Dicembre 2nd, 2021 Riccardo Fucile
“HO SBAGLIATO, ME NE RENDO CONTO SOLO ORA”
Un ex portuale di Trieste ha affidato la sua testimonianza alla trasmissione “Non è l’Arena” dichiarando di non essersi mai vaccinato e di aver contratto il Covid. “Ho sbagliato, me ne rendo conto solo ora”
Era in prima fila durante le proteste contro il Green Pass sul luogo di lavoro, adesso è ricoverato presso l’ospedale di Trieste dopo aver contratto il Covid. Nonostante il pericolo iniziale, il portuale è riuscito a salvarsi la vita.
Al fianco di Stefano Puzzer e Fabio Tuiach, le loro strade si sono divise appena sono terminate le proteste dei portuali di Trieste dopo giorni di disordini e grandi folle davanti ai varchi. Stefano Puzzer ha continuato ad essere protagonista di manifestazioni e iniziative contro il Green Pass obbligatorio.
L’ultima avventura lo ha visto fare la spola tra i diversi uffici all’Onu senza però riuscire a depositare le denunce che voleva. Fabio Tuiach, invece, ha contatto il Covid durante le manifestazioni di Trieste. Il 41enne era andato ai varchi del posto senza mascherina e aveva avuto contatti ravvicinati con centinaia di manifestanti. Il portuale si trovava lì nonostante fosse in congedo per malattia per l’Autorità Portuale. Nonostante la severità della malattia, Tuiach aveva dichiarato pubblicamente di essere “solo raffreddato a causa degli idranti della polizia”.
Il portuale no-vax intervistato dalla trasmissione “Non è l’Arena” ha raccontato la sua esperienza alle telecamere. “Sono molto turbato da quanto successo – racconta -. Sono costantemente intubato e sono vivo per puro miracolo. Quando è stato il mio momento non ho voluto vaccinarmi. Non ho creduto alla pericolosità del virus ma adesso ho per forza cambiato idea. Quando lo vivi ti rendi conto di cosa davvero sia. Bisogna stare sempre in guardia per sé e per gli altri. Questo è l’unico modo per sfuggire alla malattia”.
Al microfono del giornalista inviato, l’ex portuale ha ammesso spontaneamente di non essersi mai vaccinato. “Mi sono davvero pentito di non aver preso la decisione giusta quando è toccato a me. Tornassi indietro, farei tutto in un altro modo. Bisogna fare molta attenzione a questo virus e non sottovalutare niente”.
(da agenzie)
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Dicembre 2nd, 2021 Riccardo Fucile
“FANNO PERDERE MINUTI PREZIOSI E POI PRENDONO E SE NE VANNO, ANCHE SBRAITANDO”… LA SOLUZIONE? PRENDETELI A CALCI IN CULO, VEDRETE CHE NON SI RIPRESENTANO (AL MASSIMO A TRAUMATOLOGIA)
Per rallentare la somministrazione delle dosi, entrano negli hub, fanno la fila,
“tempestano” di domande e commenti il personale sanitario poi se ne vanno senza ricevere la dose. E’ la nuova tattica dei no vax a Treviso.
A segnalarlo è il direttore generale dell’Ulss 2 Francesco Benazzi, che a La Tribuna di Treviso dichiara: “Capita tutti i giorni. In tutti i nostri Vax Point abbiamo quotidianamente tre, quattro persone, che adottano questa tecnica”.
“Arrivano e iniziano a sciorinare richieste al personale sanitario impiegato nella profilassi. Fanno perdere minuti preziosi e poi prendono e se ne vanno, senza aver effettuato l’inoculazione, talvolta sbraitando, lamentandosi e ribadendo la loro contrarietà alla vaccinazione”, commenta riporta il direttore generale.
Come riporta il quotidiano, il fenomeno va avanti da tempo,e riguarda tutti i centri vaccinali della provincia.
(da agenzie)
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Dicembre 2nd, 2021 Riccardo Fucile
MIRINO SU GIORDANO E DEL DEBBIO
L’unica certezza è che più volte, negli ultimi tempi, Silvio Berlusconi si è lamentato dello spazio dato ai No Vax da alcune trasmissioni Mediaset, quella di Mario Giordano in primis.
Ma nessun intervento, riferiscono fonti vicine all’ex premier, è mai stato fatto sull’azienda da lui fondata.
Fatto sta che il futuro di “Fuori del Coro”, il talk show dell’ex direttore de Il Giornale, ma anche “Dritto e Rovescio” di Paolo Del Debbio, è diventato un caso.
Mediaset, adesso, smentisce un lungo stop, in corrispondenza del Natale ma soprattutto del periodo di validità del Super Green Pass e della calda vigilia delle elezioni per il Quirinale.
Le notizie fatte circolare nei giorni scorsi parlavano di uno stop dalla prossima settimana fino al termine di gennaio. I due conduttori restano in attesa di un palinsesto che non c’è, in un mare di polemiche alimentate proprio dall’insofferenza del Cavaliere per chi contesta gli obblighi sanitari, resa plastica – tra l’altro – dal video in cui, unico fra i leader del centrodestra, si fa ritrarre mentre fa una dose di vaccino. Un’insofferenza che sarebbe propria anche di chi sovrintende all’informazione Mediaset: Giordano e la sua tv urlata, in particolare, sono finiti nel mirino da tempo, malgrado il volto di “Fuori dal coro” si difenda numeri alla mano: “Ieri sera grandi ascolti e record stagionale. Grazie a tutti per l’appoggio e il sostegno. Molti fanno domande a cui non so rispondere. Ciò che posso assicurare è che ogni volta che andremo in onda saremo sempre Fuoridalcoro”.
Ma è un tweet, quello di Giordano, che non cela le incertezze sul domani. Confermate a sera: “Non ho avuto ancora nessuna comunicazione ufficiale”.
Il giallo vive anche di bufale, come il fake in cui lo stesso Giordano annuncia che verrà sostituito da Fabio Fazio, e molti sui social prendono la cosa terribilmente sul serio, facendo balzare Fazio in tendenza su Twitter.
Più esplicito Del Debbio: “Chiusura di “Dritto e Rovescio”? Io ho un riferimento unico, che è Mauro Crippa ovvero il direttore generale per l’informazione Mediaset, e lui mi ha garantito che si chiude il 16 dicembre e si riapre il 13 gennaio, come sarebbe stato nella norma perché di mezzo c’è l’Epifania. Che è quello che per me fa testo, il resto sono chiacchiere, io mi fido di lui”.
Programmi tv che vanno contro la linea di Forza Italia? Che guastano il clima ecumenico che Berlusconi sta cercando di creare attorno alla sua candidatura per il Colle?
Quesiti che rimangono sullo sfondo. Giordano in passato ha detto di non essere No Vax ma “di porsi solo delle domande”. Del Debbio dice di non sapere cosa possa avere scatenato il rincorrersi di voci sulla sospensione dei due programmi: “Non ne ho la benché minima idea. Francamente non lo so. Io guardo il mio orticello. Il resto non sono affari miei”.
È comunque una storia che si ripete: alla vigilia delle Politiche del 2018 lo stesso Del Debbio finì sotto tiro perché, sostenendo in tv cavalli di battaglia salviniani (a partire dall’immigrazione), avrebbe favorito l’ascesa della Lega. A distanza di quasi quattro anni, Berlusconi si ritrova a fronteggiare insidie che arrivano dalle sue reti.
(da agenzie)
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Dicembre 2nd, 2021 Riccardo Fucile
“CENTO GIORNI PER METTERE A PUNTO IL VACCINO IN BASE ALLA NUOVA VARIANTE”
È probabile che ci sarà bisogno di vaccinazioni annuali contro il Covid per molti anni
a venire. Lo ha detto l’amministratore delegato di Pfizer Albert Bourla in un’intervista alla Bbc, spiegando che sarebbe necessario per mantenere un “livello di protezione molto elevato”
Bourla, che ha parlato con la Bbc prima dell’emergere della variante Omicron, ha affermato che Pfizer aveva già realizzato vaccini aggiornati in risposta alle varianti Beta e Delta, ma che non erano stati necessari.
E l’azienda ora sta lavorando a un vaccino aggiornato in risposta alla variante Omicron che potrebbe essere pronto in 100 giorni.
Il capo di Pfizer ha sottolineato che i vaccini hanno contribuito a salvare milioni di vite durante la pandemia e senza di loro la “struttura fondamentale della nostra società sarebbe minacciata”.
Entro la fine dell’anno la casa farmaceutica statunitense prevede che avrà fornito complessivamente tre miliardi di dosi del suo vaccino, e quattro miliardi di dosi il prossimo anno.
Nel 2022, ha spiegato Bourla, i Paesi avranno “tutte le dosi di cui hanno bisogno”. Il Regno Unito nel frattempo ha reso noto di essersi assicurato 114 milioni di dosi extra di vaccini Pfizer e Moderna per i prossimi due anni.
(da agenzie)
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Dicembre 2nd, 2021 Riccardo Fucile
70 CASI IN 13 STATI EUROPEI
Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) rivede al rialzo il rischio della variante Omicron da “alto” a “molto alto” e prevede che peserà per oltre metà delle infezioni attese in Europa nei prossimi mesi.
L’Ecdc ferma la situazione momentanea con 352 casi di Omicron accertati in 27 Paesi del mondo, 70 casi in 13 Stati europei. Aggiunge inoltre che c’è “alta probabilità” che Omicron riduca la protezione di guariti e vaccinati.
I dati preliminari dal Sudafrica sulla variante Omicron “suggeriscono che potrebbe avere un sostanziale vantaggio di crescita rispetto alla Delta e, in tal caso, i modelli matematici indicano che Omicron dovrebbe causare oltre la metà di tutte le infezioni da SARS-CoV-2 nell’UE/SEE entro i prossimi mesi”.
(da agenzie)
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Dicembre 2nd, 2021 Riccardo Fucile
ENFANT PRODIGE D’AUSTRIA, L’EX CANCELLIERE LASCIA A SOLI 3 ANNI DOPO L’INDAGINE PER CORRUZIONE: “NON SONO NE’ UN SANTO NE’ UN CRIMINALE”
A soli 35 anni, dopo una carriera fulminea e fulminante, l’ex cancelliere austriaco
Sebastian Kurz annuncia la fine della sua storia con la politica. Neanche due mesi fa le dimissioni da cancelliere, sotto lo scandalo di un’indagine per corruzione che lo vede indagato insieme ad alcuni suoi fedelissimi (lui si è sempre dichiarato innocente).
Ora la decisione di lasciare tutti gli incarichi, quello di leader del Partito popolare (ÖVP) e quello di capogruppo in Parlamento. I conservatori sono sotto shock: tutti erano convinti che il suo successore, il diplomatico di lungo corso Alexander Schallenberg, fosse una parentesi temporanea da archiviare non appena il cancelliere “ombra” sarebbe stato in grado di riabilitare il suo nome e tornare. E invece ecco la bomba, ancora più rumorosa in un Paese semi paralizzato dal lockdown anti-Covid: il giovane e ambizioso leader lascia la politica, per sempre.
A dargli lo slancio per una mossa così estrema sarebbe stata la nascita, pochi giorni fa, del suo primo figlio. Una folgorazione che gli avrebbe fatto capire che “ci sono ancora tante cose belle nella vita a parte la politica”.
“È stato un capitolo entusiasmante, ma è ora di fare qualcosa di nuovo”, avrebbe detto confidandosi con un amico. Ma è chiaro che le vicende giudiziarie c’entrano eccome, come ha ammesso lui stesso in conferenza stampa.
“Non sono né un santo né un criminale. Sono un essere umano con punti di forza e di debolezza”, ha detto ai giornalisti a Vienna.
“Dimostrerò l’infondatezza delle accuse sollevate contro la mia persona, anche se dovrò aspettare anni”, ha dichiarato. “Non è stata una decisione facile per me […]. Nelle ultime settimane, che non sono state facili, e negli ultimi giorni, che sono stati molto belli, [mi sono reso conto] di quante cose belle ci siano al di fuori della politica”.
Kurz ha quindi ripercorso la sua carriera, affermando di aver fatto sempre del proprio meglio per “spostare un po’ la nostra bella Austria nella giusta direzione”, ma riconoscendo di aver preso alcune “decisioni sbagliate” durante i suoi 10 anni in politica.
“Ultimamente la fiamma dell’entusiasmo si è abbassata”, perché si è dovuto difendere da “accuse e insinuazioni”, ha proseguito, lamentando di essersi sentito, assieme allo staff, a volte “la preda di una caccia”.
“Sostegno e rifiuto sono importanti in una democrazia liberale”. “Ora vado a prendere mia moglie e mio figlio in ospedale”, ha concluso, in una comunicazione che non prevedeva domande dei cronisti.
Le accuse sono quelle che i pubblici ministeri austriaci gli hanno notificato a inizio ottobre, quando agenti della Procura centrale per la corruzione e gli affari economici (WKStA) hanno fatto irruzione nella cancelleria federale e nella sede dell’ÖVP nell’ambito di un’indagine per corruzione contro Kurz e la sua “cerchia ristretta”. Secondo i pm, Kurz avrebbe corrotto alcune agenzie di stampa nel 2016 per fare propaganda contro Reinhold Mitterlehner, all’epoca vice cancelliere e presidente del Partito popolare, con l’obiettivo di prendere il suo posto.
La sua scalata alla leadership, insomma, sarebbe stata facilitata da media comprati a suon di mazzette e sondaggi manipolati. Inoltre, la WKStA ha accusato Kurz di appropriazione indebita del denaro dei contribuenti, poiché le tangenti sarebbero state deviate dai fondi del ministero delle Finanze.
Dopo il raid, i partiti di opposizione hanno chiesto all’unanimità le dimissioni di Kurz e hanno convocato una sessione speciale del Consiglio nazionale per votare una mozione di sfiducia.
Il 9 ottobre 2021, Kurz si è dimesso dalla cancelleria ma ha annunciato la sua intenzione di rimanere presidente del partito e assumere la guida diretta del partito nell’Assemblea nazionale. I Verdi – compagni di governo dal 2019 – hanno accettato l’accordo, mentre i partiti di opposizione hanno condannato fermamente la mossa affermando che Kurz avrebbe continuato a “tirare i fili”
Oggi anche quei fili si sono spezzati, risultando nella fine di una parabola politica che lo aveva visto diventare, a soli 31 anni, il capo di governo più giovane del mondo.
Fin dal suo primo mandato – da dicembre 2017 a maggio 2019 – Kurz si è distinto per i suoi modi decisi ma sempre impeccabili. Volto levigato, capigliatura lucida perfettamente pettinata all’indietro, Kurz è apparso fin da subito come il nuovo volto di un partito tradizionale che negli ultimi anni si è sempre più schiacciato sulla sua figura, senza l’ombra di un rivale a contendergli la scena.
La sua popolarità è andata crescendo sull’onda di politiche anti-immigrazione e promesse di massicci tagli alle tasse per le classi medie.
La sua prima coalizione di governo, con il Partito della libertà austriaco (FPÖ), è stata guardata da tutti in Europa come l’esperimento di un possibile innesto tra conservatori tradizionali e ultra-destra nazionalista e populista.
L’operazione – bruscamente interrotta da un altro scandalo di corruzione – si basava su due elementi: la ferma volontà di Kurz di porsi come leader europeo (è stato il primo cancelliere federale dell’Austria a fare la sua visita inaugurale a Bruxelles, anziché nella vicina Germania) e lo spostamento dell’ÖVP su posizioni sempre più estreme (soprattutto su temi come migranti, islam e unioni omosessuali).
Nel 2019 era all’apice della sua popolarità – Der Spiegel lo aveva messo al primo posto nella sua classifica “Chi sarà importante quest’anno all’estero?” – quando il 17 maggio venne alla luce l’affaire Ibiza.
In quel caso lo scandalo non lo toccò direttamente, ma coinvolse il suo vice cancelliere e presidente dell’FPÖ Heinz-Christian Strache e il vicepresidente dell’FPÖ Johann Gudenus. Un video pubblicato quel giorno dalla Süddeutsche Zeitung e dal Der Spiegel mostrava i due esponenti dell’FPÖ spalancare le braccia di fronte alle offerte di corruzione di una donna che si era presentata loro come nipote di un oligarca russo vicino a Vladimir Putin, lasciandosi andare a elogi del metodo Orbán sulla stampa e a suggerimenti su come violare la legge finanziaria austriaca sulla campagna elettorale. Il clamore fu tale da determinare la rottura della coalizione ÖVP-FPÖ; Kurz provò a resistere per qualche giorno, ma presto fu estromesso con una mozione di sfiducia.
Dopo le elezioni legislative del 2019, è tornato al potere, formando un’altra coalizione, questa volta con i Verdi.
Kurz e il suo nuovo gabinetto sono stati inaugurati nel gennaio 2020; tuttavia, il programma della coalizione è stato rapidamente ostacolato dalla pandemia di Covid-19, che proprio nelle ultime settimane è tornata a mordere il Paese. Il 9 ottobre – a seguito dell’altra inchiesta per corruzione, questa volta a suo carico – Kurz ha annunciato il passo indietro, indicando come suo successore il ministro degli Esteri Schallenberg (a lui il compito di comunicare agli austriaci la necessità di un nuovo lockdown anche per i vaccinati e l’introduzione a partire dal primo febbraio dell’obbligo vaccinale, visto il basso tasso di immunizzazione raggiunto).
Colpisce il tempismo del suo addio alla politica, proprio nel giorno in cui la cancelliera tedesca Angela Merkel riceve gli onori militari per la conclusione del proprio mandato, dopo 16 anni al timone.
Entrambi lasciano i rispettivi Paesi nel pieno di una quarta ondata che li ha colpiti molto più duramente rispetto alla maggior parte d’Europa. Nel 2019 il quotidiano tedesco Neue Zürcher Zeitung paragonava i due leader, a tutto vantaggio del giovane e dinamico cancelliere austriaco: Kurz incarnava “rivolta, fiducia, dinamismo, eleganza e determinazione”, mentre la cancelliera tedesca era simbolo di “stagnazione”. Nessuno poteva immaginare che due anni dopo anche il rampante Kurz avrebbe consegnato la sua eredità politica – e che no, non ci sarebbe stato confronto.
((da agenzie)
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Dicembre 2nd, 2021 Riccardo Fucile
LA FIGURACCIA IN DIRETTA DELLA VICE-QUESTORE NO VAX
Narrazioni false e fantastiche, e dove trovarle.
Ancora una volta, Nunzia Schilirò ha dato il meglio di sé in tv. La vice-questore di Roma (sospesa), in collegamento da casa sua – perché positiva ai tamponi – con “Non è L’Arena” è riuscita a inanellare una serie di “blastate” in diretta a causa delle bufale che continua a propinare.
Ha parlato persino di un articolo del “The Lancet” sparito dai radar di internet perché oggetto di censura per via della sue “verità scomode” sui vaccini. Peccato che il conduttore, Massimo Giletti, ci abbia messo la bellezza di “8 secondi” per fare una ricerca su Google e smentire l’ennesima teoria del complotto della donna
“Vorrei chiedere al dottor Telese come mi spiega il fatto che l’articolo di The Lancet che io mi sono salvata sul mio telefono il 20 novembre, quando l’ho letto per la prima volta, non si trova più. Come mai queste notizie scompaiono dal web?”, questo l’interrogativo posto da Nunzia Schilirò, ammiccando a una censura e a un complotto. Il dibattito va avanti, coinvolgendo anche la dottoressa Gismondo in collegamento. Ma pochi istanti dopo arriva il colpo di scena.
“Scusi un secondo. Io in 8 secondi – dice Massimo Giletti chiedendo l’ausilio della steadycam per immortalare lo schermo del suo telefono -, mentre c’era questo dialogo, ho trovato l’articolo di The Lancet. Eccolo qua, del 20 novembre”.
E anche la vice-questore sospesa conferma che si tratta dall’articolo comparso in quella data. Insomma, non è mai stato cancellato da internet e anche quel complotto può essere messo nel cassetto delle brutte, anzi pessime, figure.
Ma i capolavori proseguono nel corso della puntata di “Non è L’Arena”. Confrontandosi con la professoressa Gismondo, Nunzia Schilirò porta a sostegno della sua tesi un articolo pubblicato su Panorama (diretto da Maurizio Belpietro che, anche con il suo quotidiano “La Verità”, ha raccontato molte vicende attinenti al Covid condendole con bufale, come quella sul calciatore del Sassuolo Pedro Obiang).
“Mezzo milioni di persone danneggiate dal vaccino, dice un articolo uscito oggi (ieri, ndr) su Panorama”.
Laconica la risposta della dottoressa Gismondo: “Panorama sarà un’ottima rivista, ma io mi documento sulle riviste scientifiche”. Ma la lunga serie di figuracce in diretta non finisce qui. Perché Nunzia Schilirò ora risultata positiva ai test anti-Covid. Perché la vice-questore ora avrà il Green Pass per essere guarita dal Covid. Proprio lei che ha sempre lottato contro la certificazione verde.
E Telese rincara la dose: “Se è contraria al Green Pass, allora non lo prenda. Promette di essere obiettore fino in fondo?”.
(da agenzie)
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Dicembre 2nd, 2021 Riccardo Fucile
PRIMA HA ACQUISTATO L’INSULINA POI HA ORGANIZZATO UNA RACCOLTA FONDI PER FAR ARRIVARE LA PICCOLA A ROMA
Il senso civico rappresentato non solo dalla divisa che si indossa, ma anche
dall’integrità dell’uomo.
Questa storia a lieto fine parte dal Kosovo e arriva fino in Italia, a Roma, dove una bambina di 4 anni – affetta da diabete mellito di tipo 1 – è stata curata dal personale dell’Ospedale Umberto I della capitale.
La piccola era stata incontrata per le strade di Pristina dall’appuntato dei Carabinieri Fabio Cervellieri, impegnato in una missione in quel Paese. Ed è lì che il militare dell’Arma ha ascoltato la storia della bambina. Ed è da lì che ha avuto origine quel grande gesto di umanità che ha coinvolto anche l’intero Reggimento Carabinieri MSU
L’appuntato Fabio Cervellieri, non appena è venuto a conoscenza della patologia della bambina di soli 4 anni, ha acquistato a proprie spese l’insulina e un misuratore per rilevare il tasso glicemico nel sangue della piccola. L’ha incontrata per le strade del Kosovo, dove è in missione.
Poi, al suo ritorno in Italia, ha chiesto informazioni al personale medico dell’Ospedale Umberto I di Roma, chiedendo loro se ci fossero le possibilità di garantire alla piccola una terapia adeguata per contrastare quel diabete mellito di tipo 1.
Una volta ottenuta una risposta positiva, l’appuntato ha coinvolto i suoi colleghi del Reggimento MSU (unità specializzata multinazionale) che non si sono tirati indietro e hanno organizzato una raccolta fondi tra i militari.
L’obiettivo era quello di arrivare alla cifra che avrebbe permesso alla piccola e a sua madre di partire da Pristina e arrivare a Roma per sottoporsi alle cure. La quota è stata raggiunta nel giro di poco tempo e lo scorso 16 novembre la donna e sua figlia sono atterrate all’aeroporto di Fiumicino
Dopo alcune visite, la bambina è stata curate e sottoposta a un piccolo intervento chirurgico, dando il via libera alla terapia per contrastare quel diabete che l’ha colpita in tenera età. E ora sta bene e, di fatto, è stata “adottata” non solo dall’appuntato Fabio Cervellieri, ma da tutti i carabinieri che hanno contribuito in questo viaggio – andata e ritorno – tra il Kosovo e l’Italia. Il lieto fine di una storia iniziata grazie al grande cuore del militare italiano.
(da agenzie)
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Dicembre 2nd, 2021 Riccardo Fucile
CONTAGI IN NETTO CALO, VACCINATI ANCHE I BAMBINI DAI 2 ANNI IN SU
Sette morti di Covid in una settimana, 765 pazienti attualmente ricoverati negli ospedali, solo 12 dei quali in gravi condizioni.
Succede a Cuba, paese in cui i contagi sono in costante calo da mesi che ha affrontato la pandemia potendo contare su uno dei sistemi sanitari pubblici più solidi del mondo. Secondo la Banca Mondiale, infatti, Cuba è la nazione con il più alto numero di medici ogni mille abitanti, il doppio dell’Italia e il triplo degli Stati Uniti.
Non solo: il paese caraibico ha sviluppato autonomamente, e nel giro di poco più di un anno, ben cinque vaccini contro il Covid-19, immunizzando con due dosi oltre l’83% della sua popolazione, compresi i bambini dai 2 anni in su.
Quando è iniziata la pandemia le autorità sanitarie de l’Havana hanno deciso di non attendere che le grandi aziende farmaceutiche sviluppassero vaccini efficaci e sicuri, ben consapevoli che l’embargo imposto da 60 anni dagli Stati Uniti avrebbe reso praticamente impossibile l’approvvigionamento dei farmaci.
Potendo contare su un settore biofarmaceutico all’avanguardia, progettato dopo la Rivoluzione per non dover dipendere eccessivamente da altri Stati, il governo di Miguel Díaz-Canel – successore di Fidel Castro – ha messo al lavoro centinaia di ricercatori.
Tra questi c’è anche un italiano: si chiama Fabrizio Chiodo, è di origini palermitane, e dopo essersi laureato in chimica e tecnologie farmaceutiche è diventato ricercatore del Medical Center di Amsterdam, quindi del CNR di Pozzuoli e dal 2014 collabora attivamente con l’Instituto Finlay de Vacunas dell’Havana. L’italiano, che ha collaborato al disegno e allo sviluppo dei vaccini pubblici Soberana, ci risponde proprio da Cuba.
A che punto è la campagna vaccinale a Cuba e quali sono i risultati che sta dando sul contenimento dell’epidemia?
Cuba ha vaccinato con una dose più del 90% della popolazione e con schema completo a due dosi l’83% della popolazione. Qui è stato somministrato il vaccino anche alla popolazione pediatrica dai due anni in su, e stanno partendo anche le quarte dosi per i soggetti più vulnerabili. Lo schema vaccinale a Cuba prevede due dosi più il boost. Grazie a questa strategia e ad adeguate misure di contenimento le infezioni sono drasticamente calate. In sette giorni sono stati registrati solo sette morti, 4 dei quali il 29 novembre; il tasso di positività ai test è stabilmente inferiore all’1%. Qui, però, oltre ai vaccini sono ancora in vigore altre misure di contenimento, ad esempio la mascherina obbligatoria all’aperto. Inoltre è stato messo a punto un efficace sistema di tracciamento dei contagi
(da agenzie).
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