Agosto 19th, 2017 Riccardo Fucile
“INOSSERVANZA DEI PIU’ ELEMENTARI DOVERI PROFESSIONALI” A LORETO MARE… E LA POLITICA CONTINUA A PARLARE DI CAZZATE LONTANE DAI PROBLEMI REALI
Al pronto soccorso dell’ospedale Loreto Mare di Napoli è arrivato alle 21.46 dello scorso 16 agosto.
Vittima di un incidente stradale, un ragazzo di 23 anni aveva un politrauma, fratture multiple.
Scatta il ricovero in codice rosso. E iniziano ore di attesa che, secondo quanto denunciano i sanitari, potrebbero essere risultate fatali. Il ragazzo il giorno dopo è morto.
E’ il consigliere regionale della Campania, Francesco Borrelli, a rendere nota la storia. E lo fa diffondendo la denuncia presentata dal responsabile del Pronto soccorso dell’ospedale Loreto Mare, Alfredo Pietroluongo. “Dopo le indagini radiografiche e Tac veniva riportato in codice rosso dove i rianimatori constatavano un progressivo peggioramento delle condizioni generali ed un progressivo calo dell’emoglobina ai valori 7 – si legge nella denuncia – Si provvedeva a richiedere il sangue in urgenza e alle ore 1.04 avveniva il ricovero in Chirurgia con prognosi riservata ed in imminente pericolo di vita”.
“Ciò nonostante – continua la denuncia – il paziente rimaneva in codice rosso impegnando due unità infermieristiche del Pronto Soccorso con visibile disagio per il resto delle attività dello stesso pronto soccorso mentre le anestesiste intervenute rientravano in rianimazione”.
Passa ancora del tempo, fino alle ore 1.45 quando Pietroluongo scrive che “venuto a conoscenza del fatto che il paziente era in attesa da circa due ore di essere trasportato in un altro Presidio per eseguire una angioTac e la cosa si rallentava perchè non vi era accordo su quali infermieri avrebbero dovuto eseguire il trasferimento” chiede al medico che aveva in carico il 23enne “di provvedere ad accelerare i tempi dell’iter diagnostico anche perchè il codice rosso era bloccato da circa quattro ore”.
Il medico di turno risponde che “sapeva lui cosa doveva fare e che le cose andavano bene così”.
Nel frattempo viene deciso chi doveva accompagnare il paziente. Ma intanto “alle ore 3.30 il padre del ragazzo quasi in lacrime, infuriato, mi veniva a chiedere cosa si stava aspettando, preoccupato delle condizioni del figlio che peggioravano”.
Pietroluongo cerca di parlare con il medico che stava seguendo il caso e scoppia uno scambio di accuse.
A quel punto “mi precipitavo al Pronto soccorso chiedendo che un infermiere del Pronto soccorso si offrisse volontario per l’accompagnamento e raccomandavo di far partire immediatamente l’ambulanza con rianimatore e chirurgo a bordo”.
Il gruppo parte “ma senza rianimatore”.
Il 23enne arriva all’ospedale Vecchio Pellegrini: gli vengono trasfuse altre tre sacche di sangue e i medici criticano l’assenza dell’autoambulanza rianimativa, mezzo che non è stato ottenuto neanche per il ritorno al Loreto Mare dove il paziente rientra alle ore 8.30.
Viene condotto in rianimazione dove muore.
“A motivo di quanto esposto credo che i fatti evidenzino una superficialità di comportamento ed un disprezzo per la tutela dell’utenza ancora prima dell’inosservanza ai più elementari doveri professionali – conclude la denuncia – Chiedo ove mai si dovesse ravvisare una condotta omissiva di intervenire e di denunciarle alle autorità competenti”.
Chiederò al direttore dell’ospedale Loreto Mare di avviare un’indagine interna – dichiara Borrelli nel post – per fare luce sulla gravissima vicenda che ci è stata segnalata, relativa alla morte di un giovane di ventitrè anni, giunto al Pronto Soccorso in gravissime condizioni lo scorso 16 agosto e morto il giorno seguente dopo aver atteso per ore il trasferimento presso l’ospedale Vecchio Pellegrini”.
“La denuncia di ritardata assistenza, firmata proprio dal responsabile del Pronto Soccorso Alfredo Pietroluongo – continua il consigliere regionale – parla chiaramente di oltre quattro ore trascorse tra l’arrivo in codice rosso al Loreto Mare, la stabilizzazione del paziente e il successivo trasferimento al Vecchio Pellegrini, per di più senza ambulanza rianimativa. Un fatto gravissimo che deve essere approfondito in modo capillare poichè occorre comprendere la natura di questo ritardo e verificare se lo stesso abbia compromesso ulteriormente il quadro clinico del ragazzo già complesso”.
(da “La Repubblica“)
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Agosto 19th, 2017 Riccardo Fucile
PRONTO A TORNARE CON BERSANI… IL GOVERNO PENSA ALLA SUA SOSTITUZIONE
A settembre Vasco Errani non sarà più commissario per la ricostruzione del terremoto in centro Italia.
È quanto emerge da indiscrezioni riportate oggi dai quotidiani Qn e Corriere Adriatico.
“Nei piani del governo, Errani dovrebbe essere sostituito”, riferisce Qn. “Non solo: i governatori di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo — già oggi suoi vice — potrebbero vedersi attribuire nuove responsabilità ”.
La novità , riporta anche il Corriere Adriatico, “sarà comunicata lunedì prossimo a Palazzo Chigi in una riunione tra il premier Paolo Gentiloni, il capo della Protezione civile, fresco di nomina, Angelo Borrelli, e i quattro governatori di Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo”.
Nessun commento per adesso da parte di Vasco Errani sulla conclusione del suo mandato di commissario per la ricostruzione del terremoto in centro Italia.
Da fonti del governo si ricorda che comunque il mandato di Errani da commissario scadeva il prossimo settembre.
Non solo: nell’articolo di Rita Bartolomei si racconta che Errani sarebbe pronto a candidarsi alle politiche. Con Pier Luigi Bersani e MDP.
Perchè, come racconta QN, Errani si era progressivamente allontanato da Renzi e aveva annunciato la necessità di un nuovo campo del centrosinistra in Italia:
Strappo avvenuto nella sua Ravenna — Errani è di Massa Lombarda, terra di frutteti e tessere Pci negli anni d’oro — pochi giorni dopo uno sfogo tempestoso a porte chiuse con i sindaci del terremoto.
«Siamo troppo indietro su macerie, casette e stalle che non sono compito mio», aveva perso la pazienza.
L’audio era diventato pubblico, diffuso da Panorama. «Nessun legame tra i due episodi», aveva assicurato poi l’ex governatore, guardando al futuro (politico): «C’è bisogno di un nuovo campo del centrosinistra in Italia. Non sono alla ricerca di vecchi vessilli e canzoni. La sinistra del Novecento ha esaurito la sua funzione. Ci vogliono idee nuove».
Quasi un programma di governo.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 19th, 2017 Riccardo Fucile
OGGI MANIFESTAZIONI DI PROTESTA DELLE PERSONE CIVILI
Anche la magistratura si occuperà della morte dell’orsa KJ2, abbattuta alla fine di luglio in esecuzione
di un’ordinanza della Provincia autonoma di Trento perchè ritenuta troppo pericolosa per l’incolumità delle persone.
Una morte che ha avuto grande eco nel mondo politico e sui social, scatenando la reazione delle associazioni animaliste.
La Procura di Trento ha aperto un fascicolo a carico di ignoti ipotizzando il reato di uccisione di animali senza necessità , in base all’articolo 544 bis del Codice penale. L’inchiesta è stata avviata dopo la presentazione di una relazione redatta dal Corpo forestale provinciale in cui vengono precisati i motivi dell’abbattimento.
Secondo i forestali, alla base dell’intervento c’era il rischio di non potere salvaguardare la salute pubblica di fronte alle possibili nuove aggressioni da parte del plantigrado.
Intanto non accennano a placarsi le polemiche, che sui social hanno assunto toni molto accesi con attacchi personali al governatore Ugo Rossi e appelli al boicottaggio turistico del Trentino
Oggi alcune associazioni animaliste, dopo aver indetto una «giornata di lutto nazionale», hanno manifestato a Trento davanti al palazzo della Provincia e poi hanno realizzato un presidio a Terlago, paese teatro dell’ultima aggressione compiuta da KJ2 che le è costata la vita.
(da agenzie)
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Agosto 19th, 2017 Riccardo Fucile
LA SUA ESCLUSIONE DALLA DELEGAZIONE ERA STATA UNA DELLE CONDIZIONI DI PAPA FRANCESCO PER RICEVERE TRUMP
Che cosa ha rappresentato Steve Bannon nell’ascesa di Donald Trump alla Casa Bianca? Semplicemente un importante collaboratore della campagna presidenziale, oppure una pedina decisiva per il successo del tycoon?
Il leader della tendenza “Alt-Right” (destra alternativa), ha fornito a Trump tutte le potenti armi che hanno permesso al Presidente (digiuno di cultura e politica) di riallacciarsi al tradizionale lato oscuro della storia americana.
Le parole d’ordine che con i tweet Trump ha sparato a più riprese non sono altro che i motivi classici del nativismo anti-immigrati, del populismo della destra anti-establishment, del razzismo xenofobico espresso anche dal Ku Klux Klan, e dell’isolazionismo-protezionismo (“America First”) che nel 1939 si espresse nel comitato filonazista contro l’ingresso degli USA in guerra.
Bannon ha pilotato la campagna elettorale, consapevole che in un momento di crisi con il crollo delle aspettative nei giovani e con la crescente paura dei ceti bianchi di essere superati dai latinos, le fobie e le insicurezze che avevano creato le ondate reazionarie negli ultimi decenni dell’800, negli anni Venti e Trenta del Novecento e con il maccartismo, avrebbero avuto di nuovo effetto sull’elettorato bianco della metà dell’America “non-urbana”.
E così è stato.
Non è un caso che quando Trump è venuto a Roma ed è stato ricevuto da papa Francesco, la Santa Sede ha posto come condizione che dal gruppo presidenziale che aveva acceso ai palazzi vaticani fosse escluso proprio Bannon che pure era il più importante consigliere del Presidente.
Bannon, infatti, grazie alla sua caratura ideologica e alla politica condotta con la newsletter Breibart è stato, e continua ad essere, l’anello di congiunzione tra il team presidenziale e i gruppuscoli della destra estremista per lo più estranei allo stesso partito Repubblicano ma molto attivi in alcuni stati del profondo Sud e dell’Ovest, quali il KKK, i fondamentalisti evangelici, i nazistoidi ed anche i cattolici integralisti seguaci del card. Burke, oppositore di Francesco.
La vicenda di Charlottsville non è altro che la coda del credito che la candidatura Trump, tramite Bannon, ha dato ai gruppuscoli che di per se rappresentano ben poco se non quando trovano nel sistema politico una legittimazione come con l’attuale presidenza.
Nell’imprevedibilità di Trump, nessuno oggi può prevedere se l’uscita di Steve Bannon dalla Casa Bianca sia effettivamente la sua definitiva emarginazione dal gruppo presidenziale ( e quindi il ridimensionamento dei rapporti con i gruppuscoli estremisti di destra) o se, invece, si tratta di un ennesimo giro nell’otto volante della giostra intorno alla Casa Bianca.
(da “Huffingtonpost”)
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Agosto 19th, 2017 Riccardo Fucile
“FANNO SHOPPING DA PRADA COI NOSTRI 35 EURO, OCCUPANO LE NOSTRE PANCHINE”… MA SONO IL FAMOSO ATTORE SAMUEL JACKSON E IL GRANDE CESTISTA MAGIC JOHNSON IN VACANZA A FORTE DEI MARMI
Emanuele vede una foto sulle agenzie e gioca uno scherzo favoloso alla categoria dei razzisti da
tastiera.
Pubblica la foto dei due afroamericani con il commento: “Ecco le rizorze della Boldrini che occupano panchine pagate con le nostre tasse.E vestiti di tutto punto con i nostri 35 euro quotidiani che escono dalle nostre tasche. Condiviti se zei indignato”
In men che non si dica “l’Internazionale dei cazzari” si scatena, condivide il post, rielabora la foto, “fanno shopping da Prada”.
Piovono centinaia di commenti: “siamo invasi, sembrano loro i padroni, le panchine prima agli italiani”.
Ma la burla travolge la confraternita xenofoba: in realtà sulla panchina nel centro di Forte dei Marmi, dove sono in vacanza, ci sono Samuel L Jackson e Magic Johnson, due star afroamericane in vacanza nel Mediterraneo in queste settimane.
Il popolarissimo attore di ‘Pulp Fiction’ e ‘Django Unchained’ e l’ex cestista dell’Nba hanno fatto acquisti al Forte e stanno trascorrendo le vacanze insieme: nei giorni scorsi erano a Portofino.
Abituati a taroccare i fatti per istigare all’odio razziale, questa volta i razzisti da tastiera sono rimasti loro vittime del tarocco.
E più si affannano in queste ore a far veicolare il post che li prende per il culo, più rimediano la figura che meritano.
(da agenzie)
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Agosto 19th, 2017 Riccardo Fucile
ALLE 22 DI SERA HANNO AGITO INDISTURBATI SOTTO GLI OCCHI ALLIBITI DI ROMANI E TURISTI, NESSUN CONTROLLO… MINNITI FAI UN BAGNO DI UMILTA’ E VATTENE A CASA: SE FOSSERO STATI TERRORISTI O VANDALI?
In mattinata Minniti aveva riunito i massimi vertici della sicurezza per annunciare “massima vigilanza”
a Roma e Milano, sull’onda dell’attentato di Barcellona.
Peccato che il mago della “percezione di sicurezza” dei cittadini non abbia girato il suo spot alle 22 di sera in Piazza Navona, occasione nella quale romani e turisti hanno sicuramente “percepito” il grado di sicurezza loro garantito dal ministro degli Interni.
Tuffi e giochi d’acqua: violata nella notte la fontana del Moro in piazza Navona.
Basta leggere le agenzie e vedere il video che gira sui social.
L’ennesimo sfregio è avvenuto davanti agli occhi increduli dei tanti turisti e romani che ieri sera intorno alle 22 si trovavano nella piazza che, nonostante l’allerta terrorismo, era sguarnita di agenti e militari.
Nelle immagini – riprese dal giornalista di Radio Capital Andrea Lucatello – due ragazzi giocano tra i busti delle vasche per poi saltare fuori e scappare via.
L’ennesimo sfregio alla città in un’estate infuocata anche dalle polemiche sulla sorveglianza dei monumenti della capitale sempre più spesso violati dai “nuovi barbari”.
L’ultimo caso solo pochi giorni fa, quando qualcuno ha scaricato una lattina di olio per motore nella fontana di piazza Bocca della Verità .
Percepite, gente, percepite.
(da agenzie)
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Agosto 19th, 2017 Riccardo Fucile
NELLA SPIAGGIA DI CAGLIARI, LA REAZIONE DI TRENTA BAGNANTI SARDI IMPEDISCE IL PESTAGGIO DI UN RAGAZZINO SENEGALESE
Una trentina di bagnanti cagliaritani ha fatto cordone impedendo il pestaggio di un giovanissimo
ambulante senegalese da parte di alcune coppie di turisti campani che si trovavano al Poetto, la spiaggia di Cagliari.
È accaduto ieri pomeriggio verso le 17, nei pressi dello stabilimento Le Palmette.
Senza alcun motivo concreto il gruppetto di turisti – una decina e tutti adulti sulla cinquantina – avrebbe iniziato ad urlare contro l’ambulante, richiamando l’attenzione degli altri bagnanti.
Gli aggressori hanno preso i bastoni di alcuni ombrelloni, dirigendosi verso il malcapitato ambulante.
A quel punto una trentina di bagnanti del luogo si è frapposto, facendo cordone attorno al ragazzo.
Il gruppetto di turisti è andato coraggiosamente via prima che sul posto arrivasse una pattuglia della Polizia chiamata dalle persone che hanno assistito al tentativo di aggressione.
Di pochi giorni fa un caso simile, sempre a Cagliari.
Un gruppo di persone su un bus è intervenuta a favore di un migrante a cui non era stato dato il tempo di obliterare il biglietto.
Bene, si comincia a reagire contro la fogna razzista.
(da agenzie)
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Agosto 19th, 2017 Riccardo Fucile
UNA DEI DUE RIFIUTI UMANI ARRESTATI E’ UNA RAGAZZA DI 19 ANNI, MADRE DI UN BAMBINO DI TRE MESI: SARA’ PORTATRICE DI “VALORI IDENTITARI” DA NON INQUINARE?
“Di ingiustizie ne ho subite tante da quando sono in Italia. Ho avuto difficoltà a trovare casa, poi con i colleghi a lavoro. L’altra sera la frase che mi ha terrorizzata di più è stata ‘ti facciamo abortire’. Gli insulti non mi interessavano, ho avuto paura per il mio bambino”.
Seduta a terra, una mano appoggiata sul divano e l’altra a massaggiare la schiena che non smette di far male, Barry parla a voce bassa, interrotta dalle fitte che a momenti sembrano toglierle il fiato.
Mercoledì sera una coppia di giovani italiani di 19 e 22 anni l’ha rapinata, insultata e picchiata a bordo di un bus a Rimini.
Ieri il gip ha convalidato il loro arresto: il ragazzo resterà in carcere, la fidanzata – mamma di un bimbo di tre mesi – andrà ai domiciliari, il caso è in mano al pm Davide Ercolani.
Il sindaco della città romagnola, Andrea Gnassi, ha chiamato questa donna di 39 anni di origini sudafricane dicendole di non sentirsi sola e che il Comune si costituirà parte civile.
Cosa ricorda di quella sera, Barry?
“Sembra tutto un film lontano, veloce. Ricordo che ero sul bus e stavo andando a lavoro. Poi ho visto una mano che velocemente usciva dalla mia borsa col cellulare. Era uno dei due ragazzi che mi ha aggredito. Ho gridato: “Ridammelo”. Lui lo ha buttato a terra, in mezzo alle mie gambe. Poi hanno cominciato a insultarmi e a colpirmi. Mi hanno dato uno schiaffo forte in faccia”.
Cosa le dicevano?
“Negra di m., ti ammazziamo, ti facciamo abortire, torna a casa. Ho avuto paura per il mio bambino, degli insulti mi interessava poco. Ho chiesto aiuto ma nessuno dei passeggeri faceva niente, forse avevano paura anche loro. Solo l’autista è intervenuto. Quando ha fermato l’autobus e si sono aperte le porte, mi hanno spinta a terra e hanno continuato a colpirmi. Anche quando è arrivata la polizia loro mi insultavano. Sono rimasta a terra, non ero più cosciente”.
La ragazzina potrebbe essere sua figlia, ha 19 anni.
“Come può essere così una ragazza di 19 anni, come può essre così violenta? Come diventerà da grande? E’ anche una mamma”.
Se la incontrasse cosa le direbbe?
“Nella vita è meglio non incontrare più persone così”.
Da quanto tempo è in Italia?
“Da 13 anni. Sono qui con mio marito e tre figli di 11, 9 e un anno e mezzo. Mio marito ora è fuori Italia perchè fa l’antiquario. Ci siamo sentiti, ha avuto paura pure lui”.
E’ il primo caso di razzismo che è costretta a subire?
“Faccio la cameriera in albergo e una volta, in un hotel dove lavoravo, un collega mi dice le stesse frasi che ho sentito l’altra sera: ‘Torna a casa’. In passato ho avuto difficoltà pure a trovare un appartamento dove stare”.
Gli italiani sono razzisti?
“Ho subito tante ingiustizie in questi anni. Eppure su questo divano ho ospitato anche gente che non sapeva dove andare a dormire, sa? E anche italiani. A pranzo qui vengono i compagni di classe dei miei figli e pure i loro genitori, sono una brava cuoca”.
E’ preoccupata per i suoi figli?
“Dopo quello che è successo ho paura. Spero che loro non debbano subire tutto questo”.
(da “La Repubblica”)
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Agosto 19th, 2017 Riccardo Fucile
LO STUDIO DI INTESA SAN PAOLO: IN CALO LE ITALIANE – 2,9%, LE IMPRESE DEI CITTADINI IMMIGRATI HANNO SAPUTO REAGIRE MEGLIO ALLA CRISI E HANNO RAGGIUNTO IL 9% DEL TOTALE
I lavori che gli italiani non vogliono più fare, per lasciarli agli immigrati? 
All’elenco si può aggiungere anche l’imprenditore. perchè negli anni della crisi, le aziende fondate e gestite da immigrati stranieri hanno saputo reagire molto meglio rispetto alle aziende “italiane”.
Hanno contenuto il calo del fatturato e hanno rivelato una maggiore propensione all’export e alla registrazione di nuovi marchi.
Complessivamente, nel periodo più “buio” della recessione hanno visto comunque crescere il loro numero, mentre quello delle imprese gestite da italiani è in calo.
Lo rivela l’ultimo report della direzione Studi&Ricerche di Intesa Sanpaolo, il quale ha preso in esame il periodo compreso tra il 2012 e il 2015.
Emerge, innanzitutto, un netto aumento delle aziende fondate da migranti nel nostro paese arrivato a coprire il 9 per cento del totale delle imprese registrate.
Questo ha permesso di contenere il saldo negativo tra imprese aperte e chiuse: tra il 2012 e il 2015, il numero delle imprese registrate nelle camere di Commercio è sceso dello 0,9%: è la sintesi di una contrazione del 2,9% delle imprese italiane e di un aumento del 21,3% delle imprese fondate da migranti.
Un successo quello degli stranieri in Italia che dipende anche e soprattutto – come emerge dallo studio – dalla loro capacità di reagire alla crisi, ad esempio aumentando le vendite – e quindi il fatturato – lavorando sul taglio dei prezzi.
Ma il vero segreto del successo dell’impresa straniera è stata la capacità di reagire alla crisi: le imprese straniere segnalano valori superiori alle imprese italiane in riferimento a tutti gli indicatori di crescita.
Si parte proprio dalle vendite: le imprese di migranti le hanno viste crescere del 17,7% contro il +10,1% delle italiane.
In termini di addetti impiegati abbiamo un +26,6% contro il 14,2%.
Il fatturato è in calo per entrambe le categorie, ma le imprese di migranti fanno un po’ meglio (-6,8%), rispetto alle italiane (-7,8%).
Se non altro, nell’ultimo periodo si registra una inversione di tendenza che riguarda sia imprese di immigrati che italiane: tra aprile e giugno 2017, sono fallite 3.008 imprese, contro le 3.537 del corrispondente periodo del 2016 con una frenata del 15% che segna una conferma del risultato dello scorso anno, quando si era già registrato un -3% rispetto al 2015.
Lo studio ha preso in esame un campione di oltre 135 mila imprese del manifatturiero e di alcuni servizi più aperti al mercato (alloggio e ristorazione, servizi alle imprese, ICT, trasporti e logistica).
Gli imprenditori stranieri in Italia provengono soprattutto dall’Est Europa (37,7%) e dall’Asia (32,8%), il 15,6% proviene dall’Africa, il 13,9% dall’America Latina.
(da agenzie)
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