Destra di Popolo.net

BIDEN E L’EUROPA CHIEDONO L’IMMEDIATO RILASCIO DI NAVALNY ARRESTATO AL SUO RIENTRO A MOSCA

Gennaio 17th, 2021 Riccardo Fucile

DOPO AVERLO AVVELENATO, LO ARRESTANO: PURO STILE SOVRANISTA VERSO I DISSIDENTI DA PARTE DELL’EX AGENTE DEL KGB SOVIETICO PRIMA DI DIVENTARE MILIARDARIO COI SOLDI DEL POPOLO RUSSO

Alexey Navalny è stato fermato dalla polizia dopo essere atterrato a Mosca. Gli agenti gli hanno chiesto di seguirli al controllo passaporti. La moglie lo ha baciato in segno di saluto. L’avvocato non ha potuto seguirlo. La testata Current Time ha trasmesso il tutto in diretta. “All’aeroporto di Sheremetyevo di Mosca gli ufficiali del dipartimento operativo del Servizio Penitenziario Federale della Russia (FSIN) hanno fermato Alexey Navalny, che è stato condannato alla sospensione condizionale della pena ed è stato inserito nella lista dei ricercati il 29 dicembre 2020 per molteplici violazioni del periodo di prova”, ha detto il FSIN in una dichiarazione. Lo riporta RIA Novosti.
Poco prima l’oppositore di Putin aveva detto: “Io sono qui e vi posso assicurare di essere felice, questa è casa mia. Tutti mi chiedono: hai paura? No, non ho paura. Passo la dogana con animo tranquillo, poi andrò a casa perchè so che ho ragione ed esorto anche voi a non avere paura”. Intanto, sono saliti a 37 gli arresti nell’aeroporto Vnukovo di Mosca, dove era atteso l’arrivo di Alexei Navalny da Berlino prima che il volo venisse deviato in un altro aeroporto della capitale russa, Sheremetyevo. Lo riferisce il gruppo OVD-Info, che monitora gli arresti politici.
Biden chiede la liberazione di Navalny
Joe Biden, per bocca del suo consigliere per la sicurezza nazionale, chiede la scarcerazione immediata dell’oppositore. “Navalny deve essere immediatamente liberato – afferma Jake Sullivan – e i responsabili del vergognoso attacco alla sua vita devono essere perseguiti”.
Sullivan aggiunge che “gli attacchi del Cremlino a Navalny non sono solo una violazione dei diritti umani ma anche un affronto al popolo russo che vuole che la propria voce sia ascoltata”.
Di Maio: immediato rilascio
“L’arresto di Navalny al suo arrivo in Russia è un fatto molto grave, che ci preoccupa. Ne chiediamo l’immediato rilascio. E ci aspettiamo che siano rispettati i suoi diritti”, scrive su Twitter il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.
Michel: l’arresto di Navalny è inaccettabile
“L’arresto di Alexej Navalny all’arrivo a Mosca è inaccettabile. Chiedo alle autorità  russe di rilasciarlo immediatamente”. Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel.
Borrell: lo rilascino subito “Le autorità  russe devono rispettare i diritti di Aleksei Navalny e rilasciarlo immediatamente”, twitta l’Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri e la sicurezza, Josep Borrell. “La politicizzazione del sistema giudiziario è inaccettabile”.
Sassoli: suo arresto un’offesa, va rilasciato
“L’arresto di Alexey Navalny a Mosca è un’offesa alla comunità  internazionale, all’Europa che ha contribuito a salvargli la vita. Chiediamo alle autorità  russe il suo rilascio immediato. Siamo pronti a invitarlo al Parlamento europeo”. Lo scrive in un tweet il presidente dell’Europarlamento, David Sassoli.
Baltici: liberazione o sanzioni Ue
Rilascio immediato di Navalny o sanzioni Ue contro la Russia. E’ una richiesta congiunta dei Paesi baltici twittata dal ministro degli Esteri lituano Vytautas Landbergis (nipote del primo presidente della Lituania dopo l’indipendenza dall’Urss dall’11 marzo 1990 alle elezioni del 25 novembre 1992).
“Dichiarazione congiunta di Estonia, Lettonia e Lituania”, scrive Landsbergis. “L’arresto di Navalny da parte delle autorità  russe è del tutto inaccettabile. Chiediamo il suo immediato rilascio. L’Ue dovrebbe agire rapidamente e se lui non sarà  rilasciato, dovremo considerare l’imposizione di misure restrittive in risposta a questo atto sfacciato”.

(da agenzie)

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SONDAGGIO PEW RESEARCH: L’INDICE DI GRADIMENTO DI TRUMP E’ CROLLATO AL 29%

Gennaio 17th, 2021 Riccardo Fucile

DURANTE IL QUADRIENNIO ALLA CASA BIANCA, L’INDICE ERA SEMPRE STATO COMPRESO TRA IL 35% E IL 45%

Se ne va tra i fischi e gli improperi della maggioranza degli americani: è crollato l’indice di gradimento del presidente uscente degli Stati Uniti, Donald Trump, che mercoledì prossimo lascerà  la Casa Bianca con un livello di consensi mai così basso durante la sua presidenza.
E’ quanto emerge dall’ultimo sondaggio del Pew Research Center, secondo il quale Trump godrebbe adesso di un indice di gradimento del 29%.
Durante il suo quadriennio alla Casa Bianca, questo valore è sempre stato compreso fra il 35% e il 45%.
Secondo l’istituto, il crollo si è verificato dopo il 6 gennaio, giorno in cui ha avuto luogo l’assalto al Campidoglio di Washington da parte dei suoi sostenitori.

(da Globalist)

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LA GRAZIA DI TRUMP COSTAVA 2 MILIONI DI DOLLARI: ALLA CASA BIANCA UNA ASSOCIAZIONE A DELINQUERE

Gennaio 17th, 2021 Riccardo Fucile

LA TESTIMONIANZA   DI UN EX AGENTE DELLA CIA ALLA FBI PUBBLICATA DAL NEW YORK TIMES CON LA RICHIESTA DELLA TANGENTE

Due milioni di dollari è la somma di denaro che servirebbe per avere il perdono presidenziale di Donald Trump.
Questa è stata la richiesta fatta da un collaboratore di Rudi Giuliani ad un ex agente della Cia, che ha scontato 30 mesi di carcere per aver rivelato il nome di un collega.
John Kiriakou, questo il nome dell’ex agente della Cia, avrebbe risposto con una risata, sottolineando che, anche se avesse avuto tanto denaro, non avrebbe avuto senso spenderlo per una riabilitazione che gli avrebbe fruttato solo il diritto alla pensione.
L’offerta sarebbe stata fatta durante un incontro l’anno scorso al Trump International Hotel di Washington fra Kiriakou, Giuliani e un collaboratore di quest’ultimo.
E’ stato il collaboratore a parlare dei due milioni di dollari quando l’avvocato personale di Donald Trump è andato in bagno, secondo quanto raccontato all’Fbi

(da Globalist)

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NAVALNYJ ATTERRATO A MOSCA E ARRESTATO IN DIRETTA TV: “NON HO PAURA, LA RUSSIA E’ CASA MIA”

Gennaio 17th, 2021 Riccardo Fucile

FERMATI 37 SUOI SOSTENITORI: IL REGIME DI PUTIN MOSTRA IL SUO VERO VOLTO AL MONDO, I SUOI SERVI SOVRANISTI IN ITALIA TACCIONO

Aleksej Navalnyj, il principale oppositore del Cremlino, è stato arrestato in diretta tv non appena atterrato a Mosca, all’aeroporto di Sheremetevo.
Lo ha fatto sapere la sua portavoce Kyra Jarmish, postando due video del momento in cui Navalnyj è stato bloccato dagli agenti della polizia di frontiera al controllo passaporti.
Prima di seguirli, si è congedato con un bacio dalla moglie Julija.
Poco prima, dopo essere arrivato nel terminal dell’aeroporto, Navalnyj aveva detto ai giornalisti di sentirsi “assolutamente felice” e aveva definito oggi “il miglior giorno dei miei ultimi cinque mesi”.
L’oppositore aveva inoltre criticato le autorità  per avere deviato l’aereo facendolo atterrare nell’aeroporto Sheremetevo e non nello scalo di Vnukovo dove l’atterraggio era inizialmente previsto. Si era poi scusato con gli altri passeggeri per questo inconveniente e aveva ripetuto quanto già  detto alla partenza a Berlino, cioè che non temeva l’arresto perchè non ha fatto niente di illegale.
Il capo dell’opposzione russa era partito oggi da Berlino per la Russia, nonostante la minaccia di arresto. È rientrato a Mosca dopo aver ultimato la convalescenza per il tentato avvelenamento dell’agosto scorso.   L’arrivo era previsto nello scalo di Vnukovo, ma all’ultimo momento il volo è stato dirottato verso quello di Sheremetevo. All’aeroporto di Vnukovo, prima dell’arrivo di Navalnyj, sono stati arrestate 37 persone, tra le quali alcuni dei suoi più stretti collaboratori: Ljubov Sobol, Ruslan Shaveddinov e Konstantin Kotov.
Navalnyj, che ha accusato il Cremlino del suo avvelenamento, sottolinea che i centri di potere vicini al presidente russo Vladimir Putin abbiano più volte tentato di dissuaderlo dal rientrare in patria.
A dicembre il Servizio penitenziario federale aveva avvertito Navalnyj che avrebbe affrontato il carcere se non si fosse presentato nei suoi uffici, secondo i termini della condanna fasulla del 2014 per appropriazione indebita e riciclaggio di denaro.
L’oppositore ha sempre bollato come motivata politicamente la sentenza, e la Corte europea per i diritti umani ha stabilito che era illegale. Il servizio carcerario ha chiesto a un tribunale di Mosca di dare attuazione alla condanna a tre anni e mezzo, cancellandone la sospensione, e di   “intraprendere tutte le azioni necessarie per trattenere Navalnyj in attesa della sentenza del tribunale”.
Il dissidente era entrato in coma mentre era a bordo di un volo interno dalla Siberia a Mosca il 20 agosto. Era stato trasferito a un ospedale di Berlino due giorni dopo. Laboratori in Germania, Francia e Svezia e test condotti dall’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche hanno stabilito che era stato esposto a un agente nervino Novichok dell’era sovietica.
Il mese scorso, Navalnyj ha diffuso la registrazione di una telefonata con un interlocutore descritto come membro del Servizio di sicurezza federale, in cui si ammette l’avvelenamento e il tentativo di copertura.

(da agenzie)

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L’ORDINE DI SALVINI AI LEGHISTI DELLA PADAGNA: “VIA TUTTI I SELFIE CON LA SINDACA DELLA LEGA NEMICA DEI POVERI”

Gennaio 17th, 2021 Riccardo Fucile

SALVINI FURIBONDO PER IL SELFIE CHE LO RITRAE CON LA SINDACA LEGHSITA ARRESTATA E CHE ORA GIRA SUI SOCIAL…CHI E’ CAUSA DEL SUO MAL PIANGA SE STESSO

Dal leader della Lega, Matteo Salvini, ai governatori di Piemonte, Lombardia e Veneto, Alberto Cirio, Attilio Fontana e Luca Zaia, passando per il segretario regionale del Carroccio, Riccardo Molinari.
L’album dei ricordi della sindaca di San Germano Vercellese, Michela Rosetta, imbarazza il gotha del centrodestra che ha iniziato a rimuovere dai social gli scatti con l’amministratrice finita in manette per i pacchi per l’emergenza Covid-19 negati ai cittadini stranieri e distribuiti agli amici con tanto di mazzancolle e capesante.
Salvini, impegnato nelle complicate trattative innescate dalla crisi del governo Conte, sembra essere furioso per quanto avvenuto nel piccolo comune della provincia piemontese, con l’ennesima amministrazione della Lega invischiata in una brutta indagine. « Se vedo ancora una foto mia o di uno dei nostri dirigenti con Rosetta lo caccio » avrebbe tuonato venerdì quando sui maggiori quotidiani e nei tg nazionali sono comparse le immagini che lo ritraggono insieme alla sindaca.
Lei, sostenitrice sfegatata del segretario regionale della Lega, Riccardo Molinari, ha sempre cercato la celebrità , anche con iniziative razziste o comunque sopra le righe come il rifiuto di dare sepoltura a un migrante nel 2019.
Nella sfida tra il capogruppo alla Camera e Gianna Gancia per guidare la Lega piemontese è stata tra le sostenitrici del primo, ma fino al caso delle mazzancolle di questa estate la sua posizione nel partito non è mai stata in dubbio.
Ma ora negli ambienti salviniani c’è chi ricorda quell’appoggio di Rosetta a Molinari proprio in vista dell’atteso avvicendamento nel ruolo di segretario regionale.
In pole c’è Giglio Vigna, già  vice di Molinari e suo fedelissimo, ma il terremoto giudiziario potrebbe cambiare gli equilibri.
Anche per questo il fastidio in via Bellerio è netto. Sulla “fatwa” di Salvini non arrivano conferme, nè smentite. Semplicemente si dice che il leader ha altro cui pensare: «Sta preparando il vertice di centrodestra e non ha in programma altro» fanno sapere a chi chiede se ci sarà  una presa di posizione ufficiale sulle vicende che hanno visto il coinvolgimento di Rosetta.
D’altronde la sindaca ora ai domiciliari è stata la prima esclusa alle ultime regionali nelle liste della Lega, raccogliendo 2700 preferenze, e potrebbe costringere il partito a decidere uno stop in caso di dimissioni di uno degli attuali consiglieri.
Anche per questo nel centrodestra non ci sono state prese di posizione sull’arresto.
Le opposizioni sono tutte partite all’attacco, ricordando le tante boutade per le quali Rosetta era già  finita nel mirino, a partire dal caso del migrante morto sotto un treno nel 2019, passando per le multe a chi affittava agli stranieri, fino proprio ai pacchi viveri per l’emergenza Covid-19 con prodotti di lusso.
Le foto con i maggiorenti leghisti non si sono fermate e lei, a ogni evento politico, ha continuato a farsi ritrarre con tutti i big, compreso Salvini che ora sarebbe molto irritato che la sua immagine sia associata a quella di Rosetta.
Ancora a settembre quando il caso delle mazzancolle era esploso i vertici leghisti avevano fatto quadrato attorno alla sindaca, confermando il sostegno e negando ufficialmente i dubbi sulla legittimità  dell’operazione che invece si sottolineavano in privato. Dubbi ora confermati dall’inchiesta penale.

(da “La Repubblica”)

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SALVINI A PROCESSO PER DIFFAMAZIONE DI CAROLA RACKETE: PROVVEDIMENTO IN FASE DI NOTIFICA, RISCHIA UNA PENA INFERIORE A 4 ANNI

Gennaio 17th, 2021 Riccardo Fucile

 IN UN COMIZIO A CANTU’ (E ANCHE IN ALTRE DICHIARAZIONI) SALVINI L’AVEVA DEFINITA “CRIMINALE, DELINQUENTE”… LA CASSAZIONE AVEVA GIUDICATO ILLEGITTIMO L’ARRESTO DELLA PATRIOTA EUROPEA

Potrebbe esserci, a breve, la notizia di un processo Salvini-Rackete. È questa la notizia che oggi, il quotidiano Domani, propone in prima pagina.
In un articolo firmato da Alfredo Faieta, infatti, si sottolinea come al giornale risulti che la procura di Milano, attraverso il pubblico ministero Giancarla Serafini, avrebbe chiesto la citazione diretta in giudizio — senza, quindi, udienza preliminare visto che il reato contestato prevede una pena inferiore ai 4 anni — per Matteo Salvini.
Sempre Domani ha sottolineato di aver contattato gli avvocati del leader della Lega che, tuttavia, aspettano di leggere eventualmente il contenuto della citazione prima di commentare.
Il quotidiano diretto da Stefano Feltri è stato molto chiaro a presentare la notizia come una indiscrezione esclusiva, ottenuta in base alla consultazioni di fonti in possesso della testata.
Non è arrivata nessuna conferma ufficiale — ancora — dall’ufficio legale a cui fa riferimento Matteo Salvini. Le indagini per diffamazione si erano chiuse nel febbraio 2020.
Ma cosa si contestava a Salvini? Di certo non i primi appellativi che l’allora ministro dell’Interno (il caso di Carola Rackete si è verificato a giugno 2019) aveva rivolto all’inizio del braccio di ferro con Sea Watch 3.
Dopo la forzatura del blocco da parte della capitana (nel corso della quale c’è stata molta tensione con la Guardia di Finanza), però, i toni di Salvini si erano fatti ancor più esasperati.
Nelle ore dell’arresto di Carola Rackete, la capitana della Sea Watch veniva definita “delinquente” e, addirittura, il leader della Lega sottolineava come avesse “cercato di ammazzare i militari italiani”.
Parole che erano state pronunciate da Salvini — ad esempio — nel corso di un comizio a Cantù, alla fine di giugno del 2019. Davanti alla popolazione locale accorsa per ascoltare le sue parole, l’allora ministro dell’Interno, con una t-shirt sportiva dell’Italia addosso, aveva detto: «Ha messo a rischio la vita dei militari italiani che stavano facendo il loro lavoro.   Questo è stato un atto di guerra», rincarando la dose e sostenendo che la capitana fosse «una criminale e i criminali devono andare in galera».
Non è stata, in ogni caso, l’unica occasione in cui Matteo Salvini ha usato la giovane attivista tedesca come bersaglio delle proprie invettive.
Del resto, le accuse formulate nei confronti di Carola Rackete sono venute meno nel corso del tempo, nei primi mesi del 2020 anche la Cassazione si era pronunciata sul fatto che l’arresto nei confronti della capitana della Sea Watch 3 fosse stato illegittimo.
Il tutto ha fatto prima partire l’indagine che, come detto, si è chiusa nello scorso mese di febbraio. Nulla da fare, invece, per quanto riguarda il meccanismo dell’amplificazione delle offese sui social network: la parte dell’istigazione a delinquere da parte di Salvini, sempre secondo Domani, sarebbe stata archiviata.
Ricordiamo, tuttavia, che qualsiasi post su Facebook o tweet realizzato da Matteo Salvini nei confronti di Carola Rackete (anche quelli più “innocenti”) esponevano la capitana della Sea Watch a sequele di insulti da parte di terze persone. A volte — li abbiamo letti spesso — decisamente inquietanti.

(da agenzie)

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ZINGARETTI, DI MAIO E LEU DICONO NO A RENZI: “CINICO E INAFFIDABILE, IMPOSSIBILE COLLABORARE CON LUI”

Gennaio 17th, 2021 Riccardo Fucile

TRA COLCOLI E RIUNIONI SI AVVICINA IL GIORNO DELLA VERITA’, CON LA POSSIBILITA’ DI UNA MOSSA A SORPRESA DI CONTE

L’ora della verità  si avvicina. Domani e martedì Giuseppe Conte andrà  alla Camera e al Senato a chiedere la fiducia in un clima di incertezza sul suo futuro.
Avrà  o non avrà  i numeri per andare avanti? Troverà  un sostegno, soprattutto al Senato, per dire che ha politicamente il sostegno di gruppi parlamentari in grado si sostenerlo? L’incertezza è totale.
E a questo punto non è nemmeno sicuro che la conta ci sarà  veramente. Perchè Conte potrebbe dimettersi già  domani, prima del voto di fiducia alla Camera. Scenari su cui ragiona nelle frenetiche riunioni che si susseguono e si accavallano da giorni.
Oggi è toccato alla direzione del Pd, I parlamentari di Italia viva che dovrebbero decidere cosa fare si vedranno in serata. Alle 17 ci sarà  comunque un vertice di maggioranza a cui parteciperanno i capigruppo dei partiti di maggioranza e il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Inca.
Zingaretti: “Impossibile collaborare con la presunzione”
“Una cosa è rilanciare, rinnovare, cambiare,   mettersi in discussione, altra cosa è distruggere, avere un approccio liquidatorio, aprire una crisi al buio che rappresenta l’opposto della volontà  di migliorare l’azione di Governo. Se non si rispettano le opinioni degli altri, avendo la presunzione di tenere in considerazione solo le proprie, allora viene meno la fiducia e la possibilità  di lavorare insieme”. Il segretario del Pd Nicola Zingaretti apre la riunione della Direzione ribadendo con un duro attacco a Matteo Renzi. E ribadisce che deve essere il Parlamento a decidere come procedere in   in quella sede ognuno si deve assumere le proprie responsabilità . ” Abbiamo fatto di tutto in queste ultime settimane per scongiurare la crisi, ascoltando tutti e promuovendo una verifica e un rilancio dell’azione di governo”, dice il leader del Pd. Adesso,parlino senatori e deputati. Noi dice Zingaretti, sappiamo che “ci sono in Parlamento sensibilità  democratiche, liberali, europeiste che possono unirsi e convergere con questo spirito, alla luce del sole e trasparente: vedremo quale sarà  l’esito”.
Di Maio: “Non lasceremo il paese in mano agli irresponsabili”
Anche Luigi Di Maio attacca Italia viva e Matteo Renzi. “Chi fa cadere il governo mette in ginocchio l’Italia. Non lasceremo mai gli italiani nelle mani di persone irresponsabili”. scrive su Facebook il ministro degli Estei.   “Dobbiamo difendere il diritto alla salute dei cittadini. Bisogna sostenere autonomi, commercianti, partite Iva, chi porta avanti il Paese creando occupazione e posti di lavoro – dice   Di Maio – Il MoVimento 5 Stelle è compatto. Mentre c’è chi prova a distruggere, noi ci impegniamo a ricostruire”. Una chiusura che viene ribadita da capo politico Vito Crimi. Anche lui su Facebook, scrive che “di fronte a gesti sconsiderati e irresponsabili” “il M5s lunedì e martedì, alla Camera e al Senato, i gruppi parlamentari, i membri di governo e il Movimento 5 Stelle tutto saranno ovviamente al fianco del presidente Conte. Matteo Renzi ha fatto una scelta molto grave che ha separato definitivamente le nostre strade”.
Leu: “Renzi cinico e inaffidabile: impossibile dialogare”
Anche Leu, l’ala più a sinistra della maggioranza, boccia le mosse di Matteo Renzi e dichiara chiuso il rapporto con Italia viva. “Iv persiste nella sua tattica sempre più cinica. Dopo aver provocato la crisi nel momento peggiore per il Paese ora cerca di rientrare in gioco dicendo che si potrebbe risolvere la situazione in due ore, ovviamente piegandosi al ricatto. E’ solo un tentativo di addossare ad altri responsabilità  che sono esclusivamente di Renzi”, dice la senatrice di Leu Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto di Palazzo Madama. “E’ evidente che con chi ha scelto di mettere a rischio il futuro del Paese in questo modo non può esserci alcun dialogo”, conclude. Concorda il deputato di Leu Stefano Fassina. “È confortante la chiusura dei vertici del Pd e del M5S all’imbarazzante retromarcia di Italia Viva: travolgerebbe tutti, minerebbe la residua credibilità  politica della classe dirigente delle forze di governo il teatrino del rientro di chi ha riportato soltanto pochi giorni fa l’Italia nel ridicolo”.

(da agenzie)

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IL TRUCCO DI MISCHIARE TEST RAPIDI E MOLECOLARI PER FAR ABBASSARE LA PERCENTUALE DI POSITIVI

Gennaio 17th, 2021 Riccardo Fucile

I TAMPONI ANTIGENICI NON HANNO LA STESSA AFFIDABILITA’ DEI MOLECOLARI… LA DENUNCIA DEGLI ESPERTI: LA CAPACITA’ DI INDIVIDUARE I POSITIVI E’ DIECI VOLTE INFERIORE

Quanto sono affidabili i test rapidi? La risposta è stata data fin dalla loro approvazione: non quanto i tamponi molecolari.
Si parla di percentuali di sensibilità  che variano tra il 75% e l’85%. Test utili, sì, ma non alternativi.
Eppure da mesi ormai vengono utilizzati massicciamente nei territori per rendere più snello ed efficace il tracciamento, mandato in tilt dalla seconda violenta ondata di Covid esplosa a ottobre 2020. A partire dal 15 gennaio, alle Regioni è stato consentito di inviare al Ministero della Salute anche il numero di test antigenici eseguiti giornalmente.
Ora nel bollettino i risultati derivanti da i due tipi di test vengono uniti e il tasso di positività  viene calcolato sulla base di entrambi i dati. Le conseguenze di questa scelta, però, non sono da poco. Anzi: secondo il matematico del Cnr Giovanni Sebastiani, si tratta di una scelta potenzialmente pericolosa e inutilmente dispendiosa.
L’affidabilità : la percentuale di positivi
Come aveva spiegato a Open il professor Fortunato Paolo D’Ancona, ricercatore del Reparto di Epidemiologia delle Malattie infettive e membro dell’Istituto superiore di sanità , la capacità  dei test antigenici di identificare tutti i casi veramente positivi al tampone classico «non è ideale». La loro velocità  ha un costo in termini di sensibilità : sono utili per isolare velocemente un soggetto in situazioni di screening di massa, ma non possono condurre un monitoraggio da soli. Facendo qualche calcolo sui dati forniti in questi due giorni, quello che ne esce è un quadro anche meno roseo delle aspettative. Come ha notato il professor Sebastiani, la percentuale di positivi sui test varia sensibilmente tra tamponi antigenici e molecolari:
16 gennaio:
Positivi sui molecolari: 9,5%
Positivi sui rapidi: 0,9%
15 gennaio:
Positivi sui molecolare: 9,7%
Positivi sui rapidi: 0,8%
Ammettendo anche che avessero un livello di sensibilità  uguale o leggermente inferiore a quello dei molecolari, i test antigenici hanno dimostrato una capacità  di individuare i postivi 10 volte minore di quella dei diagnostici.
Una dato che, per Sebastiani, «non ne giustifica l’impegno di risorse». Guardando ai bollettini, inoltre, ben 9 Regioni hanno fatto negli ultimi 2 giorni oltre 100 mila test rapidi (complessivamente), trovando in tutto 0 positivi. «Le cose sono tre», sottolinea Sebastiani. «O questi test hanno un tasso di sensibilità  bassissimo, o si stanno usando male. O un mix di entrambe le cose»
Il nodo è il target
Come ribadito più volte anche dal New England Journal of Medicine, i test antigenici dovrebbero essere effettuati solo quando si cerca l’infezione in soggetti che hanno un’alta probabilità  di essere positivi, così da permettere la quarantena immediata, fermo restando il fatto che tutti gli esaminati sono da confermare con test molecolare. Parliamo di pazienti con sintomi di Covid-19 in Pronto Soccorso, persone in focolai accertati, operatori sanitari al lavoro. Se non si fa attenzione al target, ricordano gli esperti, il tasso di falsi negativi aumenta in modo definito e «non accettabile» (superiore al 5%).
La stessa Associazione italiana di Epidemiologia (AIE) aveva formulato delle raccomandazioni specifiche sul loro utilizzo. Oltre a indicarli come strumenti utili al solo fine dell’isolamento rapido e preventivo al molecolare, l’Associazione suggeriva che «l’introduzione di test per screening di massa in situazioni di basso rischio appare prematura e deve tenere conto della bassa validità  del test in queste condizioni e, soprattutto, della compatibilità  con le attuali risorse e situazione epidemiologica».
I dubbi sul caso italiano
Alla luce dei dati, il dubbio è che le cose vadano molto diversamente, e che al test rapido venga affidato molto più terreno di quanto non si dovrebbe (pensiamo alla loro facile fruibilità , anche in farmacia). Una strategia di controllo più veloce, certo, e che migliora il tasso di positività  della popolazione sui grafici e nei report. Un quadro che può tornare utile alle Regioni da un punto di vista meramente amministrativo, ma che non appare certo efficace nel fotografare la reale portata del contagio e a sviluppare, quindi, una strategia di contenimento adeguata. «Test del genere non vanno bene per il monitoraggio dei territori», conclude Sebastiani. «Scegliendo di sommarli a quelli molecolari nel conteggio giornaliero, quello che ne deriva è che la percentuale di positivi si abbassa e diventa meno veritiera ai fini di monitorare la pandemia».

(da Open)

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RICCIARDI: “I COLORI NON BASTANO PIU’, SERVE UN LOCKDOWN TOTALE”

Gennaio 17th, 2021 Riccardo Fucile

“ASSURDO IL PERMESSO ALLE SECONDE CASE”…. “LE SCUOLE? CHIUSE SUBITO”

Continua a invocare la chiusura totale il consulente del ministro della Salute. «I 500 italiani morti ogni giorno ci dicono che siamo nella terza ondata», ha spiegato Ricciardi, «bisognerà  presto arrivare a vaccinare almeno 250mila persone»
La divisione del Paese in colori è solo una perdita di tempo. Non ha dubbi il professor Walter Ricciardi, consulente del ministro alla salute Roberto Speranza, sulla strategia più giusta da adottare in questo momento contro il Coronavirus. Parlando a La Stampa, il professore ordinario d’Igiene all’Università  Cattolica ha indicato la strada del lockdown totale come unica possibilità  per superare la nuova fase critica di contagi e decessi.
«Serve severo e immediato, di tre o quattro settimane» ha detto, spiegando come lo stop generale potrebbe facilitare le vaccinazioni e proteggere la popolazione «dalla variante inglese, che altrimenti prenderebbe il sopravvento anche in Italia».
«I morti ci dicono che siamo in piena terza ondata»
La fase attuale di contagi descritta dal professor Ricciardi è in sostanza una piena terza ondata post-festività : «È già  arrivata», ha detto, «i 475 morti di ieri sono quelli contagiati a Natale». Sui contagi, che ora sembrano più bassi rispetto ai picchi raggiunti nella prima e nella seconda ondata, Ricciardi concede il merito alle misure prenatalizie «che hanno impedito una crescita enorme dei contagi», ma mette in guardia su una curva che seppur stabile «continua a rimanere a un livello molto alto e a uccidere circa 500 italiani al giorno». Per non parlare dei tamponi. Il professore sostiene una mancata capacità  di tracciamento che starebbe condizionando i numeri riportati dal bollettino nazionale giornaliero. «Per ogni caso accertato ce ne sono uno o due non rilevati. Il tracciamento è inadeguato e le Regioni sottovalutano l’importanza dei test».
«Regole ancora troppo soft, il governo cerca di ammorbidire il clima»
Alla luce di una situazione complessa, Ricciardi reputa «senza senso» il permesso di potersi recare nelle seconde case, definendo la misura alleggerita come «un tentativo» da parte del governo «di ammorbidire il clima di tensione e fatica». Stesso discorso per la riapertura delle scuole: «Anche questo è sconveniente, ogni attività  di massa in questa fase va bloccata». Lockdown e scuole chiuse dunque la soluzione per il consulente di Speranza che ora reputa troppo poco severi anche i criteri per la classificazione in zona rossa. «Il sistema di colori è troppo soft e le regole delle zone rosse servono per rallentare l’epidemia ma non per abbatterla» ha spiegato, aggiungendo un riferimento al contro-dossier presentato dalla Lombardia.
«Anche i numeri più recenti, che la Lombardia vorrebbe venissero tenuti in considerazione, sono in peggioramento» ha chiarito Ricciardi, spiegando come opporsi alle restrizioni più severe sia solo un modo per rimanere a rischio ancora per molto. «Se le regioni continueranno a vivere le zone rosse come stigma resteranno sul plateau per sempre», ha continuato, «quelle che sono state in zona rossa, come Toscana e Campania, sono migliorate e non vedo perchè Lombardia, Provincia di Bolzano e Sicilia non debbano intraprendere lo stesso percorso».
«Ottimista su Astrazeneca, con gli ultra 80enni la sfida sarà  dura»
Sul fronte del ritardo vaccini Ricciardi sembra essere tranquillo. La notizia del rallentamento di produzione da parte di Pfizer è considerata dal professore «una pausa che l’azienda riuscirà  a recuperare entro pochi mesi», dovuta al potenziamento dello stabilimento in Belgio e alla costruzione di un nuovo impianto in Germania.
E se Pfizer rallenta, la speranza sembra essere Astrazeneca, su cui Ricciardi dichiara di sentirsi ottimista. «Credo verrà  approvato nella versione con due dosi piene che copre circa al 60%» ha spiegato il professore riguardo al via libera di Ema atteso per il 29 gennaio. «Se poi l’autorità  italiana lo approvasse anche con la prima mezza dose più la seconda intera si arriverebbe circa al 90% e saremmo ancora più contenti» ha concluso.
Il pericolo della variante inglese, secondo quanto spiegato dal professore, oltre al danno sui contagi potrebbe far allontanare l’obiettivo dell’immunità  di gregge: «Nella situazione attuale basterà  il 75% degli italiani vaccinati ed entro l’anno ci riusciremo. Con la variante inglese si salirebbe al 95% e questo è uno dei motivi per cui ora serve un lockdown», ha ribadito. Lo scenario da dover garantire in questa fase è quello di un piano vaccinale in grado di entrare a pieno regime e sostenere l’arrivo degli ultra 80enni. «Sono tanti e servirà  molta organizzazione. Bisognerà  vaccinare almeno 250mila persone al giorno», conclude Ricciardi.

(da agenzie)

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