Agosto 17th, 2024 Riccardo Fucile
LA FILA DI SOLDATI RUSSI FATTI PRIGIONIERI DURANTE L’OFFENSIVA DI KURSK: SONO TUTTI RAGAZZINI
Una fila di prigionieri russi catturati durante l’offensiva di Kursk: sono tutti ragazzini, con il volto imberbe degli adolescenti. Si tratta di coscritti del servizio di leva obbligatorio, che in Russia esiste ancora anche se con numeri ridotti rispetto al passato perché i reparti di punti sono formati da soldati professionisti.
Il Cremlino a fine marzo ha chiamato alle armi 150 mila giovani dai diciotto anni in su. Dopo le proteste delle madri di alcune reclute uccise nell’attacco iniziale contro Kiev, per ordine di Putin da metà marzo 2022 non vengono mandati al fronte in Ucraina e fanno servizio in patria.
Per questo molte unità che presidiano la frontiera russa nella regione di Kursk sono composte dai coscritti. Gli ucraini le hanno aggirate nei primi giorni dell’offensiva e adesso le rastrellano una a una: si vede il contrasto tra i fanti ragazzini di Mosca e i soldati di Kiev, veterani più anziani appartenenti a corpi scelti.
(da agenzie)
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Agosto 17th, 2024 Riccardo Fucile
SUL WEB CENTINAIA DI RACCONTI SU RITARDI, CODE E TRENI CANCELLATI… SALVINI PENSA A PREPARARE LE FRISELLE
Chiunque abbia avuto la sfortuna di mettere piede in stazione negli ultimi giorni si sarà
accorto che c’è qualcosa che non quadra, quando il ministro dei Trasporti Matteo Salvini continua a ripetere che “il 90% dei treni viaggia puntuale”. Forse è soltanto la solita vecchia storia dell’uomo con la testa nel forno e i piedi nel freezer: secondo le statistiche ha una temperatura media accettabile; e allo stesso modo in qualche maniera le statistiche sui treni, a fine giornata, si sistemano. L’esperienza di molti – e le testimonianze sul web, oltreché sotto l’ombrellone – raccontano un Paese molto diverso, con colonne dei ritardi negli schermi della stazione che restituiscono numeri da record.
I cantieri allungano i tempi dell’Alta velocità già a condizioni normali (al momento di prenotare un Roma-Milano, sotto Ferragosto, si era già consapevoli di dover viaggiare un’ora in più), poi ci si mettono i ritardi accumulati in partenza e strada facendo. Per fortuna Salvini minimizza e pensa ad altro: lontano dall’ammettere il disastro dei trasporti, riferisce che tutto fila liscia e, anzi, pensa ad altro.
Qualche giorno fa, sui social, è tornato alla vecchia passione da food blogger. E così in un minuto di video Salvini ha mostrato un’accurata preparazione delle friselle, poi, altro filmato, questa volta mentre prova a pescare dalla barca, a Gallipoli: “Mare, sole, amici, musica, canne da pesca e pesci mica male. Grazie Gallipoli”.
L’impresa culinaria e la missione ittica hanno forse divertito i leghisti più incalliti, ma hanno avuto il risultato di far infuriare ancor di più tutti quelli che, in quelle ore, si stava mettendo in viaggio o erano reduci da qualche traversata della speranza via treno, auto, traghetto o non solo. Elio Vito, ex parlamentare di Forza Italia, ha mostrato su Twitter il muro del pianto dei ritardi dei treni, con Trenitalia costretta ad annunciare disagi a raffica. Salvini è diventato protagonista di meme e sberleffi (da “Chef Bruno Cantieri” al paragone non troppo nobile col Sergente Garcia di Zorro) mentre centinaia di persone condividevano online proprie esperienze da incubo. Qualche esempio: “Aggiornamento sul ritardo del treno per la Calabria… 123 minuti rispetto all’orario previsto” (Pietro Nardone); “Primo treno per Milano ore 7.02: Annullato. In Centrale tutti i treni per Roma sono sold out. Mi fanno spostare a Garibaldi. Treno in ritardo di 15 minuti. Appena sedute, annunciano un guasto che causerà ulteriore ritardo di un’ora” (Silvia Briozzo); “Treno Metaponto-Potenza, guasto al motore e ritardo. Treno Napoli-Minturno-Scauri guasto al motore. Tutti i viaggiatori vengono lasciati ad aspettare sotto il sole in un’altra stazione il treno successivo. Attesa di oltre un’ora e mezza” (Tony Minerba). Ma almeno le friselle erano buone.
(da ilfattoquotidiano.it)
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Agosto 17th, 2024 Riccardo Fucile
LA CANTANTE AVREBBE DONATO 250.000 EURO PER SOSTENERE I RESTAURI DEL SITO
Altro che gita turistica per ammirare le bellezze degli scavi archeologici di Pompei. Quella di Madonna la sera del suo sessantesimo compleanno è stata un festa a tutti gli effetti, con tanto di catering e musica proprio dentro al Parco archeologico.
E menomale che fino a pochi giorni prima anche il prefetto di Napoli si era affrettato a rassicurare che le voci circolate fino a quel momento erano tutte fantasie. La realtà ha superato l’immaginazione, visto che alla fine Madonna la sua festa esclusiva l’ha fatta proprio come sperava. Fuori dal Parco traffico di minivan, centinaia di fan in attesa di intercettare qualche volto famoso e forze dell’ordine schierate in formazione straordinaria.
Il buffet tra le domus
Certo inizialmente si parlava di 500 persone, con una lista di invitati da far tremare i polsi per chi avrebbe dovuto mettere in piedi la macchina organizzativa della sicurezza. Come spiega il Fatto quotidiano, già dal mattino del 16 agosto era stata tirata a lucido la Casa del Menandro, così come era accaduto la notte prima per la Casa dei Ceii. Nel mezzo sono comparse alcune casse e faretti. Il tutto a un centinaio di metri dal luogo indicato sin dall’inizio per la festa, il Teatro Grande, quel giorno interdetto ai visitatori. Proprio in quella zona sono comparsi una macchina per il fumo, altri fari e tutto il necessario per un buffet che non pareva dovesse sfamare «una ristretta cerchia di persone», come aveva spiegato il prefetto.
La festa con musica acustica
La serata quindi sarebbe entrata nel vivo con musica e balli proprio tra le delicate domus. L’accortezza degli organizzatori è stata di evitare almeno grossi impianti audio, preferendo una performance acustica. E per l’occasione, spiega il Fatto, alcuni custodi del Parco hanno fatto gli straordinari fino alle due, con preghiera di non far trapelare nulla all’esterno.
L’ipotesi della donazione
A parte la presenza del nuovo fidanzato di Madonna, il 28enne Akeem Morris, e le due figlie adottive, sui partecipanti e possibili vip ha resistito finora il riserbo più assoluto. Quel che invece è emerso è il prezzo pagato dalla cantante per ottenere per sé gli scavi e poter festeggiare come nessuno ha mai potuto finora. Secondo il Fatto, Madonna ha pagato circa 250 mila euro per sostenere i restauri del Parco archeologico di Pompei. Il Mattino parla di 200 mila euro, destinati alle scuole locali.
(da agenzie)
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Agosto 17th, 2024 Riccardo Fucile
SARA’ IL MOMENTO DELLA CONTA PER FEDELISSIMI E SIMPATIZZANTI
È un’email di un fedelissimo del generale Roberto Vannacci a scatenare le indiscrezioni
sull’imminente nascita di un partito dell’eurodeputato leghista fresco di elezione.
I sospetti sulla nuova manovra del generale partono dall’email dell’ex tenente colonnello della Folgore, Fabio Filomeni, già presidente del comitato culturale «Il mondo al contrario». In occasione degli auguri di Ferragosto ai simpatizzanti, Filomeni aveva scritto: «Forza Generale, siamo con te e siamo pronti per una nuova avventura politica».
Il partito esiste già
A far crescere i sospetti che Vannacci possa mollare la Lega dopo aver incassato il seggio al Parlamento europeo c’è anche il dettaglio dello statuto di un partito che già esiste. Si chiama «Europa Sovrana e Indipendente», il cui statuto e regolamento sono identici a quelli del comitato «Il mondo al contrario», nato assieme al primo libro del Generale. E lo stesso è anche il presidente, il fedelissimo Filomeni.
Vannacci: «Hanno paura di un mio partito»
Nella Lega, Matteo Salvini ha più volte allontanato l’ipotesi che il Generale potesse allontanarsi dalla Lega. Rassicurazioni legate soprattutto ai malumori interni, con chi da tempo sospetta che Vannacci volesse usare il Carroccio «come un taxi» per ottenere un seggio al Parlamento Europeo e lanciare la sua carriera politica.
Di amici nel centrodestra il Generale ne ha pochi, di certo non in Forza Italia dove il senatore Maurizio Gasparri un giorno sì e l’altro pure non manca di attaccarlo. «Non escludo nulla – aveva commentato Vannacci pochi giorni fa in radio – resto nella Lega fintanto che i miei principi saranno sovrapponibili con quelli della Lega. Anche ipotizzando per assurdo che io possa fondare un partito, vedendo questi signori che hanno così paura del sottoscritto, ciò vuol dire che un eventuale partito Vannacci riscuoterebbe grande condivisione».
La festa a Viterbo
La strada pare segnata, visto che qualcosa si muove anche a livello organizzativo. Secondo il Messaggero, il partito di Vannacci sarebbe pronto all’esordio a Viterbo, dove ci sarà la prima festa nazionale «Noi con Vannacci». Il 19 e 20 settembre i simpatizzanti e fedelissimi del Generale si ritroveranno per contarsi nel centro sportivo in strada Bagni. A organizzare l’evento sarebbe Umberto Fusco, ex senatore leghista fino al 2022, poi passato in Forza Italia e finito oggi nello staff del generale.
(da agenzie)
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Agosto 17th, 2024 Riccardo Fucile
CONTROLLATE DALLA GDF 31 CASE VACANZE, UNA SPECULAZIONE VERGOGNOSA
Fino a quattro persone ospiti in un monolocale in grado di accogliere una sola persona, ma anche seminterrati classificati come locali di sgombero e, invece, affittati per fini turistici. Ad un canone settimanale di 3.000 euro.
E’ quanto scoperto a Gallipoli nel corso dei controlli amministrativi e fiscali eseguiti dalle fiamme gialle della compagnia ionica che, sotto il coordinamento del comando provinciale di Lecce, hanno ispezionato 31 appartamenti affittati ai turisti, situati in località “Baia Verde” e “Lido San Giovanni”. Nel corso delle verifiche, i finanzieri hanno riscontrato la presenza di 216 giovani turisti, provenienti da ogni parte d’Europa, che avevano pagato canoni dai 1.200 fino ai 3.000 euro per trascorrere le vacanze nella “Città Bella”.
Le sanzioni per i proprietari
I controlli dei militari sono stati finalizzati ad accertare il rispetto dei requisiti igienico-sanitari delle case-vacanza nonché l’ordinanza comunale interente il divieto di sovraffollamento, che prevede l’irrogazione di una sanzione amministrativa di 350 euro per ogni persona in eccedenza ed anche l’emissione di un’ordinanza comunale di sgombero – anche coattivo – dei locali sovraffollati. In questo contesto, è stata accertata la presenza in eccesso di 73 ospiti, che ha portato a sanzioni amministrative a carico dei locatori per oltre 25.000 euro.
Il monolocale per quattro con cucina sul balcone
Durante le ispezioni non sono mancate situazioni al limite, come accertato in un monolocale, con cucinino allestito sul balcone, dove erano ospitati 4 giovani turisti sebbene la superficie abitabile dell’immobile avrebbe consentito di accogliere, secondo la normativa di settore, non più di una persona. Oppure, come detto, locali seminterrati locati quali abitazioni per fini turistici, per i quali sono state inoltrate le segnalazioni all’Asl competenente e all’Ufficio tecnico comunale, per la verifica delle condizioni igienico-sanitarie degli ambienti e la relativa agibilità.
Le fiamme gialle, inoltre, stanno approfondendo tutti gli aspetti fiscali connessi al regolare assolvimento degli obblighi tributari previsti per le locazioni turistiche, anche attraverso l’analisi della documentazione acquisita dai proprietari degli immobili e dalle agenzie turistiche intermediarie.
(da agenzie)
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Agosto 17th, 2024 Riccardo Fucile
LA DECISIONE CONTRO LA VOLONTA’ DELL’INVIATA CHE AVREBBE VOLUTO RIMANERE IN UCRAINA… HA DOCUMENTATO PER PRIMA CHE I SOLDATI RUSSI SONO SCAPPATI INVECE DI COMBATTERE E CHE LA POPOLAZIONE RUSSA HA ACCOLTO CON FAVORE L’ARRIVO DEI SOLDATI UCRAINI; UNO SMACCO PER LA PROPAGANDA PUTINIANA
Stefania Battistini avrebbe preferito restare lì. A Sumy da dove, assieme all’operatore
Simone Traini, ha documentato per prima e ancora unica, per il Tg1, lo sconfinamento ucraino in Russia nella cittadina di Sudzha – nella regione di Kursk – che ha umiliato Vladimir Putin. Ma la Rai ha deciso di farla tornare. Senza peraltro fare alcuna nota di solidarietà agli inviati.
Così, ieri Battistini, è ripartita, ha firmato un reportage sulla parte ucraina del confine, con la popolazione in fuga dai bombardamenti russi.
E già dalle prossime ore, malgrado le sue rimostranze, potrebbe tornare in Italia. In azienda sarebbe stato ritenuto troppo rischioso ignorare l’iniziativa di Mosca anticipata ieri dal canale Telegram Baza. Vale a dire l’apertura di un procedimento nei confronti degli inviati per «attraversamento illegale del confine di Stato» ai sensi dell’articolo 322 del codice penale. Il ministero degli esteri russo ha convocato l’ambasciatrice italiana Cecilia Piccioni. Lei, precisa la Farnesina, «ha spiegato che Rai e redazioni programmano in maniera totalmente indipendente la loro attività».
Sostegno arriva da forze politiche e sindacati dei giornalisti anche dall’estero. La stessa Battistini ha scritto su X il suo «grazie alla federazione europea dei giornalisti (Efj) e a chi mi invia solidarietà».
Ma cosa ha scatenato la reazione di Mosca? Il servizio mostrava ciò che tutte le tv del mondo non erano riuscite a documentare: l’ingresso delle truppe ucraine, le bandiere bianche, i prigionieri e alcuni testimoni tra la popolazione che apprezzavano il comportamento dei soldati di Kiev, mentre delle truppe russe dicevano: «Ci hanno detto di aspettare qui e sono fuggiti».
«L’unicità del servizio ha fatto sì che fosse subito tradotto, rilanciato e utilizzato dalla comunicazione di Zelensky e attaccato dalla propaganda russa. Per questo è esploso sui social ed è diventato un caso internazionale», spiega Ilario Piagnerelli, collega di Battistini ancora a Sumy a ridosso del confine russo dove si consuma il colpo di scena del conflitto: gli 82 villaggi e i 1.000 kmq già conquistati da Kiev e l’offensiva per accaparrarsene altri da scambiare con Mosca in cambio della propria terra. Uno smacco che la propaganda russa non ha più potuto negare dopo quel reportage.
Ma «è inaccettabile l’ipotesi di mettere sotto processo gli inviati. Il giornalismo non è un crimine», scrivono in una nota congiunta l’Usigrai e la Federazione Nazionale della Stampa, il cui presidente Vittorio Di Trapani ricorda come il governo Putin sia già stato sanzionato dall’Ue per i rapporti con la stampa ai tempi della vicenda Politkovskaja. Efj condanna anche le «minacce di morte contro Stefania apparse su social italiani». Solidarietà da Azione e Iv.
Benedetto Della Vedova (+Eu) accusa Mosca e il «regime putiniano» di voler «intimidire gli inviati di guerra perché raccontano i fatti». E la presidente della Vigilanza Rai, Barbara Floridia (M5S) sottolinea che «la stampa ha il dovere di documentare quanto accade». Ma, adesso, Battistini viene fatta tornare.
(da Il Corriere della Sera)
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Agosto 17th, 2024 Riccardo Fucile
CENTRALI, MINIERE E TERRE SONO UN NODO FONDAMENTALE ANCHE PER TRASPORTI FERROVIARI E STRADALI
Due tra le regioni più importanti della Russia europea, ad appena cinquecento chilometri da Mosca, da 12 giorni sono sotto l’offensiva del nemico. E la situazione a Kursk e Belgorod è veramente difficile. L’attività economica (quasi 3 milioni di abitanti, 1,5 a Belgorod e 1,1 a Kursk) è colpita direttamente.
Per fortuna del Cremlino, il più importante centro di estrazione del minerale di ferro, quello di Zhelesnogorsk (letteralmente: montagna di ferro), si trova a nord, fuori dalla portata (per ora, almeno) dell’avversario. Ma il resto dell’area risente di quello che accade. Le industrie metalmeccaniche, chimiche e petrolchimiche. E l’agricoltura, visto che quello è il cuore delle cosiddette terre nere, le superfici più fertili che inglobano cinque regioni della Russia centrale. Da sole, Kursk e Belgorod forniscono tra il 2 e il 3 per cento del Prodotto interno lordo russo.
La centrale nucleare di Kursk, quella tenuta particolarmente d’occhio in questi giorni dall’Agenzia atomica e dalle diplomazie del mondo, è una delle tre più importanti, fornisce duemila megawatt. Si trova nella cittadina di Kurchatov, che porta il nome del padre della bomba atomica sovietica. Molto più a Ovest, e non è chiaro se ora sia in mano ai russi o agli ucraini, c’è la stazione di pompaggio e misurazione del gasdotto che dalla Siberia porta il metano in Europa. Ne transitano 40 milioni di metri cubi al giorno (il 3% del consumo Ue) e continua a funzionare regolarmente.
Le regioni, soprattutto quella di Kursk, sono un nodo fondamentale dei trasporti ferroviari e stradali, da Mosca verso l’Ucraina e verso la Crimea. Si tratta di zone che negli anni seguiti al crollo dell’Unione Sovietica erano note per essere buoni serbatoi elettorali dei comunisti. Ultimamente, come tutto il Paese, sono diventate del tutto putiniane: oltre il 90 per cento di consensi.
Ma certamente un po’ di scontento adesso si diffonde. Ad esempio perché, a dispetto delle promesse, contro il nemico sarebbero stati schierati anche soldati di leva. Kursk è famosa soprattutto per il ricordo della più grande battaglia di carri armati della storia, che si svolse tra sovietici e tedeschi nell’estate del 1943.
Nonostante l’importanza della sconfitta che Stalin inflisse a Hitler, la città non fu inserita nell’elenco di quelle «eroiche» citate dal Piccolo Padre nel 1945: Leningrado, Stalingrado, Sebastopoli e Odessa. Poi se ne aggiunsero altre negli anni. Il successore di Stalin, Krusciov (ucraino) nel 1961 inserì Kiev. Leonid Brezhnev allargò l’elenco e, soprattutto, conferì nel 1972 l’onore a Kerch e Novorossiysk, dove lui aveva combattuto. Non poteva non farlo, visto che ne parlava a lungo nel suo libro di memorie più famoso, «La piccola terra», che tutti gli studenti dovevano conoscere alla perfezione sia alle medie che all’università. Ognuno dei suoi tre «testi sacri» fu stampato in 15 milioni di copie. A Kursk è stato dato il contentino di essere proclamata «Città di gloria militare», ma solo nel 2007.
(da il Corriere della Sera)
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Agosto 17th, 2024 Riccardo Fucile
UN’ALTRA OPERAZIONE DI ELLY SCHLEIN CHE E’ RIUSCITA A METTERE INSIEME PD, M5S, SINISTRA-VERDI, SOCIALISTI, MOVIMENTI CATTOLICI, AZIONE E ITALIA VIVA
Stefania Proietti, sindaca di Assisi di estrazione civica, è la candidata presidente della
Regione Umbria del centrosinistra. Proietti, secondo quanto riferisce Ansa, ha accettato la proposta che le è stata avanzata dalla coalizione.
Un campo più che largo che unisce le forze del cosiddetto Patto Avanti, ovvero Partito Democratico, Movimento 5 stelle, Sinistra e Verdi, Socialisti e movimenti cattolici civici più Italia Viva e Azione che peraltro ha già sostenuto la Ferdinandi alle comunali di Perugia. Sarà quindi lei a sfidare la governatrice uscente Donatella Tesei, leghista, ricandidata dal centrodestra.
In Umbria la data delle elezioni regionali non è stata ancora fissata ma si sta valutando una data tra metà novembre e l’inizio di dicembre. Verosimilmente il 17 e 18 in concomitanza con le regionali dell’Emilia-Romagna. In Liguria invece si vota il 27 e 28 ottobre. Una decisione che ha fatto discutere e che di fatto annulla l’effetto politico dell’election day.
Già ufficiali, inoltre, le candidature di Stefano Bandecchi, Alternativa popolare corteggiatissimo da Forza Italia per entrare nella centrodestra, di Marco Rizzo, Democrazia sovrana popolare, di Moreno Pasquinelli, per il Fronte del Dissenso, e Roberto Fiore, per Forza Nuova.
Il profilo
Stefania Proietti, 49 anni, è stata eletta sindaca il 4 ottobre del 2021 e confermata il 21 giugno 2016. E’ presidente della Provincia di Perugia dal 18 dicembre 2021.
Proietti è laureata in Ingegneria meccanica-energetica presso l’Università degli Studi di Perugia. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Ingegneria industriale – si legge sul sito del Comune di Assisi – ed è autrice di 70 pubblicazioni scientifiche ed inventrice di brevetti nel settore energetico e ambientale.
Come sindaca di Assisi è relatrice alle conferenze internazionali per il clima delle Nazioni unite (Cop22, 23 e 24), membro Icclei come osservatore alle Nazioni unite, invitata alla conferenza internazionale Global climate action summit e a relazionare sui temi dell’ambiente e della Pace a livello nazionale e internazionale ed è stata eletta vice presidente dell’associazione Città per la Fraternità.
(da agenzie)
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Agosto 17th, 2024 Riccardo Fucile
“IL DIRITTO DI ASILO DEVE ESSERE TUTELATO E GLI ATTI DEL PROTOCOLLO DEVONO RISPETTARE GLI STANDARD INTERNAZIONALI SUI DIRITTI UMANI”… IL CONSIGLIO D’EUROPA AVEVA GIA’ BOCCIAYO IL PROGETTO
Non si sa ancora quando apriranno i centri per migranti in Albania, le strutture previste dal Protocollo firmato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal premier albanese Edi Rama. L’avvio delle attività dei centri, che dopo precedenti rinvii era stata annunciata per il 1 agosto, è slitta ancora. E una data ufficiale ad oggi non c’è
Intanto l’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, in virtù del proprio mandato di diritto internazionale di supervisionare l’applicazione della Convenzione di Ginevra sui Rifugiati del 1951 e di fornire protezione ai rifugiati, ha fatto sapere che monitorerà l’attuazione del protocollo, per contribuire a garantire che sia implementato in modo da salvaguardare i diritti e la dignità di coloro che vi sono soggetti, e cioè dei migranti che saranno spediti in queste strutture.
In una nota l’agenzia Onu specifica che “non ha partecipato alla negoziazione e allo sviluppo del Protocollo e ha richiesto, anche al Parlamento italiano, chiarimenti su alcuni aspetti del Protocollo. In recenti riunioni, il governo italiano ha fornito ulteriori informazioni sull’attuazione del Protocollo e ha ribadito il suo forte desiderio che sia in linea con il diritto e gli standard internazionali. Sulla base di uno scambio di lettere con il Ministero dell’Interno italiano, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati intraprenderà quindi un ruolo di monitoraggio e consulenza alle persone per garantire che il diritto di chiedere asilo sia tutelato e che i processi messi in atto ai sensi del Protocollo siano coerenti con gli standard internazionali e regionali sui diritti umani, siano equi e promuovano protezione e soluzioni per coloro che necessitano di protezione internazionale”.
Nel suo ruolo di monitoraggio, che avrà una durata iniziale di 3 mesi, l’Unhcr cercherà di migliorare la protezione dei richiedenti asilo e dei rifugiati identificando e segnalando alle autorità competenti eventuali incoerenze con la legislazione internazionale sui diritti umani e sui rifugiati e con gli standard di buona pratica e sostenendo il rafforzamento delle garanzie di protezione. L’Unhcr inviterà le parti del Protocollo a garantire che le modalità di attuazione “non comportino l’esternalizzazione degli obblighi in materia di asilo e il trasferimento delle responsabilità, che sono contrari al diritto internazionale” e al termine del periodo di 3 mesi, l’Unhcr renderà disponibili le sue raccomandazioni al governo e agli altri attori interessati.
L’anno scorso il Consiglio d’Europa aveva già bocciato l’accordo Italia-Albania, proprio perplessità proprio sugli aspetti umanitari, sottolineando che il memorandum “solleva diverse preoccupazioni in materia di diritti umani e si aggiunge ad una preoccupante tendenza europea verso l’esternalizzazione delle responsabilità in materia di asilo”.
(da Fanpage)
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