Maggio 10th, 2021 Riccardo Fucile
AVEVA FALSIFICATO LA DIAGNOSI PER ORDINI SUPERIORI… ORA SPARISCE: ERA DIVENTATO UN TESTIMONE SCOMODO?
Venne accusato dai sostenitori dell’attivista di aver falsificato la diagnosi, rendendosi responsabile del ritardo del trasferimento in Germania per le appropriate cure
Alexander Murakhovsky, primario del pronto soccorso della clinica di Omsk dove l’oppositore del Cremlino Alexei Navalny venne curato subito dopo essere stato avvelenato lo scorso agosto, è scomparso venerdì, giorno in cui si sono perse le sue tracce dopo una battuta di caccia in una foresta nella regione di Omsk, a Est di Mosca. Secondo quanto riferito da fonti della polizia all’agenzia Tass, gli agenti lo stanno ricercando con l’ausilio di droni, elicotteri e volontari.
Il dottor Murakhovsky, nel frattempo nominato ministro della Sanità della Siberia, era stato il medico che dopo l’ospedalizzazione di Navalny dichiarò che i risultati delle analisi dell’oppositore di Vladimir Putin non mostravano tracce di avvelenamento da Novichok.
Il tutto venne successivamente smentito dall’OPCW (l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche). E Murakhovsky venne accusato dai sostenitori dell’oppositore del Cremlino di aver falsificato la diagnosi, rendendosi responsabile del ritardo del trasferimento in Germania di Navalny per le appropriate cure.
(da agenzie)
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Maggio 10th, 2021 Riccardo Fucile
DOCUMENTI FALSI CHE DIFFAMANO REPORT SPEDITI AI GIORNALI… QUESTA SERA LA SECONDA PUNTATA
Questa sera Report manda in onda, coperto, il padre di quella che i renziani
chiamano “la professoressa bionica”, la testimone dell’ormai noto e discusso incontro del 23 dicembre 2020 all’autogrill tra il capo di Italia Viva e il dirigente dei Servizi segreti Marco Mancini, che aspirava a una promozione.
L’anziano signore è costretto a spiegare che soffre “di una patologia che mi obbliga ad assumere dei farmaci abbastanza potenti per una leucemia mieloidecronica (…)
Questi farmaci producono questi effetti (…) attacchi ripetuti per cui sono stato costretto a entrare e uscire dal bagno diverse volte…”.
E questo per giustificare che la figlia, insegnante, si sia trattenuta nel parcheggio dell’autogrill di Fiano Romano durante i circa 40 minuti del colloquio tra Matteo Renzi e Mancini, abbia scattato alcune foto – che ha spedito subito al Fatto, purtroppo non le abbiamo viste – e girato un video di 28 secondi.
Ma soprattutto Report prova a ricostruire il dossier che gira da tre mesi e ora è finito in un’interrogazione del renziano Luciano Nobili contro la trasmissione di Sigfrido Ranucci, annunciata dallo stesso Renzi mentre spiegava di Mancini.
Parla di una fattura da 45mila euro che la Rai avrebbe pagato a una società lussemburghese in relazione a un imprecisato aiuto che un ex manager di Finmeccanica, Francesco Maria Tuccillo, avrebbe dato a Report per il servizio di novembre 2020 su Alitalia e Piaggio Aerospace, che coinvolgeva Renzi.
La fattura non si trova, Nobili non ce l’ha e a Report dice “non avete solo voi quelle informazioni, ce le abbiamo anche noi le informazioni”, accenna a “fonti giornalistiche stanche del fatto che la Rai ricorra a professionalità esterne”, a “dipendenti Rai”.
“Non è una nostra fonte” ma “l’abbiamo incontrato, una sola volta”, racconta Ranucci. “Che Nobili ne fosse a conoscenza – osserva – è un fatto gravissimo, per la libertà di stampa ma anche per il funzionamento democratico di un Paese”.
Ranucci ricorda che Tuccillo “è stato tra i manager di Piaggio Aerospace che più si sono opposti al nuovo management filoarabo, sponsorizzato dal governo Renzi. Fu proprio Renzi che aprì le porte di un’azienda strategica per la sicurezza del Paese come Piaggio Aerspace, che produce tecnologia militare, agli Emirati Arabi. (…) Inolte Tuccillo aveva contribuito a catturare Roberto Vito Palazzolo, in arte Roberto Von Palace, il boss su cui aveva indagato Falcone e che da latitante in Sudafrica riciclava i soldi di Cosa nostra e avrebbe aiutato Finmeccanica a vendere gli elicotteri”.
Anche Tuccillo nega. La società lussemburghese dice di non conoscerlo.Le fonti dei giornalisti sono protette dalla legge sul segreto professionale, infatti ci allarmiamo se sono esposte a perquisizioni e intercettazioni e a maggior ragione se finiscono nel mirino di un partito che gioca alla controinformazione sui giornalisti sgraditi. Sarebbe inquietante se la magistratura cedesse alla richiesta di Renzi di perquisire l’insegnante perché sostiene di essere stato “intercettato”, quando al più è stato filmato per 28 secondi in luogo aperto al pubblico, senza captare una parola. Sarebbe un’intimidazione per chiunque accetti di parlare riservatamente con un giornalista.
Infatti Franco Bechis, direttore del Tempo e Augusto Minzolini, oggi editorialista del Giornale, non risulta abbiano denunciato chi, tre mesi fa, consegnò loro il dossier finito poi ai detective di Italia Viva.
Entrambi spiegano a Report di averlo ritenuto falso, ma ne usarono una parte su Rocco Casalino: si parlava di mail tra l’ex portavoce di Giuseppe Conte e Ranucci, chiamato “un conduttore Rai”, a proposito di contenuti da mandare in onda. Entrambi hanno smentito, nessuno mostra le mail.
L’incontro tra Renzi e Mancini non è uno scandalo in sé ma è una notizia, se non altro per la location autostradale; la concomitanza con la crisi del governo Conte 2 che si consumava anche sul tema della delega ai Servizi tenuta per sé dall’ex presidente del Consiglio; la figura di un dirigente dell’intelligence passato indenne per vicende oscure (Abu Omar, lo spionaggio Telekom) anche grazie al segreto di Stato, con un’ampia rete di relazioni e in conflitto con altri settori degli apparati, che aspirava a una vicedirezione e non l’ha avuta.
Infatti il Comitato parlamentare di controllo sui Servizi sentirà Gennaro Vecchione, capo del Dis e di Mancini.
È ben più scandaloso che Renzi reagisca con un’interrogazione basata sul dossier falso che qualcuno ha fatto arrivare a tre giornali e a Italia Viva.
(da La Notizia)
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Maggio 10th, 2021 Riccardo Fucile
L’EX MINISTRO SPIEGA LA SUA DECISIONE E LE PRIORITA’ PER LA CAPITALE
“Non è stata una decisione facile da prendere perché far bene il sindaco di Roma è un’impresa da far tremare le vene ai polsi, un’enorme responsabilità, e presuppone un impegno continuo, senza sosta. Ma dopo una lunga riflessione ho deciso di accettare perché penso di poter aiutare la mia città a vincere la sfida del rilancio, della buona amministrazione e dello sviluppo equo e sostenibile: una sfida che non riguarda solo i cittadini romani ma tutto il Paese. Perché se non riparte Roma non riparte l’Italia”
“Con Nicola ci siamo sentiti e coordinati costantemente: siamo e saremo una squadra. La sua sarebbe stata una candidatura forte, di peso, ma ha alla fine ha prevalso il grande rispetto delle istituzioni che lo ha sempre contraddistinto. Io affronto questo impegno con umiltà, ma anche con la convinzione di poter dare molto a Roma. Da ministro ho fronteggiato la più difficile crisi del Dopoguerra: metterò esperienza e passione al servizio della mia città. – continua Gualtieri – Io penso che ai romani preoccupi innanzitutto il gap con le altre capitali europee e che sceglieranno la proposta più credibile tra quelle in campo per colmarlo. Il Pd e le forze di centrosinistra che si sono raccolte nella piattaforma ‘Insieme per Roma’ sono forti e radicati in città. E siamo la prima coalizione nei sondaggi”.
“Raggi non è stata all’altezza e non ha saputo interrompere il declino della città. Credo sia evidente a tutti che Roma merita di più e deve voltare pagina. – prosegue Gualtieri – Non esiste un rilancio di Roma senza una profonda rigenerazione delle sue periferie, che richiede risorse, investimenti, visione. Servono infrastrutture, buona amministrazione, ma anche un forte intervento che punti al lavoro, allo sviluppo, all’ambiente, all’inclusione sociale e alla riduzione delle diseguaglianze. E occorre far leva su una intelligenza diffusa che va mobilitata e coinvolta in un processo che non è solo amministrativo ed economico ma anche sociale e culturale”.
“Roma viene da una lunga stagione di declino, aggravata dalla pandemia. Oggi abbiamo l’opportunità di farne il motore della ripartenza del Paese con il Next Generation Eu e lo sviluppo equo e sostenibile. Preseneteremo presto il nostro programma, che andrà dal rilancio della cura del ferro combinata con una mobilità flessibile e tecnologicamente avanzata alle politiche di inclusione, dall’economia circolare all’innovazione. Lavorerò da sindaco perché Roma diventi la capitale europea dell’economia della conoscenza, della ricerca, della scienza e della cultura”, conclude Gualtieri.
(da agenzie)
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Maggio 10th, 2021 Riccardo Fucile
SAVIANO SMONTA TUTTE LE MENZOGNE CHE RACCONTANO CONTRO IL DECRETO
Ieri Roberto Saviano ha smontato in pochi minuti tutte le menzogne che sono
state raccontate come spauracchio per ritardare e ostacolare l’approvazione del DDL Zan
“Le polemiche di questi giorni hanno contribuito ad accendere i riflettori sul Ddl Zan, un disegno di legge che dopo essere stato approvato alla Camera a novembre scorso era rimasto in stallo al Senato per 6 mesi”, ha iniziato a spiegare lo scrittore:
“Un tempo infinito, che è servito ai partiti politici ostruzionisti a polarizzare – o disorientare a proprio favore – l’opinione pubblica, a sollecitare la propria base elettorale paventando ogni sorta di pericolo in agguato dietro questa legge.”
Saviano elenca tutte le fake news sulla legge, dalle lezioni gender nelle scuole all’utero in affitto per arrivare al Natale cancellato. Poi spiega cosa è davvero: “Il Ddl Zan intende estendere la Legge Mancino anche a motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità, che verrebbero quindi aggiunti a quest’articolo del Codice penale”, e soprattutto cosa non è: “Il Ddl non contiene alcun riferimento alla maternità surrogata, all’adozione o al matrimonio gay, che sono solo obiezioni strumentali con l’effetto di farlo naufragare”, ricordando anche che chi dice che sia una legge liberticida racconta una menzogna: “C’è poi chi sostiene che il Ddl Zan rappresenti una minaccia per la libertà di espressione, che si trasformerebbe in una legge bavaglio, ma in realtà è proprio il suo testo a specificare che la libertà di espressione è tutelata, all’articolo 4”.
Perché dunque serve il DDL Zan? Saviano sottolinea: “In realtà, anche quando viene riconosciuta l’aggravante per motivi futili e abietti , non si riconosce comunque l’aggravante dei crimini d’odio, in cui si colpisce una persona in quanto appartenente a una minoranza”, ricordando quanti episodi di violenza sono stati denunciati: “Ma basta guardare i dati per capire che non è così. Dal maggio 2019 al maggio 2020 l’Arcigay ha raccolto 138 casi di crimini d’odio nei confronti di persone Lgbt, molti altri ne sono stati registrati nel corso dell’anno. Tra questi ci sono anche omicidi e aggressioni, commessi da Nord a Sud. Non sono bravate, sono crimini, e una legge che prevede delle aggravanti non è un capriccio, ma rappresenterebbe un deterrente per atteggiamenti e comportamenti discriminatori.”
(da agenzie)
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Maggio 10th, 2021 Riccardo Fucile
IL VIDEO DELLA FEROCE AGGRESSIONE FINISCE SUI SOCIAL
La Polizia di Imperia ha rintracciato e denunciato a piede libero tre persone, responsabili dell’aggressione avvenuta ieri pomeriggio a Ventimiglia su un cittadino extracomunitario. I tre, che saranno denunciati per lesioni aggravate dall’uso di corpi contundenti, sono tutti residenti a Ventimiglia e uno di loro ha precedenti di polizia. E’ al vaglio la posizione di una quarta persona che compare nel video al termine dell’aggressione.
L’aggressione del migrante a sprangate è avvenuta all’angolo tra via Roma e via Ruffini, dietro al Comune e alla caserma della polizia di frontiera. L’uomo, che non è stato ancora identificato ma che avrebbe tra i 30 e i 40 anni, è stato soccorso dal personale sanitario del 118 e portato in ospedale a Sanremo.
Ha riportato diverse lesioni, tra cui un forte trauma facciale, ma le sue condizioni non sono ritenute gravi. La vicenda è ricostruita in queste ore dalla polizia, anche grazie al video diffuso subito dopo l’aggressione sui social che mostra tutta la violenza di quanto successo.
Nel filmato postato da un utente su Facebook si vedono due persone armate di bastone e di una specie di tubo che, assieme a una terza persona a mani nude, rincorrono il ragazzo e lo picchiano con ferocia, anche quando è ormai a terra.
Oltre alle grida dello straniero aggredito, nel filmato si sente la voce in sottofondo di una donna che urla: “Lo ammazza”, “Lo sta ammazzando”, “scendete, aiutatelo che lo stanno ammazzando”.
La polizia ha anche acquisito i filmati del circuito di videosorveglianza cittadino e di alcune telecamere private della zona per identificare gli aggressori.
(da agenzie)
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Maggio 10th, 2021 Riccardo Fucile
SUCCEDE IN VENETO: LA GIUSTA DECISIONE A CAUSA DEL COMPORTAMENTO INCIVILE DI CHI UTILIZZA I CAMPETTI, COSI’ IMPARANO L’EDUCAZIONE
A mali estremi, estremi rimedi. La decisione sui generis di don Mirco Pasini ha
diviso la comunità di Torre di Fine, piccolo centro frazione di Eraclea (in provincia di Eraclea). Per mettere un freno alle troppe bestemmie, alle urla e al comportamento incivile di alcune persone, il parroco della chiesa di San Ferdinando Re ha deciso di far rimuovere le porte dal campo di calcetto all’interno dei terreni della sua oratorio. Stesso destino anche per quello, vicino, dedicato al basket.
Come riporta Il Gazzettino, don Mirco Pasini ha provato – per mesi – a dissuadere i giovani che frequentano e utilizzano i campi da gioco della sua parrocchia, tentando la via del dialogo.
Si tratta di giovani tra i 16 e i 18 anni che, però, non sembrano aver accolto a braccia aperte le indicazioni date dal parroco per l’utilizzo del manto erboso sui cui è possibile giocare a calcetto.
Per questo motivo, dopo una trattativa dialettica non andata a buon fine, ecco arrivare il gesto forte: rimuovere le porte e i canestri per rendere quegli spazi – di fatto – inutilizzabili per giocare e praticare sport.
Per colpa di pochi, ci rimetteranno tutti. Lo sa bene don Mirco Pasini che, però, è sicuro che questa sua mossa possa scuotere le coscienze. Perché non si tratta solamente di imprecazioni, ma anche di mozziconi di sigaretta gettati a terra e di urla sguaiate, anche durante le funzioni.
“Il problema non è solo di fede. Bestemmiano anche contro il sottoscritto, usano un linguaggio non consono, non c’è alcun rispetto della comunità e gettano rifiuti a terra”, ha spiegato il parroco a Il Gazzettino. Dopo il suo annuncio, alcuni giovani hanno chiesto di poter ripulire la zona esterna dell’oratorio.
(da agenzie)
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Maggio 10th, 2021 Riccardo Fucile
LA VEDOVA DEL CAMPIONE DEL MONDO RACCONTA I PRIMI MESI SENZA DI LUI
Il 7 maggio Sofia Elena Rossi ha compiuto nove anni e in regalo ha ricevuto 9 rose rosse. “Auguri mia Principessa. Con tutto l’amore di sempre. Papà”, recitava il biglietto.
Era il 26 gennaio quando la sorella maggiore, Maria Vittoria, di rose ne riceveva 11, tanti quanto gli anni che compiva quel giorno. Le due bambine sono figlie di Paolo Rossi, il campione del Mondiale 1982 scomparso lo scorso dicembre.
E’ stato lui a chiedere alla moglie, Federica Cappelletti, di far sì che le figlie lo ricordassero, regalando loro un mazzo di rose, tante quanti gli anni compiuti, per ogni compleanno senza di lui.
Si legge sul Corriere della sera:
“Paolo è con noi sempre. Sabato scorso, per esempio, siamo andate al mare noi tre, e le bambine mi hanno chiesto di portare qualcosa del padre, in modo che ci fosse anche lui. Ci portiamo sempre dietro qualcosa, dipende: magliette, maglioni, la copia della Coppa del Mondo… Sofia Elena e Maria Vittoria hanno creato un rapporto simbolico con il padre molto delicato: la grande, quando deve riflettere, va a rinchiudersi nella nostra stanza, dice che è la camera dei segreti dove incontra il papà; la piccola giorni fa mi ha detto: ‘Ho un segreto, ma lo sa solo papà’”.
La giornalista è riuscita a far tornare in Italia la famosa maglia numero 20 che suo marito indossava il giorno dei tre gol al Brasile, pagandola 50 mila euro.
“Paolo mi ha sempre voluta accanto pure nella gestione della sua vita professionale e dunque l’ho sempre vissuta in prima persona. Ho saputo da subito che c’era una parte di lui che apparteneva a tutti. Ma poi c’era il privato, i nostri momenti di intimità con le bambine: ho avuto la fortuna di vivere questo e nessuno me lo potrà mai togliere”
(da Huffingtonpost)
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Maggio 9th, 2021 Riccardo Fucile
SI DELINEA LO SCENARIO DEL CENTROSINISTRA NELLA CORSA AL CAMPIDOGLIO… I SOVRANISTI CONTINUANO A LITIGARE
“Il Movimento5Stelle su Roma ha un ottimo candidato: si chiama Virginia Raggi, il
sindaco uscente. Il Movimento l’appoggia in maniera compatta e convinta, a tutti i livelli. Virginia sta dando un nuovo volto alla città”. Così l’ex premier e leader in pectore dei 5s in un intervento a La Stampa.it.
“Non so chi verrà indicato dal Pd come candidato ufficiale e rispetteremo le loro scelte. Ci auguriamo però che la loro decisione non metta in discussione il lavoro comune che da qualche mese è stato proficuamente avviato a livello di governo regionale, che merita di essere portato a termine fino alla fine della legislatura”.
“Virginia sta dando un nuovo volto alla città e dopo una fase iniziale in cui la sua amministrazione ha dovuto dare segni di discontinuità con le gestioni del passato e ha dovuto tanto seminare, da un po’ di tempo si iniziano a vedere i chiari frutti di questo intenso lavoro e i romani se ne stanno rendendo conto ogni giorno di più”, spiega Conte. “Dispiace che a Roma non si siano realizzate le condizioni per pianificare con il Pd una campagna elettorale in stretta sinergia”.
Conte si augura che la scelta del Pd per il Campidoglio “non metta in discussione il lavoro comune che da qualche mese è stato proficuamente avviato a livello di governo regionale, che merita di essere portato a termine fino alla fine della legislatura nell’interesse di tutti i cittadini della Regione”.
I contenuti del suo intervento sul destino del Campidoglio vengono riportati anche da un articolo del Fatto Quotidiano online.
Gualtieri si candida. Letta lo ritwitta: Forza!
“Mi metto a disposizione di Roma, con umiltà e orgoglio. Partecipo alle primarie del 20 giugno. Costruiamo insieme il futuro della nostra città: io ci sono!”. Lo scrive su twitter l’ex ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Il segretario del Pd Enrico Letta ha ritwittato l’annuncio di Gualtieri , aggiungendo tre emoticon del segno di forza.
“Mi metto a disposizione di Roma, con umiltà e orgoglio. Partecipo alle primarie del 20 giugno. Costruiamo insieme il futuro della nostra città: io ci sono!”. Lo annuncia su Twitter l’ex ministro Roberto Gualtieri annunciando la sua corsa alla candidatura per il Campidoglio.
(da agenzie)
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Maggio 9th, 2021 Riccardo Fucile
L’EX PREMIER ANDRA’ DAL GARANTE PER CHIEDERE CHE CASALEGNO CONSEGNI I DATI SUGLI ISCRITTI
Ormai è troppo tardi. Trapelerebbe questo da chi è vicino all’ex premier Giuseppe Conte: Davide Casaleggio ha avuto tempo per rimetterci, e ha preferito lo scontro aperto. Anche se ora – come fa chi si pente di quanto (non) ha fatto – il figlio del fondatore del 5 Stelle sembra che abbia cambiato idea. Ma ripercorriamo la storia.
La questione è questa: Giuseppe Conte deve essere legittimato. Per tutti, militanti e non, lui ora è il capo politico del Movimento: l’ha incoronato proprio Beppe Grillo, di fatto rompendo con Casaleggio. Figlio di Gianroberto, con cui il comico aveva fondato il 5 Stelle.
Perché rompendo? Perché proprio nei giorni in cui Beppe Grillo prendeva questa decisione, sulla piattaforma Rousseau (che è dove i militanti si possono esprimere tramite quella che loro chiamano “democrazia diretta”) si votava per il direttorio a 5. In buona sostanza: cinque donne e uomini che dovevano sostituire la figura del Capo politico, dopo che quel ruolo lo avevano ricoperto Beppe Grillo, Luigi Di Maio, e poi (ma solo ad interim) Vito Crimi.
Ma il Movimento – si sa – non stava andando un granché bene. E proprio in quelle settimane il governo Conte cadeva, lasciando di fatto il premier (ex) senza un incarico politico, destinato quindi a far rientro all’Università di Firenze.
E allora ecco l’idea di Grillo: Conte sarà il nuovo leader. Ma Casaleggio non vuole, o almeno: vuole (per non far perdere di credibilità alla propria piattaforma) che quella decisione venga presa dai militanti. Ok, dice Conte. Ma, a una condizione risponde Casaleggio. E cioè: per votare dovete dare tuti gli arretrati a Rousseau.
E già, perché i parlamentari del 5 Stelle si sono ammutinati, e da qualche periodo non versano (non tutti) la cifra mensile dovuta all’M5s.
Tanto che avrebbero accumulato un debito considerevole: 450mila euro. Ma Conte, che già non nutriva grande simpatia per Casaleggio e che vuol rinnovare il Movimento, ha fatto no col capo, e ha rimandato al mittente la richiesta.
Tanto che nei giorni scorsi sia lui che Rousseau hanno annunciato la fine del loro rapporto. E va beh, Conte si è detto dispiaciuto, non disperato, ma dispiaciuto sì. Prima di salutarsi ha però chiesto a Rousseau tutti i dati degli iscritti, che appartengono solo al Movimento, ma che sono custoditi dalla piattaforma. Casaleggio ha detto di no. E Conte ha preparato le carte da presentare all’Autorità Garante della Privacy, lasciando capire che si finirà in Aula con tempi e costi lunghi.
Tanto che il figlio di Gianroberto ci avrebbe ripensato, e avrebbe detto a Conte: aspetta, forse ho cambiato idea, veniamoci incontro. Ma per l’ex premier, ora, il tempo potrebbe essere scaduto.
(da agenzie)
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