LULA HA VINTO ANCHE GRAZIE A JANONES, IL FENOMENO DELLA RIMONTA DIGITALE CHE HA PORTATO IL CANALE WHATSAPP “ESERCITO DI LULA” DA 50.000 A 10 MILIONI DI ISCRITTI IN TRE SETTIMANE
FIGLIO DI FAMIGLIA POVERISSIMA, DA PICCOLO FACEVA 12 KM PER ANDARE A SCUOLA, ALL’UNIVERSITA’ SI E’ MANTENUTO LAVORANDO, POI LA LAUREA IN LEGGE E L’ASSISTENZA LEGALE GRATUITA AI POVERI… LA TATTICA SUI SOCIAL: AGGRESSIVITA’, COORDINAMENTO DELLE INIZIATIVE DI PIAZZA, HA TOLTO A BOLSONARO L’ESCLUSIVA DELLA BANDIERA NAZIONALE, RIBATTENDO A SUO OGNI POST IN POCHI MINUTI E RILANCIANDO
Il deputato 42enne è diventato uno dei protagonisti della rimonta digitale di Lula. Il suo canale WhatsApp “Exército do Lula” ha superato i 10 milioni di iscritti. Ora nel PT c’è chi vorrebbe portarlo nel partito e affidargli un ruolo nella comunicazione del nuovo governo.
Dietro la vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva c’e lui: André Janones, 42 anni, è deputato federale eletto nel Minas Gerais con REDE ed è diventato uno dei volti della campagna digitale che ha accompagnato la rimonta di Lula secondo turno delle presidenziali brasiliane.
Il suo principale strumento è stato “Exército do Lula”, il canale WhatsApp trasformato in una sorta di quartier generale digitale della campagna. Dopo il primo turno contava circa 50mila iscritti; alla vigilia del ballottaggio aveva superato quota 10 milioni. Da lì Janones distribuiva indicazioni e “missioni” ai sostenitori per amplificare contenuti e temi della campagna sulle diverse piattaforme.
Il 25 ottobre Lula ha completato la rimonta battendo Flávio Bolsonaro con oltre 64 milioni di voti contro poco meno di 60 milioni. È stata la prima volta dal 1989 che un candidato arrivato secondo al primo turno è riuscito a vincere il ballottaggio. L’aumento dell’affluenza è stato determinante, ma anche la nuova offensiva sui social ha avuto un ruolo nella mobilitazione degli elettori.
Durante i festeggiamenti Lula ha ringraziato pubblicamente Janones e ha annunciato che la comunicazione digitale avrà uno spazio molto maggiore nel suo quarto mandato.
Da una famiglia povera alla Camera dei Deputati
André Luís Gaspar Janones è nato il 5 maggio 1984 a Ituiutaba, nello Stato di Minas Gerais, ed è cresciuto in una famiglia con poche risorse economiche. Figlio di una collaboratrice domestica e di un padre con disabilità, ha frequentato scuole pubbliche e ottenuto una borsa di studio per laurearsi in legge. Durante gli studi ha lavorato anche come bigliettaio sugli autobus.
Si è laureato nel 2008 e ha aperto uno studio legale nella sua città. Secondo quanto raccontato dallo stesso Janones, per anni ha assistito gratuitamente famiglie che cercavano di ottenere attraverso la giustizia interventi chirurgici, esami e farmaci dal sistema sanitario pubblico brasiliano.
La notorietà politica arriva soprattutto nel 2018, quando i suoi video durante lo sciopero nazionale degli autotrasportatori iniziano a circolare massicciamente sui social. Nello stesso anno viene eletto per la prima volta alla Camera con Avante. Nel 2022 lancia una candidatura alla presidenza, poi ritirata per sostenere Lula, entrando nella macchina della comunicazione digitale della campagna. Nel 2026 è passato a REDE ed è stato nuovamente eletto deputato federale.
La strategia: utilizzare le tecniche della destra sui social
Dopo che Lula aveva chiuso il primo turno dietro Flávio Bolsonaro, Janones ha intensificato l’attività dell’“Exército do Lula”, applicando alla mobilitazione della sinistra alcune delle tecniche che negli anni precedenti avevano caratterizzato soprattutto la comunicazione digitale della destra brasiliana.
Messaggi continui, video brevi, parole d’ordine semplici, chiamate all’azione e una rete di sostenitori incaricati di rilanciare rapidamente i contenuti. Lo stesso Janones ha spiegato di voler costruire una capacità di mobilitazione digitale simile a quella sviluppata dalla destra. Il canale è diventato così uno degli strumenti principali della controffensiva online di Lula tra primo e secondo turno.
La strategia è stata anche al centro di una battaglia davanti al Tribunale Superiore Elettorale. Il canale è stato sospeso e successivamente riattivato nel corso della campagna, mentre la squadra di Flávio Bolsonaro ne contestava l’attività. Meta ha poi comunicato di non aver individuato, in un’analisi preliminare, indizi di “comportamento inautentico coordinato” o violazioni delle proprie regole da parte dell’“Exército do Lula”.
Dalle piazze alla rete
Janones ha cercato anche di collegare mobilitazione digitale e presenza fisica nelle piazze. Uno dei messaggi utilizzati durante la campagna sintetizzava la strategia: prima conquistare strade e piazze, poi riprendere spazio sui social e infine vincere le elezioni.
Anche l’utilizzo dei simboli nazionali ha avuto un peso. Janones ha più volte indossato la maglia gialloverde della nazionale brasiliana, diventata negli anni precedenti uno dei simboli più riconoscibili delle manifestazioni bolsonariste, cercando di sottrarre alla destra il monopolio politico dei colori nazionali.
Lula stesso, dopo la vittoria, ha indicato la comunicazione diretta e digitale come una delle lezioni della campagna: “La comunicazione digitale avrà uno spazio molto grande”, ha dichiarato annunciando una maggiore interlocuzione quotidiana con i cittadini.
Janones verso il governo?
Secondo quanto riportato dalla stampa brasiliana, esponenti del PT vorrebbero invitarlo a entrare nel partito e all’interno della maggioranza si discute della possibilità di affidargli nel prossimo governo un incarico legato proprio alla comunicazione digitale, eventualmente con uno status di particolare rilievo. Al momento, però, non è stata formalizzata alcuna nomina.
La sua ascesa racconta comunque un cambiamento più ampio nella politica brasiliana. La campagna del 2026 ha mostrato che la capacità di organizzare milioni di persone attraverso WhatsApp e i social può diventare parte integrante della macchina elettorale, accanto ai partiti, ai comizi e alle tradizionali strutture territoriali.
(da agenzie)
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