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GALLI: “LA CAMPAGNA VACCINI E’ IN RITARDO, RICHIAMARE MEDICI E INFERMIERI IN PENSIONE”

Gennaio 4th, 2021 Riccardo Fucile

“IL PERSONALE SANITARIO E’ PROVATO”

“Non nascondo che la situazione che stiamo vivendo mi preoccupa. Credo che sarà  comunque molto difficile condurre la campagna vaccinale se non si tiene conto che in tutta Italia il personale sanitario è duramente provato e difficilmente può farsi carico di altro lavoro straordinario”.
A parlare sulle pagine del Messaggero è Massimo Galli, primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano secondo cui l’obiettivo di immunizzare il 70% degli italiani dopo l’estate in queste condizioni è difficilmente realizzabile.
Galli cita la possibilità  di richiamare personale sanitario in pensione per gestire il lavoro di queste settimane:
“Fare ricorso a medici e infermieri che sono andati in pensione negli ultimi quattro anni e che siano volontariamente disponibili a farsi carico di parte del lavoro e aggiunto alla campagna vaccinale. Questo con i dovuti riconoscimenti e le garanzie assicurative del personale operativo a tutti gli effetti […] Nel periodo festivo parte del personale si sia preso qualche momento di pace è comprensibile e questo ha rallentato le vaccinazioni, riducendo il numero sia dei vaccinatori sia dei vaccinandi disponibili, specie, immagino, in Lombardia”.
E sulla situazione dell’epidemia:
“Non è che ci si aspetti un gennaio facile. L’attuale situazione dell’epidemia non può essere definita brillante”.
E sui dati inerenti i tamponi effettuati in questi giorni di festa, il primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano afferma:
“Non mi stupisce che in questi giorni la percentuale dei positivi sui tamponi fatti, che sono meno del solito, come sempre nei periodi di festa, sia più alta. In questi giorni è probabile che siano stati fatti in proporzione più tamponi a persone con sintomi. Ma anche questo non è un fenomeno privo di significato. Questo per dire che i casi sono ancora tanti e che rischiamo a breve una risalita. L’andamento dell’epidemia nel resto del mondo non conforta”.
La ripartenza delle attività  del 7 gennaio “è fonte di apprensione – dice Galli -. Sull’organizzazione dei trasporti pubblici al momento mi toccherebbe professare un atto di fede, che tuttavia per il mio modo di pensare mi è molto difficile fare”. E sulla scuola: â€³È importantissimo riaprire, ma bisogna farlo gestendo in sicurezza i problemi connessi”.

(da “Huffingtonpost”)

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RICCIARDI: “MISURE INSUFFICIENTI, COSI’ ARRIVA LA TERZA ONDATA”

Gennaio 4th, 2021 Riccardo Fucile

“RINVIARE L’APERTURA DELLE SCUOLE A META’ GENNAIO”

“Non credo che queste misure basteranno a salvarci dalla terza ondata, ma non vorrei fare polemica”. Così Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene all’Università  Cattolica e direttore scientifico degli Istituti Maugeri, nonchè consulente del ministro della Salute Roberto Speranza in un’intervista a La Stampa.
“Non vorrei sembrare troppo critico, ma temo che i prossimi dati le sovvertiranno come già  successo in passato. Trovo giusto correlare le regole al livello di contagio, solo che si intravede un’evoluzione negativa della pandemia”, ha aggiunto.
“Se si fanno dei provvedimenti poi bisogna farli rispettare. Le dichiarazioni di intenti non fermano i contagi”.
Secondo Ricciardi infatti “i dati dicono che gli assembramenti ci sono ancora e che si prepara una terza ondata” che potrebbe arrivare “entro due settimane” quando “avremo un aumento del contagio non banale”.
Secondo Ricciardi, tutto sommato l’Italia “nella prima fase si è comportata molto bene, mentre nella seconda si è perso il controllo di test e tracciamento, ritardando il lockdown, e ora solo delle chiusure prolungate possono riportare la situazione sotto controllo”.
Quanto alla riapertura delle scuole, dice Ricciardi, “non ha senso e andrebbe rimandata almeno fino a metà  gennaio. Come tutte le riaperture del resto”.

(da agenzie)

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“TRUMP ACCETTI LA SCONFITTA E LASCI STARE LE FORZE ARMATE”

Gennaio 4th, 2021 Riccardo Fucile

LETTERA DI DIECI EX CAPI DEL PENTAGONO: INIZIATIVA SENZA PRECEDENTI NELLA STORIA AMERICANA

Lasciare fuori l’esercito dalle polemiche elettorali: con una lettera che non ha precedenti nella storia americana, tutti e 10 gli ex segretari alla difesa degli Stati Uniti ancora in vita, Democratici e Repubblicani hanno chiesto al presidente di accettare il fatto che ha perso le elezioni e lo hanno messo in guardia dal coinvolgere i militari nella sua battaglia.
La lettera è stata pubblicata sul Washington Post e tratteggia i rischi di ciò che potrebbe accadere nei 17 giorni che rimangono all’amministrazione Trump prima dell’insediamento di Joe Biden.
“Il voto c’è stato, sono stati effettuati riconteggi e audit. Sono stati esaminati denunce nei tribunali. I governatori hanno certificato i risultati. E il collegio elettorale ha votato”, scrivono gli ex segretari alla difesa.
“Il tempo per mettere in discussione il risultato è passato; è giunto il momento del conteggio formale dei voti del collegio elettorale, come prescritto dalla Costituzione e dallo statuto”.
“Gli sforzi per coinvolgere le forze armate statunitensi nella risoluzione delle controversie elettorali ci porterebbe in un territorio pericoloso, illegale e incostituzionale”.
Tra i firmatari anche i due ultimi capi del Pentagono, Jim Mattis e Mark T. Esper, che hanno lavorato nell’amministrazione Trump.

(da agenzie)

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RIDER PICCHIATO E RAPINATO DA UNA BANDA DI TEPPISTI MINORENNI: E’ UN PADRE DI FAMIGLIA DISOCCUPATO DI 52 ANNI, GARA DI SOLIDARIETA’ A NAPOLI PER AIUTARLO

Gennaio 4th, 2021 Riccardo Fucile

FERMATI I GIOVANI: ORA BASTA, NESSUNA PIETA’ PER QUESTI BASTARDI, E’ ORA DI FARE PULIZIA

È un napoletano di 52 anni, Gianni, sposato e con due figli, il rider vittima di un’aggressione, avvenuta nella notte tra il primo ed il 2 gennaio, a Calata Capodichino, in città , nel corso della quale 6 ragazzi, a bordo di due motorini, lo hanno picchiato per sottrargli lo scooter, episodio ripreso in un video da un residente e diffuso su Facebook dal consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli.
Lo fa sapere l’esponente politico il quale sottolinea anche per il rider – rimasto disoccupato poco tempo fa dopo aver lavorato in una catena commerciale – è scattata una forte gara di solidarietà  sia per una raccolta di fondi per consentirgli di comprare un nuovo scooter sia per offrirgli un posto di lavoro più adatto a un cinquantenne. Tra i donatori della raccolta fondi, nata spontaneamente in rete, spunta anche il nome di Mohamed Fares, il difensore della Lazio, che ha contribuito con una donazione di 2.500 euro.
“Sulla mia pagina Fb – dice Borrelli – ci sono già  tante dimostrazioni di solidarietà  concreta tra cui quella di un calciatore che ha offerto 2.500 euro. Ci sono diversi imprenditori napoletani che, malgrado il periodo di crisi, hanno offerto posti di lavoro”. Nonostante la brutale aggressione, Gianni, sottolinea Borrelli, pur di non perdere il posto di lavoro ha continuato anche nella giornata del 2 gennaio a fare le consegne utilizzando l’auto dopo la perdita dello scooter (che era della figlia).
“Diversi rider mi hanno fatto sapere che spesso vengono aggrediti al fine di sottrarre loro gli incassi. In ogni caso i protagonisti dell’aggressione a Calata Capodichino sono dei vigliacchi – conclude Borrelli – si sono accaniti in 6 contro un 50enne”.
Sull’episodio si è espresso anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris: “L’aggressione al rider avvenuta a Napoli è una pagina indegna e criminale in un momento così terribile. Evidenzia la precarietà  di un lavoro non di rado espletato senza adeguate garanzie; la violenza di una banda di criminali che agisce indisturbata senza che nessuno intervenga; la desertificazione dei territori dovuta ad una pandemia che sta piegando le nostre città ”.
“Mi auguro che i responsabili di questa brutale aggressione siano presto assicurati alla giustizia e che la vittima possa ritornare a lavorare con un nuovo motociclo e con maggiore serenità  – ha sottolineato il sindaco -. Solidarietà  della città  di Napoli al lavoratore aggredito e vicinanza a tutti quelli che non si fermano nonostante, non di rado, lavorino in condizioni davvero inaccettabili”.
È stato trovato presso l’abitazione di un minorenne lo scooter del rider aggredito a Napoli, a Calata Capodichino. La polizia ha avvertito Gianni, il 52enne vittima della brutale aggressione che si è recato sul posto. In questura ci sono alcuni ragazzi sospettati del raid.
L’uomo stamattina ha incontrato la stampa lanciando un appello: “Facevo il macellaio, vorrei fare il mio mestiere, voglio solo lavorare, pagare le tasse ed essere una persona onesta, avere una vita normale” ha detto.
L’uomo, padre di due figli e disoccupato, è stato inondato d’affetto dalla città  dopo il video diventato virale. Raccolti oltre 11mila euro in rete. Gianni ora lancia il suo appello “per tornare alla normalità ” durante una diretta Facebook con il consigliere dei Verdi Francesco Emilio Borrelli.
“Ho fatto il macellaio per 27 anni, lavoravo all’Auchan – spiega – vorrei tornare a fare questo”. E sulla solidarietà  scattata in cttà : “Napoli è grande e ha un grande cuore”. Il consigliere Borrelli gira l’appello ai grandi marchi: “Abbiamo ricevuto qualche offerta di lavoro, un grande aiuto per lo scooter. Ora chiediamo ai supermercati di dare un lavoro a Gianni, è diventato un simbolo, a 50 anni non può fare il rider”.

(da agenzie)

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IL PIANO PER LE VACCINAZIONI NELLA FASE 2: LE PRENOTAZIONI SI FARANNO CON APP, SMS, TELEFONATE E AVVISI POSTALI

Gennaio 3rd, 2021 Riccardo Fucile

I CENTRI VACCINALI SARANNO 1.200 TRA AMBULATORI E PALAZZETTI DELLO SPORT

Prenotazioni online, con app e sms, numero verde o anche dietro invito via posta.
Ma anche nuovi centri vaccinali in gazebo, ambulatori, palazzetti oltre a un unico sistema informatico nazionale che dovrà  raccordare quelli dei vari territori.
In attesa che si svolga la fase 1 della vaccinazione anti-Covid, il governo già  lavora a quella “definita di massa”.
Quando termineranno le somministrazioni per gli operatori sanitari e ospiti delle Rsa (presumibilmente a fine gennaio), persone fragili, docenti, forze dell’ordine e detenuti, si procederà  alle prenotazioni per gran parte degli italiani.
Sono previsti in tutto circa 1.500 siti in cui verrà  effettuata la vaccinazione, ma le tempistiche saranno necessariamente legate al progressivo arrivo delle dosi. Sull’individuazione dei luoghi sono al lavoro le Regioni in collaborazione con le Asl.
I centri vaccinali potrebbero essere adibiti all’interno di ambulatori, stabili vari, palazzetti dello sport, padiglioni e con altre forniture che arriveranno dalla struttura del Commissario per l’Emergenza: saranno circa 1.200 che si aggiungeranno ai 294 già  esistenti
La creazione di un centro informatico nazionale sarà  di supporto ad alcune regioni per costituire un registro di elenchi e prenotazioni delle persone da vaccinare nella fase 2, quella – appunto – “di massa”.
E per le prenotazioni – sia a carico degli utenti che su invito dei servizi sanitari regionali – saranno previsti sistemi innovativi, come le app e i metodi online, ma anche tradizionali come sms, telefonate o avvisi postali per le persone non in grado di prenotarsi in altro modo.
Le date fissate per le somministrazioni saranno divise per scaglioni, ma ancora non è stato deciso se – all’interno delle fasce stabilite – sarà  per età  o lettera del cognome. Grazie alla collaborazione di Eni e Poste Italiane, sarà  inoltre costituito un sistema informatico nazionale per l’anagrafe sanitaria che sopperisca alle carenze di alcuni territori tecnologicamente meno avanzati, per mettere in comunicazione tutti i database.
E la modalità  di conservazione del vaccino sarà  determinante per stabilire chi potrà  somministrare le dosi: se si avrà  a disposizione un siero che potrà  essere conservato a temperature ‘standard’, potrebbero essere coinvolti medici di famiglia e probabilmente anche farmacie.
Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, presiederà  domani (lunedì 4 gennaio), alle ore 12 il Comitato nazionale dell’ordine e della sicurezza pubblica, convocato “per un esame delle questioni di sicurezza ed ordine pubblico attinenti l’attuazione della campagna di distribuzione delle dosi vaccinali”.
Al Comitato parteciperà  il Commissario Straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri.

(da agenzie)

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VACCINAZIONI, GERMANIA PRIMO PAESE UE CON 240.000 VACCINATI, POI ITALIA CON 85.000, FLOP E POLEMICHE IN FRANCIA

Gennaio 3rd, 2021 Riccardo Fucile

IN DANIMARCA 32.000, IN SPAGNA APPENA 3.000, L’OLANDA DEVE ANCORA INIZIARE, IL BELGIO 700

Le immunizzazioni da Covid nel mondo con l’unico composto al momento utilizzabile, quello di Pfizer Biontech, proseguono a velocità  diverse, complici anche le feste natalizie.
Una partenza che ha innescato anche le immancabili polemiche in diversi paesi.
Secondo i dati forniti da OurWorldInData — la pubblicazione scientifica sviluppata dall’Università  di Oxford — al 3 gennaio sono oltre 12 milioni le persone vaccinate nel mondo. Guidano la classifica Cina, Usa, Israele e Russia.
Guardando i dati europei, ma escludendo il Regno Unito, che grazie alla Brexit ha approvato in anticipo il vaccino e iniziato prima degli altri la campagna vaccinale, il primo paese europeo è la Germania con quasi 240mila vaccinati (dati al 2 gennaio 2020), a seguire c’è l’Italia con quasi 85mila vaccinati (dati al 3 gennaio).
Tra i vaccinati tedeschi figurano 103.894 residenti delle strutture per anziani e 107.019 operatori del settore sanitario secondo il Koch Institut.
Terza in classifica la Danimarca con oltre 32mila vaccinati, Croazia, Estonia, Francia hanno dati molto bassi.
Non compare in questa classifica la Spagna. Secondo il quotidiano El Pais a Madrid sono state somministrate poco più di 3mila dosi. Il viceministro della sanità , Antonio Zapatero, ha spiegato che la lentezza è dovuta anche al mancato approvvigionamento per problemi logistici o alla difficoltà  a vaccinare nelle case di riposo dove sono assenti tanti anziani che trascorrono le vacanze con le loro famiglie. Senza dimenticare le festività .
Nonostante la Germania guidi la classifica, nei giorni scorsi un ex funzionario dello Stato aveva denunciato che nelle case di riposo, a causa della carenza di vaccini, gli ospiti da vaccinare venivano estratti a sorte.
In Francia la lentezza della procedura ha imposto al presidente Macron di dire, secondo Journal du Dimanch: “Questo deve cambiare, presto e con forza. Io sono in guerra mattino, giorno, sera e notte e mi attendo da tutti lo stesso impegno”.
Il capo dello Stato, uscito da poco dall’isolamento per essere stato lui stesso contagiato, durante il Consiglio di guerra ha ricordato che le vittime sono state 64mila.
La Francia ha ricevuto 560mila dosi del vaccino ma i dati ufficiali (riferiti ancora alle 20.30 del 31 dicembre) danno conto appunto di 352 dosi somministrate.
Secondo alcuni quotidiani francesi il ritardo è dovuto al ritardo con cui saranno aperti i centri per le somministrazioni (già  operativi in Germania) e a una serie di ostacoli burocratici
L’Olanda è l’unico paese dell’Ue a non aver ancora iniziato le vaccinazioni, una decisione che l’esecutivo ha motivato con l’esigenza di assicurare al meglio il funzionamento del programma, ma dopo le polemiche il governo ha stabilito che si inizierà  lunedì 4 e si partirà  con gli operatori sanitari. La data ufficiale era stata fissata all’8 gennaio.
Circa 700 persone sono state vaccinate nelle case di cura in Belgio questa settimana durante la fase di test. La vaccinazione su larga scala della popolazione inizierà  il 5 gennaio con circa 87.000 dosi erogate ogni settimana.

(da agenzie)

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DURANTE LOCKDOWN INCITAVA A VIOLARE DIVIETI, INDAGATA IMPRENDITRICE, RISCHIA 5 ANNI DI CARCERE

Gennaio 3rd, 2021 Riccardo Fucile

INCITAVA I CITTADINI A USCIRE DI CASA E A RIBELLARSI ALE REGOLE SANITARIE… PRONTO IL RINVIO A GIUDIZIO PER ISTIGAZIONE ALLA DISOBBEDIENZA E VILIPENDIO DELLA REPUBBLICA

È indagata per aver incitato, attraverso un video su Facebook, a uscire di casa andando contro le norme sul Covid previste durante il lockdown in primavera.
Annalisa Logozzo è un’imprenditrice livornese di 40 anni, residente a Tirrenia: è titolare di un’azienda agricola. Il 28 marzo 2020 era al volante della sua auto quando, in pieno lockdown, era vietato uscire di casa se non per ragioni di necessità . Attraverso il cellulare ha trasmesso un video in diretta su Facebook.
Oltrepassando, secondo la procura di Livorno, i limiti costituzionali sulla libera manifestazione del pensiero.
Nel filmato, poi oscurato su richiesta del giudice, la donna invitava i cittadini a uscire di casa, ribellandosi alle restrizioni del lockdown.
L’imprenditrice, inoltre, offendeva lo Stato e le istituzioni e prometteva di segnalare tutti i posti di blocco delle forze dell’ordine trovati per strada in quei giorni.
Con la chiusura delle indagini, il pm è pronto a chiedere il rinvio a giudizio per la donna con le accuse di vilipendio della Repubblica e istigazione alla disobbedienza delle leggi e dell’ordine pubblico.
Nel video la donna incitava i cittadini a uscire da casa, dando indicazioni sui controlli. Ora rischia una pena fino a cinque anni di reclusione. “Io vado in giro e invito la gente a uscire perchè bisogna ribellarci a questo abuso di potere. Non mi puoi vietare la passeggiata, mi puoi vietare di fare l’aggregazione, mi puoi vietare di fare comunella con gli amici, ma non mi puoi vietare di uscire”, diceva l’imprenditrice nel video.
Frasi che hanno poi portato al sequestro del filmato. Il giudice Mario Profeta evidenzia soprattutto come “la condotta di chi inciti a disattendere le prescrizioni dell’autorità  pubblica non può essere confinata nell’ambito delle opinioni personali e della libera manifestazione del pensiero. Si tratta di condotte che possono indirettamente agevolare la diffusione del contagio, laddove siano accolte e seguite da persone già  contagiate o inconsapevolmente tali e altresì da parte di persone ancora sane, ma suscettibili di esporsi inconsapevolmente al rischio di contagio”.

(da Fanpage)

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IL CONTE 2 NON C’E’ PIU’, TRE GIORNI DI TEMPO PER IL “LODO BETTINI” SU PROGRAMMA E RIASSETTO

Gennaio 3rd, 2021 Riccardo Fucile

RENZI PRONTO AL RITIRO DEI MINISTRI IL 6 GENNAIO, ALTERNATIVA CONTE TER O NUOVO GOVERNO…   NON SI VOTA, LA LEGISLATURA CONTINUA PER PANDEMIA

Il primo scenario si è già  consumato, in questa crisi strisciante la cui deadline è fissata il 6 gennaio: “O Conte arriva per quella data con una proposta complessiva — è il ragionamento di Renzi ai suoi — oppure ritiro i ministri e a quel punto non c’è più Conte”.
Lo scenario che si è consumato, nelle frequenti telefonate di Zingaretti e Bettini con palazzo Chigi nelle ultime 48 ore è quello dello showdown in Aula, prospettato dal premier nel corso della conferenza stampa di fine anno.
La cosiddetta “linea Travaglio”, che prevedeva di “sfanculare” Renzi in Parlamento, e andare avanti imbarcando responsabili, disponibili e novelli Scilipoti, insomma il partito della cadrega: “Non solo non ci sono i numeri — è il ragionamento che Conte si è sentito ripetere – ma anche se ci fossero ne usciremmo massacrati, non si può gestire un’emergenza del genere con una maggioranza raccogliticcia”.
Con esso, sparisce dai radar anche la diretta conseguenza di un gioco del genere a somma zero, non a caso nessuno nomina più la parola elezioni, neanche strumentalmente.
E non solo perchè è lunare l’eventualità  di andare al voto in una situazione segnata da una ripresa dell’emergenza sanitaria, in cui il Cts ha suggerito anche di rinviare le urne in Calabria, figuriamoci su tutto il territorio nazionale.
Ma anche per ragioni tutte politiche: il rischio, fotografato dai sondaggi con l’attuale legge elettorale, di dare il paese al centrodestra, che conquisterebbe in un colpo solo Governo, maggioranza per il Quirinale e numeri per cambiare la Costituzione.
Con l’aggiunta che un’eventuale lista Conte toglierebbe voti al Pd, ancorandolo alle percentuali del 2018, se non meno.
Ovvero: punire se stessi, perdere le elezioni, pur di far fuori Renzi. Più che una linea, un atto di masochismo.
Ecco perchè, finito il primo round che oggettivamente si è aggiudicato Renzi, i cui parlamentari magari soffrono ma non s’offrono, il premier ha accettato il consiglio di cercare una “soluzione politica” di qui al giorno del Consiglio dei ministri sul Recovery, ancora previsto per il 6 gennaio.
È attorno a questa soluzione che è iniziata una triangolazione tra palazzo Chigi, il Nazareno e il leader di Italia Viva. Il “lodo Bettini”, fondato sulla consapevolezza che Renzi non si ferma perchè non vuole e, per come l’ha portata avanti, a questo punto non può indietreggiare di un centimetro.
Il “lodo” prevede quattro punti che vanno, e non poco, incontro alle richieste renziane. Il primo prevede un’ulteriore revisione del Recovery, diminuendo le voci di spesa e aumentando le risorse in investimenti.
Il secondo riguarda un parziale, non totale, utilizzo del Mes per la spesa sanitaria da destinare all’emergenza.
Il terzo la famosa delega i Servizi, prevedendo che, nell’ambito delle prerogative che la legge istitutiva dell’Autorità  attribuisce al premier, possa essere ceduta a una figura autorevole, di esperienza e in grado di occuparsene a tempo pieno.
Sulla base di un accordo su questi punti, il quarto prevede il “riassetto” della squadra di governo, il più delicato: Conte si è detto disponibile a offrire alcune caselle, in particolare quelle dell’Interno, della Scuola e delle Infrastrutture (tre donne), lasciando ai partiti libertà  di scelta, ma l’ipotesi è stata già  bocciata anche dal Pd.
Il punto politico è che il premier vorrebbe ancora evitare una crisi anche “pilotata”, come si diceva una volta (accordo su una nuova lista di nomi, dimissioni, reincarico lampo e giuramento della nuova squadra) perchè teme che i piloti lo portino a sbattere: “Ha paura — sussurrano fonti del Pd che ne hanno raccolto le preoccupazioni — che, una volta che si dimette, Renzi pone il veto e addio”.
Tuttavia senza l’atterraggio di un ter è complicato anche il decollo della mediazione.
E se dunque il primo scenario, quello dell’urto, non c’è più, i prossimi tre giorni serviranno a testare la praticabilità  del secondo scenario, che è tutt’uno con la permanenza di Conte a palazzo Chigi.
Se cioè si può andare avanti con Conte o vanno esplorate le alternative: ad esempio, i Cinque stelle accettano Franceschini con Di Maio vicepremier? È di questo che si parla nei palazzi della politica. Non più “Conte o voto” ma “Conte ter o nuovo governo”.
I bookmaker di Italia Viva, piuttosto abili nel tenere alta la tensione, ad oggi danno queste maliziose quotazioni: “Conte ter al 33 per cento, un governo politico a maggioranza invariata al 33, Draghi al 33”.
L’epilogo è chiaro: il Conte 2 non c’è più, e se il premier, di qui al 6 non propone quantomeno il proposito di nuovo governo — operazione complicata assai – fondato su un nuovo programma, il ritiro della delegazione di Italia Viva è scontata.
Ma il passo dopo è un’incognita: ciò che un mese fa Renzi avrebbe firmato, quando dopo la vittoria di Biden andò a palazzo Chigi ad offrire un patto che avrebbe portato al rimpasto, oggi è stato anch’esso consumato dalla tensione di queste settimane.
Si direbbe: tutto questo casino per le poltrone? Sarebbe una vittoria politica di Renzi per gli addetti ai lavori, ma comunicativamente non è il massimo.
E poi la politica è fatta anche di sentimenti e risentimenti, come quelli che avvolgono il rapporto tra il presidente del Consiglio e l’ex segretario del Pd che, in questa vicenda ha intercettato un umore diffuso proprio del Pd e, a giudicare dall’eloquente silenzio di Di Maio, anche nei Cinque stelle.
C’è tempo. Questi tre giorni servono a capire se si va avanti con Conte, ma la legislatura continua. Per pandemia.
Anche se del come è stata gestita non se ne parla in questa singolare verifica.

(da “Huffingtonpost”)

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SCOOP DEL WASHINGTON POST: IN UN AUDIO LE MINACCE DI TRUMP AL SEGRETARIO DI STATO DELLA GEORGIA PERCHE’ RIBALTI IL VOTO

Gennaio 3rd, 2021 Riccardo Fucile

LA CONVERSAZIONE REGISTRATA DI UN’ORA: “HO BISOGNO DI 11.780 VOTI, SE NON DITE CHE LE ELEZIONI SONO STATE TRUCCATE FINIRETE INCRIMINATO”… IL SEGRETARIO DI STATO REPUBBLICANO NON CEDE: “BIDEN HA VINTO REGOLARMENTE”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avrebbe chiamato il segretario di Stato della Georgia, Bran Raffensperger, per chiedergli di ricalcolare a suo favore i voti delle elezioni presidenziali.
Lo svela il Washington Post, che afferma di essere in possesso della registrazione della telefonata, fatta ieri (sabato) e durata oltre un’ora.
Durante la conversazione, scrive la testata, Trump ha chiesto a Raffensperger di “trovare” abbastanza voti per poter ribaltare il risultato che ha assegnato il “Peach State” a Joe Biden.
Il Wp riporta che il presidente ha minacciato il segretario di Stato con imprecisate conseguenze penali se non avesse soddisfatto la sua richiesta, affermando che stava correndo un “grosso rischio”.
Raffensperger, prosegue il quotidiano, ha respinto la richiesta affermando che il conteggio che ha assegnato a Biden una vittoria con 11.799 voti di vantaggio è stato equo e accurato.
Durante la chiamata, il segretario e il consigliere generale del suo ufficio hanno respinto le affermazioni di Trump, spiegando che il presidente si basa su teorie cospirative inconsistenti.
In Georgia martedì si svolgeranno i due cruciali ballottaggi che decideranno le sorti del Senato e della legislatura nei prossimi due anni, sino alle prossime elezioni di Midterm. per i quali si sono mobilitati Pence e Kamala Harris. Domani toccherà  a Biden e a Trump, che si sfideranno a distanza in un ultimo duello.

(da agenzie)

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