Gennaio 27th, 2021 Riccardo Fucile
“LA SINDACA NON EBBE SOLO UN RUOLO POLITICO MA ANCHE GESTIONALE”
La sindaca di Torino, Chiara Appendino, è stata condannata a un anno e sei mesi nel processo con
rito abbreviato per i fatti di piazza San Carlo.
Il processo si riferisce ai fatti del 3 giugno 2017, quando un’ondata di panico collettivo tra la folla che stava assistendo alla finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid causò il ferimento di oltre 1600 persone e la morte di due donne: Erika Pioletti, deceduta in ospedale dopo una decina di giorni, e Marisa Amato, rimasta tetraplegica e spirata nel 2019.
Nel processo, oltre alla sindaca, hanno ricevuto la stessa condanna il suo ex capo di gabinetto Paolo Giordana, l’allora questore Angelo Sanna, l’ex presidente di Turismo Torino (l’agenzia che prese in carico la creazione dell’evento) Maurizio Montagnese, ed Enrico Bertoletti, professionista che si occupò di parte della progettazione.
Per tutti l’accusa è di disastro, omicidio e lesioni colpose. Per Appendino il procuratore aggiunto, Vincenzo Pacileo aveva chiesto una condanna a un anno e 8 mesi; stessa richiesta per l’ex questore Sanna, due anni per Giordana, un anno e sette mesi per Montagnese e 3 anni e sei mesi per Bertoletti.
Per l’accusa, sostentuta dal pm Vincenzo Pacileo, la manifestazione fu organizzata male e troppo in fretta. Le difese hanno invece replicato che era impossibile prevedere ed evitare il panico collettivo.
Dalle indagini emerse che a causare l’ondata di panico fu una gang, poi sgominata dagli investigatori, che compiva rapine tra gli spettatori in piazza usando spray urticanti. Secondo il pm Pacileo la sindaca Appendino, in particolare, “non ebbe solo un ruolo politico ma anche gestionale”.
L’udienza era iniziata ed è stata quasi subito interrotta dopo che i difensori Paolo Pacciani, Simona Grabbi e Roberto Macchia, avevano sollevato l’eccezione di nullità dell’intero processo a causa del fatto che per un errore alcuni atti non sono mai stati resi noti ai difensori nè depositati nel fascicolo d’indagine
Sono le copie dei telefonini e dei computer dell’ex portavoce della sindaca e l’ex capo di gabinetto che furono sequestrati a gennaio 2018 in un procedimento parallelo ma che contengono conversazioni di alcuni dei protagonisti prima del processo, prima, durante e dopo l’evento.
Il processo è poi ripreso dopo che il gup, Maria Francesca Abenavoli, ha rigettato l’istanza di nullità . Successivamente il giudice si è ritirato in camera di consiglio: dopo un’ora e mezza la sentenza.
(da agenzie)
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Gennaio 27th, 2021 Riccardo Fucile
“NON PRENDEREI I SOLDI A PRESTITO, LI TROVEREI SUL MERCATO A TASSI MIGLIORI”… POI PERO’ COTTARELLI E GUALTIERI GLI SPIEGANO CHE HA DETTO UNA CAZZATA: “L’ITALIA DOVREBBE PAGARE 25 MILIARDI DI INTERESSI IN PIU’ IN DIECI ANNI”
Vi ricordate quando Giorgia Meloni diceva che il Recovery Fund era anche merito suo? Ne è passata di acqua sotto i ponti visto che adesso Matteo Salvini dice che quei soldi gli fanno schifo anche se il Paese ne ha un disperato bisogno.
Il “Capitano” spiega che lui sarebbe capacissimo di trovarne altrettanti sul mercato a tassi migliori. Poi però Cottarelli e Gualtieri gli spiegano che non ha affatto ragione.
Salvini, intervistato da Giovanni Floris a Dimartedì ha detto: “I soldi a prestito del Recovery plan, da restituire con gli interessi, sono due terzi dell’ammontare, non li prenderei perche’ li posso chiedere al mercato a tassi migliori” e ha anche aggiunto che se il centrodestra dovesse andare al governo il Recovery Plan verrà modificato: “Questo è un programma che dovrebbe durare sei anni e vincolerà questo governo e il prossimo. In teoria ci dovrebbe essere l’accordo di tutte le forze politiche, invece sono divise. Se questo governo va avanti, probabilmente dopo le elezioni il programma verrà gestito e cambiato dal centrodestra”.
Subito dopo il leader della Lega però arriva Carlo Cottarelli che spiega che quella di Salvini non è affatto una buona idea. Costerebbe 25 miliardi in 10 anni: “Rimango stupito, quei prestiti sono erogati a tassi negativi, sui 10 anni prendi a prestito 100 e restituisci 98, sui prestiti soltanto si risparmiano 25 miliardi in 10 anni”.
E Floris a quel punto fa ad alta voce a Cottarelli la domanda che in tanti mentalmente si fanno anche da casa. Che conseguenze potrebbero avere le parole di Salvini in Europa? “Ma se leggono queste dichiarazioni in Olanda o in Germania cosa pensano di quello che può vincere le elezioni?”. Oltre a Cottarelli anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha espresso perplessità criticando Salvini: “Matteo Salvini ci ha spiegato in modo eloquente perchè non è possibile un governo con forze anti-europeiste che hanno contrastato l’Europa e l’euro”.
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 27th, 2021 Riccardo Fucile
IL LEGHISTA HA DATO NUOVAMENTE SFOGGIO DELLA SUA COMPETENZA IN MERITO ALLE REGOLE DI SICUREZZA, ANCORA NON SA COME SI USA
Ieri Matteo Salvini ospite a Dimartedì ha dato sfoggio nuovamente della sua competenza in merito
alle regole di sicurezza anti COVID.
Mentre ha rispolverato la mascherina tricolore che fa tanto fashion in questi giorni di crisi di governo, il leader della Lega ha anche dimostrato che non sa come si usa.
Il dispositivo di protezione, per definizione, protegge dal virus se non è contaminato. Non a caso va cambiato spesso e non va toccato con le mani o sporcato in altri modi.
E invece il “Capitano” che fa? Se lo mette in bocca come se fosse un accessorio qualunque. Del resto in passato con la mascherina aveva anche pulito i suoi occhiali . Ovviamente la reazione sui social è stata un massacro
Salvini in questi giorni si dice pronto a governare. Lo è davvero? Parafrasando un famoso modo di dire voi “comprereste una mascherina (usata) da quest’uomo?
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 27th, 2021 Riccardo Fucile
RENZI BOCCIATO SUL’APERTURA DELLA CRISI
Ieri Nando Pagnoncelli a Dimartedì ha illustrato i sondaggi Ipsos della settimana che questa volta si sono focalizzati sui protagonisti della crisi di governo: Conte, Renzi e Salvini.
La rilevazione di Pagnoncelli ha sondato qual è la popolarità del premier dimissionario e del personaggio politico che, se si dovesse andare a elezioni e il centrodestra formasse un governo, sarebbe il candidato a sostituirlo:
Salvini si ferma al 29% dei consensi mentre il 48% vorrebbe ancora Giuseppe Conte alla guida del Paese.
La domanda successiva ha indagato l’umore dei cittadini riguardo l’apertura della crisi di governo.
Renzi ha fatto bene? Per il 65% no. E il restante 23% che approva, ha poi precisato Pagnoncelli, è formato da elettori di centrodestra che ovviamente vedono la crisi come un’occasione ghiotta nel caso di elezioni anticipate.
(da agenzie)
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Gennaio 27th, 2021 Riccardo Fucile
TRATTANDOSI DI DIECI CHE AVEVANO GIA’ VOTATO LA FIDUCIA, SE ENTRASSERO I DUE DI FORZA ITALIA, LA MAGGIORANZA SALIREBBE A 159
Dopo le dimissioni di ieri di Giuseppe Conte, si apre ufficialmente la crisi di governo. Nel
pomeriggio cominciano le consultazioni al Quirinale che si concluderanno entro venerdì. Alle 17 la prima a salire al Colle sarà la presidente del Senato Elisabetta Casellati, alle 18 sarà la volta del presidente della Camera Roberto Fico. Nelle prime consultatazioni dell’era Covid al Colle saranno adottate particolari misure di sicurezza, con sanificazione dei locali e streaming per i giornalisti (nell’anticamera dello studio alla Vetrata ne saranno ammessi solo pochi con sorteggio e previo tampone). Al termine di ogni colloquio il presidente Sergio Mattarella cambierà stanza, in modo da consentire che quella precedente venga sanificata.
Ma oggi è anche la giornata delle riunioni dei partiti che devono mettere a punto le strategie per trovare uno sbocco alla crisi. Partono alle 11 i totiani, alle 14 il Pd convoca la direzione e questa sera alle 22.30 Matteo Renzi riunirà i parlamentari di Italia viva.
Intanto alle 12 la Giunta per il regolamento del Senato si riunisce sulla costituzione del neonato gruppo pro Conte dei centristi.
Si chiama “Europeisti-Maie-Centro democratico”, comprende per ora 10 senatori ed è formato da due componenti: il Maie e il Centro democratico di Tabacci. Ma la senatrice ex Forza Italia Sandra Lonardo, che pure ha votato la fiducia al governo la settimana scorsa, ha confermato di non farne parte. “Sì, in effetti sono fuori. Non ho mai firmato”, spiega. Pare che alla base del rifiuto ci sia stata una lite con la senatrice ex azzurra Maria Rosaria Rossi sul simbolo del costituendo gruppo. Raccontano che la moglie di Clemente Mastella avrebbe voluto inserire accanto al logo del Maie e del Centro democratico anche il suo simbolo “Noi campani” con cui si era presentata alle ultime regionali in Campania a sostegno di De Luca, ma Rossi si sarebbe opposta.
A consegnare stamattina prima delle 9 tutta la modulistica con relative firme degli aderenti sono stati gli ex azzurri Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin, e Raffaele Fantetti della componente Maie-Italia 23. I senatori che compongono il gruppo sono Buccarella, Cario, Causin, De Bonis, De Falco, Fantetti, Marilotti, Merlo, Rojc (Pd) e Rossi. Il capogruppo è Raffaele Fantetti del Maie, già promotore di una ipotetica lista Conte.
Nelle trattative che sono continuate incessanti nella notte, l’ex assistente di Berlusconi Maria Rosaria Rossi avrebbe assicurato ai mediatori di Pd e 5S che ci sono due senatori di Forza Italia pronti a entrare nel nuovo gruppo dei Responsabili, portando il numero a 12. I due forzisti sarebbero pronti a firmare già stamattina
Ai fini del conteggio sui responsabili che appoggiano Conte si arriverebbe a un + 2 rispetto al voto sulla fiducia, portanto il totale a 159 (maggioranza assoluta 161)
(da agenzie)
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Gennaio 26th, 2021 Riccardo Fucile
SI TRATTA DEI DIECI PARLAMENTARI CHE AVEVANO VOTATO LA FIDUCIA A CONTE POCHI GIORNI FA… ORA SI CERCANO ALMENO ALTRE 4-5 ADESIONI
Si è costituito, di fatto, il gruppo dei responsabili al Senato.
A quanto apprende l’ANSA da fonti parlamentari in serata è stato raggiunto il numero base di dieci senatori.
Il gruppo si chiama “Europeisti Maie Centro Democratico” e, a quanto si apprende dalle stessi fonti, domani si costituirà anche alla Camera.
Dieci i componenti della nuova formazione politica centrista, tutti del Misto, provenienti dal Maie e dalla nuova componente ‘Centro democratico’ (che alla Camera fa riferimento a Bruno Tabacci). Noti i nomi di nove “responsabili”, ma non quello del decimo.
Si tratta dei cinque senatori del ‘Maie-Italia 23’ Ricardo Merlo, Saverio De Bonis, Adriano Cario, Maurizio Buccarella e Raffaele Fantetti (presidente dell’Associazione Italia 23) e degli ex azzurri Sandra Lonardo, Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin.
Ultimo arrivato è l’ex pentastellato Gregorio De Falco, che porterà in dote il simbolo ‘Cd’ ‘prestato’ da Tabacci.
“Confermo la nascita del gruppo di ‘Europeisti’ al Senato”. Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia commentando in diretta la formazione del gruppo di ‘Responsabili’ a Palazzo Madama, a Carta Bianca su Rai 3.
(da agenzie)
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Gennaio 26th, 2021 Riccardo Fucile
IL 33% CHIEDE IL VOTO, IL 20% UN ESECUTIVO DI LARGHE INTESE
Conte ter, stessa maggioranza con un presidente del Consiglio diverso, oppure tutto diverso, o un
governo tecnico, infine il voto.
Le opzioni sul tavolo per risolvere la crisi di governo aperta da Matteo Renzi ormai due settimane fa, ma pronta a esplodere da mesi, sono tante e diverse tra loro.
Gli italiani sono divisi su quale sarebbe lo scenario migliore dopo le dimissioni del presidente Conte.
Il sondaggio realizzato nelle ultime quarantotto ore dall’Istituto Demopolis per Radio1 Rai rivela che il 56% dei cittadini ritiene che la crisi di governo aperta in questo momento storico sia “inopportuna in un frangente come quello attuale”.
Tra le domande poste dall’Istituto Demopolis, c’è la preferenza per i diversi scenari che si potrebbero realizzare da qui ai prossimi giorni: il 40% degli italiani opterebbe per un nuovo governo guidato da Giuseppe Conte, magari con un rafforzamento della squadra di ministri.
Uno su cinque vorrebbe un esecutivo con una maggioranza più larga e un presidente del Consiglio diverso, un governo delle larghe intese.
Un terzo degli intervistati, invece, chiede di tornare subito al voto.
Un ulteriore livello di analisi sta nella collocazione politica dei cittadini intervistati: il 74% di chi vota Fratelli d’Italia e meno di due terzi di chi vota Lega vorrebbe subito le elezioni, meno convinti gli elettori di Forza Italia.
Tra chi parteggia per i partiti di maggioranza le percentuali di chi chiede di tornare al voto sono bassissime: 7% per i sostenitori dei 5 Stelle e 5% tra quelli del Partito Democratico.
(da Fanpage)
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Gennaio 26th, 2021 Riccardo Fucile
TRA SMENTITE, MEZZI SI’ E RETROMARCE DEI VARI INDIZIATI
È un foglio di carta su cui vengono scritti nomi, poi depennati, dopo nuovamente inseriti e spesso ancora cancellati. Funziona così la lista, non troppo lunga, dei ‘Responsabili’, ora definiti ‘Costruttori’ perchè i primi erano coloro che i 5Stelle avevano combattuto in passato e quindi andava cambiato il nome.
Alcuni deputati e senatori non stanno subendo ripensamenti nelle ultime ore e confermano di sostenere un eventuale governo Conte ter, altri invece finiscono sotto le luci della ribalta e poi smentiscono.
Si parla di 13-14 senatori pronti a far nascere un nuovo esecutivo con a capo il premier dimissionario, altri starebbero valutando. Sta di fatto che, per adesso, i numeri ufficialmente sono fermi a quelli di martedì scorso quando si è votata la fiducia a Palazzo Madama.
In Forza Italia i Responsabili che si sono palesati in Aula sono i due senatori Andrea Causin, ex del Partito Democratico e Scelta Civica, e Mariarosaria Rossi, ex fedelissima di Silvio Berlusconi e grande amica di Francesca Pascale, ex compagna del leader azzurro. Ora Conte punta, anche attraverso loro, ad avere il via libera da altri parlamentari di Forza Italia.
Tra questi Sandro Biasotti, che però smentisce di essere un costruttore: “Il mio partito — dice — è Forza Italia”. Circolava nei giorni scorso anche quello di Maria Virginia Tiraboschi, ma nulla di confermato.
Andrea Cangini, il cui nome più viene fatto tra coloro che sarebbero pronti a sostenere Conte, smentisce anche lui: “E’ una balla, Rocco Casalino butta dei nomi falsi nella mischia, li fa filtrare per creare tensione nei partiti o per distogliere l’attenzione dai nomi veri”. Luigi Vitali esclude di entrare a far parte di un Conte ter e infine Anna Carmela Minuto, ma anche fino a ieri chiedeva le elezioni insieme al resto del centrodestra.
Conte quindi prova a pescare al centro affinchè dai 156 sì di martedì scorso si possa superare almeno quota 161. Secondo le speranze di Palazzo Chigi, ci sarebbero i senatori dell’Udc pronti a sostenerlo. Anche se i 5Stelle, dopo la notizia di Lorenzo Cesa indagato, avevano posto un veto. In realtà , per adesso, un’apertura è arrivata solo da Paola Binetti per la quale “va bene un Conte ter ma non dovrà essere il clone del Conte-due”. Poco prima invece Antonio Saccone aveva detto che l’Udc rimane all’opposizione tanto che il presidente Antonio De Poli ha partecipato al vertice del centrodestra.
Gli occhi poi sono puntati anche sul movimento ‘Cambiamo’, il gruppo di Giovanni Toti. Gaetano Quagliariello, in un’intervista all’Huffpost, giudica Conte non adatto a realizzare un programma di riforme ma nello stesso tempo non pone un veto su di lui. Mentre Paolo Romani chiede un esecutivo di unità nazionale. Si evince quanto sia complicato per Conte anche un dialogo con loro.
Il socialista Riccardo Nencini che martedì scorso ha votato in extremis la fiducia immagina la nascita di un governo Conte ter allargando la maggioranza e senza escludere nessuno della vecchia coalizione.
Gli ex grillini Lello Ciampolillo, anche lui tra i responsabili di martedì scorso, e Gregorio De Falco, che invece in passato aveva già votato la fiducia, stanno provando a convincere gli altri ex 5Stelle come Michele Giarrusso, Tiziana Drago e Marinella Pacifico, ma ancora nessuno di loro ha sciolto la riserva. L’altro obiettivo, che in questo caso varrebbe doppio, è svuotare il gruppo di Italia Viva. Da giorni rimbalza la voce che due senatori sarebbero in partenza: Eugenio Comincini e Leonardo Grimani. Ancora nulla di certo e il pallottoliere che osservano a Palazzo Chigi è fermo a martedì.
(da “Huffingtonpost”)
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Gennaio 26th, 2021 Riccardo Fucile
RENZI HA UN ACCORDO CON UN ORGANISMO CONTROLLATO DAL FONDO SOVRANO SAUDITA PER 80.000 DOLLARI L’ANNO
Mentre in Italia si apriva una crisi di governo che lui stesso ha innescato, il leader di Italia Viva
Matteo Renzi era in Arabia Saudita per partecipare a una conferenza sull’innovazione.
Lo rivela in esclusiva il quotidiano Domani. Alla notizia delle dimissioni del premier Conte, Renzi — si legge nell’articolo di Emiliano Fittipaldi — “è dovuto tornare in fretta e furia a Roma per le consultazioni”.
Da quanto si apprende, il leader di Italia Viva aveva avvertito i suoi fedelissimi tre giorni fa: “Sto tutta la settimana fuori per cose importanti, torno solo al volo se bisogna votare la relazione sulla giustizia di Alfonso Bonafede”.
Renzi avrebbe abbandonato Riad nella notte per tornare a Roma: un cambio di programma per il senatore che in Arabia Saudita indossava vesti ben più importanti di quelle del semplice conferenziere.
“Il programma prevedeva che Renzi presenziasse a una conferenza organizzata dall’FII Institute, un organismo controllato dal fondo sovrano saudita, il Saudi public investment Fund (Pif).
Un meeting sul tema degli investimenti innovativi necessari al mondo post-Covid 19, previsto per domani e dopodomani, 27 e il 28 gennaio. Appuntamento a cui Renzi doveva partecipare in presenza perchè da qualche mese non è più un semplice conferenziere, ma siede, appunto, in uno degli advisory board (sorta di comitato consultivo) dell’ente di Stato”, riporta Domani.
Nonostante il rientro anticipato, Renzi potrà comunque prendere parte alla conferenza saudita, collegandosi semplicemente da remoto.
La partecipazione del senatore toscano alle conferenze saudite — secondo quanto riporta Domani — deve essere sempre garantita (in presenza o da remoto) e assicura a Renzi un gettone di circa 80mila dollari l’anno.
Secondo le indiscrezioni raccolte da Domani, e confidate al quotidiano da un fedelissimo che ha deciso di restare anonimo, Renzi darebbe ai sauditi soprattutto consigli tecnici “su come usare la cultura nelle città , che è un possibile driver del cambiamento del paese mediorentale”.
Il ruolo dell’ex premier nel comitato consultivo dell’istituto è ormai “di tutto rilievo”, tanto che il nome con rimandi fiorentini dell’edizione di quest’anno dell’FII, “The Neo-Renaissance”, l’avrebbe suggerito proprio lui.
(da TPI)
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