Luglio 14th, 2019 Riccardo Fucile
“LE TRATTATIVE DEGLI UOMINI DI SALVINI CON LA RUSSIA SONO UN TRADIMENTO DELL’ITALIA”
“Le trattative degli uomini di Salvini con la Russia di Putin rappresentano un tradimento
dell’Italia ideale, un’infedeltà alla collocazione occidentale del nostro paese e un’asservimento al progetto russo di distruzione dell’Unione Europa: una cannonata contro l’orizzonte comunitario”. Sul palcoscenico del giallo russo-leghista, Roberta De Monticelli scorge il fantasma della questione morale: “Questa storia — dice— dimostra che i partiti politici sono diventati delle macchine d’affari senza confini”.
Filosofa, docente all’università San Raffale di Milano, per definire l’era politica che viviamo, De Monticelli pesca dalle pagine de La Repubblica di Platone il modello della khakistocrazia: “Così il pensatore greco definiva governo dei peggiori, e noi siamo di fronte all’internazionalizzazione di questo schema. Mi riferisco anche a Donald Trump. Ma nel caso di Putin il richiamo al governo dei peggiori è spaventoso.La sua ideologia illiberale è riuscita a fondere i residui del bolscevismocon le venature naziste del suo patriottismo esasperato.Un miscuglio ignobile, che pure hatrovato uno spazio notevole nel dibattito politico globale”.
Tutto è cominciato una trentina d’anni fa: “Quando le democrazie liberali occidentali sono entrate in un circolo vizioso che ha alimentato la sfiducia verso le istituzioni. Specialmente, in Italia. Il governo dei peggiori — che è sempre una possibilità della democrazia — ha pian piano preso il sopravvento. Il vero problema è che già Platone considerava questo stadio come l’ultimo gradino prima dell’avvento della tirannia. E purtroppo il Novecento ha dimostrato che la sua analisi ha ancora una corrispondenza con la realtà ”.
È una torsione inevitabile?
No, non è inevitabile. Però il rischio c’è: forte, consistente e sostanziale.
C’è anche un rimedio?
Già negli anni Quaranta Altiero Spinelli aveva previsto che gli stati nazionali non sarebbero stati più in grado di alimentare il circolo virtuoso della democrazia, perchè troppo schiavi degli interessi particolari. Il rimedio è dunque una sovranità europea realmente sovranazionale, l’unica cosa che potrebbe riaprire la partita.
Il populismo non si nutre proprio delle lacune europee?
Lei di quale Europa sta parlando?
Dell’Europa che c’è.
Ce ne sono almeno due. C’è l’Unione Europea embrionale, ossia l’Europa delle istituzioni veramente comuni, che ha limitato le grandi multinazionali, ha approvato delle norme ambientali decenti, ha investito moltissimo sulla ricerca; e poi c’è l’Europa degli stati, che solitamente si occupa di disfare quel tanto di buono che la commissione e il parlamento sono riusciti a concludere.
Salvini confonde le due cose?
Salvini alimenta il più orribile equivoco, perchè definisce europee delle scelte che sono in realtà dei singoli stati, come, per esempio, le politiche sull’immigrazione di Macron.
Sull’immigrazione il vero antagonista di Salvini è il Papa?
Le parole di Francesco dimostrano una grande fedeltà alla tradizione cattolica. L’invito a salvare le persone disperate non è solo un appello a proteggere la vita dalla morte. È un richiamo a portare in salvo la fioritura di ogni singola persona, la felicità che ogni essere è chiamato a realizzare su questa terra.
Eppure, alcuni sondaggi certificano che molti cattolici condividono le idee di Salvini.
Dal punto di vista della teologia cristiana, l’idea delle radici, dei confini, delle patrie fisiche, è una dissacrazione del vero concetto di sacralità .
Perchè?
Sono andata per anni, da laica, alla ricerca della spiritualità cristiana, quella che è rimasta sepolta nei conventi, ignorata persino dalla gerarchia ecclesiastica. Ho incontrato Cristina Campo e Margherita Pieracci Harwell, due grandi interpreti di Simone Weil. Mi hanno insegnato che la vera esperienza spirituale è apertura agli infiniti orizzonti dell’anima, inclusi gli abissi che ci attraversano. Basta leggere un trattato spirituale. È un percorso infernale, altro che quiete contemplativa. È un viaggio nella vastità del nostro mondo interiore, che ha le sue estasi e i suoi traumi, le sue esaltazioni e i suoi precipizi. Può offrire tutto, fuorchè protezione, riparo, sicurezza.
Ma le persone non hanno diritto anche a questo?
Certo che ne hanno diritto, ma indurli a barattare la libertà con la tranquillità è diabolico. La gran parte delle persone nemmeno conosce tutte le possibilità che offre la vita umana. E non c’è nulla di più criminale che tenere gli uomini lontani da questa conoscenza, offrendogli come riparo una prigione.
L’esperienza spirituale che ha descritto è davvero possibile a tutti?
Sì, lo è. Anzi, è proprio questo il punto in cui si incontrano la grande tradizione umanistica da cui nasce la democrazia e il cristianesimo: la vocazione al risveglio delle coscienze, il richiamo a vivere l’esperienza morale in prima persona, con tutto il proprio cuore.
Perchè allora lei ha creduto nei 5 stelle, che sono protagonisti dell’oscurità che denuncia?
Non lo nego, ho nutrito simpatia per i 5 stelle. Credevo che avrebbero potuto immettere nel circuito della politica corrente una spinta all’idealità , diventando un antidoto alla crisi di rappresentanza della democrazia liberale.
Quando si è accorta che sbagliava?
L’allarme è suonato quando ho visto che molti parlamentari erano incapaci di contestare la decisioni che venivano calate dall’alto, ai tempi in cui ancora Grillo impartiva ordini a destra e a sinistra. Quando poi è stato siglato l’accordo con la Lega, sono rimasta semplicemente esterrefatta. La delusione più cocente l’ho provata quando hanno votato sì a uno dei più grandi condoni che siano mai stai fatti, quello di Ischia. Lì le anime belle si sono rivelate per quello che veramente erano: delle anime brutte.
Non crede che si potesse capire già ieri ciò che le è così chiaro oggi?
Forse sì, un occhio politico più attento del mio avrebbe potuto capirlo. Per questo, nella vita, io mi occupo di filosofia.
E però si è spesa molto per un governo Pd-5 stelle.
Direi che mi sono spesa disperatamente per evitare la guerra tra due forze che avevano molti più valori in comune di quelli che erano disposti ad accettare.
Sarebbe ancora possibile, quell’accordo, dopo il governo 5 stelle-Lega?
I valori conservano sempre una trascendenza rispetto alla realtà concreta. Ecco perchè la rigenerazione e la rinascita sono sempre possibili. Anche per i 5 stelle, dopo questa tremenda esperienza. Ma l’altro interlocutore, il PD, dove sarebbe?
È lì, con un nuovo segretario.
Le confesso che non ho ancora capito che idee abbia, Nicola Zingaretti.
Per questo non rifarebbe quell’appello?
Il punto non è questo o quell’accordo. Il punto è che tutte le persone hanno un’anima e un corpo, e sono pronte a seguire il meglio, oppure il peggio, a seconda di ciò che gli si offre. Se non gli si prospetta mai niente per cui valga la pensa esaltarsi, è logico che il populismo sarà più difficile da battere. E sarà un male.
Anche Salvini è il male?
Salvini non è il male in assoluto. Però funziona esattamente al contrario di ciò che suggerirebbe l’ideale. Comunica senza articolare un pensiero. Usa le più basse tecniche di comunicazione. Incarna perfettamente la degenerazione della democrazia in atto.
Perchè allora ha così tanto consenso
Questo non deve chiederlo a me.
Però se lo sarà chiesto, immagino.
Sì, certo, che me lo sono chiesto.
E che risposta si è data?
Che quando il circolo virtuoso di una democrazia si inverte, i molti, i più, smettono di accedere alla maturità morale — che è il fine del welfare e dell’istruzione. Ma una democrazia muore senza cittadini maturi, che capiscano cosa sono i valori universali. Gli umani vengono prima degli italiani.
(da “Huffingtonpost”)
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Luglio 14th, 2019 Riccardo Fucile
E LUI CHE PER CONTO DI SALVINI HA FATTO INVITARE SAVOINI ALLA CENA CON PUTIN
Claudio D’Amico – ex parlamentare leghista, assessore alla Sicurezza a Sesto San Giovanni, nonchè consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del vicepremier Matteo Salvini, l’uomo che fece invitare Gianluca Savoini alla cena che si è tenuta il 4 luglio a Roma, a Villa Madama, in onore del presidente Putin – non è soltanto un habituè dell’ex Unione Sovietica dove va spesso per viaggi, incontri e ospitate alla tv di Stato e al network Russia Today, fungendo da ufficiale di collegamento tra il Carroccio ed esponenti del governo russo.
D’Amico ha anche una passione spiccata per gli extraterrestri. Alla cui esistenza crede al punto da aver dichiarato, alla vigilia delle europee 2014 (dove fu candidato ma non eletto), di voler aprire gli archivi sugli Ufo in quanto “i cittadini europei hanno diritto di sapere se gli alieni visitano il nostro pianeta”.
Promettendo che, in caso di vittoria, avrebbe pubblicato gli archivi dei 28 Paesi dell’Unione su Internet.
(da agenzie)
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Luglio 14th, 2019 Riccardo Fucile
LA RICHIESTA FIRMATA DA CLAUDIO D’AMICO, CONSIGLIERE DI SALVINI PER LE ATTIVITA’ STRATEGICHE DI RILIEVO INTERNAZIONALE
Matteo Salvini, per carità , non l’ha mai sentito nominare questo Gianluca Savoini. Ieri il
ministro dell’Interno in un comizio a Ferrara ha parlato per ore senza mai nominare la storia della Russia e dei rubli, secondo la tattica del fumo negli occhi che con i suoi supporter sta funzionando benissimo.
Sarà per questo che oggi Ilario Lombardo sulla Stampa pubblica le richieste di Claudio D’Amico, consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del vicepremier Matteo Salvini.
«Bpomeriggio Andrea, come d’accordo ti chiedo se gentilmente può essere inserito, per il prossimo Foro di dialogo italo-russo, in programma giovedì 4 luglio al Maeci, anche il dottor Gianluca Savoini, presidente dell’Associazione culturale Lombardia-Russia, come richiestomi dall’onorevole Claudio D’Amico, consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale (del vicepremier Matteo Salvini, ndr)».
In questa mail, inviata l’1 luglio alle 17.32, firmata da “Barbara” e che la Stampa ha potuto leggere, c’è l’impronta digitale, chiara e indelebile, di chi ha invitato Savoini a brindare all’amico Vladimir Putin il 4 luglio a Villa Madama, a Roma.
Savoini vaga come un fantasma che aleggia sul destino della Lega, scaricato dal suo leader.
Ebbene: l’uomo che dieci giorni fa lo ha portato a Villa Madama e che dunque fa crollare la versione di Salvini è Claudio D’Amico, che nella corrispondenza ufficiale di Palazzo Chigi si fa chiamare ancora onorevole anche se non lo è più dal dicembre 2012.
In un’altra mail inviata a Serena, dell’Ispi, l’Istituto di politica internazionale che in questo caso svolge il ruolo organizzativo di segretariato per il Foro, è Raffaella Di Carlo, del diplomatico di Chigi, «su richiesta dell’On. D’Amico» a chiedere di inserire Savoini tra i partecipanti assieme a altri nominativi tra cui il cosmonauta Walter Villadei.
Il quotidiano piemontese aggiunge ulteriori dettagli.
“D’Amico e Savoini sono i due filoputiniani della Lega, gli uomini che hanno tessuto la rete dei contatti di Salvini con il Cremlino e gli oligarchi di Mosca. Di casa nella capitale russa, dove sono stati decine di volte, e quasi sempre a fianco del leader del Carroccio”.
(da agenzie)
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Luglio 14th, 2019 Riccardo Fucile
L’ITALIA SESTA PER NUMERO DI NUOVI IRREGOLARI SCOPERTI NEL NOSTRO TERRITORIO: 26.780
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha chiesto di rendere “più incisiva l’iniziativa in materia di rimpatri”. Il vicepremier, Matteo Salvini, ha scritto alla Tunisia per chiedere più collaborazioni e ha promesso anche l’impiego di navi di linea.
E i numeri mostrano in effetti che sul tema il nostro Paese ha non poche difficoltà . Secondo i dati Eurostat sono stati 5.615 i rimpatri di migranti irregolari che l’Italia ha effettuato nel 2018, di cui appena 435 volontari.
Un numero che ci colloca anche dietro la piccola Grecia, che condivide con noi il problema del gran numero di migranti che arrivano sulle sue coste.
Secondo l’ufficio statistico comunitario lo scorso anno nell’Ue ci sono stati 113.630 rimpatri, di cui più della metà volontari (57.545).
Gli Stati che ne hanno effettuato il maggior numero sono la Spagna (11.730), la Francia (10.820) e la Grecia (7.760).
I singoli dati per Germania, Cipro, Lituania, Olanda, Finlandia e Regno Unito non sono disponibili.
Il numero di cittadini non europei a cui è stato ordinato di lasciare il nostro Paese è calato del 25,3% tra il 2017 e il 2018, passando da 36.240 a 27.070 unità .
In termini assoluti, l’Italia è al sesto posto per ordini di espulsione dietro alla Francia (105.560), la Spagna (59.255), la Grecia (58.325), la Germania (52.930) e la Polonia (29.375).
Complessivamente gli ordini di lasciare il territorio nell’Unione europea sono stati 478.155 nel 2018, con un calo del 7,4% rispetto all’anno precedente. Il calo più marcato è stato registrato nel Regno Unito (-60,9%). La Spagna ha invece registrato un aumento del 116,7% con 59.255 ordini di lasciare il territorio nel 2018 contro i 27.340 del 2017.
In generale nonostante l’afflusso di immigrati irregolari sia ormai percepito in Italia come una vera e propria invasione i numeri raccontano una realtà differente e mostrano come le cifre siano ormai lontane da quelle della fase più acuta della crisi tra il 2015 e il 2017. Complessivamente nei 28 Stati membri dell’Ue lo scorso anno 602mila persone sono state individuate dalle forze dell’ordine in situazione di presenza illegale, con un calo del 2,8% rispetto al 2017 e del 72,1% rispetto al 2015 quando è stata registrata la cifra record.
E se guardiamo alle cifre degli altri Stati vediamo che noi siamo solo sesti nella classifica di coloro che scoprono sul proprio territorio persone entrate in maniera irregolare.
Nel 2018 gli Stati membri in cui sono stati individuati il maggior numero di cittadini non-Ue presenti illegalmente sono la Germania (134.100), la Francia (105.900), la Grecia (93.400) e la Spagna (78.300). In termini di migranti irregolari individuati, l’Italia è superata anche da Polonia (31.245) e Regno Unito (27.830).
(da agenzie)
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Luglio 14th, 2019 Riccardo Fucile
UN ALTRO BARCHINO CON SETTE MIGRANTI INTERCETTATO SOLO A POCHE MIGLIA DAL PORTO, NEL POMERIGGIO NE ARRIVA UN ALTRO CON 14 NAUFRAGHI
Proseguono a Lampedusa i cosiddetti “mini sbarchi“: in nottata un barchino con sette persone
a bordo è stato intercettato a poche miglia dall’isola da una motovedetta della Guardia Costiera che lo ha rimorchiato in porto.
Poco fa un’altra imbarcazione con 14 naufraghi è approdata nel molo Favaloro. Tutti i migranti, che sarebbero partiti dalla coste tunisine direttamente o a bordo di “navi madre”, sono stati trasferiti nell’Hot spot dell’isola.
Alarm Phone ha poi segnalato la presenza di un barchino “con 12-14 persone a bordo” alla deriva vicino a Lampedusa. “Ieri alle 20.53 un parente ci ha segnalato una barca in difficoltà che ha lasciato la Tunisia la sera prima con a bordo 12-14 persone, inclusi una donna e vari minorenni. Erano gia’ vicini a Lampedusa ma non erano in grado di mandare la posizione Gps”, scrive su Twitter il servizio che raccoglie le segnalazioni delle imbarcazioni in difficolta’ nel Mediterraneo.
“Alle 21.30 — aggiunge — siamo riusciti a contattare la barca per la prima volta. Le persone a bordo riuscivano a vedere Lampedusa ma non riuscivano a procedere oltre per mancanza di carburante. Alle 22.35, dopo aver verificato dei dettagli importanti, abbiamo allertato la Guardia costiera”.
In un terzo tweet l’ong ha scritto che “alle 23.50 la Guardia costiera ha confermato di essere in contatto con la barca e che li avrebbero cercati, ma le persone sono rimaste in mare tutta la notte. Ultimo contatto con la barca alle 7.29 di stamattina: erano ansiosi ed esausti, ancora alla deriva vicino a Lampedusa”.
“Alle 12.16 un parente delle persone a bordo ci ha riferito che la barca in difficoltà è stata portata in salvo in Italia e che le persone a bordo sono a Lampedusa. La guardiacostiera ha confermato che stanno tutti bene. Benvenuti in Europa!”.
A renderlo noto, attraverso Twitter, Alarm Phon sulla situazione di una barca partita dalla Tunisia con a bordo 12-14 persone e rimasta alla deriva vicino Lampedusa.
(da agenzie)
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Luglio 14th, 2019 Riccardo Fucile
STABILE SEQUESTRATO SU ORDINE DELLA MAGISTRATURA, NESSUNO AL VIMINALE SE N’ERA ACCORTO
L’edificio che ospita il commissariato di Polizia di Vittoria è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza nell’ambito del sequestro dei beni della famiglia Luca di Gela.
La proprietà per una quota parte del 50% è di Rocco Luca, figlio di Salvatore, finito in carcere assieme allo zio con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. L’affitto che il Ministero dell’Interno ogni anno paga ai proprietari dell’immobile è di 105 mila euro. La notizia arriva mentre il paese del Ragusano è sotto shock per la morte di Alessio e Simone, i due cuginetti uccisi da un suv con a bordo i rampolli dei boss.
I Luca, a cui fa capo il gruppo Lucauto di Gela, sarebbero subentrati al 50% nella proprietà dello stabile dopo che lo stesso era stato messo all’asta dal Tribunale di Ragusa nel 2012.
La rimanente parte dell’edificio è di un commerciante di Vittoria.
“Da mesi stiamo cercando un’altra sede per ragioni funzionali. Abbiamo avviato un’interlocuzione prima con l’amministrazione del Comune di Vittoria, poi sciolta per mafia, poi con i commissari straordinari. Adesso, con la notizia del sequestro, è chiaro che questo percorso ha subito un’accelerazione”, dice il questore di Ragusa, Salvatore La Rosa.
Il commissariato dovrebbe andare nei locali dell’ex tribunale di Vittoria. “E’ chiaro che servirà prima una delibera e poi dei lavori di adeguamento”, continua La Rosa.
Per il questore “l’importante è distinguere la proprietà del bene, con la nostra attività . Siamo due mondi lontanissimi”.
Il commissariato è lì dal ’95-’96, Luca è subentrato nel 2012, ma nessuno al Viminale se n’è accorto?
(da agenzie)
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Luglio 13th, 2019 Riccardo Fucile
LO CERTIFICA “SPUTNIK NEWS” BRACCIO MEDIATICO DI PUTIN IN OCCIDENTE… SALVINI 9 VOLTE A MOSCA IN 4 ANNI
“My official representatives Gianluca Savoini and Claudio D’Amico”. Mio rappresentante
ufficiale.
Intervistato dal sito International Affairs il 17 novembre 2014, Matteo Salvini definiva così Gianluca Savoini, il presidente dell’associazione Lombardia-Russia che il 18 ottobre 2018 al Metropol Hotel della capitale russa parlò con tre russi di un presunto finanziamento di 65 milioni di dollari alla Lega.
Incontro per il quale l’ex portavoce è indagato per corruzione internazionale dalla procura di Milano.
Savoini è l’uomo che da sempre cura i rapporti tra via Bellerio e la Russia.
Sputnik News, braccio mediatico di Vladmir Putin in Occidente, lo definisce “responsabile dei rapporti con la Russia per la Lega Nord”.
IlFattoQuotidiano.it ha ricostruito 9 viaggi ufficiali fatti dal leader del Carroccio nel Paese di Vladimir Putin tra il 2014 e il 2018. E Savoini era sempre presente.
10-15 OTTOBRE 2014 — Una delegazione della Lega guidata da Matteo Salvini, arriva a Mosca per incontrare esponenti istituzionali russi per ribadire la propria contrarietà alle sanzioni occidentali. A parlare con l’agenzia Ansa a nome della delegazione è Gianluca Savoini: “Oggi incontriamo il presidente della Commissione Esteri della Duma, Aleksei Pushkov, e il ministro russo per la Crimea, Oleg Saveliev”. La delegazione leghista ha in programma anche una puntatina in Crimea: “Domenica terremo una conferenza stampa a Simferopoli con i media locali, lunedì invece incontreremo il presidente Serghiei Aksionon e alcuni ministri della Repubblica di Crimea”, aggiungeva Savoini.
8 DICEMBRE 2014 — Salvini torna a Mosca con Savoini per la conferenza economica dal titolo Russia-Italia: salvare la fiducia e la partnership alla Duma federale e a chi gli domanda se si aspetta finanziamenti per la Lega spiega: “Non cerco regali, ma un prestito conveniente come quello concesso alla Le Pen lo accetterei volentieri. Lo accetterei da chiunque mi offrisse condizioni migliori di, per esempio, Banca Intesa“, è il virgolettato riportato il 9 dicembre da La Repubblica. D’altronde “i comunisti sono andati per 50 anni a Mosca e tornavano coi valigioni pieni di soldi, e quei soldi andavano bene…”, spiegava quel giorno a Radio Padania.
14 FEBBRAIO 2015 — Il segretario leghista è di nuovo a Mosca: “Il segretario della Lega Matteo Salvini ha incontrato privatamente esponenti politici, culturali e imprenditoriali russi nel corso di una rapida visita a Mosca. Tra gli appuntamenti, quello con il responsabile dei rapporti esteri del partito putiniano Russia Unita, Andrey Klimov. Lo ha reso noto il portavoce di Salvini, Gianluca Savoini, senza precisare la data della visita”, riportava l’Ansa quel giorno.
24 FEBBRAIO 2015 — Salvini torna a Mosca e viene intervistato da Sputnik News, braccio mediatico e voce ufficiale di Vladimir Putin in Occidente, e da Rossiya Segodnya.
16-17 DICEMBRE 2015 — Il segretario vola a Mosca e il giorno dopo tiene una conferenza stampa nella sede di Rossiya Segodnya. “Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini sarà domani a Mosca per una visita di due giorni. Lo si apprende da Gianluca Savoini, presidente dell’Associazione Lombardia-Russia, che accompagnerà il leader del Carroccio nella missione in Russia”, recita un’Ansa del 16 dicembre.
Lo stesso giorno in cui sul profilo Facebook dell’associazione Lombardia-Russia compare una foto che ritrae il presidente con Putin: “Domani arriverà anche Matteo Salvini“, si legge nel post.
28 GIUGNO 2016 — La Lega vola a Mosca per il convegno di Russia Unita, il partito di Putin. “Fra le oltre 40 delegazioni dei partiti esteri invitati c’era anche la Lega Nord. L’invito è stato fatto al segretario federale del Carroccio, Matteo Salvini, che non ha potuto essere presente a causa degli impegni politici già fissati. Al congresso del principale partito di governo la Lega è stata rappresentata da Gianluca Savoini, responsabile dei rapporti con la Russia per la Lega Nord“, riportava quel giorno Sputnik News.
19 NOVEMBRE 2016 — Salvini è di nuovo a Mosca “per la sua quarta missione russa” e due giorni prima Sputnik News definisce di nuovo Savoini “responsabile della Lega per i rapporti con la Russia”. Il 15 Savoini spiegava all’Ansa: “Venerdì saremo in mattinata alla Duma per incontri istituzionali e faremo una conferenza stampa nella sede di Ria Novosti alle 14.30″. Il 18 il segretario fa una puntata nella Piazza Rossa e si fa fotografare con un manifesto anti-referendum costituzionale voluto da Matteo Renzi che recitava “Io voto ‘No’, a dicembre Renzi a casa”. Nella foto c’è anche Savoini, che il 17 a Sputnik News spiegava: “Insieme a Matteo Salvini si tratta della quarta visita in due anni”. E che è protagonista anche di un altro scatto, quello con Salvini e il parlamentare leghista Claudio D’Amico nella sede dell’agenzia Ria Novosti.
6-7 MARZO 2017 — “Il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini sarà oggi in visita a Mosca per la firma di un accordo con il partito ‘Russia Unita’. Lo ha confermato a Sputnik Gianluca Savoini, a capo dell’associazione culturale Lombardia-Russia”, scrive quel giorno il braccio mediatico di Putin in Occidente.
Il 7 marzo sul profilo Facebook dell’associzione Lombardia-Russia Savoini pubblica due foto scattate nella capitale russa: la prima lo ritrae in compagnia del suo segretario nella Piazza Rossa e nel post annuncia che sarà in diretta su Radio Padania “per parlare dell’incontro di ieri che sia lui che Matteo Salvini hanno avuto con il ministro degli Esteri Serghiei Lavrov”; nell’altra è in compagnia del capo della diplomazia del Cremlino.
15-16 LUGLIO 2018 — Nelle vesti di vicepremier del governo M5s-Lega Salvini vola nella capitale russa per la finale dei mondiali di calcio Croazia-Francia e con lui, riporta Sputnik, c’è Savoini. Riguardo a questa visita giovedì scorso una portavoce del ministro dell’Interno ha consegnato questo virgolettato a La Repubblica: “Gianluca Savoini non ha mai fatto parte delle delegazioni ufficiali in missione a Mosca con il ministro nè a quella del 16 luglio 2018 nè a quella del 17 e 18 ottobre dello stesso anno”. Eppure Savoini il 17 luglio 2018 diceva l’esatto contrario allo stesso quotidiano: “Ho sempre fatto parte delle delegazioni in Russia di Matteo Salvini sin da quando veniva in visita nella Federazione come segretario della Lega. Visite che ho contribuito a organizzare“.
Nella stessa direzione va una mail del 17 luglio 2018 pubblicata oggi da Buzzfeed, il sito americano che ha pubblicato l’audio integrale dell’incontro del 18 ottobre 2018: “Lunedì scorso (il 16 luglio, ndr) Savoini faceva parte della delegazione di Salvini in veste di membro dello staff del ministro”, scriveva Savoini a Buzzfeed.
17-18 OTTOBRE 2018 — E’ la visita in cui (il 17) Salvini incontra il vicepremier Dmitry Kozak e (il 18) Savoini parla al Metropol Hotel con tre uomini russi di un presunto finanziamento di 65 milioni alla Lega. Colloquio raccontato a febbraio da L’Espresso e di cui Buzzfeed ha pubblicato un audio su internet.
Ma Savoini è al fianco del leader anche nelle occasioni ufficiali in Italia. Il 5 luglio 2016 a Milano il Consiglio regionale ha votato e approvato la mozione presentata dalla Lega Nord che vede il riconoscimento della Crimea come parte della Russia e la richiesta di togliere le sanzioni alla Russia. Savoini “immancabilmente presente sul posto“, scrive Sputnik News.
Il 7 giugno 2018 a Villa Abamelek, residenza dell’ambasciatore del Cremlino a Roma Sergey Razov, si tiene il tradizionale ricevimento in omaggio alla festa dell’Indipendenza russa. E chi c’è al fianco del neo-vicepremier del governo gialloverde?
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Luglio 13th, 2019 Riccardo Fucile
FALLIMENTARE LA STRATEGIA DI SALVINI DI PARLARE DI “FANTASIE”, ANCHE NELLA LEGA MOLTI ORA TEMONO SVILUPPI
Più si rivela inefficace, più insiste con la stessa linea difensiva: non parlare dell’affaire russo o, quando costretto, relegarlo a “fantasia”, a inchiesta “ridicola”, a cose che non gli interessano perchè a lui importa solo della “vita reale”.
Ma l’impegno profuso dal vicepremier Matteo Salvini nello sviare l’attenzione dalla questione dei finanziamenti alla Lega, su cui sta indagando la Procura di Milano, si sta rivelando vano. E anche nel suo partito, seppur blindato nel massimo riserbo, iniziano a serpeggiare dubbi sulla reale efficacia della strategia comunicativa adottata dal leader.
Perchè c’è la propaganda e poi c’è l’evidenza dei fatti che ogni giorno si arricchisce di nuovi elementi: nuovi personaggi, nuove prove dello stretto legame tra il presidente dell’Associazione Lombardia Russia e il leader del Carroccio, nuovi passi annunciati dai magistrati.
Ogni giorno ha la sua pena per quanto si faccia finta di non provarla. Si parte dalle rivelazioni del secondo uomo italiano presente al Metropol di Mosca il 18 ottobre scorso insieme a Savoini, vero anello di congiunzione tra la Lega e i più alti ambienti istituzionali russi.
L’avvocato Gianluca Meranda, nella sua lettera inviata a Repubblica, ha confermato l’esistenza della trattativa tra alcuni uomini d’affari russi e Savoini per far arrivare – questa è l’ipotesi – 65 milioni derivanti dal petrolio alla Lega per finanziare la campagna elettorale delle Europee. Trattativa che, come spesso accade, non si perfezionò, dice il legale. Identificato nella trascrizione dell’incontro diffusa da BuzzFeed come “il banchiere Luca”, in realtà Meranda è un avvocato internazionalista che lavora, tra le altre cose, “anche nel ramo del diritto d’affari”. Co-fondatore dello studio Sq-Law con sede a Roma e a Bruxelles, ha partecipato alla riunione del Metropol come “general counsel di una banca d’affari anglo-tedesca (…) interessata all’acquisto di prodotti petroliferi di origine russa”.
Forse involontariamente, Meranda rivela un altro particolare della vicenda: “Confermo di aver conosciuto il dottor Gianluca Savoini e di averne apprezzato l’assoluto disinteresse personale nei pochi incontri avuti in relazione alle trattative”. Ci sono quindi stati altri incontri tra i negoziatori, prima che la trattativa naufragasse. Quanto agli altri presenti la sera del 18 ottobre, “sono professionisti che a vario titolo si occupano di questa materia, esperti sia in compravendite internazionali, sia di prodotti specifici (oil products) che in quel momento erano oggetto del negoziato”.
Da Meranda arrivano quindi nuovi elementi che dovranno essere valutati dai magistrati di Milano che lo convocheranno a breve in Procura, ancora non si sa se come indagato o persona informata sui fatti. Meranda ha poi aggiunto all’Ansa di aver incontrato diverse volte Savoini, così come ha visto Matteo Salvini ma “non è stato per questioni professionali.
Visto il ruolo di ministro che lui riveste, posso dire di averlo incontrato in occasioni pubbliche”, si è limitato a dire. Il resto dovrà spiegarlo ai pm milanesi, che stanno già pensando a una rogatoria per capire se la trattativa sia andata in porto o meno, se sia avvenuto il trasferimento in Italia di presunti fondi illeciti e se sospette ‘stecche’ siano finite nelle tasche di funzionari russi.
Una lunga serie di opacità che il leader della Lega non ha intenzione di chiarire in Parlamento: “Le indagini facciano il loro corso, facciano in fretta. Io vado in Aula a parlare di quello che succede realmente, non di supposizioni e fantasie”. Ostentare tranquillità sempre e comunque, nonostante intorno la bufera politica non accenni a placarsi, facendo così risultare i suoi tentativi di spostare l’attenzione mediatica, alla fine, tanto goffi quando inutili: un tweet per chiedere di approvare subito una legge sulla “castrazione chimica” per gli stupratori, un attacco agli “zingari” che non pagano per i servizi, un affondo contro “l’ipocrisia francese” e la “ricca tedesca” Carola che deve andare al suo posto, “in galera”. Espressioni a cui il leader leghista ha abituato, seppure forse mai viste in così rapida successione. Sintomo, ancora, della necessità di sviare.
Nel frattempo tornano a circolare altri tweet e foto che rivelano come la sua conoscenza di Savoini fosse in realtà consuetudine e un rapporto antico e collaudato. Con lui è andato ben nove volte in Russia dal 2014 in poi. Certo, al momento non si sa ancora a quale titolo sia stato invitato alla cena di Stato a Villa Madama con Putin e Conte, nè chi lo abbia fatto. Per Salvini conta ancora la prima “spiegazione” fornita: “Vado in giro con centinaia di persone, cosa facciano e cosa chiedano a nome loro non mi è dato saperlo”.
Insomma, un imbucato di professione. Eppure il presidente dell’Associazione Lombardia Russia si vantava di “accompagnare” Salvini, già ministro, nei suoi viaggi istituzionali: “E’ stato per me un enorme piacere poter accompagnare il Ministro Matteo Salvini nel corso della sua visita ufficiale a Mosca . Proprio nel giorno in cui a Helsinky Putin e Trump confermavano la nostra linea di dialogo”, scriveva su twitter Savoini dopo l’incontro tra la delegazione italiana e il ministro dell’Interno russo Vladimir Kolokoltsev e alcuni membri del Consiglio di sicurezza nazionale di Mosca. In una mail inviata a BuzzFeed che gli chiedeva conto della sua presenza a quel tavolo, Savoini nel luglio 2018 scriveva: “Non ho ufficio al ministero, ma collaboro con Matteo Salvini a seconda delle sue richieste. Conoscendoci da sempre”.
In una seconda mail, sempre legata a quel viaggio, veniva spiegato che “Savoini faceva parte della delegazione del Ministro Salvini in veste di membro dello staff del Ministro, così come ha sempre fatto parte dello staff di Salvini quando era soltanto segretario politico senza incarichi di governo”. La scorsa settimana il Viminale aveva diffuso una nota in cui affermava che “Savoini non ha mai fatto parte delle delegazioni ufficiali in missione a Mosca con il ministro nè a quella del 16 luglio 2018 nè a quella del 17 e 18 ottobre dello stesso anno”. Salvini non replica ma fa uscire un’altra nota dal suo ministero, in cui si ribadisce che Savoini non ha alcuna collaborazione con il Viminale.
Il Pd, dal canto suo, fa circolare una intervista del 2014 del leader della Lega a International Affairs, in cui definiva Savoini e Claudio D’Amico “miei ufficiali rappresentanti”. Va detto che all’epoca Savoini era portavoce del segretario leghista. Resta però la vicinanza tra i due dopo la cessazione dell’incarico, ampiamente documentata.
Come quella tra Salvini e D’Amico, già deputato del Carroccio, oggi assessore a Sesto San Giovanni ma pure, e soprattutto, responsabile Sviluppo Progetti per l’Associazione Lombardia Russia, guidata da Savoini.
Eppure D’Amico ha un incarico di collaborazione con Salvini come consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del Vicepremier, come risulta dal sito della presidenza del Consiglio.
Nulla di illegale, ma certo un’altra dimostrazione della promiscuità del rapporto tra la Lega e la sedicente associazione culturale il cui presidente è stato beccato a trafficare per conto del partito.
(da “Huffingtonpost“)
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Luglio 13th, 2019 Riccardo Fucile
LA DENUNCIA DEL SINDACATO DI POLIZIA E IL VIMINALE CADE DALLE NUVOLE: “VERRANNO SOSTITUITE”
«Uno spreco di ben cinque milioni di euro». A poche ore dall’entrata in vigore dei nuovi
distintivi di qualifica, il Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) denuncia che le nuove mostrine si stanno già rompendo. Lo conferma anche un altro sindacato della polizia, Libertà e Sicurezza (LeS).
La denuncia arriva da Repubblica, con la pubblicazione di un video in cui un agente di polizia mostra come i nuovi distintivi si siano scollati dopo poche ore di servizio.
«Ciao ragazzi, non so se anche a voi è capitato o se vi capiterà a breve — si sente dire all’agente autore della video-denuncia — Questo è il nuovo grado che abbiamo dovuto mettere questa mattina. Guardate dopo poche ore come lo ha ridotto il caldo». Al centro della ripresa la mostrina quasi completamente scollata.
Ma ci sarebbe di più. Stefano Paoloni, segretario generale Sap, ha aggiunto infatti: «Questi distintivi cancellano la storia dell’Istituzione della Polizia di Stato, generano confusione tra le qualifiche nell’ordine gerarchico interno e non sono compatibili, in termini di proporzioni, con alcune divise».
Immediata la risposta della Polizia di Stato, che in un comunicato ha replicato: «Rispetto all’anomalia riscontrata in un distintivo modello ‘stretch’, nessuna segnalazione è giunta al momento alla Direzione centrale per i Servizi tecnico logistici del Dipartimento della Pubblica sicurezza».
Tutti i distintivi di qualifica, si legge sempre nel comunicato, hanno ricevuto un rigido collaudo e godono di una garanzia di dieci anni, per cui nel caso venissero riscontrati difetti nei modelli già distribuiti, questi sarebbe immediatamente sostituito dalla Ditta che li ha realizzati.
La presentazione dei nuovi distintivi si era tenuta in pompa magna presso il Palazzo della Consulta pochi giorni prima appena, l’11 luglio, giornata nella quale ricorre l’anniversario dell’istituzione della Polizia di Stato.
Le nuove divise e i nuovi gradi di 98mila agenti — come sottolineato dall’ufficio stampa del corpo — sono stati disegnati dal professor Michele D’Andrea, esperto di araldica.
(da agenzie)
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