Maggio 8th, 2021 Riccardo Fucile
IL SENSO DEI RIDICOLO DI DEL DEBBIO
Sere fa, Matteo Renzi a proposito del caso Fedez e della legge Zan commentava
l’orrore di certe frasi espettorate dai leghisti, del tipo: se avessi un figlio gay lo brucerei in un forno.
Al che Paolo Del Debbio, che lo intervistava, ha obiettato che certo, indubbiamente, figuriamoci, ma pur tuttavia “era mancato il contraddittorio”. E Renzi assentiva.
Utilizzeremo dunque lo spazio di questa rubrica per suggerire alcuni format di rapido ed efficace contraddittorio. Da utilizzare nei talk televisivi, ma anche al bar con gli amici, nelle cene di famiglia o per fare colpo sulle ragazze.
Format: c’è del buono anche nel forno.
Infatti, sarebbe stato più corretto se la Rai avesse accompagnato il comizietto del marito di Chiara Ferragni con il diverso parere da parte, poniamo, di un ex ufficiale delle SS (o anche della Gestapo).
Testimonianti i benefici effetti dei forni per proteggere la pura razza ariana dall’inquinamento prodotto dagli omosessuali (ma anche da ebrei, zingari e meticci). In assenza di esponenti del Terzo Reich si poteva pur sempre supplire dando la parola all’esperto.
Per esempio, il titolare di una clinica specializzata nella cura dell’omosessualità: guarigione assicurata in un paio di mesi e senza ricorso al forno.
Format: con la legge Zan non si potrà più dire finocchio (nel senso dell’ortaggio). È falso, naturalmente, così come è inventato di sana pianta l’argomento secondo il quale se scrivi contro l’utero in affitto rischi l’arresto immediato.
Per non parlare dell’educazione trans che verrebbe inculcata già nella scuola materna. Però, affermarlo funziona alla grande contando sul fatto che in pochissimi hanno letto il testo della legge Zan. E meno che mai il contraddittore.
L’importante è dichiararsi fortemente preoccupati per il grave attentato alla libertà d’opinione a opera della sinistra comunista e intollerante. Poiché la regola numero uno del contraddittorio efficace è: baggianate pure, qualcosa resterà.
Format a capocchia per disorientare l’avversario. Per esempio, mentre costui cerca di spiegare che nella legge Zan esiste la clausola secondo la quale in forza dell’articolo 21 della Costituzione restano tutelate le opinioni che non istigano alla violenza, interromperlo con un grido di dolore: il tuo giornale mi ha definito una puttana di strada.
Non c’entra niente, ma come diversivo ha un suo perché. Pure se il mio giornale difende i diritti delle puttane. E anche dei giornalisti.
(da il Fatto Quotidiano)
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Maggio 8th, 2021 Riccardo Fucile
IL SINDACO DI MAZARA: “C’E’ UN PEZZO DI GUARDIA COSTIERA LIBICA CHE VA PER I FATTI SUOI”
Si è rischiata la tragedia: “Sono vivo”. Sono state le prime parole del comandante Giuseppe Giacalone al suo arrivo al porto di Mazara del Vallo.
Visibilmente scosso e con una fasciatura bianca sulla testa, dove è stato colpito da alcune schegge del finestrino della sua barca, ha incontrato il vescovo Domenico Mogavero e poi abbracciato i suoi familiari. Subito dopo il comandante ha lasciato il porto senza incontrare i giornalisti.
Il racconto dell’ufficiale del peschereccio
Prima ci hanno abbordato, tre militari armati sono saliti a bordo e poi si sono portati il nostro comandante a bordo della loro motovedetta”
Questo il primo racconto di Girolamo Giacalone, ufficiale del motopesca ‘Aliseo’, appena sceso dal mezzo ormeggiato in banchina a Mazara del Vallo.
“Quando il comandante è tornato a bordo, ci ha detto che gli hanno chiesto scusa. Ma scusa per cosa? Potevano ucciderci. È stato un miracolo, bastava qualche centimetro e ci uccidevano. I fori sono visibili sul vetro, su uno schermo e nelle pareti di ferro. Tornare in quelle acque per lavorare è impossibile, non ci sentiamo per nulla sicuri”.
Il sindaco di Mazara del Vallo
La vicenda del peschereccio ‘Aliseo’, aggredito da una motovedetta militare libica, dimostra che “c’è un pezzo di guardia costiera del paese nordafricano che va per i fatti suoi e non risponde in maniera precisa al nuovo governo”.
Lo ha detto il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, che ha accolto il motopesca rientrato nella cittadina trapanese dopo l’episodio di due giorni fa.
“Questo episodio, così come la prima seduta del nuovo Esecutivo libico che si sarebbe dovuta tenere a Bengasi e che è saltata dimostrano che l’unità in quel Paese è ancora solo sulla carta e che è ancora tutta da costruire – ha aggiunto Quinci -. Tutto questo significa che le prossime settimane in quel tratto di Mediterraneo saranno ancora di difficoltà”.
(da agenzie)
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Maggio 8th, 2021 Riccardo Fucile
“LA PRIMA DOSE PROTEGGE LA META’, SI POSSONO GENERARE NUOVE VARIANTI”
L’immunologa, intervistata dal Fatto Quotidiano spiega: “È azzardato per due
motivi: prima dose protegge la metà o poco più rispetto all ’efficacia del vaccino; a livello di comunità, immunità parziale e alta circolazione del virus rendono possibile la generazione di nuove varianti. Gli inglesi hanno adottato questa strategia, è vero, ma con un lockdown durissimo, mentre noi adesso siamo anche in fase di riaperture”.
In merito ai brevetti dei vaccini Viola afferma che “è giusto aumentarne la produzione, stringere accordi, dare la possibilità a più aziende, che sono in grado di farlo, di produrre. Ma serve un accordo, mentre decidere che il brevetto non c’è più potrebbe creare problemi perché rischia di disincentivare le aziende farmaceutiche a lavorare sui vaccini. Servono invece stanziamenti per comprare vaccini ai Paesi più poveri. – ha aggiunto Viola – La tecnologia a mRna certo non può rimanere nelle mani di due sole aziende, ma a Pfizer e Moderna va riconosciuto lo sforzo fatto in questa direzione, importantissimo per il futuro”.
“La situazione migliora perché le temperature si alzano e il rischio di contagio all’aperto è basso. È giusto procedere con riaperture graduali osservando come incidono sull ’indice Rt, perché una riapertura generalizzata potrebbe essere una stupidaggine…- ha aggiunto Viola – poi ci sono alcune cose che bisogna definire meglio: sono stata al cinema, 50 per cento di capienza ma tutti dalla stessa parte della sala; e poi le mascherine: ne ho viste troppe inutili di stoffa, renderei obbligatorie le ffp2 per cinema e teatri o almeno le chirurgiche”.
“Però stare all’aperto non vuol dire assembramento. I tifosi erano uno sopra l’altro e molti senza mascherine: comportamenti sempre rischiosi. – ha concluso Viola – Invece si potrebbe pensare a ridare la possibilità di assembramenti a concerti o eventi di questo tipo con mascherine ffp2 e tampone negativo, come ha dimostrato esser possibile un esperimento a Barcellona”.
(da agenzie)
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Maggio 8th, 2021 Riccardo Fucile
I RISULTATI DELLO STUDIO DELL’UNIVERSITA’ DI WASHINGTON
“I morti reali di Covid-19 negli Stati Uniti sarebbero quasi 900.000, 57% in più rispetto ai dati ufficiali e nel mondo il totale delle vittime sarebbe di 7 milioni, il doppio di quello riportato”.
A riportarlo sono i ricercatori dell’Istituto per la valutazione della salute dell’Università di Washington. L’analisi è stata fatta esaminando il surplus di vittime da marzo 2020 al 3 maggio 2021, confrontandola con la media di un anno normale. Sono state prese in considerazione solo le morti “causate direttamente dal virus SARS-CoV-2”, il virus responsabile del Covid-19.
54mila morti in più in Italia
Secondo questo studio, riportato dall’agenzia Axios, negli USA sarebbero trecentomila in più di quelli registrati: 905.289 contro i 574.043 dichiarati. Circa tre volte in più il numero dei decessi reali in India, 654.395 contro i 221.181 dichiarati; in Messico, 617.127 contro i 217.694, e Brasile con 595.903 (408.680).
Oltre cinque volte in Russia 593.610 (109.334), mentre nel Regno Unito risultano ‘appena’ 209.661 (150.519 quelli ufficiali). Proporzioni analoghe in Italia: le vittime sarebbero 175.832 rispetto alle 121.257 comunicate ufficialmente.
Dunque, 54.575 decessi in più del bilancio ufficiale. Il Giappone, avrebbe dieci volte più vittime dei dati ufficiali: 108.320 contro 10.390.
“L’analisi sta a dimostrare non solo quanto sia stato difficile durante la pandemia tenere traccia con precisione delle morti. Ed inoltre se valutiamo il tasso di mortalità totale, penso che possiamo vedere quanto l’impatto del virus sia stato maggiore e quanto potrebbe esserlo in futuro”, ha affermato il dottor Christopher Murray, direttore dell’Institute for Health Metrics and Evaluation.
Come è stato realizzato lo studio
Lo studio ha calcolato la mortalità in eccesso sulla base di una varietà di fonti, comprese statistiche ufficiali e studi internazionali. Quindi, ha esaminato altri fattori di mortalità influenzati dal Coronavirus.
Ad esempio, un surplus di decessi è stato provocato da un aumento di overdosi da oppioidi o da una scarsa assistenza sanitaria nonostante un insolito calo di mortalità da influenza invernale. I ricercatori hanno così concluso che i decessi extra non direttamente causati dal virus sono stati effettivamente compensati dalle altre riduzioni dei tassi di mortalità, attribuendo il netto di tutte le morti in eccesso al Covid.
Secondo i ricercatori, i rapporti ufficiali stanno sottostimando il bilancio reale. Alcuni paesi , ad esempio, segnalano solo i decessi che si verificano negli ospedali o solo quando viene confermata l’infezione dei pazienti.
“Abbiamo visto, ad esempio, che quando i sistemi sanitari vengono colpiti duramente da individui con COVID, comprensibilmente si dedichino a cercare di prendersi cura dei pazienti”, ha detto Murray.
Le critiche
Il modello statistico utilizzato dal team dell’Institute for Health Metrics and Evaluation è stato però criticato da un parte della comunità scientifica. “Penso che il messaggio generale dell’Istituto sia probabilmente valido, ma i numeri assoluti lo sono meno per molte ragioni”, ha detto William Hanage, epidemiologo della Harvard University.
(da Fanpage)
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Maggio 8th, 2021 Riccardo Fucile
IL DISCORSO PERFETTO DI STEFANIA ORLANDO: “NON E’ UNA LEGGE DI DESTRA O DI SINISTRA, E’ UNA LEGGE DI CIVILTA'”
“Mi chiedo sempre cosa c’entri con il DDL Zan”: inzia così Stefania Orlando a
parlare confutando una delle bufale più popolari sul disegno di legge contro l’omotransfobia, quella che spiega che con la sua approvazione ci sarebbe l’utero in affitto, più propriamente detto maternità per altri.
La showwoman continua: “Questo disegno di legge non prevede assolutamente questa pratica”
E poi la Orlando completa l’affondo: “Se poi ci vogliamo informare è una pratica adottata per l’80% da persone eterosessuali e solo per il 20% da single e omosessuali, quindi non c’entra assolutamente con questo disegno di legge”.
Stefania infine fa un discorso che potrebbe pronunciare qualsiasi politico rispondendo a Paolo Del Debbio che chiede se chi non è d’accordo con il DDL Zan sia omofobo: “Non parlerei di omofobia, parlerei di mancanza di coraggio, di paura di deludere quell’elettorato che secondo me è molto più pronto dei politici stessi. Sono più di vent’anni che aspettiamo una legge contro l’omostransfobia. Questa non è una legge di destra o di sinistra, è una legge di grande civiltà, e quindi credo che la destra possa fare un passo avanti. Detto questo io trovo che ogni volta che dai detrattori di questo disegno di legge portano delle motivazioni non sono mai motivazioni che mi convincono: gestazione per altri, legge liberticida, di altre priorità. Le motivazioni serie quali sono? Io ad oggi non ho trovato una motivazione seria che possa fermare questo disegno di legge”.
E neanche noi
(da agenzie)
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Maggio 8th, 2021 Riccardo Fucile
“E’ DIVENTATO ANTICOSTITUZIONALE”
La Germania usa tutti i mezzi per contrastare l’avanzata o la nascita di nuovi movimenti xenofobi, razzisti o che vogliano portare alla ribalta i vecchi slogan nazisti, tutti completamente fuori dal perimetro costituzionale tedesco.
E così che il movimento xenofobo e anti-Islam Pegida verrà monitorato dai servizi di intelligence tedeschi per l’Interno nel Land della Sassonia.
Stando a quanto dichiarato dall’Agenzia per la protezione della Costituzione, Pegida costituisce “una componente ineludibile dell’ambiente estremista di destra”.
Nato alla fine del 2014 come movimento di protesta contro quella che considerava un’eccessiva islamizzazione della società tedesca derivante dall’immigrazione e dall’aumento dei richiedenti asilo, Pegida si è “evoluto in un movimento anticostituzionale nel corso degli anni”, ha affermato a Dresda il capo dell’agenzia in Sassonia, Dirk-Martin Christian.
(da agenzie)
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Maggio 7th, 2021 Riccardo Fucile
CHI HA VISSUTO GLI ANNI DI PIOMBO SA DISTINGUERE TRA VITTIME DEL TERRORISMO E SPECULATORI POSTUMI, DI QUALSIASI COLORE SIANO… SERGIO NON E’ UN EROE, ERA SOLO UN RAGAZZO DI DESTRA INCENSURATO CHE E’ STATO UCCISO PER LE SUE IDEE DA CRIMINALI COMUNISTI ARMATI DA CATTIVI MAESTRI
Gianni Barbacetto sul Fatto Quotidiano ha scritto un articolo dal titolo: “Come si può inserire a scuola uno “spazio” per il fascio Ramelli?”
Tutto nasce dalla balzana proposta di Fdi che in Regione Lombardia chiede “iniziative nelle scuole lombarde per la ricorrenza della morte di Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi”. La riteniamo balzana e strumentale perchè gli appartenenti a una “comunità politica”, vittime della violenza, vanno ricordati all’interno delle istituzioni (come ha fatto il sindaco Sala rendendo omaggio sul luogo della criminale aggressione) e della propria “appartenenza ideale”, non facendone oggetto di propaganda scolastica di parte.
A Genova il luogo dell’uccisione dell’operaio missino Ugo Venturini è stato onorato dopo tanti anni dedicandogli una via. Anche lui vittima, durante un comizio, di un lancio di bottiglie piene di sabbia che gli fracassarono “democraticamente” il cranio. A venti metri da lui c’era un ragazzino di 16 anni scarsi, ero io. Inutile dire che è restato un crimine impunito.
Secondo la logica di Barbacetto da una parte ci sarebbero stati i “fasci” dall’altra i “sinceri democratici”. Per la cronaca fu provata l’implicazione del primo nucleo di quello che sarebbe diventato il “terrorismo rosso”, fino all’evoluzione nelle Br (alle superiori mentre io difendevo le posizioni del Msi avevo come contraltare tre esponenti di Lotta Continua, due dei quali finirono poi nelle Brigate Rosse genovesi)
Torniamo a Barbacetto che sostiene la seguente originale tesi: dato che alle recenti commemorazioni per la morte di Ramelli molti hanno fatto il saluto romano allora Ramelli era un fascio che non va ricordato.
A parte che Sergio era semplicemente un ragazzo di destra e non certo un estremista nostalgico, vorrei chiedere a Barbacetto: se andasse alla commemorazione di un giovane di sinistra ucciso in quegli anni e vedesse centinaia di pugni chiusi si scandalizzerebbe?
Io no, penso che ognuno sia libero di fare il saluto che gli pare, perchè non credo che nessuno, da una parte o dall’altra, dimentichi i milioni di morti che hanno generato le dittature rosse o nere che fossero.
Pensi, Barbacetto, che sono così tollerante che non mi adombrerei neppure di fronte a centinaia di persone che si battessero il petto per ricordare uno di quei capitalisti che, sfruttando il lavoro di donne e bambini nell’800, hanno ucciso milioni di lavoratori nelle fabbriche privandoli dei più elementari diritti.
Certo, ci sono personaggi da avanspettacolo, a destra come a sinistra e al centro, che pensano di ridurre tutto a un gesto esteriore, ma Sergio Ramelli non c’entra una mazza.
“Ramelli non è un eroe” conclude Barbacetto “perchè eroi si diventa per quello che si compie da vivi”.
Giusto, ma nessuno ha mai detto che è stato un eroe, semmai un martire di una parte politica. E se lo ammazzi a 19 anni per poi dire che doveva dimostrare durante la vita di esserlo, non pensi Barbacetto di averlo privato della controprova?
Sergio è stato ucciso – dice Barbacetto – da militanti di Avanguardia Operaia che volevano “dargli una lezione a colpi di spranga e invece lo ammazzano”. Un eccesso di zelo, insomma.
Se invece di Sergio al suo posto ci fosse stato un altro, magari armato, finiva diversamente e oggi sarebbero altri a portare corone e fare il pugno chiuso alla memoria. O semplicemente sarebbero scappati a gambe levate.
Nessuno si augura di ritornare a quel clima, chi l’ha vissuto sa cosa vuol dire e lo sconsiglio a chiunque, l’odio genera solo altro odio.
E chi ha un ruolo nella informazione deve dare l’esempio.
Tutte le vittime degli anni di piombo vanno rispettati, perchè hanno combattuto per dei valori, anche quando non si condividono.
Meno saluti romani e più impegno sociale, meno diffamazioni sui morti e più informazione libera e plurale.
Chiediti, Barbacetto, se non era magari quello che avrebbero voluto sia Sergio che tanti giovani di destra e di sinistra.
Ti auguro di trovare il desiderio di deporre un fiore sulla loro tomba.
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Maggio 7th, 2021 Riccardo Fucile
PD E M5S STANNO RECUPERANDO
Sembra quasi sovrapponibile il travaso di voti dalla Lega a Fratelli d’Italia rilevato dall’istituto di sondaggi Ixè da marzo a oggi.
Oltre due mesi durante i quali sono entrate a pieno regime le attività del governo Draghi. Di cui Matteo Salvini fa parte, mentre Giorgia Meloni no.
Il Carroccio è passato infatti dal 23,6% al 21,6% dei consensi, perdendo due punti esatti. Fdi, invece, ha guadagnato il 2,3%, crescendo dal 15,8 di marzo al 18,1 registrato il 7 maggio.
Nel campo dei giallorossi, invece, recuperano terreno sia il Pd che il Movimento 5 stelle. Se si votasse oggi i dem otterrebbero il 19,8 (+0,8), mentre i pentastellati il 17. Una percentuale molto più bassa dei fasti delle politiche 2018, ma comunque in netta risalita rispetto al 15-16% dei mesi scorsi. Di fatto si è tornati alla soglia del 17,1 ottenuta alle Europee 2019.
Tra i partiti più piccoli Ixè rileva un calo di Forza Italia, che passa dal 9% al 7,8 in due mesi, mentre Azione e i Verdi perdono entrambi uno 0,2% e si attestano rispettivamente al 3% e all’1,2.
Giù anche +Europa, adesso all’1,4%. Praticamente invariate le preferenze per Italia Viva mentre i partiti che fanno parte di Liberi e uguali (Sinistra italiana e Articolo1-Mpd) guadagnano insieme uno 0,9% di voti.
I loro consensi, sommati, permetterebbero alla sinistra di arrivare al 5,3%, ben al di sopra della soglia di sbarramento prevista dall’attuale legge elettorale. Se si votasse oggi, però, stando al sondaggio il blocco più numeroso sarebbe quello degli indecisi/astenuti: se a marzo erano al 38%, ora si attestano al 41,3%. Un dato così alto non si vedeva da almeno un anno.
(da agenzie)
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Maggio 7th, 2021 Riccardo Fucile
DI MAIO CONFERMA LA CANDIDATURA DELLA RAGGI, MA CONTE NON GRADISCE
L’indizio lo fornisce Francesco Boccia, il responsabile Enti locali del Pd che sta
seguendo la trattativa sulle elezioni regionali e amministrative: “La legge va rispettata, non chiede a un sindaco quando si candida a presidente di Regione di dimettersi, così come non lo chiede ad un presidente di Regione. Ci si dimette solo quando si ha un altro incarico”.
È un assist a Nicola Zingaretti, governatore del Lazio, che non ha ancora sciolto la riserva sulla sua possibile candidatura a sindaco di Roma – tanto è vero che lo stesso Roberto Gualtieri, anche lui in lizza, frena e non si espone. Certo è che se si candida l’ex segretario, è difficile che qualcuno possa entrare in competizione con lui. Se così fosse non sarebbero necessarie le sue dimissioni, perché appunto come ha spiegato Boccia non sono previste da alcune legge. Potrebbe casomai lasciare La Pisana a settembre per andare poi alle elezioni a ottobre.
Intanto formalmente i dem lavorano alle regole e alla data delle primarie, che potrebbero essere il 20 giugno o al massimo il 27.
Tutto questo percorso che porterebbe Zingaretti alla candidatura però è pieno di ostacoli e varianti. Primo fra tutti il Movimento 5 Stelle.
Come si è detto da alcuni giorni è partito l’ultimo assalto tra i partiti del centrosinistra per cercare di convincere il governatore del Lazio ad accettare di correre per Palazzo Senatorio, ma l’ex segretario Pd, spiegano fonti qualificate, potrebbe ragionare sulla questione solo qualora ci fosse la garanzia che il suo coinvolgimento in Campidoglio non porterebbe all’uscita del M5s dalla giunta regionale, decretando di fatto la fine della maggioranza nel parlamentino del Lazio.
Al momento, infatti, con le tensioni interne al Movimento 5 Stelle e la transizione alla leadership di Giuseppe Conte non ancora compiuta, nessuno tra i 5 Stelle appare in grado di fornire questa garanzia.
Anche di questo hanno parlato Luigi Di Maio e il segretario Enrico Letta. L’ex capo politico grillino oggi ha confermato il sostegno a Virginia Raggi, che vuole ricandidarsi e non intende fare alcun passo indietro né tanto meno partecipare alle primarie del centrosinistra.
“Non ho chiesto 24 ore a Letta per riflettere” sull’alleanza per le amministrative, spero si possano fare accordi con il Pd in altre città” ma a Roma “noi sosterremo Virginia Raggi”, dice il ministro degli Esteri a ‘L’aria che tira’.
Il ragionamento fatto nelle ultime ore porta a pensare che l’attuale primo cittadino della Capitale, qualora venisse scaricata dai vertici, si candiderebbe comunque portandosi con sé tutta la base romana: “Gli attivisti, e a Roma ancora sono tanti, ci si rivoltano contro in un attimo”.
Basti pensare che Davide Casaleggio ha già fatto un endorsement a favore della Raggi e lo stesso Alessandro Di Battista non volterebbe mai le spalle a Virginia.
In tutto questo Giuseppe Conte stenta ad avere un ruolo. Il mega evento in programma la prossima settimana, per ufficializzare la sua discesa in campo come capo politico e lanciare la votazione definitiva, è slittato a causa delle beghe legali.
A differenza di Di Maio non vorrebbe chiudere del tutto le porte al Pd a una candidatura comune a Roma. Avrebbe chiesto due settimane di tempo a Enrico Letta per studiare meglio le mosse da compiere ma è stato scavalcato dagli eventi e soprattutto dall’ex capo politico che oggi ha messo il timbro sulla Raggi.
Quindi la speranza per il centrosinistra è, come dice Boccia, “che il candidato del centrosinistra andrà al ballottaggio e mi auguro che gli elettori del Movimento 5 Stelle al secondo turno possano sostenerlo”.
Legate alla Capitale ci sono tutte le altre grandi città in cui si vota, esclusa Milano dove già il centrosinistra andrà da solo.
Conte parteciperà a un incontro con gli attivisti di Torino per decidere cosa fare. Città che, dal momento che Chiara Appendino non si ricandiderà, potrebbe essere lasciata al Pd per accaparrarsi invece Napoli. Ma la domanda che molti si pongono: “Senza un’alleanza a Roma, che alleanza è?”.
(da Huffingtonpost)
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