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SPARATI E MAZZIATI, LA LIBIA CI MITRAGLIA CON LE MOTOVEDETTE REGALATE DALL’ITALIA: ERA UBARI 660, UNA DI QUELLE REGALATE DA MINNITI AI LIBICI

Maggio 8th, 2021 Riccardo Fucile

ABBIAMO CEDUTO META’ MEDITERRANEO CENTRALE PERMETTENDO ALLA LIBIA DI SPOSTARE DI FATTO A 75 MIGLIA LE PROPRIE ACQUE TERRITORIALI QUANDO IN TUTTO IL MONDO IL LIMITE E’ DI 12 MIGLIA

Alla faccia del Paese amico! Hanno sparato per uccidere. Ci sparano e noi li finanziamo. E gli regaliamo pure le motovedette da dove ci bersagliano.
Incredibile ma vero. Come vere, ma non incredibili visto chi le pronuncia, sono le parole del ministro degli Esteri Luigi Di Maio: “Al di là degli sconfinamenti dei nostri pescherecci, è inaccettabile che la guardia costiera libica spari segnali di avvertimento ad altezza uomo”.
Così il titolare della Farnesina, commentando a L’Aria che tira su La 7 l’incidente che ha visto coinvolti l’altro ieri alcuni pescherecci italiani e una motovedetta libica. “Adesso dobbiamo dirci la verità, quelle acque dove vanno questi pescherecci sono acque pericolose e sono proibite da noi da 10 anni”, ha aggiunto Di Maio, sottolineando che “dall’altra parte del mare c’è un Paese che è ancora in un processo di pace”. “Ringrazio la Marina militare, lo Stato Maggiore della Difesa ed il ministro Guerini, con il quale ieri (giovedì, ndr) sono stato al telefono tutto il pomeriggio per capire le condizioni del comandante”, ha tenuto a precisare Di Maio, aggiungendo che “se c’è una minaccia alle nostre imbarcazioni parte l’elicottero della Marina però questo non vuol dire che si può andare a pescare lì”.
Siamo al più ridicolo cerchiobottismo: hanno fatto male a sparare, e ci mancherebbe altro, ma “questo non vuol dire che si può andare a pescare lì”. In altri termini: ve la siete voluta.
Sparati e mazziati
“Sono vivo”. Sono state queste le prime parole di Giuseppe Giacalone, comandante del peschereccio ‘Aliseo’, al suo arrivo al porto di Mazara del Vallo. Visibilmente scosso e con una fasciatura bianca sulla testa, dove è stato colpito da alcune schegge del finestrino della sua barca dopo l’attacco della Guardia costiera libica, ha incontrato il vescovo Domenico Mogavero e poi abbracciato i suoi familiari. Subito dopo il comandante ha lasciato il porto senza incontrare i giornalisti.
Ieri il figlio Alessandro, che ha parlato con il padre via radio, ha raccontato che i pescatori sul peschereccio “sono stati inseguiti per due ore” e che “alla motovedetta sparavano ad altezza d’uomo”. Appena sceso dall’imbarcazione un lungo abbraccio con i suoi familiari. “Il comandante Giacalone è molto giù di morale, d’altro canto è stato sfiorato da un proiettile e psicologicamente la situazione è grave. E’ una vicenda che sta lasciando il segno, speriamo che si riprendano al più presto e che abbiano il coraggio di tornare in mare”, ha detto monsignor Domenico Mogavero.
Oltre ogni limite
La nave della cosiddetta Guardia costiera libica che giovedì ha sparato al largo della Libia contro i due pescherecci italiani Artemide e Aliseo, ferendo il comandante di quest’ultimo, era stata donata dall’Italia alla Libia.
La donazione era avvenuta nel 2018 nell’ambito di un piano di aiuti e legittimazione politica in favore delle milizie che facevano riferimento all’allora governo libico di Fayez al-Serraj, affinché intercettassero le navi dei migranti che partivano dalle coste libiche per raggiungere l’Italia.
Come si vede dalle foto dell’incidente pubblicate dalla Marina militare italiana, la nave della Guardia costiera libica mostra il numero 660 dipinto sulla fiancata. Il numero rende possibile identificarla come la “Ubari-660”, una delle due navi donate del 2018 dal governo guidato da Paolo Gentiloni, il cui ministro dell’Interno era Marco Minniti. L’accordo fra il governo di Gentiloni e le milizie legate a Serraj, appoggiato anche dall’Unione Europea, è da allora molto criticato, dato che la Guardia costiera libica è composta da milizie armate che compiono sistematiche violazioni dei diritti umani nei confronti dei migranti.
Le persone intercettate in acque libiche sono inoltre riportate in Libia in centri di detenzione gestiti da trafficanti di essere umani, a volte in combutta con le stesse milizie. Decine di inchieste giornalistiche e delle organizzazioni internazionali hanno dimostrato che nei centri di detenzione i migranti vengono sistematicamente torturati, picchiati, stuprati, schiavizzati e ridotti alla fame. Non sono disponibili dati certi su quante persone vengano respinte ogni mese dalla cosiddetta Guardia Costiera libica, ma si pensa siano diverse centinaia.
L’accordo prevedeva la consegna di dieci ex navi della Guardia costiera italiana, consegnate solo nel 2019, e di due ex motovedette classe Corrubia dismesse dalla Guardia di Finanza italiana. Una di queste ultime due era la “660-Ubari”, arrivata a Tripoli nel novembre del 2018, e l’altra era la “Fezzan-658”, entrambe utilizzate in questi tre anni per pattugliare la zona SAR (e quindi per facilitare le operazioni per riportare i migranti in Libia).
La nave “660-Ubari” era finita di recente al centro di un altro caso dopo che nell’ottobre del 2020 il ministero della Difesa della Turchia aveva diffuso su Twitter alcune immagini della nave utilizzata da personale turco nel corso di un addestramento della Guardia costiera libica: nel corso del 2020 la Turchia aveva infatti intensificato la sua presenza in Libia a sostegno dell’allora primo ministro al -Serraj e secondo diverse fonti anche assunto il controllo delle acque libiche.
I pescherecci italiani Aliseo e Artemide colpiti dai colpi esplosi dalla nave “660-Ubari’ erano partiti da Mazara del Vallo, in Sicilia, e al momento dell’incidente stavano navigando circa 30 miglia al largo delle acque di Misurata, nella parte occidentale della Libia. Un portavoce della Marina libica, Masoud Ibrahim Abdelsamad, ha detto all’Ansa che nelle acque territoriali libiche stavano navigando «quattro o cinque pescherecci senza alcun permesso da parte del governo libico», aggiungendo che erano stati esplosi solo colpi di avvertimento in aria. Il comandante dell’Aliseo, Giuseppe Giacalone, ha smentito questa ricostruzione, spiegando che gli spari erano rivolti verso i pescherecci.
(da Globalist)

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L’APPELLO DEL PAPA: “SOSPENDERE I BREVETTI SUI VACCINI ANTI-COVID: L’AMORE PREVALGA SUL MERCATO”

Maggio 8th, 2021 Riccardo Fucile

“OCCORRE ASSICURARE L’ACCESSO UNIVERSALE AL VACCINO”

La decisione di Biden di sospendere i brevetti sui vaccini ha lasciato una scia di buon esempio, ciò di cui abbiamo bisogno, secondo Francesco, per consentire a tutti di vaccinarsi con i minori tempi possibili.
Il Papa esorta tutti a “uno spirito di giustizia che ci mobiliti per assicurare l’accesso universale al vaccino e la sospensione temporanea dei diritti di proprietà intellettuale” e avverte: “Una variante di questo virus è il nazionalismo chiuso che impedisce, ad esempio, un internazionalismo dei vaccini”.
Il pontefice chiede quindi di “abbandonare i nostri individualismi e promuovere il bene comune”.
“Serve un modello economico più equo e inclusivo” – Nel suo videmoessaggio ai partecipanti al “Vax Live: the concert to reunite the world”, chiarisce: “Occorre uno spirito di comunione che ci permetta di generare un modello economico diverso, più inclusivo, equo, sostenibile. La pandemia ci ha messo tutti in crisi, ma non dimentichiamo che non si esce uguali da una crisi: o ne usciamo migliori o peggiori”.
“Mettere le leggi del mercato sopra l’amore è un’altra variante”
Il Santo Padre continua spiegando che un’altra variante è “quando mettiamo le leggi del mercato o della proprietà intellettuale sopra le leggi dell’amore e della salute dell’umanità. E un’alta variante ancora è quando creiamo e promuoviamo un’economia malata, che consente a pochi molto ricchi di possedere più del resto dell’umanità, e che i modelli di produzione e consumo distruggano il pianeta, la nostra casa comune”.
(da agenzie)

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SCOZIA, TRIONFO DEGLI INDIPENDENTISTI. STURGEON: “ORA NON CI SONO PIU’ SCUSE PER RIFIUTARE UN REFERENDUM”

Maggio 8th, 2021 Riccardo Fucile

IL PARTITO PER L’INDIPENDENZA DELLA SCOZIA AVREBBE OTTENUTO 63 SEGGI AL PARLAMENTO, DUE IN MENO DELLA MAGGIORANZA ASSOLUTA

Quarta vittoria elettorale consecutiva per gli indipendentisti dell’Snp di Nicola Sturgeon nel cruciale voto della Scozia alle consultazioni locali britanniche, ma niente maggioranza assoluta al Parlamento di Edimburgo.
Secondo i calcoli della Bbc, l’Snp ottiene 63 seggi. Sufficienti a garantirsi anche la guida del prossimo governo locale, ma non a toccare quota 65 che avrebbe dato loro il 50% più uno dell’assemblea.
Il secondo partito in base ai risultati ancora parziali delle elezioni del 6 maggio e secondo i calcoli della Bbc sarà quello dei conservatori con 31 seggi. Il Partito laburista e’ terzo con 22 seggi; seguono in Verdi con 9; i liberal democratici con 4.
Snp e conservatori otterrebbero quindi lo stesso numero di seggi della legislatura uscente, i laburisti registrerebbero un calo di due, mentre i Verdi un aumento di tre deputati.
“Non c’è semplicemente nessuna giustificazione democratica perché Boris Johnson, o chiunque sia, tenti di bloccare il diritto del popolo scozzese di scegliere il suo futuro”. Così la leader del partito nazionale scozzese (Snp) e premier della Scozia, Nicola Sturgeon, commentando i dati ancora parziali delle elezioni. “E’ un risultato straordinario che mi fa venire i brividi”.
Per Sturgeon, “si tratta di un risultato storico e ora intendo -ha aggiunto- tornare a lavorare per dare risposte concrete a quello che abbiamo proposto agli scozzesi”. Sturgeon ha inoltre affermato che la sua speranza di tenere un secondo referendum sull’indipendenza da Londra rimane “realistica”, ma bisogna prima pensare alla pandemia. Quando quest’ultima sarà sconfitta, ha sottolineato Sturgeon, “il popolo scozzese deve avere il diritto di decidere il proprio futuro, perchè si tratta di un principio democratico fondamentale”.
(da agenzie)

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FRANCESCA PASCALE: “GLI OMOFOBI LI TROVIAMO TRA I LEGHISTI, FORZA ITALIA NON HA NULLA DA SPARTIRE CON I SOVRANISTI”

Maggio 8th, 2021 Riccardo Fucile

“NON SI PUO’ PIU’ APPARTENERE A UN PARTITO CHE HA RINUNCIATO A ESSERE LIBERALE”

Lei appoggia senza se e senza ma le leggi che combattono l’omotransfobia.
“Sono delusa da alcuni esponenti di Forza Italia che tendono ad abbracciare un’area sovranista più che essere fermi nell’area liberale in cui Forza Italia è nata”.
Lo ha detto Francesca Pascale, ex compagna di Silvio Berlusconi, a margine della manifestazione all’Arco della Pace a Milano a favore della legge Zan.
“Non posso più votare per Forza Italia finché continua a strizzare l’occhio a Salvini piuttosto che guardare al faro della libertà. Non mi sento più di appartenere a un partito che è più sovranista che liberale”, ha spiegato.
“Gli omofobi li troviamo nella destra, nell’estrema destra, nella destra soprattutto di Salvini. Chiaro che non vogliono questa legge perché sono i primi artefici nell’errore”, ha continuato.
“Per come lo conosco posso solo confermare che Berlusconi non è un omofobo e non è un razzista, per questo sono sorpresa. Capisco il dibattito politico, ma nel non votare una legge che non fa male a nessuno non ci vedo nessuna logica”, ha concluso.
(da agenzie)

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COME SI PUO’ MANIFESTARE RISPETTANDO LE DISTANZE: L’ESEMPIO DI MILANO

Maggio 8th, 2021 Riccardo Fucile

A FAVORE DELLA LEGGE ZAN IN PIAZZA MIGLIAIA DI PERSONE… VITO (FORZA ITALIA): “NON E’ VERO CHE LIMITA LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE, E’ UNA LEGGE CHE DOVREBBE ESSERE VOTATA ALL’UNANIMITA'”

Hanno passato tutta la mattina a mettere le X a terra, una ogni metro, per garantire che la manifestazione avvenisse in completa sicurezza.
Daniela Collu e Carla Stracci dal palco allestito a Milano all’Arco della Pace lo hanno ripetuto più volte durante la manifestazione: “Mantenete le distanze, che ci attaccheranno per questo”.
Perché lì qualche migliaia di persone si sono riunite per chiedere ad alta voce che il Ddl Zan (fermo al Senato) venga approvato, e anche velocemente.
“Di tempo non ce n’è più, perché in questo paese sono 5 anni che aspettiamo una legge contro l’omotransfobia. Siamo a una passo, vediamo il traguardo vicino”. Ha detto Luca Paladini, fondatore dei Sentinelli, a margine della manifestazione all’arco della Pace a Milano a favore del Ddl Zan. La proposta di legge del centrodestra è una presa in giro per perdere tempo, che taglia tantissimi pezzi della legge Zan, non include le persone trans. Si tratta di una legge che non ha alcun valore politico e i primi firmatari sono Paola Binetti e Matteo Salvini e ho detto tutto. I numeri al Senato ci sono. Si voti. La destra si riempie la bocca della parola libertà, che diano la libertà ai senatori di votare e vediamo se ci sono i numeri perché il ddl Zan diventi legge”.
Mi aspetto che oggi ci sia un numero sufficiente di persone da far capire che il tempo è scaduto. Grazie all’intervento di Fedez molta più gente oggi sa che cosa è il ddl Zan quindi mi sento di ringraziarlo pubblicamente”.
Cosa ha detto Alessandro Zan
Prima di salir sul palco Alessandro Zan ha parlato con giornalisti, ha detto:
Le persone e i cittadini vogliono far sentire la loro voce e chiedere alle istituzioni di approvare una legge di civiltà. La stragrande maggioranza delle persone vuole una legge che tuteli le persone più vulnerabili. Viviamo in una società ancora intrisa di odio, pregiudizi e discriminazione e per questo è importante dare una tutela. Questa non è una legge sulle minoranze ma contro i crimini di odio. Tutti potrebbero essere colpiti da questi crimini per questo è importante approvarla.
Anche Elio Vito di Forza Italia sul palco dei Sentinelli
Un po’ sorprende. Ma positivamente. Sul palco dei Sentinelli è arrivato anche Elio Vito, parlamentare di Forza Italia: “Non è vero che il Del Zan limita la libertà di espressione”. “La bandiera di Forza Italia si intona bene con i colori della bandiera arcobaleno. Sono sorpreso di questa sorpresa nel vedermi qui e sono sorpreso soprattutto che il parlamento stia perdendo tanto tempo per approvare una legge giusta, scontata che dovrebbe essere votata all’unanimità. Dividersi su questa legge mi pare francamente stupido. Non è vero che il Del Zan limita la libertà di espressione”. Ha detto il deputato di Forza Italia, Elio Vito, a margine della manifestazione all’Arco della Pace a Milano a favore dell’approvazione del Ddl Zan. “La mia presenza ha fatto scandalo e mi sorprende, ho votato a favore alla Camera e credo che Forza Italia debba votare a favore non capisco perché il centrodestra voglia fare una polemica su questa legge”.
(da NextQuotidiano”)

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AL VIA LA MANIFESTAZIONE A FAVORE DEL DDL ZAN, MIGLIAIA DI PERSONE A MILANO: RACCOMANDAZIONE A MANTENERE DISTANZIAMENTO E MASCHERINE.

Maggio 8th, 2021 Riccardo Fucile

GLI INTERVENTI BIPARTISAN, CE’ ANCHE VITO DI FORZA ITALIA… PRESENTE FRANCESCA PASCALE

La Milano dei diritti è tornata in piazza. Con le bandiere e le magliette arcobaleno, con le mascherine e con gli appelli al distanziamento rilanciati di continuo dal palco – “Siamo ottomila” hanno annunciato gli organizzatori – si sono ritrovate all’arco della Pace per dire #temposcaduto.
Bipartisan la presenza dei politici. Dal deputato Alessandro Zan, che dà il nome alla legge contro le discriminazioni, al forzista Elio Vito alla senatrice Alessandra Majorino.
Dall palco hanno parlato Susanna Camusso, Malika, la ragazza cacciata di casa dalla madre perché lesbica. E poi l’intervento atteso del deputato Zan.
“Le persone e i cittadini vogliono far sentire la loro voce e chiedere alle istituzioni di approvare una legge di civiltà”. Lo ha dichiarato il deputato Alessandro Zan, a margine della manifestazione in corso all’Arco della pace a Milano per l’approvazione del Ddl che porta il suo nome.
“L’Italia è un paese civile e la stragrande maggioranza delle persone vuole una legge che tuteli le persone più vulnerabili – ha aggiunto Zan – Viviamo in una società ancora intrisa di odio e pregiudizi e discriminazione per questo è importante dare una tutela
Questa non è una legge sulle minoranze ma contro i crimini di odio. Tutti potrebbero essere colpiti da questi crimini per questo è importante approvarla”.
(da agenzie)

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LA LIBRAIA CHE NON VENDE IL LIBRO DI GIORGIA MELONI: “MEJO PANE E CIPOLLA”

Maggio 8th, 2021 Riccardo Fucile

E’ UNA LIBRAIA INDIPENDENTE, HA DIRITTO A VENDERE I LIBRI CHE LE PARE… SIAMO PER LA COERENZA, FAREMMO LA STESSA COSA

Siamo a Roma, nella periferia della Capitale, e una libraia di Tor Bella Monaca spiega orgogliosamente che non esporrà e non venderà il libro di Giorgia Meloni. “So scelte”.
Lei si chiama Alessandra Laterza e il suo annuncio su Facebook è diventato virale: perché “Io sono Giorgia”, edito da Rizzoli, potrebbe attirare clienti, e in questo periodo di crisi economica farebbe davvero comodo a una libraia di Tor Bella Monaca, in zona Le Torri, anche perché quella di Alessandra Laterza è l’unica del circondario. Eppure lei, spiega, preferisce mangiare pane e cipolla piuttosto che guadagnare qualcosa vendendo il libro:
“Io sono una libraia e questo libro non lo vendo! So scelte, mejo pane e cipolla, che alimentare questo tipo di editoria…”
Alessandra Laterza, se non fosse già chiaro, poi nei commenti aggiunge qualche dettaglio sulle motivazioni che l’hanno portata a boicottare “Io sono Giorgia”: “non posso fare diversamente … mi serve per capire come si può nel 2021 dare credito a tanta superficialità …”.
Il post della libraia è diventato presto virale, e lei ha anche scambiato una battuta con il celeberrimo social media manager di Taffo: “Fateci una card con scritto ‘Nuoce gravemente alla salute’”
Qualcuno la accusa: “il regime !!” ma lei prontamente risponde che si sta comportando come già fece per il libro di Salvini: “Tipo come durante il nazismo? Mmmm no all’epoca li bruciavano … ora scelgo di non venderlo come feci per quello di Salvini più che omologazione di gregge, la chiamo libertà d’espressione”.
E a chi le dice che devono essere le persone a decidere di comprare il libro o meno replica: “Ci sono Feltrinelli e Mondadori per questo. Essere una libreria indipendente prevede delle scelte. Io la vetrina e il contenuto li scelgo”.
All’epoca in cui aprì la libreria, la prima e unica nel quartiere, spiegava: “A Tor Bella Monaca c’è tante gente che ha voglia di investire nella cultura sono un’imprenditrice e so che ci sarà un riscontro economico importante. Ho voluto investire qui, in un locale su strada di via Aspertini perché la libreria sarà più vicina al liceo Amaldi, perché stare su strada da ancora di più l’idea di prossimità”.
“A chi mi accusa di censura rispondo che la mia è una scelta editoriale: come un negozio di scarpe, dove la proprietà sceglie che modelli e che marchi proporre alla propria clientela. Io, libreria indipendente, scelgo quali libri vendere. Se proprio si desidera acquistare il libro, poi, basta andare in un altro negozio”.
(da agenzie)

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SUI DIRITTI CIVILI LA SEDICENTE DESTRA ITALIANA E’ SENZA SPERANZA E PURE SILVIO E’ RIMASTO ALL’ETA’ DELLA PIETRA

Maggio 8th, 2021 Riccardo Fucile

L’ELETTORATO DI FORZA ITALIA E’ SECOLI PIU’ AVANTI DI TAJANI

E niente, Antonio Tajani è sempre lui, un vecchio democristiano dalle idee antiquate e anti-diluviane che si colloca pateticamente al di fuori del tempo.
In un post su Facebook ha scritto frasi assurde sul concetto di famiglia che a suo dire “è solo quella con i figli” e si è beccato un “è per questo che non voto più Forza Italia” da parte dell’ex fidanzata di Silvio Berlusconi, Francesca Pascale.
Diciamo che queste cavolate uno se le aspetterebbe da un Matteo Salvini che infervorato da rosari mariani cerca l’abbraccio complice della Chiesa cattolica che oltretutto, proprio da parte del Papa, gli ha sempre risposto picche.
Ma neanche il padano si era mai spinto a tanto, forse memore di quando era al centro sociale Leoncavallo e capo della componente dei “Comunisti padani” nel parlamento di Pontida.
Ma da Tajani, che è stato anche presidente del Parlamento europeo, questo non ce l’aspettavamo né se lo aspettavano anche molti suoi colleghi di partito che lo hanno attaccato. Con questa uscita ha messo in soffitta anche quel grammo di saggezza democristiana che ogni vero Dc ha impresso come il segno del vaccino sul braccio e dimostra come Forza Italia – come ha fatto notare giustamente la Pascale – non sia certo quel partito moderato e liberale che vuole dare ad intendere. Anzi.
POSIZIONI PREISTORICHE
Queste prese di posizione rivelano la vera natura di un partito nato per difendere gli interessi personali del suo fondatore. E qui rientra anche il discorso sulla legge Zan per chi istiga ad atteggiamenti omofobi che il centrodestra vede come il fumo negli occhi. Eppure fior di scienziati hanno mostrato come l’omosessualità sia endemica – in una certa percentuale – in ogni specie biologica. E quindi è del tutto errato il concetto di “contro natura”.
Semmai si tratta di “natura che si aggiorna” riflettendo su se stessa e qui non tiriamo fuori i concetti di natura naturata e natura naturans di Baruch Spinosa, perché siamo certi che a Salvini, Meloni e Tajani risultino, come dire, indigesti intellettualmente.
Il punto è che Tajani con questa stupidaggine è uscito pure dalla tradizionale avversione contro l’omosessualità per andare a colpire addirittura quello di famiglia senza figli, ormai predominante nel mondo occidentale.
Quello di Tajani è un attacco a milioni di famiglie a tutti gli effetti che i figli non li hanno avuti pur volendoli oppure, in libera scelta, non li hanno semplicemente voluti. Ci manca solo che l’esponente di Forza Italia ci faccia un pistolotto ottocentesco contro la masturbazione che rende orbi e pazzi e il quadretto sarebbe completo.
C’è anche da notare come il sostituto di B. abbia cercato di mettere una toppa che è molto peggio del buco.
Infatti in un altro post, visto le reazioni che aveva sollevato, si è affrettato a dire che naturalmente le sue parole sono state male interpretate perché, cole al solito, sono state estrapolate dal loro contesto.
Strano, pare proprio – a proposito di omofobia – la scusa raccontata a Fedez, dalla Rai in cerca del brivido della censura, magari pensando di essere ancora negli anni ’50 dello scorso secolo.
Tajani, che non è completamente sprovveduto, dovrebbe semplicemente chiedere pubbliche scuse per la gigantesca cavolata che è riuscito ad incartare chiedendosi se ha ancora un senso difendere e diffondere vuoti slogan demagogici
(da TPI)

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BIANCOFIORE A TAJANI: “HO AVUTO UN TUMORE, NON POSSO AVERE FIGLI: MI NEGA UNA FAMIGLIA?”

Maggio 8th, 2021 Riccardo Fucile

“LE SCUSE DI TAJANI NON CONVINCONO, LA FAMIGLIA E’ OVUNQUE VI SIA AMORE”… “FREQUENTI MENO I SOVRANISTI, ESSERE LIBERALI E’ UN’ALTRA COSA”

“Sono notoriamente una persona molto riservata ma le incredibili parole sulla famiglia del Vice Presidente del mio partito mi spingono a prendere distanze abissali da Tajani e a rendere pubblico un problema personale che non ho mai rivelato per evitare di prestarmi a strumentalizzazioni politiche. Ma oggi credo sia anche importante sposare la ricerca di coraggio alle donne di Forza Italia arrivata in queste ore dai mondi più trasversali. Ho avuto un tumore all’utero, da allora non posso più avere figli con metodi naturali. Dunque secondo il Tajani pensiero, che purtroppo coinvolge e travolge tutta Forza Italia, mi dovrebbe essere negata anche una famiglia?”.
A parlare è Michaela Biancofiore, parlamentare di Forza Italia e Membro del coordinamento di Presidenza commentando le parole del numero due del suo partito, Antonio Tajani.
Nella conferenza stampa di FI sulle iniziative organizzate per la festa della mamma, Tajani ha detto: “La famiglia è per noi il nucleo fondamentale della società e va difesa, ma senza figli non esiste”.
Sempre nel corso della presentazione dell’iniziativa del movimento azzurro “Mamma è bello” ha affermato che “la donna non è una fattrice, si realizza pienamente con la maternità”. Inoltre “essere mamme è un modo per realizzarsi”.
Sempre in replica alle parole di Tajani, Biancofiore ha proseguito: “Come può il massimo dirigente di un partito teoricamente liberale avere idee discriminatorie, superficiali e lontane dai sentimenti delle persone? Temo che Tajani sia troppo influenzato dalla compagnia di persone notoriamente intolleranti e impositive della propria visione settaria che nulla hanno a che fare con la storia di Forza Italia. La famiglia è ovunque ci sia amore e progetto di vita comune, arcobaleno , rosa, azzurro, etero, LGBT e pure con animali d’affezione. E la pensa così anche il mondo cattolico al quale forse voleva ammiccare, il Papa in primis. Può essere che sia stato frainteso ma le sue scuse odierne, per altro tardive, non convincono affatto”.
(da agenzie)

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