Destra di Popolo.net

DOPO LA FIGURA DI MERDA, IL COMUNE DI VENEZIA TOGLIE LA MULTA ALL’IMMIGRATO CHE PULIVA GRATIS I MARCIAPIEDI

Settembre 24th, 2019 Riccardo Fucile

“I VIGILI ERANO INESPERTI, PROVVEDIMENTO ECCESSIVO”

Monday, un giovane africano, passa le sue giornate a pulire i marciapiedi e le strade di Mestre. Un modo, come spiega lui stesso in un cartello che porta con sè, per integrarsi. Il gesto volontario non è stato però apprezzato dai vigili urbani della città  alle porte di Venezia che hanno multato il ragazzo per 350 euro perchè, come scrivono sul verbale, “sorpreso palesemente a ripulire la zona senza alcuna autorizzazione dell’amministrazione comunale”.
Dopo che notizia ha sputtanato il comune in tutta Italia,: il comando della Polizia Locale ha deciso di annullare in autotutela la sanzione, specificando di aver ricevuto quattro telefonate da parte dei cittadini in difesa del giovane immigrato.
Il passo indietro è stato deciso perchè il provvedimento è stato giudicato eccessivo rispetto alla “norma sui lavori in strada” prevista dal regolamento comunale.
Di fatto l’operato del ragazzo è stato equiparato — anche se le regole sono differenti — alla pulizia obbligatoria dei piazzali dei locali pubblici e a quella volontaria degli stessi cittadini che spazzano il marciapiede davanti casa.
La decisione di fargli la multa — sempre secondo il comando — sarebbe stata determinata anche dall’inesperienza dei vigili, appena assunti e con una conoscenza non perfetta di tutti i cavilli del regolamento.
Il giovane ogni giorno, come riferisce Il Corriere Veneto, mentre raccoglie foglie indossando un gilet catarifrangente, espone un cartello con la scritta: “Per integrarsi nella società  senza chiedere l’elemosina”.
Anche se Monday spera nelle offerte dei passanti. Lo stesso fanno a Padova due migranti nigeriani, arrivati due anni fa in Italia. Loro ogni giorno ripuliscono il piazzale Ponte Corvo, a due passi dalla Basilica di Sant’Antonio.
L’obiettivo è uguale a quello di Monday: “Il modo migliore — hanno detto — per integrarsi onestamente in questo Paese”.
La storia di Monday era stata raccontata su Facebook dall’avvocato Matteo D’Angelo: “Era disperato — scrive — Capito negozianti, professionisti, cittadini? Non ripulite il paese che vivete, serve l’autorizzazione. Tenetevi lo sporco pur pagando centinaia di euro, se non migliaia di euro di Tari. E, soprattutto, guai che un povero cristo provi ad integrarsi: serve ‘l’autorizzazione’”.
Dubitando circa una possibile impugnazione della multa, l’avvocato ha lanciato una sottoscrizione per il giovane dichiarandosi perplesso sulla sanzione perchè “non si parla di ostruzione della strada, nè di degrado”. Alla fine è arrivato il passo indietro degli stessi vigili.

(da agenzie)

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MIGRANTE PULISCE LE STRADE GRATUITAMENTE, IL COMUNE DI VENEZIA INVECE CHE ENCOMIARLO LO MULTA DI 350 EURO: “NON AVEVA AUTORIZZAZIONE”

Settembre 24th, 2019 Riccardo Fucile

ENNESIMA ESIBIZIONE DELLA BECERODESTRA CHE SA SOLO ESPRIMERE ODIO VERSO CHI VUOLE INTEGRARSI… UN AVVOCATO LANCIA UNA COLLETTA PER PAGARE LA MULTA

Come tanti altri migranti in molte città  d’Italia, Monday pulisce le strade e i marciapiedi di Mestre in cambio di qualche spicciolo d’offerta.
Quel giorno era con “i suoi strumenti di pulizia e di integrazione, stava facendo i suoi mucchietti di foglie”, scrive l’avvocato Matteo D’Angelo in un post sulla sua pagina Facebook, quando “la polizia locale di Venezia lo sorprendeva ‘palesemente a ripulire la zona senza autorizzazione'”.
“Risultato? 350 euro di multa” aggiunge, postando il documento e aprendo una raccolta fondi a suo favore.
“Era disperato” racconta il legale contestando il fatto che se un “povero Cristo” prova “a integrarsi serve ‘l’autorizzazione'”.
La sottoscrizione servirà  per pagare la multa e, il resto, se ci sarà , scrive l’avvocato “lo destinerò a Monday”, esibendo sui social “l’estratto conto”.

(da agenzie)

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LA “CALOROSA” ACCOGLIENZA CHE I COSENTINI HANNO PREPARATO PER SALVINI

Settembre 24th, 2019 Riccardo Fucile

STUTAMU SALVINI (SPEGNIAMO SALVINI)… ALLE 17 A COSENZA PER INAUGURARE LA SEDE DELLA LEGA SALVINI POTRA’ FINALMENTE ASCOLTARE LA PIAZZA E IL POPOLO CHE TANTO INVOCA

Stutamu Salvini, in dialetto cosentino significa spegniamo Salvini. Oggi pomeriggio il leader della Lega sarà  in Piazza XI Settembre   a Cosenza per inaugurare la nuova sede provinciale della Lega.
Come già  successo nelle ultime sortite al Sud dell’ex ministro dell’Interno i contestatori si sono già  organizzati per l’accoglienza. È stato indetta per oggi una manifestazione «pacifica e popolare   contro il barbaro predatore di voti calato dalla Padania».
A quanto pare infatti al Sud non hanno dimenticato chi è Salvini e cosa ha detto negli ultimi vent’anni la Lega Nord dei terroni.
Gli organizzatori dell’evento parlano i un Sud   che «non ammette di essere serbatoio di voti per chi vuole affossarlo con il secessionismo dei ricchi» e ricorda come «Salvini e i suoi compari, hanno per decenni raccontato un Sud rozzo sprecone e criminale». Il Segretario della Lega viene definito “leader cazzaro”.
Matteo Salvini invece fa sapere di tornare “orgogliosamente” in Calabria «alla faccia dei “democratici” dei centri sociali che strappano i manifesti ai nostri gazebo e vorrebbero impedirmi di parlare».
Ma nessuno a quanto pare vuole impedire a Salvini di inaugurare la sede della Lega. Certo, se voleva parlare di Calabria avrebbe potuto farlo ad esempio rispondendo alla convocazione della Commissione Antimafia presieduta da Nicola Morra quando era ministro.
Ma adesso che si avvicinano le regionali Salvini riscopre anche la Calabria.
E non sono nemmeno solo i centri sociali, come vuole far credere Salvini. Ieri l’Associazione Cattolica della parrocchia di Sant’Aniello di Cosenza ha pubblicato su Facebook la foto di uno striscione calato dal campanile della chiesa.
Si legge: «ero straniero e mi avete accolto» (dal vangelo secondo Matteo, ovviamente) e sicuramente lo straniero in questione non è quel polentone di Salvini visto che l’hashtag che accompagna il post è #unacomunità cheaccoglie.
E sono ricomparsi gli striscioni dei mai con Salvini che avevano animato la campagna politica delle europee e che venivano regolarmente fatti levare dalla Digos. Adesso a quanto pare gli striscioni possono restare su terrazze e balconi anche perchè non rappresentano altro che una legittima manifestazione di dissenso.
E sarebbe comico che il leader politico che ha passato le ultime due settimane a dire che lui è l’unico che ascolta le piazze e il Popolo (al contrario di quelli in Parlamento) se la prendesse proprio con quelli che in piazza ci vanno, ma contro di lui.
Un po’ lo fa ovviamente, cercando di delegittimare in anticipo i manifestanti e dicendo che sono quelli dei “centri sociali”. Persone che ce l’hanno con lui per partito preso.
Nel frattempo però la Questura ha negato l’autorizzazione alla manifestazione anti Salvini che si sarebbe dovuta svolgere oggi in Piazza dei Bruzi, davanti al Municipio di Cosenza e a circa 500 metri di distanza dalla sede della Lega di Piazza XI Settembre.
Nonostante il diniego della Questura però i manifestanti sono pronti a scendere in piazza per un “corteo colato, pacifico e determinato”.
Il fronte “anti-salvini” sia molto più variegato e complesso di come lo vorrebbe far apparire l’ex ministro.

(da agenzie)

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BREXIT, NUOVO COLPO PER BORIS JOHNSON, LA CORTE SUPREMA: “ILLEGALE LA SOSPENSIONE DEL PARLAMENTO”

Settembre 24th, 2019 Riccardo Fucile

LA SENTENZA: “LA CAMERA SI RIUNISCA IL PRIMA POSSIBILE”… CORBYN CHIEDE LE DIMISSIONI

“Gli effetti sulla nostra democrazia sono stati estremi”. Con questa grave motivazione stamattina la Corte Suprema britannica all’unanimità  ha giudicato illegale la controversa sospensione del Parlamento decisa dal premier Boris Johnson lo scorso agosto.
Una decisione storica contro un provvedimento che aveva scatenato immediatamente proteste perchè considerata dalle opposizioni un bavaglio per coloro che volevano fermare il No Deal, cioè la Brexit durissima e senza accordo con l’Ue, che Johnson ha evocato continuamente nelle ultime settimane.
La Corte ha aggiunto che il Parlamento è da considerarsi aperto e così lo speaker della Camera dei Comuni John Bercow ha immediatamente riconvocato tutti i deputati per domani: cosa non semplice perchè, per esempio, tutti i laburisti sono a Brighton per la convention di partito che terminerà  domani.
Bercow ha precisato che si tratta di una “ripresa” dei lavori e non di una “riconvocazione”. Ha aggiunto che non ci sarà  il Question Time del mercoledì del premier (a New York all’Onu), ma vi sarà  spazio per interrogazioni urgenti ai ministri.
Dunque la cosiddetta “prorogation” del Parlamento si è rivelata un clamoroso boomerang per il premier: non solo le opposizioni sono riuscite comunque ad approvare una legge anti No Deal in tempi strettissimi, ma soprattutto traballa la posizione di Johnson, che sino a ieri ha detto di non volersi assolutamente dimettere ma che, a questo punto dopo la sentenza di oggi, in teoria avrebbe ingannato persino la Regina a controfirmare la sospensione.
Come temuto, tirando la sovrana nella vicenda della Brexit, ora è stata esposta a una immane figuraccia, a 93 anni, avendo approvato un provvedimento “illegale”.
Il leader laburista Jeremy Corbyn intanto ha chiesto le dimissioni di Johnson, che si trova a New York per l’assemblea generale dell’Onu.
Difficilmente mollerà  la presa, ma certo questo è un colpo durissimo. Il premier non rischia l’arresto come invece capiterebbe se ignorasse la legge anti No Deal delle opposizioni (non ha escluso nemmeno questo), ma certo ora a questo punto potrebbe anche decidere di andare a elezioni anticipate dopo la decisione di oggi storica della Corte Suprema in difesa della democrazia britannica.
Del resto, sinora la sua premiership è stato un disastro: sei voti su sei persi in Parlamento, la Regina fuorviata e oggi la sospensione dichiarata illegale. Un altro colpo di scena nell’infinito thriller della Brexit.

(da agenzie)

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I FAN DI SALVINI CONTRO L’HAMBURGER DI “QUEL TRADITORE” DI CONTE: LE MERENDINE ITALIANE TASSATE E GLI HAMBURGER IMMIGRATI NEGLI HOTEL!

Settembre 24th, 2019 Riccardo Fucile

SOLO IL CAPITONE POTEVA FARSI FOTOGRAFARE MENTRE SI INGOZZAVA DI HAMBURGER

«Dopo un’intensa giornata di lavoro alle Nazioni Unite, qui a New York, un vero hamburger americano nel cuore di Manhattan».
Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è a New York per il Climate Action Summit 2019 dell’Onu. In uno studiato momento di relax lo staff della comunicazione ha pensato bene di pubblicare la foto di Conte che addenta un vero hamburger americano. E lì sono cominciati i guai, perchè quasi nessuno sembra aver gradito la foto, il post, il commento. Un disastro?
A leggere i commenti degli utenti sembra proprio di sì. E non solo perchè all’arrivo negli USA Conte ci aveva tenuto a precisare che sul volo da Roma non avevano mangiato merendine perchè “fanno male” facendo sapere ai cronisti di preferire un bel panino con il salame.
Ma in America portare insaccati è notoriamente un problema (sanitario e doganale) e quindi il nostro Giuseppi ha dovuto ripiegare su un hamburger.
Il problema è che il Governo Conte (e Conte è proprio quel signore che si fa fare la foto mentre mangia un hamburger) da giorni parla di una tassa su merendine e bevande gassate zuccherate perchè poco salutari.
Notoriamente il classico hamburger non sia l’alimento più sano del mondo. Anche se concettualmente non c’è moltissima differenza con il panino con il salame (e gli insaccati come è noto fanno male) le nostre mamme ci hanno insegnato che quelle schifezze americane fanno malissimo.
E come si permette il nostro onorevole professor avvocato Pres. del Cons. di mangiare quella robaccia straniera?
Ecco quindi che inizia la processione di quelli che rinfacciano a Conte tutto quello che ha detto o fatto di recente. I primi sono quelli che non hanno affatto gradito l’idea della tassa sulle merendine italiane e che sono profondamente offesi perchè l’avvocato del Popolo invece che difendere il made in Italy mangia cibo “estero”. Come si permette? Con tutte le eccellenze che abbiamo in Italia?
In pratica siamo di fronte al corrispettivo social di quelli che quando vanno in vacanza fuori dall’Italia sono sempre alla disperata ricerca di un ristorante italiano o almeno di una pizzeria. Perchè il cibo che mangiano gli stranieri non è all’altezza. Salvo poi ovviamente lamentarsi che la cucina italiana all’estero non è mica come quella della mamma.
Ci sono poi i salviniani che si lamentano che quando c’era lui (Matteo Salvini, che pensate) tutti si lamentavano per le foto con panini, tortellini, fritture e piattoni di pastasciutta e ora che anche Conte fa lo stesso nessuno lo critica? Ma è un ingiustizia! Allora davvero odiano il povero Matteo.
La differenza tra i due è che il senatore leghista ci aggiorna quotidianamente su quello che mangia, su dove lo mangia (ad esempio mai fuori dall’Italia, visto che ai vertici internazionali ci andava poco).
C’è poi quella che siccome Conte è addirittura “orgoglioso” (non lo ha scritto però) di mangiare un vero hamburger americano allora è un traditore della Patria (si mangia solo la pizza!) e quindi chiede elezioni subito.
Non sarebbe stato meglio mangiare una merendina italiana in modo da far girare la nostra economia? Vi immaginate quanto gira l’economia se Conte si mangia la merendina italiana? Ecco.
Oppure c’è chi pensa che sul volo di Stato debbano essere imbarcati i prodotti italiani per sfamare lo staff presidenziale come quando Totò se ne va a Milano?
Ed infine non poteva mancare il complottista: quello che che sa che in realtà  il viaggio negli USA serve solo ad uno scopo. Ad incontrare “gli amici della Goldman Sachs, della Black Rock, i Rockefeller”. Insomma i poteri forti della finanza, quelli che tassano le merendine per poterci meglio invadere con i loro hamburger immigrati.

(da “NextQuotidiano”)

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LA BUFALA SULLA BOLDRINI CHE “TORNA NEL PD” DOVE NON C’E’ MAI STATA

Settembre 24th, 2019 Riccardo Fucile

COMPRENDIAMO L’IGNORANZA MA SI INFORMASSERO ALMENO PER UNA VOLTA PRIMA DI SPARARE CAZZATE

È bastata l’intervista di oggi all’ex presidente della Camera Laura Boldrini su Repubblica per alimentare una prima ondata di disinformazione sul suo annunciato ingresso nel Partito Democratico.
E dire che l’intervista è stata piuttosto chiara e contiene tutti gli elementi per spazzare via qualsiasi dubbio o fake news sul tema. Nonostante ciò, più di qualcuno si è fermato al titolo.
La memoria corta e l’immotivata scelta di seminare odio hanno fatto il resto. Laura Boldrini nel Pd è la notizia di oggi. Tutto il resto rappresenta una lettura approssimativa. Facciamo chiarezza.
Da qualche ora, subito dopo l’uscita dell’intervista, è circolato molto un tweet — e le successive risposte che questo ha generato — a partire dall’account Democratici Europei: Boldrini e compagni fecero una scissione “ad personam”. Contro Renzi. Ora rientrano. Ma usciranno molti elettori. Italia Viva non sprechi questa grande occasione!».
Al di là  della sterile polemica contro le scissioni nel Partito Democratico alimentata dall’account che guarda con fiducia al nuovo soggetto politico di Matteo Renzi, Italia Viva (nato a sua volta da una scissione), occorre ricordare che Laura Boldrini non è mai stata nel Pd.
Lo ha detto lei stessa nell’intervista di questa mattina a Liana Milella di Repubblica.
Per rinfrescare la memoria al web, quindi, è necessario ripercorrere brevemente le tappe dell’esperienza politica di Laura Boldrini: è stata eletta in Parlamento nel 2013, nelle liste di Sinistra Ecologia e Libertà .
Successivamente, è diventata presidente della Camera. Alle scorse elezioni nel 2018, si è candidata con Liberi e Uguali. In occasione delle ultime elezioni europee, Laura Boldrini ha dichiarato di aver votato per il Partito Democratico, che nel frattempo aveva cambiato la segreteria.
Oggi, ha annunciato il suo passaggio ai dem, abbandonando definitivamente l’esperienza di Liberi e Uguali, con cui era stata critica già  in passato. Laura Boldrini, dunque, non «torna nel Pd», perchè nel Pd non ci era mai stata.
Paragonare la sua situazione a quella di altri «compagni che hanno alimentato una scissione ad personam contro Renzi» è una fake news.
Secondo aspetto, Laura Boldrini non entra nel Pd per ricevere incarichi.
Non a caso, infatti, la comunicazione del suo ingresso nel partito è avvenuta dopo che si era già  chiusa la partita per la formazione del governo, con l’assegnazione delle caselle per i ministri e per i sottosegretari.
Su questo tema non c’è una vera e propria viralità . Ma si sa che prevenire è sempre meglio che curare.

(da Open)

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LA DONNA CHE IN UN MESE HA FATTO PIU’ DI SALVINI IN QUINDICI

Settembre 24th, 2019 Riccardo Fucile

MUSO DURO E TESTA BASSA, LUCIANA LAMORGESE HA DIMOSTRATO CHE I PROBLEMI SI RISOLVONO LAVORANDO CON COMPETENZA, NON RACCONTANDO BALLE E MARINANDO LE RIUNIONI

Per un anno ci hanno ripetuto che i porti erano chiusi (falso) e che finalmente era stata fermata l’immigrazione (ancora più falso). Pura propaganda politica fatta sulla pelle dei migranti. I flussi migratori non sono il problema numero uno in Italia, nemmeno il numero due-tre-quattro se è per questo, ma la paura dell’uomo nero eccita da sempre gli animi dei politici e degli elettori bianchi.
E allora giù di Decreti sicurezza, uno e Bis; accuse e minacce alle Ong che operano nel mare perchè costrette a farlo, in assenza di un corridoio umanitario e di accordi bilaterali tra i paesi interessati; divieti e restrizioni a chi salva vite umane.
Ma nei palazzi d’Europa, laddove la politica che conta si fa per davvero, nessun italiano si era mai fatto sentire. Prima d’ora. Ve lo ricordate? L’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini nemmeno ci andava ai vertici sulla ripartizione dei migranti.
Parlava, da Facebook, e diceva tutto e il contrario di tutto: ordinava porti chiusi, costringeva migranti a bordo per settimane senza farli sbarcare, faceva il ministro dell’Interno, degli Esteri e delle Infrastrutture.
Chiedeva pieni poteri. Salvo poi non andarseli a prendere per davvero. È bastato poco meno di un mese e una donna, esperta in materia, muso duro e testa bassa, ha fatto finalmente sentire la sua voce.
Che dico: la voce dell’Italia. È molto più importante una giornata come quella di ieri, lunedì 23 settembre 2019, che gli ultimi 14 mesi passati da Salvini a strimpellare su migranti, Ong e pirati coraggiosi in mare che forzano blocchi navali.
E così, nel corso di un importante vertice tra i ministri dell’Interno di 5 paesi europei, è infatti stato raggiunto un accordo, a La Valletta, in cui, in estrema sintesi, si può dire che d’ora in poi sui migranti Italia e Malta non saranno più sole nell’affrontare il fenomeno dei flussi migratori nel Mediterraneo.
L’accordo introduce infatti una rotazione volontaria dei porti di sbarco, non solo quando quelli di Italia e Malta sono saturi. La redistribuzione dei migranti su base obbligatoria verrà  stabilita in base a quanti dei 28 paesi dell’Ue parteciperanno all’intesa.
L’accordo stabilisce inoltre tempi “molto rapidi” (4 settimane) per i ricollocamenti e, soprattutto, la redistribuzione di tutti i richiedenti asilo e non solo di coloro che hanno ottenuto lo status di rifugiato.
Una volta decisa la quota da ridistribuire, i migranti verranno inseriti direttamente nella banca dati del paese di destinazione e non in quella del paese di primo approdo.
“Quello che è avvenuto oggi a Malta è molto importante, un primo passo concreto per un approccio di vera azione comune europea”, ha detto la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese a Malta.
“Ho trovato un clima davvero positivo perchè la politica migratoria va fatta insieme agli altri stati. Noi abbiamo sempre detto che chi arriva a Malta e in Italia, arriva in Europa. E oggi questo concetto fa parte del comune sentire europeo. Da oggi Italia e Malta non sono più sole, c’è la consapevolezza che i due paesi rappresentano la porta d’Europa”, ha detto la ministra.

(da TPI)

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LA DOPPIA VITTORIA DI LAMORGESE: SALVINI DISARMATO, EUROPA RESUSCITATA

Settembre 24th, 2019 Riccardo Fucile

IN UN COLPO SOLO LEVA A SALVINI DUE ARMI SU CUI HA COSTRUITO IL CONSENSO: LA “INVASIONE” DEGLI STRANIERI E “L’EUROPA INDIFFERENTE”

Avevano due armi in mano, Salvini e tutti i sovranisti d’Italia nella loro guerra di potere contro Roma e contro Bruxelles. La prima: l’invasione dei migranti. La seconda: l’indifferenza dell’Europa.
In un pomeriggio, il vertice di Malta, in cui i padroni di casa hanno ospitato i ministri dell’Interno di Italia, Francia, Germania e Finlandia, presidente di turno dell’Unione Europea, ha tolto entrambi le armi dalle mani del Capitano.
L’accordo di redistribuzione automatica dei migranti e rotazione volontaria dei porti di sbarco elaborato dai cinque Paesi e il superamento della gestione emergenziale in capo a Italia e Malta del problema migranti sono la prova che una soluzione europea non è solo possibile, ma è persino auspicabile. Che l’Unione Europea, nella sua dimensione politica, è soluzione, non problema per i singoli Paesi che la compongono.
Sono due messaggi che, ovviamente, dovranno trovare riscontro nella ratifica dell’accordo da parte di quanti più possibili Paesi membri dell’Unione, il prossimo 7 e 8 ottobre. Ma già  oggi fanno bene a esultare, Giuseppe Conte e la neo ministra degli interni Luciana Lamorgese.
Perchè i recenti vertici di Roma di Conte e Mattarella con il presidente francese Emmanuel Macron e quello tedesco Frank-Walter Steinmeier hanno posto le basi per un accordo con le due grandi potenze del continente Francia e Germania, oggi al nostro fianco in questa battaglia, mentre solo pochi mesi fa respingevano i migranti a Bardonecchia e ci rimandavano indietro via aerea i migranti cui era stata rifiutata la richiesta d’asilo. Scusate se è poco.
E scusate se è poco se tutto questo avviene dopo le elezioni europee in cui avrebbe dovuto trionfare la linea sovranista di Orban e Salvini, quella dell’Europa fortezza, dei blocchi navali, dei muri di filo spinato e dei controlli alle frontiere.
Quella che chissenefrega quel che succede in Libia. Quella che avrebbe fatto montare una bomba economica e demografica zeppa d’odio e rancore a poche miglia dai nostri confini.
Scusate pure se per un giorno facciamo finta di non sentire quando Luigi Di Maio dice di non parlarne troppo ad alta voce, di questo accordo, che potrebbe incentivare le partenze. E che “la soluzione definitiva al problema dei migranti è che non partano più o che siano rimpatriati”, parole che starebbero benissimo in bocca a Matteo Salvini.
E facciamo finta, pure, di non sapere che da un patto volontario, non vincolato da alcun Trattato, si può entrare e si può uscire quando e come si vuole
Per ora, ci godiamo il silenzio. Il tempo sarà  galantuomo, nel bene o nel male, su tutto il resto.

(da FanPage)

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DOPO L’ACCORDO DI MALTA I SOVRANISTI SONO COME I PUGILI SUONATI

Settembre 24th, 2019 Riccardo Fucile

E SALVINI SI ACCORGE CHE I MIGRANTI ARRIVANO ANCHE CON I BARCHINI, QUELLO CHE HA NASCOSTO FINO A IERI

Quando si andava a scuola tutti avevamo un compagno che nei confronti delle ragazze aveva sempre una parola cattiva per tutte. Quella era antipatica, quell’altra aveva la puzza sotto al nasta, quell’altra ancora non si sapeva vestire e così via. Questi qui li riconoscevi perchè di solito, chissà  perchè, succedeva che le ragazze li schifavano. Ma loro continuavano indefessi nel loro disprezzo motivato, tanto che si sarebbero potuti soprannominare (ironicamente) i sommelier delle ragazze. In Italia da ieri abbiamo scoperto i sommelier degli accordi internazionali sui migranti.
È infatti successo che dopo un anno e qualche mese di nulla dal punto di vista della risoluzione del problema degli sbarchi la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese per l’Italia, insieme a Malta, Francia e Germania ha firmato un accordo che rappresenta un robusto primo passo in avanti.
La bozza, preparata anche con la Finlandia, prevede una condivisione dell’accoglienza dei richiedenti asilo che arrivano a bordo delle navi delle ONG o di quelle militari, seguendo una ripartizione automatica per quote prefissate. La bozza è già  stata inviata a tutti i partner europei e sarà  discussa nel consiglio fissato per l’8 ottobre in Lussemburgo. Nel dettaglio si parla di redistribuzione automatica e preventiva. Vediamo qualche punto:
— Le navi (militari o delle ONG) che effettuano operazioni di soccorso nel Mediterraneo avranno assegnato in tempi rapidi un porto sicuro dove potere sbarcare le persone. Che non resteranno più nel Paese di primo approdo ma verranno redistribuiti negli altri Stati membri che aderiranno all’accordo. Attenzione, si parla di richiedenti asilo e non di persone a cui è stato già  riconosciuto lo status di profughi. Ricorderete che i sovranisti si lamentavano del fatto che molti chiedessero lo status anche se non ne avevano diritto con l’obiettivo di rimanere il più possibile in Italia: “Rimanevano a carico nostro”, dicevano. Questo meccanismo viene superato dall’accordo di ieri.
Eppure nessuno dei nostri simpatici patridioti sembra essersene accorto. Non è strano?
— L’accordo raggiunto parla di rotazione volontaria dei porti. Italia e Malta spingevano per una rotazione obbligatoria, Francia e Germania per il porto sicuro più vicino ( dunque sempre Italia o Malta), alla fine si è raggiunto un compromesso che prevede che anche altri Paesi costieri che aderiranno potranno offrire il porto a navi che sono in condizioni di affrontare una tratta più lunga prima di sbarcare. Ricorderete che c’era chi si lamentava che “venissero tutti da noi” e auspicava che “andassero in Spagna/Olanda/Timbuktù? Ebbene, ora comincerà  a essere così.
Eppure nessuno dei nostri simpatici patridioti sembra essersene accorto. Non è strano?
— Il documento parla tassativamente di quattro settimane in cui le persone salvate rimarranno nel Paesi di sbarco per i primi adempimenti. Poi al momento della partenza per la nuova destinazione i loro nomi verranno cancellati nel database italiano e iscritti in quello del Paese che se ne farà  carico in modo che, se dovessero non ottenere l’asilo e rimanere da irregolari sul territorio, non possano più essere rimandati in Italia come prevede ora il regolamento di Dublino.
Eppure nessuno dei nostri simpatici patridioti sembra essersene accorto. Non è strano?
— Queste norme segnano senza dubbio una strada per il superamento del regolamento di Dublino (firmato da Berlusconi quando era al governo con la Lega) perchè, con la registrazione dei migranti non più nel Paese di primo approdo ma in quello in cui vengono ricollocati, di fatto impedisce che vengano rimandati indietro come avviene per ora.
Eppure nessuno dei nostri simpatici patridioti sembra essersene accorto. Non è strano?
Tutto questo non sembra essere stato compreso appieno dai giornali italiani, diciamo. Prendiamone uno caso: il Giornale di Alessandro Sallusti.
“Ora, anche un deficiente si è accorto che da questi accordi rimangono fuori quelli che arrivano direttamente sulle coste italiane della Puglia, della Basilicata, della Calabria, della Sicilia e della Sardegna sui cosiddetti barchini. Anche un deficiente dovrebbe però ammettere che questi sbarchi avvenivano anche quando c’era il capo Salvini al Viminale: questa è una tabella del ministero dell’Interno che documenta il fenomeno dei “barchini”. A questi però non si poteva fare la guerra perchè avevano già  raggiunto il territorio italiano e perchè poteva sembrare esagerato mandare un incrociatore contro un gommone. E allora che si faceva? Semplice, si faceva finta che non esistessero.
Salvini non faceva dirette sull’argomento, il Giornale dormiva, la Verità  sognava e Libero sognava di non essere lì. Ieri, per farvi capire la faccia di palta, cosa ha detto il Capitano della Lega dopo l’annuncio del patto?
«L’accordo per l’Italia è una solenne fregatura. Il 90% dei migranti sono sbarcati con barchini. I porti rimangono quelli italiani e al massimo quelli maltesi. Nel Mediterraneo ci sarà  pieno di navi delle ong. Ennesimo esempio di “sola”, direbbero a Roma».
Ora, a parte che abbiamo documentato che i porti NON rimangono quelli italiani, ma come fai a lamentarti oggi dei barchini dopo essere stato zitto per 14 mesi sui barchini perchè non hai trovato nemmeno una piccola soluzione per questo?
Non finisce qui. La “soluzione” di Salvini al problema delle ONG seguiva questo lineare percorso istituzionale
— Veniva avvistata una nave con naufraghi a bordo o questa chiedeva un porto sicuro
— Salvini partiva con la prima diretta su Facebook in cui negava il porto sicuro e diceva che dovevano passare sul suo cadavere
— Partiva un’interlocuzione di Conte con il resto d’Europa per risolvere il problema mentre Salvini sorseggiava un mojito al Papeet
— Appena finito il mojito, Salvini tornava in diretta su Facebook per ribadire che quelli non sarebbero mai sbarcati, stavolta no, signora mia
— I social media manager di Salvini intanto si affrettavano a cancellare dalla diretta su Facebook i commenti che ricordavano a Salvini che anche l’altra volta aveva detto così e alla fine erano sbarcati
— Conte ci provava, la Chiesa ci provava, Salvini continuava a sorseggiare mojito
— Alla fine sbarcavano tutti.
Questa procedura veniva ampiamente rispettata anche negli ultimi giorni di Salvini al Viminale.   il 2 settembre scorso, ovvero appena 21 giorni fa, mentre era ancora in carica come ministro dell’Interno si era verificato lo sbarco di 31 naufraghi dalla Mare Jonio. Quello stesso giorno l’ex ministro annunciava il sequestro di una nave di una ONG tedesca, ovvero la Eleonore. Quello che Salvini non diceva ai tontoloni che credono alla propaganda del Capitano era che quella nave aveva in carico 104 persone che sono tutte sbarcate in Italia. Ancora: il 7 giugno 2019 62 persone soccorse in acque SAR maltesi dal rimorchiatore Asso 25 sono state fatte sbarcare a Pozzallo. Da chi? Da Salvini. Ne sono sbarcati 192 il 2 giugno (ma forse Salvini era impegnato a litigare con Fico) e 117 il 3 giugno. E questi sono solo esempi.
Nell’intervista che oggi ha rilasciato al Fatto Quotidiano il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha detto: “Il vertice di ieri a Malta ci insegna che gli atteggiamenti inutilmente litigiosi, sterilmente oppositivi e puramente provocatori fanno contenta l’opinione pubblica italiana, ma spesso non portano nessun risultato concreto“.
Ora, va assolutamente segnalato che Conte, con Trenta e Toninelli, ha fino all’altroieri retto il gioco di Salvini e quindi la frase più che una critica all’ex ministro dell’Interno suona come un’autocritica.
Ciò detto, adesso il problema si avvia a una risoluzione condivisa in cui le istanze dell’Italia vengono in qualche modo recepite.
Come mai nessuno della sedicente destra se n’è accorto?
Non sarà  che “figliolo, una volta qui era tutta campagna elettorale” (cit.) e adesso il gioco rischia di non funzionare più?

(da “NextQuotidiano”)

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