Gennaio 23rd, 2021 Riccardo Fucile
L’ASTIO DOPO L’ADDIO; UNA X SUL VOLTO DI CHI HA ABBANDONATO LA CAUSA DEI REAZIONARI
Un gesto di pessimo gusto da parte di una senatrice di Italia Viva.
Donatella Conzatti ha condiviso sui social (prima su Twitter, anche se ora ha rimosso il post, e poi sulla sua pagina Instagram) una vecchia foto che risale al 2019, prima dell’arrivo della pandemia da Covid.
Uno scatto che immortala tutti i grandi protagonisti che hanno dato vita alla stagione politica di Italia Viva. Ma in quella foto c’è un particolare importante e sgradevole: il volto di Vito De Filippo è stato cancellato a penna.
Questa l’immagina che ancora compare sul profilo Instagram della senatrice di Italia Viva (postiamo anche il link, ma l’immagine potrebbe sparire ben presto anche da lì dopo le polemiche).
Poco prima aveva condiviso lo stesso scatto sul suo profilo Twitter, prima delle rimozione della foto.
La foto originale, senza “x” sul volto di Vito De Filippo, è stata pubblicata anche da un altro esponente di Italia Viva, il deputato Luciano Nobili.
Perchè questo gesto da parte di Donatella Conzatti? Tutte le tracce sembrano riportare a una sola versione: sei giorni fa, infatti, il deputato Vito De Filippo aveva annunciato il suo addio a Italia Viva per fare ritorno nel Partito Democratico. E poi, martedì a Montecitorio, ha ovviamente votato la fiducia al governo Conte-2.
Una mossa che non sembra esser stata digerita.
(da “Giornalettismo”)
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Gennaio 23rd, 2021 Riccardo Fucile
SONDAGGIO PAGNONCELLI: LA CRISI GENERATA NON FA BENE AL LEADER DI ITALIA VIVA… IL GRADIMENTO AL GOVERNO AUMENTA DI 2 PUNTI, QUELLO PER SALVINI CALA DI 2
Matteo Renzi resta ultimo in classifica per indice di gradimento degli italiani. Il sondaggio di
Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera mostra come la crisi non abbia portato grande popolarità al leader di Iv anche perchè continua a restare altissima la percentuale degli italiani che non capisce il perchè della rottura della maggioranza di governo: ben il 42 per cento.
L’indice di gradimento del governo (51) è aumentato di due punti in una settimana, più per la capacità di tenuta dell’esecutivo che per provvedimenti specifici adottati, quello per il premier si mantiene stabile a 56.
In questa fase tumultuosa il gradimento dei leader fa segnare poche variazioni superiori a un punto percentuale, a partire da Speranza (indice 38, in crescita di 3 punti rispetto a dicembre), il cui apprezzamento solitamente aumenta al crescere della preoccupazione per il Covid.
A seguire in graduatoria Giorgia Meloni (35, in crescita di 1) poi, con lo stesso valore (29), Salvini (in calo di 2 punti), Zingaretti (stabile) e Franceschini (+2), quindi Berlusconi (+1) e Calenda (-1), appaiati a 27.
Da segnalare l’aumento di 3 punti di Bonafede la cui relazione sulla giustizia verrà votata in parlamento la prossima settimana, presumibilmente non senza tensioni, dopo l’annunciato voto contrario di Iv.
Infine, Renzi fa registrare l’aumento di un punto (12), senza tuttavia abbandonare l’ultima posizione.
(da agenzie)
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Gennaio 23rd, 2021 Riccardo Fucile
LEI PUBBLICA SU INSTAGRAM LE MINACCE RICEVUTE: “PER ME CONTANO I MESSAGGI DI STIMA E AFFETTO CHE RICEVO”
Purtroppo, con rassegnazione, si può dire che la situazione era inevitabile. Perchè i social sono, ogni giorno di più, un vero e proprio sfogatoio per chi pensa di poter insultare e minacciare chicchessia senza pagare le conseguenza.
Un triste clichè a cui, purtroppo, siamo abituati. L’ultima a finire nel mirino degli haters da tastiera è stata la senatrice Mariarosaria Rossi, balzata agli onori della cronaca politica per aver votato la fiducia al governo Conte opponendosi, di fatto, alla linea tracciata da Forza Italia in Parlamento nelle giornate di martedì e mercoledì scorso.
A denunciare i messaggi di minacce e insulti ricevuti è stata la stessa senatrice (ormai ex Forza Italia dopo la cacciata arrivata subito dopo il voto di fiducia di mercoledì 20 gennaio) attraverso le sue Instagram Stories.
«Ti auguro tutti i tipi di malattie possibili e immaginabili — si legge nel messaggio pubblicato dalla senatrice sul suo profilo Instagram — a te e i tuoi cari. E fai attenzione quando attraversi la strada che le macchine corrono».
«Ricevo insulti e minacce da giorni ma quello che davvero conta sono tutti quei messaggi di stima, di affetto e di sostegno ad andare avanti — ha commentato Mariarosaria Rossi -. Siete la mia forza».
E i toni dei messaggi ricevuti negli ultimi giorni sono sulla stessa falsariga di quanto pubblicato tra le sue Instagram Stories. La maggior parte si trovano tra i commenti della sua ultima foto pubblicata sul social (il 1° gennaio scorso).
La senatrice è ritenuta responsabile (non nel significato tanto caro al governo Conte) di aver mantenuto in vita l’esecutivo grazie al suo voto di fiducia di mercoledì scorso a Palazzo Madama. E questo ha scatenato l’atavico, inevitabile (purtroppo) e insostenibile odio che sui social trova, sempre più, la valvola di sfogo.
(da agenzie)
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Gennaio 23rd, 2021 Riccardo Fucile
IL NEONAZISTA DI SAVONA ARRESTATO CHE VOLEVA UCCIDERE “DONNE, EBREE E COMUNISTE”
Andrea Cavalleri è il 22enne di Savona arrestato perchè progettava di compiere stragi ispirate
all’attentato di Utoya. L’organizzazione — di cui faceva parte anche un minorenne.- era stata chiamata “Nuovo ordine sociale”.
Una rete che si espandeva in tutta Italia, da Nord a Sud: Torino, Cagliari, Forlì-Cesena, Palermo, Perugia, Bologna e Cuneo. Non solo professavano l’odio razziale, ma anche quello di genere.
Oggi La Stampa riporta alcuni stralci delle chat dove Cavalleri e il minorenne raccontavano i loro propositi:
“Ai fini dell’inquadramento della pericolosità dell’indagato, rimarca il gip Faggioni, è rilevante anche il rinvenimento di alcuni gruppi Whatsapp denominati Ovra e Memefrego in cui sono stati condivisi propositi violenti e anticonservativi…Nel gruppo Ovra, nella sezione info, è indicato ‘Qui vige il fascismo.. Oskar Dirlewangr (generale delle SS) è il nostro Dio…’.
E qui Cavalleri ha inserito messaggi contenenti il desiderio di compiere atti violenti e stragisti, si pensi alle comunicazioni del 2018: “Ci sei (rivolto a un altro frequentatore del gruppo, minorenne anche lui inquisito) per un massacro in piazza, in armatura templare o uniforme SS?”
Ma Cavalleri nella chat si rivolge al suo complice progettando anche uno school shooting: “Io direi che mi divertirei di più classe per classe… con il lanciafiamme o un AK47 di scorta… io voglio guardarli in faccia e sentirli urlare. Meglio morire con onore in uno school shooting che vivere una vita di m.
L’altro bersaglio ricorrente nei propositi del suo micro movimento Nuovo Ordine Sociale è rappresentato dall’universo femminile. “Voglio fare una strage a una manifestazione di femministe. Donne, ebree e comuniste sono i nostri nemici. Le donne moderne sono senza sentimenti, bambole di carne da sterminare”.
Cavalleri si definisce un Incel, ovvero gli “involontariamente celibi”. persone che ritengono che i loro insuccessi e fallimenti con le donne siano dovuti ad alcuni comportamenti propri del genere femminile. E per questo motivo il loro odio e la loro discriminazione si riversa anche verso le donne
(da agenzie)
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Gennaio 23rd, 2021 Riccardo Fucile
CORTEO VERSO LA LUBYANKA, COVO DELL’EX KGB, OGGI FSB… NAVALNJY DAL CARCERE: “SAPPIATE CHE NON HO INTENZIONE DI SUICIDARMI, NEL CASO QUALCUNO MI VOLESSE FAR TROVARE IMPICCATO ALLE FINESTRE”
“Siamo orgogliosi di voi. Siamo moltissimi. Vogliamo felicità per il nostro Paese e stiamo manifestando pacificamente per la nostra libertà e per quella di Navalny”, si legge nel messaggio diffuso dal canale Telegram di Navalny che da stamattina pubblica i video delle diverse manifestazioni in diverse parti del Paese, da Vladivostok a Mosca e San Pietroburgo.
40 mila in piazza a Mosca, fermati anche ragazzini
A Mosca e San Pietroburgo gli arresti sono cominciati ancora prima dell’avvio della manifestazione alle 14 (ora locale, le 12 in Italia). Nella capitale, piazza Pushkin, area destinata alla manifestazione secondo gli annunci, è circondata da barricate, come altre zone della capitale, nelle aree dello shopping e nelle strade principali. Altri agenti sono stati collocati nella piazza Rossa. Tra i fermati molti portavano cartelli con scritto “Io non ho paura”, citazione dello stesso Navalny e diventata uno degli slogan della giornata di protesta di oggi. Un giornalista dell’ANSA sul posto è stato tra l’altro testimone del fermo di un ragazzino di circa 12 anni.
Nonostante la massiccia presenza di polizia e i blocchi lungo le principali arterie di Mosca, i manifestanti continuano a raggiungere piazza Pushkin a Mosca per la protesta contro l’arresto di Navalny. Megafoni ordinano ai presenti di disperdere la manifestazione non autorizzata.
Un gruppo si sta dirigendo verso il quartier generale dell’FSB, i servizi di sicurezza interni eredi del KGB, situato sulla Lubyanka. I manifestanti urlano lo slogan “Russia senza Putin”. ù
Il messaggio di Navalnyj dal carcere: “Non mi suiciderò”
I collaboratori di Navalnyj rimasti in libertà hanno intanto pubblicato un suo videomessaggio dalla prigione di custodia cautelare, registrato, a quanto pare, tra il 20 e il 21 gennaio. Già sopravvissuto a un tentato avvelenato da Novichok e detenuto a Matrosskaja Tishina, la prigione dove nel 2009 morì l’avvocato Serghej Magnitskij che aveva indagato su una frode su vasta scale che coinvolgeva,
Navalnyj ha ringraziato il pubblico della video-inchiesta sul “palazzo di Putin”, espresso il suo rispetto per i giovani che fino a ieri avevano fatto guadagnare oltre 22 milioni di visualizzazioni agli hashtag #NavalnyjLibero e #23gennaio su Tik Tok.
E ha infine messo anche in guardia da una sua “scomparsa” prematura. “Giusto in caso: non sto pianificando di impiccarmi alle finestre o di tagliarmi le vene o la gola con un cucchiaio affilato. Uso le scale con molta cautela e mi prendono la pressione ogni giorno perciò un improvviso infarto è da escludere. Sono in uno stato psicologico ed emotivo stabile”, ha scritto su Instagram.
(da agenzie)
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Gennaio 23rd, 2021 Riccardo Fucile
A MOSCA 40.000 MANIFESTANTI, LA POLIZIA COSTRETTA AD ARRETRARE: CORI DI “LIBERTA’ PER NAVALNY” E “VIA PUTIN DALLA RUSSIA”
In Russia sono iniziate le proteste contro la detenzione di Aleksey Navalny e la polizia ha
cominciato la sua opera di repressione arrestando oltre mille manifestanti in circa 65 città .
Al momento l’ong Ovd-Info dà notizia di almeno 1.090 persone fermate nei cortei a favore dell’avversario numero uno di Putin, di cui circa 300 nella sola Mosca. Ma il bilancio pare destinato ad aumentare.
La manifestazione più massiccia è probabilmente quella in corso a Mosca, dove si stima che 40.000 persone abbiano risposto all’appello lanciato dall’opposizione concentrandosi per lo più in Piazza Pushkin, nel centro della capitale russa. Molte di più delle 4.000 di cui riferisce il ministero dell’Interno.
Migliaia di persone sono scese in piazza anche nell’estremo oriente e in Siberia, sfidando temperature a volte glaciali, come a Yakutsk, dove il termometro registra 50 gradi sotto lo zero.
A Vladivostok, stando a un video pubblicato online, la polizia ha caricato i dimostranti. A Mosca, sotto la statua del grande poeta Aleksandr Pushkin, gli agenti hanno fermato anche una delle più strette collaboratrici di Aleksey Navalny, Liubov Sobol: madrina delle proteste anti-Putin del 2019 e legale del Fondo Anticorruzione che ha messo tante volte in imbarazzo il leader del Cremlino e il suo cerchio magico.
Anche la moglie di Navalny, Yulia Navalnaya, è stata trattenuta dalle forze dell’ordine e ha pubblicato online una foto che la ritrae dentro una camionetta della polizia.
Gli agenti in assetto antisommossa circondano i manifestanti in Piazza Pushkin, che rispondono scandendo i loro slogan. “La Russia senza Putin”, “Libertà per i prigionieri politici”, urla la folla, mentre gli altoparlanti della polizia invitano la gente a sgomberare l’area e a mettere fine alla protesta “non autorizzata”. Ma ogni tentativo di disperdere la folla è risultato vano, la polizia è stata costretta più volte ad arretrare sotto la pressione di decine di migliaia di patrioti
(da agenzie)
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Gennaio 22nd, 2021 Riccardo Fucile
“CALUNNIE DI ROMA”, “RICHIESTA DANNI”, STRILLAVANO FONTANA E SALVINI… ORA PIOVERANNO DENUNCE E RICHIESTE DANNI SULLA REGIONE: COSA ASPETTA FONTANA AD ANDARE A CASA?
Il governatore ha parlato di calunnie, poi ha dichiarato che il merito dell’imminente passaggio a zona arancione è del ricorso al Tar.
Il documento dell’Istituto superiore di sanità però smonta la sua versione: i dati forniti dal Pirellone il 20 gennaio “cambiano il numero di soggetti sintomatici notificati dalla stessa Regione”. Tradotto: 10 milioni di persone sono rimaste in zona rossa per uno sbaglio dell’amministrazione leghista
La Lombardia è finita in zona rossa per via di un suo errore. Mentre il governatore Attilio Fontana accusava il governo di aver punito i lombardi e con la neo-assessora Letizia Moratti presentava pure ricorso al Tar, in realtà se dieci milioni di abitanti sono rimasti una settimana con i negozi chiusi e i limiti agli spostamenti, la colpa è dei dati sbagliati forniti dalla stessa Regione che hanno di conseguenza sballato il valore Rt.
La spiegazione è contenuta in una relazione tecnica dell’Istituto superiore di sanità : i dati della sorveglianza epidemiologica fornita dalla Lombardia il 20 gennaio 2021, si legge, “cambiano il numero di soggetti sintomatici notificati dalla stessa Regione. Pertanto, una rivalutazione del monitoraggio si rende necessaria alla luce della rettifica fornita dalla Regione Lombardia”, spiega la relazione.
Il 20 gennaio, un giorno dopo aver presentato il ricorso al Tar, la Regione Lombardia ha inviato l’aggiornamento della situazione epidemiologica nel quale era indicata “una rettifica dei dati relativi alla settimana 4-10 gennaio“. Una correzione non di poco conto. Quello che veniva cambiato è il “numero dei casi in cui viene riportata una data inizio sintomi e, tra quelli con una data di inizio sintomi, quelli per cui viene data un’indicazione di stato clinico laddove assente”.
Cambiamenti che, spiega sempre la relazione dell’Iss, “riducono in modo significativo il numero di casi che hanno i criteri per essere confermati come sintomatici e pertanto inclusi nel calcolo Rt“. Ora, anche sulla scorta dell’ultimo monitoraggio in cui la Lombardia ha un Rt medio a 0,82 (0,78-0,87), è possibile una rivalutazione che porti la Regione in zona arancione.
Lo certifica la relazione integrale dell’Iss, a pagina 7 il passaggio decisivo: Allegato 1 — Implicazione tecnica della nuova disponibilitaÌ€ di dati di sorveglianza in Lombardia
Eppure, da una settimana il governatore Fontana ha continuato ad attaccare il governo sulla zona rossa. “Una punizione che non ci meritiamo”, diceva il governatore il 15 gennaio. Aveva paradossalmente ragione, ma il motivo erano gli errori del Pirellone.
Poi, il 19 gennaio, insieme all’assessora al Welfare Letizia Moratti ha presentato ricorso al Tar, parlando di una decisione “fortemente, e ingiustamente, penalizzante” . Ancora oggi, Fontana ha puntato il dito contro il governo: “A Roma devono smetterla di calunniare la Lombardia per coprire le proprie mancanze”, ha detto. “Abbiamo sempre fornito informazioni corrette“, ha ribadito, intestandosi anche il merito del possibile passaggio a zona arancione: “Dai rumors che ci arrivano la Lombardia entrerà in zona arancione. Quindi io credo che il ricorso abbia avuto sicuramente un suo effetto”.
A fargli eco ci ha pensato Matteo Salvini: “Se 10 milioni di cittadini lombardi sono stati rinchiusi in casa per mesi in base a dati e valutazioni sbagliate del governo, saremmo di fronte a danni morali ed economici enormi, un vero e proprio sequestro di massa“, ha dichiarato sui social. “Chi ha sbagliato paghi, chieda scusa e ripari al danno causato”, ha concluso.
Peccato che la responsabilità sia della Regione amministrata dalla Lega.
Le reazioni
“La Lombardia è finita in zona rossa sulla base dei dati inviati dalla Regione alla Cabina di Regia la settimana scorsa. Numeri evidentemente sbagliati, visto che nelle ultime ore è in atto un tentativo piuttosto maldestro di rettifica. Questo significa, molto semplicemente, che la Lombardia potrebbe essere finita in zona rossa a causa di un grossolano errore dei vertici della Regione”, commenta Simona Malpezzi (Pd), sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento.
“Hanno attaccato il governo, fatto ricorsi e polemiche — aggiunge Malpezzi — denunciato un fantomatico attacco per affossare la Regione quando in realtà si sarebbe trattato di un loro preciso, ennesimo sbaglio“.
Anche il deputato M5S lombardo e viceministro al Mise Stefano Buffagni commenta: “Io penso alle partita Iva, ai nostri negozianti, ai professionisti, e a tutto il nostro comparto produttivo. Un errore come questo è costato caro proprio a queste categorie”, scrive su Facebook.
In Lombardia Pd e Movimento 5 Stelle attaccano il governatore lombardo e la nuova assessora: “Fontana e Moratti spieghino subito e in modo convincente se da una settimana siamo in zona rossa perchè la Regione Lombardia ha sbagliato a calcolare l’Rt — ha dichiarato per il gruppo regionale Dem il capodelegazione in commissione Sanità Samuele Astuti — Inutile dire che sarebbe un errore molto grave, che ha avuto ricadute pesanti sulla vita dei lombardi, sugli studenti che non sono andati a scuola, sui ristoratori e sui negozianti che hanno dovuto tenere chiuse le loro attività . Se, dopo giorni di polemiche e di ricorsi, la responsabilità della serrata fosse della Regione, Fontana dovrebbe perlomeno chiedere scusa pubblicamente e con lui tutti gli esponenti del centrodestra regionale che hanno accusato il Governo di aver voluto affossare la Lombardia e la sua economia”.
Fa eco il pentastellato Massimo De Rosa, capogruppo in Lombardia: “Così fosse, Regione Lombardia risponda di questo imperdonabile errore e paghi i danni a tutte quelle imprese, a tutti quei lavoratori, a tutti quegli studenti che stanno subendo sulla propria pelle gli effetti dell’incapacità di questa Giunta. Non solo hanno dimostrato di non saper gestire l’emergenza, ma ora parrebbe che per un loro errore nel comunicare i dati abbiamo pagato il prezzo, economico e psicologico, di una settimana in zona rossa. Ora paghino i danni.”
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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Gennaio 22nd, 2021 Riccardo Fucile
“PUTIN HA RUBATO IL FUTURO DELLA MIA GENERAZIONE, LA POLIZIA RISPONDERA’ MA SAREMO IN TANTI, NON CI FERMEREMO”
Oleg Stepanov, 28 anni, è a capo dello staff dell’attivista. Da un luogo sicuro parla a Open della
grande manifestazione in programma sabato: «Putin ha rubato il mio futuro e quello della mia generazione. La polizia risponderà ma saremo in tanti, è questa sarà la nostra forza»
A meno di una settimana dall’arresto di Alexei Navalny, avvenuto nel giorno del suo ritorno in Russia, dopo il tentativo di avvelenamento e i mesi di convalescenza passati in Germania, non si ferma il pugno duro di Mosca contro l’attivista e il suo inner circle.
Negli ultimi due giorni la polizia ha fermato e arrestato diversi collaboratori dell’oppositore di Putin. Tra loro c’è anche la sua portavoce, Kira Yarmish, per cui un tribunale di Mosca ha ordinato una detenzione di almeno nove giorni. Yarmish è accusata di organizzazione di manifestazioni non autorizzate, dopo che la fondazione creata da Navalny ha annunciato per domani — 23 gennaio — proteste in tutta la Russia per chiedere la liberazione dell’attivista.
Proteste che per il Cremlino non sono legittime e che intende bloccare con la massima forza: «I tentativi di organizzare un evento pubblico non autorizzato nonchè eventuali azioni provocatorie da parte di chi vi partecipa verranno considerati come una minaccia all’ordine pubblico e saranno immediatamente repressi», ha dichiarato la polizia della capitale russe, secondo l’agenzia Interfax.
Il 21 gennaio, la polizia ha fatto irruzione anche nell’appartamento di Oleg Stepanov, direttore del quartiere generale della fondazione di Navalny a Mosca. «Non mi hanno trovato, per questo sono ancora libero».
E’ lo stesso Stepanov a raccontare a Open gli ultimi giorni passati in Russia. «Mi ero spostato preventivamente in un’altra location», ci racconta mentre Mosca si prepara per quella che Stepanov definisce «una delle manifestazioni più grandi» degli ultimi anni.
La polizia lo sta ancora cercando, ma al momento si trova «al sicuro», dice, e «ben nascosto».
Antropologo sociale, con una specializzazione in migrazioni nel sud dell’Europa, Stepanov si è unito a Navalny nel 2017. E ora, a 28 anni, coordina il suo staff nella sede di Mosca. «Domani sarà il giorno in cui passeremo all’azione. Vogliamo che Navalny e i suoi colleghi vengano liberati», dichiara.
«Il nostro più grande nemico? La povertà »
Due giorni dopo l’arresto di Navalny, la Fondazione per la lotta alla corruzione ha pubblicato una video inchiesta in cui accusa il presidente Vladimir Putin di essersi fatto costruire un palazzo sul Mar Nero grazie a tangenti. L’inchiesta ha ottenuto più di 55 milioni visualizzazioni.
«La seconda cosa che vogliamo ottenere dopo la liberazione di Navalny è che Putin si dimetta e lasci il suo incarico», dichiara Stepanov che non teme la repressione della polizia. «Continueremo, se non è domani, sarà il giorno dopo, tra una settimana, oppure tra anni, ma alla fine Navalny sarà liberato e Putin se ne andrà ».
Navalny è stato arrestato per la prima volta nel 2011 e detenuto per 15 giorni prima di essere liberato. Nel 2017 l’attivista aveva annunciato la sua intenzione di candidarsi alle elezioni del 2018 prima di essere escluso da una decisione della commissione elettorale per presunte accuse di corruzione.
«Vogliamo elezioni libere — dice Stepanov — tutti i settori sono dominati dagli oligarchi vicini a Putin e il nostro più grande nemico è la povertà ».
Sono circa 17.5 milioni le persone — il 12% della popolazione russa — che in Russia vivono sotto la soglia di povertà e questo «a causa di un sistema corrotto attraverso cui Putin è riuscito ad accentrare tutta la ricchezza nella sua persona», commenta Stepanov.
L’appello all’Europa
Il coordinatore del quartier generale di Navalny, poi, si rivolge all’Europa: «La repressione dell’apparato statale è sempre più violenta. L’Europa deve intervenire sanzionando gli uomini di Putin».
Dalle proteste che prenderanno il via domani Stepanov sia aspetta una grande partecipazione, nonostante il dipartimento di polizia abbia provato in ogni modo, anche sui social media, a bloccare la manifestazione. «Putin ha rubato il mio futuro e quello della mia generazione. La polizia risponderà ma saremo in tanti, è questa sarà la nostra forza».
(da Open)
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Gennaio 22nd, 2021 Riccardo Fucile
MIGLIAIA DI GIOVANI PUBBLICANO VIDEO CHE INVITANO A PARTECIPARE ALLE PROTESTE PER LA LIBERAZIONE DI NAVALNY, L’APPARATO REPRESSIVO DI PUTIN NON RIESCE A TAMPONARLI… IN DIVERSE SCUOLE GLI STUDENTI HANNO TOLTO LA FOTO DI PUTIN PER SOSTITUIRLA CON QUELLA DELL’OPPOSITORE
Dopo gli Usa anche in Russia il social network cinese TikTok si sta trasformando da canale di intrattenimento a mezzo per veicolare messaggi politici.
A galvanizzare i giovanissimi utenti russi del social è stato il rientro in patria del politico Alexej Navalny, scampato a un tentativo di avvelenamento la scorsa estate, rientrato da pochi giorni in Russia e subito arrestato.
I teenager russi stanno pubblicando in massa dei brevi video per testimoniare il loro sostegno all’oppositore e chiamare a partecipare alla manifestazione per chiedere il suo rilascio.
E le autorità russe hanno immediatamente reagito minacciando di pesanti sanzioni TikTok e altri social, ma anche chiunque inciti a partecipare alle proteste in programma che sarebbero mirate a “destabilizzare la situazione in Russia, alla stregua della Bielorussia”.
E mentre Navalny resta in carcere fino al 15 febbraio e rischia due anni e mezzo di detenzione, il suo staff ha pubblicato su YouTube la sua video inchiesta sul sontuosissimo ‘palazzo segreto’ di Putin sul mar Nero, che sarebbe stato pagato con una maxi tangente dalle aziende di Stato e dall’entourage del leader del Cremlino.
Un video che sta letteralmente spopolando, con oltre 45milioni di visualizzazioni in sole 24 ore. Un successo che cavalca la chiamata alla piazza dei collaboratori di Navalny, che chiedono di protestare in tutto il Paese sabato 23 gennaio per ottenere il rilascio dell’oppositore, proprio come avvenne in seguito alla manifestazione di massa davanti al Cremlino nel 2013, quando Navalny fu condannato per un altro processo nel pieno della sua campagna per diventare sindaco di Mosca.
Gli hashtag #libertà aNavalnyj, #23 gennaio e simili hanno avuto più di 200 milioni di visualizzazioni su TikTok.
Sono diventati virali video in cui alunni delle scuole tolgono il ritratto di Putin e lo sostituiscono con quello di Navalny.
“I teenager sono preoccupati dalla situazione nel Paese e non hanno paura di esprimere la propria opinione. E pensare che ci chiamano generazione persa”, scrivono gli zoomer russi nei loro filmati accompagnati da alcuni brani, come quello intitolato Labirinto del rapper Face che dice: “Essere contro il potere non vuol dire essere contro la patria”. “Navalny ci ha aperti gli occhi sulla giustizia e sulla sanità ”, dice un’altra utente giovanissima di TikTok.
Spopolano anche i video in cui ragazzi danno raccomandazioni su come prepararsi ad una manifestazione (“vestitevi bene, prendete una bottiglietta d’acqua e un power bank”) oppure inscenano delle conversazioni con i genitori preoccupati o fanno parodia dei docenti che minacciano sanzioni per chi prenderà parte alle proteste.
Il canale Telegram Baza ha scritto che le scuole e le università russe stanno mandando comunicazioni ai genitori e agli studenti per dissuaderli dalla partecipazione alle manifestazioni del 23 gennaio, minacciando anche con l’espulsione nel caso contrario.
E la presidente dell’Associazione dei comitati e delle comunità dei genitori Olga Letkova ha esortato in un’intervista alla rivista Snob di vietare TikTok in Russia, dicendo che si tratta di “un social network gestito dall’estero” che cerca di organizzare “un colpo di Stato” in Russia “strumentalizzando i nostri figli”.
Il servizio russo per la supervisione delle comunicazioni, Roskomnadzor, ha fatto sapere il 21 gennaio che ha convocato rappresentati dei social network TikTok, VKontakte, Facebook, Twitter, Instagram e YouTube per stilare dei protocolli a causa di una contravvenzione. L’accusa è di aver diffuso informazioni vietate che incitano minorenni a partecipare alle manifestazioni non autorizzate e i social in questione rischiano la multa massima di 4 milioni di rubli (circa 45 mila euro).
(da agenzie)
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