Destra di Popolo.net

SALVINI NON HA ANCORA TROVATO UN MINUTO PER SPIEGARCI COSA PENSA DEI CONTI IN SVIZZERA DI FONTANA

Maggio 20th, 2021 Riccardo Fucile

PARLA E COMMENTA TUTTO MA STRANAMENTE SUI SOLDI ALL’ESTERO DI FONTANA HA PERSO LA LINGUA

Dunque ci sono altri due conti in Svizzera da cui transita qualche milione di euro del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e ancora una volta, come è già accaduto per un conto corrente sempre svizzero qualche mese fa, il presidente leghista assume l’indegna posizione difensiva di quello che non sapeva.
Siamo ancora di fronte all’ennesimo caso di insaputismo, questa malattia tutta italiana che infetta pezzi importanti della nostra classe dirigente che hanno la sfortuna di ritrovare proprietà immobiliari e mobiliari che non sapevano di avere, un terribile complotto che li incastra arricchendoli di nascosto. Poveretti, che vita impossibile che si ritrovano a fare, tutta la nostra solidarietà.
La vicenda è oltremodo curiosa perché Attilio Fontana da mesi sta dipingendo la madre come una sprovveduta pensionata che non aveva idea di come maneggiare i propri soldi e quindi si deve immaginare che qualcuno (anche questo senza che Fontana lo sapesse) si sia preso la briga di spostare quai 6 milioni di euro su conti svizzeri schermati da due trust è da una fondazione familiare in Liechtenstein.
Dai, dite la verità, chi di noi non ha un amico che per caso scopre di avere trust e fondazioni per schermare la pensione della mamma.
Un altro punto che continua a sfuggire è il silenzio di Fontana sulla provenienza di quei soldi che il presidente vorrebbe fare passare come il normale gruzzoletto della madre pensionata: peccato che secondo la Procura non sia una cifra giustificabile dall’attività professionale della madre e per questo il leghista è indagato per autoriciclaggio è falso in voluntary.
Ma da sottolineare c’è anche l’ostinato, vigliacco e vergognoso silenzio di Matteo Salvini, l’uomo che trova ogni giorno il tempo per dire la sua su qualsiasi minimo ma utile caso di cronaca, quello che quotidianamente rilancia sornione qualche prodotto culinario, quello che trova perfino il tempo di rilanciare qualche dichiarazione di qualche artista semiscomparso se gli torna utile e invece non ha ancora trovato un minuto per spiegarci cosa pensa di Attilio Fontana, cosa pensa di un presidente di Regione che ha soldi e conti correnti a sua insaputa, come giudica un politico con una disponibilità economica che non riesce a giustificare, cosa pensa di una regione guidata da chi non ha contezza nemmeno dei propri affari domestici e dovrebbe risolvere quelli di milioni di cittadini.
Su Fontana Salvini ha perso la lingua e ogni giorno il suo silenzio diventa sempre più imbarazzante. Lui lo sa ma non sa come uscirne.
(da TPI)

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“BERLUSCONI E’ AL LIMITE DELLE FORZE”: LE ULTIME NOTIZIE SULLA SALUTE DELL’EX PREMIER

Maggio 20th, 2021 Riccardo Fucile

“PROBLEMI IMMUNITARI DEL POST-COVID SOMMATI A UNA PATOLOGIA INFIAMMATORIA CRONICA E A DISTURBI DEL RITMO CARDIACO”

“Venerdì scorso si sono rincorse le voci di un presunto decesso dell’ex premier Silvio Berlusconi dopo l’ennesimo ricovero al San Raffaele, prontamente smentite dal primario dell’ospedale meneghino e dagli esponenti di Forza Italia più vicini al leader. Eppure il suo stato di salute sarebbe abbastanza precario secondo indiscrezioni riportate dal Corriere della Sera.
“Chi ben conosce Silvio Berlusconi e il suo stato di salute sa che dietro la definizione di ‘soggetto defedato’ usata ieri dall’avvocato Federico Cecconi c’è un uomo di 84 anni con il fisico indebolito e al limite delle forze“, scrive il quotidiano. Dopo il ricovero di cinque giorni per una gastrointerite e le dimissioni di sabato scorso, Berlusconi ha trovato un compromesso con i medici e si trova ora nella sua villa di Arcore, dove è stata allestita una una vera e propria camera d’ospedale in cui il fondatore di Mediaset può essere costantemente monitorato.
L’imprenditore ha già trascorso quasi un mese al San Raffaele tra il 6 e il 30 aprile per problemi immunitari scatenati dai postumi del Covid, che secondo persone a lui vicine si sono sommati “a una patologia infiammatoria cronica e a disturbi del ritmo cardiaco”.
La salute dell’ex primo ministro è stata messa alla prova per la prima volta a giugno del 2016, con l’operazione a cuore aperto per la sostituzione di una valvola aortica. Tre anni dopo, ad aprile del 2019, Berlusconi è stato operato per un’occlusione intestinale mentre il suo partito presentava le liste per le Elezioni europee.
Infine il Covid lo scorso settembre, con l’insorgere di una polmonite bilaterale. “Temevo di non farcela”, ha dichiarato sulla malattia il leader di Fi.
Eppure Berlusconi ha cercato di superare i momenti di difficoltà con lo spirito che lo caratterizza e presenziare, quando possibile, ad alcuni dei momenti più importanti della vita politica del Paese degli ultimi anni: dalle consultazioni al Quirinale dopo le elezioni nazionali del 2018 a quelle che hanno preceduto la formazione del governo Draghi. Questa volta però risollevarsi risulta più difficile perché “l’organismo ormai è consumato”, rivela chi lo conosce bene.
Il primario del San Raffaele Alberto Zangrillo ha assicurato venerdì scorso, in un tweet condiviso per smentire i rumors sulla morte del suo paziente, che Berlusconi sta bene (“i miei pazienti stanno tutti bene”) ha scritto, ma l’immagine circolata sui social che lo ritrae in compagnia del vicepresidente del gruppo San Donato Kamel Ghribi non fa ben sperare, perché nella foto l’ex premier appare molto stanco e debilitato.
(da TPI)

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COPASIR, FINALMENTE IL PRESIDENTE LEGHISTA VOLPI HA TOLTO IL DISTURBO

Maggio 20th, 2021 Riccardo Fucile

ORA LA LEGA APRE UNA NUOVA DISPUTA GIURIDICA SUL NOME DEL SUCCESSORE …. FDI PUNTEREBBE SU LA RUSSA

Il presidente del Copasir Raffaele Volpi (Lega) si è dimesso. Si è dimesso anche il compagno di partito di Volpi, Paolo Arrigoni.
Volpi ha preso questa decisione alla fine di un lungo braccio di ferro con Fratelli d’Italia che, come unica forza di opposizione, reclama quel posto in forza della legge. Volpi era in carica dal 9 ottobre del 2019, dall’inizio del governo giallorosso.
A sollecitare un ricambio ai vertici dell’organismo parlamentare erano stati, tra gli altri, i presidenti di Camera e Senato, Fico e Casellati, e diversi leader di partito fra cui Letta (Pd) e Conte (M5S).
In precedenza si era dimesso dal comitato il forzista Elio Vito. Adesso tocca a Fico e Casellati provvedere alla sostituzione dei tre dimissionari, poi il vicepresidente del Copasir – che attualmente è Adolfo Urso (Fdi) – dovrebbe allestire il seggio per l’elezione del nuovo numero uno.
La Lega però si oppone a questa procedura perché invoca l’applicazione integrale della legge 124 del 2007 che prevede “l’assegnazione all’opposizione di 5 componenti su 10 tra cui poter scegliere l’eventuale presidente”.
Interpretando letteralmente questa norma, cinque componenti su 10 sarebbero di Fratelli d’Italia. Ma questa della Lega si profila solo come una mossa tattica, un pretesto per bloccare l’elezione dell’unico attuale esponente del partito di Meloni. Il nome di Urso d’altronde non è gradito neppure ad altri partiti della maggioranza.
In mattinata ad annunciare l’abbandono dei lavori erano stati Federica Dieni, Maurizio Cattoi e Francesco Castiello (M5S) ed Enrico Borghi, del Partito democratico. In una nota spiegavano anche che prima di lasciare, “nel pieno rispetto delle prerogative istituzionali, e al fine di adempiere ai disposti normativi che stabiliscono le funzioni del Copasir, abbiamo votato la delibera adottata dall’Ufficio di presidenza in ordine all’attivazione di quanto stabilito dall’articolo 34 della legge 124/2007”.
Ora si apre una disputa giuridica: in caso di ricomposizione del comitato con nomi nuovi, uno dei candidati accreditati alla presidenza per Fdi è l’ex ministro Ignazio La Russa.
(da agenzie)

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PERQUISIZIONI IN TUTTA ITALIA CONTRO GRUPPPO NEO-NAZISTA “ULTIMA LEGIONE”

Maggio 20th, 2021 Riccardo Fucile

“FANATISMO VIOLENTO, XENOFOBIA, ANTISEMITISMO, NOSTALGIE FILO-NAZISTE, ISTIGAZIONE ALL’USO DELLA VIOLENZA CON AGGRAVANTE RAZZIALE”

Sono 25 le perquisizioni domiciliari che la polizia di Stato, su delega della Procura della Repubblica de L’Aquila, sta eseguendo in 18 diverse province nei confronti di altrettanti componenti dell’organizzazione di estrema destra «Ultima Legione» e della chat «Boia chi molla».
L’attività delle forze dell’ordine ha portato ad accertare l’elevato grado «di fanatismo violento, intriso di xenofobia e nostalgie filonaziste».
Tra gli indagati i vertici di «Ultima legione»e vari suoi componenti di Milano e di altre città lombarde che in chat di Whatsapp e sulla piattaforma Vkontakte e Telegram avrebbero fatto apologia di fascismo.
In Abruzzo attenzione puntata su un uomo della provincia di Chieti responsabile del centro sud di «Ultima Legione» e fondatore della chat «Boia chi molla» in cui viene usato un linguaggio xenofobo e antisemita.
Nell’inchiesta anche personaggi già condannati per apologia del fascismo.
«I promotori o partecipi dei gruppi di discussione – secondo gli investigatori- hanno operato al fine di costituire una struttura politica di chiara ideologia fascista, utilizzando i citati circuiti quali mezzi di proselitismo e reclutamento di militanti». Nelle attività di indagine sono impiegati i poliziotti del Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Interno, delle Digos di vari territori e nonché dei Compartimenti della Polizia Postale e delle Comunicazioni competenti.
Agli appartenenti ad «Ultima Legione» viene contestato il perseguimento di finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, con istigazione all’uso della violenza quale metodo di lotta politica e diffusione online di materiale che incita all’odio ed alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi. L’inchiesta è stata avviata nel gennaio 2019.
Ha fallito nel suo intento «perché non ha eliminato nessuno» e «avrebbe certamente fatto meglio lasciandoli tutti a terra». E’ una delle frasi scovate dagli investigatori nella chat neonazista e antisemita «Boia chi molla» collegata con il sodalizio estremista «Ultima legione», che ha radici a Milano me che è diffusa in molte regioni.
La frase in questione appartiene ad uno degli esponenti di spicco di «Ultima Legione», che vive in Liguria e modera, tra l’altro, i gruppi Whatsapp di Liguria, Toscana ed Emilia Romagna.
L’uomo si riferisce alla strage di matrice razzista compiuta da Luca Traini che il 3 febbraio 2018 a Macerata esplose numerosi colpi di pistola nel centro cittadino da una vettura in movimento, una Alfa Romeo 147 nera, ferendo sei extracomunitari con una Glock 17, pistola semiautomatica calibro 9 davanti. Nell’attacco, per cui è stato condannato in via definitiva, rimasero ferite sei immigrati di origine sub-sahariana con età compresa tra i 20 ed i 32 anni.
(da agenzie)

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I DUE SENATORI LEGHISTI (EX GRILLINI) CHE HANNO RESTITUITO IL VITALIZIO A FORMIGONI

Maggio 20th, 2021 Riccardo Fucile

ELETTI NEL M5S IN NOME DELL’ANTICASTA HANNO FINITO PER DIVENTARE DECISIVI PER SALVARE LA CASTA: CHE COERENZA IN NOME DELLA PADAGNA DEL MAGNA MAGNA

Si chiamano Alessandra Riccardi e Ugo Grassi, a molti i loro volti e i loro nomi diranno poco, se non nulla. E invece raccontano tutto sulla situazione di miseria e degrado di certa politica in Italia e, in particolare, di un certo partito.
Già, perché chi sono Riccardi e Grassi? Sono i due senatori leghisti che hanno contribuito in modo decisivo alla restituzione del vitalizio a Roberto Formigoni, nonostante una condanna a 5 anni e 10 mesi per corruzione nell’ambito del processo Maugeri.
La prima, Riccardi, ha votato a favore un mese fa in commissione Contenziosa. Il secondo, Grassi, ha completato l’opera poche ore fa con il via libera definitivo in consiglio di Garanzia.
Cos’hanno in comune questi due ex carneadi assurti ad angeli custode del Celeste? Sono entrambi stati eletti nel 2018 col Movimento 5 Stelle. Dopodiché, a cavallo tra il 2019 e il 2020, sono entrambi passati magicamente alla Lega negli anni scorsi e, sempre per coincidenza, occupano proprio quelle caselle nelle commissioni decisive per il taglio (o meno) dei privilegi.
Quando abbandonarono i 5 Stelle folgorati sulla via Padana, non se ne andarono certo adducendo improvvisi ripensamenti e cambi di idee e opinioni, ma – come sempre, nell’avvilente liturgia dei cambi di casacca – perché “è diventato impossibile portare avanti idee e progetti per i quali aveva deciso di far parte del M5S” (Riccardi) o – tenetevi forte – “per la (loro) granitica convinzione di essere i depositari del vero e di poter assumere ogni decisione in totale solitudine“ (Grassi).
Risultato? Quelle due caselle in commissione – come racconta il Fatto – da gialle che erano si sono colorate di verde. E due perfetti sconosciuti entrati in Parlamento al galoppo del partito anti-casta per eccellenza hanno finito per diventare i voti decisivi per la restituzione del privilegio più indegno di tutti: il vitalizio a un condannato per corruzione.
Con in più il doppio e prevedibile effetto non solo di aver “salvato” Formigoni, ma di aver creato un pericoloso precedente, grazie a cui tutti gli ex senatori pregiudicati potranno legittimamente ambire a vedersi restituito il vitalizio. E menomale che erano andati via per coerenza (la loro) e per il tradimento dei valori originari (degli altri).
A raccontare il loro singolare percorso ci ha pensato “Il Fatto Quotidiano”, che ricorda anche come “il privilegio” fosse stato “cancellato per i parlamentari condannati a pene detentive superiori ai 2 anni dalla delibera voluta da Pietro Grasso nel 2015. Quella delibera oggi è carta straccia, almeno a Palazzo Madama: erano queste le idee e i progetti che Riccardi e Grassi non riuscivano a esprimere nei 5 stelle? Non è dato saperlo.” Lo stesso “Fatto” avanza un sospetto sulla improvvisa e “provvidenziale” conversione dei due transfughi grillini.
“Di sicuro nelle ultime ore nei corridoi del Senato inizia a diffondersi un sospetto” – si legge sull’edizione online del ‘Fatto’ – “Non è che Matteo Salvini ha programmato accuratamente la campagna acquisti della Lega? E che dunque le adesioni al Carroccio non sono state completamente casuali ma frutto di uno scientifico corteggiamento? Riccardi e Grassi, infatti, erano i due esponenti indicati dai 5 stelle negli organi che decidono sulle controversie interne a Palazzo Madama. La commissione Contenziosa, presieduta dal berlusconiano Giacomo Caliendo, è quella che per prima ha restituito l’assegno a Formigoni.
Decisione confermata dalla consiglio di Garanzia, che è un po’ il tribunale d’appello di Palazzo Madama e come la prima è guidata da un esponente di Forza Italia, Luigi Vitali. “Purtroppo, sia all’interno della Commissione Contenziosa sia nel Consiglio di Garanzia, non siede alcun componente titolare esponente del MoVimento 5 Stelle, la forza politica che da sempre si batte contro questo odioso ed anacronistico privilegio”, ha fatto notare oggi Giuseppe Conte.”
Al di là dei sospetti e delle supposizioni, che andranno dimostrate, qui in gioco non c’è il legittimo cambio di opinione, né il (discutibile) vincolo di mandato, ma qualcosa che vale infinitamente di più: la decenza.
Perché nella vita puoi anche cambiare idea, partito, financo visione del mondo, o – come nel loro caso – offrirti al miglior offerente, ma almeno ci risparmino questa intollerabile, ripugnante, ondata di ipocrisia.
(da agenzie)

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LA PRIORITA’ DELLA LEGA IN LOMBARDIA: PROTESTARE CONTRO I CAPPELLINI PER I BAMBINI NATI PREMATURI

Maggio 20th, 2021 Riccardo Fucile

IL POST DEL CONSIGLIERE REGIONALE MAX BASTONI

Il sistema sanitario lombardo ha palesato, con la pandemia, gli effetti del fallimento di un’amministrazione che – nella sua storia recente – ha pensato più a foraggiare il privato penalizzando il pubblico.
La storia della pandemia (soprattutto in termini di vite andate perdute) racconta di come ci siano stati dei problemi strutturali, figli di atteggiamenti sbagliati e opportunistici.
Ma la Lega ha, oggi, una nuova priorità: non quella di indagare su cosa sia successo nel corso degli ultimi venti anni, ma quella di protestare contro i berrettini arcobaleno fatti indossare ai bambini prematuri ricoverati all’Ospedale Niguarda di Milano. E a “denunciare” questo “scandalo” è stato il consigliere Regionale Max Bastoni.
Questo il post pubblicato dall’esponente e rappresentante del Carroccio sula sua pagina Facebook all’indomani dell’iniziativa del personale del nosocomio meneghino per la Giornata Internazionale contro l’omotransfobia dello scorso 17 maggio.
“Vergogna”. Addirittura. Quei berrettini arcobaleno, destinati ai neonati prematuri che si trovano al Niguarda di Milano, sono stati realizzati dalle volontarie di Cuore di maglia e l’iniziativa è stata accolta con favore dalla Associazione Amici della Neonatologia.
Un’iniziativa che non ha avuto alcun effetto sui bambini che, ricoverati nei reparti di terapia intensiva, indossano spesso cappellini di questo tipo a mo’ di protezione. Eppure Max Bastoni e i suoi colleghi della Lega hanno deciso di protestare.
Queste, evidentemente, sono le priorità degli esponenti del Carroccio. Gli stessi che per mesi hanno rilasciato dichiarazioni seguendo il mood del “tuttappostismo” per negare le evidenti lacune sanitarie nella Regione che amministrano attivamente dal 2013 (prima Roberto Maroni, poi Attilio Fontana), per non parlare del precedente con Roberto Formigoni (quindi del centrodestra). Eppure si parla di vergogna per dei cappellini arcobaleno. Evidentemente queste sono le priorità del partito di Matteo Salvini.
(da NextQuotidiano)

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MARA CARFAGNA ALLA MELONI: “GIORGIA STAI SERENA”

Maggio 20th, 2021 Riccardo Fucile

LA MINISTRA RIDIMENSIONA LE AMBIZIONI GOVERNATIVE DELLA LEADER DI FDI: “LA REGOLA DELLA LEADERSHIP AL PRIMO PARTITO ARRIVATO ALLE ELEZIONI E’ STATA SUPERATA DA QUANDO SALVINI TRADI’ IL CENTRODESTRA PER FARE IL GOVERNO CON IL M5S”… “NON SO SE LA MELONI ABBIA LE QUALITA’ PER FARE IL PREMIER”

Lo dice con il sorriso sul volto, ma le parole sono pesanti come un macigno e segnano – rendendola ancor più evidente, nonostante i tentativi di celarla – la spaccatura tra le tre principali forze politiche che compongono l’alleanza di Centrodestra.
A parlare è Mara Carfagna, Ministra per il Sud e la coesione territoriale. Dallo studio di Otto e Mezzo, la deputata di Forza Italia non le ha mandate a dire a Giorgia Meloni e alle sue ambizioni di leadership con vista su Palazzo Chigi. Anzi, ha ricordato come il sistema di gerarchie non viva di auto-candidature.
“Meloni è oggettivamente molto brava, la sua ascesa è un dato di fatto, come lo sono la crescita nei sondaggi – ha detto Mara Carfagna rispondendo a una domanda di Lilli Gruber -. La premia la sua bravura e la sua leadership ma anche il fatto che sia l’unico partito all’opposizione, e quindi non mi sorprende, è normale che raccolga consensi. Ma la storia ci insegna che non sempre chi guida un partito sarà poi il futuro capo della coalizione o addirittura del governo. Ne sarebbe in grado? Non lo so”.
La ministra ha, di fatto, sottolineato come sia molto più semplice far accrescere il consenso quando si è all’opposizione e non si hanno responsabilità, mettendo in evidenza le sue perplessità su un futuro della leader di Fratelli d’Italia come guida della coalizione di Centrodestra (che esiste solo su carta) e della Nazione.
Inoltre, Carfagna ha sottolineato un altro aspetto: “La regola della leadership al primo partito arrivato alle elezioni è ampiamente superata da quando Salvini ha tradito la coalizione facendo il governo con i 5 Stelle. Ma ci sono personaggi che più che leader di partito sono sindacalisti di partito”.
E ne ha anche per Salvini
E proprio sul leader della Lega si concentra un altro passaggio della sua intervista a Otto e Mezzo: “Non so cosa voglia fare Salvini, ma trovo che sia irrispettoso parlare ora del successore di Mattarella. Sicuramente Draghi e Mattarella sono due uomini che hanno messo al sicuro l’Italia e io credo che al Quirinale serva una continuità se non nella persona, quanto meno nell’indirizzo, nelle scelte, nell’approccio nei confronti dell’Europa. Spero che questa linea sia garantita e assicurata ma è prematuro adesso immaginare Draghi al Quirinale. Da ministra di un governo che deve lavorare per il Paese, lo trovo un dibattito surreale e fuori luogo, alimentato anche dai partiti”.
(da NextQuotidiano)

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IL GOVERNATORE LEGHISTA FONTANA E IL SECONDO CONTO IN SVIZZERA A SUA INSAPUTA

Maggio 20th, 2021 Riccardo Fucile

SCOPERTO UN SECONDO CONTO CON 2,5 MILIONI DEPOSITATI PRESSO UBS E SCHERMATO IN LIECHTENSTEIN… LO SMEMORATO: “NON NE SAPEVO NULLA”

Dopo il primo Attilio Fontana, come hanno spiegato ieri i suoi legali, ammette che non sapeva nulla di un secondo conto in Svizzera. Si tratta di 2,5 milioni di euro sul conto aperto sempre presso Ubs e poi schermato da due trust e da una fondazione familiare in Liechtenstein
Il tentativo di bonifico da parte di Fontana, partito da un conto svizzero Ubs per una fornitura di camici da parte dell’azienda del cognato, fece scattare l’allarme in Banca d’Italia per l’operazione sospetta e portò alla luce due conti, riconducibili alla madre. Dalle indagini della procura di Milano è emerso che il presidente della Regione Lombardia avrebbe avuto a disposizione un ‘tesoretto’ di 5,3 milioni di euro: il primo derivante da un conto aperto in Svizzera dalla madre nel 1997 (3 milioni frutto del lavoro come dentista), un secondo conto aperto nel 2005 (all’età di 82 anni) su cui vengono convogliati oltre 2 milioni di euro.
Il patrimonio, spiegano i legali, “si è accumulato sin dagli anni 70 e si è scoperto che ricomprendeva anche un secondo conto aperto nel 1999 presso altra banca elvetica”, la Banca di Losanna, “circostanza della quale il presidente Fontana era completamente all’oscuro”.
Il successivo consolidamento dei due conti “spiega l’ammontare del patrimonio fatto oggetto di emersione”. La Procura sta ora verificando il materiale messo a disposizione.
“Siamo preparati ai commenti e alle battute di ogni genere”, hanno spiegato i due avvocati. Il Fatto Quotidiano oggi spiega nel dettaglio la storia del secondo conto in Svizzera di Fontana. Due anni il primo conto, nel 1999, viene aperto un conto presso UBI
La vita di questo conto si esaurisce nel luglio del 2005 quando 2,5 milioni vengono bonificati su quello del 1997 e poi trasferiti sempre nel luglio 2005 sul conto del 2005 aperto sempre presso Ubs e poi schermato da due trust.
Il dato “incerto” è che non si sa quando e come i 2,5 milioni sono arrivati sul conto del 1999. La chiave di questa storia, alla base anche della richiesta rogatoriale, è capire come e quando sono stati accumulati i 2,5 milioni. E, secondo quanto è spiegato in Procura, lo svelare semplicemente la provenienza dei 2,5 milioni dal conto del 1999 non fa chiarezza sul come e sul quando di questa corposa provvista. Il totale del denaro scudato viene così diviso in due partite separate, una prima da 3,5 milioni e una seconda da 2,5 milioni che poi confluiranno nel conto 102 del 2005 poi chiuso nel 2014.
Ora la Procura esaminerà le carte che gli avvocati del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, hanno depositato in Procura a Milano e che ricostruisce la situazione bancaria dei conti svizzeri e l’origine del patrimonio di Fontana a partire dal 1997. Secondo il Fatto anche sull’affermazione della difesa sul patrimonio che si è accumulato sin dagli anni 70 ci sono dei dubbi da chiarire
(da NextQuotidiano)

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LA FOTO DEL NEONATO SALVATO IN MARE E’ VERA, I RAZZISTI DA TASTIERA SE NE FACCIANO UNA RAGIONE

Maggio 20th, 2021 Riccardo Fucile

LE ASSURDE TEORIE SU UN PRESUNTO FOTOMONTAGGIO SMENTITE DAI FATTI: IN UN PAESE NORMALE O DIMOSTRI CHE E’ UN FALSO O FINISCI IN GALERA, IN ALTRI CON UNA CORDA AL COLLO

Negli ultimi anni abbiamo conosciuto i terrapiattisti, poi soppiantanti dai negazioni del Covid e della pandemia.
Il nuovo fenomeno social è quello dei negazionisti dei soccorsi in mare. Sui social, infatti, tantissimi utenti (non solo italiani) hanno condiviso fantasiose ricostruzioni attorno alla foto neonato salvato a Ceuta da parte di un agente della Guardia Civile spagnola.
La teoria, priva di alcun riscontro, parla di un fotomontaggio e, in alcuni casi, di uno scatto creato ad arte. Poi c’è chi sostiene che il bambino che compare in quell’immagine sia un bambolotto.
Spieghiamo perché tutte queste ricostruzioni siano false e dall’amaro sapore della bufala andata a male.
Partiamo dal contesto. Nelle ultime settimane c’è stato un aumento del flusso migratorio tra Marocco e Ceuta – che si trova sulla sponda africana del Mediterraneo, ma si tratta di una città autonoma legata allo Stato spagnolo – arrivato dopo tensioni geopolitiche tra i due Paesi (qui abbiamo approfondito quel che sta accadendo). Proprio negli ultimi giorni, la Guardia Civil ha diffuso sui social alcune immagini dei salvataggi in mare.
In particolare, i complottisti hanno preso di mira la foto neonato salvato a Ceuta in mare. La bufala più diffusa parla di un bambolotto (chiamato reborn) utilizzato per quella che viene definita una messinscena.
Ma perché vengono sostenute queste amenità? Mettiamo da parte i discorsi ideologici che spingono a credere a questa bufala del bambolotto e limitiamoci a smontare pezzo per pezzo questa fake news.
C’è chi sostiene che il colore della pelle del bambino sia troppo bianca e candida. Questo sarebbe il simbolo delle fattezze non umane del piccolo. Ma è davvero così? Per rispondere a questa domanda, riprendiamo il racconto fatto dall’agente della Guardia Civil alla radio ufficiale della Conferenza Episcopale spagnola:
“Abbiamo afferrato il bambino, era congelato, infreddolito, non si muoveva. È stato un po’ traumatico. C’erano molti padri e madri con i bambini legati come meglio potevano sulla schiena, con stoffe e vestiti. Siamo stati attenti a tutte le persone che pensavamo non sarebbero state in grado di arrivare nella zona spagnola perché l’unica loro intenzione era arrivare nel tratto di mare spagnolo, a qualunque costo. Usavano come galleggianti giocattoli, bottiglie vuote, qualunque cosa. Alcuni indossavano giubbotti di sughero fuori misura”.
Chi ha un minimo di nozioni sulla vita reale, sa che un principio di congelamento (e le acque del Mediterraneo non sono elevate, soprattutto a largo) porta la pelle ad avere un colore più chiaro. Si tratta di una reazione epidermica nota a tutti. E quel neonato – sia per età, sia per temperatura – era quasi assiderato quando è stato soccorso dall’agente della Guardia Civil.
I contorni e la risoluzione
L’altra teoria bufalesca attorno alla foto neonato salvato a Ceuta riguarda i “contorni”. In molti, infatti, sostengono che zoomando sull’immagine si percepisca il fotomontaggio.
Peccato che, come spiega David Puente su Open, ci sia una spiegazione tecnica, dovuta alla risoluzione (più bassa) della foto condivisa sui social. Anche dal profilo della Guardia Civil.
Per capire che non ci sono “bordi artefatti” basta vedere questa immagine a più alta risoluzione, mandata in onda da Antena3 durante l’intervista all’agente che ha messo in salvo il piccolo a Ceuta.
Tutto ciò dovrebbe far arrendere i complottisti e i negazionisti. Sappiamo che, probabilmente, preferiranno andare dietro a queste strampalate teorie, per un puro orientamento ideologico.
Ma la realtà non è quella che viene spacciata da social da questi procacciatori e diffusori di odio.
(da agenzie)

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