XI JINPING EPURA A TUTTO SPIANO. AL QUINTO PLENUM DEL COMITATO CENTRALE, IL PRESIDENTE CINESE HA TENUTO UNA REQUISITORIA CONTRO I FUNZIONARI “DOPPIOGIOCHISTI CHE FINGONO OSSERVANZA DELLE DIRETTIVE E DIETRO LE SPALLE DEL PARTITO PRATICANO OPPORTUNISMO E SETTARISMO”, CONTRO “I TIPI SIMPATICI CHE IGNORANO I PROBLEMI”, CONTRO QUELLI CHE SI NASCONDONO DIETRO “FORMALISMO E BUROCRATISMO” E CONTRO “EDONISTI STRAVAGANTI” (UN MODO NUOVO DI DEFINIRE GLI OMOSESSUALI?)
FINORA SONO STATI ELIMINATI PIÙ DI 80 DEI 376 MEMBRI DEL COMITATO CENTRALE – IN 14 ANNI, LA CROCIATA MORALISTA DI XI HA PUNITO CIRCA 7 MILIONI DI FUNZIONARI – NELLA PRIMA METÀ DEL 2026, SONO STATI SOTTOPOSTI A INCHIESTE E SANZIONI VARIE 538MILA FUNZIONARI
Da lunedì a giovedì si riunisce il Quinto Plenum del Comitato centrale in carica dal
2022, quando fu selezionato dal Congresso nazionale del Partito comunista.
Tema del conclave: «Decisioni sull’avanzamento pieno e rigoroso dell’auto-governo del Partito». Tradotto: lotta continua contro la corruzione materiale e ideologica. Nei quattro giorni del Plenum che si tiene in un albergo di Pechino sottoposto a sicurezza militare, molti dirigenti tremeranno per le purghe, altri spereranno in promozioni, perché i dignitari caduti in disgrazia vanno rimpiazzati. E molti segnali indicano che Xi Jinping non è contento dell’operato del gruppo dirigente né della sterminata burocrazia statale e userà ancora la falce per tagliare teste.
La rivista ideologica del Partito «Qiushi» (che significa «Cercare la Verità») ha appena pubblicato estratti di un discorso a porte chiuse tenuto da Xi alla temuta «Commissione centrale di disciplina e indagini». È stata una requisitoria contro i quadri «doppiogiochisti che fingono osservanza delle direttive e dietro le spalle del Partito praticano opportunismo e settarismo». Contro «i tipi simpatici che ignorano i problemi». Contro quelli che si nascondono dietro «formalismo e burocratismo». Contro «edonisti stravaganti».
Questi moniti Xi Jinping ha cominciato a lanciarli nel 2012. Dopo 14 anni e circa 7 milioni di puniti (tanti sono i funzionari civili e militari finiti nel tritacarne disciplinare) Xi usa ancora lo stesso linguaggio e anzi lo inasprisce. Una frase contenuta nel riassunto di «Qiushi» rivela anche frustrazione: «Perché ci sono così tanti faccendieri politici e truffatori nella nostra società?». Significa che nonostante tutto, corruzione, resistenza passiva o addirittura trame politiche sono ancora forti tra i ranghi comunisti.
Per questo Xi ordina di «chiudere il potere nella gabbia delle istituzioni» (naturalmente non il suo, visto che si è cautelato facendo cancellare i limiti di durata del mandato di segretario generale).
Conosciamo il tema del Plenum, la disciplina. Questo appuntamento annuale è probabilmente l’ultimo prima del grande XXI Congresso nazionale del Partito comunista che si terrà nell’autunno 2027. La rielezione di Xi Jinping per un quarto mandato quinquennale è scontata. Ma le altre posizioni di potere che prima o poi porteranno alla nascita di un successore nella guida della superpotenza cinese sono in gioco.
Il conclave del Partito-Stato] è circondato dal mistero. A partire dal luogo della riunione: la stampa locale non è autorizzata a dare informazioni. Questo almeno è un mezzo segreto, perché nel corso dei decenni di potere assoluto si è saputo che i Plenum si svolgono non nella Grande Sala del Popolo di Piazza Tienanmen […] ma in un grande albergo di Pechino, il «Jingxi», che è gestito dallo Stato maggiore dell’Esercito […] Non è un hotel per turisti, è attrezzato e presidiato dai militari per garantire la massima riservatezza e anche la sorveglianza delle mosse dei partecipanti.
Incerto il numero preciso dei partecipanti. Il Comitato centrale comunista dovrebbe contare 376 membri: 205 effettivi e 171 supplenti. Ma dal 2022 le purghe per corruzione e slealtà alla linea del Segretario generale Xi Jinping hanno aperto vuoti paurosi nella compagine. Secondo calcoli dei politologi e dell’intelligence occidentali solo il 77,4% di quegli uomini (e poche donne, che erano 33) sono ancora in carica. L’equazione dice che inchieste e processi immancabilmente conclusi con condanne esemplari hanno falciato almeno 86 membri, tra i quali 42 erano alti ufficiali dell’Esercito popolare di liberazione.
E dietro la disgrazia dei mandarini eccellenti, ci sono centinaia di migliaia di burocrati di vario livello che cadono ogni anno. […] nella prima metà di quest’anno sono stati sottoposti a inchieste e sanzioni varie 538.000 funzionari. Tra questi, 36 erano alti dirigenti a livello provinciale e ministeriale: quelli che Xi definisce «doppiogiochisti».
Il rischio è che queste purghe continue inceppino la macchina statale cinese. Una miriade di funzionari locali, nelle province e nei villaggi, ha evidentemente paura di svolgere il proprio lavoro, se Xi è costretto a lanciare l’allarme contro «burocratismo e formalismo».
(da Corriere della Sera)
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