato a rimuovere alcune biciclette ferme, , nell’androne del Comune e poste in modo da ostruire anche il regolare passaggio. Non sapevo a chi appartenessero quei mezzi”
Questa è la difesa del sindaco Antonio Del Giudice, raggiunto insieme ad altre due persone (volontari di protezione civile) da un avviso di conclusione indagini con un’ipotesi precisa di reato: furto pluriaggravato.
Perché secondo la Procura della Repubblica di Torre Annunziata e secondo i carabinieri della compagnia oplontina che hanno svolto le indagini dopo la denuncia presentata da uno dei proprietari delle bici, quei mezzi sarebbero stati portati via intenzionalmente e sapendo precisamente a chi appartenessero.
Ovvero ad alcuni immigrati che data la vicinanza del Comune con la stazione della Circumvesuviana fermavano lì i loro mezzi di trasporto per poi partire alla volta di Napoli, dove lavorano come ambulanti in aree mercatali.
Siamo a metà novembre: stando alle conclusioni a cui sono arrivati gli inquirenti, il sindaco si arma di una grossa tronchese e, facendosi aiutare dagli altri due indagati, spezza le catene che assicurano le biciclette dalle azioni dei malintenzionati.
Alcune foto finiscono sui social e alimentano quello che diventa un dibattito politico che durerà diversi giorni
La discussione finisce anche in consiglio comunale, dove l’opposizione non risparmia critiche ad Antonio Del Giudice nemmeno sull’appartenenza politica, lui che è espressione di Fratelli d’Italia.
Sta di fatto che quando i proprietari sono tornati e non hanno più trovato le loro bici, dopo aver chiesto spiegazioni ottenendo a quanto pare solo risposte poco convincenti, hanno deciso di rivolgersi ai carabinieri.
Le indagini porteranno al ritrovamento delle biciclette, una delle quali sarebbe stato recuperata proprio a casa del sindaco Del Giudice.
Ora la nuova svolta, con la notifica del provvedimento di conclusione delle indagini, provvedimento a seguito del quale i tre indagati potranno presentare proprie memorie difensive entro venti giorni.
(da Fanpage)
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Maggio 23rd, 2021 Riccardo Fucile
LE NAZIONI PIU’ RICCHE HANNO GIA’ PROTETTO IL 30% DELLA LORO POPOLAZIONE, IN QUELLE POVERE LE PERCENTUALI CROLLANO, IN AFRICA SIAMO SOLO ALL’1,5%
Le campagne di vaccinazione contro il coronavirus proseguono in tutto il mondo. Non alla stessa velocità, chiaramente.
Sono passati ormai sei mesi da quando ci sono state le prime somministrazioni e ora abbiamo Paesi che grazie a una vaccinazione di massa stanno riaprendo, mentre ne abbiamo altri, i più poveri, dove sono state somministrate pochissime dosi.
Come evidenzia anche un articolo del quotidiano spagnolo El Pais, se nell’Unione europea un terzo (33%) dei cittadini ha ricevuto almeno una dose di vaccino, questa percentuale crolla al 15% in America Latina, al 5% in Asia e all’1,5% in Africa.
I Paesi vaccinano quindi a ritmo del proprio Pil: più questo è alto, più velocemente si riesce ad immunizzare la popolazione.
Alcuni dei Paesi che hanno vaccinato più velocemente in assoluto sono Israele, Stati Uniti e Regno Unito. Se guardiamo alla mappa di Our World In Data ci renderemo subito conto che tutti i Paesi colorati con tonalità più scure, quelli cioè che hanno somministrato più dosi di vaccino, sono quelli che appartengono al Nord del mondo.
Lo stesso si noterà subito guardando al grafico che mostra la percentuale di popolazione vaccinata per Regione: in cima alla classifica ci sono il Nord America e l’Europa, con l’Italia che è al di sopra della media europea, che hanno vaccinato circa il 30% dei cittadini totali.
Nettamente al di sotto, intorno a quota 15% troviamo l’America Latina. La media mondiale si attesta intorno al 10%. Al di sotto della media, al 5% troviamo l’Asia e in fondo alla classifica il continente africano.
(da Fanpage)
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Maggio 23rd, 2021 Riccardo Fucile
SE SI FOSSERO ADOTTATE MISURE PIU’ STRINGENTI QUATTRO MESI FA SI SAREBBERO SALVATE ALTRE MIGLIAIA DI PERSONE
Il blocco delle attività produttive ha avuto un effetto diretto sulla riduzione delle
vittime di Covid-19 in Italia. Lo indicano i dati di un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica su Plos One, in cui si stima l’impatto della chiusura di attività non essenziali introdotta nel nostro Paese dal Dl del 25 marzo 2020
L’analisi, condotta da un team di ricerca dell’Università Erasmus di Rotterdam, in Olanda, evidenzia come la politica di contenimento adottata nel primo lockdown in Italia abbia avuto importanti ricadute sulla mortalità, salvando circa 9.500 vite in meno di un mese.
“I nostri risultati – indicano gli autori dello studio – suggeriscono che le chiusure delle attività sono efficaci nel contenere la diffusione del virus e, in definitiva, nel salvare vite umane”.
Gli effetti delle chiusure sono stati più evidenti nei comuni con più settori chiusi, che hanno subito tassi di mortalità inferiori.
“Con una media di attività chiuse del 17,6% – aggiungono i ricercatori – il primo blocco ha ridotto la mortalità di 15,64 unità ogni 100mila abitanti in un periodo di 24 giorni. Considerando che la popolazione in Italia è di 60,36 milioni, questo ammonta a 9.439 vite salvate”. Con un beneficio anche in termini economici, dal momento che una stima del valore di un anno in vita in Europa è di 80mila euro. “Considerando 12 anni di vita media residua delle vittime di Covid – osservano gli studiosi – possiamo calcolare che il beneficio economico della politica è pari a 9 miliardi di euro”.
L’analisi ha inoltre indicato che le chiusure hanno mostrato grandi effetti non solo nelle singole città, anche nei comuni limitrofi, suggerendo l’importanza del coordinamento delle misure di blocco e della centralizzazione delle politiche di contenimento. “Le città più grandi e sviluppate richiamano anche lavoratori da altri comuni. Ci aspettavamo pertanto che la chiusura delle attività nei principali centri urbani potesse avere ricadute positive anche su altre località”.
(da Fanpage)
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