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RAI, DOPO LA FORNARIO VIA ANCHE MERCALLI: “TRATTAVAMO ARGOMENTI SCOMODI PER IL GOVERNO”

Agosto 9th, 2016 Riccardo Fucile

IL CLIMATOLOGO: “ABBIAMO PARLATO DI TRIVELLE, GRANDI OPERE E AGRICOLTURA SOSTENIBILE”

In principio furono le polemiche sui nuovi direttori dei telegiornali Rai, con la sostituzione di Bianca Berlinguer al vertice del Tg3 e l’annessa dimissione dei parlamentari della minoranza dem dalla commissione Vigilanza.
Poi è stata la volta della chiusura di Seiunozero, la trasmissione di Lillo & Greg in onda su Radio Rai, dove Carlo Conti si è appena insediato come direttore artistico. Quindi ecco il j’accuse di Francesca Fornario, che ha lasciato la sua trasmissione radiofonica, dopo aver denunciato una singolare consegna: vietato fare battute su Matteo Renzi
Adesso la scure della nuova Rai renziana di Antonio Campo Dall’Orto e Monica Maggioni si abbatte anche su Scala Mercalli, l’ultimo programma cancellato da Rai Tre.
Il motivo? “Abbiamo trattato argomenti che sono scomodi per qualsiasi governo, e il governo Renzi non fa certo eccezione. Basterebbe dire che siamo andati contro le trivelle e le grandi opere, e a favore di un’agricoltura sostenibile“, dice il conduttore e climatologo Luca Mercalli, in un’intervista al sito dell’Espresso con cui annuncia la chiusura del suo programma.
Una decisione — quella dei vertici di viale Mazzini —   che ha subito fatto nascere una petizione su Change per riaprire Scala Mercalli.
“Io ho fatto solo le mie scelte, prendendomi le mie responsabilità  — continua l’ormai ex conduttore — È chiaro che sarei stato un ingenuo a pensare che non avrei sollevato un polverone con la puntata sui No Tav. Ma ci siamo sempre affidati a un metodo scientifico, un metodo da Pulitzer, da giornalismo d’inchiesta. Questi sono i fatti, ora se ci riuscite confutateli. Ma è un metodo che evidentemente non piace a chi sta in alto”.
Il riferimento è ad una puntata di Scala Mercalli sull’Alta velocità  Torino — Lione, presa di mira dal senatore del Pd Stefano Esposito, che è arrivato a presentare un’interrogazione in commissione Vigilanza Rai contro i “22 minuti di propaganda ai No Tav” della trasmissione.
“Se quell’interrogazione ha pesato sulla decisione di cancellare il programma? Penso proprio di sì”, dice sempre Mercalli.
Che poi sottolinea di aver “sempre creduto fortissimamente nel servizio pubblico. Ci lavoro da 20 anni. Gli spettatori mi conoscono dal 2003, da Che tempo che fa con Fazio, ma collaboravo già  da prima. Oggi faccio sempre più fatica a riconoscermi in questa Rai”.
Appena ieri, infatti, la giornalista satirica Francesca Fornario aveva denunciato con un post sul suo profilo facebook, le nuove consegne arrivate nella redazione del suo programma, Mamma non Mamma, in onda su Radio Due.
“Ricapitolando — ha scritto l’autrice — niente battute su Matteo Renzi, niente politica, niente satira, niente personaggi, niente imitazioni, niente copioni, niente scenette qualunque cosa siano, niente comicità  e che altro… ah, niente battute sul fatto che non si può dire comunista. Quel che resta — il mio imbarazzo e il bene che ci vogliamo io e Federica Cifola — va in onda ogni sabato e domenica in diretta su Radio2, dalle 18 alle 19.30″.
La denuncia della Fornario aveva scatenato le polemiche e alla fine la giornalista satirica ha deciso di abbandonare la sua trasmissione, mentre Luca Telese spiegava che “se fossimo in un Paese civile, dovrebbero dimettersi il capostruttura che le ha trasmesso questa consegna, e — se la disposizione venisse da lui — il neo-direttore artistico Carlo Conti, e i direttori di rete che gli stanno consentendo di comportarsi come Attila nel palinsensto della Rai”.
Appena il giorno prima, tra l’altro, era stato cancellato, sempre dai palinsesti di Radio Due,   Seiunozero, il programma di Lillo & Greg, mentre i senatori del Pd Miguel Gotor e Federico Fornaro, si dimettevano dalla commissione di Vigilanza Rai.
Il motivo? Le nuove nomine dei direttori dei tg approvate dal cda di viale Mazzini, che —   secondo i due esponenti della minoranza dem — “sono state fatte in modo non trasparente, penalizzando competenze e professionalità  interne, come ad esempio nel caso di una giornalista autorevole quale Bianca Berlinguer, senza che emergano un profilo e una visione di un moderno servizio pubblico”. “Il Pd — aggiungevano — non è nato per riprodurre i vizi del passato, ma per cambiare l’Italia e, convinti che un altro Pd sia possibile, ci dissociamo da uno stile e da un costume politico che non ci appartiene”.
Al vertice del Tg2, infatti, Campo Dall’Orto ha promosso l’ex vicedirettrice Ida Colucci, in passato spesso indicata come vicina a Forza Italia e al centrodestra, autrice dell’intervista in cui il premier Renzi andò all’attacco della “vecchia guardia Pd“, nel settembre del 2014.
Il posto di Berlinguer come direttrice del tg della terza rete, invece, è stato affidato a Luca Mazzà , il vicedirettore di Rai3, che nell’ottobre del 2015 aveva lasciato l’incarico di responsabile di Ballarò.
Il motivo? L’atteggiamento a suo dire eccessivamente critico del talk show di Massimo Giannini nei confronti del governo Renzi. Sono queste le sostituzioni e le promozioni che da più parti hanno fatto avanzare un paragone: questa Rai è simile a quella di Berlusconi?
Oggi Mercalli non ha dubbi: “Direi che, a guardare dall’esterno, si fa molto presto a poterlo dire“.

(da “il Fatto Quotidiano“)

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ROMA 2024, NODO OLIMPIADE IN CAMPIDOGLIO, IL CIO: “CANDIDATURA MOLTO FORTE”

Agosto 9th, 2016 Riccardo Fucile

IL M5S STAVOLTA DICE NO AL REFERENDUM CHE DI SOLITO CHIEDE PER TUTTO… IL WSJ: “ITALIA FAVORITA”

Il Movimento 5 Stelle e il Campidoglio a guida della pentastellata Virginia Raggi si prepara a dire un altro no alla candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024.
Arriva oggi in assemblea capitolina la mozione per chiedere un referendum sui Giochi Olimpici presentata dal consigliere di Sinistra Italiana Stefano Fassina.
E i 5 Stelle, secondo quanto si apprende, sono pronti ad astenersi in Aula durante la votazione, ‘bocciando’ di fatto la proposta.
“E’ una mozione pleonastica, c’è già  una raccolta firme per il referendum lanciata dai Radicali. Chi vuole firma quella” spiegano i pentastellati.
Tuttavia, il presidente del Cio è positivo sulla candidatura di Roma: “Una candidatura molto forte”.
Alla speranza di Roma di ospitare le Olimpiadi del 2024 arriva nella notte di Rio la ‘benedizione’ di Thomas Bach, presidente del Comitato olimpico internazionale. Il numero 1 dello sport mondiale si ritaglia durante i Giochi lo spazio di una visita a Casa Italia, ed inevitabili piovono le domande sulla candidatura di Roma.
“La città  eterna ha una grande storia e una grande tradizione sportiva”, ribatte. Poi l’apprezzamento per Casa Italia: “E’ un posto fantastico”.
Ad accompagnare Bach nella sua visita il presidente del Coni, Giovanni Malagò, i membri italiani del Cio, Franco Carraro e Mario Pescante, il segretario generale del Coni, Roberto Fabbricini, la testimonial di Roma 2024 Fiona May e la direttrice generale della candidatura Diana Bianchedi.
Bach ha gradito molto la “grande vista” di Casa Italia. “Tutto è perfetto e mi è stata promessa una pasta eccellente”, ha scherzato.
Sulle medaglie azzurre Bach ha dichiarato: “Sono un po’ sorpreso che queste medaglie stiano arrivando dal judo e dal tiro. Conosco invece molto bene la forza della scherma e, da quando non gareggio più, l’Italia sta vincendo molte medaglie. “Dobbiamo tutti congratularci con la squadra italiana. E se continuerete così sono sicuro che vi toglierete altre soddisfazioni”.
Secondo il Wall Street Journal, riporta il Corriere della Sera, Roma sarebbe la città  favorita per aggiudicarsi i giochi del 2024, “con i motori al massimo”.
A giudicare da quanto scrive il WSJ, la spedizione di Matteo Renzi a Rio de Janeiro in questi giorni avrebbe sortito gli effetti sperati: la candidatura di Roma per i Giochi olimpici del 2024 sembrerebbe partire con il piede giusto.

(da “Huffingtonpost”)

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TITOLO OFFENSIVO SULLE ARCIERE AZZURRE, RIMOSSO IL DIRETTORE DEL “QUOTIDIANO SPORTIVO”

Agosto 9th, 2016 Riccardo Fucile

DEFINITE “TRIO DELLE CICCIOTELLE”, LA RETE SI INDIGNA, IL DIRETTORE CHIEDE SCUSA, MA ALL’EDITORE NON BASTA

L’editore Andrea Riffeser Monti ha deciso di rimuovere “con effetto immediato” Giuseppe Tassi, direttore del Qs Quotidiano Sportivo, per il titolo comparso sulle proprie testate che definiva “trio delle cicciottelle” le arciere azzurre Guendalina Sartori, Lucilla Boari e Claudia Mandia, che hanno concluso la gara a squadre ai Giochi Olimpici di Rio con il quarto posto.
L’editore Riffeser Monti “si scusa con le atlete olimpiche del tiro con l’arco e con i lettori del Qs Quotidiano Sportivo, per il titolo comparso sulle proprie testate relativo alla bellissima finale per il bronzo persa con Taipei” come comunica una nota del direttore personale e organizzazione della Poligrafici Editoriale S.p.a. e per questo ha deciso “di sollevare dall’incarico, con effetto immediato, il direttore del QS Giuseppe Tassi”.
La decisione fa seguito alle proteste sui social e alla lettera del presidente della Federazione Italiana Tiro con l’Arco, Mario Scarzella, al direttore de Il Resto del Carlino Giuseppe Tassi.
“Dopo le lacrime che queste ragazze hanno versato per tutta la notte, questa mattina, invece di trovare il sostegno della stampa italiana per un’impresa sfiorata, hanno dovuto subire anche questa umiliazione” aveva scritto Scarzella.

(da agenzie)

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ASSISTENTE DI VOLO ADOTTA UN CANE CHE NON HA MAI SMESSO DI ASPETTARLA FUORI DALL’HOTEL

Agosto 9th, 2016 Riccardo Fucile

L’HA ATTESA PER MESI A BUENOS AIRES DAVANTI ALL’ALBERGO

Fare l’assistente di volo non è facile. Su e giù dagli aerei, sempre in giro per il mondo. Una vita stressante che spesso incide sui rapporti personali, fatti di relazioni a distanza o amori passeggeri. Ma c’è chi ha trovato un amore fedele, instancabile e gioioso.
È la storia di Olivia Sievers che, in uno dei suoi tanti viaggi fra la sua Germania e l’Argentina, ha incontrato un amico, o, meglio, l’amico della sua vita.
Passeggiando nei pareggi di un albergo di Buenos Aires, la donna ha incontrato un cane randagio.
Un po’ di cibo, qualche carezza e l’affetto che la vita di strada di certo non regala. Pochi istanti per creare un legame unico.
Così quel cane ha iniziato a seguire e ad aspettare quella donna, ancora ignara di aver fatto un incontro speciale.
«Ho cercato di cambiare più volte strada, non volevo che mi seguisse all’hotel – racconta Sievers al Noticiero Trece -, ma non è stato possibile. Era sempre dietro di me, continuava a seguirmi ovunque. Ci ho provato per un’ora, ma lui era sempre lì con me, mi continuava a seguire. Era davvero contento che qualcuno gli avesse dato qualche attenzione».
Rubio, così come è stato poi chiamato, ha raggiunto così l’ingresso dell’hotel e non ha più voluto andarsene. La hostess è così uscita e gli ha dato una coperta perchè non avesse freddo.
Il giorno dopo Sievers è ripartita, con la sua vita fatti di viaggi e aerei, forse neanche più pensando a quel quattrozampe così affettuoso.
Ma per Rubio non è stata la stessa cosa. Quei pochi istanti sono stati un colpo di fulmine.
E quando la donna è tornata mesi dopo in quella città , in quell’hotel, lui era ancora lì ad aspettarla, pronto a ricevere una coccola tanto attesa quanto desiderata.
E così è stato per altri viaggi. La hostess si era anche adoperata per trovargli una famiglia che lo adottasse, ma nulla: Rubio è scappato anche da quella casa per tornare lì, all’hotel ad aspettare la sua amica umana.
Di fronte a un amore così intenso e fedele, Sievers ha messo da parte le sue preoccupazioni e ha deciso di adottarlo, portandoselo con lei in Germania.
Lei continuerà  a volare, sapendo che al suo ritorno c’è sempre qualcuno a volerle regalare una leccata speciale.

Fulvio Cerutti
(da “La Stampa”)

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MURARO E IL CONTRATTO RETRODATATO: PARTECIPO’ SENZA TITOLO ALLE PERIZIE

Agosto 9th, 2016 Riccardo Fucile

“FUORI DALL’AMA”, MA PRESIDIAVA GLI IMPIANTI DI RIFIUTI A ROMA.. LA RAGGI LA DIFENDE, MA A TEMPO

Per tre mesi, all’inizio di quest’anno, Paola Muraro ha continuato a svolgere il suo delicato ruolo nell’Ama, l’azienda romana dei rifiuti, senza titolo.
Si era ripetutamente rifiutata di rinnovare il contratto di consulenza che aveva dal 2004 ma, all’insaputa dei vertici aziendali, continuava a presidiare gli impianti e persino a partecipare come rappresentante dell’azienda ai sopralluoghi dei periti della Procura.
Il contratto – ultimo prima di diventare assessora nella giunta Raggi – viene firmato solo il 6 aprile, anche se decorre retroattivamente dal primo gennaio.
L’anomalia dell’ultimo contratto della Muraro non è casuale.
Fino al 2014 le sue consulenze sono firmate dal direttore generale Giovanni Fiscon, fedelissimo di Franco Panzironi, messo dal sindaco Alemanno a capo dell’Ama.
I rapporti Muraro-Fiscon sono ottimi. Ma a fine 2014 Fiscon viene arrestato per Mafia Capitale e in Ama arriva un nuovo direttore generale, Alessandro Filippi.
Il quale rende i contratti più specifici ed estende le sue responsabilità . Ma le affianca anche un esperto esterno.
A fine 2015 accade un fatto nuovo: Muraro non vuole più rinnovare la consulenza. Non spiega chiaramente il motivo, prende tempo.
Alimentando in azienda il dubbio che voglia distaccarsi in vista di nuovi incarichi. Nei mesi successivi l’azienda insiste, rimasta senza un responsabile impianti, autorizzazioni ed emissioni. Lei risponde «io sono fuori, ormai non ho più a che fare con Ama».
Senonchè dagli impianti riferiscono in azienda, a marzo, che, pur senza contratto, la Muraro si è palesata come prima, e addirittura ha preso parte, in contraddittorio con i periti della Procura, ad attività  cruciali dell’indagine penale.
L’azienda a quel punto si allarma e mette Muraro alle strette.
Solo in quel momento, in maniera irrituale, la superconsulente decide a posteriori di firmare il contratto.
Lo fa il 6 aprile 2016, come siamo in grado di provare.
Ma la validità  riguarda tutto il semestre dal primo gennaio al 30 giugno. Resta da spiegare perchè Muraro abbia preso questo rischio (le attività  peritali vengono verbalizzate, può partecipare solo chi ne ha stretto titolo).
Come mai avesse interesse a interloquire con i periti. E perchè si è convinta a firmare il contratto, se da sola o consigliata.
Questa vicenda è un ulteriore elemento all’attenzione di chi sta ricostruendo, politicamente, tutti i passaggi della vicenda Muraro.
Non è un caso che Virginia Raggi, in tutta la campagna elettorale, parli insistentemente non solo – come ovvio per una cinque stelle – di raccolta differenziata, ma della necessità  di manutenzione degli impianti dell’Ama, uno dei cavalli di battaglia della Muraro.
E non è un caso che una delle prime uscite della sindaca avvenga con la Muraro proprio all’impianto di Rocca Cencia, sotto indagine da parte della Procura e del Nucleo ecologico dei carabinieri.
La foto della Muraro accanto alla sindaca restituisce la sensazione di una assessora di peso, e dotata di totale copertura politica.
Quella copertura che adesso il Movimento cinque stelle chiede a Raggi di dare a Muraro.
Ieri sera s’è svolto in Campidoglio un lungo incontro tra la sindaca, la Muraro, l’assessore al bilancio Marcello Minenna, e alcuni membri dello staff romano (in cui c’è anche Stefano Vignaroli, l’uomo che sponsorizza alla Raggi la scelta della Muraro).
Nonostante alcuni assessori spingano per una exit strategy immediata dall’imbarazzante vicenda, l’idea – molto cavalcata da Marcello De Vito, l’uomo più vicino alla deputata Roberta Lombardi, non esattamente un’amica della sindaca – è che Raggi si carichi sulle spalle una difesa pubblica della Muraro.
La sindaca la difenderà , domani in consiglio comunale, ma si tratta di una difesa a tempo, perchè tutto il Movimento naviga a vista, in attesa di una tegola che sembra inesorabile; la corsa sembra esser quasi più quella a individuare qualcuno su cui scaricare la responsabilità  di questo pasticcio politico.
Una responsabilità  che la Raggi – sebbene non abbia proposto nessun nome alternativo, e abbia chiamato lei, materialmente, la Muraro per dirle che la nominava assessora – non vuole accollarsi per intero.

Jacopo Iacoboni, Giuseppe Salvaggiulo
(da “La Stampa“)

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IL FUNZIONARIO CHE INSULTO’ I MIGRANTI SEGNALATO ALLA QUESTURA PER AZIONE DISCIPLINARE, MA FINIRA’ TUTTO A TARALLUCCI E VINO

Agosto 9th, 2016 Riccardo Fucile

GLI UFFICI DI IMPERIA INVIANO LA COMUNICAZIONE FORMALE A QUELLI DI GENOVA… NONOSTANTE UNA CONDANNA A 3ANNI E   2 MESI IN PRIMO GRADO PER AVER INQUINATO PROVE E MANOMESSO VERBALI ERA STATO PROMOSSO A CAPO DELA SEZIONE MINORI

C’è una segnalazione della questura di Imperia nei confronti di Franco Scibilia, il sostituto commissario che ha insultato i migranti sugli scogli del Balzi Rossi, a Ventimiglia.
Le offese sono state riprese dalle attente telecamere di Fanpage.it . «Deficienti, andate via». «Bastardi, andate a fare in c…».
Con frasi di questo tenore Scibilia, 54 anni, ha accolto un paio di profughi respinti dalla polizia francese. Ora spetterà  alla questura di Genova decidere o meno un’azione disciplinare contro il funzionario.
Ambienti vicini agli uffici di polizia genovese fanno intendere che difficilmente ci sarà  un provvedimento.
Scibilia, sabato, avrebbe già  presentato una nota in cui spiegherebbe la sua versione dei fatti. Una giornata di tensione quella di venerdì, passata a rincorrere i migranti che cercavano di attraversare la frontiera. Alcuni di loro addirittura a nuoto. «Una situazione difficile, in cui è facile perdere il controllo», avrebbero commentato i colleghi.
Scibilia, prima di passare agli uffici della Questura di Genova, era a capo di una squadra anti-droga fino alla sentenza dello scorso aprile che lo ha condannato in primo grado a tre anni e due mesi per falso e calunnia, più cinque anni di interdizione dai pubblici uffici.
Avrebbe inquinato prove e manomesso verbali di alcune operazioni fatte ad inizio 2011. Poco prima della sentenza Scibilia era stato promosso a capo della sezione minori della divisione anticrimine della questura.
Insomma, se non fosse uscito questo filmato, nessuno avrebbe detto nulla, ora che è uscito finirà  tutto insabbiato.

(da “la Stampa”)

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50 ESPERTI DI SICUREZZA REPUBBLICANI: “SE VINCE TRUMP PAESE A RISCHIO, E’ PERICOLOSO”

Agosto 9th, 2016 Riccardo Fucile

LA LETTERA CON CUI 50 EX ALTI FUNZIONARI DI AMMINISTRAZIONI REPUBBLICANE SCARICANO IL MAGNATE: “NON VOTEREMO UN IRRESPONSABILE IGNORANTE”

“Non voteremo Donald Trump”. Cinquanta ex alti funzionari esperti di sicurezza e politica estera che hanno servito sotto le amministrazioni americane lo hanno scritto in una lettera aperta pubblicata sul New York Times quando mancano tre mesi al voto. “Noi sappiamo quali sono le qualità  che sono richieste ad un presidente degli Stati Uniti”, dicono, evidenziando come il candidato repubblicano manchi di “carattere, valori, esperienza” per andare alla Casa Bianca.
E ancora, sostengono i firmatari – tra i quali ci sono l’ex direttore della Cia Michael Hayden, gli ex segretari alla Sicurezza interna Michael Chertoff e Tom Ridge, gli ex rappresentanti per il commercio Carla Hills e Robert Zoellick, ex funzionari del dipartimento di Stato come Eliot Cohen e Philip Zelikow – “a differenza di altri presidenti che avevano un’esperienza limitata di politica estera, Trump non ha mostrato alcun interesse a prepararsi” nelle cose del mondo, “continua a fare sfoggio di un’ignoranza allarmante sui fatti fondamentali della politica internazionale contemporanea”.
La sua elezione, avvertono gli ex funzionari, metterebbe “a rischio la sicurezza nazionale del Paese ed il suo benessere”.
E questo perchè, a loro dire, Trump “indebolisce l’autorità  morale degli Stati Uniti come leader del mondo libero, sembra che gli manchi la conoscenza fondamentale e il credere nella costituzione degli Stati Uniti, nelle leggi americane, nelle istituzioni americane, nella tolleranza religiosa, nella libertà  di stampa e nell’indipendenza della magistratura”.
“Incapace di tollerare le critiche personali”, accusano ancora, il candidato repubblicano “ha allarmato i nostri alleati più stretti a causa del suo comportamento capriccioso” e tutto questo “è pericoloso in un individuo che vorrebbe diventare presidente e comandante in capo, con la responsabilità  dell’arsenale nucleare americano”.
I cinquanta ex funzionari concludono concedendo che “in molti hanno dubbi su Hillary Clinton, proprio come molti di noi, ma Donald Trump non è la risposta alle sfide impegnative che ha davanti l’America e a queste elezioni cruciali: siamo convinti che nello Studio Ovale sarebbe il presidente più irresponsabile nella storia americana”.

(da agenzie)

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“ALEPPO, DUE MILIONI DI PERSONE SENZA ACQUA E LUCE”: APPELLO DELL’ONU PER UNA TREGUA UMANITARIA

Agosto 9th, 2016 Riccardo Fucile

OCCORRE RIPARARE GLI IMPIANTI E RICOSTRUIRE LE SCORTE DI CIBO E MEDICINALI, L’ONU PARLA FINALMENTE DI “CRIMINI DI GUERRA”

Oltre due milioni di civili ad Aleppo, nelle aree sia sotto il controllo dei ribelli sia dei governativi, sono senza elettricità  e senza accesso alla rete idrica a causa di bombardamenti che hanno colpito gli impianti di distribuzione negli ultimi giorni.
Lo afferma l’Onu, che chiede una tregua umanitaria di 48 ore perchè siano riparati gli impianti e ricostituite le scorte di cibo e medicinali per la popolazione.
In due settimane di violenti combattimenti il capoluogo è diviso in due parti con i ribelli dell’opposizione da una parte e le forze del regime dall’altra che controllano le vie di accesso del nemico ponendo di conseguenza i residenti civili sotto assedio.
In una dichiarazione diffusa oggi, un ufficiale delle Nazioni unite per gli aiuti umanitari in Siria, Yacoub el Hillo, e il coordinatore regionale Kevin Kennedy hanno fatto un appello per una “pausa umanitaria” nelle ostilità .
Due milioni di persone in città  vivono nella paura di rimanere sotto assedio: tra queste circa 275.000 persone sono intrappolate nella zona est di Aleppo, quella controllata dai ribelli come recita la nota.
Dalla fine di luglio, i combattimenti oltre aver causato la morte di almeno 130 civili hanno danneggiato ospedali, cliniche, e le reti di elettricità  e acqua della città .
“L’Onu è pronta ad assistere la popolazione civile di Aleppo, una città  ormai unita nella sua sofferenza”, si legge nella dichiarazione.
“Come minimo, le Nazioni Unite chiedono un cessate il fuoco totale oppure oppure 48 ore alla settimana di pause umanitarie per   raggiungere i milioni di persone bisognose in tutta Aleppo e ricostituire le scorte di cibo e medicine, che stanno pericolosamente esaurendo”.
Verso la metà  di luglio, le forze governative avevano preso sotto il loro controllo la strada del castello, unica via di rifornimento dei ribelli: una situazione che ha causato penuria di cibo nei distretti orientali portando i prezzi alle stelle.
Ma una controffensiva lanciata da una coalizione di ribelli islamisti la scorsa settimana per rompere l’assedio ha tagliato la strada d’accesso principale dei governativi nella parte meridionale della città .
Ciascuno dei contendenti ha utilizzato il territorio conquistato di nuovo per portare cibo e altri rifornimenti nei quartieri che controlla, ma le strade non sono ancora sicure per i civili.
“Quando vengono utilizzate per privare intenzionalmente persone di cibo e altri beni essenziali per la loro sopravvivenza, le tattiche di assedio costituiscono un crimine di guerra”, si legge ancora nella dichiarazione dell’Onu.

(da “La Repubblica”)

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CRIMINALI DI GUERRA: ALTRE BOMBE SUGLI OSPEDALI, UCCISI MEDICI, DONNE E BAMBINI, ASSAD E RUSSI DEGNI DELL’ISIS

Agosto 9th, 2016 Riccardo Fucile

IN SIRIA A MILLS DEVASTATO OSPEDALE SOSTENUTO DA MEDICI SENZA FRONTIERE: UCCISI 4 MEDICI, 5 BAMBINI E 2 DONNE

Nuovo attacco contro un ospedale in Siria e ancora vittime tra i medici e i pazienti.
Un ospedale sostenuto da Medici Senza Frontiere (Msf), che serviva una popolazione di 70.000 persone nella città  siriana di Millis, nella provincia di Idlib, è stato distrutto da un bombardamento aereo.
Quattro membri dello staff dell’ospedale e altre nove persone – tra cui cinque bambini e due donne – sono stati uccisi nei due attacchi aerei che hanno centrato direttamente l’ospedale e nei due attacchi che hanno colpito le vicinanze dell’edificio intorno alle 14 ora locale. Altri sei membri dello staff sono rimasti feriti.
Il bombardamento, avvenuto in un periodo di crescente intensità  del conflitto nella zona ha distrutto la maggior parte dell’edificio, compresa la sala operatoria, l’unità  di terapia intensiva, il reparto di pediatria e circa l’80 per cento dei dispositivi medici, le ambulanze e il generatore.
Noto come centro di riferimento specializzato in pediatria, l’ospedale forniva cure mediche essenziali a circa 70.000 persone che vivono a Millis e nelle aree circostanti, dove si è raccolto un gran numero di persone sfollate per fuggire la prima linea dei combattimenti che stanno devastando il nord della Siria.
All’ospedale si rivolgevano, per cure d’urgenza e consultazioni, circa 250 pazienti al giorno, tra cui molte donne e bambini.
Msf sosteneva questa struttura dall’inizio del 2014, prima con forniture e consulenze tecniche, poi anche attraverso contributi economici ai membri dello staff per consentire loro di continuare a lavorare.
Ma purtroppo la lista degli ospedali presi di mira dalle fazioni in guerra è lunga, ne ricordiamo alcuni:
Il 29 luglio un’ospedale pediatrico gestita da Save the Children e Syria Relief a Kafar Takharim, sempre nella provincia di Idlib, era stata colpita e gravemente danneggiata in un bombardamento aereo. Sotto le bombe erano morte almeno due persone, familiari dei pazienti in visita.
Tra il 22 e il 23 luglio sette ospedali da campo e una banca del sangue che erano stati allestiti nella città  siriana di Aleppo e nei dintorni sono stati colpiti dai bombardamenti dei caccia russi e da quelli dell’aviazione del regime di Bashar al Assad.
Il 3 maggio i miliziani della galassia jihadista in guerra col regime di Bashar Assad dalla zona est di Aleppo hanno lanciato circa 65 razzi contro i quartieri controllati dal governo: almeno tre donne sono state uccise dagli ordigni che hanno centrato il reparto maternità  dell’ospedale al Dabbeet.
Il 28 aprile l’aviazione di Damasco ha bombardato la città  di Aleppo con almeno quattro raid, colpendo anche l’ospedale al-Quds, sostenuto da Medici Senza Frontiere: tra le 14 vittime hanno perso la vita anche due medici. E’ morto anche Mohammed Wasim Moaz, 36 anni, l’ultimo pediatra rimasto nella città  martoriata.
Il 15 febbraio una serie di raid aerei su due scuole e cinque ospedali tra Aleppo e Idlib ha provocato la morte di oltre 50 persone. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon ha condannato questi attacchi considerandoli “palesi violazioni delle leggi internazionali”.
“Il bombardamento diretto di un altro ospedale in Siria è vergognoso” ha detto la dottoressa Silvia Dalla Tommasina, coordinatore medico delle operazioni di Msf in Siria nord-occidentale. “Dobbiamo ammirare il coraggio e la dedizione dei medici siriani che continuano a lavorare nel mezzo di un conflitto in cui gli ospedali vengono colpiti regolarmente e sentiamo con forza il dovere di supportarli nel loro lavoro quotidiano per salvare vite umane. Ogni volta che un ospedale viene distrutto, in modo mirato o in attacchi indiscriminati contro le aree civili, molti altri siriani vengono privati di una cruciale ancora di salvezza per ricevere cure mediche e sopravvivere. Alcuni ospedali forniscono cure di prima linea ai feriti di guerra, altri forniscono cure di prima linea a donne con gravidanze difficili. Tutti sono fondamentali per salvare vite umane”.
Nei primi sei mesi del 2016, i due principali ospedali sostenuti da Msf hanno ricevuto 7 afflussi di massa, per un totale di 294 feriti e 33 morti. Nel solo mese di luglio, le stesse strutture hanno gestito 9 afflussi di massa per un totale di 466 feriti e 37 morti.
“Ribadiamo il nostro appello urgente a tutti coloro che possono influenzare la condotta della guerra in Siria, tra cui i 4 membri su 5 del Consiglio permanente di Sicurezza delle Nazioni Unite che partecipano al conflitto, perchè si adoperino con urgenza per fermare gli attacchi contro gli ospedali durante i combattimenti” conclude Silvia Dalla Tomasina. “Come organizzazione medico-umanitaria, continueremo a fare tutto il possibile per aumentare la capacità  di offrire cure mediche in Siria, ma gli attacchi contro gli ospedali devono cessare immediatamente”.
Msf gestisce sei strutture mediche nel nord della Siria e fornisce supporto a circa 150 altre strutture nelle aree che l’organizzazione non può raggiungere direttamente. Tra le azioni di supporto, Msf offre forniture mediche, paga salari di base allo staff degli ospedali per consentire loro di dedicarsi al lavoro, fornisce carburante per garantire il funzionamento dei generatori, contribuisce ai costi per la ricostruzione quando una struttura viene danneggiata o distrutta e fornisce consulenza tecnica.
Circa 70 strutture siriane ricevono questo pacchetto complessivo di aiuti e circa 80 altre strutture vengono supportate in modo meno regolare, attraverso donazioni di forniture mediche e consulenze tecniche quando necessario, per esempio in caso di grossi afflussi di feriti.

(da “La Repubblica”)

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