Ottobre 10th, 2012 Riccardo Fucile
MONTI SI SMARCA DALL’ABBRACCIO INTERESSATO DEL CAVALIERE
No, grazie. Sondato nuovamente nei giorni scorsi da Berlusconi sulla possibilità di guidare uno
schieramento conservatore alle elezioni, Mario Monti ha ribadito per l’ennesima volta il suo «no».
«Non mi interessa, non è in questo modo che posso essere utile al paese».
Così, in una giornata in cui il premier è stato impegnato in incontri internazionali e poi nella lunga maratona del Consiglio dei ministri, l’unica cosa che filtra da palazzo Chigi è la freddezza del Professore per essere trascinato nell’arena in maniera strumentale, unita allo stupore per l’uscita del Cavaliere.
Tanto più che a New York, quando per la prima volta aveva aperto alla possibilità di un reincarico dopo le elezioni, Monti aveva chiaramente condizionato la sua disponibilità a una «condizione di emergenza» e a una prosecuzione della grande coalizione tripartita.
Ma se il no di Monti era quasi scontato, anche dalle parti del centro il leader del Pdl colleziona soltanto rifiuti.
Persino l’apertura di credito di Italia Futura è soltanto apparente.
La soddisfazione – ha spiegato Luca Cordero di Montezemolo ai leader che lo hanno cercato – è che finalmente Berlusconi abbia annunciato il passo indietro, «come noi abbiamo sempre chiesto».
Questo non significa che il patron della Ferrari si farà arruolare nell’esercito del Cavaliere: «Tranquilli, non ci faremo risucchiare».
Semmai mantenere una «posizione centrale», ora che Berlusconi sembra intenzionato a non candidarsi, «potrà indurre qualche moderato del Pdl, e ce ne sono, a lasciare quel partito». Più che essere «risucchiato» Montezemolo, che non sarà candidato, punta quindi ad «attrarre».
Quanto agli altri due interlocutori, Casini e Fini, la palla lanciata dal leader Pdl viene lasciata rotolare senza essere raccolta.
Compreso che tra 24 ore questa fiammata berlusconiana potrebbe spegnersi senza lasciare altro che cenere, Alfano ieri ha alzato il telefono per chiamare sia Casini che Fini.
«Guardate che Berlusconi stavolta fa sul serio – li ha implorati – non lasciate cadere questa offerta. Conviene a tutti».
E certamente conviene ad Alfano, che altrimenti si vedrà tra poco nuovamente messo da parte da un redivivo Berlusconi.
Raccontano infatti che il leader del Pdl, lanciata la sua Opa sull’elettorato centrista e montiano, proceda in parallelo con la costruzione di una nuova offerta politica. Un movimento senza la vecchia zavorra, che si liberi del fango e dall’ombra degli scandali che ormai il Pdl si porta dietro.
E che lo fanno precipitare nei sondaggi senza paracadute. «Berlusconi è già in campagna elettorale, è pronto a partire», dice una fonte vicina ad Arcore, «lo farà appena ottenuta una legge elettorale più favorevole».
La mossa del Cavaliere viene valutata comunque con grande attenzione dalle parti del terzo polo.
Nessuno ne sottovaluta la capacità di penetrazione.
«Berlusconi in questo momento è insidioso – ammette il capogruppo di Fli Benedetto Della Vedova – perchè da questa parte ancora non c’è un unico logo e una chiara offerta politica. Dobbiamo muoverci».
Nel frattempo Casini e Fini si difendono come possono.
Il leader centrista ha puntato per ora sulla carta della «inaffidabilità » di Berlusconi nei suoi annunci. Fini invece ha provveduto ad alzare una serie di paletti programmatici. «Aspettiamo 48 ore – ha consigliato il presidente della Camera ai suoi ieri pomeriggio – e vediamo se questa bolla di Berlusconi si sgonfia da sola. Vogliono allearsi davvero? E sull’Europa cosa dicono? E la legalità ? Alfano non aveva finito di parlare che il Pdl al Senato già ripresentava in Senato gli emendamenti Salva-Ruby».
Oltretutto l’uscita di Berlusconi ha creato un certo sconcerto nelle stesse file del Pdl. Specie tra gli ex An, infastiditi da quell’appello a Monti per un nuovo mandato alla guida dei «moderati».
In attesa di capire se quella dell’ex premier sia realtà o solo una provocazione tattica, tra i parlamentari ieri la confusione sulla linea era manifesta.
In un angolo del cortile di Montecitorio: «Se “loro” rispondono così allora “noi” dobbiamo incalzarli», diceva l’ex ministro Andrea Ronchi al direttore del Secolo Marcello De Angelis.
«Va bene Andrea, sono d’accordo. Solo non ho capito una cosa: “noi” chi siamo? Ma soprattutto… “loro” chi cavolo sono?».
Francesco Bei
(da “La Repubblica”)
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Ottobre 10th, 2012 Riccardo Fucile
PERQUISIZIONE NEGLI UFFICI DI VINCENZO MARUCCIO, CAPOGRUPPO E SEGRETARIO REGIONALE DEL PARTITO DI DI PIETRO… L’IPOTESI DI REATO E’ PECULATO
Nuove perquisizioni della Finanza nella sede del Consiglio regionale del Lazio. Militari del nucleo di polizia valutaria della Gdf stanno effettuando perquisizioni da stamattina negli uffici della Regione e acquisendo documentazione contabile sul gruppo consiliare dell’Italia dei valori.
L’indagine, di cui è titolare il pm Stefano Pesci, ipotizza il reato di peculato e riguarda in particolare il consigliere dell’Idv Vincenzo Salvatore Maruccio, segretario regionale del partito ed ex assessore ai lavori pubblici della precedente amministrazione regionale guidata da Piero Marrazzo.
Come nel caso di Franco Fiorito, l’indagine riguarda una consistente distrazione di fondi destinati ai gruppi consiliare, tra assegni, prelievi in contanti e bonifici in suo favore senza motivazioni o con motivazioni generiche.
Si parla di 500mila euro destinati al partito e di cui invece Maruccio si sarebbe appropriato engli ultimi due anni.
I pm stanno però verificando se a questa somma vadano aggiunti circa 200mila euro di prelievi in contanti da due conti del gruppo dell’Idv effettuati nell’ultimo anno. In tal caso si arriverebbe alla cifra di 700mila euro.
L’inchiesta nei confronti di Maruccio sarebbe scattata in seguito ad una segnalazione
di movimenti bancari sospetti inviata dalla Banca d’Italia alla Guardia di Finanza.
La Procura di Roma ha così disposto le perquisizioni nei confronti dell’esponente dell’Idv che sono state eseguite oltre che nelle sue abitazioni a Roma e negli uffici della Pisana, anche a Maierato, in Calabria.
Le reazioni
”Il denaro veniva utilizzato solo per finalità politiche e collettive” ha commentato a caldo la consigliera regionale Idv del Lazio Giulia Rodano dopo la notizia che il capogruppo Vincenzo Maruccio è indagato per peculato.
”Noi abbiamo già ammesso pubblicamente l’errore politico nell’aver sottovalutato l’aumento dei fondi per i gruppi. Io stessa l’ho scritto. E’ un errore politico serio per l’Idv ma tra questo e la dimensione dell’uso illegale o illegittimo ce ne corre” ha aggiunto difendendo il collega.
“Io sono stata assicurata che i fondi del gruppo sono stati utilizzati solo per finalità politiche: il gruppo ha pagato per le iniziative sulla sanità o per l’affitto della sala per una iniziativa della cultura”.
A chi le chiedeva chi gestisse i soldi, e se ci fosse una figura di tesoriere, Rodano ha risposto: ”Il capogruppo, penso. Il nostro è un gruppo piccolo, non c’è un tesoriere tra i consiglieri. Io comunque non ho mai avuto idea di ammanchi. Rendicontazione? Io non l’ho vista, ma c’è – ha concluso Rodano – ci sono le fatture, ma io non le ho pagate direttamente”.
Carlo Bonini
(da “La Repubblica“)
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Ottobre 10th, 2012 Riccardo Fucile
GLI ALTRI: RINALDIN, PENATI, FORMIGONI, BONI, NICOLI CRISTIANI, PONZONI, GIANMARIO, LA RUSSA, MINETTI, BELOTTI, BOSSI, RIZZI
Con l’arresto di Domenico Zambetti, assessore alla Casa della Giunta Formigoni, sale a 13 il
numero di esponenti politici – fra Giunta e Consiglio – indagati dal 2010, inizio della legislatura al Pirellone.
Proprio l’altro ieri, è stato condannato in primo grado a due anni e mezzo per falso e truffa il consigliere del Pdl Gianluca Rinaldin mentre la scorsa settimana è stato chiesto il rinvio a giudizio per varie ipotesi di reato, fra cui corruzione, per l’ex vice presidente dell’Aula, Filippo Penati, ex Pd.
Questa sorta di `elenco’ stilato dai media per raccontare, in questi mesi, le vicende che intrecciano politica e giustizia in Regione Lombardia comprende il presidente Roberto Formigoni (Pdl), accusato di corruzione aggravata nella inchiesta sulla Fondazione Maugeri; l’ex presidente del Consiglio regionale, Davide Boni (Lega), accusato di corruzione; i due suoi ex vicepresidenti Penati appunto e Franco Nicoli Cristiani (Pdl, che, arrestato, si è dimesso dal Consiglio regionale), accusati a loro volta di corruzione; l’ex consigliere segretario Massimo Ponzoni (Pdl), arrestato a gennaio con varie accuse fra cui la corruzione e la bancarotta fraudolenta. Sia Boni sia Nicoli sia Ponzoni, fra l’altro, sono stati assessori regionali nelle Giunte precedenti.
Indagati, al Pirellone, anche il consigliere del Pdl Angelo Giammario, ex sottosegretario di Formigoni, per corruzione; l’attuale assessore alla Sicurezza, Romano La Russa, accusato di finanziamento illecito; la consigliera Pdl Nicole Minetti, a processo per induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile nell’ambito del caso Ruby.
In un’inchiesta per tifo violento è, invece, stato coinvolto l’assessore leghista Daniele Belotti.
Fuori ormai dalla politica, dunque senza alcun incarico, ma dentro questo `elenco’ ci sono l’ex consigliere leghista Renzo Bossi (dimessosi per l’inchiesta sull’uso dei rimborsi elettorali del Carroccio nella quale è accusato di appropriazione indebita) e l’ex assessore sempre leghista, Monica Rizzi, sospettata in passato di aver prodotto dossier proprio per screditare avversari interni di Bossi Jr.
(da “La Stampa”)
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Ottobre 10th, 2012 Riccardo Fucile
AI BOSS CALABRESI BEN 200.000 EURO… IN MANETTE ANCHE AMBROGIO CRESPI, FRATELLO DEL SONDAGGISTA… COINVOLTO ANCHE IL PADRE DI SARA GIUDICE PER AVER FATTO DIROTTARE I VOTI SULLA FIGLIA
Ordine d’arresto per un assessore regionale della giunta Formigoni.
I carabinieri parlano di operazione “senza precedenti”, un’espressione non raramente abusata, ma in questo caso suona a proposito: sinora non s’era mai visto in Lombardia un politico pagare i gangster della ‘ndrangheta per avere un pacchetto di voti sicuri. Erano voti pagati in contanti, a caro prezzo, 50 euro circa l’uno, quelli presi da Domenico Zambetti, 60 anni, Pdl.
Era stato eletto alle ultime competizioni con 11.217 voti di preferenza, quindi nominato assessore alla Casa al Pirellone.
Secondo l’inchiesta, ha dovuto pagare ai clan calabresi, in varie rate, 200mila euro. Una è di 80 mila, una versata il 31 gennaio 2011 e l’ultima rata, 30 mila euro, è stata pagata nell’associazione culturale ‘Centro e libertà ‘ con sede in via Mora 22 il 15 marzo 2011.
Ad incassarli, secondo l’accusa, Giuseppe D’Agostino, gestore di locali notturni, già condannato negli anni scorsi per traffico di droga, che appartiene alla cosca calabrese Morabito-Bruzzaniti; l’altro, referente del clan Mancuso, è l’imprenditore Eugenio Costantino.
E’ un altro colpo per una giunta, come quella Lombarda, che vede il presidente Roberto Formigoni indagato per corruzione con i faccendieri Antonio Simone e Piero Daccò, e ha visto altri arresti per appalti e inchieste per tangenti.
L’ordinanza firmata dal gip Alessandro Santangelo viene eseguita in queste ore e nell’elenco degli arrestati figura, accanto all’assessore Zambetti, anche Ambrogio Crespi: è il fratello minore del più celebre Luigi, ex sondaggista preferito di Silvio Berlusconi.
Era proprio Crespi, secondo l’accusa, a rastrellare i voti nei quartieri periferici di Milano, grazie ai suoi numerosi contatti con la malavita organizzata.
Ai detective, coordinati dal pubblico ministero Giuseppe D’Amico, non è sfuggito il ruolo di Marco Scalambra, un chirurgo che ha collaborato con Gavannezini Humanitas a Bergamo e con l’istituto Galeazzi, 55 anni, ma impegnato in politica come faccendiere del centrodestra.
Viene considerato il burattinaio del sindaco di Sedriano, Alfredo Celeste, il quale finisce agli arresti domiciliari. In tutto sono venti le persone destinate al carcere, ma quello che emerge ancora una volta, da quando Ilda Boccassini è il coordinatore della distrettuale antimafia milanese, è la cosidetta ‘zona grigia’.
E’ quel mondo di persone apparentemente lontane dal crimine ma in realtà disposte a ubbidire, manovrare, avere vantaggi grazie a gangster molto pericolosi, in questo caso legati a due gruppi, i Mancuso della provincia di Vibo Valenzia e i Morabito-Palamara Bruzzaniti di Africo Nuovo, con i loro affiliati in Lombardia.
Una microspia, che i ‘cacciatori’ del nucleo investigativo milanese sono riusiti a piazzare dentro una Bmw, è diventata una specie di bussola per tracciare la rotta degli insospettabili: un’operazione che pare da manuale.
Qualcuno ricorderà Sara Giudice: è la giovane ex esponente del Pdl a Milano che organizzò, anzi creò la la campagna ‘anti-Nicole Minetti’. Invocava liste pulite, opponendosi alla ‘politica del bunga bunga’, partecipando a trasmissioni come Anno Zero, l’Infedele, Un giorno da pecora.
Ebbene, anche lei, non eletta a causa della legge elettorale, ha ricevuto i voti della ‘ndrangheta, anche se probabilmente a sua insaputa.
E’ stata la più votata della della lista del Terzo Polo nel capoluogo lombardo, con 1.028 preferenze. “Non vi deluderò”, aveva promesso.
A fare l’accordo con i mafiosi calabresi, ma non c’è prova che sapesse con chi avesse a che fare, è stato suo padre, Vincenzo Giudice, ex consigliere comunale Pdl.
Uno molto chiacchierato ma intoccabile, finito nelle carte giudiziarie sempre per suoi incontri con uomini delle cosche.
Per favorire sua figlia aveva promesso non soldi, ma appalti in Calabria, grazie a una società partecipata del Comune di Milano di cui, nominato dalla giunta Moratti, è al vertice.
L’assessore Zambetti era in contatto con Eugenio Costantino, che gli presenta il boss Giuseppe D’Agostino, da qualche tempo detenuto, come ‘portavoce’ della ‘ndrangheta. Da quel momento, Zambetti è sotto scacco: “Bisogna fare attenzione … con il mangiare”, gli fa sapere il boss.
Gli mostrano anche una lettera-pizzino con la ricostruzione precisa della genesi dei loro rapporti e l’assessore fa assumere all’Aler, l’ex istituto case popolari, Teresa Costantino, consigliere comunale pdl a Sedriano, con la complicità di persone ancora da individuare.
Quando Zambetti capisce che non ha molto spazio di ribellione e deve sottostare alle richieste di appalti e favori, “s’è messo a piangere, e piangeva per la miseria, si è cagato sotto, cagato completo, totale, ogni tanto solo così possiamo prenderci qualche soddisfazione. Il potere lo hanno i politici e la legge, però ogni tanto, vaff…, con l’aiuto degli amici, ogni tanto una soddisfazione ce la prendiamo”, si dicono gli ndranghetisti.
La gang si occupava anche di estorsioni e di un traffico di gru, elevatrici, ruspe rubate in Italia e spedite nei paesi emergenti.
Circa sessanta imprenditori verranno ascoltati nei prossimi giorni, perchè nessuno – e si conferma l’allarme lanciato dalla Procura milanese – si è rivolto alle forze dell’ordine.
Da notare, invece, un candidato di una lista vicina alla Lega, che a Rho rifiuta di essere sponsorizzato dal medico-faccendiere Scalambra, che gli propone “i voti della “lobby calabrese””.
L’inchiesta è in pieno svolgimento ma alle 13, nell’ufficio del procuratore capo, si terrà una conferenza stampa.
Piero Colaprico
(da “La Repubblica”)
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Ottobre 10th, 2012 Riccardo Fucile
MANOVRA DA 10 MILIARDI, TAGLI ALL’IRPEF , L’IVA CRESCE DI UN PUNTO
Colpo di scena. Non ci scommetteva nessuno, nemmeno alcuni suoi autorevoli colleghi di
governo. E invece alla fine Monti ha deciso.
Non cancella l’aumento dell’Iva, in cambio il premier taglia le tasse sui redditi più bassi.
Dopo sette ore di discussione ed una riunione a tratti tesa del consiglio dei ministri, la legge di stabilità per il 2013 è pronta.
Il primo gennaio del 2013 saranno abbassate di un punto le due aliquote sui redditi più bassi: quella al 23% scenderà al 22%, quella al 27 al 26%.
In compenso il primo luglio (sempre del 2013) aumenteranno di un punto ciascuna due delle tre aliquote Iva: dal 10 all’11% e dal 21 al 22%.
È un’operazione a saldo quasi zero, nella logica di un fisco più moderno che punta a tassare più le cose (dunque i consumi) delle persone (i redditi).
Era l’unica soluzione possibile, visti i margini stretti in cui Monti si muoveva.
L’austerità «non è un circolo vizioso, la disciplina di bilancio paga e conviene perchè ci ha consentito di non dover rincorrere di continuo la congiuntura. Con le decisioni di stanotte in questo brevissimo consiglio dei ministri abbiamo voluto dare il chiaro segnale che quando ci sono segni di stabilizzazione ci si può permettere qualche sollievo», dice Mario Monti. Un sollievo «che non è una modifica di rotta».
Fino a tarda notte non c’è stata certezza su quel che il governo avrebbe deciso. L’ipotesi di un taglio dell’Irpef, avanzata in serata dal sottosegretario Polillo a «Ballarò» era stata seccamente smentita dal collega Catricalà .
Solo la conferenza stampa, alle due inoltrate, ha fatto chiarezza e presentato le novità , parte delle quali riguardano il fisco.
La prima: è confermata la reintroduzione dello sgravio per i salari frutto di accordi aziendali.
Vale 1,6 miliardi e permetterà una tassazione secca del 10% fino ad un tetto di tremila euro l’anno.
Due: la legge di stabilità cambierà le agevolazioni fiscali sui redditi al di sopra dei 15.000 euro.
Viene introdotta una franchigia di 250 euro per alcune deduzioni e detrazioni Irpef. Per le sole detrazioni si fissa il tetto massimo di detraibilità di 3.000 euro.
Sopra i 15.000 euro, pensioni di guerra e invalidità saranno assoggetate all’Irpef come gli altri redditi.
Mancano invece i dettagli su come verrà applicata la Tobin tax, che – lo ha detto in conferenza stampa Grilli – «entra in vigore da subito» come imposta di bollo su azioni e «in misura minore» sulle obbligazioni. Non si applicherà invece ai titoli di Stato.
L’insieme della manovra «vale dieci miliardi», dice il ministro dell’Economia. Garantirà un miliardo di tagli alla Sanità (non più 1,5) più altri 3,5 miliardi dalla seconda fase della spending review.
Il governo non la vuole chiamare così, ma la legge di Stabilità per il 2013 altro non è che una nuova manovra.
Non una manovra in senso tecnico perchè non serve a correggere i conti; lo è nella sostanza, perchè prevede tagli, nuove entrate e spese.
I tagli: oltre a ministeri, sanità e Regioni la bozza del governo contiene il divieto all’acquisto di nuovi immobili e auto, un piano per ridurre i consumi di luce nelle città , norme per abbattere i costi delle intercettazioni, un taglio (trenta milioni l’anno) ai contributi concessi ai patronati.
Non mancano nemmeno le spese: il finanziamento della Tav Torino-Lione, per i lavori Anas, 300 milioni per chiudere il dossier del ponte di Messina (sembra un paradosso, non lo è).
C’è una norma che riduce le multe minime in caso di sciopero fuori delle regole, un’altra restituisce a Equitalia la riscossione delle multe sulle quote latte.
C’è la conferma del blocco fino al 2014 degli aumenti del pubblico impiego (compreso quello della «vacanza contrattuale») e del contributo di solidarietà del 5 e 10% per gli stipendi sopra i 90 e 150mila euro.
(da “La Stampa“)
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Ottobre 10th, 2012 Riccardo Fucile
LA SORPRESA DEL CALO DELL’IRPEF E LE ALTRE NORME
Dal cilindro del Consiglio dei Ministri spunta il calo della tassa per eccellenza: l’Irpef. Il governo, con la legge di stabilità , ha deciso di ridurre di un punto le aliquote sui primi due scaglioni dell’imposta sui redditi delle persone.
Ma la decisione è stata presa a scapito dell’Iva: il preventivato stop all’aumento delle due aliquote che doveva scattare a luglio viene dimezzato.
L’aumento ci sarà , ma solo da un punto.
Ma la legge di Stabilità contiene tante norme. Eccole.
CALA L’IRPEF
Arriva il primo calo delle tasse, che toccherà tutti.
Viene ridotta l’aliquota sul primo e sul secondo scaglione: dal 23 scende al 22%, dal 27 al 26%.
Il costo per la riduzione della prima aliquota, che si applica su tutti i redditi, è di 4 miliardi, quello del secondo scaglione vale un altro miliardo.
Sotto i 7.500 euro, che è la soglia di no tax area, non accade nulla.
Tutelati anche i redditi fino a 15.000 euro che non verranno toccati nemmeno nelle detrazioni e nelle deduzioni.
Sopra questa soglia, invece, si riduce l’aliquota Irpef, dal 23 al 22% ma scattano i tagli alle agevolazioni fiscali: arriva un tetto di 3.000 euro alle detrazioni e per molte deduzioni (ma non su quelle per la sanità ) viene introdotta una omogeneizzazione, con una franchigia di 250 euro.
PENSIONI GUERRA
Le pensioni di guerra e di invalidità saranno assoggettate all’Irpef, ma non sotto i 15.000 euro.
STOP A METà€ PER AUMENTO IVA
Non viene eliminato il previsto aumento Iva di due punti, che sarebbe scattato dal primo luglio 2013. L’aumento viene solo frenato a metà : l’Iva salirà di un solo punto: dal 10 all’11% e dal 21 al 22%.
TOBIN TAX
Le risorse della legge di stabilità saranno reperite, oltre che con la spending review, anche con la Tobin Tax e con una revisione delle `tax expenditures’.
BANCHE E ASSICURAZIONI
Sale dallo 0,35 a 0,50% l’acconto sulle riserve tecniche delle assicurazioni. Lo ha spietato il Ministro dell’Economia, Vittorio Grilli.
La norma prevede che nel 2014 il prelievo riscenda allo 0,45%. Vengono posticipate di 5 anni le deduzioni riconosciute alle banche per il maggior valore riconosciuto al riallineamento per l’imposta sostitutiva.
SCONTI FISCO PER FONDO TAGLIO DEBITO
Arriva la possibilità di fare erogazioni liberali al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato e usufruire di uno sconto fiscale pari al 19% dell’imposta lorda.
IMU CHIESA
Il governo ha modificato il testo della legge riguardante l’Imu per gli immobili non commerciali e quindi anche della Chiesa in modo da definire il quadro regolatorio «in tempo per il periodo annuale di imposta» che decorre dal 1 gennaio 2013.
STATALI, NIENTE AUMENTO IN BUSTA PAGA
Confermato il blocco dei contratti fino al 2014. Per il 2013-2014 non sarà erogata neanche l’indennità di vacanza contrattuale. L’indennità di vacanza contrattuale tornerà nel 2015 calcolata sulla base dell’inflazione programmata.
SALARIO PRODUTTIVITà€
Gli aumenti salariali aziendali saranno tassati nel 2013 al 10% entro il limite di 3.000 euro lordi, per una spesa di oltre un miliardo nel 2013 e poco meno della metà nel 2014.
STRETTA ASSISTENZA DISABILI
Stretta sui permessi previsti dalla legge 104/1992 per il disabile o per la cura di parenti affetti da handicap.
La retribuzione per i giorni di permesso (tre al mese) scende al 50% a meno che i permessi non siano fruiti per le patologie del dipendente stesso della P.A o per l’assistenza ai figli o al coniuge.
Sono esclusi dal pagamento intero quindi i permessi fruiti per prendersi cura dei genitori disabili.
SANITà€
Taglio di 1,5 miliardi al fabbisogno sanitario nazionale, grazie a una ulteriore riduzione della spesa per l’acquisto di beni, servizi e dispositivi medici.
STOP AFFITTI E ACQUISTI AUTO E IMMOBILI
Stop all’affitto e all’acquisto di nuovi immobili da parte di tutte le amministrazioni pubbliche. Ma anche all’acquisto e il leasing di autovetture. Prevista una stretta anche per l’acquisto di arredi e per le spese di consulenze informatiche.
TAGLI A REGIONI, RISORSE A COMUNI IN DIFFICOLTà€
Vengono aumentati di 1 miliardo i tagli lineari previsti dalla prima spending review per le regioni a statuto speciale. Arrivano poi 160 milioni alla Campania e circa 130 milioni per il Fondo per i comuni in condizioni di predissesto.
ESODATI
Arrivano 100 milioni per gli Esodati. Si attingera’ dal Fondo Letta.
UNIVERSITà€
Il budget delle Università potrà crescere del 3% all’anno.Per alcuni enti di ricerca la percentuale sale al 4.
BENI DEMANIO
Ok alla vendita dei beni demaniali attraverso fondi immobiliari.
TAV E TRASPORTO
Quasi 800 milioni di euro per finanziare studi, progetti, attività e lavori. 1,6 miliardi a partire dal 2013 per il trasporto pubblico locale. 800 milioni di euro sono invece stanziati per la RFI e 300 milioni per l’Anas. 300 invece i milioni di penalità per lo stop al Ponte di Messina.
INTERCETTAZIONI MENO CARE
Arriva la tariffa flat per le intercettazioni telefoniche.
COMMISSARIO ANTICORRUZIONE
Presiederà la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche. Sarà a costo zero.
PATRONATI A DIETA
Taglio ai patronati di 30 milioni di euro nel 2014 e di altri 30 milioni nel 2015.
QUOTE LATTE
Torna sotto la gestione di Equitalia la riscossione delle multe per lo sforamento delle quote latte.
CIELI BLU
Per riuscire a risparmiare le notti saranno meno ricche di illuminazione artificiale.
(da “la Stampa”)
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