Maggio 24th, 2021 Riccardo Fucile
COERENZA SOVRANISTA: PECUNIA NON OLET
Correva il 2 febbraio 2018 e Giorgia Meloni era ospite a Otto e Mezzo e discuteva insieme a Lilli Gruber della possibilità dei braccialetti elettronici Amazon per il controllo dei magazzinieri.
Si parla del dibattito all’epoca in corso tra gli esponenti politici sulla questione e la Gruber chiede alla Meloni la sua opinione in merito. La Meloni accusa lo «strapotere della globalizzazione incontrollata» e «lo strapotere di una serie di multinazionali nel mercato mondiale e nella quotidianità».
Accusa poi i grandi gruppi e i grandi capitali che «trattano i lavoratori come se fossero delle bestie». Appello della leader di Fratelli d’Italia agli italiani: «Non comprate su Amazon perché la nostra pigrizia può costarci caro, andate al negozio a difendere la categoria del piccolo commerciante, comprate al dettaglio, sosteniamo i commercianti e gli artigiani italiani»
Siamo nel 2021 è Giorgia Meloni è appena uscita con in libro edito da Rizzoli. Un libro in cui la donna si sveste – o, almeno, è quello che fa credere – dai panni di politica per raccontarsi come donna, come ragazzina e come bambina. Un libro che, come tutti ormai sappiamo bene, è in vendita su Amazon. Appare evidente, alla luce di questi ultimi avvenimenti, come Giorgia Meloni abbia contraddetto se stessa.
Basta andare su Amazon per trovare «Io sono Giorgia. Le mie radici le mie idee» – titolo scelto ad arte – sia in formato kindle che in formato cartaceo. Formato cartaceo che, tra l’altro, è scontato di 0,90 centesimo – portando il prezzo da 18 euro a 17,10 euro -. Quello sconto del quale tanto si discute e che tanti piccoli negozi – e non le grandi catene di distribuzione di libri, le famose multinazionali contro le quali si diceva la Meloni a Otto e mezzo – che non riescono a rendersi competitivi e a entrare nell’ingranaggio Amazon accusano ogni giorno.
Il libro è venduto dall’editore (Rizzoli, in questo caso) ed è l’editore che sceglie di distribuirlo anche su Amazon. A questo punto, viste le forti posizioni assunte da Giorgia Meloni in passato sulla questione Amazon, la scelta sarebbe dovuta ricadere – per coerenza – su un editore che opera diversamente.
Avrebbe dovuto scegliere lei stessa, perché quelle parole non suonassero oggi come una cosa detta per propaganda, di affidare il suo libro a una casa editrice piccola.
(da Giornalettismo)
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Maggio 24th, 2021 Riccardo Fucile
“SIAMO INTORNO A 2,9 MILIONI DI DOSI ALLA SETTIMANA, TROPPO POCHE”
La Fondazione di ricerca e statistica Gimbe lancia un appello affiché arrivino più
vaccini nel nostro Paese, dato che con le dosi a disposizione potrebbe rallentare la campagna di vaccinazione in corso: “Abbiamo quasi esaurito le scorte di vaccini. Con le consegne siamo intorno a 2,9 milioni di dose alla settimana, quindi la famosa invasione di vaccini al momento non c’è”.
Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Quanto al problema di chi rifiuta il vaccino, “questa – dice Cartabellotta – potrebbe essere la futura problematica riguardo alla campagna vaccinale.
C’è ancora una percentuale di anziani che non è vaccinato. Bisogna pensare a delle soluzioni integrative, non solo con l’adesione volontaria, ma anche con la chiamata attiva, così si saprà anche se chi non si vaccina non riesce oppure non vuole”.
“L’obbligo di vaccinazione – sottolinea – non so se sia in linea con la Costituzione, ed è comunque difficile legarlo a un obiettivo specifico. Ai tempi del decreto Lorenzin l’obbligo era legato alla frequentazione scolastica. Si potrebbe dare qualche vantaggio in più ai vaccinati, le strategie possono essere diverse, ma bisogna pensarci adesso. Il green pass – conclude – è un’inevitabile soluzione a quelle che sono una serie di criticità. Aspettiamo una serie di dettagli ulteriori.
(da agenzie)
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Maggio 24th, 2021 Riccardo Fucile
EITAN SALVATO DALL’ABBRACCIO DI PAPA’… NESSUN PARENTE SI E’ PRESENTATO PER IL BIMBO DI 9 ANNI MORTO
C’è un solo superstite, il piccolo Eitan, 5 anni, che lotta per sopravvivere all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino: a salvarlo, con ogni probabilità, è stato proprio suo papà, morto nel disastro: “Per essere riuscito a sopravvivere al terribile impatto è probabile che il padre, che era di corporatura robusta, abbia avvolto con un abbraccio suo figlio” specificano oggi fonti mediche del Regina Margherita.
“Partiamo da una evidenza empirica, il cavo (di trazione, ndr)si è tranciato e il sistema di freni di sicurezza, pacificamente, non ha funzionato”, ha spiegato stamane il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi, che aggiunge: “Ha funzionato invece per l’altra cabina, che si è bloccata. Logica vorrebbe che si è spezzato il cavo e l’impianto frenante non ha funzionato, ma può anche essere il contrario. Lo dovranno stabilire i consulenti. Ho già parlato col Politecnico di Torino, anche se non ho ancora dato l’incarico – precisa – serviranno ingegneri meccanici e stiamo valutando se servano anche esperti in metallurgia”.
Sono proprio gli accertamenti sui dispositivi di sicurezza a essere in questo momento determinanti: potrebbero essere la causa della caduta della cabinovia, nonostante la manutenzione dell’impianto sembri in regola. E poi controlli sulla cabina di comando. “Penso che procederemo per un reato piuttosto raro, che è quello, in questo caso naturalmente colposo, di attentato alla sicurezza dei trasporti, con conseguenza di disastro colposo – ha spiegato il procuratore Bossi, che sul tema indagati ha specificato: “Le aziende coinvolte sono più d’una, prima dobbiamo nominare i periti per le consulenze tecniche”.
“Dovremo verificare anche la fattispecie dei reati colposi di attentato alla sicurezza dei trasporti, anche in base alla natura pubblica o meno dell’impianto”, ha detto la procuratrice capo Olimpia Bossi. Gli investigatori, che hanno messo sotto sequestro l’area, lavoreranno anche sulla documentazione dell’autunno scorso relativa ai controlli magnetoscopici dei cavi e chiederanno una lunga serie di perizie.
Si attendono nelle prossime ore le prime iscrizioni nel registro degli indagati per consentire gli accertamenti irripetibili che richiedono la presenza dei consulenti di parte. C’è da chiarire soprattutto il fatto che il freno d’emergenza della cabina non abbia funzionato, come ha sottolineato il procuratore e come ribadisce il responsabile provinciale del Soccorso alpino, Matteo Gasparini : “Sono tutte supposizioni, ma credo ci sia stato un doppio problema: la rottura del cavo di trazione e il mancato funzionamento del freno di emergenza. Non sappiamo perché non si sia attivato, mentre nella cabina a valle ha funzionato”.
La mancata attivazione del freno, spiega, “ha fatto sì che la cabina, dopo la rottura del cavo di trazione, abbia preso velocità all’indietro, iniziando a scendere lungo il cavo di sostegno rimasto intatto, e alla fine abbia scarrucolato e sia caduta”.
Il gestore della funivia Stresa-Mottarone si difende: “Cause poco chiare”
“Il gestore della società Ferrovie del Mottarone, Gigi Nerini, è molto provato. Al momento non è chiaro quello che è successo”. Lo dice all’Agi l’avvocato Pasquale Pantano che assiste Nerini nell’inchiesta che dovrà far luce sull’incidente che ha provocato la morte di 14 persone. “Al momento le cause non sono chiare – prosegue Pantano – sappiamo che si è rotto il cavo trainante, il resto sono solo ipotesi. I controlli sono stati fatti in questi anni, è una funivia vecchia ma ‘aggiornatissima’ nel senso che è stata sottoposta a ripetute verifiche”.
Notte tranquilla per Eitan, il bimbo sopravvissuto: “Non resta che sperare”
“Ha passato una notte tranquilla, ora non resta che sperare. Abbiamo messo in campo tutte le nostre eccellenze e stiamo monitorando situazione minuto per minuto”. Così Giovanni La Valle, direttore generale della Città della Salute, questa mattina davanti all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, dove è ricoverato Eitan, il bambino di 5 anni, unico sopravvissuto alla strage. “Attendiamo le prossime 48 ore, la situazione è critica ma fa ben sperare”, aggiunge La Valle.
Nessun parente, invece, si sarebbe ancora fatto vivo con il Regina Margherita per la salma del piccolo Mattia Zorloni, morto in ospedale dopo essere stato trasportato a Torino in elicottero in condizioni disperate.
I suoi genitori usono morti nell’incidente, mentre la sorellastra di Mattia ha scritto un post su Facebook ricordando il suo difficile rapporto con il padre.
(da La Repubblica)
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Maggio 24th, 2021 Riccardo Fucile
CONTE 34,7%, DRAGHI 32,8%, MELONI 21,3%, SALVINI 19%
Mario Draghi promosso dopo i primi 100 giorni da capo del Governo nei
sondaggi politici. È quanto emerge da alcuni dei risultati del sondaggio realizzato dall’istituto di ricerca Quorum/YouTrend per Sky TG24 diffuso oggi dal canale all news.
Fra i ministri dell’esecutivo, quello più apprezzato è il ministro della Salute Roberto Speranza. Mentre Giuseppe Conte e l’attuale premier sono ai primi due posti, con l’ex presidente del Consiglio di due punti sopra l’attuale.
Nel dettaglio, il 50,6% degli intervistati riconosce all’ex banchiere centrale di aver fatto un buon lavoro, il 27,6% non sa giudicare o non risponde mentre il 21,8% ha espresso un giudizio negativo.
Per quanto riguarda i singoli ministri, il responsabile del dicastero della Salute, Roberto Speranza, è quello il cui operato ha ottenuto il gradimento maggiore (29%), seguito dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio (13,1%) e quello della Cultura Dario Franceschini (10,5%).
Al 10,2% la ministra della Giustizia Marta Cartabia, al 9,6% Giancarlo Giorgetti a capo dello Sviluppo economico, mentre è all’8,7% l’apprezzamento per Luciana Lamorgese degli Interni.
Seguono il ministro del Lavoro Andrea Orlando (6,5%), quello dell’Economia Daniele Franco (3,9%); mentre il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e quello delle Politiche agricole e forestali Stefano Patuanelli sono entrambi al 3,5%.
La classifica dei sondaggi di gradimento
Invece, fra le figure politiche il cui comportamento è stato maggiormente apprezzato negli ultimi mesi, Giuseppe Conte (34,7%) e Mario Draghi (32,8%) occupano i primi due posti. Seguono Giorgia Meloni (21,3%), Matteo Salvini (19%), Roberto Speranza (13,3%), Luigi di Maio (9,6%), Nicola Zingaretti (7,2%), Enrico Letta (6,4%) e Silvio Berlusconi (5,5%)
Dopo la partenza del piano di distribuzione dei vaccini contro il Covid, sanità, sostegni ed economia sono le sfide considerate decisive per il Governo nei prossimi mesi dal campione complessivo, mentre scuola e immigrazione sono in fondo.
Anche il capitolo riaperture ha un grande rilievo se si sommano quelle delle attività commerciali e delle scuole.
Quindi, fra le priorità che il Governo dovrebbe porsi la Sanità è al 21,7%; il sostegno alle imprese e al mondo del lavoro al 17,9%; la lotta alla povertà e alla disoccupazione (17,4%); il taglio alle tasse (12,7%); le riaperture delle attività commerciali (11,9%); la costruzione di infrastrutture e grandi opere ecologicamente sostenibili (6,3%); la riapertura di scuole e università (4,4%); l’immigrazione (5,%).
Si rileva come le priorità cambino in base al partito di riferimento: per esempio, tra gli elettori del Pd e del M5S la Sanità è prioritaria (rispettivamente al 58% e al 56,5%) rispetto agli elettori di Lega (34%) e Fdi (32%), mentre il rapporto è inverso sul tema immigrazione (50% per gli elettori leghisti e 29% per gli elettori di Giorgia Meloni; 6,6% per gli elettori del PD e 10,5% per quelli del M5s).
(da agenzie)
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Maggio 24th, 2021 Riccardo Fucile
CALANO LEGA E PD, SALGONO FDI E M5S
I sondaggi politici di Euromedia Research illustrati oggi da Alessandra Ghisleri su La Stampa dicono che Fratelli d’Italia raggiunge la seconda piazza ed è a meno di due punti dalla Lega. Mentre il Partito Democratico sorpassa il MoVimento 5 Stelle. E il metodo Draghi sulle riaperture convince gli italiani.
La rilevazione di Euromedia Research dice che il campione di Ghisleri mostra 4 partiti concentrati in meno di 5 punti percentuali: Lega 21,1%, FdI 19,0%, Pd 18,8% e M5S
16,5%. Un quadro inedito con il 34,9% di astensione.
La distanza tra i primi 4 partiti e il resto del panorama politico si consuma in una distanza di più di 8 punti percentuali, per incontrare Forza Italia al 7,7%. Tutti gli altri partiti rilevano percentuali al di sotto del 5,0%.
Nel dettaglio, la Lega è al 21,1% e perde lo 0,2% mentre Fdi è al 19 e guadagna un punto e mezzo. Poi c’è il Partito Democratico che perde lo 0,2% ed è al 18,8% mentre il M5s guadagna lo 0,8% e approda al 16,5%.
Forza Italia è al 7,7%, Liberi e Uguali al 3,8% e Azione di Carlo Calenda al 3,3%. La Federazione dei Verdi arriva al 2,5% mentre Italia Viva di Matteo Renzi è al 2,1%.
Poi c’è +Europa all’1,5% (che perde lo 0,4%)
(da agenzie)
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Maggio 24th, 2021 Riccardo Fucile
CENTRODESTRA 43%, CENTROSINISTRA 40%, M5S 15%….. PRIMO PARTITO PD 26%, POI FDI 22%
In autunno si voterà per il rinnovo dell’amministrazione capitolina. Ancora non
sono stati definiti tutti i nomi che scenderanno in campo per il futuro del Campidoglio: il Movimento 5 Stelle – dopo alcuni tentennamenti – ha deciso di puntare tutto (di nuovo) su Virginia Raggi; il Centrosinistra passerà dalle primarie interne; il centrodestra ancora deve ufficializzare i nomi. Poi c’è l’incognita Carlo Calenda.
Questi i principali nomi (non sono tutti perché la platea sarà più ampia) della corsa alla poltrona a sindaco della capitale e i sondaggi Roma effettuati da Tecnè per AdnKronos mostrano una bocciatura da parte dei cittadini nei confronti dell’amministrazione uscente.
Il 70% dei cittadini romani esprimono un giudizio negativo, il 28% positivo (mentre il 2% non si esprime).
E’ quanto emerge dal ‘Rapporto Roma, verso le elezioni comunali’ realizzato da Tecnè per Adnkronos.
Il sondaggio prende in considerazione cinque aree della Capitale: il dato più alto tra i giudizi negativi a Roma sud con il 73% (26% positivi), a seguire Roma ovest con il 71% (27% positivi), Roma Est e Roma centro con il 68% (29% negativi) e Roma nord con il 66% (31% positivi).
In attesa di conoscere i nomi di tutti i candidati, i sondaggi Roma offrono anche uno spaccato sulla direzione che potrebbe prendere la capitale con le prossime elezioni, in programma ad autunno.
Il centrodestra è accreditato di consensi pari al 43%, il centrosinistra attorno al 40% e il M5S si fermerebbe al 15%.
Il Partito Democratico resterebbe, comunque, il primo partito (con il 26%). Dietro al Pd ci sarebbe FdI al 22%, seguito dalla Lega (15%) e Forza Italia (5%).
(da agenzie)
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Maggio 24th, 2021 Riccardo Fucile
LA DURA REAZIONE DEI LEADER OCCIDENTALI: “SONO STATE VIOLATE LE REGOLE DEL TRASPORTO AEREO”
Roman Protasevich, oppositore dell’ultimo dittatore europeo Aleksandr Lukashenko, è stato arrestato ieri, 23 maggio, dopo che il volo su cui viaggiava – un Boeing 737 della low cost Ryanair – partito in mattinata da Atene con 171 passeggeri e diretto a Vilnius, in Lituania, è stato fatto atterrare a Minsk, in Bielorussia.
L’atterraggio – che i leader occidentali hanno già bollato come dirottamento – è avvenuto dopo che un caccia lo aveva affiancato.
Oltre a Protasevich, è stata fermata anche la sua fidanzata. «L’equipaggio è stato informato di una potenziale minaccia alla sicurezza a bordo dai controllori del traffico aereo bielorussi», spiega Ryanair in una nota riportata dal Corriere della Sera.
Il suo equipaggio, in realtà, avrebbe voluto proseguire sulla rotta prevista. Ma Lukashenko ha fatto alzare in volo un Mig29, un caccia, così il Boeing è stato costretto a scendere a Minsk.
«A bordo era tutto tranquillo, ma quando l’altoparlante ha annunciato che avremmo fatto scalo a Minsk il ragazzo accanto a me si è messo le mani nei capelli, agitatissimo», ha raccontato un passeggero.
Chi è Roman Protasevich
Giornalista di 26 anni, Protasevich è il fondatore di Nexta, il maggior canale informativo del Paese su Telegram: negli ultimi mesi era ricercato per la sua partecipazione alle manifestazioni dell’anno scorso seguite alla rielezione-farsa di Lukashenko. Ora rischia quindici anni di carcere.
Con lui è stata arrestata la sua ragazza, una cittadina russa di 23 anni, Sophia Sapega, che sta frequentando un master all’Università Europea di Scienze Umanistiche di Vilnius nell’ambito del programma di Diritto Internazionale e dell’Ue. «L’Università sta facendo ogni sforzo perché Sofia Sapega venga rilasciata il più presto possibile», ha detto il portavoce dell’ateneo Maxim Milta.
Com’è andata
Era stato proprio Protasevich a raccontare sui social di essere stato seguito ad Atene, dove era in vacanza. Poco prima aveva anche incontrato Svetlana Tikhanovskaya, la principale leader dell’opposizione giunta nella capitale greca per alcuni incontri politici. «All’aeroporto—ha scritto Roman — un uomo mi è stato dietro fino all’imbarco e ha tentato di fotografare il mio passaporto». Poi il volo, regolare, fino all’atterraggio a Minsk. Le autorità hanno fatto scendere i passeggeri: di questi, secondo un sito bielorusso, sei non sarebbero ripartiti per la Lituania: forse erano agenti del Kgb.
Il governo di Lukashenko ha fatto sapere che l’intervento ha «difeso l’Europa», negando di essere intervenuto per catturare un dissidente.
Le reazioni
In coro, Lituania e Grecia hanno chiesto il rilascio dei passeggeri a bordo, compreso Protasevich. Uguale la reazione del responsabile della politica estera dell’Europa Borrell. «Abbiamo bisogno di spiegazioni immediate», ha chiesto il presidente del Parlamento europeo David Sassoli.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen dice che «Ogni violazione delle regole del trasporto aereo avrà conseguenze». Nei prossimi giorni è probabile che la questione sarà discussa oggi nella riunione dei ministri degli Esteri della Ue. «L’apparente atterraggio forzato potrebbe essere in violazione della Convenzione di Chicago», ha commentato l’Icao, l’agenzia Onu per l’aviazione civile.
(da agenzie)
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Maggio 24th, 2021 Riccardo Fucile
DECISIVE LE PROSSIME 48 ORE
“Ho saputo quello che è successo dai messaggi di WhatsApp dei miei amici. “Oh
mi dispiace” hanno iniziato a scrivermi. Al quarto messaggio ho pensato che fosse caduto un altro missile in Israele. Così ho chiamato mio fratello ma non mi ha risposto, poi mia cognata e neanche lei mi ha risposto. Qualcosa non va. Allora ho scritto ai miei amici ma cosa è successo? Due ore dopo la conferma dei nomi dei carabinieri”.
Aya Biran nella tragedia di Stresa ha perso suo fratello Amit, sua cognata Tal Peleg e il nipotino Tom di soli due anni, che vivevano a Pavia.
È notte fonda ed è davanti all’ingresso dell’ospedale Regina Margherita di Torino, dove è ricoverato l’unico sopravvissuto della tragedia, l’altro suo nipotino di soli cinque anni Eitan: “non sapevamo dove si trovasse, abbiamo capito che si trattava di lui quando abbiamo visto che non era nell’elenco delle vittime”.
Il bambino è arrivato in ospedale in elicottero intorno alle 14, le sue condizioni sono gravi ma stazionarie. Ieri pomeriggio ha subito cinque ore di intervento per le fratture a braccia e gambe “e ora stiamo aspettando che ce lo facciano vedere, almeno da lontano attraverso il vetro” dice tra una telefonata e l’altra all’ingresso dell’ospedale. Dentro ci sono i suoi genitori e “fra poco arriverà personale dall’ambasciata”.
Anche Aya vive nel Pavese dove lavora come medico in carcere “ma ancora per poco, la vita è troppo breve per essere bruciata così”.
Mostra dal telefono la foto dell’altro nipotino, Tom, la vittima più giovane dello schianto “è una meraviglia, i bisnonni erano arrivati da pochi giorni per vederli”. I genitori di Tal Peleg sono morti nel crollo con il resto della famiglia. “Erano arrivati come turisti, ultraottantenni e vaccinati avevano deciso di venire. In Israele ci sono i missili cosa può succedere in Italia? Volevano vedere i bisnipoti”.
Sono ore di attesa e dolore: “i miei genitori sono molto agitati, ho paura che dovrò chiamare un’ambulanza”, ammette. Aya è anche l’unica che parla italiano: “io e mio marito viviamo in Italia da 17 anni, ora ho lasciato due bimbe a casa per essere qui e dovremo gestire tutte le comunicazioni”. Hanno preso una stanza in un albergo di Torino “ma solo per appoggiare la testa. Mio nipote ha un trauma cranico bisogna vedere come va, la prognosi non esiste ancora”.
(da La Repubblica”)
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Maggio 24th, 2021 Riccardo Fucile
SPERANZE PER EITAN, IL PICCOLO SOPRAVVISSUTO
Sulla sponda piemontese del lago Maggiore è arrivata la pioggia a mischiarsi con le lacrime e a lavare via il sangue dalla montagna del Mottarone, dove ieri la rottura di una fune della funivia ha provocato la morte di 14 persone, tra cui due bambini, e ha lasciato orfano l’unico sopravvissuto, un bambino di cinque anni.
L’altro bambino che era stato portato d’urgenza in elicottero al Regina Margherita di Torino non ce l’ha fatta e ora ai parenti non è rimasto che il triste rito del riconoscimento del corpo.
Accertamenti sui dispositivi di sicurezza che potrebbero essere la causa della caduta della cabinovia, nonostante la manutenzione dell’impianto sembrerebbe in regola. E poi controlli sulla cabina di comando.
La procura di Verbania non vuole tralasciare nulla nell’indagine per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose che dovrà fare luce sulla tragedia della funivia Stresa-Mottarone, in cui ieri hanno perso la vita 14 persone.
“Dovremo verificare anche la fattispecie dei reati colposi di attentato alla sicurezza dei trasporti, anche in base alla natura pubblica o meno dell’impianto”, ha detto la procuratrice capo Olimpia Bossi.
Gli investigatori, che hanno messo sotto sequestro l’area, lavoreranno anche sulla documentazione dell’autunno scorso relativa ai controlli magnetoscopici dei cavi e chiederanno una lunga serie di perizie.
Si attendono nelle prossime ore le prime iscrizioni nel registro degli indagati per consentire gli accertamenti irripetibili che richiedono la presenza dei consulenti di parte. Tra gli elementi da chiarire c’è anche il fatto che il freno d’emergenza della cabina non ha funzionato: “Sono tutte supposizioni, ma credo ci sia stato un doppio problema – dice il responsabile provinciale del Soccorso alpino, Matteo Gasparini -: la rottura del cavo e il mancato funzionamento del freno di emergenza. Non sappiamo perché non si sia attivato, mentre nella cabina a valle ha funzionato”.
La mancata attivazione del freno, spiega, “ha fatto sì che la cabina, dopo la rottura del cavo, abbia preso velocità, iniziando a scendere, finendo così catapultata fuori dai cavi di sostegno”.
Nella camera mortuaria dell’ospedale di Pallanza, a Verbania, ci sono le altre 13 salme, composte una vicina all’altra, come erano vicine dentro la cabina che le stava portando in vetta. La vittima più piccola, Tom, aveva due anni ed era figlio di una famiglia di origini israeliane, residente a Pavia: Amit Biran, 30 anni, la moglie Tal Peleg, 26 anni e il fratellino maggiore, unico sopravvissuto. Deceduti nell’incidente inoltre i bisnonni, anche loro di origine israeliana, Itshak Cohen, 82 anni, e la moglie Barbara Cohen Konisky, 70 anni, i nonni di Tal Peleg. Poi una coppia barese di origine è trasferita per lavoro nel Picentino: Roberta Pistolato proprio ieri aveva compiuto 40 anni e avrebbe voluto festeggiare con quella gita il compleanno assieme al marito Angelo Vito Gasparro, 45 anni. Morti anche due fidanzati di Varese, Silvia Malnati, 27 anni, che si era laureata due mesi fa, e Alessandro Merlo, di 29 anni. Un’altra coppia è stata spezzata: lei si chiamava Serena Cosentino, 27 anni, di Diamante, in Calabria, che da un paio di mesi si era trasferita a Verbania perché aveva vinto un concorso come borsista di ricerca al Cnr Istituto di Ricerca sulle Acque; lui era Mohammadreza Shahaisavandi, iraniano, 23 anni, che viveva a Roma dove studiava e lavorava per pagarsi l’università. Erano a un passo dal matrimonio, fissato al 26 giugno, Vittorio Zorloni, 55 anni, ed Elisabetta Persanini, 38, insieme al loro figlio Mattia, il bambino di 6 anni, morto in ospedale.
“Ha passato una notte tranquilla, ora non resta che sperare. Abbiamo messo in campo tutte le nostre eccellenze e stiamo monitorando situazione minuto per minuto”. Così Giovanni La Valle, direttore generale della Città della Salute, questa mattina davanti all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, dove è ricoverato Eitan, il bambino di 5 anni, unico sopravvissuto alla strage. “Attendiamo le prossime 48 ore, la situazione è critica ma fa ben sperare”, aggiunge La Valle.
Il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini sarà questa mattina a Stresa per un vertice dopo la tragedia. Sarà accompagnato dal capo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile Fabrizio Curcio. All’incontro parteciperanno il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio con il vicepresidente e assessore alla Montagna Fabio Carosso e l’assessore alle Infrastrutture e Trasporti e alla Protezione Civile Marco Gabusi. Presenti, inoltre, il sindaco di Stresa, Marcella Severino, e il prefetto di Verbania, Angelo Sidoti.
Lo shock del soccorritore intervenuto sul Mottarone: “Sembrava la guerra”
“Sono volontario da 25 anni, e ne ho viste tante, ma mai così. Sembrava una scena di guerra”. Il responsabile provinciale del Soccorso alpino di Verbania, Matteo Gasparini, descrive così la scena che si è trovato di fronte al Mottarone, dove una cabina della funivia è precipitata causando la morte di quattordici persone. “Sono stato anche a Rigopiano – aggiunge – ma una situazione così non l’avevo mai vista”.
(da La Repubblica)
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