IL GOVERNO MAROCCHINO POTREBBE AVER “FAVORITO” L’ASSALTO ALL’ENCLAVE SPAGNOLA DI CEUTA, COME REAZIONE AL VIAGGIO DI PEDRO SANCHEZ IN ALGERIA (PRINCIPALE SPONSOR DELLE FORZE DEL FRONTE POLISARIO, I SEPARATISTI CHE LOTTANO CONTRO IL CONTROLLO MAROCCHINO DEL SAHARA OCCIDENTALE)
I RAPPORTI TRA RABAT E MADRID SONO ALTALENTANTI DA DECENNI: GIÀ IN PASSATO I MAROCCHINI AVEVANO UTILIZZATO IL RICATTO MIGRATORIO PER ROMPERE I COJONI A MADRID. CON SANCHEZ INDEBOLITO DALLA CORRUZIONE E ACCERCHIATO DALLE INCHIESTE, IL GIOCO È FATTO
La costa nordafricana del Mediterraneo, nel suo tratto appartenente al Marocco, è
punteggiata di territori spagnoli. I più importanti sono quelli che coincidono con il perimetro di Ceuta e di Melilla, due città autonome che hanno più o meno lo stesso numero di abitanti (circa 85.000) e distano l’una dall’altra suppergiù 400 chilometri.
La posizione delle due città determina che la pressione migratoria sui loro confini con il Marocco sia intensa e costante. E già in passato ci sono stati dei momenti di particolare emergenza. Nel 2005, nel 2014, nel 2018 si verificarono dei picchi improvvisi in cui centinaia o migliaia di migranti tentarono di entrare, via mare o scavalcando le recinzioni, a Ceuta o Melilla, innescando scontri con le forze dell’ordine. E si registrarono morti e feriti.Il precedente più clamoroso è quello del maggio 2021, quando circa 10 mila migranti entrarono illegalmente a Ceuta nel giro di due giorni. Questa ondata rappresentò il culmine di uno screzio diplomatico: in quel caso Rabat non aveva apprezzato che Madrid avesse ospitato sotto falso nome in un ospedale spagnolo il leader del Fronte Polisario, il movimento armato che si batte per la liberazione del Sahara Occidentale, ex colonia spagnola ora controllata dal Marocco.In quel caso, i migranti furono rimpatriati nel giro di pochi giorni. Anche in questo caso qualcuno ha suggerito che l’improvviso assalto ai confini sia stato favorito dal governo marocchino come reazione all’amichevole viaggio in Algeria compiuto nei giorni scorsi dal premier spagnolo Pedro Sánchez.
L’Algeria, infatti, è il principale sponsor regionale delle forze del Fronte Polisario
Ma il ministero degli Esteri spagnolo ha escluso una connessione con il recente viaggio del capo del governo e si è affannato a sottolineare che al momento i rapporti con il governo marocchino sono eccellenti e che Rabat sta cooperando «in modo leale e costante» per gestire l’emergenza a Ceuta.
Negli ultimi decenni, i rapporti tra Rabat e Madrid hanno alternato momenti di collaborazione e periodi di forte tensione, come nel caso dello scontro quasi militare che si innescò nel 2002 intorno all’isola di Perejil (di fatto poco più di uno scoglio), che è proprio uno dei territori che, pur appartenendo geograficamente al Marocco, sono amministrati dalla Spagna.
Anche perché Rabat vive con un certo disagio la presenza sulla propria costa di quegli spicchi in cui si parla castigliano che ricordano l’epoca coloniale.
E il Marocco sa bene che la Spagna ha bisogno di collaborazione proprio per controllare i flussi migratori illegali verso le sue città «africane» che sono a pieno titolo territorio europeo ma che per la loro collocazione sono così vulnerabili ai tentativi di accesso clandestino.
Ed è anche per questo che nel 2022 il governo Sánchez ha «tradito» gli abitanti indipendentisti del Sahara Occidentale, allineandosi di fatto alla posizione di Rabat che considera suo quel territorio che fu frettolosamente abbandonato al suo destino, a metà degli anni ’70, dalla Spagna, che fino ad allora lo aveva gestito come propria colonia .
(da agenzie)
Leave a Reply