Destra di Popolo.net

I QUATTRO SECONDI RADIOFONICI CHE DIMOSTRANO COME SALVINI NON CAPISCA UNA MAZZA SULLA PANDEMIA

Febbraio 27th, 2021 Riccardo Fucile

SU RAIRADIO1 HA DETTO CHE IL MAGGIOR NUMERO DI POSITIVI DIPENDE DAL MAGGIOR NUMERO DI TAMPONI

Poche idee e anche confuse.
Venerdì sera, in collegamento con Zapping (su Rai Radio1), il leader della Lega si produce nell’ennesima capriola sul coronavirus dimostrando di aver capito veramente poco su come si sviluppa una pandemia e quali possano essere — a livello sanitario — le evoluzioni della crescita dei contagi in quasi tutta l’Italia.
Nonostante il tentativo del conduttore, Giancarlo Loquenzi, di spiegare come il rapporto tamponi-positivi sia in crescita (a prescindere dal numero dei test effettuati), Salvini su terza ondata dice che non è il caso di preoccuparsi citando i numeri della Lombardia (dove, in realtà , la situazione è tornata a essere molto grave, non solo a Brescia).
Per fare un punto della situazione ci si può collegare al sito ufficiale RaiPlayRadio per poter riascoltare la puntata di Zapping andata in onda venerdì 26 febbraio 2021. E dal minuto 24 e 30 secondo inizia l’intervento di Giancarlo Loquenzi che sottolinea come sia evidente che tutti gli italiani vogliano tornare a una normalità , ma che i numeri di questa pandemia non ce lo permettano, vista la crescita dei nuovi positivi (e non solo, visto che in molte Regioni anche le terapie intensive sono sopra la soglia d’attenzione).
E da quando il conduttore cede la parola a Salvini, il leader della Lega impiega quattro secondi per far cadere le braccia, a un anno dall’inizio della pandemia in Italia.
«No, ma è chiaro che più tamponi fai e più positivi trovi». Sarebbe la fine dei giochi.
Una dichiarazione simile ricorda quella fatta qualche tempo fa, quando riteneva ridicolo e pericoloso parlare dell’arrivo di una seconda ondata.
Poi, quando arrivò con tutta quella scia di contagi e morte, accusò il governo dicendo che la seconda ondata era stata prevista anche dai tombini. Dai tombini sì, ma non da lui
L’esempio a caso della Lombardia
Il conduttore, Giancarlo Loquenzi, ha provato a far ragionare Salvini su terza ondata sottolineando come anche i dati percentuali (il rapporto tamponi effettuati-positivi) sia in netta crescita. Così come gli altri indicatori: dall’indice RT fino al livello di saturazione delle terapie intensive. Ma niente da fare: il leader della Lega porta in diretta l’esempio della Lombardia (ieri 4.557 nuovi casi).

(da agenzie)

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LA BATTAGLIA DELLA LEGA SUI TASER? LE PRIME DUE GARE SONO ANDATE DESERTE: MANCANO I REQUISITI DI SICUREZZA RICHIESTI

Febbraio 27th, 2021 Riccardo Fucile

SALVINI SI RENDE CONTO CHE SUI MIGRANTI NON TOCCHERA’ PALLA E RICOMINCIA LA SOLFA SULL’USO DEL TASER, MA NESSUNO HA MAI CHIUSO IL DOSSIER, SEMPLICEMENTE NESSUNA AZIENDA HA PRESENTATO UN’OFFERTA

Visto che con ogni probabilità  sui migranti la Lega, nonostante abbia piazzato un suo uomo al Viminale, Nicola Molteni, come sottosegretario, non toccherà  palla, Salvini sta provando a rivendersi la battaglia sui taser alle forze dell’ordine come un grande obiettivo. Il leader della Lega ha spiegato che non si sa che fine abbia fatto quel dossier che quando era ministro dell’Interno.
Ma la realtà  è che le gare sono andate deserte, spiega Alessandra Ziniti sul Corriere:
Difficile pensare che su decisioni di questa portata la Lega possa toccare palla con un sottosegretario che certamente non riceverà  la delega all’immigrazione, che la ministra terrà  probabilmente per sè. Il primo segnale è già  arrivato. Alle dichiarazioni di Nicola Molteni di voler ripartire dalla battaglia per i taser, Luciana Lamorgese ha risposto con una nota precisando che dopo due gare deserte ne è già  stata indetta una terza che si concluderà  a marzo.
Le prime due gare bandite dal Viminale, nel dicembre del 2019 e nell’agosto del 2020, non hanno dato esito. E’ stato necessario, dunque, avviare ora una nuova procedura negoziata. Entro fine marzo 2021 dovranno pervenire le relative proposte, spiegano fonti del Viminale.
E il problema è che va verificata la rispondenza degli apparecchi ai requisiti tecnici richiesti. Infatti il 23 luglio scorso si è verificato il ritiro di tutti i taser allora assegnati alle forze di polizia dopo l’esclusione dell’unica azienda costruttrice che si era presentata “per difetto dei requisiti minimi di sicurezza previsti dal capitolato tecnico”:
Ora è stata indetta una terza gara, cosa succederà ?

(da “NextQuotidiano”)

argomento: denuncia | Commenta »

SONDAGGIO IPSOS: LEGA 23%, PD 19%, FDI 17,2%, M5S 15,4%, FORZA ITALIA 7,6%, ITALIA VIVA 2,9%, AZIONE E + EUROPA AL 2,3%, SINISTRA ITALIANA 1,9%, ART1 1,7%

Febbraio 27th, 2021 Riccardo Fucile

CRESCONO SOLO LA MELONI E FRATOIANNI

Gradimento stabile per il nuovo Governo e per il presidente del Consiglio Mario Draghi nella rilevazione condotta da Ipsos per il Corriere della Sera.
La stabilità  dei giudizi, spiega Nando Pagnoncelli, “testimonia l’apertura di credito che gli italiani esprimono nei confronti del nuovo esecutivo e le grandi aspettative suscitate sui tre fronti: emergenza sanitaria, situazione economica, riforme. Ma non si tratta di una sorta di cambiale in bianco. Molto dipenderà  dai risultati che il governo riuscirà  a ottenere e dall’immagine di coesione che riuscirà  a dare”.
Significativi i movimenti sul fronte dei partiti. Soprattutto per la crescita di Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni, all’opposizione del Governo Draghi, fa segnare una crescita di 2,2 punti percentuali attestandosi al 17,2% e scavalcando il M5S che con il 15,4% arretra di 0,9%, come pure il Pd che si mantiene al secondo posto con il 19%.
Lega primo partito al 23% (-0,1%), Forza Italia con il 7,6% arretra del 2,6%, seguita da Italia Viva con il 2,9% (+0,5%), Azione e +Europa appaiati al 2,3%. Dopo la decisione di Sinistra italiana di non sostenere il governo Draghi, testate separatamente le due anime di LeU: Sinistra italiana è all’1,9% e Articolo 1 all’1,7%.
Tra i politici, Speranza si conferma al primo posto con un gradimento pari a 40, in aumento di 2 punti per il ruolo di ministro della Salute. A seguire Giorgia Meloni (indice 38), in aumento di 3 punti, poi Salvini (32), quindi Zingaretti (30).

(da agenzie)

argomento: elezioni | Commenta »

PINOCCHIOCRAZIA

Febbraio 27th, 2021 Riccardo Fucile

L’ASPETTO PEGGIORE DEL GOVERNO DEI MIGLIORI… PER COERENZA SI SALVANO SOLO MELONI, FRATOIANNI E I DISSIDENTI M5S

Al netto di tutti i Peggiori che lo compongono, l’aspetto peggiore del Governo dei Migliori è che d’ora in poi nessuno crederà  più alla parola di alcun politico.
Non che prima la categoria apparisse granchè sincera, ma qualcuno ancora si salvava. Per esempio, Mattarella: ora, dopo aver detto e fatto filtrare mille volte “dopo Conte c’è solo il voto” e averci poi regalato Draghi&C., fa onore al suo predecessore Napolitano, che giurò e spergiurò “no al secondo mandato” e poi si fece rieleggere dopo lunghi tormenti durati 10 minuti.
Pensate poi a tutte le campagne del centrosinistra contro la Lega fascista, razzista, sovranista, populista, lepenista, orbanista, trumpista, bolsonarista, casapoundista ecc.: ora gli ex partigiani del Pd e LeU ci governano insieme e devono ringraziare la Meloni che s’è tirata via.
Tutto ciò che avevano detto di Salvini (e dei 5Stelle suoi “complici” nel Conte-1) era pura propaganda e, si spera, eviteranno di ripeterlo alle prossime elezioni.
Idem per le tirate del Cazzaro Verde contro la sinistra che tradisce i sacri confini e fa i soldi coi migranti, anzi va a prenderli in Africa.
E per i 5Stelle, che almeno un limite se l’erano dato: tutti, ma non B. Infatti governano con B. e digeriscono senza neppure un ruttino il suo avvocato Sisto sottosegretario alla Giustizia (dove non hanno neppure tentato di far confermare Bonafede) e il suo prestanome all’Editoria.
Gli unici che possono dire qualcosa agli elettori senza essere sputacchiati sono — come ha scritto Moni Ovadia — la Meloni e Fratoianni. Ai quali aggiungerei i “dissidenti”, anzi i coerenti 5Stelle che si son fatti espellere pur di non ingoiare il rospo.
Ma anche un altro personaggio. Quello che si “candida al Senato alle suppletive di Sassari per blindare il suo governo” (Repubblica, 5.6). Vuole “un ministero o il suo partito per restare in gioco” (Giornale, 4.2). Anzi “Draghi lo nomina commissario europeo” (Repubblica, 4.2). “Ministro degli Esteri o vicepremier nel governo Draghi” (Tpi, 4.2). “Punta alla Nato” (Libero, 6.2). “Cerca protezioni con Casalino per sopravvivere alla caduta” (Domani, 4.2). “Potrebbe correre a sindaco di Roma” (Repubblica, 4.2). “Mendica poltrone: ministro o sindaco di Roma” (Giornale, 7.2). “Cerca poltrone ma perde pure la cattedra” (Giornale, 11.2). “Correrà  alle suppletive di Siena per entrare alla Camera” (Corriere, 9.2). “Cerca un’exit strategy: ministro, sindaco o presidente M5S” (Domani, 9.2). “Diventa un caso umano: che fare di lui?”, “Le paturnie del Conte in cerca di poltrona (Verità , 10.2)
Lui è interessato a restare in politica, ma dice: “Non cerco poltrone, torno a fare il professore”. E tutti giù a ridere.
Ieri ha tenuto la sua prima lezione all’Università  di Firenze.

(da “Il Fatto Quotidiano”)

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RENZI FA LO SGNORRI SUL PRINCIPE SAUDITA CHE HA ORDINATO L’OMICIDIO DI KHASHOGGI, MA SU TWITTER ESPLODE LA BUFERA: “DIMETTITI SUBITO”

Febbraio 27th, 2021 Riccardo Fucile

LA SBRUFFONATA DEL “NUOVO RINASCIMENTO” E’ DIVENTATA UN BOOMERANG

Non c’è nessuna risposta da Italia Viva, nè tantomeno da Renzi. Eppure, una risposta dovrà  venir data, perchè la posta in gioco è troppo alta.
Non si può passarla liscia dal definire ‘Principe del Nuovo Rinascimento’ quello che è, a conti fatti, un assassino.
E mentre Renzi manda avanti gli utili idioti della sua fanbase, quelli che rispondono a chi chiede delucidazioni che “siamo fissati” con questa storia o anche che “nel Rinascimento si facevano tanti omicidi”, sicuramente con i suoi fedelissimi starà  organizzando un contrattacco.
La strada sembra stretta, perchè il rapporto dell’intelligence su Mohammed bin Salman non lascia spazio a dubbi: il giornalista Jamal Khashoggi è stato ucciso proprio su ordine dell’uomo che Renzi è andato a incensare mentre in Italia divampava la crisi, con imbarazzanti uscite come “io da italiano provo invidia per l’Arabia Saudita” che ora pesano come macigni alla luce del rapporto degli 007 americani.
E su twitter, da ieri è in tendenza l’hashtag #RenziDimettiti proprio dalla fondazione del Principe Salman.
“In generale, forse questa storia darà  per la prima volta al leader di Italia Viva il polso del paese e capirà  cosa davvero gli italiani pensano di lui e delle sue rocambolesche disavventure politiche
Renzi non risponderà  e non si dimetterà , sperando che continuiamo a chiederglielo. E’ l’unica maniera che ha per “stare in tendenza”, visto che continua solo e sempre a saper rottamare, non costruire nulla e, se fosse per merito, nessuno lo ricorderebbe”
“Se la legge tribale dell’Arabia Saudita è il Rinascimento Renzi è Leonardo”
“Non è questione di appartenenza ad una forza politica o all’altra. il Sultano di Rignano deve dimettersi immediatamente. E le spiegazioni dovrà  darle, ma dopo le dimissioni”

(da agenzie)

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QUEL RAPPORTO USA CHE INCHIODA RENZI: “IL PRINCIPE SAUDITA E’ IL MANDANTE DELL’OMICIDIO DI KHASHOGGI”

Febbraio 27th, 2021 Riccardo Fucile

UN MESE FA RENZI ERA VOLATO A RYAD A BACIARE LA PANTOFOLA DEL PRINCIPE EREDITARIO SAUDITA DEFINENDO IL PAESE “CULLA DEL RINASCIMENTO”: ALLA CORTE DI UN CRIMINALE

Quelli che fino a ieri erano solo fortissimi sospetti ora sono prove, messe lì, nero su bianco dall’intelligence Usa in un rapporto pubblicato dall’amministrazione Biden, a certificare una verità  ormai innegabile e incontrovertibile: il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, è direttamente coinvolto nell’omicidio di Jamal Khasoggi, il giornalista ucciso e barbaramente fatto a pezzi nel 2018 all’ambasciata saudita di Istanbul.
Sì, proprio lui, l’uomo che, appena un mese fa, era stato salutato da Matteo Renzi a Riyad come una specie di illuminato progressista e l’Arabia Saudita tratteggiata come una culla di — parole testuali — un “nuovo Rinascimento”.
Un disturbo costato 80.000 euro per il senatore di Rignano, come gettone di partecipazione al Future Investment Initiative, il board mondiale che fa capo proprio a bin Salman.
Come si concilia tutto questo col ruolo istituzionale di un ex Presidente del Consiglio italiano, che, pur nel ruolo di “senatore semplice di Scandicci”, come spesso si è definito, ha dimostrato di poter essere decisivo per la caduta e il varo di vecchi e nuovi governi?
Interrogato sul tema, Renzi ha sempre detto che avrebbe risposto alle domande dei giornalisti sull’Arabia Saudita dopo la crisi di governo. Ora non solo la crisi di governo è finita da un pezzo, non solo il nuovo governo Draghi si è insediato, ma ora esiste anche questo nuovo rapporto Usa a mettere alle strette Renzi, costringendolo a fornire spiegazioni su quello che appare in modo sempre più evidente come un enorme conflitto di interessi, oltrechè una presenza politicamente inopportuna, alla corte di quello che è, al di là  di ogni ragionevole dubbio, il mandante di un omicidio. Altro che “principe rinascimentale”.
In realtà , il rapporto Usa è solo l’ultima goccia di una serie infinita di denunce nei confronti delle autorità  saudite, finite nel mirino di numerose associazioni per i diritti umani tanto per il caso Kashoggi quanto per il trattamento riservato alle donne, oltre alla sistematica repressione di ogni diritto.
Negli ultimi anni Amnesty International ha sottolineato “l’intensificazione la repressione dei diritti alla libertà  d’espressione, associazione e riunione; hanno vessato, detenuto arbitrariamente e perseguito penalmente decine di persone critiche nei confronti del governo, difensori dei diritti umani, compresi attivisti per i diritti delle donne, membri della minoranza sciita e familiari di attivisti”. E tutto questo era ben noto anche prima che Renzi volasse a Ryad a baciare la pantofola a bin Salman.
A questo punto Renzi è chiamato a prendere una decisione, come in tanti esponenti politici (tra cui anche i dem Gianni Cuperlo ed Enrico Rossi) gli hanno chiesto a gran voce in queste ore: o si dimette dal board, rinunciando a ogni rapporto col principe saudita, oppure si dimette da senatore, per il rispetto dovuto alle istituzioni che rappresenta, incompatibili con un regime oscurantista e sanguinario come quello saudita. Tocca a lui decidere.

(da “NextQuotidiano”)

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LA LEZIONE DI IMPEGNO CIVILE DI LEBRON JAMES A ZLATAN IBRAHIMOVIC

Febbraio 27th, 2021 Riccardo Fucile

IL CALCIATORE: “LE PERSONE DI UNA CERTA FAMA NON DOVREBBERO PARLARE DI POLITICA”… LA REPLICA DEL FUORICLASSE DEI LAKERS: “NON STO ZITTO DI FRONTE ALLE INGIUSTIZIE E AL RAZZISMO”

Botta e risposta tra due pesi massimi dello sport mondiale: Zlatan Ibrahimovic e Lebron James. Il primo, il calciatore e fuoriclasse del Milan, ha accusato il secondo, leggenda vivente dell’Nba e in corsa con Michael Jordan come GOAT del basket, di occuparsi troppo di politica.
“Non mi piace quando le persone con un certo status parlano di politica. Limitati a fare quello in cui sei bravo, meglio tenersi lontani da certi argomenti” ha attaccato riferendosi apertamente a James, con riferimento al suo attivismo per i diritti dei neri e, in particolare, al modo in cui la stella dei Los Angeles Lakers si racconta, con quell’espressione diventa iconica: “More than an athlete”. “Più di un atleta”.
L’esatto opposto, insomma, di come Ibrahimovic concepisce la vita di uno sportivo, dentro e fuori dal campo.
La lezione di James
Poco fa, da Oltreoceano, è arrivata l’attesa risposta di LeBron James, che ha replicato così a Ibrahimovic dopo la vittoria dei suoi Lakers su Portland.
“Non c’è modo che io stia zitto di fronte alle ingiustizie e mi limiti allo sport” ha dichiarato. “Io sono parte della mia comunità  e ho oltre 300 ragazzi nelle mie scuole che hanno bisogno di una voce, e io sono la loro voce. Sono la persona sbagliata da criticare su questo campo perchè ho una mente ‘molto educata’ e ho fatto i compiti… Mi occuperò sempre di temi come l’uguaglianza, la giustizia sociale, il razzismo, l’assistenza medica e il diritto al voto. So quanto è potente la mia voce e la ‘piattaforma’ da cui parlo e la userò sempre per occuparmi di certe cose, nella mia comunità , nel mio paese e in tutto il mondo”.
James ha poi aggiunto un riferimento allo stesso Ibrahimovic, senza mai nominarlo apertamente:
“Divertente come queste parole vengano da lui, quando nel 2018 aveva fatto le stesse cose. E’ stato lui a tornare in patria e a dire che sentiva razzismo nei suoi confronti solo perchè il suo cognome era diverso dai vari Svensson o Andersson”.

(da “NextQuotidiano”)

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RITROVATO A POMPEI UN CARRO NUZIALE, GLI ARCHEOLOGI: “SCOPERTA STRAORDINARIA”

Febbraio 27th, 2021 Riccardo Fucile

GLI SCAVI SVELANO UNO STRAORDINARIO CARRO DA PARATA, DIPINTO DI ROSSO E RIVESTITO DI DECORAZIONI

Elegante e leggero, stupefacente per la complessità  e la raffinatezza dei decori in stagno e bronzo, incredibile nella sua completezza, con le tracce dei cuscini, delle funi per reggere le corone di fiori, persino le impronte di due spighe di grano lasciate su un sedile.
A Pompei, gli scavi della villa di Civita Giuliana non finiscono di stupire e restituiscono uno straordinario carro da parata, dipinto di rosso e rivestito da decorazioni a tema erotico, destinato forse al culto di Cerere e Venere o più probabilmente ad un’aristocratica cerimonia di nozze.
“Per l’Italia un unicum-anticipa all’ANSA Massimo Osanna, direttore uscente del Parco Archeologico e responsabile scientifico dello scavo – una scoperta di grandissima importanza per l’avanzamento della conoscenza del mondo antico”.
Applaude il ministro della cultura Dario Franceschini, che parla di una scoperta di “Una scoperta di grande valore scientifico”.
Potrebbe trattarsi, spiega Osanna, di un Pilentum, ovvero quello che le fonti antiche descrivono come un carro cerimoniale, un veicolo usato solo dalle èlites e soltanto in contesti cerimoniali.
“Uno così in Italia non si era mai visto. Il confronto si può fare unicamente con una serie di carri ritrovati quindici anni fa in una tomba della Tracia, nella Grecia settentrionale al confine con la Bulgaria”, dice Osanna.
Uno in particolare di questi carri traci, precisa, “assomiglia molto al nostro, ma non è decorato”. I pilenta, citati da Claudiano e altri, potevano appunto essere dipinti in azzurro o in rosso, come nel caso del reperto pompeiano. Riservati alle classi più abbienti, servivano per i culti religiosi, ma erano un po’ come un’automobile di alta rappresentanza.
Il ritrovamento di questi giorni riapre quindi il mistero sui proprietari di questa grande villa costruita alle porte della città  antica che oggi si sta riportando alla luce anche per fermare lo scempio dei tombaroli, che negli anni passati attorno a queste stanze hanno scavato cunicoli e cunicoli depredando e distruggendo.
E che finalmente sono sotto processo, seppure ancora a piede libero (La casa di uno degli accusati si trova proprio sul terreno nel quale si sta scavando) grazie alle indagini ancora in corso da parte della Procura di Torre Annunziata, guidata da Nunzio Fragliasso.
“Una villa molto grande e particolarmente preziosa per le indagini storiche, perchè a differenza di tante altre che erano state svuotate dalle ristrutturazioni seguite al terremoto del 62 d. C., nei giorni dell’eruzione era ancora abitata”, ricorda Osanna.
Si tratta, per intenderci, della stessa dimora nella quale qualche mese fa sono stati ritrovati i resti di due uomini, forse un signore con il suo schiavo, che gli archeologi del Parco hanno ricostruito con la tecnica dei calchi.
E proprio qui, in una stalla a pochi passi dal portico che alloggiava il carro, sono venuti alla luce nel 2018 i resti di tre cavalli, uno dei quali sontuosamente bardato, pronto, sembrava, per mettersi in cammino. Senza parlare dell’affresco con graffito il nome della piccola Mummia, forse una bimba di casa, emerso su un altro muro, sempre a poca distanza.
Il ritrovamento del carro appare quindi come una nuova, preziosa tessera nel complicato puzzle di questa storia. Tanto più che non doveva essere nemmeno l’unico, perchè nel processo attualmente in corso un testimone ha menzionato la presenza di un altro carro anche questo con ricche decorazioni, finito purtroppo nelle mani dei predoni e poi sparito.

(da “La Repubblica”)

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INTERVISTA A VAURO: “QUERELA DELLA MELONI E’ RIDICOLA, PRONTO A RIPETERE TUTTO IN TRIBUNALE”

Febbraio 26th, 2021 Riccardo Fucile

POI LA STOCCATA: “MI SORPRENDONO I NEOFASCISTI CHE SI OFFENDONO SE LI CHIAMI COSI’. IO MICA MI OFFENDO SE MI CHIAMI COMUNISTA”

“Sono pronto a ripetere in tribunale, nella forma e nella sostanza, quello che ho detto in tv su Giorgia Meloni.”
Parola di Vauro Senesi, per tutti semplicemente Vauro, che questa mattina ha ricevuto una minaccia pubblica di querela da parte della leader di Fratelli d’Italia in seguito alle dichiarazioni che il disegnatore e vignettista toscano ha rilasciato ieri a “Diritto e rovescio”, la trasmissione condotta da Paolo Deldebbio.
Tutto nasceva dalle dichiarazioni ormai note del professor Giovanni Gozzini su Meloni, definita “vacca”, “scrofa” e “rana dalla bocca larga” pochi giorni fa a Controradio. Vauro ha preso le distanze in modo netto da quegli epiteti, senza tuttavia esprimere solidarietà  nei confronti della diretta interessata. Il motivo lo ha spiegato lui stesso in diretta tv:
“Sono colpito in negativo dalle espressioni utilizzate dal professore. La Meloni è stata ingiustamente offesa, ma quando Liliana Segre è andata in Senato a istituire la commissione contro l’odio, tutta l’aula si è alzata in piedi, tranne i senatori di Fratelli d’Italia e Lega. La Meloni è leader di un partito che ha cavalcato la xenofobia e il fascismo e io non do alcuna solidarietà ”.
Una frase che ha scatenato, oltrechè la denuncia (per ora solo annunciata) di Giorgia Meloni, l’ira del conduttore Paolo Deldebbio, che ha minacciato l’ospite: “Guarda che è l’ultima volta che vieni”. Vauro, dal canto suo, alza le spalle.
“Tanto per cominciare, non ho mai chiesto a Deldebbio di invitarmi nella sua trasmissione. Non l’ho mai tirato per il gessato, insomma… Quando mi ha chiamato, sono andato, tutto qui. Piuttosto, non so quanto sia corretto che un conduttore si rivolga a un ospite dicendogli: “Mi hai rotto i coglioni”, tanto più in una parte della puntata che riguardava il turpiloquio. Punto due: di sicuro apparirò sempre meno nelle trasmissioni. Probabilmente ora preferiscono avere cosiddetti opinionisti che non stonano nel coro, ma sinceramente non è che non ci dormirò la notte. Campo lo stesso anche senza Deldebbio.”
E a Giorgia Meloni, che ha annunciato querela, cosa risponde?
“Come querela mi sembra ridicola. Quando Meloni dice che il suo non è un partito che cavalca nostalgie fasciste e mi denuncia per questo motivo, perderà  una grande fascia dei sui elettori. Ci sono persino rapporti di Amnesty International su Lega e Fratelli d’Italia che denunciano le stesse cose che ho detto in trasmissione. Un esempio su tutti? Galeazzo Bignami (Fratelli d’Italia) è lo stesso signore che mostra in video i cognomi stranieri sui citofoni delle palazzine di Bologna. Se questi non sono razzismo e xenofobia, cosa sono? Non so cosa potesse fare di più… dipingerci sopra delle stelle gialle. Vede, mi meraviglio sempre nel vedere i neofascisti che si offendono quando gli si dà  dei neofascisti. Io non mi offendo mica quando mi danno del comunista…”
Tornando alle dichiarazioni di Gozzini da cui tutto è partito, la sua posizione potrebbe riassumersi così: condanna sì, solidarietà  no. È corretto?
“È stata la premessa iniziale, è persino banale dirlo perchè è ovvio che qualunque persona dotata di civiltà  si dissoci da insulti come quelli. Ma, detto quello, basta. Io do un grande valore alla parola solidarietà , che implica un’empatia, ovvero riuscire a mettersi nei panni dell’altro. Ecco, io sinceramente non riesco a mettermi nei panni di Giorgia Meloni, sarei stato ipocrita se avessi espresso solidarietà  unendomi al coro quasi unanime di politici e giornalisti, perchè non ho nessuna empatia nei confronti di una leader — non importa se donna, uomo o transessuale — di un movimento che ha demonizzato la solidarietà , che conia addirittura termini dispregiativi per renderla un disvalore, come la parola ‘buonismo’. Massimo rispetto per la donna ma nessun rispetto politico per la signora Meloni e il suo partito, che continua ad utilizzare il linguaggio più bieco. Non mi sento affatto una vittima, ma basta fare un salto in questo momento sulla sua pagina social per vedere cosa scrivono i suoi seguaci nei miei confronti. Ma lo abbiamo visto anche pochi giorni fa con Liliana Segre.”
Quando lo ha ricordato in trasmissione, le hanno detto che non c’entra nulla…
“Già , mi hanno risposto così. Parliamo di una donna di 90 anni che si vaccina e viene ricoperta di insulti antisemiti, razzisti, nazisti, fascisti, e noi siamo qui a scappellarci di fronte a un idiota — mi passi il termine il professore senese (Giovanni Gozzini, ndr) — che non ha saputo contenersi e ha reso la signora Meloni una martire. Lei che ha dichiarato che con il fascismo ha un rapporto sereno. Ecco, Liliana Segre forse ha avuto un rapporto meno sereno, visto che è grazie al fascismo se è finita ad Auschwitz. Eppure non ho visto nei suoi confronti la stessa solidarietà  che Meloni invoca addirittura per legge. Poi mi potranno dire che il fascismo non c’è più, che è superato. Ma a me sembra gravissimo che, nel 2021, una scampata ad Auschwitz sia costretta a vivere sotto scorta.”
È pronto a ripetere anche in tribunale, nella sostanza, quanto ha affermato in tv?
“Lo ripeterei nella sostanza e anche nella forma, forse in modo più pacato, anche perchè non credo che in tribunale ci saranno i vari Cruciani addestrati ad abbaiare ogni volta che apro bocca. Vede, sono molto sereno. Intendiamoci, non sono masochista. Se mi arrivano denunce a catafascio non è che mi rallegri, però, dai, ora, oltre le quattro di Salvini e le due che mi sono arrivate da Fontana, adesso metto nell’album delle figurine anche la Meloni…”
C’è chi la rimprovera: “In certe trasmissioni non ci si deve andare”.
“Io, invece, magari sbagliando, penso che, soprattutto in questo momento, non sia giusto ritirarsi sull’Aventino. Dove c’è uno spiraglio anche minimo di dire qualcosa di diverso dal coro, è giusto andare. Per questo sono stato anche da Porro, oltrechè da Del debbio. Solo con Mario Giordano non ce l’ho fatta, nonostante mi abbia chiamato spesso. Anche la fossa dei leoni ha i suoi limiti. Quei programmi hanno uno share, un pubblico e io, sicuramente in modo maldestro, provo a fare la mia parte, accetto la sfida.”

(da “NextQuotidiano”)

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