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BERLUSCONI CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE: DEFINI’ RENATO SORU “UN FALLITO”

Luglio 19th, 2019 Riccardo Fucile

LA SENTENZA DOPO DIECI ANNI: DOVRA’ PAGARE 40.000 EURO

Quarantamila euro di risarcimento. Questo è quanto è stato deciso dal tribunale di Cagliari nel processo civile contro Silvio Berlusconi.
Il leader di Forza Italia era stato citato a giudizio dall’ex europarlamentare del Partito Democratico Renato Soru dopo una dichiarazione diffamatoria durante la campagna elettorale del 2009 nel bel mezzo di un’intervista rilasciata a Studio Aperto, su Italia 1. Dopo dieci anni l’ex presidente del Consiglio dei Ministri dovrà  pagare questa sanzione per aver definito l’allora candidato alla conferma alla guida della Regione Sardegna «un fallito».
Un processo andato avanti per tantissimi anni e conclusosi oggi quando il giudice del Tribunale di Cagliari, Nicoletta Leone, ha condannato in sede civile Silvio Berlusconi per il reato di diffamazione.
Erano le ore calde di una vecchia e combattuta campagna elettorale, quando il leader di Forza Italia pronunciò alcune offese pubbliche nei confronti di Renato Soru durante il telegiornale di Italia1.
Per questo motivo dovrà  pagare una sanzione di 40mila euro come risarcimento danni per quanto detto durante un comizio.
Silvio Berlusconi aveva definito il fondatore di Tiscali «un fallito» su tutta la linea: da quella imprenditoriale a quella politica. Lo aveva attaccato sia per quel che concerne la gestione della sua azienda, sia per il suo modo di guidare il governo dell’Isola di cui era (all’epoca) il Governatore uscente.
Per questo motivo l’ex presidente della Regione sarda aveva dato mandato agli avvocati Fabio Pili e Giuseppe Macciotta di querelare l’ex presidente del Consiglio.
L’intervento dei giudici è arrivato, ma solo dopo dieci lunghi anni si è arrivati a una sentenza come quella di oggi che ha dato ragione a Renato Soru e ai sui legali, ritenendo diffamatorio quell’intervento fatto anche durante un’intervista a Studio Aperto. In sede penale, l’ex governatore, aveva invece deciso di rimettere la querela nei confronti di Berlusconi.

(da agenzie)

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CAROLA IN VOLO PER LA GERMANIA DA PERSONA LIBERA: I SOVRANISTI SE LO SONO PRESO NEL CULO

Luglio 19th, 2019 Riccardo Fucile

MA GLI ANDRA’ PEGGIO QUANDO BUSSERANNO ALLE PORTE DEI 2000 DELINQUENTI SFIGATI CHE ANCORA OGGI L’HANNO INSULTATA E MINACCIATA

Insulti in rete, considerazioni volgari sull’aspetto fisico e sulla sessualità , minacce fisiche contro Carola Rackete che poco fa è partita, libera cittadina, alla volta della Germania dopo essere stata interrogata ieri dai magistrati sulla vicenda della Sea Watch.
Sul profilo facebook del ministro dell’interno Matteo Salvini che scrive “Non vedo l’ora di espellere questa viziata comunista”, cosa impossibile essendo la giovane tedesca libera cittadina dopo l’incontro a palazzo di giustizia di Agrigento, Carola viene bersagliata in pochi minuti da oltre 2mila commenti sprezzanti, molti dei quali dai toni gravemente offensivi da codice penale.
Dopo il sequestro di Sea Watch 3, Rackete ha chiesto alla magistratura italiana l’oscuramento del profilo facebook del vicepremier.
Lo ignorano, evidentemente, i seguaci della pagina social di Salvini che intervengono in calce al post nel quale il ministro dell’Interno definisce la comandante “la nuova eroina della sinistra” e ricorda come sia “stata interrogata per quattro ore… Ci sarà  un giudice che almeno stavolta farà  rispettare le leggi, la sicurezza e la dignità  del nostro paese? io non vedo l’ora di espellere questa viziata comunista tedesca e rimandarla a casa”, dice Salvini, che ieri sera nel corso di un comizio aveva definito Rackete ‘zecca’.
Il termine ricorre anche nei commenti dei sostenitori di Salvini. Ma è tra i più bonari. Come ha verificato l’agenzia Dire sulla pagina fb del ministro si arriva alla minaccia fisica nei confronti della comandante. E non solo. “Non mi piace per niente questa faccia da c..O col suo ghigno sicuro al servizio di Soros, ma dove non arriva la giustizia umana arriverà  quella divina. Trema rasta trema”, dice franca gbs. Enrico Lucchetti invoca il ritorno della pena di morte, così, dice “ne puniamo una per educarne cento”.
Mentre pensa alla violenza fisica il sostenitore che si firma Adelin Toluntan: “io a questa se la trovo per strada ce li ficco due schiaffi. Ha pure la faccia da schiaffi”
La maggior parte dei commenti si concentra sull’aspetto fisico di carola rackete. “Sfigata”, “zozza”, “comprati uno shampoo”, “quelli come lei i tedeschi le chiamano barbone”, sono solo alcuni degli insulti. Che si focalizzano anche sull’abbigliamento. Mario di martino si chiede: “ma una maglietta e un reggiseno un poco più adeguati per andare in tribunale no? questa in germania non se la incu… Nessuno”. Segue dibattito sulle tedesche in spiaggia senza reggiseno
Gli insulti risparmiano ben poco: dai capelli, “un cespuglio”, al seno, “quelle susine appassite”, alla faccia “da culo”, e ancora “fabbrica di pidocchi”, “vagabonda”. Wolfgang antonelli: “però prima di mandarla via una bottarella c’è (scritto così, ndr) la darei”
Solo ieri il parlamento ha approvato il codice rosso contro la violenza sulle donne

(da agenzie)

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STANNO AFFONDANDO NEL RIDICOLO: ORA NESSUNO VUOLE PIU’ IL COMMISSARIO UE

Luglio 19th, 2019 Riccardo Fucile

PRIMA LEGA E M5S SI CONTENDEVANO LA SCELTA, ORA ENTRAMBI SCAPPANO… VON DER LEYEN FA IL GIRO DELLE CAPITALI LA PROSSIMA SETTIMANA, ESCLUSA ROMA

“Noi stiamo lavorando ai progetti e alle cose da fare, non alle poltrone”, dice Matteo Salvini. Dopo il ritiro di Giancarlo Giorgetti dalla candidatura per il posto di commissario europeo a Bruxelles, la Lega passa la mano al M5s.
Ma incredibilmente, invece di raccogliere, il Movimento passa a sua volta. “Mi spiace che Giorgetti si sia ritirato, sceglieranno loro chi indicare — dice Luigi Di Maio – La mia parola è una: ho sempre detto che il commissario alla Concorrenza, che si occupa di tutto e che è fondamentale per l’italia, deve essere della Lega”.
C’era una volta il tempo — prima delle europee – in cui i partner di governo si contendevano il diritto a scegliere il commissario per la nuova squadra della tedesca Ursula von der Leyen.
Ora invece nessuno smania per avere un suo uomo a Bruxelles – o meglio donna, ha più chance con la nuova presidente.
Sembra una farsa, ma è realtà .
Cosa è successo? Dopo che von der Leyen ha chiuso la porta al commissario leghista, gli eurodeputati del Carroccio hanno votato no in Parlamento, con l’ormai nota piroetta in extremis martedì scorso: al photo finish fu no.
Il M5s è rimasto invece sul sì, fedele al patto sulle nomine che Giuseppe Conte ha approvato al Consiglio europeo dello scorso primo luglio a Bruxelles, benchè proprio quello stesso patto parlasse di un commissario leghista in squadra, per ammissione del premier stesso.
Ad ogni modo, strali di accuse, sfiorata la crisi di governo che sembra rientrata, ora resta comunque il problema di indicare il commissario (ne spetta uno per ogni paese europeo). Ma non c’è la fila per fare quel benedetto nome.
Salvini al momento sceglie l’unica carta possibile per uscire dall’angolo in cui si è infilato: niente Giorgetti, niente nomi alternativi.
Così la commissione nascerà  senza un suo uomo – o donna che sia – e la Lega sarà  libera di attaccare Bruxelles soprattutto in autunno, quando ci sarà  da discutere della manovra, leggi: flat tax.
Ma è proprio questo il timore del Movimento: mettere il cappello sul nome di un candidato, significa presentarsi disarmati al prossimo e certissimo match con il partner di governo, significa finire nel mirino leghista assimilati ai ‘burocrati’ europei. Per cui, stallo.
Da Bruxelles intanto fanno sapere che indicare una donna sarebbe la via migliore per ottenere il risultato. Soprattutto se si punta a un portafoglio di peso come la Concorrenza.
Von der Leyen resta fedele alla sua idea di formare una commissione perfettamente equilibrata tra donne e uomini. Finora solo 15 paesi hanno presentato una candidatura e tra queste solo 5 sono donne, compresa la stessa presidente. Pochissime dunque.
Tra loro, la danese Margrethe Vestager, attuale commissaria alla Concorrenza e futura vicepresidente, la bulgara Maryia Gabriel, attuale commissaria al Digitale, la ceca Vera Jourova, attuale commissaria alla Giustizia.
Non c’è molto tempo. La prossima settimana von der Leyen farà  un giro delle capitali europee per incontrare i leader ed entrare nel vivo della composizione della squadra.
Dovrebbe andare a Parigi e Madrid, agenda ancora non fissata ma per ora Roma non c’è (è già  stata a Berlino in questi giorni, subito dopo il voto a Strasburgo).
Entro la fine del mese vorrebbe completare il puzzle, anche se la penuria di candidate donne complica un po’ il quadro. Il punto è che arrivare tardi significa rischiare di perdere il treno della commissione: potrebbero restare solo posti in piedi.
Eppure l’esecutivo gialloverde si incastra di nuovo nella solita diatriba tra Lega e M5s. Anche se il Movimento ha assunto ufficialmente una linea europeista, con il sì a von der Leyen, linea che in teoria dovrebbe portarlo a concentrarsi subito sulla scelta del candidato, approfittando dello smarcamento leghista. Non è così.
Prevale la diffidenza reciproca dettata dal peso che la propaganda anti-europea ha sull’elettorato.
E allora girano dei nomi che sembrerebbero un po’ a vuoto per ora: la ministra della Lega Giulia Bongiorno, per dire. Anche se dal Movimento sottolineano che non ha le competenze economiche adatte ad un portafoglio come la concorrenza.
Oppue si pescherà  su un tecnico d’area, già  ma quale? Magari esterno a entrambe le forze di governo, tipo l’ambasciatore Giampiero Massolo. Ma è uomo.
Se non ha abbastanza donne a bordo, von der Leyen potrebbe chiedere ai paesi di riformulare le loro scelte. Ecco, magari la ‘caccia alla candidata donna’ potrebbe rivelarsi un alleato dei ritardi del governo. L’unico.

(da “Huffingtonpost”)

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ANGELA MERKEL: “SUI FONDI RUSSI L’ITALIA DEVE CHIARIRE”

Luglio 19th, 2019 Riccardo Fucile

“PREOCCUPANTE IL SOSTEGNO DI MOSCA A SOVRANISTI UE”

“Un chiarimento tocca all’Italia. Penso che il Parlamento italiano o altri chiederanno chiarezza sulla vicenda”.
Così la Angela Merkel risponde a chi, nella conferenza stampa estiva, le chiede un commento sui presunti finanziamenti che la Lega avrebbe cercato in Russia.
Il metodo della Russia, sostiene Merkel, “solleva questioni. Il fatto che i partiti populisti in Europa ricevano il sostegno della Russia è motivo di preoccupazione”.
In ogni caso, le relazioni con la Russia sono “positive e ci impegniamo per mantenerle tali, ma la realtà  non sempre è come uno si augura che sia…”.
A chi chiede se la Russia possa già  avere avuto un’influenza sulla politica italiana, Merkel risponde: “Su questo non posso dire nulla”.

(da “Huffingonpost”)

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LO “SPUNTINO” CON HAMBUGER E BIRRA CHE HA TRADITO SALVINI SULLA SUA EFFETTIVA PARTENZA DA MOSCA

Luglio 19th, 2019 Riccardo Fucile

IL PROGRAMMA UFFICIALE PREVEDEVA LA PARTENZA IL 17 OTTOBRE IN SERATA, MA LA FOTO LO IMMORTALA LA MATTINA DEL 18 ANCORA A MOSCA… LA SERA PRIMA E’   QUELLA IN CUI HA AVUTO UN INCONTRO “RISERVATISSIMO” E IL GIORNO DOPO SAVOINI TRATTAVA L’AFFARE PETROLIO AL METROPOL

La passione smodata del vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini per le fotografie con il cibo — unita a quella per i social network — ha rappresentato senz’altro un tassello importante nella vicenda della sua visita a Mosca del 17 e del 18 ottobre 2018. Quella visita che si è quasi sovrapposta all’incontro che il 18 ottobre Gianluca Savoini ha avuto all’Hotel Metropol, quella dell’audio di BuzzFeed in cui avrebbe parlato con uomini di affari anche della Lega.
Stando al programma ufficiale dell’ambasciata italiana a Mosca, la visita di Matteo Salvini si sarebbe dovuta interrompere nella serata del 17 ottobre, quando sarebbe dovuto ripartire per l’Italia.
Invece, il ministro ha preferito trattenersi ancora una notte in Russia, ripartendo soltanto la mattina successiva, come documentato da questo tweet che, all’epoca, era sembrato uno dei suoi tanti innocui post motivazionali, conditi da una valanga di grassi e calorie.
«Dopo aver incontrato imprenditori italiani e ministri russi, si riparte direzione Bolzano» — aveva scritto Matteo Salvini, sfoggiando il migliore dei suoi sorrisi, un bel calice di birra, una porzione di patatine fritte con tanto di ketchup e un hamburger pieno di salse e foglie di lattuga (la carne, a dir la verità , si vede poco).
L’ambientazione è inequivocabile, così come spiega lo stesso Salvini nel tweet.
Il ministro, nella mattinata del 18 ottobre, si trova ancora nell’aeroporto di Mosca, pronto a ripartire per Bolzano, dove si era recato per tenere uno dei tanti comizi della sua campagna elettorale permanente.

(da agenzie)

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PARLA IL MANAGER ITALIANO DI EURO-IB, L’ISTITUTO BANCARIO COINVOLTO NEI RUBLI RUSSI

Luglio 19th, 2019 Riccardo Fucile

GLAUCO VERDOIA: “MERANDA MI DISSE CHE ERA IN TRATTATIVA PER L’ACQUISTO DI 3 MILIONI DI TONNELLATE DI PETROLIO DA ROSNEFT CON UNI SCONTO DEL 6,5% CHE A ME APPARIVA TROPPO ALTO”… “VANNUCCI ERA IN AFFARI CON MERANDA, LO CONFERMO”

Un’esclusiva intervista di Fabio Tonacci su Repubblica aggiunge nuovi importanti elementi al caso Russia-Savoini.
A parlare è Glauco Verdoia, manager italiano di Euro-IB, istituto bancario anglo-tedesco di investimenti e consulenza, di cui ieri L’Espresso ha diffuso copia di una lettera in carta intestata, inviata a Gianluca Savoini e firmata da un altro degli indagati dell’inchiesta, e partecipanti alla riunione del Metropol, l’avvocato Meranda.
Una lettera che appare proprio come lo sviluppo diretto dell’affare disegnato nell’albergo di Mosca.
Meranda è consulente dell’istituto con sede a Londra, ma Verdoia nega che quella lettera sia stata da lui avallata.
Ma il manager fa un racconto che conferma punto per punto la trattativa: «Meranda venne da me nell’ottobre scorso per annunciarmi che sarebbe andato in Russia per una partita di petrolio e che avrebbe incontrato delle persone, senza specificare chi fossero».
Tonacci gli chiede: Quando tornò in Italia cosa le riferì?
«Che aveva parlato con emissari della compagnia Rosneft e che c’erano buone possibilità  per concludere l’affare. La banca doveva solo normalizzare una manifestazione di interesse. Non mi disse altro, nè citò l’incontro con Savoini”
Accennò a percentuali da girare alla Lega?
«No, per noi era solo un’operazione commerciale».
La manifestazione di interesse l’avete fatta.
«Certo. Scrissi io la lettera. L’intento era comprare 3 milioni di tonnellate di prodotto petrolifero, per poi rivenderlo sul mercato a un certo numero di trader».
All’Eni?
«Non avevamo, nè potevamo avere in quella fase, accordi preventivi con l’Eni».
A Rosneft avete chiesto uno sconto del 6,5 per cento. È alto.
«Fu Meranda a suggerirmi quel valore, sostenendo che avrebbero accettato. Ero sorpreso, in effetti. Comunque, il 4,5 cento sarebbe stato riconosciuto ad eventuali compratori finali, a noi come banca sarebbe rimasto tra l’1,5 e il 2 per cento. Ma non siamo mai arrivati a quel punto, non avendo mai avuto risposta».
A chi inviò la lettera di interesse?
«A Meranda, il 29 ottobre scorso. Mi disse di scriverla rivolgendomi genericamente a Rosneft, senza indicare nomi. Per settimane non ho avuto feedback, nè da Meranda nè da Rosneft. Poi a dicembre l’avvocato mi spiegò che l’operazione non poteva andare avanti, perchè le controparti in Russia non si erano messe d’accordo. Per me la cosa morì lì, tant’è che non l’ho inserita nel nostro budget».
Ma il giornalista di la Repubblica apre anche un altro squarcio, chiedendo se davvero Verdoia conosce bene non solo Meranda ma anche il suo consulente fiscale, Francesco Vannucci, il ‘terzo uomo’ del Metropol, e se è suo socio.
«Sì, nella Società  agricola Gualdo Del Re. È una srl con cui volevamo vendere una parte delle bottiglie prodotte dall’azienda vinicola Gualdo Del Re di Suvereto. Ci chiesero loro di commercializzare un po’ del loro vino. Ma in due anni non abbiamo mai venduto una bottiglia”
Come vi siete conosciuti con Vannucci?
«Per caso, proprio al resort Gualdo Del Re, due anni e mezzo fa».
Per caso?
«Esatto. Poi una volta Vannucci è venuto al mio studio di Roma e ha incontrato Meranda. Si sono trovati bene, infatti si sono messi a lavorare insieme».

(da agenzie)

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ALTRE MINACCE A PATRONAGGIO E VELLA DA PARTE DI DELINQUENTI SOVRANISTI, RAFFORZATE LE MISURE DI SICUREZZA

Luglio 19th, 2019 Riccardo Fucile

SULLA PAGINE FB DI SALVINI CONTINUANO INSULTI E MINACCE DI MORTE A CAROLA…. INVECE CHE PROTEGGERE I MAGISTRATI FARESTE PRIMA AD ANDARLI A CERCARE A CASA UNO PER UNO E FARGLI PASSARE IL SORRISO

Più tutele per il pm di Agrigento Luigi Patronaggio, che indaga sul caso Sea Watch, e per la gip Alessandra Vella, che non ha convalidato l’arresto di Carola Rackete, disponendone la liberazione.
Entrambi sono stati oggetto di minacce e, per questo motivo, il comitato per l’ordine e la sicurezza, convocato dal prefetto di Agrigento, Dario Caputo, ha deciso di rinforzare la sicurezza nei loro confronti.
Il comitato, in particolare, ha disposto “un incremento dei meccanismi di sicurezza, specifica vigilanza e controllo, per il giudice Alessandra Vella sul luogo di lavoro, sul luogo di residenza e sui luoghi maggiormente frequentati dal magistrato”.
Il prefetto spiega: “Avevamo già  valutato la situazione del gip dopo i vari attacchi social. Il recapito di una ogiva è preoccupante e c’è un concreto aumento del rischio”.
Deciso anche un incremento della sicurezza per il procuratore Patronaggio, già  sottoposto alla tutela di due uomini dopo numerose intimidazioni dello stesso tenore subite nell’ultimo anno
Non si fermano, intanto, gli insulti contro Carola Rackete, la capitana della Sea Watch che ieri, 18 luglio, è tornata davanti ai magistrati per rispondere delle accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Dopo che Matteo Salvini l’ha definita “zecca” e ha detto che non vede l’ora espellerla, molti dei suoi follower hanno rincarato la dose.
C’è chi scrive: “Non mi piace per niente questa faccia da c..O col suo ghigno sicuro al servizio di soros, ma dove non arriva la giustizia umana arriverà  quella divina. Trema rasta trema”.
Altri si spingono oltre: un utente invoca la pena di morte, un altro promette di prenderla a schiaffi, nel caso in cui dovesse incontrarla per strada.
Non mancano molti insulti riferiti all’aspetto fisico: “Sfigata”, “zozza”, “comprati uno shampoo”, “quelli come lei i tedeschi le chiamano barbone”.
Un altro commenta il modo di vestire della capitana: “Ma una maglietta. E un reggiseno un poco più adeguati per andare in tribunale no? questa in Germania non se la incu… Nessuno”. Seguono insulti sessisti, più o meno dello stesso tono.
Chissà  se la polizia postale persegue ancora i reati…

(da agenzie)

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MIGRANTI APPRODANO A SICULIANA SOTTO LO SGUARDO DEI BAGNANTI

Luglio 19th, 2019 Riccardo Fucile

RIPRESI CON IL CELLULARE MENTRE SI STAVANO AVVICINANDO ALLA COSTA

Una cinquantina di immigrati – a bordo di un peschereccio – sono appena sbarcati sulla spiaggia di Pietre Cadute, nelle vicinanze della più nota Giallonardo a Siculiana.
A notare quel peschereccio mentre si avvicinava verso la costa, e a riprenderli con il telefono cellulare, sono stati alcuni bagnanti che affollavano l’arenile.
Pare che non appena approdati i migranti si siano diretti subito verso la strada statale 115. Qualcuno, stando a quanto si apprende, sta fornendo assistenza ad alcuni del gruppo. E lo sta facendo portando loro acqua potabile.
Qualcuno, sempre dei bagnanti, pare che abbia già  avvisato i carabinieri.

(da “Agrigento News“)

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LAMPEDUSA, ARRIVATI ALTRI 49 MIGRANTI A BORDO DI DUE BARCHINI

Luglio 19th, 2019 Riccardo Fucile

A BORDO ANCHE DONNE E BAMBINI: VIOLATI I SACRI CONFINI DELLA PATRIA…LA GDF DI FINANZA NON SI E’ FRAPPOSTA A DIFESA DEL MOLO

Non si fermano gli sbarchi fantasma a Lampedusa.
Due quelli registrati nelle ultime ore con barchini che sono giunti in autonomia nell’isola.
Intorno a mezzanotte sono arrivati in cinque, questa mattina in 44, a bordo di una imbarcazione soccorsa a largo dell’isola da una motovedetta della capitaneria di porto.
Sono per lo più tunisini, con donne e bambini.
Saranno portati al centro di accoglienza di contrada Imbriacola.

(da agenzie)

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