Ottobre 7th, 2022 Riccardo Fucile
INIZIA CON UNA FIGURA DI MERDA LA CANDIDATA PREMIER SOVRANISTA: A VOLTE E’ MEGLIO TACERE
Aveva deciso di non festeggiare e di non parlare dopo la vittoria delle
elezioni. Lo aveva fatto, dice, per consentire di procedere in modo ordinato con la transizione tra il governo uscente (quello guidato da Mario Draghi) e quello che sarà guidato da Giorgia Meloni.
Poi, però, nel corso dell’Esecutivo nazionale del partito che si è tenuto nei giorni scorsi nella sede di via della Scrofa, è arrivato quell’attacco – già respinto al mittente – nei confronti del governo uscente sui ritardi nel PNRR da parte del nostro Paese. E dopo la secca smentita di Palazzo Chigi è arrivata anche quella dell’Europa.
Nel corso del suo intervento all’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni aveva esplicitamente messo le mani avanti, sottolineando che il suo governo erediterà una situazione difficile e parlando dei ritardi PNRR:
“Ereditiamo una situazione difficile: i ritardi del PNRR sono evidenti e difficili da recuperare e siamo consapevoli che sarà una mancanza che non dipende da noi ma che a noi verrà attribuita anche da chi l’ha determinata”.
Una narrazione già smentita da Mario Draghi. E ora interviene l’Europa, con una dichiarazione rilasciata da un portavoce:
“Le cose stanno procedendo secondo quanto previsto”.
Poche parole che vanno dritte al punto, come già detto dal Presidente del Consiglio in carica. Poi Giorgia Meloni prova a ritoccare e ammorbidire quelle sue dichiarazioni, sostenendo che lei facesse riferimento alla Nadef che indica come l’Italia spenderà, entro la fine dell’anno, 21 miliardi rispetto ai 29,4 già versati dall’Europa nelle casse dell’Italia in base agli obiettivi scritti e calendarizzati nel piano. Quindi toccherà a lei – che ha sempre chiesto elezioni anticipate contestando qualunque governo si sia alternato nel corso degli anni – completare il tutto e dare il via libera a quei progetti che pesano per 8,4 miliardi. Progetti che non sono fermi per ritardi PNRR, ma perché nel frattempo sono subentrate altre problematiche come l’emergenze energetica.
(da agenzie)
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Ottobre 7th, 2022 Riccardo Fucile
INDAGATI ANCHE IL GOVERNATORE E OLTRE 100 PERSONE PER LA COSTRUZIONE DELL’OSPEDALE DI LAGONEGRO
Sono oltre 100 gli indagati nell’ambito dell’operazione della Direzione distrettuale antimafia di Potenza sulla Sanità lucana che stamani ha portato a diverse misure cautelari.
Un’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata notificata stamani al capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale della Basilicata, Francesco Piro, arrestato a Lagonegro. Piro era stato candidato alle ultime elezioni politiche.
Proprio la costruzione del nuovo ospedale di Lagonegro, nell’area sud della regione, sarebbe al centro dell’inchiesta che vede coinvolti diversi uomini politici e amministratori lucani.
Tra questi l’attuale assessore regionale all’agricoltura, Francesco Cupparo (FI), nei cui confronti è stato disposto un divieto dimora a Potenza e l’ex assessore lucano alla sanità, Rocco Leone (attualmente consigliere regionale di Fratelli d’Italia) a cui è stato notificato l’obbligo di dimora a Policoro.
Tra le persone coinvolte anche il direttore generale dell’ospedale San Carlo di Potenza, Giuseppe Spera.
Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha solo consegnato agli investigatori il telefono cellulare. Non ha subito la perquisizione nella sua abitazione, come era stato riferito inizialmente. Lo si è appreso da fonti della giunta. Il governatore è negli uffici della Regione, nel capoluogo lucano, dove sono in corso altre perquisizioni come anche nell’ospedale San Carlo, il più importante della Basilicata.
Bardi sarebbe estraneo alla parte dell’inchiesta che riguarda la costruzione del nuovo ospedale di Lagonegro, mentre sarebbe coinvolto in una “segnalazione” per un militare della Guardia di Finanza (Bardi è stato in passato vicecomandante generale delle fiamme gialle).
Altri aspetti che riguarderebbero Bardi nell’inchiesta si riferiscono al cambio alla guida dell’Azienda ospedaliera “San Carlo” di Potenza: in questo ambito, l’inchiesta riguarda anche i componenti della giunta regionale in carica all’epoca dei fatti. Le delibere all’attenzione degli investigatori sarebbero quelle relative al fondo di riparto.
“Si va avanti in un momento di crisi senza precedenti”: ha detto il presidente della giunta regionale della Basilicata, Vito Bardi. “Sono come sempre disponibile a collaborare con gli inquirenti per chiarire ogni aspetto”. Fonti vicine al governatore lucano hanno inoltre sottolineato che le delibere oggetto dell’inchiesta “sono atti pubblici, approvate senza secondi fini”. Per quanto riguarda i tamponi, Bardi ha sottolineato di “non aver ricevuto alcun favore”.
Nel mirino è finita anche la gestione dell’emergenza Covid nella fase iniziale della pandemia, a marzo del 2020, quando due famiglie di Potenza hanno denunciato l’effettuazione tardiva dei tamponi per i loro congiunti poi deceduti.
(da agenzie)
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