Destra di Popolo.net

COSA NON E’ IN GRADO DI AFFERRARE LA MELONI: TRE PICCOLI ESEMPI

Dicembre 15th, 2021 Riccardo Fucile

BIPOLARISMO, DESTRA, PATRIOTTISMO

Più ascolto Giorgia Meloni e più si fa grande il dubbio che proprio non riesca a capire alcuni concetti basilari. Perché altrimenti la sua malafede politica sarebbe grande come il suo castello di retorica e propaganda.
Cosa non è in grado di afferrare Giorgia Meloni? Tre piccoli esempi, giusto per capire. E per farle capire.
Primo.
Il mondo che descrive lei, culturalmente e sociologicamente bipolare, esiste solo nella costruzione mentale di un’ex giovane militante che vive della e nella nostalgia di un mondo semplificato. E uniformato. Il suo bipolarismo è un totalitarismo bifronte: due eserciti l’un contro l’altro armati che si legittimano e guerreggiano annullando tutte le differenze. O di qua o di là. Meloni immagina un “campo largo dei conservatori” che si contrappone al “campo largo” che sogna Enrico Letta. Da qui gli ammiccamenti e gli occhiolini. La verità? Come non esiste il primo non esiste nemmeno il secondo. Il loro bipolarismo è un duopolio che vuole uccidere la concorrenza di idee, proposte, culture. Il sogno della Meloni è nella realtà un incubo egalitario in cui tutte le sfumature si riducono a un unicum in cui l’unico parametro di giudizio è la fedeltà a un disegno precostituito, il suo. Per giocare con l’immaginario della destra italiana, il sogno della Meloni assomiglia a quello di Sauron che vuole schiacciare le libertà di vita e di pensiero dei piccoli Hobbit della Contea.
Secondo.
No, non esiste una sola destra. Mai è esistita e mai esisterà. E, soprattutto, non è scritto da nessuna parte che le diverse destre debbano per forza essere alleate con un patto di sangue e ferro troppo vicino a una retorica “militare” della politica. Meloni fa diabolicamente finta di non sapere (spero per lei che faccia solo finta!) che la destra gollista francese mai si è alleata con la destra della Le Pen. E fa finta di non sapere che la Cdu tedesca mai si è alleata con gli estremisti di Alternative für Deutschland. L’idea che le due destre, quella liberale moderata e quella sovranista e populista, debbano per forza marciare unite è semplicemente un’idea malsana. O, più terra terra, paracula.
Terzo.
Il patriottismo o è cosa di tutti o non è. Il patriottismo non è un’opzione ideologica, è una scelta esistenziale. Il patriottismo “di parte” che descrive la Meloni ha un altro nome, si chiama totalitarismo. Patriottismo è fratellanza, è “voler bene”, è dono di sé. Patriottismo è l’esatto contrario dell’identità forte che va cercando la destra della Meloni. Di più, patriottismo è sacra difesa delle differenze e dei diritti degli individui. Chi utilizza la patria retorica come grimaldello ideologico è, nella realtà, il primo nemico della patria vera, quella fatta di persone che si sentono “famiglia” senza rinunciare alle proprie identità.
Ps. A tutto questo si deve aggiungere un particolare piccolo ma essenziale. Quella che descrive Meloni in ogni sua esternazione (il Parlamento è un pantano?) è un sistema illiberale che tende a ribaltare le regole di una qualsiasi democrazia liberale. Legittimo? Assolutamente. Ma molto, molto pericoloso.
(da Huffingtonpost)

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BOCCIATO IL RICORSO DEI PARLAMENTARI, RESTA L’OBBLIGO DI GREEN PASS

Dicembre 15th, 2021 Riccardo Fucile

CONSULTA: INAMMISSIBILE IL CONFLITTO DI POTERI, NESSUNA VIOLAZIONE DELLE LORO PREROGATIVE

Per i parlamentari resta l’obbligo del green pass per accedere alle Camere di appartenenza.
La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il conflitto tra poteri sollevato dal senatore del gruppo misto Luigi Paragone e da un gruppo di deputati capitanato da Pino Cabras (L’ Alternativa c’è) contro l’obbligo introdotto nei mesi scorsi.
La Corte ha ritenuto che dai ricorsi non emerga alcuna manifesta lesione delle attribuzioni proprie dei parlamentari e che spettino all’autonomia delle due Camere l’interpretazione e l’applicazione dei rispettivi regolamenti.
I conflitti tra poteri riguardavano le delibere con cui gli organi interni di Camera e Senato – alla luce del decreto di settembre sul green pass – hanno richiesto il certificato verde per partecipare ai lavori parlamentari.
Paragone e gli 8 deputati di Alternativa c’è- che avevano sottoscritto uno dei due conflitti- lamentavano la menomazione delle proprie attribuzioni costituzionali. E in particolare denunciavano le modalità di adozione dell’obbligo di green pass, cioè la sua introduzione con delibere di organi interni alle Camere (Ufficio/Consiglio di Presidenza e Collegio dei questori) anziché attraverso una modifica dei regolamenti parlamentari per cui sarebbe stata necessaria la maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Aula.
Ritenevano quindi che fosse stata violata la riserva regolamentare (articolo 64 della Costituzione) e insieme fosse stata compressa la partecipazione dei singoli parlamentari al procedimento legislativo, oltre che leso il libero svolgimento del loro mandato.
(da agenzie)

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VOLEVANO OCCUPARE L’OSPEDALE DI PORDENONE, CENTO NO VAX BLOCCATI DALLA DIGOS

Dicembre 15th, 2021 Riccardo Fucile

L’INIZIATIVA PER SOSTENERE DEI SANITARI SOSPESI PERCHE’ NON VOLEVANO VACCINARSI

La Digos di Pordenone ha sventato questa mattina il tentativo da parte di un centinaio di No vax di occupare l’ospedale.
La protesta sarebbe scattata a sostegno dei sanitari sospesi dal servizio, dopo che si sono rifiutati di fare il vaccino anti Covid.
La polizia aveva individuato alcuni messaggi in chat ieri che i No vax si erano scambiati per organizzare l’occupazione, nei quali si davano appuntamento oggi davanti all’Ospedale civile.
Il questore Marco Odorisio è stato quindi costretto a rinforzare la sicurezza attorno all’ospedale con un servizio di sicurezza aggiuntivo.
I manifestanti sono arrivati nelle prime ore del mattino con un gruppo di trenta persone, a cui si sono aggiunte poi altre 70.
La polizia li ha identificati e invitati ad allontanarsi.
Uno di loro è stato portato in Questura, perché si rifiutava di essere identificato e non voleva indossare la mascherina.
Tutti i manifestanti saranno denunciati per manifestazione non autorizzata, oltre che per le violazioni delle norme anti Covid.
(da agenzie)

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I NO VAX IN SASSONIA VOLEVANO UCCIDERE IL GOVERNATORE PRO VACCINI

Dicembre 15th, 2021 Riccardo Fucile

SU TELEGRAM I PIANI DEI NEONAZISTI PER GLI ATTACCHI ARMATI

In Germania l’unità antiterrorismo della polizia della Sassonia è impegnata da questa mattina in un’operazione contro un gruppo di No vax di estrema destra che pianificava di uccidere il presidente della Sassonia, Michael Kretschme.
Secondo i giornalisti dell’emittente pubblica Zdf, il leader della Cdu era finito nel mirino degli estremisti per le sue posizioni pro vaccino anti Covid.
Nel canale Telegram del gruppo Dresden Offline Network’, i 103 membri oltre a sostenere teorie complottiste sul Coronavirus, si scambiavano messaggi in cui incitavano alla violenza armata progettando di colpire i ministri e il presidente Kretschme.
Secondo le indagini della polizia, i membri del gruppo si sarebbero vantati di possedere armi, recuperate anche grazie ai consigli del leader che suggeriva come procurarsi il necessario per gli attacchi.
(da agenzie)

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L’INCREDIBILE STORIA DELLA DONNA MORTA PUR DI NON CONFESSARE DI AVER MENTITO SUL VACCINO

Dicembre 15th, 2021 Riccardo Fucile

AI MEDICI AVEVA DETTO DI ESSERE VACCINATA ANCHE SE NON LO ERA

Andava dicendo a chiunque che si era vaccinata, anche se non era vero. Lo ha fatto fino alla morte, arrivata a causa del Covid nell’Ospedale di Garches, alle porte di Parigi, in Francia.
Protagonista della vicenda una donna 57 anni, che era arrivata a mentire perfino ai medici, fino all’esito fatale.
Aveva ottenuto un certificato di doppia vaccinazione in maniera fraudolenta da un medico, probabilmente no-vax, e quindi disponeva anche del Green Pass.
“Se avessimo saputo che la paziente non era vaccinata – ha spiegato – avremmo cambiato subito le cure. Vista la sua età e la gravità delle sue condizioni avremmo potuto somministrarle gli anticorpi monoclonali”.
La sua testardaggine le è costata la vita, oltre alla sua convinzione di potercela fare senza vaccino. La paziente non aveva problemi di salute – riporta eunews – e aveva pregato il marito di non informare nessuno del fatto che non avesse ricevuto alcuna dose, temendo procedimenti legali. Successivamente l’uomo ha ammesso ai media francesi di aver acquistato il falso documento per 200 euro. Una situazione che le si è rivoltata inesorabilmente contro, nel modo peggiore possibile.
Un infettivologo dell’Ospedale di Garches, Benjamin Davido, ha dichiarato: “Quando qualcuno si presenta in ospedale o al Pronto Soccorso deve sempre essere sincero e onesto. Ci deve essere un rapporto trasparente tra medico e paziente. Non siamo qui per giudicare ma per prenderci cura di tutte le persone anche quelle non vaccinate”. Il suo ingresso in terapia intensiva, avvenuto all’inizio di dicembre, aveva sorpreso i medici, trovartisi di fronte a una paziente giovane e vaccinata, senza fattori di comorbidità, affetta da una forma severa dell’infezione.
L’assicurazione sanitaria della Francia ha scovato oltre 36.000 falsi green pass venduti a cifre esorbitanti su Internet o da medici senza scrupoli. Le autorità hanno avviato 400 indagini sulle reti che forniscono falsi certificati, e i trasgressori rischiano una pena detentiva oltre a una multa molto salata.
(da agenzie)

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“SANTA MESSA CON SALVINI”, L’ULTIMA PAGLIACCIATA SOVRANISTA

Dicembre 15th, 2021 Riccardo Fucile

AZIONE CATTOLICA PROTESTA: “LA LITURGIA NON HA PARTITI”

“Santa Messa con Matteo Salvini”. Con questo slogan è iniziato a circolare sui social un manifesto per pubblicizzare la partecipazione del leader della Lega a una celebrazione religiosa a Roma, prevista per il 21 dicembre, alle ore 18, nella chiesa della Domus Mariae, sull’Aurelia, nel complesso che l’Azione Cattolica ha dato in gestione per 15 anni al Gruppo TH Resorts, partecipato al 46% da Cassa depositi e prestiti.
Una messa in vista del Natale trasformata in un palcoscenico politico. Subito sono esplose le polemiche, ma a prendere le distanze dallo spot è lo stesso staff di Salvini. Sul manifesto fatto circolare sui social ci sono i simboli sia della Lega e che di Identità Culturale, il gruppo sovranista del Parlamento europeo.
Dal partito di Salvini fanno sapere che non è stata una loro iniziativa, tanto che quella comunicazione non è partita dai canali ufficiali leghisti, e che per quel manifesto è particolarmente contrariato lo stesso Capitano.
Non è nuovo Salvini all’uso durante i suoi comizi e nei diversi interventi fare ricorso a simboli religiosi, partendo dal rosario, ma questa volta assicurano che non voleva assolutamente strumentalizzare un evento religioso e farlo in un momento particolarmente importante per i cattolici come quello delle festività natalizie.
Il 21 a Roma, nei pressi del parco di Villa Carpegna, dove si trova la Domus Mariae, la Lega ha organizzato un incontro per lo scambio di auguri e con l’occasione Salvini ha deciso di partecipare alla messa, precisando però che lo farà e fin dall’inizio ha inteso farlo in forma assolutamente privata. §
L’ipotesi è dunque che quel manifesto imbarazzante sia stata opera di qualche leghista un po’ troppo zelante che, senza ricevere alcuna approvazione, ha preso l’iniziativa e scatenato le polemiche.
A infuriarsi però è stata anche la stessa presidenza nazionale dell’Azione cattolica, specificando che la decisione di concedere la chiesa della Domus Mariae per celebrazioni è attualmente di pertinenza del gestore dell’immobile, ma che la questione legata alle celebrazioni è comunque già da qualche tempo oggetto di un tavolo di confronto per regolare l’utilizzo della chiesa.
“È dunque evidente che l’associazione non era a conoscenza della celebrazione che è stata annunciata per martedì 21 dicembre – specificano dall’Ac – e che non ha avuto la possibilità di evitare questa situazione. È anche vero, e altrettanto evidente, che lo stesso gestore della struttura si è trovato davanti al fatto compiuto poiché non era stato messo a conoscenza di quello che sarebbe accaduto e della strumentalizzazione intorno alla celebrazione stessa”.
Dall’Azione cattolica aggiungono poi che, senza voler fare polemica politica, “resta il fatto grave della strumentalizzazione di una celebrazione liturgica che, per sua natura, non ha parti o partiti”. “Questo – concludono – è vero a prescindere dal luogo dove una celebrazione si svolge e questo ci interessa stigmatizzare”. Qualcuno insomma, forse per farsi bello agli occhi del Capitano, questa volta l’ha fatta grossa, scherzando tanto con i fanti quanto con i santi.
(da agenzie)

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FIORE E CASTELLINO ACCUSATI DI TERRORISMO

Dicembre 15th, 2021 Riccardo Fucile

GUIDARONO L’ASSALTO ALLA CGIL

Attualmente ci sono sei procure, coordinate dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, che indagano sui leader di Forza Nuova Giuliano Castellino e Roberto Fiore. Entrambi sono detenuti in carcere dal giorno dopo l’assalto alla sede nazionale della Cgil a Roma del 9 ottobre, avvenuto in seguito a una manifestazione contro il Green Pass in cui ad arringare la folla c’erano i due neofascisti. I fatti risalgono a due mesi fa, e nel frattempo la procura di Roma è arrivata ad avere un quadro sufficientemente chiaro su quanto accaduto da decidere di chiudere le indagini e proporre il giudizio immediato per i due militanti e gli altri indagati.
La procura di Bari invece – riporta Repubblica – in seguito a un’indagine aperta nei mesi che hanno preceduto l’assalto partito da Piazza del Popolo ha iscritto nel registro degli indagati Fiore e Castellino con l’accusa di addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale. Per quanto riguarda il filone Capitolino, il processo potrebbe svolgersi già a febbraio: per il solo reato di devastazione e saccheggio, gli indagati rischiano tra gli 8 e i 15 anni di carcere. Fiore e Castellino dovranno rispondere anche di incitamento alla violenza e violenza privata nei confronti di poliziotti e carabinieri che tentarono di proteggere la sede sindacale. Assieme a loro sono detenuti anche l’ex nar Luigi Aronica e gli attivisti Pamela Testa e Salvatore Lubrano, accusati di devastazione e saccheggio e violenza privata. Misure cautelari anche per altri sei manifestanti, tra i quali il leader di Forza Nuova Verona, Luca Castellini. Biagio Passaro, portavoce del movimento “Io Apro” che si era filmato durante la devastazione alla Cgil, è tornato in libertà nelle scorse settimane.
Tronando sull’inchiesta di Bari, Repubblica menziona anche il ruolo cruciale di Roberto Falco, accreditatosi alla manifestazione di inizio ottobre come rappresentante dei ristoratori che chiedevano riaperture certe ma accusato di usare questo pretesto per guidare la folla all’eversione.
“Si rileva — si legge in un’informativa riservata — la presenza di un gruppo pubblico, creato in data 25 marzo 2020, i cui iscritti, facendo leva sulla situazione di difficoltà economica e occupazionale, acuita dalle misure per fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid-19, inneggiano palesemente alla rivoluzione, al disordine sociale, alla necessità di saccheggiare i supermercati e organizzare manifestazioni, anche violente, contro il governo italiano e i suoi rappresentanti”.
(da La Repubblica)

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SONDAGGIO: “IL 70% DEGLI ITALIANI VUOLE CHE DRAGHI RESTI PREMIER”

Dicembre 15th, 2021 Riccardo Fucile

SOLO IL 12% LO VORREBBE AL QUIRINALE

Draghi? Meglio se resta premier. A dirlo è stato il 70 per cento degli intervistati della ricerca “Il fattore Draghi e la politica italiana. Il pensiero degli elettori”, realizzata per l’associazione LibertàEguale da un gruppo di lavoro di Sociometrica e Format Research diretto da Antonio Preiti (Sociometrica), Pierluigi Ascani e Gaia Petrucci (Format Research). Il report, presentato alla Camera, evidenzia che solo il 12% degli intervistati preferirebbe che l’attuale presidente del Consiglio venisse eletto al Quirinale. Il 18 per cento, invece, vorrebbe che Draghi non rivestisse nessuno dei due incarichi”.
La ricerca, presentata a Montecitorio con gli interventi di Marco Bentivogli, Renato Brunetta, Carlo Calenda, Stefano Ceccanti, Luigi Marattin, Enrico Morando e Debora Serracchiani sembra mostrare un gradimento su Draghi trasversale agli elettori delle forze politiche di maggioranza ma, spiegano gli autori del report, “solo per gli elettori dei Fratelli d’Italia si sta qualche punto sotto la media generale”. Il massimo consenso per la permanenza di Draghi alla presidenza del Consiglio dei Ministri è “espressa dagli elettori di Azione, per i quali si arriva all’88 per cento”.
L’elezione al Quirinale
Del 12 per cento di persone a cui piace l’idea che il premier possa invece essere eletto al Colle piace per l’11 per cento al Movimento 5 Stelle, per il 12 per cento agli elettori di Aziona e solo per il 9% ai forzisti, sui cui pesa l’opzione della candidatura al Quirinale di Silvio Berlusconi. Ma stando ai dati, sono soprattutto i giovani tra i 18 e i 24 anni ad esprimere “il massimo del consenso a Draghi come presidente della Repubblica”.
Il governo
Per quanto riguarda infine il giudizio sul governo Draghi “il 57% degli italiani, con varia intensità, è complessivamente contento dell’operato dell’esecutivo, mentre non lo è, anche in questo caso con varia intensità, il 43%”. Tra i soddifatti, il 22 per cento è rappresentato dal Pd, il 31 per cento dagli elettori di Forza Italia e il 40% da quelli di Azione. Insoddisfatti della gestione dell’esecutivo, invece, sono, a sorpresa, gli elettori di Sinistra italiana (44 per cento) seguiti da Fratelli d’Italia e Lega. Questo perché, spiegano gli autori del report, “in generale e in astratto è da attendersi che chi si percepisce in una condizione economica e sociale migliore tenda ad avere un buon giudizio sul governo e, viceversa, chi sta peggio abbia giudizi critici”.
Il Green Pass
Infine, i dati relativi al Green Pass. Tra i No Vax, solo il 22 per cento si dice contento dell’operato dell’esecutivo presieduto da Draghi. “La soglia massima tra i ‘molto favorevoli’ alla certificazione verde – si legge nel report – si riscontra nell’elettorato del Pd, con il 59%, seguito da quello di Forza Italia con il 51%. Il minimo si riscontra fra gli elettori dei Fratelli d’Italia dove raggiunge il 33%”.
(da agenzie)

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