Destra di Popolo.net

CONDANNATA A DUE ANNI OLGA MISIK, LA STUDENTESSA 19ENNE CHE SFIDO’ L’ESERCITO RUSSO LEGGENDO LA COSTITUZIONE PER STRADA

Maggio 11th, 2021 Riccardo Fucile

AFFIGGERE UN MANIFESTO A SOSTEGNO DEI PRIGIONIERI POLITICI NEL REGIME SOVRANISTA E’ “VANDALISMO”… “LA RUSSIA NON VUOLE CITTADINI CHE ABBIANO OPINIONI, LA GIUSTIZIA QUA NON ESISTE”

Accusata di vandalismo, è stata condannata a due anni e due mesi di arresti domiciliari Olga Misik, la giovane attivista russa che nel luglio 2019 divenne simbolo delle proteste contro il Cremlino e Vladimir Putin per aver letto la Costituzione davanti agli agenti in tenuta antisommossa, durante una manifestazione pro-Navalny, a margine delle elezioni del consiglio comunale di Mosca. Misik e altri due attivisti, Ivan Vorobyevsky e Igor Basharimov, sono stati ritenuti colpevoli di aver vandalizzato nell’agosto 2020 l’esterno dell’ufficio del procuratore generale di Mosca, affiggendo un manifesto a sostegno di prigionieri politici e degli attivisti di Nuova Grandezza. Un’azione rivendicata e mai rinnegata da Misik stessa: «Sopra avevo scritto il nostro sangue è sulle vostre mani. Volevo solo protestare contro una persecuzione ingiusta».
Le condanne
E dopo nove mesi di domiciliari per il gesto di protesta dell’agosto del 2020, Vorobyevsky e Basharimov sono stati condannati a un ulteriore anno e nove mesi di domiciliari, con divieto di uscire di casa dalle 23 alle 5 del mattino, mentre a Misik è stato fatto divieto di abbandonare la propria abitazione dalle 22 alle 6 del mattino per i prossimi 2 anni e 2 mesi.
Una sentenza che non arriva a sorpresa, a detta dell’attivista, che in precedenza aveva dichiarato: «In Russia la giustizia non esiste, il giudice si schiererà con il pm: la Russia non vuole cittadini che hanno opinioni».
(da agenzie)

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SONDAGGIO SWG LA7: CRESCITA DI LEGA, PD E FDI, CALO DI M5S, MA IL VANTAGGIO DELLA LEGA SUL PD SI RIDUCE

Maggio 11th, 2021 Riccardo Fucile

ANCHE IL SONDAGGIO DI DEMOPOLIS E’ ANALOGO…. LA MAGGIORANZA DEGLI ITALIA A FAVORE DEL DDL ZAN

I sondaggi politici di Swg presentati da Enrico Mentana durante il Tg di La7 vedono una crescita dei primi tre partiti nella graduatoria.
Lega, Partito Democratico e Fratelli d’Italia hanno tutti il segno + davanti alle percentuali, mentre c’è un calo del MoVimento 5 Stelle.
Secondo la rilevazione di Swg la Lega, dopo settimane di caduta, guadagna lo 0,4% e torna sopra quota 21 (21,3%).
Il Partito Democratico fa meglio e porta a casa mezzo punto percentuale in più attestandosi al 19,5% e riducendo al di sotto dei due punti il suo svantaggio dal Carroccio.
Ma dietro il Pd c’è Fratelli d’Italia, in crescita dello 0,4% e comunque vicino al partito di Enrico Letta, dal quale lo distanziano pochi decimi di punto.
Il MoVimento 5 Stelle invece perde lo 0,8%, forse anche a causa dell’impasse su Conte Leader. Oggi è al 17%.
Subito dopo il quartetto di testa, che è distanziato di soli 4,3 punti percentuali, c’è una voragine. Forza Italia è al 6,7% e guadagna lo 0,1%. Azione di Carlo Calenda cresce dello 0,2% e arriva al 3,7%. Sinistra Italiana cresce dello 0,1% ed è al 3%.
Così come Italia Viva che però è all’1,8%. Più Europa perde lo 0,3% in una settimana, così come i Verdi: il partito di Emma Bonino è all’1,7%, quello di Angelo Bonelli è all’1,8%.
Più indietro c’è Mdp-Articolo 1 che sta all’1,6% e Cambiamo! di Giovanni Toti, accreditato dell’1% delle preferenze. Il 41% degli elettori preferisce non esprimere preferenze.
Ddl Zan piace agli italiani
Swg ha anche chiesto l’opinione degli italiani sul Ddl Zan. Secondo il campione il 57% è convinto che il nostro paesi aspetti da troppo tempo una legge come questa, anche se non è attraverso le norme che si cambia la mentalità delle persone.
Il 52% dice consentirà di ridurre in modo importante la discriminazione nei confronti di omosessuali, transessuali, donne e disabili.
Secondo il 43% degli italiani il Ddl deve essere riformulato perché rischia di limitare la libertà di espressione
SONDAGGIO DEMOPOLIS
Intanto la fotografia sul peso dei partiti scattata, per Rai Radio1, dal Barometro Politico di maggio dell’Istituto Demopolis di Pietro Vento dice che se si votasse oggi per le Politiche, la Lega sarebbe primo partito con il 21,5%. Con un lieve calo negli ultimi giorni, si riduce ulteriormente il vantaggio sul Pd che otterrebbe il 20% e su Fratelli d’Italia al 18,4%, che sembra beneficiare del ruolo di opposizione; il Movimento 5 Stelle avrebbe il 16,5%.
Più distanti restano Forza Italia al 7,6% e la Sinistra con LeU al 3,5%; Azione avrebbe il 2,6%, Italia Viva il 2%.
“Due elementi – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – colpiscono particolarmente nei dati: per la prima volta, i 4 maggiori partiti italiani – Lega, Pd, Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle – sono dentro una forbice di 5 punti, tra il 21,5 e il 16,5%. E la distanza tra le prime 2 forze politiche si è ridotta ad 1 punto e mezzo”.
(da agenzie)

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LA DENUNCIA DI REPORT: TUTTE LE CONTRADDIZIONI NELLE RISPOSTE DEL DEPUTATO DI ITALIA VIVA

Maggio 11th, 2021 Riccardo Fucile

IL CONFRONTO TRA REPORT E LUCIANO NOBILI

Domandare è lecito e questo sacrosanto principio è la base della democrazia.
Ma il caso delle risposte di Luciano Nobili al giornalista di Report rischia di essere un boomerang mediatico per Italia Viva.
Dopo la messa in onda – lunedì 3 maggio – di quel video che immortalava l’incontro (poco prima dello scorso Natale) tra Matteo Renzi e Marco Mancini (del Dis) nel parcheggio dell’Autogrill di Fiano Romano, il deputato di IV Luciano Nobili ha presentato un’interrogazione parlamentare su una presunta fattura emessa da Tarantula Luxembourg nei confronti della Rai (circostanza già smentita il giorno dopo le polemiche). Giorgio Mottola, inviato della trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci, fatto molte domande al parlamentare e alcune risposte sono state contraddittorie.
Un confronto acceso sintetizzato in poco più di sei minuti da Report
Si parte dall’interrogazione parlamentare annunciata da Luciano Nobili la scorsa settimana. Il pressing dell’inviato di Report porta il deputato di Italia Viva a spiegare che:
“Fare una interrogazione parlamentare è una cosa molto grave poiché farla è una prerogativa di libertà di un parlamentare della Repubblica, un mio diritto e io non me lo faccio conculcare da una trasmissione televisiva. Io voglio sapere la Rai come spende i suoi soldi. La Rai può rispondermi dicendo che c’era una fattura pagata a Tarantula oppure che non c’è. Nel primo caso continuerò a fare domande e perché c’è questo pagamento. Nel secondo caso sono più leggero perché Report ha fatto un servizio indegno ma almeno senza far spendere altri soldi agli italiani”.
La fattura, secondo quanto dichiarato da Sigfrido Ranucci, non c’è e non esiste. E non solo. Quel dossier contro la trasmissione di Rai3 (accusata di creare inchieste ad hoc per attaccare Matteo Renzi) sarebbe un falso che si basa su fatti mai avvenuti e non riscontrati.
E c’è stato spazio anche per la figura dell’ex manager di Finmeccanica Francesco Maria Tuccillo, indicato in quel dossier come la fonte di Report e per cui la Rai avrebbe pagato quei famosi 45mila euro attraverso la società lussemburghese (fattura di cui, al momento, non vi è traccia).
Qui il caso diventa più spinoso: Report sottolinea come non sia una sua fonte e che l’unico incontro tra i giornalisti e l’uomo non sia mai andato in onda.
Allora Mottola chiede a Luciano Nobili: “Come facevate a sapere il nome di una fonte protetta?”. Il deputato di Italia Viva ha replicato: “Non avete solo voi quelle informazioni, ce le abbiamo anche noi le informazioni”. Poi parla di “fonti giornalistiche (interne, ndr) stanche del fatto che la Rai ricorra a professionalità esterne”.
La risposta di Sigfrido Ranucci
“L’onorevole Nobili e i colleghi giornalisti che hanno avuto tra le mani quel dossier che nessuno ci ha fatto vedere nonostante ci riguardasse, vadano in procura a denunciare chi glielo ha fornito. In questo caso non c’è da tutelare una fonte, ma un avvelenatore di pozzi che ha svolto un’attività di dossieraggio falsa. In gioco non c’è la dignità e la credibilità di una trasmissione della televisione pubblica, ma la libera informazione che è il cane da guardia della democrazia. Se consentiamo a un avvelenatore di abbassare l’asticella a questo punto, lo lasceremo libero di avvelenare oggi Report, domani chissà”.
(da agenzie)

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LA TESTIMONE DI REPORT SMENTISCE RENZI: “NON SI SONO SCAMBIATI I BABBI”

Maggio 11th, 2021 Riccardo Fucile

L’INSEGNANTE HA RICOSTRUITO LE DINAMICHE DELL’INCONTRO CHE HA FILMATO PER CASO

La replica di Report alle accuse mosse da Italia Viva (con tanto di interrogazione parlamentare) nei confronti della trasmissione condotta sa Sigfrido Ranucci dopo il servizio mandato in onda la scorsa settimana, si è sviluppata anche con il racconto dell’insegnante che ha ripreso con il suo smartphone quell’incontro all’Autogrill di Fiano Romano tra Matteo Renzi e Marco Mancini.
La donna – la cui identità rimane riservata – ha spiegato che, a differenza di quanto sostenuto dal senatore di IV, non c’è stato alcuno scambio di “babbi” natalizi tra i due. Questo il racconto della testimone Report video Renzi proprio alla trasmissione che ha realizzato l’inchiesta partendo dal suo filmato.
“Dovevo incontrarlo al Senato, me n’ero dimenticato. Doveva portarmi i babbi, un dolce romagnolo”. Questo aveva detto Matteo Renzi la scorsa settimana dopo l’esplosione della polemica per il video mandato in onda da Report. Questa circostanza, però, è stata smentita dall’insegnante che ha spiegato come non ci sia stato alcuno scambio di doni natalizi (era il periodo di Natale del 2020) tra i due.
La donna ha spiegato (e ribadito) le dinamiche che l’hanno portata a essere in quel posto nel momento in cui ha visto arrivare il senatore di Italia Viva.
Il padre (intervenuto anche lui raccontando la sua patologia) si era sentito male a causa dei medicinali che deve assumere per la sua malattia.
L’insegnante, mentre suo papà era in bagno, ha notato Renzi e la sua scorta arrivare nel parcheggio. Non sapeva chi fosse il suo interlocutore e lo ha scoperto solo dopo il servizio di Report.
Inoltre, il video inviato a Report (prima mandato alla redazione di un quotidiano online) non dura 40 minuti – durata dell’incontro -, ma solamente 28 secondi. Ma nei 40 minuti non c’è stato alcuno scambio di babbi.
(da agenzie)

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BERLUSCONI RICOVERATO AL SAN RAFFAELE D’URGENZA

Maggio 11th, 2021 Riccardo Fucile

“NON STA BENE, ERA SORRETTO DALLE GUARDIE DEL CORPO E DA ZANGRILLO”

L’ex premier Silvio Berlusconi è arrivato questa mattina molto presto all’ospedale San Raffaele di Milano. Si trova ora nella suite al sesto piano del reparto Diamante. Berlusconi, secondo quando riferiscono fonti vicine al suo entourage all’AdnKronos, non stava bene ed era assistito in una camera attrezzata della dimora di Arcore. In ospedale è entrato intorno alle 5 del mattino.
E’ stato visto uscire dalla macchina affaticato, sorretto dalle guardie del corpo e dal medico curante, il professor Alberto Zangrillo.
Secondo quanto riferito da fonti, il leader di Forza Italia sta proseguendo alcune terapie per superare gli strascichi del Covid, che lo ha colpito lo scorso autunno. In queste settimane i ricoveri dell’ex presidente del Consiglio, 84 anni, si erano intrecciati con numerosi rinvii del processo Ruby Ter di Siena, dove ormai oltre un anno fa la pm Valentina Magnini aveva chiesto la sua condanna per l’accusa di corruzione in atti giudiziari insieme al pianista senese di Arcore Danilo Mariani. Dopo l’ultimo rinvio, la prossima udienza è fissata per il 13 maggio.
Il primo rinvio è avvenuto il 21 maggio 2020 per l’impedimento dei legali di raggiugere Siena a causa delle restrizioni agli spostamenti tra regioni per il Covid, il secondo l’1 ottobre a causa della positività al coronavirus di Berlusconi, il terzo il 25 novembre alla luce della volontà dell’ex premier di deporre in aula, il quarto il 14 gennaio di quest’anno, per gli accertamenti di salute all’ospedale di Monaco. Quindi l’ultimo ricovero, iniziato il 6 aprile e terminato l’1 maggio, aveva comportato due slittamenti dell’ultima udienza.
Il giudice ha deciso che il processo Ruby sarà sospeso finché Berlusconi non uscirà dal ricovero al San Raffaele. I giudici hanno rinviato l’ultima udienza al 19 maggio, quando si verificherà se ci saranno state o meno le dimissioni. In caso di uscita dall’ospedale dell’ex premier per quella data, se la difesa segnalerà ancora problemi di salute, il Tribunale valuterà di disporre una perizia con accertamenti medici.
Il dibattimento vede imputati, a vario titolo, Berlusconi e altre 28 persone per corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza nell’ambito delle presunte “cene eleganti” ad Arcore.
Il 21 aprile scorso i giudici hanno sospeso il processo perché un testimone, il ragionier Spinelli, non aveva ancora ricevuto il vaccino. Già il 24 marzo scorso infatti Spinelli, chiamato come teste dai pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, aveva depositato un’istanza di impedimento. Aveva sostenuto di non aver ricevuto ancora la seconda dose del vaccino e, dunque, di non poter essere in aula.
(da agenzie)

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UNDICI INDAGATI PER LE OFFESE A MATTARELLA SU TWITTER

Maggio 11th, 2021 Riccardo Fucile

UN INDAGATO E’ UN DOCENTE UNIVERSITARIO COLLEGATO A GRUPPI SOVRANISTI

La retata delle offese a Mattarella su Twitter. I carabinieri del Ros, con i colleghi dei Comandi provinciali di Roma, Latina, Padova, Bologna, Trento, Perugia, Torino e Verbania, hanno eseguito due decreti di perquisizione emessi dalla procura di Roma. Nei guai sono finiti 11 indagati per i reati di offesa all’onore e al prestigio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e istigazione a delinquere.
Le perquisizioni rientrano infatti in un più ampio approfondimento che la procura capitolina sta svolgendo da tempo con il Ros.
Il Reparto Anticrimine già nello scorso agosto ha eseguito un analogo provvedimento nei confronti un 46enne residente nella provincia di Lecce, molto attivo su Twitter.
Le indagini più recenti hanno poi consentito di rilevare la diffusione nel web di “plurime condotte offensive nei confronti del capo dello Stato. Che appaiono frutto di una elaborata strategia di aggressione alle più alte istituzioni del Paese”.
“Numerosi sono stati i post e i contenuti multimediali offensivi rilevati dal Ros tra aprile 2020 e febbraio 2021”, dice il comunicato del Ros. Anche grazie all’impiego del Reparto indagini telematiche, unità del Ros specializzata nelle investigazioni telematiche e web. È stata quindi pazientemente ricostruita “la rete relazionale e le abitudini social dei soggetti coinvolti nelle azioni delittuose, di età compresa tra i 44 e i 65 anni. Tra questi figurano impiegati e professionisti”.
Le perquisizioni, estese agli account telematici e ai profili social degli indagati, hanno infine permesso il sequestro di numerosi sistemi e apparati informatici. Sono stati utilizzati per rivolgere le offese al capo dello Stato. Inoltre, gli accertamenti hanno consentito di individuare come tre dei perquisiti gravitassero in ambienti di estrema destra e a vocazione sovranista.
E avessero manifestato vicinanza alle relative iniziative. Uno dei perquisiti, un professore universitario di 53 anni, è risultato in collegamento con gruppi e militanti di ispirazione suprematista e antisemita tramite la piattaforma social russa VKontakte
(da La Notizia)

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SALVINI PASSERA’ L’ESTATE A INSEGUIRE LA MELONI

Maggio 10th, 2021 Riccardo Fucile

CRISI DI GOVERNO, BATTAGLIA SUGLI SBARCHI E MOJITO

Ecco cosa accadrà: l’operazione simpatia di Giorgia Meloni per innescare la sua ascesa è iniziata, dalle interviste su quotidiani progressisti in cui sfoggia tutto il suo lato umano (e con giornalisti disattenti che si scordano di chiederle dei drammi umani degli altri) e con l’obiettivo per Fratelli d’Italia di riuscire a continuare la sua ascesa puntando ai voti anche dei moderati dopo avere svuotato l’elettorato incazzoso e deluso per gli ultimi smussamenti di Salvini.
Matteo Salvini dal canto suo continua a rimanere male in equilibrio nel suo doppio ruolo di uomo di governo e arrabbiato d’opposizione, apparendo piuttosto confuso e smussato.
Per riuscire a farsi notare deve riuscire a intestarsi qualcuno delle sue battaglie e poterla poi rivendere e per questo negli ultimi giorni ha insistito tanto sulla cancellazione del coprifuoco: sa benissimo che con i vaccini e con la diminuzione dei contagi prossimamente si avranno nuove aperture e gli verrà facile dirci con fare sornione che è solo merito suo e fa niente che in realtà il ritorno alla normalità stia semplicemente rispettando il cronoprogramma di governo.
In molti gli crederanno, gliene saranno grati e sarà l’occasione per dire che con Speranza e senza Salvini non sarebbe andata così.
Solo che la battaglia sul coprifuoco ormai è praticamente esaurita e allora Salvini tornerà di corsa al suo pezzo forte, gli sbarchi che inevitabilmente d’estate torneranno a intensificarsi sulle nostre coste, e così il nuovo “caso Speranza” si sposterà puntando la ministra dell’interno Lamorgese a cui Salvini chiederà di continuo di essere “più decisa”, di “fare rispettare i confini italiani” e di “battere i pugni sul tavolo dell’Europa”. Segnatevi le frasi, è tutto terribilmente prevedibile.
Solo che anche in questo caso per Giorgia Meloni sarà tutto più facile avendo le mani libere da qualsiasi briglia di governo e così presumibilmente Salvini alzerà la voce, affilerà i denti, arriverà perfino a sventolare lo scenario della crisi (“la pandemia è finita possiamo tornare a votare”, segnatevi anche questa) e il re dei giustizialisti, quello della “galera e buttare via le chiavi”, intanto sarà in giro per l’Italia a raccogliere firme con i Radicali (che brutta fine, i Radicali).
Insomma il leader della Lega è tutt’altro che tranquillo e il copione per l’estate sembra già scritto per essere recitato furioso come al solito.
Sullo sfondo, ovviamente, il Papeete e il mojito.
Non sarà difficile per Giorgia Meloni, no.
(da TPI)

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IL CONSIGLIERE DELLA LEGA AL RADUNO DEI NEGAZIONISTI A TODI

Maggio 10th, 2021 Riccardo Fucile

UN CONSIGLIERE REGIONALE CHE INTERVIENE A UN RADUNO NO VAX E’ IMBARAZZANTE

Valerio Mancini, consigliere regionale della Lega in Umbria, ha partecipato al No Paura Day di Todi. Ovvero un raduno negazionista in piazza del Popolo che ha raccolto un centinaio di persone ieri.
Durante il comizio sul tema no vax non sono mancate esibizioni con persone immortalate senza mascherina. La polizia le ha fotografate e identificate.
Per loro, scrive UmbriaJournal, potrebbero scattare le dovute sanzioni per il mancato rispetto delle norme anti Covid.
“Erano quattro gatti”, fa sapere laconico il sindaco di Todi, Antonino Ruggiano, “e mi conforta che i tuderti erano pochi, la maggior parte proveniva da altre zone della regione. Noi ribadiamo la fiducia nei vaccini, tanto che lavoriamo come volontari al punto vaccinale di Ponte Rio”.
Sull’intervento dell’esponente del Carroccio, in piazza del comune a Todi, ha scritto un post su Facebook anche Tommaso Bori – medico – consigliere regionale del Pd. «Lui è Valerio Mancini – scrive -, esponente storico della Lega in Umbria e Consigliere Regionale. Nella foto sta parlando ad un raduno di negazionisti. Ha partecipato ai NO PAURA DAY. Che non sono altro che assembramenti di individui in cui, senza mascherine, senza distanziamento e senza nessuna regola, si farnetica su l’inutilità dei vaccini e sull’inesistenza del COVID”.
“Questo fine settimana la città di Todi è stato teatro dell’ennesima tappa di questa insulsa manifestazione di no vax e no mask. Senza che il sindaco di Todi abbia fatto nulla per impedirlo. Questa cialtroneria antiscientifica è uno schiaffo alle numerose famiglie tuderti e umbre che il COVID ha colpito. A chi ha lottato in una camera di terapia intensiva e a chi, in particolare, ha perso un proprio caro. Tutto ciò è reso ancora più grave e vergognoso dalla presenza di un consigliere regionale e dal nullaosta del sindaco».
(da agenzie)

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MEDICI SENZA FRONTIERE: “IN LIBIA CENTRI DI DETENZIONE AL COLLASSO”

Maggio 10th, 2021 Riccardo Fucile

LA DENUNCIA DELLE ONG

Mentre a Lampedusa si susseguono gli sbarchi, il messaggio inviato al premier il 26 aprile dalle principali organizzazioni umanitarie sembra essere caduto nel vuoto. Lamorgese chiede «solidarietà» all’Europa. E intanto a Tripoli il numero di profughi detenuti è in continuo aumento
Quest’anno almeno 500 persone sono già morte nel tentativo di attraversare il Mediterraneo centrale, rispetto alle circa 150 vittime registrate nello stesso periodo del 2020.
I numeri, sempre spietati ma chiari, arrivano dall’Oim, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni.
Da Lampedusa ne arrivano altri: nelle ultime 24 ore ci sono stati 20 sbarchi, che hanno portato sull’isola siciliana 2.128 persone. E il governo Draghi, in vista di un’estate che si annuncia particolarmente calda sul fronte delle migrazioni, ha deciso di mettere in piedi una cabina di regia per affrontare il dossier insieme a tutti i ministri coinvolti: Interno, Esteri, Difesa e Trasporti.
Oggi la titolare del Viminale, Luciana Lamorgese, ha avuto un colloquio con la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson, che ha ringraziato l’Italia per il suo impegno sui flussi e ha riconosciuto che l’Europa deve dare un segnale di «solidarietà».
Ma il dossier non riguarda solo gli sbarchi. All’instabilità nel Sahel meridionale – in Ciad governo e parlamento sono stati sciolti dopo l’omicidio del presidente Idriss Déby e il potere è passato nelle mani di un Consiglio militare guidato da suo figlio – si aggiungono le difficoltà che il nuovo premier libico, Abdul Hamid Mohammed Dbeibah, sta incontrando nel favorire il processo di riconciliazione nazionale.
Proprio a Tripoli, il 6 aprile scorso, il premier italiano Mario Draghi ha compiuto il suo primo viaggio all’estero: «Noi esprimiamo soddisfazione per quello che la Libia fa, per i salvataggi, e nello stesso tempo aiutiamo e assistiamo la Libia», ha detto Draghi in quell’occasione. Ma i fatti più recenti indicano che la soddisfazione non è reciproca. Il 6 maggio una delle motovedette donate dal nostro Paese alla Guardia costiera libica ha sparato su tre pescherecci italiani, mentre l’ondata di sbarchi a Lampedusa testimonia come il controllo delle coste sia quantomeno inefficace.
Benvenuti (Msf): «Prima della redistribuzione vengono i soccorsi in mare e l’allargamento delle possibilità di uscire legalmente dalla Libia»
Fonti di governo dicono che è ancora troppo presto per sapere se Draghi porrà con forza il tema dei migranti in sede europea. In attesa del rinnovo del mandato di Frontex e della definizione del Patto su immigrazione e asilo, Roma punta a far ripartire da subito almeno l’accordo di Malta, ovvero il meccanismo di solidarietà volontaria per redistribuire in Europa i migranti che sbarcano nei Paesi costieri, sospeso a causa della pandemia di Coronavirus.
«Ma prima della redistribuzione vengono i soccorsi in mare e l’allargamento delle possibilità di uscire legalmente dalla Libia», fa notare a Open Bianca Benvenuti, advocacy manager della missione Libia/SAR di Medici senza frontiere, che tra novembre 2020 e febbraio 2021 è entrata nei centri di detenzione per migranti controllati dal governo di Tripoli, dove sono ammassate centinaia di persone.
Aggiunge Benvenuti: «Le condizioni nei centri continuano a essere disumane. Medici senza frontiere, così come altre organizzazioni internazionali, ha avuto accesso solo alle strutture ufficiali, ma sappiamo che in quelle non ufficiali le condizioni sono anche peggiori». Nei primi tre mesi del 2021 «il numero dei migranti detenuti è aumentato drasticamente a causa delle persone riportate indietro dalla Guardia costiera libica». E in alcuni centri in cui Medici senza frontiere lavora «il sovraffollamento è arrivato anche a tre persone al metro quadro». Le strutture sono fatiscenti, molte celle non hanno nemmeno le finestre ed è difficile persino avere accesso al cibo e all’acqua potabile.
«Ci siamo inoltre ritrovati a trattare ferite troppo fresche per essere avvenute prima del trasferimento dei migranti nei centri, pensiamo quindi che siano dovute alle violenze inflitte al loro interno», precisa ancora Benvenuti.
La recente ondata di sbarchi a Lampedusa, tuttavia, secondo Medici senza frontiere non dipende da un volontario allentamento dei controlli da parte della Guardia costiera libica, finalizzato ad alleggerire la pressione: «Non crediamo che ci sia una correlazione diretta tra livello di intercettazione e sovraffollamento, perché purtroppo il sistema di detenzione arbitrario libico ha una grande capacità. Non tutti i migranti riportati indietro finiscono nei centri ufficiali, spesso semplicemente spariscono dalla circolazione. E molti vengono rinchiusi nei centri non ufficiali, che possono essere aperti o chiusi in qualsiasi momento».
Come si spiega quindi l’improvviso aumento degli sbarchi?
Risponde sempre Benvenuti: «Da inizio 2021 il flusso di migranti dalla Libia è aumentato, così come è aumentato il numero delle persone riportate indietro. Secondo noi, ma a dirlo sono anche le Nazioni unite, la causa principale è l’instabilità della stessa Libia».
A causa della pandemia, inoltre, «sono calate le operazioni di rimpatrio assistito e anche i resettlement sono diminuiti, quindi per le persone che rimangono bloccate sull’altra sponda del Mediterraneo l’unica opzione che rimane è riprendere il mare».
In ogni caso, Benvenuti si è detta «molto sorpresa» che il premier Draghi abbia usato la parola «salvataggi» per descrivere le attività della Guardia costiera libica: «Per Medici senza frontiere, ma anche per altre organizzazioni internazionali e per le stesse Nazioni unite, la Libia non è un porto sicuro. Non sappiamo più come dirlo. La Guardia costiera di Tripoli fa un’attività di intercettazione e respingimento e non crediamo che ci si possa complimentare per questo».
Al momento, la presidenza del Consiglio non ha ancora risposto alla richiesta di incontro urgente che Open Arms, Msf, Alarm Phone, Emergency, Mediterranea, ResQ-People saving People, Sea Watch e Sos Mediterranee hanno inoltrato il 26 aprile, dopo il naufragio al largo della Libia in cui sono morte 130 persone. Per due giorni i migranti avevano lanciato invano richieste d’aiuto. Ma la speranza, conclude Benvenuti, è comunque quella di riuscire ad aprire «un’interlocuzione con il governo, per portare sui tavoli istituzionali le nostre proposte e le nostre osservazioni sul Mediterraneo centrale».
(da agenzie)

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