Destra di Popolo.net

QUELLO RACCONTATO DA GIORGIA MELONI E’ UN MONDO DELLE FAVOLE CHE NON HA ALCUNA ATTINENZA CON LA REALTA’, IL FACT CHECKING

Maggio 3rd, 2025 Riccardo Fucile

DAI DATI SULLA FIDUCIA NEI SUOI CONFRONTI AL MERCATO DEL LAVORO FINO ALLE RETRIBUZIONI CONTRATTUALI REALI DI MARZO 2025 (ANCORA INFERIORI DI CIRCA L’8% RISPETTO A QUELLE DEL GENNAIO 2021), LE AFFERMAZIONI DELLA DUCETTA NON REGGONO

Fare il fact checking alle dichiarazioni dei politici di solito è un’esperienza frustrante, sia perché di rado dicono cose abbastanza nette da essere classificabili come vere o false, ma anche perché sembrano imperturbabili di fronte alle contestazioni.
Ma poiché la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si espone così poco alle domande, le rare interviste vanno prese sul serio e analizzate. Ne ha data una al Corriere della Sera il 29 aprile, ma era così priva di contenuti che non saprei come commentarla.
Forse tutto sta nella sintesi pubblicata dal quotidiano: “La premier: tra Europa e Usa ci vuole un accordo vero, che sia a Roma o altrove io avrò comunque dei meriti”. Il senso era che la sedia vuota all’incontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky al funerale di Papa Francesco era per l’interprete, ma era come se in spirito fosse presente anche Meloni a officiare la riconciliazione. Non è ben chiaro perché o come mai dovremmo trovare la cosa rilevante.
L’intervista al direttore dell’agenzia AdnKronos Davide Desario, del 2 maggio, è invece più interessante perché Meloni dice anche delle cose concrete, per lo più false, ma concrete. E’ una specie di intervista-bilancio dell’azione di governo ora che si è chiusa la prima metà della legislatura.
Un dato corretto che Meloni cita è quello relativo alla stabilità del governo: “Il governo che presiedo è già oggi il quinto più longevo della storia repubblicana”.
La prima falsità
Poi Desario chiede: “Qual è la cosa più importante che pensa di aver fatto per gli italiani finora?” La risposta di Meloni è la seguente: “Potrei citare decine di provvedimenti di cui vado orgogliosa ma la cosa per me più importante è sentir dire a molti italiani che hanno ritrovato un po’ di fiducia e di orgoglio. Siamo una nazione e un popolo straordinari, dobbiamo ricordarcelo sempre, diventare i migliori ambasciatori di noi stessi in un mondo in cui c’è una fame e una voglia di Italia che io tocco con mano ogni giorno e che spesso non riusciamo nemmeno a immaginare”.
Questa affermazione è così vaga che non meriterebbe alcun commento, visto che l’orgoglio nazionale è difficilmente misurabile. Indica più una percezione della premier, che una realtà. C’è però almeno una cosa che si può misurare,
che viene misurata: la fiducia di consumatori e imprese: l’Istat la monitora su base mensile
A settembre 2022, quando ci sono state le elezioni politiche, l’indice che misura il clima di fiducia dei consumatori era 94,8 e quello delle imprese 105,2. Ad aprile 2025 il clima di fiducia dei consumatori è 92.7 e quello delle imprese 91,5. Sono entrambi in deciso calo Quindi sono entrambi diminuiti, per la parte misurabile l’affermazione di Giorgia Meloni è quindi nettamente falsa.
Se guardiamo i grafici dell’andamento della fiducia in questi tre anni, vediamo che non c’è stato alcun effetto taumaturgico del governo di centrodestra. La fiducia dei consumatori è cresciuta nel 2022, e poi si è assestata.
Tra le imprese, c’è stato un po’ di entusiasmo comprensibile nel settore delle costruzioni che ha beneficiato del grande spreco del Superbonus, e poi è sopraggiunto il pessimismo. Commercio e servizi sono rimasti abbastanza stabili, la manifattura dimostra un graduale pessimismo. Ricordiamo poi che il 2022 è stato l’anno della ripresa post-Covid e dell’arrivo del Pnrr, nessuna di queste due cose è merito di Meloni ma entrambe hanno sicuramente dato un contributo positivo all’economia che però non può essere attribuito all’azione di governo.
Desario chiede qual è invece la cosa che ancora il governo fatica a realizzare. Risponde Meloni: “Vorrei poter ottenere sulla natalità gli stessi straordinari risultati che abbiamo ottenuto sul fronte dell’occupazione e su quello del contrasto all’immigrazione irregolare. Il sostegno alla natalità rimane una priorità a cui abbiamo dedicato misure importanti e risorse significative, ma non basta. I risultati sono ancora insufficienti”.
Si è già discusso molto a cavallo del Primo maggio della qualità dell’occupazione in Italia e dei risultati veri o presunti dell’attività del governo che sottolinea il numero di occupati record, mentre l’opposizione e il Quirinale segnalano il problema della stagnazione dei salari. Poiché un grafico vale più di mille parole, se guardiamo sempre dal sito dell’Istat l’andamento di occupati e disoccupati in Italia si vede che negli anni del governo Meloni si è semplicemente confermata la tendenza nel post-pandemia.
Nel 2021 il mercato del lavoro ha iniziato a ricomporsi dopo gli shock del Covid, i lockdown, le grandi dimissioni, lo smart working. E non si vede nella
linea di tendenza alcuna discontinuità con l’azione del governo. D’altra parte, non si capisce perché dovrebbe esserci: il governo Meloni non ha fatto alcuna riforma significativa del mercato del lavoro, il suo principale intervento è stata la riduzione del cuneo fiscale che va a beneficio del lavoratore, nel senso che a parità di costo aziendale guadagna di più, ma questo di per sé non spinge l’occupazione.
Giorgia Meloni dice poi che sì, certo, come dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella i salari sono bassi, ma le cose stanno migliorando: “Il Presidente della Repubblica ha giustamente ricordato che l’Italia si distingue per una dinamica salariale negativa nel lungo periodo, anche se dal 2024 si assiste ad una ripresa. Abbiamo molto terreno da recuperare, ma sono particolarmente fiera del fatto cheCome spiegato in un fact checking dettagliato di Pagella Politica, Meloni ha già ripetuto questa bugia nel video del primo maggio, ma si sbaglia. Le retribuzioni contrattuali reali di marzo 2025 sono ancora inferiori di circa l’8 per cento rispetto a quelle del gennaio 2021. Significa che anche gli aumenti garantiti dai contratti nazionali rinnovati sotto il governo Meloni, dei quali la premier si intesta il merito, non sono stati neppure sufficienti a compensare la perdita di potere d’acquisto dovuta all’inflazione degli ultimi anni.
Neppure il taglio del cuneo fiscale è stato sufficiente. Quindi sostenere che grazie all’azione del governo Meloni i lavoratori stanno meglio che nel 2022 è dire una bugia. Certo, si può sempre sostenere che le cose sarebbero potute andare peggio, che senza aumenti contrattuali e senza taglio al cuneo fiscale quei lavoratori sarebbero ancora più poveri. Ma al massimo Meloni può rivendicare di aver fatto qualcosa per attenuare l’impoverimento. Non può dire di aver invertito la tendenza. I dati completi sulle retribuzioni 2024 ancora non sono disponibili, ma è difficile che cambino il quadro.
E i migranti? Quanto ai risultati straordinari sul fronte del contrasto all’immigrazione irregolare, beh, anche lì è questione di prospettiva. Se consideriamo soltanto gli sbarchi, che sono una parte dei potenziali migranti irregolari e includono anche richiedenti asilo cui verrà concessa protezione, nell’ultimo anno senza Fratelli d’Italia al governo, il 2021, ci sono stati 67.000 sbarchi.
L’anno successivo, il 2022, ha registrato 105.000 sbarchi, con un deciso aumento, ma soltanto negli ultimi due mesi c’era la coalizione di centrodestra al potere. Il primo anno pieno sotto la responsabilità di Meloni, è stato il 2023: gli sbarchi sono stati 157.651, quasi il 50 per cento in più dell’anno precedente. Nel 2024 sono scesi a 66.617 e nel 2025 per ora siamo a 16.565, ma siamo soltanto all’inizio della stagione estiva che è quella durante la quale ci sono il grosso delle partenze.
Quindi possiamo dire che c’è stata molta variabilità nel numero degli sbarchi, ma non una linea di tendenza chiara che indichi risultati diversi da parte della destra rispetto ai governi precedenti.
A proposito del tanto celebrato incontro nello Studio Ovale con Donald Trump il 18 aprile, Meloni vanta un successo marginale, che i giornali italiani non avevano quasi notato, troppo intenti a magnificare le doti di pontiere e negoziatrice sui dazi che Meloni avrebbe, ma che non hanno prodotto nulla.
Meloni spiega di aver convinto Trump a ripristinare la festa in onore di Cristoforo Colombo: “L’ultimo frutto di queste buone relazioni è ad esempio l’annuncio di Trump di voler ripristinare il Columbus Day, una festa tanto cara alla comunità italoamericana, che negli ultimi anni ha subito un vergognoso attacco ideologico nel nome della cancel culture. A nome degli italiani ringrazio il Presidente degli Stati Uniti per questa scelta”.
Il New York Times ha appena pubblicato un suo fact checking sulla vicenda: il Columbus Day non è mai stato abolito e si continua a celebrare il secondo lunedì di ottobre, semplicemente nel 2021 l’allora presidente Joe Biden ha proposto che venga celebrato anche come giorno delle popolazioni indigene, quelle che la colonizzazione europea iniziata da Colombo nel 1492 ha sterminato.
Secondo uno studio, tra 1492 e 1600 Colombo e gli altri coloni europei si sono resi responsabili dello sterminio di 56 milioni di nativi americani, oltre che di aver introdotto nel continente la schiavitù, con la deportazione di forza lavoro dall’Africa.
Dopo la morte dell’afroamericano George Floyd, ucciso senza ragione dalla polizia di Minneapolis nel 2019, il movimento Black Lives Matter e l’ondata di indignazione per le discriminazioni razziali ha colpito anche le statue di
Cristoforo Colombo, abbattute in varie parti degli Stati Uniti. Ma il Columbus Day non è mai stato abolito, dunque l’affermazione di Trump di averlo ripristinato è falsa e di riflesso quella di Giorgia Meloni che se ne prende il merito.
Il vittimismo
Nell’intervista di Giorgia Meloni all’AdnKronos non poteva mancare poi la consueta dose di vittimismo che caratterizza la comunicazione della destra e in particolare della premier: “Quello che mi è dispiaciuto in questi anni è stato vedere che, pur di colpire me e questo governo, alcune persone senza scrupoli non abbiano avuto alcuna remora a mettere in mezzo la mia famiglia, mia sorella, il padre di mia figlia, addirittura mia figlia. Quasi sempre senza ragione, in una strategia di banale character assassination”.
Non fa nomi, Giorgia Meloni, ma almeno per un caso la responsabilità è acclarata: la character assassination dell’allora compagno di Giorgia Meloni, Andrea Giambruno, è stata compiuta dall’azienda per cui Giambruno lavorava, cioè Mediaset, che era ed è controllata dalla famiglia Berlusconi, dunque una faccenda tutta interna al centrodestra.
Poi Meloni lamenta “attacchi sessisti vergognosi, nel silenzio e nell’indifferenza di quelli che si riempiono la bocca dei diritti delle donne”, ma qui è più difficile capire con chi ce l’abbia. Anche se i ministri del suo governo hanno querelato molti giornalisti, in particolare il ministro della Difesa Guido Crosetto, Meloni celebra i “bravi e agguerriti giornalisti” che sanno “fare benissimo il proprio lavoro”.
E specifica che anche in Rai non mancano voci critiche, e almeno su questo non posso certo darle torto, visto che penso di essere una di quelle voci, con Revolution su Radio3. La cosa più singolare è che Meloni rivendichi di non aver mai provato a imporre alcun tipo di egemonia culturale alternativa a quella del centrosinistra, perché invece molti avevano avuto proprio quell’impressione, l’attuale ministro della Cultura Alessandro Giuli aveva perfino pubblicato un libro su Antonio Gramsci con il sottotitolo “sillabario per una egemonia contemporanea”.
C’è poi un passaggio che indica un pieno sostegno alla filosofia digitale di Elon Musk che, con il suo X, rivendica il diritto di esprimersi per razzisti,
propagandisti di odio e disinformatori di ogni genere in nome della libertà di espressione.
Meloni dice che “è importante che la sacrosanta lotta alla disinformazione e alle interferenze straniere nelle nostre democrazie non si trasformi in un indottrinamento a senso unico e in una censura delle opinioni non allineate. Apprezzo molto il nuovo impegno delle principali piattaforme a rivedere algoritmi e modalità di verifica dei contenuti, la libertà di espressione deve essere garantita”.
Ora, qui c’è un piccolo problema: la Commissione europea sta indagando su X di Elon Musk proprio con l’accusa di favorire la disinformazione con la vendita della “spunta” blu che certifica autorevolezza. La Commissione, da mesi, chiede documenti e informazioni a X che è sospettata di violare il Digital Services Act che impone trasparenza sulle pratiche algoritmiche e vigilanza contro la disinformazione. Meloni, tra Musk e la Commissione europea, sceglie di schierarsi con Musk contro Bruxelles per ragioni di affinità ideologica. Almeno questa affermazione è vera.
Stefano Feltri
(da Appunti)

argomento: Politica | Commenta »

SI AVVICINA IL CONCLAVE E I CORVI INIZIANO A VOLTEGGIARE SUL VATICANO: SI SCATENANO ILLAZIONI E MALDICENZE. UNA INDISCREZIONE VOLEVA CHE IL CARDINALE PIETRO PAROLIN FOSSE STATO SOCCORSO DA UN’EQUIPE MEDICA DURANTE LE CONGREGAZIONI GENERALI. MA ERA UNA BUFALA

Maggio 3rd, 2025 Riccardo Fucile

TAGLE FINISCE NEL MIRINO DELLA DESTRA CATTOLICA USA .. TRA LE PORPORE SI DISCUTE DI ABUSI SESSUALI E SCANDALI FINANZIARI

Lo schizzo di fango arriva, puntuale, all’approssimarsi del Conclave. Ed è la
riprova che il candidato è forte. Un’indiscrezione circolata nelle ultime ore, rilanciata sui social negli Stati Uniti, voleva che il cardinale Pietro Parolin fosse stato soccorso da un’equipe medica durante le congregazioni generali in corso in Vaticano. Ma era una bufala. Il portavoce vaticano Matteo Bruni ieri l’ha smentita con nettezza. «Non è vero», ha detto ai giornalisti, il porporato veneto non ha avuto un malore, il personale medico o infermieristico non è intervenuto.
È un classico di ogni Conclave. Attorno ai papabili si scatenano illazioni, tifo da stadio e maldicenze. Ne fece le spese anche Bergoglio, colpito nel 2005 da un dossier su una presunta complicità con la dittatura argentina e nel 2013 dalla voce che gli mancava un polmone (gliene era stato asportato un lobo da giovane)
§Parolin non è il solo bersaglio: per Louis Antonio Tagle un sito della destra cattolica statunitense (di nuovo) ha tirato fuori un video di anni fa nel quale il filippino canta Imagine di John Lennon: è da vedere se queste operazioni non finiscano per avere l’effetto contrario, rendere cioè il personaggio simpatico, ma per i detrattori un porporato canterino mostra mancanza di ortodossia oltre che di serietà.
Ora contro Parolin si è tentata la carta della salute, forse prendendo spunto dal fatto che il suo insediamento, nell’ormai lontano 2013, fu ritardato di alcune settimane a causa di un intervento, riuscito, al pancreas. Ma il cardinale sta bene e negli ultimi giorni non ha avuto alcun mancamento.
Il profilo dei cardinali papabili viene scandagliato con attenzione, anche fuori dal Vaticano. Le cancellerie di tutto il mondo osservano il Conclave che si avvicina, l’amministrazione Usa, che in Sistina avrà due grandi estimatori di Donald Trump, i cardinali Timothy Dolan e Raymond Leo Burke, guardano con preoccupazione al miglioramento dei rapporti tra Santa Sede e Cina di cui Parolin è stato, su mandato di Francesco, il paziente tessitore.
Dentro l’aula vaticana l’individuazione dell’identikit del futuro Papa passa dall’analisi dei problemi che dovrà affrontare. Dopo il buco delle finanze vaticane, ieri si è parlato, tra l’altro, degli abusi sessuali e degli scandali finanziari.
Il cardinale Hollerich, gesuita come Francesco, non ha nascosto la sua stima per
il segretario del Sinodo Mario Grech, un altro candidato dal caloroso tono pastorale potrebbe essere l’arcivescovo di Marsiglia Jean-Marc Aveline. Tra schizzi di fango, critiche, smarcamenti e posizionamenti, la partita, di sicuro, è entrata nel vivo.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

LE BUGIE DEL 1° MAGGIO DI MELONI: EFFETTO FORNERO E SOLDI INVENTATI

Maggio 3rd, 2025 Riccardo Fucile

BALLE! I 650 MILIONI STANZIATI PER LA SICUREZZA SONO MERI AVANZI DI CASSA DELL’INAIL E L’AUMENTO DEGLI OCCUPATI RIGUARDA SOLO GLI OVER 50

Sul tema del lavoro, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha alzato il tiro della propaganda. Sarà la retorica che solitamente accompagna il Primo Maggio, ma negli ultimi giorni non ha perso occasione per ribadire il milione di posti creati da quando siede a Palazzo Chigi, da lei attribuiti – con significativa dose di fantasia – all’opera del suo governo. “Vogliamo essere ricordati come il governo che ha aumentato il lavoro – ha spiegato ieri in un’intervista all’AdnKronos – ridotto il precariato e messo al centro la sicurezza sul posto di lavoro”.
Qualcuno potrebbe addirittura crederci, chi volesse approfondire invece, riposte in custodia le trombe della fanfara, scoprirebbe una realtà diversa: pur essendo vero che dal giorno dell’insediamento gli occupati sono aumentati di 1,062 milioni, questa crescita è una semplice prosecuzione di quella che era già iniziata dalla ripresa post-Covid, ed è stata trainata da misure di investimento avviata dai precedenti governi.
Ancor più preoccupante che l’aumento di occupazione avvenga quasi esclusivamente nella fascia degli over 50: in sostanza ha inciso molto
l’inasprimento dei requisiti di pensionamento, mentre i dati sui più giovani presentano uno stallo allarmante.
Se aggiungiamo i dati sui salari reali, che sono più bassi dell’8% rispetto a inizio 2021, e quelli sulla produzione industriale, ferma da oltre due anni con relativo aumento della cassa integrazione, si potrebbe suggerire a Giorgia Meloni di essere quantomeno più prudente.
Andiamo con ordine. Ieri l’Istat ha diffuso i dati sul lavoro di marzo 2025 e segnala un calo di 16 mila occupati su base mensile: nulla di grave perché nel medio periodo la crescita è chiara.
Come detto, però, questa crescita è in corso sin dal 2021, quindi ben prima dell’arrivo di Meloni, ed è stata facilitata da Pnrr e dai bonus edilizi, oltre che dalla fisiologica riapertura delle attività fermate per la pandemia.
Dopo la vittoria del centrodestra, è quindi semplicemente proseguita la corsa. L’Italia aveva già recuperato un milione di occupati e, da ottobre 2022 a oggi, c’è stato un aumento di un ulteriore milione di occupati, o poco più.
Attenzione ai dettagli però. In questi 29 mesi nella fascia di età degli over 50 gli occupati sono aumentati di 953 mila unità: in pratica i lavoratori più anziani coprono quasi tutta la crescita a cui assistiamo sotto il governo Meloni.
Nella fascia degli under 24, invece, la crescita vista in 29 mesi è di appena 14 mila. Peggio ancora in quella tra i 35 e i 49 anni, dove si vede un calo di 13 mila. Tra i 25 e i 34 anni, c’è invece una crescita di 108 mila.
Questi dati sono certamente influenzati dalla curva demografica: la popolazione invecchia, quindi è normale che cresca l’età media anche degli occupati. Tuttavia, Istat misura l’aumento di occupazione anche al netto della componente demografica e questi dati dicono che a beneficiarne nell’ultimo anno sono comunque stati maggiormente gli over 50, per i quali l’incremento è di 3,5 punti, mentre per gli under 34 c’è addirittura un calo di 1,8 punti e per la fascia di mezzo una crescita di 1,6 punti.
Dunque, anche se correggiamo il dato, resta vero che a tirare l’aumento di occupazione sono i più anziani. È un effetto dell’aumento progressivo dell’età pensionabile, iniziato con la legge Fornero e proseguito con questo governo che – rimangiandosi le promesse elettorali – ha ridotto i canali di flessibilità in uscita: il trattenimento degli over 50 al lavoro è anche uno dei motivi per cui si
registra il positivo aumento dei contratti a tempo indeterminato.
Meloni, poi, ha anche rivendicato gli sforzi per la sicurezza sul lavoro e citato ancora i 650 milioni destinati alla sicurezza dal Consiglio dei ministri del 30 aprile. Anche questo merita più di una precisazione. Non si tratta affatto di un nuovo finanziamento, ma semplicemente dello sblocco di risorse esistenti nel bilancio dell’Inail per i bandi Isi, con i quali – dal 2010 – sono stati finanziati investimenti nella sicurezza sul lavoro da parte delle aziende: non è necessario alcun passaggio in Cdm per destinarli. Attualmente è in corso un altro bando da 600 milioni – ecco perché Meloni ha tentato ambiguamente di far passare l’idea di uno stanziamento da 1,2 miliardi – ma anche negli anni passati l’Istituto ha avviato bandi da centinaia di milioni.
Va anche peggio se si tiene conto che parte di queste risorse deriva da fondi non spesi nei precedenti bandi, come spiega chiaramente anche il bilancio consuntivo della stessa Inail. Insomma, sono quindici anni che l’Istituto investe sue risorse per questo tipo di attività e semmai andrebbe sottolineato che il sistema non funziona come dovrebbe, visto che non riesce neanche a spendere tutti i soldi a disposizione.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

CALDERONE TOUR: LE CROCIERE A SBAFO PER I BIG DEL MINISTERO

Maggio 3rd, 2025 Riccardo Fucile

NORVEGIA, GRECIA E TURCHIA, VACANZE TRAVESTITE DA “SIMPOSI”… OSPITI IL CAPO DEGLI ISPETTORI E LA DG FERRARI, TUTTI POI PROMOSSI

Nel 2011 erano i “magnifici fiordi norvegesi”. L’anno dopo le “splendide coste” di Grecia e Turchia, poi la “settimana romantica” sul Reno: mentre collezionava esami per la sua “laurea della domenica”, Marina Calderone – allora presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro, oggi ministra – si godeva il meritato riposo a bordo di crociere di lusso, la Costa Luminosa e Costa Atlantica, la “Serenade I”, battello fluviale dotato di spa, sauna e massaggi.
A pagarle erano però gli iscritti all’Ordine e, cosa ben più grave, loro “ospiti” erano anche alti funzionari e dirigenti del ministero del Lavoro che mai sarebbero dovuti salire a bordo: l’allora capo degli ispettori Paolo Pennesi e il futuro segretario generale Concetta Ferrari, oggi a processo per corruzione tra assunzioni, regali e vacanze a scrocco. Pennesi e Ferrari, pur contattati, non hanno smentito né spiegato. E neppure l’Ordine dei consulenti, passato di mano
dalla Calderone al marito, Rosario De Luca.
Questi seminari galleggianti si chiamavano “Simposi formativi” e avevano tutti la stessa formula: due ore di “aggiornamento” spalmate lungo quattro giornate di navigazione su otto, in pratica un giorno di studio e sette di relax. A bordo, come detto, salivano anche “ospiti istituzionali”, vale a dire alti dirigenti del ministero con i rispettivi coniugi. E già questo è un problema perché il codice di condotta vieta ai dipendenti pubblici di accettare “regalie e utilità” da soggetti “che abbiano tratto o possano trarre benefici da decisioni o attività inerenti all’ufficio”. Una cabina, anche la più economica, costava almeno 1.590 euro: quindi dieci volte oltre il tetto dei 150 euro fissato per i regali ai dirigenti pubblici. Ma più eclatante ancora è scoprire chi fossero questi “ospiti”. Per due volte salpa con loro Paolo Pennesi, all’epoca alla guida degli Ispettori del lavoro che i consulenti al più dovrebbero temere, mica portarsi in vacanza. “Io sono andato due volte”, racconta uno di loro. “Pagavamo la nostra quota, ma sapevamo che ospiti e relatori erano spesati dall’Ordine”. In Norvegia e in Grecia, conferma, c’erano Calderone, il marito Rosario De Luca, Pennesi e la moglie: “Lui stava un po’ defilato. Ma c’era”. Il rapporto tra Pennesi e Calderone forse si è cementato nelle “traversate formative”: nel 2019 lei lo chiama come direttore generale dell’Ordine, una volta diventata ministra lo promuove a capo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), pur se prossimo alla pensione. La nomina a dicembre 2022 comporta un aumento di stipendio da 164 a quasi 200 mila euro l’anno, e il massimo dei benefici quando, due anni dopo, va in pensione. La bussola di Pennesi sembra puntata sui consulenti. Il 22 gennaio 2024, ad esempio, deve presentare i dati dell’attività ispettiva. Ma non lo fa nella sede dell’INL o del ministero, bensì al Forum dei Consulenti a Roma. Dieci giorni dopo incontra i dirigenti del Nord Italia: l’appuntamento è nella sede dell’Ordine dei Consulenti a Verona, non proprio un esempio di terzietà. Ai “simposi galleggianti” prendevano parte anche Concetta Ferrari col marito. All’epoca lei era a capo della Direzione Personale e organizzazione del ministero del Lavoro. Diventata ministra, Calderone la promuoverà al rango più alto di segretario generale. Incarico che manterrà anche viene indagata per corruzione: avrebbe favorito il sindacato Cisal in cambio dell’assunzione del figlio all’università, di regali vari tra cui un soggiorno gratuito per lei e il marito al “Borghetto Resort” di Tropea, pagato dal sindacato. Due condanne con rito abbreviato sono già arrivate; lei ha scelto l’ordinario. Nonostante ciò, ha potuto rimanere in servizio fino al giorno della pensione. Calderone l’ha subito richiamata come consulente “esperto” al suo ministero, che neppure si costituisce parte civile. Perché un’amica non si mette mica in croce. Al massimo, su una crociera.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

RAPPRESAGLIA SENZA FINE

Maggio 3rd, 2025 Riccardo Fucile

IL COLPO CHE IL GOVERNO DI ISRAELE HA DATO ALL’IMMAGINE DELLA NAZIONE E’ IRRECUPERABILE

Il presidente della Comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun, ha avuto parole molto dure contro l’esibizione di un gruppo musicale che al concertone del Primo Maggio ha cantato un testo filopalestinese sulle note di Hava Nagila (popolarissimo canto della tradizione ebraica).
Fadlun ha definito quell’esibizione “un insulto e una violenza inaccettabile”. La sensibilità lesa è la sua e nessuno ha il diritto di sindacare sui sentimenti di Fadlun e della comunità che rappresenta.
Ma sbalordisce, al tempo stesso, l’incapacità o peggio il rifiuto di percepire che il macello di Gaza è di tali dimensioni, e di così lunga durata, da sconvolgere ogni precedente assetto della questione israelo-palestinese, e ogni precedente
opinione sulla stessa.
Con osceno eufemismo, la destra israeliana ha definito a più riprese “migrazione volontaria” la fuga degli abitanti di Gaza dalla smisurata rappresaglia dopo la strage criminale del 7 ottobre; con ancora più osceno cinismo, Trump e i suoi famigli valutano lo smantellamento di Gaza come una lucrosa operazione immobiliare, facendo sembrare la distruzione sistematica di quelle case e di quegli edifici pubblici una specie di demolizione anticipata, in attesa dei nuovi cantieri in una Gaza post-palestinese.
Dentro questo tragico quadro due milioni di esseri umani, compresi le donne e i bambini, compresi gli oppositori di Hamas, hanno zero diritti e un solo dovere: scomparire. L’interruzione a singhiozzo dei rifornimenti di cibo e di medicinali aggravano un quadro già ampiamente imputabile di persecuzione su basi etnico-nazionali.
Il colpo che il governo di Israele ha dato all’immagine di quella Nazione è tremendo, forse irrecuperabile. Molto più preoccupante, per gli ebrei di tutto il mondo, di una canzone sul palco del Primo Maggio.
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

IL 75ENNE CARLO GIOVANARDI DENUNCIA AI CARABINIERI IL FURTO DELLA SUA AUTO MA… LA MACCHINA SI TROVAVA DOVE L’AVEVA PARCHEGGIATA (E PER FORTUNA CHE ERANO LE CANNE A OFFUSCARE LE IDEE)

Maggio 3rd, 2025 Riccardo Fucile

L’EX SENATORE ERA CONVINTO CHE LA SUA AUDI FOSSE STATA RUBATA MENTRE ERA ATTOVAGLIATO A PRANZO IN UNA CITTADINA IN PROVINCIA DI MODENA

Credeva di esser stato vittima di furto l’ex senatore Carlo Giovanardi, che lo scorso 30 aprile aveva deciso di sporgere denuncia ai carabinieri dopo essersi reso conto che la sua auto era sparita. A tradirlo in realtà, è stata la sua memoria. La macchina infatti, non era stata rubata da nessuno, ma era rimasta nello stesso punto in cui l’ex ministro l’aveva parcheggiata la mattina.
Giovanardi aveva raccontato di aver lasciato la macchina in via XX Settembre a Castelvetro di Modena, dove si era recato per un pranzo in centro. Al suo ritorno l’auto era sparita.
“Sono arrivato intorno alle 13 a Castelvetro per un pranzo assieme ad alcuni amici. Credevo fosse una zona tranquilla, eppure due ore dopo, quando sono tornato indietro, non ho ritrovato più l’auto. Mi sembrava davvero strano, e così è partita la ricerca: ho attraversato tutte le vie del centro storico, ma della mia Audi grigia non c’era traccia”, aveva raccontato alla Gazzetta di Modena.
Secondo il senatore quindi, l’auto era stata rubata da qualcuno, che era persino riuscito ad evitare di dare nell’occhio nonostante la via dove Giovanardi aveva parcheggiato risultasse in pieno centro. “Non volevo crederci. Così ho fatto denuncia di sparizione dell’auto verso ignoti presso la caserma dei carabinieri di Castelvetro. Anche loro hanno fatto le dovute indagini, – aveva raccontato Giovanardi – ma al momento non hanno ritrovato nulla. La macchina non c’era
più, e io sono dovuto ritornare a Modena grazie al passaggio di un amico. Spero che possa essere ritrovata”.
Tuttavia la macchina è sempre stata lì dove l’ex ministro l’aveva lasciata. A darne l’annuncio è stato il sindaco del Comune modenese, Federico Poppi. “Siamo felici che l’auto del senatore Giovanardi sia stata ritrovata”, ha dichiarato. “Tuttavia, desideriamo precisare – per onore del vero – che il veicolo non è stato rinvenuto altrove in seguito a un furto, bensì esattamente nel luogo in cui era stato parcheggiato dal senatore stesso. Questa precisazione si rende necessaria per tutelare l’immagine del Comune, che non merita di essere considerato insicuro sulla base di un fatto mai realmente accaduto”, ha tenuto a sottolineare il sindaco.
Insomma l’auto non era sparita e nessuno l’aveva rubata. Eppure Giovanardi, che aveva raccontato di aver passato diversi minuti a cercarla, non l’aveva più trovata. Tanto da chiedere l’aiuto dei carabinieri, che avevano fatto partire le indagini ed erano pronti a ricorrere alle telecamere di video sorveglianza nell’area per capire chi potesse esserci dietro il furto all’ex senatore. Non c’è stato bisogno, evidentemente.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

L’AFD UN PERICOLO PER LA DEMOCRAZIA SECONDO I SERVIZI TEDESCHI: COSA SUCCEDERA’ ORA? NULLA

Maggio 3rd, 2025 Riccardo Fucile

TIPICO DELLE DEMOCRAZIE PAVIDE: FANNO UNA COSTITUZIONE E NON HANNO IL CORAGGIO DI APPLICARLA… SE L’AVESSERO FATTO ANNI FA NON CI SAREBBERO NEONAZISTI IN GERMANIA, SE NON IN GALERA

Alternative für Deutschland è un partito «estremista» e alcune sue posizioni sono incompatibili «con il libero ordine democratico». Lo scrive in una nota l’ufficio federale per la Protezione della Costituzione, che ha classificato il partito tedesco AfD come entità «di estrema destra». Per i servizi interni di
Berlino ci sono elementi di «certezza» sul profilo estremista del partito guidato da Alice Weidel, che si è piazzato al secondo posto alle elezioni dello scorso febbraio ma è stato relegato ancora una volta all’opposizione in seguito all’accordo tra i cristiano-democratici della Cdu e i socialdemocratici della Spd.
La nota dei servizi interni tedeschi
Alcune fazioni dell’AfD, come la sua ala giovanile, erano già state classificate come estremiste nel 2021, mentre il partito nel suo complesso era stato classificato semplicemente come «sospetto». La classificazione, in ogni caso, arriva da un ufficio federale che equivale ai servizi segreti interni e che dipende quindi dal ministero dell’Interno. La Corte costituzionale tedesca, inoltre, ha sempre respinto ricorsi contro Afd volti a impedire la sua partecipazione alle elezioni. Nella nota dei servizi tedeschi, pubblicata in giornata, si legge: «La concezione prevalente del partito, basata sull’etnia e sulla discendenza, non è compatibile con il libero ordine democratico di base».
L’obiettivo di AfD, si spiega, è quello di escludere alcuni gruppi di popolazione da una partecipazione paritaria nella società. «Nello specifico, l’Afd ritiene che i cittadini tedeschi con una storia di migrazione da paesi musulmani, ad esempio, non siano membri paritari del popolo tedesco, come definito dal partito in termini etnici», continua la nota dei servizi interni.
Scholz: «Nessuna messa al bando»
Ma la decisione dell’ufficio federale tedesco apre a nuove incognite. Per esempio, è possibile che il governo metta al bando AfD? «Penso che questa sia una questione che non dovrebbe essere affrontata in fretta e furia. Sono contrario a una soluzione rapida», ha frenato il cancelliere uscente Olaf Scholz. Qualche timida apertura arriva da Nancy Faeser, attuale ministra dell’Interno, che spiega come la classificazione dei servizi interni non comporta automaticamente la messa al bando del partito, ma dice anche che non può essere escluso. «Non si dovrebbe escludere nulla, ma non c’è alcun automatismo», ha detto Faeser.
Netto anche il giudizio di Markus Soeder, presidente della Baviera e leader della Csu, secondo cui è necessario «mantenere il cordone sanitario contro Afd», perché «non c’è spazio per i nemici della democrazia».
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

BRUXELLES ACCENDE I FARI SU TELEMELONI: IL GRUPPO DI MONITORAGGIO SULLA DEMOCRAZIA E LO STATO DI DIRITTO DEL PARLAMENTO EUROPEO HA CONVOCATO PER IL 14 MAGGIO SIGFRIDO RANUCCI

Maggio 3rd, 2025 Riccardo Fucile

IL CONDUTTORE DI “REPORT” HA DENUNCIATO LA CIRCOLARE RAI CHE IMPONE DI CONSERVARE E RENDERE TRACCIABILE TUTTI I FILMATI GIRATI DAGLI OPERATORI: “SERVE PER CONTROLLARE I CONTENUTI DELLE INCHIESTE” … L’EUROCAMERA SENTIRÀ A PORTE CHIUSE ANCHE I MINISTRI NORDIO E PIANTEDOSI, PER CHIEDERE CHIARIMENTI SUL CASO DELLO SPYWARE DI PARAGON

Non ci sono solo la vicenda spyware e le riforme della giustizia a preoccupare l’Unione europea. Se era noto infatti che il Parlamento Ue avesse convocato una giornata di audizioni a porte chiuse per il 14 maggio (alla presenza tra gli altri dei ministri Nordio e Piantedosi, dell’Anm e del direttore di Fanpage Francesco Cancellato), adesso all’elenco dei convocati si aggiunge il conduttore di Report Sigfrido Ranucci.
Le ragioni dell’audizione del giornalista Rai sono intuitive. È di queste ore la pubblicazione dell’impietosa relazione di Reporters sans frontieres sulla libertà di stampa, in cui l’Italia crolla al 49esimo posto, record negativo. Non solo
Ranucci ha più volte denunciato le pressioni su di lui e sulla sua trasmissione e i tentativi di condizionare il giornalismo di inchiesta in Rai. L’ultimo episodio è la circolare con cui l’azienda chiede ai giornalisti di consegnare tutto il girato relativo ai propri servizi, inserendolo in una piattaforma web interna accessibile a tutti.
E ancora: Ranucci, che si collegherà da remoto, potrà anche rendere conto dello stato di (non) attuazione del Media Freedom Act, l’insieme di norme e di principi in favore dell’autonomia dei media pubblici e di criteri di nomine dirigenziali non assoggettati alla politica.
Da mesi il Media freedom act è lettera morta in Parlamento. Tutti motivi che stanno facendo crescere l’allarme a Bruxelles (ogni anno la commissione stila un report sullo Stato di diritto, l’ultimo sull’Italia fu allarmante) e che hanno fatto inserire il nome di Ranucci tra gli auditi, su proposta del 5Stelle Gaetano Pedullà: “Il governo tace, ma al Parlamento europeo dovranno rispondere – attacca l’europarlamentare – Saremo inflessibili.
Il pessimo risultato nel rapporto di Reporter sans frontieres non sorprende e testimonia l’occupazione sistematica della tv pubblica, il terrore dei giornalisti per le querele temerarie, la strategia del silenziamento delle voci scomode, i tentativi di spionaggio”.
(da Il Fatto Quotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

IL COSTITUZIONALISTA PALLANTE: “REFERENDUM OSCURATI, TEMONO CHE IL LAVORO RITORNI UN DIRITTO”

Maggio 3rd, 2025 Riccardo Fucile

“SU JOBS ACT, PRECARIATO E CITTADINANZA EFFETTI IMMEDIATI, MA CONTA PURE IL VALORE SIMBOLICO”

“Vivere da cittadini, lavorare con dignità” è il titolo di un appello che tenta di squarciare il silenzio sui referendum dell’8-9 giugno: lo hanno firmato intellettuali e accademici come il premio Nobel Giorgio Parisi, Nadia Urbinati, Silvio Garattini, Gaetano Azzariti, Salvatore Settis e Tomaso Montanari. Tra loro c’è anche Francesco Pallante, ordinario di Diritto costituzionale a Torino.
Professore, c’è un gran silenzio attorno all’appuntamento di giugno: perché?
I referendum mirano, nel loro complesso, ad aprire una breccia negli attuali equilibri di potere che vedono la finanza e l’impresa dominare in campo economico, al contrario di quel che prevede la Costituzione. Consci dello squilibrio di potere tra datori di lavoro e lavoratori, i Costituenti si erano posti l’obiettivo di riequilibrare i rapporti di forza. Per questo la Repubblica è “fondata sul lavoro”, diversamente dalle Costituzioni ottocentesche che erano “fondate sulla proprietà”, persino quanto al diritto di voto! Le riforme degli ultimi 30 anni hanno ricreato una situazione ottocentesca e chi ne beneficia non
vuole perdere gli enormi vantaggi di cui gode. In quest’ottica anche il referendum sulla cittadinanza è importante: ricompone l’unitarietà della categoria dei lavoratori superando, almeno in parte, la contrapposizione tra lavoratori italiani e stranieri.
Puntano a non raggiungere il quorum?
Sì, purtroppo è oramai invalsa la prassi per cui i contrari all’abrogazione approfittano parassitariamente dell’astensionismo per far fallire i referendum, evitando di mettersi democraticamente in gioco.
Come cambierebbe la legge sulla cittadinanza?
La regola generale è che la cittadinanza possa essere concessa agli stranieri che risiedono in Italia da almeno 10 anni; nel caso degli stranieri maggiorenni adottati da cittadini italiani vale una regola speciale, per cui è sufficiente un periodo di 5 anni. Il quesito mira ad abrogare la regola generale dei 10 anni unitamente al riferimento all’adozione in quella speciale, trasformando la residenza quinquennale in regola generale (com’era fino al 1992).
Poi ci sono i referendum sul lavoro. Uno riguarda la sicurezza: i morti aumentano ma, chiacchiere a parte, la politica sembra disinteressarsene…
La mancata sicurezza sul lavoro è una ferita costituzionale sanguinante. Il lavoro non solo è precario e povero, oramai sempre più spesso è anche mortale. Gli esperti spiegano che le catene di appalti e subappalti rendono impossibile assicurare la sicurezza a chi lavora nei cantieri. È chiaro che è lì che occorre intervenire, ma sinora la politica è rimasta inerte. Il referendum mira a sanare questa ferita.
Precarietà: l’esempio della Spagna, che è tornata indietro, non è servito…
Il caso spagnolo è interessante perché dimostra che, contrariamente a quanto viene ripetuto, rafforzando i diritti dei lavoratori si rafforza il sistema economico nel suo complesso. Per questo i referendum che puntano a ostacolare i licenziamenti e a ridurre i contratti a termine sono fondamentali: procurano beneficio a tutti, non solo ai lavoratori dipendenti.
L’abolizione del Jobs Act crea imbarazzo nel Pd. È solo una questione simbolica o cambierebbe davvero qualcosa?
I referendum sui licenziamenti e sui contratti a termine produrrebbero cambiamenti immediati e importanti nella vita dei lavoratori, inclusi quelli che lavorano nelle piccole imprese (la gran parte di quelle italiane). Per i datori di lavoro il licenziamento disposto in violazione della legge sarebbe più costoso e si amplierebbero le ipotesi di reintegra. Quanto ai contratti a termine, il loro utilizzo sarebbe circoscritto a situazioni connotate da esigenze produttive oggettive. Chiaramente tutto ciò avrebbe anche un’enorme portata simbolica. L’idea alla base del Job Act (ma, ancor prima, del “pacchetto Treu” e della “legge Maroni”) era che il lavoro fosse un mero costo di produzione, da ridurre al minimo. I referendum puntano a tornare alla concezione del lavoro come diritto: quella della Carta.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.028)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Marzo 2026 (115)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Maggio 2025
    L M M G V S D
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    262728293031  
    « Apr   Giu »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • GLI STATI UNITI STANNO CHIEDENDO AIUTO ALL’UCRAINA PER AVERE LA FORMIDABILE TECNOLOGIA ANTI-DRONE DI KIEV : PER ABBATTERE I DRONI SHAHED IRANIANI, DA 30MILA DOLLARI L’UNO, GLI AMERICANI USANO MISSILI INTERCETTORI DA 4 MILIONI DI DOLLARI
    • GLI STATI UNITI POTREBBERO PERDERE LA GUERRA: PER ABBATTERE I DRONI IRANIANI, POCO SOFISTICATI E LOW COST, GLI AMERICANI SPRECANO MISSILI COSTOSISSIMI E DIFFICILI DA PRODURRE. SE IL CONFLITTO VA AVANTI A LUNGO, GLI USA RISCHIANO DI RIMANERE SENZA DIFESE AEREE IN PATRIA, E RUSSIA E CINA POTREBBERO APPROFITTARNE
    • IL MONDO È IN FIAMME, E IL NOSTRO MINISTRO DEGLI ESTERI SE NE VA IN VALLE D’AOSTA PER L’EVENTO DI FORZA ITALIA “AZZURRI IN VETTA”
    • CHE COINCIDENZA: QUALCUNO, NELLA STESSA NOTTE E NELLA “MEDESIMA CAMPAGNA DI INFEZIONE” IN CUI GLI 007 ITALIANI SPIAVANO CACCIA E CASARINI, HA INFETTATO IL TELEFONO DI CANCELLATO
    • LA CINA AUMENTERÀ IL BUDGET PER LA DIFESA AL 7% NEL 2026: PECHINO PREVEDE DI SPENDERE 276,8 MILIARDI DI DOLLARI PER LA DIFESA, CIRCA TRE VOLTE MENO DEL BILANCIO MILITARE DEGLI STATI UNITI
    • GLI ITALIANI A DUBAI VOGLIONO PRIVATIZZARE L’UTILE E COLLETTIVIZZARE IL COSTO: SE NE SONO ANDATI NEL GOLFO PER NON PAGARE LE TASSE NEL NOSTRO PAESE MA, ORA CHE PIOVONO MISSILI, CHIEDONO ALL’ITALIA DI ESSERE RIMPATRIATI (SPERANDO CHE PAGHI PANTALONE)
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA