Agosto 24th, 2014 Riccardo Fucile
PSICOPATICI E TAGLIAGOLE PROTETTI DALL’ALIBI DELLA GUERRA SANTA
Uno psicopatico affetto da sadismo feroce, uno stupratore compulsivo. Che odia le donne. Che gode
al pensiero di farne delle schiave sessuali e di venderle poi al mercato incatenate come bestie.
Un torturatore represso, collezionista di armi da fuoco e di lame affilate con cui sogna di decapitare un giorno le sue vittime dopo averle umiliate e costrette a rinnegare se stesse e il proprio dio.
Un individuo malato, noto alla polizia di una metropoli a noi vicina, ma che braccato è riuscito a sfuggire all’unico destino che gli si addice: il manicomio criminale o le patrie galere.
Lo ritroviamo in Iraq, mescolato ai miliziani del terrore, libero finalmente di dare sfogo ai suoi istinti, protetto dall’alibi della guerra santa.
Non sappiamo chi sia (un rapper o un disc jockey che forse fino a qualche giorno prima si divertiva a fare stragi sui videogiochi), mentre ne conosciamo l’identikit collettivo ricavato dalle voci di perseguitati, dalle immagini degli sgozzamenti e dalle fosse comuni che recano le impronte di questi assassini professionali in azione sotto i drappi neri dell’Isis o Is.
All’internazionale del sadismo, non è un caso, i veri islamici affidano il gioco più sporco.
Diamo per scontate tutte le analisi sulle origini della carneficina: le colpe degli americani, le viltà degli europei, il doppio gioco dei potentati arabi che con una mano fanno affari con gli occidentali e con l’altra pagano chi taglia loro la gola.
Troviamo francamente poco interessanti le visioni apocalittiche di chi profetizza l’arrivo in Piazza San Pietro del sedicente Califfo al-Baghdadi , un “criminale di strada” secondo il New York Times, un mezzo impostore che si fa ritrarre impettito durante il sermone nella moschea di Mosul, malgrado la scomunica delle autorità religiose sunnite.
Così come fanno sorridere le esibizioni muscolari dei feroci saladini nostrani, a parole sfegatati fan dei mullah col Kalashnikov, ma che nella vita reale tremano perfino allo scoppio di un petardo.
L’attenzione invece dovrebbe concentrarsi su “John” carnefice di Foley , sui cosiddetti “Beatles” e sugli altri tagliagole giunti in Siria per poi dilagare nella pianura mesopotamica, da Londra, dalle periferie parigine e da quelle tedesche.
È “la generazione del rifiuto e del rancore” (Renzo Guolo), spesso giovanissimi e non solo maschi, protagonisti dell’infamia “che svuota le vittime del loro sangue e della umanità per mostrare la morte e nella sofferenza peggiore” (Bernard-Henri Lèvy).
Chi si serve di questa perversione per qualche polemicuzza contro “l’Islam radicale” o per la solita crociata contro i terroristi che si mescolerebbero agli extracomunitari approdati più morti che vivi sulle coste italiane non sa di cosa parla.
John e gli altri “scarafaggi” sono tutta roba nostra, i frutti marci dell’Occidente cinico e indifferente.
Una malattia che andava curata in tempo prima che occorressero le bombe.
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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Agosto 24th, 2014 Riccardo Fucile
DA ROTTAMATORE ORA TEME DI ESSERE ROTTAMATO DAI SUOI PADRINI
Di ritorno dalle vacanze nella sua modesta suite da 1.000 euro al giorno di Forte dei Marmi, Renzi si appresta a rientrare a palazzo Chigi rispolverando dai cassetti il suo fortunato slogan sulla rottamazione.
In varie direzioni: dai salotti buoni dell’economia ai sindacati, passsando per “l’Europa dei burocrati di cui non ho bisogno”.
Tutti quelli insomma che l’hanno appoggiato per far diventare un modesto politico di provincia premier della Repubblica.
Salvo ora accorgersi che avevavo investito su una patacca.
Stavolta il premier-segretario sa perfettamente che rischia grosso quando alla rivista ciellina Tempi spiega che vorrebbe “togliere il paese dalle mani dei soliti noti, quelli che vanno in tutti i salotti buoni a concludere gli affari di un capitalismo di relazione ormai trito e ritrito”.
Ha parlato uno che ha scalato posizioni grazie agli appoggi di esponenti della finanza e del capitalismo italiano.
Che poi frequenti i salotti o gli anfratti im cui appartarsi e stringere accordi ha poca rilevanza.
Nel suo messaggio c’è la sensazione che è arrivato all’ultima spiaggia e anche un avvertimento ai tanti da cui teme di essere scaricato per manifesta incapactà .
E se questo vale per i sindacati, con cui le lame sono già incrociate da tempo, varrà anche per gli imprenditori.
Nello staff del premier c’è la speranza che la luna di miele con gli imprenditori non volga al tramonto: “Sono tutti consapevoli che non c’è alternativa a Matteo, poi però saltano sempre fuori i soliti conservatorismi”.
Difficile strappare qualche nome, o indicazione più precisa di chi siano i capitalisti di relazione nel mirino del premier.
A palazzo Chigi, in questa fase, sentono di poter contare sul sostegno di Draghi: flessibilità in cambio di riforme, rispettando gli accordi europei.
Ma la riforme, ammesso che siano quelle giuste, devono arrivare in fretta.
Il conto alla rovescia è iniziato.
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Agosto 24th, 2014 Riccardo Fucile
E PER AFFERMARLO SI AFFIDA ALL’EX GRANDE FRATELLO CASALINO… SE DI BATTISTA NON PARTE PER L’IRAQ POTREBBE ANDARE A PRESENTARE IL TG
In età senile Beppe Grillo si è accorto che il Tg1 è fazioso: questa pare la notizia del giorno fra i
Cinquestelle.
Sul blog di Grillo è stato infatti pubblicato un post di Rocco Casalino, ex Grande Fratello e responsabile della comunicazione del M5S al Senato, dal titolo “I servizietti del Tg1″.
“Siamo stanchi di assistere all’ennesimo servizio fazioso del Tg1. Ieri sera a fare disinformazione è stata la giornalista Claudia Mazzola” si legge nell’articolo.
”Nel suo servizio — scrive Casalino — dedica 15 secondi al videomessaggio di Beppe Grillo, riportando solo le parole rivolte a Renzi e oscurando completamente la parte importante del videomessaggio, quella in cui Grillo parla della crisi economica del nostro Paese. La vera vergogna è una tv pubblica che non è più in grado di raccontare la realtà , ma che sa solo deformarla e fare disinformazione”.
Ma perchè, l’ha mai raccontata?
Dove vivessero fino ad oggi questi personaggi non ci è chiaro: Casalino quando faceva comparsate Tv, con relativo gettone, forse non ne sarà accorto, ma che Beppe ne fosse all’oscuro è grave, visto che in Rai era una presenza costante.
Forse era troppo giovane per capire o forse preferiva per interesse non porsi il problema.
Altrimenti si sarebbe certamente indignato quando una forza di opposizione poteva accedere in Tv solo in occasione di Tribuna politica e mai durante l’anno poteva godere di un servizio giornalistico o essere anche solo citata.
Democrazia a scoppio ritardato.
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