Luglio 6th, 2010 Riccardo Fucile
MENTRE OGNI ITALIANO PAGA 360 EURO L’ANNO PER MANTENERE UN’AUTO BLU, IL FONDO PER ACQUISTARE GIUBBOTTI ANTIPROIETTILE E’ STATO RIDOTTO DELL’80%…LA QUESTURA DI FOGGIA AL BUIO, IL 60% DI IMBARCAZIONI, AEREI, ELICOTTERI A TERRA PER MANCANZA DI BENZINA E PEZZI DI RICAMBIO…STIPENDI BLOCCATI DA ANNI, STRAORDINARI NON PAGATI, 3.000 AGENTI USATI COME PORTIERI E NEGLI UFFICI, DIMEZZATE LE VOLANTI
La denuncia viene da un sindacato di polizia “di destra”: ogni cittadino italiano paga in
media 360 euro l’anno per mantenere un’auto blu, scorta compresa.
Mentre i poliziotti della squadra mobile di Napoli hanno una sola divisa estiva per tutta l’estate, senza ricambi.
Ma non è certo questa la sola contraddizione dela presunta “politica della sicurezza” del governo di sedicente “centrodestra” che guida il Paese.
Non si è mai visto un governo di destra in Europa che da un lato sfrutti i successi di agenti e carabinieri nella lotta alla criminalità , cercando di farsene uno spot perpetuo, come se il merito fosse di Maroni, e che dall’altro li mette nelle peggiori condizioni per operare, sia in termini di mezzi che di trattamento economico.
La considerazione che Tremonti e Maroni hanno degli operatori della sicurezza lo si è visto nei giorni scorsi, quando hanno pure cercato di tagliar loro le tredicesime, salvo poi dover fare retromarcia sotto la pressione dell’indignazione popolare.
Ma ormai il rapporto si è rotto: protestano i funzionari di polizia, comprando intere pagine di quotidiani e denunciando una “sicurezza a rischio”, scendono in piazza i sindacati di polizia che hanno raccolto già 100.000 firme di solidarietà , cresce il malumore dei prefetti per il mancato adeguamento del contratto.
Come denuncia il sindacato autonomo Siap, i tagli di Tremonti, uniti alla legge 133 di Brunetta, hanno di fatto tagliato il 35% del bilancio del 2011: 1,67 miliardi di euro, di cui 557 milioni per la polizia. Continua »
argomento: Berlusconi, Bossi, criminalità, denuncia, destra, economia, emergenza, finanziaria, Giustizia, governo, Lavoro, LegaNord, PdL, Politica, polizia, radici e valori, Sicurezza | 1 Commento »
Luglio 5th, 2010 Riccardo Fucile
AVEVANO MINACCIATO DI ARRIVARE AL VOTO SULLA MOZIONE DI SFIDUCIA A BRANCHER PER METTERE ALLE CORDE I FINIANI, MA ALLA FINE HANNO IMMOLATO IL CAPRETTO…VALEVA LA PENA NOMINARE MINISTRO UN INQUISITO CHE ORA HA SCELTO IL RITO ABBREVIATO?
La resa di Aldo Brancher è arrivata in una dichiarazione spontanea resa in aula al processo sul tentativo di scalata ad Antonveneta, che lo vede imputato, insieme alla moglie, per appropriazione indebita e ricettazione in relazione a somme pari a circa 1 milione di euro, ricevute da Giampiero Fiorani durante il tentativo di scalata all’Antonveneta.
Al processo sulla scalata all’Antonveneta, Aldo Brancher e la moglie Luana Maniezzo sono imputati per 420mila euro di appropriazione indebita, incassati tra il dicembre e il novembre del 2003 grazie a plusvalenze su azioni Tim e Autostrade che, stando all’accusa, vennero manovrate dai vertici della Popolare di Lodi per favorire la coppia.
Altri 600mila euro, per cui è stata contestata la ricettazione, erano divisi in diversi versamenti: i primi 100mila consegnati in contanti da Donato Patrini, collaboratore di Gianpiero Fiorani, presso l’autogrill di San Donato milanese nel 2001; una seconda tranche di 100mila euro in contanti consegnata nel 2004 a Lodi nell’ufficio di Fiorani; altri 100mila ricevuti a Roma nel gennaio del 2005 dopo la bocciatura del decreto sul risparmio presso l’ufficio di Brancher, al ministero del Welfare; infine, altri 200mila euro consegnati ancora nell’ufficio di Fiorani a Lodi, nel marzo dello stesso anno.
Nella dichiarazione spontanea, Brancher ha spiegato i motivi per i quali ha voluto rinunciare al legittimo impedimento “affinchè finiscano strumentalizzazioni e speculazioni” e al giudice Gatto ha “anticipato la mia decisione di dimettermi da ministro”.
Brancher stamane ha anche chiesto di essere giudicato con rito abbreviato, celebrato a porte chiuse, senza testimoni e solo su prove documentali, prassi che dà diritto a uno sconto di un terzo della pena. Continua »
argomento: Berlusconi, Bossi, Costume, emergenza, federalismo, Fini, Giustizia, governo, la casta, LegaNord, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | 1 Commento »
Luglio 5th, 2010 Riccardo Fucile
DALLE PENSIONI ALLA PEDOFILIA, DAL CONDONO AL TFR, DAGLI SCATTI ALLA PREVIDENZA, DA BRANCHER ALLE TREDICESIME: IL GOVERNO SEMPRE COSTRETTO A RIMANGIARSI L’ANNUNCIO… “GHE PENSI MI”: A FAR BRUTTE FIGURE?
L’ultimo esempio è stata quella norma che avrebbe dovuto tagliare una parte delle
tredicesime dei lavoratori del comparto sicurezza, dalle forze dell’ordine alle forze armate: inserita dal governo nella finanziaria, con relativo emendamento del relatore Azzolini, ha suscitato una tale insurrezione bipartisan e una tale giustificata furibonda reazione dei sindacati di polizia, che Berlusconi è dovuto correre in Tv ad annunciare la retromarcia sul provvedimento.
Per la prima volta i nodi del settore sicurezza sono venuti al pettine, con un attacco durissimo delle forze dell’ordine a Maroni accusato di “disinteresse e lontananza”.
Patetico il tentativo successivo della Lega di rivendicare il merito dell’annullamento dei tagli alla tredicesima, dopo essere stati proprio loro i padrini con Tremonti della iniqua proposta: è finito il bluff del “partito di lotta e di governo”.
Ma ormai il governo “dei refusi” ci ha abituati a questa strategia: si fa andare avanti un singolo parlamentare con un emendamento che prevede un taglio: se nessuno se ne accorge, il colpo è fatto.
Se se scatena la protesta, è stata solo l’iniziativa di un povero cristo, il governo dice di non saperne nulla e prende le distanze.
Giochetti noti da Prima Repubblica.
Affidati in questo caso al senatore Azzollini, da Molfetta, Pdl, presidente della Commissione Bilancio.
Politico coerente soprattutto: trascorsi nel Pdup ( estrema sinistra), poi nei Verdi, quindi nel Ppi, espulso dal Pci-Pds nel 1992, approdato infine in Forza Italia.
Un altro rappresentante della Corte dei miracolati di cui si circonda il premier.
Negli ultimi mesi sono ormai più le retromarcie che il governo ha innestato che i passi in avanti: ne ricordiamo qualcuna.
Lo stop all’innalzamento dei 40 anni di contributi per andare in pensione con relativa correzione: “è un refuso”. Continua »
argomento: Berlusconi, Bossi, denuncia, economia, emergenza, finanziaria, Giustizia, governo, Lavoro, LegaNord, Parlamento, PdL, pedofilia, Politica, sanità, Sicurezza, sindacati | Commenta »
Luglio 5th, 2010 Riccardo Fucile
DAI DISCORSI ANTI CASTA DI BOSSI DEL 1992 E DI MARONI DEL 1993 AL VOTO A FAVORE DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI, AI FIGLI SISTEMATI, ALLA LOTTIZZAZIONE DELLA RAI, AGLI SPRECHI NEGLI ENTI LOCALI…..OTTO ANNI AL GOVERNO, 3 MINISTRI, 59 DEPUTATI, 26 SENATORI, 9 PARLAMENTARI EUROPEI, 373 SINDACI E PRESIDENTI DI PROVINCIA, 2 PRESIDENTI DI REGIONE, CENTINAIA DI CONSIGLIERI COMUNALI PER SPARTIRSI SOLO I PRIVILEGI
“Eravamo quattro amici al bar, volevamo cambiare il mondo…”: è finita che il mondo ha cambiato loro.
Dopo i trascorsi giovanili nel Movimento studentesco, la mancata laurea in medicina e il diploma per corrispondenza della Scuola Radio Elettra per uno, la infatuazione per Democrazia proletaria e il recupero crediti alla Avon per l’altro, i destini federalisti di Bossi e Maroni e l’esigenza da loro propugnata di spazzare via i privilegi della Casta sono finiti tristemente nel ricercarli e goderseli.
Correva l’anno 1987 quando Umberto da Cassano Magnago entrava per la prima volta in Parlamento: sono trascorsi 23 anni, nella seconda parte dei quali la Lega ha passato al governo romano quasi 9 anni.
Ben ammanigliata al potere centralista, nelle stanze dei ministeri e dei Palazzi, delle fondazioni bancarie e nei consigli di amministrazione lottizzati.
Nell’anno corrente ecco una fotografia reale delle loro poltrone politiche: 3 ministri, 1 viceministro, 3 sottosegretari, 1 vicepresidente del Senato, 59 deputati, 26 senatori, 9 europarlamentari, 373 tra sindaci e presidenti di Provincia, 2 presidenti di Regione, una miriade di assessori, centinaia di consiglieri.
Eppure sentite queste parole di Bossi agli esordi: “Noi padani rifiutiamo di essere coinvolti nell’astuzia della palude romana, noi vogliamo il cambiamento”.
Cosa ha fatto la Lega per indebolire la Casta in questi anni?
E’ forse rimasta fuori da Tangentopoli?
Neanche quello, visto la condanna del segretario a 8 mesi di galera per aver percepito un finanziamento illecito sulle tangenti Enimont.
Per il federalismo poi ci sono più ministri che materia da trattare, hanno avallato anche la nomina a ministro per l’attuazione del federalismo di un amico loro che deve solo evitare un processo per appropriazione indebita.
Torniamo al 3 aprile 1992, aria di crisi della prima Repubblica, Bossi annuncia la “festa della Liberazione dai partiti”: oggi ci sono ancora e, nonostante un referendum per abolizione del finanziamento pubblico agli stessi, tutti continuano a prendere soldi pubblici, Lega compresa. Continua »
argomento: Bossi, Costume, denuncia, elezioni, federalismo, Giustizia, governo, la casta, LegaNord, Politica, radici e valori, RAI, Regione, sprechi | Commenta »
Luglio 4th, 2010 Riccardo Fucile
ANCHE LA CAMORRA FA LA SUA MANOVRA FINANZIARIA: RETRIBUZIONE PER LA MANOVALANZA TRA 2.000 E 4.000 EURO AL MESE, PER UN CAPOZONA FINO A 40.000 EURO AL MESE…DOPO IL GIRO DI VITE IL CLAN DI LAURO TORNA IN ATTIVO DI 870.795 EURO, MA AVEVANO IMMESSO 300.000 EURO PER GARANTIRE LIQUIDITA’
La crisi globale prima o poi doveva colpire anche gli affari della camorra: descritta da
Saviano come una serie di filiere di comando organizzate, famiglie in collegamento tra loro, soldi sporchi “ripuliti” e reinvestiti in attività lecite all’estero, era impossibile che la crisi dei mercati non avesse serie ripercussioni anche sugli affari camorristici.
Ai boss non è restato, una volta accertati i bilanci in rosso, che prendere rimedi da direttori amministrativi: tagliare i costi e gli stipendi.
E’ quanto emerge dalle intercettazioni della Procura di Napoli sul clan Di Lauro: se prima un sicario era pagato a cottimo, un tanto a lavoro, con una cifra oscillante tra i 10.000 e i 20.000 euro, adesso si preferisce risparmiare, sia nelle esecuzioni che nei compensi.
Il figlio latitante del capoclan Paolo Di Lauro, durante la crisi, ha fissato una retribuzione massima per tutti i sottoposti, non oltre i 2.500 euro mensili.
Non solo: ha pure fatto una manovrina in puro stile ministeriale con una iniezione di liquidità , versando nell’organizzazione 300.000 euro del proprio patrimonio personale e obbligando i colonnelli a versare una tassa di 30.000 euro a testa.
Un piano finanziario che pare abbia dato buoni risultati: il clan è ora tornato in attivo di circa 870.000 euro.
La polizia lo ha scoperto attraverso il sequestro, a casa di un incensurato, dei libri contabili del clan, dove i boss annotavano entrate e uscite con un rigore degno del miglior contabile aziendale.
Nei libri mastri erano indicate minuziosamente le spese: solo a maggio 4.000 euro per corrompere le forze dell’ordine, poi la fattura del fabbro per la messa in posa di porte blindate, le spese del falegname per i pannelli di legno usati come nascondiglio della droga. Continua »
argomento: criminalità, denuncia, economia, Giustizia, Lavoro, mafia, Napoli, polizia, radici e valori, rapine, Sicurezza | Commenta »
Luglio 4th, 2010 Riccardo Fucile
SVOLGONO SERVIZI PUBBLICI AL POSTO DELLO STATO, FORNISCONO PRESTAZIONI TECNICHE E DANNO INFORMAZIONI LEGISLATIVE E PROCEDURALI…OFFRONO UN SERVIZIO SOCIALE A BASSO COSTO, MA DANNO FASTIDIO A QUALCUNO: LA FOBIA ANTISINDACALE DI CERTA PSEUDO-DESTRA ANNEBBIA LA VISTA
Se esiste un terreno dove non dovrebbero esistere distinzioni tra destra e sinistra è quello della tutela dei lavoratori, anche perchè la categoria si divide equamente tra chi vota a destra e chi a sinistra.
Come in una certa sinistra vige ancor oggi il concetto che la colpa è sempre dei “padroni”, in certa destra si mantiene il pensiero che essa sia sempre da ricercare nei sindacati, causa di ogni italica disgrazia.
Forse costoro hanno come modello certi regimi militari o prendono ad esempio certe “repubbliche popolari” dove l’operaio deve lavorare dodici ore al giorno, non profferire parola e inchinarsi davanti alla catena di montaggio, senza diritti, senza dignità , senza futuro.
Non essendo consono al nostro ideale sociale questo modello industriale stile “padrone delle ferriere” e ritenendo invece che dovrebbero essere ancora più determinati nelle lotte sindacali proprio i sindacati di destra o autonomi, in quanto slegati dal potere politico che spesso condiziona le scelte di quelli di sinistra, ci fa riflettere un piccolo emendamento inserito in Finanziaria su imput del vertice Pdl, con il quale si stabilisce una riduzione dell’aliquota di prelevamento sul gettito contributivo per finanziare gli istituti di patronato dall’attuale 0,226% allo 0,178%.
Il taglio non si ferma qua: l’emendamento prevede che nel 2011 siano ridotti del 22% anche gli stanziamenti per i patronati previsti nella tabella del Ministero del lavoro.
La proposta del relatore alla finanziaria Azzolini taglia così ai patronati la bellezza di 87 milioni di euro in un colpo solo, ovvero quasi un quarto della somma che viene loro distribuita ogni anno sulla base delle convenzioni stipulate con il ministero. Continua »
argomento: Berlusconi, Bossi, casa, denuncia, economia, emergenza, federalismo, finanziaria, governo, Lavoro, LegaNord, PdL, Politica, povertà, sindacati | Commenta »
Luglio 3rd, 2010 Riccardo Fucile
PER L’APERTURA DI “CAFFEINA FESTIVAL” A VITERBO, BATTE FORTE IN PIAZZA IL RICORDO DI FALCONE E BORSELLINO, DUE UOMINI “GIUSTI” CHE HANNO DECISO DI “VIVERE E MORIRE DA UOMINI”… EMERGE L’ITALIA CHE HA SETE DI VALORI COMUNI, INTORNO A IDEE CHE NON SIANO “CONTRO”, MA “PER” QUALCOSA
Pubblichiamo il commento di Filippo Rossi, direttore del webmagazine, di area finiana,
“FareFuturo” sull’intervento di Roberto Saviano alla prima giornata inaugurale del Festival “Caffeina Cultura” che si tiene a Viterbo fino al 17 luglio.
C’era l’Italia, ieri sera, su quella piazza. A sentire Roberto Saviano, nel cuore di Viterbo per l’apertura di Caffeina, c’era davvero tutta l’Italia. L’Italia vera, quella che non conosce barricate, quella che non vive di etichette, di ideologie, di “scelte di campo”. Un’Italia che, a vedertela lì di fronte, come fosse un unico corpo di migliaia di persone, non potevi — neanche volendo — “identificare”. Chi è di destra? Chi è di sinistra? Inutile provare a rispondere: c’era, sul serio, solo l’Italia.
C’era quell’Italia che ha sete di valori comuni, che ha voglia di abbracciarsi attorno a idee che non siano “contro” ma “per”, che vuole crescere su fondamenta che non siano di divisione ma di condivisione. C’era quell’Italia che ha fame di luce sulle troppe ombre che ancora la inquinano, che ha fame di trasparenza, di onestà , di responsabilità .
Quell’Italia che, per questo, non può che commuoversi mentre scorrono le immagini e le parole di Giovanni Falcone e di Borsellino, di quei due “giusti” (non per forza “eroi”, come ci tiene a sottolineare Saviano) che, da persone normali, con le loro fragilità e i loro dubbi, i loro slanci e le loro debolezze, hanno deciso di “vivere e morire da uomini”. Quell’Italia che non può non applaudire, quando l’autore di Gomorra risponde a chi — con fini più o meno limpidi — gli dà del “professionista dell’antimafia” (la stessa accusa che troppe volte è suonata come una condanna a morte): «Meglio professionista dell’antimafia, che dilettante dell’antimafia». E come non dargli ragione. Continua »
argomento: Costume, criminalità, denuncia, destra, emergenza, Fini, Giustizia, governo, Libri, mafia, Napoli, PdL, Politica, povertà, radici e valori, Sicurezza | Commenta »
Luglio 3rd, 2010 Riccardo Fucile
IL DIRETTORE DI “CHI” AVEVA CANCELLATO LA RUBRICA “DOPPIA DIFESA”, CURATA DA TRE ANNI DALLA ASSOCIAZIONE DELLA DEPUTATA FINIANA CHE TUTELA LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA… UN IMPUT DALL’ALTO PER RAPPRESAGLIA CONTRO LA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA CHE REPLICA: “SIGNORINI HA DETTO IL FALSO”
Avevamo già dedicato un articolo a una vicenda in apparenza di minima rilevanza, ma che invece denota il clima che sta facendosi strada nel mondo dell’informazione.
La presidente della Commissione Giustizia della Camera, la finiana Giulia Bongiorno, personaggio stimato in maniera bipartisan nel mondo politico, sia per la sua competenza che per il suo equilibrio, aveva appena deciso di dedicare quattro giorni a nuove audizioni in commissione Giustizia, sul tema controverso della legge sulle intercettazioni, nonostante il parere negativo dei falchi berlusconiani, ed ecco che scatta una strana coincidenza.
La rubrica che curava, insieme a Michelle Hunziker, co-fondatrice della associazione a difesa delle donne vittima di violenza “Doppia Difesa”, viene improvisamente eliminata dal settimanale “Chi”, diretto da Alfonso Signorini, edito dalla Mondadori di Marina Berlusconi.
Una rubrica di successo, con centinaia di lettere ogni mese, presente da tre anni, chiusa senza preavviso alcuno.
Alla Huzinker prima viene detto che la scelta è stata dell’editore, poi, di fronte alle polemiche politiche, Signorini rilascia una intervista a “il Giornale” dove sostiene che la scelta è stata sua e che le due curatrici della rubrica sono state avvisate.
Signorini precisa che il motivo del taglio della rubrica sta nel fatto che “il settimanale è di intrattenimento e svago e una pagina che parla di stupri allontana il lettore”.
Una tesi che lascia sociologicamente allibiti: meglio due tette al vento in più e una lettera di donna violentata in meno?
Questo, secondo Signorini, vuole la lettrice tipo del suo settimanale.
In ogni caso questa sarebbe la sua giustificazione “da Doppia Sberla”.
La Bongiorno tace per 5 giorni, poi, di fronte all’intervista di Signorini, non ce l’ha più fatta. Continua »
argomento: Berlusconi, Costume, denuncia, destra, emergenza, Fini, Giustizia, Politica, radici e valori, Stampa, violenza sulle donne | 2 commenti presenti »
Luglio 2nd, 2010 Riccardo Fucile
PRESENTATO IL BILANCIO 2009 DELLA LEGA: 23,8 MILIONI DI SPESE, 18,4 MILIONI DI RIMBORSI, 9 MILIONI DA AUTOFINANZIAMENTO…LA PONTIDA FIN, OLTRE ALLA SEDE, HA 11 CASE E 7 TERRENI… LIQUIDATA LA PADANIA VIAGGI, ORA SI PUNTA SU “BICICLETTA PADANA SRL” CHE AMBISCE A DOTARE I PADANI DI 10 MILIONI DI BICI
Alla fine il risultato è un utile di 7,5 milioni di euro che migliora del 10% quello dell’anno
precedente, ma il campanello di allarme è suonato: la Lega è l’unico, tra i partiti in Parlamento, a cui non bastano i generosi rimborsi elettoriali previsti dalla legge.
A fronte di un contributo statale di 18,4 milioni di euro infatti, le spese sono schizzate a 23,8 milioni di euro, rispetto ai 19,9 milioni del’anno precedente. Per pareggiare i conti e trovare l’utile, ecco allora che si ricorre alla tassazione (volontaria per modo di dire) degli eletti nei vari organismi, oltre che al contributo dei militonti: fino a raggiungere la somma di 8,2 milioni di euro dalle persone fisiche e 865.000 da quelle giuridiche.
Altri 3 milioni di euro , circa il doppio dell’anno precedente, sono poi arrivate da “attività editoriali, manifestazioni ed altre attività “.
Per chi non lo sapesse, la LegaNord è strutturata come una holding societaria.
Controlla la Pontidafin che è divenuto il gestore del patrimonio immobiliare: dalla sede di via Bellerio ai terreni e alle strutture di Pontida, ha in portafoglio ben 11 fabbricati e 7 terreni.
Negli ultimi mesi ne ha acquistati sia a Biella che a Lecco.
L’altro braccio societario è quello della Fin group spa, holding di partecipazioni in vari settori. Continua »
argomento: Bossi, federalismo, la casta, LegaNord, Politica | Commenta »