Gennaio 12th, 2016 Riccardo Fucile
IL GIOCO DELLE PARTI: ORFINI CHIEDE PER COERENZA L’ESPULSIONE DI UNO DEI LEADER DEL M5S … CHI LA FA, L’ASPETTI
I vertici dei 5 Stelle sapevano e hanno taciuto. Se il sindaco di Quarto, Rosa Capuozzo, è stata
espulsa perchè sapeva e non ha denunciato, allo stesso modo dovrebbero essere cacciati quei leader che sapevano e non hanno agito.
Questo il ragionamento del Partito Democratico, che chiede coerenza al Movimento 5 Stelle.
“Grillo espelle sindaco di Quarto perchè non ha denunciato le minacce. Ma lei aveva avvertito Di Maio. Attendiamo a breve espulsione di Di Maio” scrive in un tweet il presidente del Pd Matteo Orfini.
D’altra parte, lo stesso Matteo Renzi aveva parlato del caso Quarto, invitando a “evitare strumentalizzazioni”, ma sottolineando che il Movimento 5 Stelle non può rivendicare il “monopolio della morale”.
Per Renzi, “è ingiusto buttare la croce addosso” al sindaco Capuozzo.
“Si doveva dimettere? No, doveva semmai denunciare chi la stava minacciando o ricattando” dice il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a RepubblicaTv.
“L’idea che il monopolio della morale era nelle mani del 5 Stelle non esisteva, e ora è venuta meno. I delinquenti ci sono sempre e scelgono interlocutori nei partiti. Io la pulizia del Pd l’ho fatta. Il M5S è un partito che ha persone oneste, come in tutti i partiti, ma questi onesti hanno bisogno di dire con chiarezza che in questa vicenda si vede una difficoltà a governare come succede a Livorno, Gela e tante altre città . È finito il tempo in cui dicevano che non sono tutti uguali. I 5 stelle sono un partito come tutti gli altri”.
Si mobilitano nelle dichiarazioni anche altri esponenti del Pd.
“Sindaco Quarto minacciata non denuncia, direttorio sapeva e taceva. Ora epurano per coprire loro responsabilità . #omertà 5stelle” scrive su twitter Alessia Rotta, componente della segreteria Pd.
“Grillo e Casaleggio hanno espulso Rosa Capuozzo, che non si è dimessa, però, da sindaco di Quarto. E nella riunione di stasera della Commissione Antimafia, chiederemo di poterla audire per fare maggiore chiarezza su quanto avvenuto” afferma il senatore Pd Franco Mirabelli, capogruppo del partito in Commissione Antimafia, intervenendo a Sky Tg 24.
“Da tre mesi i vari Fico, Di Maio, sapevano cosa accadeva a Quarto ma hanno preferito tacere e non fare nulla, sperando di cavarsela” afferma in una nota Andrea Romano (Pd), “ora con mossa gattopardesca Grillo e Casaleggio cacciano la Capuozzo solo per coprire e salvare il direttorio, le cui responsabilita’ nella vicenda di Quarto sono sempre piu’ gravi”.
“Credo che la vicenda dei Cinque Stelle sia molto inquietante perchè siamo davanti ad un partito padronale che nomina un direttorio” spiega David Ermini del Partito Democratico, ai microfoni di Agorà su RaiTre.
“Il fatto che scelgano i candidati in Rete in realtà si scontra col fatto che i padroni del partito scelgono chi comanda, cioè il direttorio. Se tutto quello che emerge dalle intercettazioni venisse confermato credo che più che il sindaco Capuozzo dovrebbe dimettersi il direttorio, perchè era a conoscenza della situazione già dal mese di novembre”.
(da “Huffingtonpost”)
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Gennaio 12th, 2016 Riccardo Fucile
DOPO LA GAFFE, SU TWITTER INSULTA ANCHE GLI ESTIMATORI DEL CANTANTE
Maurizio Gasparri è noto per le sue uscite su Twitter.
Ma ieri, come sottolineato dal popolo dei social, si è superato: ha scambiato Jim Morrison, leader dei Doors e stranoto cantautore statunitense, per un rapinatore slavo. Oggi, intervistato da Selvaggia Lucarelli e Fabio De Vivo su m2o nella trasmissione radiofonica “Stanza selvaggia”, si è difeso, affermando: “Rivendico il diritto di non sapere chi siano Jim Morrison e chi siano i Doors. Faccio il politico, è più importante che sappia chi sono Giolitti o Benedetto Croce. E poi ho guardato bene dei profili campione di alcuni che difendono questo Jim Morrison e sono un branco di drogati”.
“Io mi batto contro la droga da anni – prosegue il politico – le tipologie le riconosco. E poi questo cantante è morto di overdose, quindi di che stiamo parlando?”.
(da “Huffingtonpost“)
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Gennaio 12th, 2016 Riccardo Fucile
“NON SIAMO UN PD QUALSIASI”… MA LE INTERCETTAZIONI DI OGGI SONO IMBARAZZANTI: I VERTICI SAPEVANO DA NOVEMBRE
È stata avviata la procedura di espulsione nei confronti della prima cittadina M5s di Quarto,
Rosa Capuozzo.
“Rosa Capuozzo è stata raggiunta da un provvedimento di espulsione dal movimento 5 stelle per grave violazione dei suoi principi. Perchè siamo il movimento 5 stelle e non un Pd qualsiasi”. Lo annuncia Beppe Grillo sul suo blog a proposito della sindaca di Quarto.
Nel post si legge: “È dovere di un sindaco del MoVimento 5 stelle denunciare immediatamente e senza tentennamenti alle autorità ogni ricatto o minaccia che riceve. Perchè noi siamo geneticamente diversi dai partiti che invece di sbattere la porta in faccia alla criminalità organizzata, come fatto a Quarto, la fa accomodare e sedere al proprio tavolo per spartirsi la torta. E la nostra differenza sta proprio nel non predicarla solamente, l’onestà , ma nell’applicarla giornalmente.”
Resta il fatto che dalle intercettazione emerge che i vertici del M5S fosse a conoscenza dei fatti da novembre e nessuno ha denunciato quanto stava accadendo.
L’espulsione era ormai considerata scontata, anche se ha creato numerosi malumori dentro il Movimento.
Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti ha criticato il metodo e il fatto che non ci sia stata condivisione con la base: “Chi l’ha deciso?”.
Critici però anche alcuni parlamentari: dai campani Sergio Puglia e Paola Nugnes, ai deputati Luigi Gallo, Matteo Mantero e Silvia Benedetti.
(da agenzie)
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Gennaio 12th, 2016 Riccardo Fucile
I VERTICI CINQUESTELLE AVVISATI GIA’ A NOVEMBRE, MA NON DENUNCIARONO LE PRESSIONI MAFIOSE
I vertici del Movimento 5 Stelle sapevano sin da novembre scorso che cosa stava accadendo a Quarto.
Il sindaco Rosa Capuozzo aveva informato direttamente Luigi Di Maio. È lei stessa a raccontarlo in una telefonata intercettata dai carabinieri il 24 novembre scorso alla consigliera Concetta Aprile, specificando di aver anche chiesto un incontro «perchè qualsiasi cosa, loro ci devono commissariare».
Sono proprio le conversazioni tra i vari componenti del consiglio comunale a svelare la faida interna al M5S nata dal «ricatto» di Giovanni De Robbio, poi espulso, alla donna. E a confermare come, nonostante la questione fosse al centro del dibattito interno, nessuno abbia pensato di rivolgersi alla magistratura. Anzi.
«Rimanere in silenzio»
Il 25 novembre scorso Capuozzo viene convocata per la prima volta dal pubblico ministero Henry John Woodcock con il pretesto di voler sapere se sia a conoscenza della lotta tra i clan di Quarto per il controllo delle imprese funebri.
Ignora di essere stata «ascoltata» e quando le chiedono se ha avuto problemi con De Robbio minimizza le «pressioni» del collega di partito. La linea tiene.
Il 16 dicembre, quando De Robbio è già stato espulso e l’inchiesta è ormai pubblica, Roberto Fico invia un messaggio proprio al sindaco: «Andate avanti tranquilli, quanto prima verrò». Passa dunque la linea di tenere tutto riservato. Il 17 dicembre, al telefono con la consigliera Daniela Manfrecola, Capuozzo intima: «Bisogna gestire mediaticamente… più in silenzio possibile, senza mettere i manifesti».
La camorra e il Pd
Gli atti processuali rivelano come la prima scelta del clan Cesarano per dirottare i voti alle Amministrative della primavera scorsa fosse caduta sul Partito democratico. I carabinieri lo scrivono nell’informativa finale sottolineando come «originariamente Alfonso Cesarano aveva rivolto la sua attenzione sul candidato del Pd Mario Ferro ma a causa di una pronuncia del consiglio di Stato la lista del Pd è stata esclusa dalla tornata elettorale del 31 maggio 2015».
Ferro rimane comunque tra i «consiglieri» del boss e ha rapporti stretti con De Robbio tanto che nell’inchiesta sono entrambi indagati per «voto di scambio» aggravato dalla finalità mafiosa.
È lui il cavallo sul quale si decide di puntare, convinti che Rosa Capuozzo sia manovrabile e pronta a soddisfare le loro richieste in materia di affari proprio perchè «ricattabile» visto che nella casa dove vive con il marito è stato compiuto un abuso edilizio. La donna invece resiste.
Anzi dice di essere pronta a denunciare De Robbio proprio per l’estorsione, anche se poi quando ha l’occasione di parlare con i magistrati evita accuratamente di dire la verità .
«Mosche impazzite»
Il 24 novembre Capuozzo parla con la consigliera dei 5 Stelle Concetta Aprile: «Loro non vogliono farmi cadere, mi vogliono controllare. Il mese scorso venne da me quando sono tornata da Bruxelles, lo sai che cosa mi disse De Robbio? Tu non devi scalciare… l’urbanistica e i lavori pubblici oltre al Puc queste sono le tre cose a cui mira e sta sclerando e lo stanno facendo sclerare, perchè scalcia scalcia ma non sta ottenendo niente, ricatta me e non ottiene niente».
Il sindaco è consapevole delle conseguenze: «Noi se non la finiamo va a finire che ci uccidiamo», dice in lacrime. Uno dei «bersagli» è il capogruppo Alessandro Nicolais che definiscono «schifoso» Capuozzo: Tina questi stanno impazzendo, sono due mosche impazzite Romano e De Robbio.
Aprile: Stanno impazzendo sì.
Capuozzo: Stanno impazzendo, non sanno come fermarci…
Aprile: Te lo ripeto, io faccio questioni di principio però sulla legalità . Onestà e trasparenza non mi dovete sfottere (scocciare, ndr).
Capuozzo: Ma loro l’hanno mascherata. Io vedevo la cosa lontano un miglio e mi veniva mal di stomaco hai capito?
Aprile: Va bene, io onestamente su Nicolais non pensavo che fosse così schifoso, non avevo un attimo di dubbio… Sono rimasta male, ho avuto uno schianto con Nicolais.
Capuozzo: Pure io.
Aprile: Pensavo che era un suo modo di fare un po’ cretino ma poi non pensavo che era cretino fino a questo punto, fino a rischiare veramente, a mettersi dietro a questi qua, hai capito? Perchè lui sta rischiando.
Capuozzo: Certo che sta rischiando.
Aprile: Non si scordasse che siamo tutti controllati.
Capuozzo: No ma io ho già avvertito a Luigi Di Maio anche per l’eventuale espulsione, no ma che stiamo scherzando!
Aprile: No, ma hai fatto benissimo Rossella io sono d’accordo con te non avrò pietà . Onestamente io non ho proprio pietà .
Capuozzo: E io poi gli ho detto anche a Luigi che qualche sera ci dobbiamo vedere perchè qualsiasi cosa veramente loro ci devono commissariare.
Fiorenza Sarzanini
(da “Il Corriere della Sera”)
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