Luglio 28th, 2017 Riccardo Fucile
A PALERMO IL QUARTIERE FESTEGGIA GLI ARRESTI DOMICILIARI DI MAURIZIO DE SANTIS
Quella che si dice un’accoglienza col botto per il boss del pizzo scarcerato. Anzi con i botti. I
fuochi d’artificio sono stati riservati a Maurizio De Santis, titolare del ristorante “Il Bucatino”, tornato a casa sebbene agli arresti domiciliari.
Un trattamento d’onore scattato nei pressi della sua abitazione, in via Bazzano, fra i quartieri della periferia di Palermo Settecannoli e Brancaccio, regno della vecchia e potente mafia dei Graviano, e vicino alla via intitolata a padre Giuseppe Puglisi, il martire beato ucciso da Cosa nostra nel giorno del suo compleanno, il 15 settembre 1993: un affronto nell’affronto, insomma.
Il video è stato postato la sera dell’11 luglio su Facebook da un parente del mafioso-ristoratore arrestato nel 2014 e che nel 2015 ha subito un sequestro di 10 milioni di euro: in poco tempo ha collezionato diverse centinaia di visualizzazione e like, quasi un modo per partecipare alla festa per l’uscita dal carcere dell’influente controllore del racket delle estorsioni.
Poi non lamentiamoci se l’immagine dell’Italia all’estero continua a essere disastrosa.
(da agenzie)
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Luglio 28th, 2017 Riccardo Fucile
CITTADINI DIVISI TRA INDIGNAZIONE E RASSEGNAZIONE
Nel giorno in cui tutto sembra congiurare a favore della chiusura dei rubinetti, lo sgomento e l’indignazione dei cittadini romani di fronte all’annuncio di un’altra chiusura estiva (quella di metà linea della metro A) è stato di per sè una notizia.
Una reazione che forse i vertici dell’Atac non avevano preventivato, affidando l’informazione a un tweet inviato alla chetichella e con poco anticipo, probabilmente confidando in un’assuefazione ai disservizi ormai incapace di generare sussulti di civismo.
E invece, proprio mentre il Dg Rota certificava lo stato comatoso della municipalizzata e l’inadempienza contrattuale di un numero non trascurabile di dipendenti, l’azienda comunale è riuscita a suscitare una reazione, mentre tentava forse con destrezza di spostare ancora più avanti l’asticella della tolleranza degli utenti, già sfiancati da mesi di interruzioni di servizi per mancanza di vetture, di suicidi assistiti per autocombustione dei veicoli più vecchi e, soprattutto, da una miriade di scioperi proclamati spesso da sigle dotate di rappresentanza pari a una famiglia allargata.
Perchè, entrando nel merito della questione, le cose che non quadrano in questa maxi-sospensione estiva del servizio sono più di una, e convergono tutte nella misteriosa entità dei lavori di innesto della nuova linea C nella A, all’altezza di San Giovanni.
Chi ha potuto sbirciare la stazione (aperta fugacemente per due giorni la scorsa primavera con tanto di fiera incursione della sindaca Raggi) non riesce a capacitarsi di quali possano essere lavori che tengono fermi per 35 giorni un tratto pari a dieci stazioni, soprattutto se si tiene contro del fatto che il servizio della linea C è già da tre mesi limitato alle 20.30 (e lo sarà fino addirittura a fine ottobre) proprio per “lavori in vista dell’apertura del prolungamento e dell’intercambio a San Giovanni”.
Tre mesi, che diventeranno sei, e si sovrapporranno al mese di stop totale decretato ieri per la A. Tempi e modi che non hanno riscontro in paesi con reti di metropolitana molto più complesse di quella romana.
La voce di popolo, che spesso è lo stadio ancestrale delle fake news, nel caso in cui attribuisce le sospensioni di servizi alle ferie di massa dei lavoratori comunali, induce a una riflessione seria.
Ogni estate si procede da anni alla sospensione di questo o quel servizio, con motivazioni ogni volta straordinarie ma ricorrenti: basta andare a visitare lo sciatto sito web dell’Atac e andare a ritroso, per quanto possibile nel tempo, constatando che la straordinarietà degli interventi che ha fatto cessare il servizio di metro, tram e bus periferici si è sempre concentrata nel mese di agosto, a scapito di altre categorie di lavoratori, in questo caso evidentemente stakanovisti.
Così come, negli ultimi anni, l’emergenza rifiuti, che pure affonda le radici nel malfunzionamento di tutto il ciclo di smaltimento, ha superato il livello di guardia in corrispondenza dei principali ponti e delle festività pasquali e natalizie, e qualche volta anche in estate, a dispetto del minor consumo dei cittadini.
La vicenda dei vigili urbani che hanno marcato visita in massa nel Capodanno del 2015, in questo senso, è fortemente simbolica.
Ed è il paradosso di una città nella top five del turismo mondiale che nei periodi di maggior afflusso di ospiti invia un segnale di chiusura, esatto opposto di ciò che razionalmente ci si attenderebbe.
Si mandano in black-out servizi già di base scarsi e inefficienti o si mettono in atto misure di prevenzione ingiustificate dai fatti come la draconiana ordinanza anti-alcool estesa a tutto il territorio urbano, contro la quale gli esercenti hanno fatto ricorso al Tar.
Ma soprattutto, la via crucis cui è sottoposta una cittadinanza che ha ormai messo a punto tecniche di sopravvivenza materiale e nervosa, come testimonia l’approccio alla questione del razionamento dell’acqua, che nessun romano in cuor suo ha ancora seriamente considerato un’eventualità concreta (forse vedendo fiumi d’acqua sgorgare dalle tubature colabrodo) preferendo pensare a un’escalation puramente polemica. Quello che una volta, se non si rischiasse di toccare un altro tasto dolentissimo in questa nefasta estate romana, si sarebbe chiamato fuoco di paglia.
(da “Huffingtonpost”)
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Luglio 28th, 2017 Riccardo Fucile
SI TRATTA DI SIMONE CARABELLA, PERSONAGGIO LEGATO ALL’ESTREMA DESTRA, NOTO PER TUFFARSI NEL TEVERE DA PONTE CAVOUR OGNI PRIMO GENNAIO
In molti si stanno chiedendo chi è l’uomo ritratto in questa foto pubblicata dall’agenzia di
stampa ANSA durante le proteste no-vax a Montecitorio per l’approvazione del decreto vaccini obbligatori.
Si tratta di Simone Carabella, che in effetti sulla sua pagina Facebook ha anche pubblicato un video che lo ritrae durante la protesta:
Simone Carabella, personaggio legato all’estrema destra, è noto per essere quello che ogni anno il primo gennaio si tuffa nel Tevere (con un costumino striminzito) dal Ponte Cavour.
È quindi sicuramente un esperto di bon ton e di abbigliamento da mare.
C’è quindi da fidarsi del suo giudizio quando qualche tempo fa raccontò l’episodio accaduto il giorno di ferragosto sul litorale laziale ove ha difeso gli italici costumi in fatto di balneazione.
Visti alcuni immigrati clandestini (chissà come l’ha capito) intenti a fare il bagno con una sigaretta in bocca (cosa che NESSUN ITALIANO FA) e, ancora peggio, con addosso delle mutande invece che quelle mutande con scritto Speedo/Arena/etc (chiamate costumi da bagno).
Solo contro quattro stranieri (chissà quali armi potevano nascondere nelle mutande) il nostro intima loro di cessare immediatamente il loro comportamento irrispettoso delle tradizioni italiche.
Al mare in Italia ci si va in costume, e siamo sicuri che il nostro Simone si avvicina “per dialogare” con tutte le signore in topless per far notare loro che il costume DELLA DONNA ITALICA non prevede il seno nudo, come certe popolazioni dell’Africa nera sono use fare.
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 28th, 2017 Riccardo Fucile
MARIANO, VICO E CAPONE SI SONO RIFUGIATI IN AUTO, PRESA A CALCI E PUGNI, SALVATI DALLA DIGOS… E’ ORA DI CHIEDERSI CHI FOMENTA QUESTE AZIONI VIOLENTE (QUANDO MINNITI AVRA’ TEMPO DA DEDICARE AGLI ITALIANI )
Tre deputati del Pd sono stati aggrediti e insultati da alcuni dei manifestanti no-vax che stazionano davanti a Montecitorio da stamani per protestare contro il decreto sui vaccini obbligatori.
Si tratta di Elisa Mariano, Ludovico Vico e Salvatore Capone. I tre si sono rifugiati dentro un’auto (circondata e presa a calci e pugni) e poi sono stati messi in salvo dagli agenti della Digos.
I parlamentari, racconta Elisa Mariano, sono usciti da Montecitorio attorno alle 12,30 per raggiungere una vettura parcheggiata nello slargo antistante: “Alcuni manifestanti hanno chiesto ai miei due colleghi se fossero deputati e come avessero votato sul decreto vaccini. Vico e Capone hanno capito che erano male intenzionati e non hanno risposto.
A quel punto i manifestanti hanno cominciato ad insultare gridando ‘assassini’ e ci hanno aggredito. Noi ci siamo rifugiati nella macchina, che però è stata circondata e presa a calci e pugni. Questo è durato diversi lunghi minuti finchè finalmente è intervenuta la Digos, con degli agenti in borghese”.
“Erano veramente tanti, hanno circondato l’auto, l’hanno presa a pugni e calci – racconta Salvatore Capon – Eravamo spaventati, temevamo che potessero rompere i vetri. Anche perchè alcuni di loro erano davvero grossi, ma c’erano decine di persone, ripeto, di tutti i tipi. Davvero una brutta avventura”.
“Ci siamo spaventati – aggiunge Mariano – io moltissimo. E’ una follia, non si può arrivare a questi livelli, si è fomentato un clima pessimo. E pensare che i manifestanti avevano sulla maglietta la scritta ‘libertà di scelta, rispetto delle opinioni’. E’ stata una cosa bruttissima – conclude Mariano – e poteva finire davvero male”.
Anche Nello Formisano, deputato Mdp, ha condiviso con i colleghi Pd la brutta avventura. Il parlamentare è stato circondato dai manifestanti e solo grazie agli agenti è riescito a raggiungere la macchina e lasciare la piazza.
Reazioni.
“Tre deputati del Pd sono stati assaliti da manifestanti No-Vaccini. Follia pura. Un abbraccio a Elisa, Ludovico e Salvatore. Noi non ci fermiamo”, ha detto Matteo Renzi su Twitter.
“Altro che libertà , questi sono metodi fascisti. Che dicono i colleghi M5s che oggi hanno votato contro?”, scrive su Twitter il presidente dei deputati Dem, Ettore Rosato.
E con una nota anche il M5s condanna l’accaduto: “L’aggressione nei confronti dei deputati del Pd fuori da Montecitorio non è giustificabile in alcun modo e a loro va la solidarietà di un movimento che si è sempre, convintamente, dichiarato non violento. La contrarietà a un provvedimento è un conto, la violenza un altro”.
“Inaccettabile aggressione a tre deputati davanti Montecitorio”, scrive su Twitter Laura Boldrini. “Le opinioni diverse non possono mai giustificare violenza”, aggiunge la presidente della Camera, aggiungendo l’hashtag #decretovaccini.
(da agenzie)
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Luglio 28th, 2017 Riccardo Fucile
NESSUNA “ASSOLUZIONE” A CIPRO, IL GOVERNO DI ANKARA HA DATO ORDINE DI ESPELLERE ANCHE LA NAVE
Una maglietta, con la bocca di uno squalo spalancata. E una scritta: “Defend Lampedusa”.
L’immagine è un simbolo che gira da almeno due anni nei social e nei siti di riferimento, il network a capo dell’operazione “Defend Europe” e della nave C Star, ora di nuovo in viaggio verso le acque libiche.
È riportata sul testo di un’interrogazione parlamentare presentata l’11 gennaio scorso dal deputato austriaco dei Verdi Harald Walser, su uno dei personaggi più tenebrosi e oscuri della rete di Generazione Identitaria.
Un tedesco di Bonn, residente da tempo a Vienna, ex sottoufficiale della marina in servizio su una nave particolarissima, la Alster, utilizzata dall’intelligence di Berlino in operazioni di comunicazione.
Si chiama Alexander Schleyer ed è uno dei componenti dell’equipaggio della C Star. È l’esperto di navigazione che rappresenta l’organizzazione sulla nave, ripartita ieri, dopo un sequestro e un’inchiesta delle autorità cipriote terminata con l’espulsione dell’equipaggio.
L’ex sergente della marina tedesca Schleyer è la figura centrale dell’operazione anti-migranti.
Il suo nome appare negli atti dell’inchiesta avviata dalle autorità di Cipro dopo il fermo della C Star, come ha potuto verificare Famiglia Cristiana attraverso fonti che chiedono l’anonimato.
Ma già molto tempo prima della partenza dell’operazione “Defend Europe”, Alexander Schleyer stava creando molta preoccupazione in nord Europa. I verdi austriaci si sono allarmati quando hanno scoperto che era stato assunto come assistente parlamentare di Christian Hà¶bart, deputato del partito nazionalista e della destra populista FPà–.
Scavando nel suo curriculum sono emersi tanti collegamenti con gruppi neonazisti, con la propaganda negazionista e posizioni apertamente xenofobe.
Schleyer ha esperienza di navigazione. Quando ha lasciato la marina militare tedesca con il grado di sergente — secondo quanto riportano alcuni giornali tedeschi – è passato subito sui cargo mercantili.
Sulla nave dell’intelligence Alster si occupava di comunicazione, ruolo strategico in operazioni di guerra elettronica. Quella fortezza galleggiante per anni è stata utilizzata da Berlino per captare segnali radio in tutto il Mediterraneo, puntando le antenne soprattutto verso i paesi
dell’Est Europa.
L’interrogazione parlamentare del deputato Walser riporta un lungo elenco di post e commenti di Schleyer sui social. Ma sono soprattutto le immagini a colpire.
C’è la foto di una pistola, quelle dei post xenofobi e le immagini degli squali con la bocca spalancata sui migranti che nuotano.
La retorica della missione “per monitorare le Ong” in questo caso cade, smascherando l’anima più profonda del sedicente movimento identitario.
Una delle due immagini è riprodotta su magliette vendute online da un sito con un nome cupamente evocativo, antisem.it, che mette come contatto una casella postale di Dortmund.
Sullo stesso sito sono venduti diversi materiali di propaganda, tra i quali adesivi con la scritta “Nazikiez”, ovvero quartiere o città nazista. Un modo per dire “questa zona è nostra”. L’inchiesta del deputato verde austriaco Walser mostra tutti gli elementi classici del neonazismo europeo. Vicinanza con noti personaggi revisionisti inclusi, come l’ex vescovo inglese Richard Nelson Williamson, ex membro della Fraternità sacerdotale San Pio X, oggi sospeso a divinis, noto per la sua posizione negazionista sulla Shoa.
Schleyer è oggi legato al mondo delle confraternite universitarie austriache, gruppi spesso di ispirazione di estrema destra, rigorosamente tradizionalisti. È membro della “Akad. Corps Hansea zu Wien” (citato anche nel documento del parlamento tedesco), che organizza incontri con costumi tradizionali, scuole di scherma e riunioni politiche.
Nella loro pagina Facebook tra le altre foto spicca la scritta “Gott mit uns”, il motto delle SS naziste.
La C Star nel frattempo ha ripreso il viaggio.
Direttamente da Ankara è arrivato a Cipro l’ordine di espellere i membri dell’equipaggio sotto inchiesta e la stessa nave dopo l’arresto che non poteva protrarsi oltre le 24 ore.
Per la missione della destra xenofoba europea è stata la migliore uscita possibile, un assist che ha permesso la partenza e la ripresa della battaglia di comunicazione sui social.
(da “Famiglia Cristiana”)
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Luglio 28th, 2017 Riccardo Fucile
MENTRE IL GOVERNO ITALIANO SI PREPARAVA A GIOCARE ALLA BATTAGLIA NAVALE, LA CLAMOROSA PRECISAZIONE: “LA SOVRANITA’ DELLA LIBIA E’ UNA LINEA ROSSA”
Nessuna richiesta di navi italiane in acque libiche: il premier del governo di Accordo nazionale libico, Fayez al Serraj, ha negato di aver chiesto all’Italia di inviare mezzi nel mare della Libia per lottare contro i trafficanti di esseri umani.
Serraj, in un comunicato diffuso dai media libici, ha bollato come infondate le notizie diffuse a riguardo, che a suo giudizio mirano solo a minare l’esito dell’incontro avuto a Parigi martedì scorso con il generale Khalifa Haftar.
Serraj è stato ricevuto mercoledì scorso dal presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni, che ha riferito della richiesta arrivata da Tripoli nella conferenza stampa congiunta tenuta al termine del faccia a faccia con il collega libico.
“Il presidente Serraj mi ha indirizzato alcuni giorni fa una lettera nella quale si chiede al governo italiano un sostegno tecnico attraverso unità navali nel comune contrasto al traffico di esseri umani. Un sostegno tecnico a un impegno comune da svolgersi in acque libiche con unità navali inviate dall’Italia”, ha detto Gentiloni mercoledì scorso al fianco di Serraj.
La retromarcia del leader libico tinge di giallo la vicenda, dato che era stato proprio Serraj a inviare, il 23 luglio, a Palazzo Chigi la lettera di cui ha parlato il premier italiano, nella quale chiedeva un intervento delle forze armate italiane.
E proprio in virtù della richiesta di mezzi, per martedì prossimo è stato fissato un dibattito in Parlamento e per mercoledì l’avvio delle operazioni.
Ma, nella nota diffusa ieri, il premier libico fornisce una versione del tutto diversa: “Con gli italiani abbiano concordato di continuare nel sostegno alla Marina libica attraverso addestramento e fornitura di attrezzature militari che ci consentano di condurre operazioni di soccorso verso i migranti e di contrastare i trafficanti di esseri umani, oltre alla fornitura di attrezzature elettriche di controllo per i nostri confini meridionali”. Serraj ha quindi aggiunto che “la sovranità della Libia è una linea rossa”.
(da agenzie)
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Luglio 28th, 2017 Riccardo Fucile
LA PARTNERSHIP CON LA CINESE CSSC VISTA COME UN PERICOLO: “SE I CINESI SI METTESSERO A FARE NAVE DA CROCIERA GRAZIE AGLI INSEGNAMENTI ITALIANI?”
No al cavallo di Troia cinese. Nessuno lo dice apertamente, ma è stato il convitato di pietra
asiatico a far saltare la trattativa tra l’Italia e la Francia per l’acquisizione della maggioranza dei cantieri Stx da parte di Fincantieri.
Parigi, infatti, non ritiene sufficienti le garanzie italiane e teme che la partnership tra la controllata da Cdp e Cssc (China State Shipbuilding Corporation) possa accelerare il trasferimento di competenze tra la Francia e l’Asia.
Peggio, la sensazione — secondo Le Monde — è che Fincantieri sia caduta come in trappola: spinta dagli armatori americani di Carnival, tra i suoi principali clienti, ha avviato una collaborazione con i cinesi dai cui cantieri nel 2022 usciranno le prime copie delle navi realizzate da Fincantieri per Carnival.
Negli ultimi mesi la posizione italiana non è mai cambiata e i vertici del gruppo spiegano che il “trasferimento di competenze è sotto controllo e riguarda solamente il mercato locale delle crociere”, ma nonostante tutto i francesi non si fidano.
Ed Emmanuel Macron, già paladino della sinistra liberal, non ha alcuna intenzione di correre rischi preferendo richiamarsi alla dottrina gollista che vuole una Francia forte e indipendente.
D’altra parte sono proprio gli altri costruttori europei a essere dubbiosi sulle capacità italiane di resistere alle pressioni cinesi.
“Cosa potrebbero fare — si chiede Le Monde — se Pechino di punto in bianco decidesse proprio grazie a quello che ha imparato dagli italiani di proporre al mercato delle navi da crociera cinesi?”
Un quesito a cui oggi nessuno è in grado di dare una risposta concreta. E dal quale il governo italiano fugge veloce come il vento richiamando al rispetto del mercato unico europeo e al diritto di reciprocità .
Peggio, si cercano paragoni tra la scalata dei francesi di Vivendi in Telecom con l’operazione di Fincantieri dimenticando, però, importanti particolari: dal 2008 Sxt è partecipata dallo Stato francese che vanta un diritto di prelazione sul 66% in mano ai coreani e dal 2012 è in vigore il decreto Mountebourg (copiato pochi giorni fa dai tedeschi) che tutela i settori strategici industriali.
Ebbene, non solo l’Italia non ha alcuna politica industriale degna di nome da decenni (sebbene negli anni ogni ministro dell’Industria abbia promesso leggi — mai scritte — a tutela del made in Italy), ma si confonde un’azienda privata come Telecom e la sua rete con un’azienda a forte partecipazione statale (per volere di Nicolas Sarkozy, Parigi ha la minoranza di blocco nel capitale di Stx).
A questo si aggiunga che la Cina è davvero una minaccia per l’industria europea — d’altra parte è proprio per questo che l’Ue ha negato a Pechino il riconoscimento dello status di economia di mercato — per comprendere tutti i timori francesi.
D’altra parte basti guardare cosa è successo a tutti i settori che hanno avviato il trasferimento di tecnologia.
Ed è evidente che nel giro di qualche anno Pechino si affaccerà sul mercato della cantieristica da crociera costruendo ottime navi, ma perchè — si chiedono a Parigi — devono essere proprio i francesi a facilitare il compito dei loro futuri avversari? Inoltre con un costo del lavoro molto più basso e la tecnologia europea, i cinesi avrebbero gioco facile a sbaragliare la concorrenza: un rischio troppo grande per Parigi che a Saint Nazaire ha il suo unico cantiere navale.
Insomma, Fincantieri rischia di rimanere schiacciata in una battaglia internazionale nella quale l’Italia fatica ad aver voce in capitolo.
“Riteniamo — dicono i ministri Pier Carlo Padoan e Carlo Calenda — grave e incomprensibile la decisione del Governo francese di non dare seguito ad accordi già conclusi che garantivano la tutela dei livelli occupazionali in Francia e del know-how francese attraverso una governance equilibrata e in una prospettiva autenticamente europea”.
Tuttavia, nel solco tracciato da Macron che vuole una Francia sempre più leader in Europa la difesa degli interessi nazionali diventa un caposaldo della nuova politica economica: grazie anche ai paletti agli investimenti esteri messi negli anni da Sarkozy e Hollande.
(da “Business Insider”)
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Luglio 28th, 2017 Riccardo Fucile
SERVIZI SCADENTI E TARIFFE ALLE STELLE… IL 60% DELLE STRUTTURE HA UN’ETA’ MEDIA SUPERIORE A 30 ANNI
Un’infografica di Repubblica su dati di Cittadinanzattiva oggi riepiloga cosa è successo alle tariffe dell’acqua tra 2007 e 2015%: ovvero, un incremento medio superiore al 50% e, nelle grandi città , anche superiore. Firenze, ad esempio, arriva a una variazione percentuale del 70% mentre quella di Reggio Calabria ammonta al 152%; anche Ancona e Torino hanno percentuali di tutto rispetto mentre a Roma la tariffa dell’acqua è cresciuta del 58%.
Nei dieci anni compresi fra il 2004 e il 2014, secondo una elaborazione della Confartigianato, il costo dell’acqua nell’area dell’euro è cresciuto mediamente del 34,9 per cento: un dato peraltro influenzato pesantemente proprio dall’enorme rincaro delle tariffe italiane.
In Italia, spiega l’articolo di Sergio Rizzo, il 60 per cento delle infrastrutture idriche ha un’età media superiore a 30 anni, e un quarto oltrepassa addirittura il mezzo secolo.
Qualche mese fa il presidente dell’associazione di categoria Giovanni Valotti ha rivelato che ogni anno vengono rinnovati mediamente 3,8 metri di condotte per chilometro:
La deduzione logica è che servirebbero 250 anni per rifare le nostre reti disastrate. Tanto da far dire ai grillini, qualche giorno più tardi, che «le privatizzazioni nei servizi idrici hanno fallito perchè i gestori privati non investono e danno servizi cattivi e costosi. Perciò bisogna tornare alla gestione pubblica».
Sei anni dopo un referendum che ha sancito proprio quel principio: ma fallito anch’esso, se le cose stanno così.
E si ricomincia daccapo.
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 28th, 2017 Riccardo Fucile
ESPULSI I MARINAI CINGALESI, EQUIPAGGIO RIDOTTO AI MINIMI TERMINI… A CATANIA SI PREPARA IL BLOCCO DEL PORTO, MA ORA LA NAVE E’ DIRETTA A KALECIK (CIPRO)
Sono stati rilasciati nel pomeriggio il comandante, il proprietario e gli altri sette membri europei
dell’equipaggio della C Star, la nave noleggiata dall’associazione di destra Defend Europe per una missione anti-migranti nel Mediterraneo.
Erano stati arrestati ieri al loro arrivo a Cipro perchè accusati di traffico di esseri umani e di falso per la presenza a bordo di venti cingalesi dell’equipaggio che avrebbero pagato per essere portati clandestinamente in Europa pagando diverse migliaia di euro.
Sono stati rilasciati nel pomeriggio per “insufficienza di prove” e la C Star è ripartita in serata, a questo punto con l’equipaggio ridotto ai minimi termini.
Dei venti marinai cingalesi, secondo fonti della televisione turco-cipriota, quindici sarebbero stati espulsi e accompagnati in aeroporto mentre i cinque che hanno fatto domanda di asilo avrebbero ottenuto un visto di dieci giorni per la Repubblica turco-cipriota del nord.
La C Star ha ripreso il mare ufficialmente con direzione Catania, dove le associazioni antirazziste hanno già fatto sapere che hanno intenzione di bloccare il porto se dovesse essere data l’autorizzazione all’attracco.
Ma in mattinata la nave sembra diretta a Kalecik, altro porto cipriota.
La farsa continua.
(da “La Repubblica”)
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